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Il modellismo è l'arte di riprodurre in piccolo la realtà ed i grandi eventi della storia con i loro protagonisti, siano essi personaggi, corazzati, aerei o mezzi civili che hanno raggiunto traguardi sportivi. Questo sito nasce con l'intento di aggregare persone accomunate da questa passione, vi sono rappresentati scenari, illustrazioni, foto e stralci di storia. Si fornisce inoltre un servizio di pittura e di vendita di alcuni articoli qui illustrati, chi fosse interessato a reperire materiale da gioco o collezione può scrivere a:   albertborg@libero.it

 

 

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Storia del soldatino

La produzione dei figurini risale al più remoto passato dell'umanità, anche se non sempre è possibile associarli, almeno in modo certo, a un impiego ludico. Per esempio, i figurini prodotti dai sumeri del periodo neolitico/calcolitico (7000 - 3500 circa a.C.) avevano probabilmente scopo votivo. A Tell Halaf sono state rinvenute statuine sedute in creta di sesso femminile (presumibilmente dee-madri). In particolare, durante la civiltà Ubaid (5500 - 4000 circa a.C.) sono state prodotte statuine in creta (classica la statuina di un uomo rinvenuta a Eridu) così come durante la civiltà Uruk (4000 - 3500 circa a.C.) classica la statuina in creta di una donna con bambino rinvenuta a Ur. Va appena menzionata, di questo periodo, l'arte dei sigilli. Nel periodo finale della civiltà Uruk, l'arte dell'intaglio dei sigilli raggiunse forme d'arte altissime: si tratta di incisioni primitive che verranno poi riprese dai maestri tedeschi a partire dal medioevo per la loro produzione di figurini in piombo. Contemporaneamente anche la civiltà egizia diede prova di espressioni artistiche non inferiori per finezza ed espressività. Figurine a carattere militare sono state ritrovate in molte tombe; famose a tal proposito quelle ritrovate nella tomba del principe Emsah durante gli scavi di Siout nell'Alto Egitto e ora conservati nel museo del Cairo. Da citare il ritrovamento in Carinzia in un tumulo sepolcrale risalente al 1000 a.C. circa di un carro di guerra; anche in questo caso non si tratta di giocattoli ma di oggetti votivi..

Per parlare di "veri" soldatini bisogna attendere il Medioevo. Durante i frequenti pellegrinaggi del periodo intorno all'anno mille i pellegrini solevano indossare emblemi. Questi erano di vario tipo, crest, figure di santi, stemmi delle città attraversate. Nel Quattrocento si diffusero dei soldatini rappresentanti dei cavalieri da torneo, in legno o metallo, che presentavano un foro al torace attraverso il quale si facevano passare una o due corde che permettevano di far muovere il soldatino. Mettendo due soldatini uno di fronte all'altro si poteva mimare l'assalto di un torneo. Nel XVI secolo, probabilmente come diretta conseguenza dell'uso ludico degli emblemi dei pellegrini, prodotti, come già detto, a migliaia, comnciarono a diffodersi figurine di piombo o stagno pensate fin dall'inizio e prodotte come giocattoli per bambini. La Germania viene considerata la patria di questi soldatini: nel 1578 il Consiglio di Norimberga emise un editto che autorizzava la Gilda dei Peltrai a produrre figurine di stagno/piombo da destinare come giocattoli ai bambini. Sempre di questo periodo sono i soldatini destinati ai regnanti. Classico è l'esempio dei 300 soldatini in argento, fabbricati dall'orafo tedesco Nicholas Roger, che Maria de' Medici, regina di Francia, regalò al figlio Luigi XIII, Delfino di Francia, Anche Enrico d'Inghilterra, Principe di Galles, morto nel 1612, ebbe i suoi soldatini, così come lo Zarevic Pietro, futuro Zar Pietro III (1728-1762), cui furono regalati dalla madre Caterina la Grande. Pare che Pietro ne possedesse talmente tanti da dover costruire un altro castello per contenerveli. Si trattava come già detto, di pezzi prodotti singolamente, di metallo pregiato e, non di rado, animati. Tutte queste figurine erano probabilmente a tuttotondo (cosiddetti ronde-bosses). In questo periodo ebbero una certa diffusione anche le figurine di carta dipinta, prodotti da artigiani non meno bravi. Si tratta però di soldatini di cui, a causa della delicatezza del materiale utilizzato, non è pervenuto nulla. L'importanza di queste figurine come giocattoli non fu comunque compresa fino all'inizio del '700, allorché Norimberga divenne la capitale dei soldatini di piombo. In Germania, in realtà, si producevano, come già detto figurine in piombo o stagno fin dalla fine del '600. Si trattava di figure piatte, appena abbozzate, di dimensioni molto varie. Queste figure venivano (e vengono ancora oggi) definite zinnfiguren..

L'arte del soldatino conobbe una svolta con l'entrata in scena degli Hilpert. Johann Gottfried Hilpert (nato nel 1732 da uno stagnino), suo fratello Johann Georg e suo figlio Johann Wolfgang, venivano da una famiglia di peltrai di Coburgo e instaurarono la loro attività a Norimberga nel 1760. Da quella data, e per circa 100 anni, gli Hilpert stabilirono lo standard delle figurine di stagno portandole da giocattoli dalle forme rozze a opere d'arte sofisticate. Gli Hilpert iniziarono a produrre figurine di soggetto civile: famosi i loro pattinatori, la caccia al cinghiale, la fattoria con animali, ecc. L'opera più significativa degli Hilpert fu il set di 19 animali prodotti nel 1780, tra questi spicca il gruppo delle scimmie. Si tratta, come tutta la produzione degli Hilpert, di vere e proprie opere d'arte, che oggi, quando messe all'asta, raggiungono cifre astronomiche. Oggi, gli Hilpert vengono considerati i veri padri delle figure piatte.

Con le campagne militari di Federico il Grande l'attenzione di pubblico e artigiani si concentrò sui soggetti militari; Hilpert iniziò così la produzione di massa di soldatini veri e propri. La prima di queste figurine miliari fu proprio un ritratto di Federico il Grande alta 150 mm, oggi conservata al Museo Nazionale Bavarese.

Anche in Italia le prime figurine piatte di stagno comparvero verso il 1770 si trattava inizialmente di soggetti religiosi e civili seguiti comunque verso la fine dell'800 da soggetti militari. Tornando in Germania, tra i successori più famosi degli Hilpert, sono da ricordare gli Heinrichsen, Fu Ernst Peter Heinrichsen a stabilire le misure dei "Norimberga". All' inizio egli produsse figure di diverse dimensioni, 45, 55 e 70 mm, non solo piatte ma anche a mezzotondo. Nel 1848 egli introdusse le dimensioni oggi universalmente note: il soldato a piedi 30 mm (misurati dalla fronte a terra: quindi copricapi in più) mentre quello a cavallo 40 mm. Fu comunque solo nel 1924 che queste misure vennero accettate universalmente come "Scala Norimberga". 

Per quanto la zinnfigur fosse il principale tipo di soldatino prodotto fino agli ultimi anni del 19° secolo, già agli inizi dello stesso secolo, alcune ditte tedesche avevano cominciato a produrre alcune figure meno piatte, anche se non propriamente a tuttotondo: Si trattava di figure cosiddette semisolide, fase transitoria verso le tradizionali figure tridimensionali come le conosciamo oggi. Il passaggio verso la forma semisolida fu dettato da due ordini di considerazioni, entrambe però, economiche: la prima era che una figura più simile al reale sarebbe stata più appetibile, soprattutto dagli acquirenti più giovani; la seconda derivava dall'usuale spinta verso il profitto dei produttori (ottenere di più a costi sempre più bassi). Anche per tale motivo al più costoso stagno si cominciaromo ad aggiungere piombo e antimonio. In tal modo i soldatini erano meno cari e tendevano a piegarsi piuttosto che a rompersi come prima. Benché vittime di critiche anche ai loro tempi, non si può negare che questi soldatini avessero un loro fascino. Sono distinguibili dai ronde-bosses perché, per esempio le zampe dei cavalli e le gambe dei soldati sono complanari; spesso, però, i cavalieri, che eran dotati di gambe atteggiate ad arco per rimanere saldi in sella (come al vero), potevano separarsi dal cavallo. In alcuni casi, i cavalli erano dotati di un semplice meccanismo a molla nella base, per cui sollevamdo la coda, si generava un movimento del cavallo, una sorta di balzo che simulava il movimento. Ad ogni modo, che queste figure semisolide incontrassero il favore del pubblico è dimostrato dal gran numero prodotto. I già citati Ammon, Heinrichsen e Allgeyer, produssero tutti figurine semisolide, spesso modificando le figurine piatte, ma non di rado anche producendole ex-novo.

La produzione dei soldatini semisolidi spalancò le porte alla produzione delle figure solide (tridimensionali, a tuttotondo o ronde-bosses). Per quanto fossero i francesi a produrre commercialmente i primi ronde-bosses, verso la fine del 18° secolo, furono ancora i tedeschi, per la loro prolificità, a conquistare il mercato. Fra la fine dell’800 e l’inizio del nuovo secolo anche la Gran Bretagna comincerà a produrre soldatini di qualità. È noto che lo stesso Churchill fosse un grande appassionato di soldatini. Da citare la ditta Britain che con un nuovo metodo di produzione (soldatini cavi) riuscì ad accelerarne la produzione a ritmi altissimi ad un costo ridotto. In questo modo i soldatini balocchi dei rampolli della classe più elevata approdarono via via a masse sempre più grandi di bambini e adulti appassionati.

Nel periodo fra le due guerre mondiali la scarsità di materie prime costrinse le case produttrici a trovare materiali alternativi come latta e gesso. È di questo periodo la produzione tedesca della ditta Elastolin che in periodo di forte recessione inizia a fabbricare soldatini con una miscela composta da cartapesta, colla e gesso detta comunemente pasta. Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’avvento della plastica segna una nuova era per i soldatini che diventano un giocattolo di massa. Il nuovo materiale poco costoso e facilmente modellabile inonda i negozi di giocattoli con milioni di soldatini prodotti da centinaia di ditte. Certamente questi soldatini non hanno la qualità di quelli in piombo, ma hanno indubbiamente un loro fascino e molti sono ricercati dai collezionisti. Attualmente in plastica si affermano principalmente le scale 1/32 e 1/72, mentre in piombo e in metallo ci si orienta principalmente sul 1/32 e 1/35.

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ULTIMO AGGIORNAMENTO  18/03/2011