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CENNI
DI STORIA E PHOTOGALLERY
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Storia del soldatino
La produzione dei figurini
risale al più remoto passato dell'umanità, anche se non sempre è possibile
associarli, almeno in modo certo, a un impiego ludico. Per esempio, i
figurini prodotti dai sumeri del periodo neolitico/calcolitico (7000 - 3500
circa a.C.) avevano probabilmente scopo votivo. A Tell Halaf sono state
rinvenute statuine sedute in creta di sesso femminile (presumibilmente
dee-madri). In particolare, durante la civiltà Ubaid (5500 - 4000 circa
a.C.) sono state prodotte statuine in creta (classica la statuina di un uomo
rinvenuta a Eridu) così come durante la civiltà Uruk (4000 - 3500 circa
a.C.) classica la statuina in creta di una donna con bambino rinvenuta a Ur.
Va appena menzionata, di questo periodo, l'arte dei sigilli. Nel periodo
finale della civiltà Uruk, l'arte dell'intaglio dei sigilli raggiunse forme
d'arte altissime: si tratta di incisioni primitive che verranno poi riprese
dai maestri tedeschi a partire dal medioevo per la loro produzione di
figurini in piombo. Contemporaneamente anche la civiltà egizia diede prova
di espressioni artistiche non inferiori per finezza ed espressività.
Figurine a carattere militare sono state ritrovate in molte tombe; famose a
tal proposito quelle ritrovate nella tomba del principe Emsah durante gli
scavi di Siout nell'Alto Egitto e ora conservati nel museo del Cairo. Da
citare il ritrovamento in Carinzia in un tumulo sepolcrale risalente al 1000
a.C. circa di un carro di guerra; anche in questo caso non si tratta di
giocattoli ma di oggetti votivi..
Per parlare di "veri"
soldatini bisogna attendere il Medioevo. Durante i frequenti pellegrinaggi
del periodo intorno all'anno mille i pellegrini solevano indossare emblemi.
Questi erano di vario tipo, crest, figure di santi, stemmi delle città
attraversate. Nel Quattrocento si diffusero dei soldatini rappresentanti dei
cavalieri da torneo, in legno o metallo, che presentavano un foro al torace
attraverso il quale si facevano passare una o due corde che permettevano di
far muovere il soldatino. Mettendo due soldatini uno di fronte all'altro si
poteva mimare l'assalto di un torneo. Nel XVI secolo, probabilmente come
diretta conseguenza dell'uso ludico degli emblemi dei pellegrini, prodotti,
come già detto, a migliaia, comnciarono a diffodersi figurine di piombo o
stagno pensate fin dall'inizio e prodotte come giocattoli per bambini. La
Germania viene considerata la patria di questi soldatini: nel 1578 il
Consiglio di Norimberga emise un editto che autorizzava la Gilda dei Peltrai
a produrre figurine di stagno/piombo da destinare come giocattoli ai
bambini. Sempre di questo periodo sono i soldatini destinati ai regnanti.
Classico è l'esempio dei 300 soldatini in argento, fabbricati dall'orafo
tedesco Nicholas Roger, che Maria de' Medici, regina di Francia, regalò al
figlio Luigi XIII, Delfino di Francia, Anche Enrico d'Inghilterra, Principe
di Galles, morto nel 1612, ebbe i suoi soldatini, così come lo Zarevic
Pietro, futuro Zar Pietro III (1728-1762), cui furono regalati dalla madre
Caterina la Grande. Pare che Pietro ne possedesse talmente tanti da dover
costruire un altro castello per contenerveli. Si trattava come già detto, di
pezzi prodotti singolamente, di metallo pregiato e, non di rado, animati.
Tutte queste figurine erano probabilmente a tuttotondo (cosiddetti
ronde-bosses). In questo periodo ebbero una certa diffusione anche le
figurine di carta dipinta, prodotti da artigiani non meno bravi. Si tratta
però di soldatini di cui, a causa della delicatezza del materiale
utilizzato, non è pervenuto nulla. L'importanza di queste figurine come
giocattoli non fu comunque compresa fino all'inizio del '700, allorché
Norimberga divenne la capitale dei soldatini di piombo. In Germania, in
realtà, si producevano, come già detto figurine in piombo o stagno fin dalla
fine del '600. Si trattava di figure piatte, appena abbozzate, di dimensioni
molto varie. Queste figure venivano (e vengono ancora oggi) definite
zinnfiguren..
L'arte del soldatino
conobbe una svolta con l'entrata in scena degli Hilpert. Johann Gottfried
Hilpert (nato nel 1732 da uno stagnino), suo fratello Johann Georg e suo
figlio Johann Wolfgang, venivano da una famiglia di peltrai di Coburgo e
instaurarono la loro attività a Norimberga nel 1760. Da quella data, e per
circa 100 anni, gli Hilpert stabilirono lo standard delle figurine di stagno
portandole da giocattoli dalle forme rozze a opere d'arte sofisticate. Gli
Hilpert iniziarono a produrre figurine di soggetto civile: famosi i loro
pattinatori, la caccia al cinghiale, la fattoria con animali, ecc. L'opera
più significativa degli Hilpert fu il set di 19 animali prodotti nel 1780,
tra questi spicca il gruppo delle scimmie. Si tratta, come tutta la
produzione degli Hilpert, di vere e proprie opere d'arte, che oggi, quando
messe all'asta, raggiungono cifre astronomiche. Oggi, gli Hilpert vengono
considerati i veri padri delle figure piatte.
Con le campagne militari di
Federico il Grande l'attenzione di pubblico e artigiani si concentrò sui
soggetti militari; Hilpert iniziò così la produzione di massa di soldatini
veri e propri. La prima di queste figurine miliari fu proprio un ritratto di
Federico il Grande alta 150 mm, oggi conservata al Museo Nazionale Bavarese.
Anche in Italia le prime
figurine piatte di stagno comparvero verso il 1770 si trattava inizialmente
di soggetti religiosi e civili seguiti comunque verso la fine dell'800 da
soggetti militari. Tornando in Germania, tra i successori più famosi degli
Hilpert, sono da ricordare gli Heinrichsen, Fu Ernst Peter Heinrichsen a
stabilire le misure dei "Norimberga". All' inizio egli produsse figure di
diverse dimensioni, 45, 55 e 70 mm, non solo piatte ma anche a mezzotondo.
Nel 1848 egli introdusse le dimensioni oggi universalmente note: il soldato
a piedi 30 mm (misurati dalla fronte a terra: quindi copricapi in più)
mentre quello a cavallo 40 mm. Fu comunque solo nel 1924 che queste misure
vennero accettate universalmente come "Scala Norimberga".
Per quanto la zinnfigur
fosse il principale tipo di soldatino prodotto fino agli ultimi anni del 19°
secolo, già agli inizi dello stesso secolo, alcune ditte tedesche avevano
cominciato a produrre alcune figure meno piatte, anche se non propriamente a
tuttotondo: Si trattava di figure cosiddette semisolide, fase transitoria
verso le tradizionali figure tridimensionali come le conosciamo oggi. Il
passaggio verso la forma semisolida fu dettato da due ordini di
considerazioni, entrambe però, economiche: la prima era che una figura più
simile al reale sarebbe stata più appetibile, soprattutto dagli acquirenti
più giovani; la seconda derivava dall'usuale spinta verso il profitto dei
produttori (ottenere di più a costi sempre più bassi). Anche per tale motivo
al più costoso stagno si cominciaromo ad aggiungere piombo e antimonio. In
tal modo i soldatini erano meno cari e tendevano a piegarsi piuttosto che a
rompersi come prima. Benché vittime di critiche anche ai loro tempi, non si
può negare che questi soldatini avessero un loro fascino. Sono distinguibili
dai ronde-bosses perché, per esempio le zampe dei cavalli e le gambe dei
soldati sono complanari; spesso, però, i cavalieri, che eran dotati di gambe
atteggiate ad arco per rimanere saldi in sella (come al vero), potevano
separarsi dal cavallo. In alcuni casi, i cavalli erano dotati di un semplice
meccanismo a molla nella base, per cui sollevamdo la coda, si generava un
movimento del cavallo, una sorta di balzo che simulava il movimento. Ad ogni
modo, che queste figure semisolide incontrassero il favore del pubblico è
dimostrato dal gran numero prodotto. I già citati Ammon, Heinrichsen e
Allgeyer, produssero tutti figurine semisolide, spesso modificando le
figurine piatte, ma non di rado anche producendole ex-novo.
La produzione dei soldatini
semisolidi spalancò le porte alla produzione delle figure solide
(tridimensionali, a tuttotondo o ronde-bosses). Per quanto fossero i
francesi a produrre commercialmente i primi ronde-bosses, verso la fine del
18° secolo, furono ancora i tedeschi, per la loro prolificità, a conquistare
il mercato. Fra la fine dell’800 e l’inizio del nuovo secolo anche la Gran
Bretagna comincerà a produrre soldatini di qualità. È noto che lo stesso
Churchill fosse un grande appassionato di soldatini. Da citare la ditta
Britain che con un nuovo metodo di produzione (soldatini cavi) riuscì ad
accelerarne la produzione a ritmi altissimi ad un costo ridotto. In questo
modo i soldatini balocchi dei rampolli della classe più elevata approdarono
via via a masse sempre più grandi di bambini e adulti appassionati.
Nel periodo fra le due
guerre mondiali la scarsità di materie prime costrinse le case produttrici a
trovare materiali alternativi come latta e gesso. È di questo periodo la
produzione tedesca della ditta Elastolin che in periodo di forte recessione
inizia a fabbricare soldatini con una miscela composta da cartapesta, colla
e gesso detta comunemente pasta. Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’avvento
della plastica segna una nuova era per i soldatini che diventano un
giocattolo di massa. Il nuovo materiale poco costoso e facilmente
modellabile inonda i negozi di giocattoli con milioni di soldatini prodotti
da centinaia di ditte. Certamente questi soldatini non hanno la qualità di
quelli in piombo, ma hanno indubbiamente un loro fascino e molti sono
ricercati dai collezionisti. Attualmente in plastica si affermano
principalmente le scale 1/32 e 1/72, mentre in piombo e in metallo ci si
orienta principalmente sul 1/32 e 1/35.
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