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L'ANGOLO DEI FIORI

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Quando la rosa ogni sua foglia spande, quando è più bella, quando è più gradita,

allora è buona a mettere in ghirlande, prima che sua bellezza sia fuggita:

sicchè, fanciulle, mentre è più fiorita, cogliam la bella rosa del giardino.

(Poliziano)

Mi piace l'idea di parlare di fiori, in casa mia non mancano mai, che siano di stoffa o all'uncinetto, secchi o freschi; i fiori suscitano sensazioni piacevoli, ogni occasione è buona per un fiore, un piccolo piacere nella routine di tutti i giorni.

Amo molto la primavera, proprio per l'arrivo dei fiori, non c'è niente di meglio di un angolo fiorito per dare un senso di gioia e di serenità, mi fa pensare a quanto sia meravigliosa la natura, appaga il senso del bello.

Da qui la voglia di scrivere sui fiori e sul loro significato, da utilizzare anche per personalizzare meglio un lavoro a punto croce.

ANEMONE amore tradito, abbandono GLICINE tenera amicizia
AZALEA timidezza in amore, gioie d'amore MAGNOLIA bellezza, bontà
BIANCOSPINO dolci speranze MARGHERITA grandezza, fedeltà
CAMELIA costanza MIMOSA sicurezza
CAMPANELLA carezze, baci NINFEA eloquenza, freddezza
CICLAMINO bellezza, gelosia ORCHIDEA fervore, impegno
DALIA buongusto, novità ORTENSIA capriccio, freddezza

FIORDALISO

chiarezza, delicatezza PAPAVERO consolazione, riposo
GARDENIA sincerità PRIMULA giovinezza, primo amore

GAROFANO

amore vivo ROSA amore, bellezza
GELSOMINO piacere, attrazione TULIPANO dichiarazione d'amore

GIACINTO

grazia, dolcezza VIOLA ricordi, pensieri
GIGLIO purezza, maestà VIOLETTA modestia, candore

GLADIOLO

indifferenza, diffidenza    

Ditelo con i fiori

Nell'ottocento ogni fiore aveva un suo significato, ogni mazzo nascondeva un messaggio, per aiutare chi non era in grado di riconoscerlo, erano in commercio manuali con le istruzioni per capire e poter rispondere.

La rosa rossa è sempre stata il simbolo principe di un amore appassionato, mentre il glicine indicava un'amicizia innocente, un gladiolo rosso nascosto fra altri fiori era un appuntamento, il numero dei gladioli stessi indicava l'ora dell'appuntamento. Se il "lui" si presentava ad una festa con una giunchiglia indicava senza ombra di dubbio un desiderio ardente, mentre "lei" poteva rispondere col tulipano rosso se ricambiava questo amore (unito con della passiflora, indicava anche di aver pazienza), con la gardenia se purtroppo provava solo simpatia, con il giacinto se voleva accordargli la sua benevolenza.

Poi c'era il giglio bianco che comunicava "Vi ho scritto", il garofano rosso "ricevuto", l'iris "buone notizie", la viola del pensiero "non potrò mai dimenticarti", il trifoglio "farò ciò che vuoi", la margherita "vi voglio bene".

Ma si poteva anche essere cattivi con i fiori, era sufficiente utilizzare l'ortensia per indicare la freddezza, il ranuncolo come accusa di ingratitudine, il nasturzio come simbolo di stupidità, ma si poteva riappacificarsi con la rosellina chinensis, unita ad una viola del pensiero, ad un nontiscordar, un garofano rosa "sei sempre presente".

E non dimentichiamo la nepitella, erba aromatica molto conosciuta in Toscana, che, diceva la mia bisnonna, indicava un vincolo d'amore indissolubile.