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Pasquale Verdone - Painting 2004
p.verdone@libero.it


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Pasquale Verdone

Pasquale Verdone nasce ad Agnone, Isernia, nel 1963 e frequenta l'Istituto d'Arte sezione Arte dei Metalli. Successivamente si diploma presso l'Accademia di Belle Arti de L'Aquila al corso di Pittura. Nel corso degli anni tiene numerose mostre personali in Italia e partecipa a molte rassegne di pittura come “Expòarte 2000 Bari”, “Vitarte Viterbo 2004”, “Arte e multivisione 1996 Rieti”. Dal 1990 vive a Rieti e insegna presso l'Istituto d'Arte.

Pasquale Verdone, il ruvido sentimento della materia che sconvolge la forma e trattiene il colore. Dentro di essa il nuovo senso dello spazio, non pi solo prospettico, domina le pulsioni dellinconscio, una struttura armonica essenziale sulla quale lartista trasferisce il vero, senza tradirlo. Attraverso la sintesi della visione, la vita di cui impregnata, rivela la coscienza del reale priva di ogni certezza, un profondo cambiamento sospinto in avanti da spessi strati cromatici che irrompono sul supporto. Tele oltraggiate, terre prosciugate, cieli screziati, quasi paesaggi bruciati, quasi fiamme consumate dalla passione, sono irruenze materiche sature di silenzi ingombranti, sono spesse incrostazioni immerse nella dimensione immanente dellesistenza e rapprese nel colore sordo, vissuto, divorato, una pasta densa intrisa di forza Primordiale, simbolo delluniverso vivente. Il passato sub cosciente dellazione pittorica coagulato in esperienza ʏ un riflusso nel presente inquietante, frantumato ed effimero, solo il fine trattamento della superficie pittorica attuato da Verdone, lo trasfigura in raffinata comunicazione sensoriale carica di elementi evocativi. La materia, quindi, cos accarezzata dallartista risulta estremamente sensibile, pelle viva in grado di trattenere le sensazioni pi intime, le impressioni pi fugaci, le emozioni pi oscure e represse, sono particelle di sostanza interiore amalgamate direttamente sul supporto, patine turbate da unagitazione vitale profonda. Una comunicazione gestuale che fende laria e si condensa in riverberi epiteliali danzanti ora con una dolcezza struggente, ora con furia sabbatica, ritmi alterni e disperati, intrisi di desiderio e rimpianto, di speranza e angoscia, ecco allora affiorare dalla materia limmagine del tormento interiore, essenza umana eternamente vicina alla voce del tempo, fugace staticit di Tracce arcaiche, presenze impresse in cromie raffreddate da una luce ancestrale. Verdone una meteora, un astro creativo, un vortice che nasce e muore dentro lopera, ogni sua azione pittorica unimplosione di segni, di cromatiche ferite tra la forma e lo spazio, al di sotto la superficie del mondo nera come la notte, proietta il conflitto tra la razionalit e la parte pi intensa, umana e carnale della spiritualit, vivida consunzione scolpita con carboni ardenti nei riflessi graffianti di tele spalmate di vita. Quadri che non raccontano la realt perch sono la realt in una sintesi sempre pi accelerata di forme e concetti. Tra Verdone e lidea solo feeling sensoriale, solo verit, solo ispirazione poetica. Vibranti variazioni di Rosso argento o semplicemente Rosso e poi tenebrosi colori scuri accostati a tonalit fredde diventano anima e corpo polverizzati nellidentit di uno spazio materico simbolico, inciso da scontri di situazioni, da rilievi, drammi, conflitti, forme astratte, che si articolano e si estendono ricomponendo gli equilibri formali dellopera. avanza in questa direzione Senza titolo. Prima, stesure di colori a campiture piatte e uniformi restano in attesa, poi spatolate corpose e violente simpongono sullopera come se volessero cancellare il significato, come se volessero sottrarre il colore stesso dellimmagine simbolica. E un disordine apparente in cui lesistenza assume lunico vero valore, il sublime cosmico investito dallessenza umana. Lombra di richiami alla costruzione geometrica si scioglie nelle cromie e sulla tela appare linconsapevole, linconscia azione/reazione della spiritualit; la luminosit che ne deriva una poetica rarefazione di rimpianto e di attesa sospesa in aree cupe e forti, una dimensione lontana sviluppata nella sostanza del colore e su uno spazio che altro non se non gli Spazi della memoria, dormiente leggerezza nel respiro dellevocazione, qui la ragione una costante e limpulso un guizzo improvviso che incide il nervo della tensione vitale. La materia umana, di conseguenza, precipita nella inconoscibilit, allusioni, contrasti, intrecci, convergenze di pensieri, suggestioni, un fitto tessuto di fraseggi cromatici che vibrando di malinconia si congedano dallo sguardo, sensibile, impalpabile lirismo teso verso lestremo della sofferenza, un grido interiore che eclissandosi d cuore al celebrale. Una profondit tutta a bassorilievo, luci oscure, poi Argento su Blu Cobalto, atmosfere ricreanti limpressione di una realt altra dove campiture sonoresi sollevano in nitidi impulsi interiori e quello che accade sulla tela una danza dinamica dalla forza durto emotiva sconcertante. Pittura vissuta, nutrita, assorbita, pittura che scorre dentro le fibre di Verdone come magma incandescente, denso e palpitante. Una sulfurea concatenazione discorsiva, una brutale decostruzione del gesto, perch ora il segno che raschia, gratta, stride, emette suoni ruvidi, prosciugati da ogni effusione. Sillabe articolate, elementari che non mirano ad una assimilazione della tradizione calligrafica, ma sono espressione di alterazioni contemporanee, frammenti sparsi, Grafismo giallo, verit oramai incrinate delle cose. Il supporto diviene luogo fisico e mentale, qui il segno e la scrittura estroflettono la loro poetica espressiva mescolando reminiscenze sonore, ricordi e memorie, in sequenze verbali minime. Narrazioni segniche che non compongono parole ma da esse prelevano lelemento grafico per riflessioni sullincomunicabilit. Non parole cariche di precisi significati si animano in immagini dal ritmo armonioso e regolare, una scrittura increspata, energica, penetrante, graffiante, unicastica architettura scultorea tra gli abissi della mente. Pittura, quindi, come vigorosa trascrizione emotiva della realt, segni come Scrittura e scrittura come pitturadettata dalle suggestioni che dallesterno colpiscono la sensibilit di Verdone. Lopera di Verdone pervasa da un sentimento profondo e da unintensa significazione dalla quale emerge, senza mediazione razionale e senza rielaborazione alcuna da parte della memoria, lesistenziale. Pura forza istintiva, pura percezione, pura estrazione di senso che precede il segno nel fragore tumultuoso diun delirio ragionato sul reale, vuoto latente o forse vacuit ingombrante. Nudo ritratto imprigionato in un groviglio di inutili, ansiosi, confusi fremiti, una distonia liquida che si rapprende nella composizione del colore. Soggetto, realt, spazio e materia del dipinto si disgregano sotto gli occhi dello spettatore, mentre pensieri, ricordi e sensazioni lentamente animano un piano che si muove nella mente, non esiste fisicamente, solo la risonanza di unintuizione riflessa, vederla come possederla. Qualcosa sotto il lenzuolo si agita freneticamente, graffia la tensione sonora e sinarca sinuosamente tra la mente e lanima, un brivido caldo divora il pennello, ora occorre solo elaborare una tregua tra durezza e sentimento. In un istante limpeto trascinante del momento creativo spinge la pennellata a cercare una soluzione audace aggrumando in forme vitali paesaggi interiori, unincessante improvvisazione caotica ed irrazionale, una dissonanza straziante dalla quale nasce il ritmo di ununit sintattica elegiaca e lacerata. Espressivo intuitivo, informale impulsivo, Verdone esprime lemozione nel suo divenire mentre indecifrabili frammenti linguistici danno vita a visioni ideali dal fascino tattile e dallintensa valenza esistenziale, Volo dei desideri, movimentofuori dal tempo. (Antonella Iozzo)