IL DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE RIPRENDE LA PROPOSTA PANNELLA
QUEL SI ALLODG SULLIRAQ |
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di Maurizio
Bolognetti
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Non posso che esprimere soddisfazione per la decisione del Consiglio regionale di Basilicata di approvare un Ordine del Giorno, che riprende integralmente la proposta di Marco Pannella sulla questione Iraq. Ricordando che , già prima del voto sullODG, lo stesso Presidente Bubbico e numerosi consiglieri di entrambi gli schieramenti avevano sottoscritto a titolo personale la proposta Pannella, voglio ringraziare particolarmente i Consiglieri De Filippo e Pisani, presentatori in consiglio dellODG, ma anche i consiglieri del Polo, che hanno votato e sostenuto la proposta. Ancora un grazie, poi, al Presidente dellAssociazione Movimento Azzurro, Rocco Chiriaco, per aver sottoscritto la proposta, mobilitando lintera associazione sulla stessa. Nella speranza che questa straordinaria mobilitazione, possa portare tutti ad una seria riflessione, priva di steccati ideologici, mi auguro che un primo momento di dibattito si sviluppi su certi atteggiamenti pacifisti, che finiscono per diventare un oggettivo sostegno al regime di Baghdad. Tanto per intenderci, ho trovato molto discutibile la decisione di invitare il Ministro degli esteri iracheno Tareq Aziz ad Assisi ed ancora più discutibili certe affermazioni, di certo pacifismo fondamentalista, che non tengono in nessuna considerazione il fatto che lIraq, sotto il regime di Saddam, non può e non deve essere considerato un paese in pace, così come discutibilissimo è stato il becero antiamericanismo emerso nella manifestazione romana, dove, come al solito, qualcuno ha ritenuto di dover addirittura inneggiare al saladino iracheno. Il buon e scaltro Aziz, di fronte a tanta grazia, si sarà sicuramente leccato i baffi prima di essere intervistato dallottimo conduttore di Ballarò, ben avviato a ripercorrere le orme del suo teppistico predecessore Michele Santoro. Noi, intanto, manifestavamo al cimitero angloamericano di Rivotorto di Assisi, per rendere omaggio alla memoria di coloro che diedero la vita per la nostra libertà. Ci auguriamo, che non il debito di riconoscenza, ma il ricordo e la conoscenza delle migliaia di caduti sulle spiagge della Normandia e su tutti i fronti della seconda guerra mondiale, rimanga ben vivo nella memoria collettiva. La non guerra non è e non può essere un opzione accettabile: se pace deve essere, che sia una pace che porti alla caduta di Saddam, auspicata e richiesta dagli stessi governanti arabi, al disarmo del regime di Baghdad e alla democrazia in Iraq. Da questo punto di vista non possiamo che esprimere la nostra gratitudine ad americani ed inglesi, che, puntando la pistola contro il Rais, stanno guadagnando possibilità alla pace. Adesso spetta a Saddam mollare la presa ed accettare la risoluzione 1441 delle Nazioni Unite. Se non dovesse farlo, la non guerra o se volete la non pace non durerà a lungo e sarebbe allora doveroso da parte del Onu emettere una nuova risoluzione che autorizzi luso della forza. Per parte nostra, però, siamo convinti che se lEuropa e il mondo democratico sapranno dimostrarsi uniti e risoluti e non peccheranno di ignavia o di comportamenti come quelli di certo pacifismo, che finiscono anche involontariamente per essere di aiuto al regime iracheno, il Rais di Baghdad potrebbe accettare lipotesi dellesilio e lOnu assumere il Governo provvisorio dellIraq per guidarlo verso la democrazia. Al di là delle contingenze, inoltre, ci auguriamo, che il tentativo del Partito Radicale Transnazionale, di fra nascere una Organizzazione Mondiale delle Democrazie, possa godere di numerosi e importanti sostegni italiani e internazionali. La globalizzazione della democrazia e dei diritti umani è il miglior antidoto alla miseria e alle guerre. La Real-Politik, responsabile di immani tragedie, deve essere sostituita da una politica estera fondata su valori imprescindibili, che sono, poi, quelli scritti e descritti nella dichiarazione universale dei diritti delluomo. |
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20 febbraio 2003 | ||
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