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Acquasanta Terme





Panorama di Acquasanta Terme


E' il capoluogo di un territorio vasto ben 138 Kmq e compreso in gran parte nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L'antica via Salaria ha sempre trovato in Acquasanta un naturale punto di sosta per la ricchezza di grotte ed i tepori delle acque termali, conosciute fin dall'antichità per i loro benefici effetti:ne è testimonianza l'appellatico di " vicus ad aquas" che la indica negli itinerari militari romani della " Carta Peuntigeriana". Caduto l'Impero Romano, Acquasanta segue le vicende storiche della magnifica città di Ascoli: l'insediamenti longobardi, l'influenza dei Benedettini di Farfa, il dominio dei Vescovi - Conti, fino ad essere compresa nella Marca Anconetana dello Stato Pontificio a seguito delle " Costitutiones Egidiane " del 1357. Dopo le occupazioni napoleoniche, l'Unità d'Italia anticipa di cinque anni l'unificazione dell'attuale territorio comunale, che fino al 1865 è diviso in cinque diverse realtà amministrative, quattro delle quali eredi degli antichi Sindicati, autonomi da ottocento anni.

Abbazia Valle d'Acqua Castel di Luco Ponte d'Arli Case-grotte di Tallacano
Grotta della piscina termale Borgo rinascimentale di Paggese Cava di travertino Colonia montana
Panorama anni '50 Panorama anni '60 Santa Maria Ponte Romano

Monumenti ed opere d'arte : al corso Schiavi si trovano due case cinquecentesche. Il palazzo Municipale custodisce una Madonna col Bambino, dipinto a tempera su tavola, opera di Cola d'Amatrice (prima metà del sec. XVI). Nella chiesetta di S. Maria Maddalena, all'altare maggiore, si trova una Maddalena, dipinto ad olio su tela, di arte veneziana del sec. XVII. Prima del ponte dulla Salaria si trovano i resti di un viadotto romano, attigui ad una tipica casa con resti medievali.

Bagno termale Antico mulino Grotta del   
       Labirinto Rosso Via del Bagno


Escursioni

Paggese : In piazza sorge la parrocchiale di S.Lorenzo di origine romanica con interno a una navata. Vi si possono ammirare: un tabernacolo scolpito in pietra (1510); nella volta affreschi di scuola dell'Alemanno, come la S. Lucia ed il S. Francesco. All'altare maggiore dipinto a tempera su tavola di P. Alemanno (1483). Dipinto ad olio su tela di N. Monti (1795) raffigurante La Madonna.

Castel di Luco: del secolo XIV eXV, dista Km.3 Da qui il 10 agosto del 1445 Pietro di Vanne Ciucci mosse alla testa di un gruppo di montanari per entrare in Ascoli e abbattere il potere di Rainaldo, fratello uterino di Francesco Sforza.

Arli: dista Km.5. Notevole il ponte del XVI sec., opera dei maestri comacini, recentemente restaurato.

S. Martino: dista Km.14. Nella parrocchiale, dal portale scolpito del 1576, si custodisce all'altare maggiore un Tabernacolo ligneo, a forma di tempio, con superfici dorate, di arte locale del sec. XVI.

Pomaro: Nella parte bassa dell'abitato è la piccola chiesa di S. Maria il cui portale laterale si fregia di un bassorilievo (XVI sec.), cuspide del tabernacolo in travertino dell'altare maggiore. Salendo a Pomaro "alto" appare a destra Palazzo Panichi, antica famiglia del luogo. Di forme rinascimentale, quasi fortezza, colpiscono l'attenzione il doppio portale e la simmetricità delle aperture della facciata che è preceduta da una graziosa fontana ottocentesca.

Pito: All'ingresso del paese la piccola chiesa di S. Sabino, solitaria a sinistra, e quasi di fronte a destra, una edicola dedicata a S. Giacomo conservano madonne affrescate alla maniera del Crivelli.

Cagnano: Situato in posizione dominante l'abitato di Acquasanta Terme, fu di particolare importanza nel passato specie nel periodo del brigantaggio nel conflitto tra Papalini e Monarchici. Domina in paese l'antico palazzo della gentilizia famiglia Bellini.

Umito: E' l'ultimo centro della vallata del Rio Garrafo. La presenza della chiesa di S. Sebastiano è attestata sin dal 1360. Fuori della chiesa (cosa unica in tutta la montagna acquasantana) vi è il cimitero per le sepolture. Forse non tutti sanno che "La domenica del Corriere" il 26/04/1914 dedicò la copertina ad una battaglia per usi civili tra abitanti di un paesello che assaltano quelli di un altro paese per contese su antichi diritti. I paesi in questione erano proprio Umito e Matera.

Novele: Situato sopra un colle dominante Quintodecimo la zona è già nominata nel '300 grazie alla piccola ma nota chiesa di S. Egidio de Rometoria situata tra i monti a 5 Km. dall'abitato. Qui, nel 1238, trovarono rifugio gli eremitani di S. Egidio. Da vedere.

Farno: Prima di giungervi si incontra la piccola chiesa farfense di Santa Maria del Colle. Le pietre scolpite della facciata indicano l'antico lustro, mentre l'interno conserva un bel tabernacolo in arenaria ed accoglieva una Madonna in terracotta che, trafugata e poi ritrovata, è ora custodita nella Pinacoteca di Ascoli Piceno.

Fleno: Un recente restauro ha riscoperto gli intensi cromatismi di un affresco della chiesa patronale raffigurante la Madonna in trono con i Santi Pietro e Paolo. In segno di devozione, gli abitanti di Fleno lo commissionarono nel 1512 ad un ignoto pittore di scuola crivellesca.

Santa Maria: Si identifica con la "Vicus ad Aquas" della Carta Peuntigeriana. Una cisterna romana e numerosi ritrovamenti archeologici relativi a condutture e vasche indicano la presenza qui di un antico impianto termale.

Capodirigo: All'ingresso del paese, la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria mostra un portale del XVI secolo dove è scolpito un re che, porgendo i doni, chiede alla morte di risparmiarlo ma questa, pronta a scoccare il dardo, si appresta a fare quel che è giusto.

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