La distruzione come causa della nascita

 

Le esperienze sui sogni e sui malati di demenza precoce ci insegnano che la nostra psiche custodisce nella sua profondità idee che non corrispondono più alla nostra attuale pensabilità cosciente e che non riusciamo a comprendere direttamente; noi troviamo però tali rappresentazioni nella coscienza dei nostri avi, e ciò possiamo dedurlo dai prodotti spirituali mitologici e di altro genere. Perciò il modo di pensare del nostro inconscio corrisponde al modo di pensare cosciente dei nostri antenati. Invece di dire "modi di pensare ereditati che portano alla formazione di rappresentazioni corrispondenti" per brevità parlo semplicemente di "rappresentazioni" ereditate. La rappresentazione della vita che nasce dai quattro elementi terra, acqua, fuoco, aria si trova già nel simbolismo orientale. Per i miei scopi seguirò la vita e la morte nel simbolismo della terra e dell'acqua. A questo proposito mi servirò prevalentemente del materiale storico raccolto da Wünsche e Kohler. Tutti conoscono i due alberi (quello della conoscenza e quello della vita) che, secondo la Bibbia, crescono in paradiso. In culti più antichi troviamo tuttavia solo un albero della vita. (Wünsche nota che la morte non viene dall'albero della vita ma da quello della conoscenza, però molte leggende non fanno distinzione fra l'albero della vita e quello della conoscenza. Originariamente vi era solo un albero della vita.) All'albero della vita spetta un doppio ruolo: al vecchio o all'uomo gravemente malato l'albero, o i suoi frutti danno vita, mentre all'uomo sano e forte l'albero dà la morte. Se si vuole gustare il frutto proibito, cioè se ci si vuole dare all'atto creativo significa che si è consacrati alla morte, dalla quale però si risorgerà a nuova vita. Adamo ed Eva che sono caduti vittime del peccato devono essere salvati dalla morte, se Cristo figlio di Dio muore per loro. Cristo prende su di sè i peccati degli uomini, egli soffre nel modo in cui l'umanità dovrebbe soffrire e nasce a nuova vita, e a ciò è destinato anche il morto. Cristo è quindi il simbolo dell'umanità. Come per gli uomini anche per Cristo l'albero della vita è una causa di morte. Wünsche riporta molto materiale da cui risulta che il legno della croce fu preso dall'albero della vita. Fra l'altro egli riporta un indovinello in medio-alto tedesco che suona così:"Un nobile albero è cresciuto nel giardino che è costruito con grande arte. Le sue radici si spingono fino alla base dell'inferno (nella poesia anglosassone l'inferno si chiama Wurmsaal, sala dei vermi) ed è piena di serpenti e draghi, il suo culmine tocca il trono di Dio e i suoi ampi rami tengono insieme l'intero universo. L'albero è nel suo pieno splendore ed è rigoglioso nelle sue fronde". Questa è la descrizione dell'albero della conoscenza (=albero della vita). La forma dell'albero viene descritta come quella di una croce. Quando Adamo si ammala gravemente invia il suo figlio Seth al Paradiso perchè prenda per lui l'olio della misericordia. Invece di quello l'angelo gli dà tre rami, secondo altre leggende tre noccioli di mela. Egli li deve piantare nella bocca di Adamo, sotto la lingua. Adamo morirà, ma dai rami si sviluppano alberi di cui uno ( in alcuni casi viene piantato solo un ramo, la moltiplicazione per tre allude al rapporto dell'albero con la creazione) riscatterà l'umanità, quindi anche Adamo. Quando Adamo viene a sapere che presto morirà egli ride per la prima volta nella sua vita. (Secondo una leggenda Adamo, dopo aver udito il messaggio del signore, esclama:" Accanto alla mia tomba nacque un albero. Ciò significava, ahimé, che tu avevi seminato l'albero della morte. Ma se così vuole la misericordia del cielo esso dalla mia polvere nascerà come albero della vita.") Ora che è morto non deve più morire ma torna al mondo come nuovo essere attraverso la fecondazione. Il ramo viene piantato nella bocca (lo spostamento verso l'alto di cui parla Freud). Il ramo come mostra Riklin (Riklin-Realizzazione dei desideri e simbolismo)nelle favole, ha il significato del fallo e come tale è simbolo di grande potenza.( Il ramo o l'albero figurano qui come simbolo sessuale maschile; nella saga di Lohengrin di Otto Rank sono raccolti molti esempi in cui l'albero ha un significato femminile. Ciò conferma l'ipotesi di Stekel sulla bisessualità dei simboli.) Nelle mani di Mosè compie miracoli. Il ramo viene oiantato nel giardino del signore che è il padre della seconda moglie di Mosè; potrà sposare la figlia solo chi riuscirà a vincere l'albero nato dal ramo. E' come una prova di potenza sessuale: Mosè che riceve l'albero dal padre della fanciulla, rappresenta nei suoi confronti d'ora innanzi il ruolo del padre, in quanto è un uomo. Anche lo scettro reale secondo Wunsche nasce dall'albero della vita; il potere reale è perciò in fondo un simbolo della potenza sessuale. Nella maggior parte delle leggende l'albero che dà la vita (nato dal ramo) viene usato come ponte sull'acqua. A questo proposito ci viene da pensare a Nietzsche, secondo cui l'uomo deve servire da ponte per il superuomo; "l'uomo è qualcosa che deve essere superato", dice Nietzsche. Così anche il vecchio albero in quanto ponte su cui cammina la nuova generazione deve essere superato. Poichè dunque l'albero è il simbolo della sessualità, del fallo che dà vita, ciò significa che noi superiamo noi stessi quando camminiamo sull'albero. Dopo che l'albero ha servito per un pò viene fatto affondare nell'acqua dal Signore. L'acqua è anche una potenza creatrice originaria, come Adamo in cui il ramo strappato era stato piantato; da questa trasposizione a ritroso viene la nuova nascita. L'albero affondato fu dimenticato da tutti e solo quando venne il tempo della crocifissione di Cristo uno dei suoi nemici si ricordò dell'albero. "Ah -pensò- questo tronco d'albero è adatto a fare da croce a Cristo, col suo grande peso. Così impregnato d'acqua, già duro come una pietra come peso sarà proprio opprimente. Crebbe accanto alla tomba del primo uomo(Adamo) il tronco che dette la vita all'umanità e così come la morte anche la salvezza venne a noi nuovamente dall'albero della vita". Che ruolo assume in questo caso il Cristo figlio di Dio? Come riscatta l'umanità? Wunsche cita diverse leggende germaniche che parlano di un padre malato o di una madre malata che vengono strappati alla morte da un'acqua santa o da frutti del paradiso. Più in là parleremo dell'acqua, i frutti sono prodotti dell'albero della vita. Wunsche vede in queste leggende dei miti della primavera: i frutti dell'albero della vita ovvero dell'acqua della vita sono simboli della forza vitale, per mezzo della quale, la natura ogni anno si rinnova. Il vecchio padre come la vecchia madre rappresentano per lui la natura che soffre sotto il potere dell'inverno. Nelle saghe nordiche vi sono molti miti della primavera in cui il dio del sole salva la terra dalla morte fecondandola con i suoi raggi. Invece del sole e della terra nella saga dei Nibelunghi figurano Sigfrido e Brunilde. (Das Nibelungenlied, Max Burkhard, Herausgegeben von Brandis) Brunilde che si trova nel sonno invernale (la terra) viene liberata dalla luce vittoriosa di Sigfrido (il sole), quando egli attraversa con la sua spada la corazza (la crosta di ghiaccio) e in tal modo la feconda immediatamente. In questo caso il fenomeno non viene chiamato fecondazione, come si fa per il sole e la terra invece l'atto di fecondazione viene descritto più realisticamente come taglio e con un bacio viene sottolineato il suo significato erotico. E' assai importante il fatto che Sigfrido fecondando Brunilde fecondi sua madre. La madre di Sigfrido è Sieglinde, ma Brunilde è sua sorella, essa ama ciò che ama Sieglinde, cioè Sigismondo. Essa perciò si immedesima nel ruolo Sieglinde, e Sieglinde in tal modo diviene la sua "personalità ideale" cioè la sua personalità sessuale. Salvando Sigfrido essa salva il suo desiderio, il suo bambino. L'esattezza di questa tesi, cioè che Brunilde sia la madre di Sigfrido, viene dimostrata nel libro del Dr.Graf. Come Eva anche Brunilde agisce contro l'ordine del padre e come Eva viene cacciata dal paradiso, anch'essa viene cacciata dal regno degli dei; la violazione dell'ordine (la difesa della propria personalità ideale i cui peccati essa quasi prende su di sé) dà anche a Brunilde il sonno simile alla morte da cui essa viene salvata per opera di Sigfrido, il sole primaverile. (Schriften zur angewandten Seelekunde -Otto Rank) La nostalgia della morte è spesso una nostalgia di morire nell'amore, come si può vedere anche in Wagner. Brunilde muore nel fuoco (fuoco d'amore) insieme al destriero e mentre sta morendo esclama:

"Non beni né oro né divino splendore non casa né reggia né regale fasto non ingannevole alleanza fatta di loschi patti non dura legge tratta da ipocriti costumi: Lasciate che l'amore sia felice nella gioia e nel dolore". "Grane mio destriero salute a te sai tu, amico, dove ti porterò? Splendente nel fuoco sta il tuo cuore o Sigfrido, mio amato eroe per seguire l'amica nitrisci felice? Ti attira a lui la ridente vampa? Senti anche il mio petto come brucia; puro fuoco afferra il mio cuore per chiuderlo in sé ecco ora lo abbraccia in potente amore perchè divenga suo sposo Heiho, Grane! Saluta l'amico Sigfrido, Sigfrido! Gioioso va a te il mio saluto!".

La morte è qui un canto vittorioso d'amore. Brunilde quasi si dissolve in Sigfrido: Sigfrido è il fuoco, lo splendore solare che salva. Brunilde si dissolve in questo procreatore originario trasformandosi essa stessa in fuoco. In Wagner la morte spesso non è altro che la componente distruttiva dell'istinto a rinascere. Lo vediamo chiaramente nell'"Olandese volante". Quest'ultimo si può salvare solo se trova una donna che può essergli fedele. E Senta ne è capace; il più alto grado della sua fedeltà si manifesta quando essa acconsente ad essere completamente distrutta a causa del suo amore per l'Olandese, cioè ad affrontare la morte insieme a lui. Essa ha quel tipo di amore che Freud chiama "salvatore". Freud fa notare che esiste una tipica fantasia di salvamento dall'acqua che per l'uomo significa che egli rende madre la donna che salva, mentre se è la donna a salvare un altro (un bambino) essa si considera sua madre, come la figlia del re nella leggenda di Mosè (Rank), colei che lo ha partorito. Abbiamo già visto in Nietzsche che egli, risucchiando in sé il mare (la madre) diviene egli stesso la madre. Anche nei sogni della nascita abbiamo riconosciuto lo stesso processo. In modo analogo Senta può diventare madre dissolvendosi nella madre (mare) e l'Olandese col suo ricongiungimento col creatore puà diventare a sua volta creatore. Senta e l'Olandese risalgono dalle acque abbracciati come se fossero rinati. Ciò che gli eroi Wagneriani hanno in comune è che, come Sigfrido e Brunilde si amano di un amore salvatore, cioè si sacrificano e muoiono per il loro amore. L'analogia fra il Sigfrido nordico e il Cristo orientale é palese. Anche l'amore di Cristo è un amore salvatore, infatti egli si sacrifica per l'umanità. Sigfrido è il dio del sole e la sua amata la madre terra; anche Cristo è un dio del sole. Cristo muore sull'albero della vita; viene affisso e pende da esso come un suo frutto. Come il frutto Cristo muore ed entra come un seme nella madre terra. Questa fecondazione porta alla formazione della nuova vita, alla resurrezione dei morti. La colpa di Adamo viene riscattata con la morte e resurrezione di Cristo. A questo punto noi ci chiediamo in che cosa consista la punizione di Adamo ed Eva. Essi volevano avere il frutto proibito del paradiso, ma ciò era stato loro negato perchè era permesso assaggiare il frutto solo dopo la morte. Se quindi Dio consacrò alla morte Adamo ed Eva, in tal modo diede loro il piacere proibito. Lo stesso si può dire dell'altra punizione che consiste nel condannare Adamo a lavorare la terra (madre) con il sudore della fronte ed Eva a partorire con dolore i suoi figli. In che cosa consiste la pena nella sua essenza? Essa consiste in un danneggiamento dell'individuo, poichè l'istinto alla riproduzione richiede la distruzione dell'individuo; così è più che naturale che le rappresentazioni di punizione assumano così spesso una coloritura sessuale. Per allontanare da sé la punizione divina si fa al dio un sacrificio, cioè, invece di se stessi si offre alla distruzione un altro essere per poter rinascere. Ciò che originariamente aveva maggior valore viene sostituito con simboli sempre meno significativi che l'inconscio accetta ugualmente, perchè il simbolo ha per l'inconscio lo stesso valore della realtà. La vittima più importante fu Cristo stesso, che prese su di sé i peccati dell'umanità e con la sua morte riuscì a redimere l'umanità. ma non è necessario che Cristo muoia realmente ogni volta per l'umanità: è sufficiente che la sua azione venga rievocata nel ricordo: ci si identifica con Cristo ricevendo il suo corpo e il suo sangue sotto forma di pane e vino. Così facendo si dice: Io che in questo momento sono tutt'uno con Cristo ho compiuto il necessario sacrificio di morte che solo mi farà resuscitare. Il modo in cui viene pensata l'identificazione con la vittima ( in questo caso Cristo, di cui si riceve in sé la carne e il sangue) può essere dedotto da alcune interessanti comunicazioni di Eysen che desidero citare. Sulle tavolette votive che si trovano nella chiesa di Maria a Grossgmain vi sono molte figurazioni di incidenti insieme alla descrizione del motivo del sacrificio, dell'atto desiderato e dell'amata vittima. Su una di queste si può leggere: "Un bambino era annegato in un bagno, e appena la madre lo vide con cuore angustiato lo fidanzò con una vittima viva ed egli ritornò in vita" oppure " Un maiale aveva morso e spezzato la testa ad un bambino, fu promesso ad una vittima viva e subito ritornò sano". In tal modo all'animale sacrificale tocca la morte mentre all'infortunato il rinascere. Anche nel successivo esempio troviamo: "Un bambino partorito da una madre morta è giunto vivo al battesimo appena il padre lo ha sposato con una vittima viva". Cristo, il bambino che muore per il padre è quella "pars pro toto", che il padre nell'attimo della creazione diviene con tutta la sua volontà: E' sempre il padre che muore nel bambino ed è di nuovo il padre che viene rinnovato nel bambino. Gli animali sacrificali vivi vengono infine sostituiti con morti simboli. Nello stesso libro Eysen parla di vasi che assomigliano a teste umane. I vasi vengono riempiti di grano e servono come rimedio contro il mal di testa. Con questi vasi chiamati (Köpfl) si ha la benedizione perchè essi vengono presi dall'altare e messi sulla testa del malato, nello stesso modo in cui in altri casi si benedice per imposizione delle mani. Il significato del Köpfl risulta ancora più chiaro quando ne troviamo alcuni che portano l'immagine dei santi che, come Cristo hanno accettato la morte per amore, cioè sono morti come vittime. tali teste votive, che sono una copia delle teste di San Giovanni, si trovano nel museo di Reichenhall (Eysen). Per quanto riguarda il loro senso esse sono dei frutti riempiti di semi, che sono esattamente il simbolo del Cristo. Essi devono guarire con la fecondazione, e c'é di più: un reperto di J. Arnold parla di teste di legno che egli interpretò come offerte fatte per scacciare il mal di testa o in occasione del matrimonio. L'accostamento di due mali: il male di testa e il non essere sposati dimostra che il mal di testa deve essere inteso nel senso del freudiano "spostamento verso l'alto", come anche la scelta della forma a testa per il contenitore dei semi. In altre regioni venivano usate teste risonanti come rimedio contro la sterilità; queste teste contenevano tre tipi di semi - il 3 è il simbolo della creazione! Invece della forma a testa altri simboli sacrificali imitano la forma delle viscere. Nell'immagine delle viscere l'organ malato viene raffigurato molto ingrandito: la distruzione richiesta dalla divinità per dare la vita viene in questo caso spostata su qualcosa di diverso e che ha minor valore. C'è un piccolo proverbio per bambini che esprime assai bene questo concetto: si prende in mano il ditino ferito del bambino che piange e si sussurra: "Che possa far male al gatto, al cane, alla lepre, ecc. ed a X Y vada via il dolore". Detto ciò si sputa tre volte da una parte per paura del malocchio. Il tre è il simbolo della procreazione e lo sputare è un'equivalente dello spruzzare con l'acqua santa che manda via il demonio. Le scuse ed i saluti più reverenti sono strettamente collegati con il sacrificio; in tale occasione si cade in ginocchio e ci si getta addirittura a terra davanti al signore e ciò significa: "Ecco la mia vita è nelle tue mani, io giaccio già distrutto davanti a te (rappresentazione della morte), donami ora la vita (rinascita)". Quando Seth arriva in paradiso per chiedere misericordia per suo padre Adamo si cosparge il capo di terra. "Polvere sei e in polvere ritornerai" dice Iddio all'uomo. Cospargendosi il capo di terra Seth vuole mostrare che è già divenuto polvere ( è entrato nella terra perchè sul suo capo c'è della terra ). Ma dal ritorno all'origine (la terra) nasce la nuova vita. In una sua opera Kohler ( si tratta di una conferenza di storia comparata delle leggende tenuta da K.Kohler a Cincinnati) ci descrive un interessante simbolismo della nascita dell'uomo dalla terra. Nelle scritture rabbiniche troviamo uomini dei campi e della foresta che stanno infilati nella terra fino all'ombelico attraverso cui traggono il loro nutrimento dalla terra; questi esseri simili all'uomo possiedono anche una voce quasi umana come dice maimonide nel suo commento a Mischnah. In arabo vengono chiamati omuncoli o nani. Secondo Salomon Buber questo essere leggendario è una pianta a forma di uomo la cui testa quasi umana appare solo dopo che è stata estirpata dalla terra. Simeone di Sims ritiene che l'animale sia identico a Jauda, dalla forma di zucca e sia legato alla terra con un lungo laccio che spunta fuori dalla radice. Nessuno può avvicinarsi all'animale oltre la lunghezza del laccio, altrimenti viene sbranato. Strappando il laccio si può uccidere l'animale che in tal caso emette un forte strillo e muore. E' chiaro che questo uomo - pianta sta infilato in terra, come un bambino nel ventre materno, legato con un cordone ombelicale al suo luogo d'origine. Come in algebra non c'è nessuna differenza se indichiamo una grandezza con alfa o beta, anche per l'inconscio è la stessa cosa rappresentare l'essenziale, in questo caso la nascita del bambino, con un simbolismo tratto dalle piante o dalla figura umana. Come noi, ad esempio, chiamando certe onde respiratorie " di Traube-Hering" stabiliamo che ambedue i ricercatori hanno avuto la stessa parte nella loro scoperta, così fa anche l'inconscio con i suoi uomini-pianta o uomini-animali o simili esseri compositi ( Freud Interpretazione dei sogni) La pianta grida come un bambino alla nascita: Questo grido è un grido di morte. Finchè il bambino sta dentro alla madre non ha una vita autonoma; il suo stato viene chiamato spesso nella mitologia "morte apparente" o "vita umbratile", come per esempio nel regno di Proserpine in cui si ha un riflesso o un presagio di vita e di tutto viè solo un accenno umbratile. Nelle "madri" non c'è il chiaro e lo scuro, il sopra e il sotto, non ci sono opposti perchè non si è ancora differenziati dalla materia originaria, dalla madre originaria. Solo con la differenziazione dell'organismo autonomo si è consacrati alla vita e alla morte ( alla nuova differenziazione). L'origine della morte sta nella vita stessa come quella della vita sta nella morte. Lo sviluppo e la nascita del bambino avviene alle spese della madre, il maggiore pericolo la madre lo corre all'atto del parto. La madre viene danneggiata. Per non essere completamente annientata è necessario dare alla componente mortale un surrogato: occorre fare un sacrificio. Si strappa via la pianta (essa partorisce) versando sangue di animali sacrificali e urina. Ambedue sono prodotti della morte (urina-escremento). Nell'antichità ebraica c'è una pianta chiamata baarah che ha uno splendore di fuoco e le sue radici hanno la forza di scacciare i demoni e gli spiriti dai morti. Chi ne strappa le radici muore immediatamente perciò questo atto viene compiuto di notte da un cane e viene accompagnato dal versamento di urina o sangue mestruale. L'equiparazione dell'urina col sangue mestruale dimostra che ambedue i prodotti sono per così dire prodotti sessuali che custodiscono in sé la forza guaritrice e fecondatrice. La corrispondente erba persiana di Haoma (secondo Kohler si tratta di un uomo-pianta o uomo-albero adorato come un dio per la sua divina virtù magica, una specie di albero della vita al cui posto spesso figurano erbe della vita) viene pestata di notte nel mortaio mentre si invocano l'Ade e le Tenebre, inoltre gli si versa sopra il sangue di un lupo sgozzato. L'erba di Haoma serviva ad uccidere i demoni. Il succo di Haoma se bevuto dà l'immortalità e la fecondità. Come Gesù, il frutto dell'albero della vita, dovette morire per poter risorgere e dare la vita agli altri che si identificavano con lui anche la divina erba di Haoma che può essere ugualmente un uomo-albero, deve essere annientata per poter diventare come Gesù un seme fecondatore, una bevanda fecondatrice. Data la pericolosità di questa pianta, presso gli arabi la sua coltivazione viene considerata pericolosa. ( Curtis, Ursemitische Religion im Volksleben des Heutigen Orients) Secondo una credenza araba ogni anno uno dei lavoratori deve morire nel periodo della raccolta. La virtù mortale del terreno viene attribuita anche agli uomini-terra. Perciò la gente usa versare sulla terra il sangue di una vittima in segno di pace. Da una parte la terra assume il ruolo della madre che nutre il piccolo attraverso il cordone ombelicale ( per questo la nascita consiste nello staccarsi del bambino) dall'altra la terra dà frutti (bambini) come l'albero che spesso viene pensato in forma umana. A proposito del simbolismo dell'albero ho già spiegato come il bambino equivalga ai genitali.( secondo Steckel, il popolo cerca di spiegare il processo di formazione del bambino dopo il coito con la credenza che l'uomo inserisca il bambino nella donna) Devo al professor Freud il suggerimento che la circoncisione è un simbolo della castrazione. Alcuni negri dell'Australia hanno la cerimonia della castrazione, mentre le tribù limitrofe hanno a cerimonia della rottura di due incisivi. Si tratta di cerimonie sacrificali: ci si castra, cioè si uccide simbolicamente in sé la sessualità per non essere distrutti nella realtà; senza distruzione il divenire non è assolutamente possibile! Una donna mi raccontava che mentre un dente le veniva estratto sotto narcosi aveva sognato il distacco del parto. Non ci meraviglia che nei sogni l'estrazione dei denti si presta assai bene a simbolizzare il distacco nel parto. Ora abbiamo : distacco nel parto = estrazione dei denti = castrazione, cioè la procreazione viene intesa come una castrazione. Tausk mi ha comunicato un caso in cui il malato percepiva direttamente il coito come una castrazione: temeva che il pene venisse tagliato nella vagina. Specialmente l'onanismo viene rappresentato nei sogni come un'estrazione di denti-castrazione. Perciò possiamo formulare l'eguaglianza: Procreazione>coito>nascita>castrazione. L'autodistruzione può essere sostituita con la distruzione di una vittima. Nella concezione cristiana Cristo affronta la morte sacrificale e muore invece degli uomini che nella visione religiosa subiscono simbolicamente la morte insieme a lui. Attraverso questa simbolica autodistruzione si ottiene per così dire la stessa cosa che Cristo ha ottenuto con la sua autodistruzione, cioè la resurrezione. Nella visione cristiana l'autodistruzione avviene nell'immagine dell'inumazione che sarebbe una restituzione alla madre terra. La resurrezione è la rinascita. Plinio parla di un'usanza greca per cui "colui che era ritenuto morto veniva considerato impuro finchè non avesse avuto una simbolica rinascita" (Kohler). Come prova Liebrecht l'atto della rinascita avviene attraverso un'apertura rotonda nel tetto che è simile al ventre materno. In India lo strumento della rinascita è una vacca d'oro: si mette colui che deve essere partorito di nuovo in questa vacca e lo si ritira fuori attraverso la vagina della vacca. Colui che deve ritornare in vita può entrare in Gerusalemme o alla mecca, ma invece di esporlo al ritorno nella madre si sacrifica per lui una pecora o una capra. Ciò dimostra che il sacrificio viene visto come un'allegoria del ritorno nel ventre materno. Il rituale del sacrificio come riferisce Kohler è il seguente: "Prima che attraversi la porta di casa egli si pone a gambe larghe in modo che la vittima possa stare in mezzo. Poi quest'ultima viene messa sul lato sinistro; il musulmano volge la testa verso sud, cioè verso la mecca, mentre il cristiano invece ad oriente cioè verso Gerusalemme e le viene tagliata la gola sulla soglia o immediatamente davanti. Se colui che deve rinascere è cristiano sulla sua fronte viene disegnata una croce con il sangue. Dopo egli passa attraverso la vittima e il sangue, entra in casa e prende i vestiti che deve portare in chiesa dove il prete li benedice.". La posizione della vittima tra le gambe allargate di chi deve rinascere corrisponde a quella del bambino alla nascita. La croce di sangue che viene disegnata sulla fronte di colui che deve rinascere allude alla morte di Cristo. Anche questo capitolo ci dimostra che la creazione deriva dalla distruzione; anche in questo caso il creatore, il dio che dà la vita, si trasforma in un bambino che viene riportato nel ventre materno. La morte è in sé orribile, ma la morte al servizio dell'istinto sessuale, cioè in quanto rappresenta la sua componente distruttiva che porta la nuova vita è salutare. La vita eterna non porta all'uomo nessun benessere; questo lo vediamo anche nella leggenda della fonte della vita. Cito ora un passo corrispondente tratto dalla leggenda di Alessandro: il cuoco di Alessandro trovò per caso l'ambita fonte, e proprio mentre stava sciacquando in essa un pesce salato improvvisamente il pesce riprese vita e gli scivolò via dalle mani. Lo stesso cuoco allora si bagnò nell'acqua ottenendo così l'immortalità, ma questa non gli procurò niente di buono: il re a cui raccontò il miracolo si adirò per non aver fatto lui stesso tale esperienza e fece gettare in mare il cuoco che non poteva essere ucciso. Il cuoco divenne un pericoloso demone del mare a cui (secondo altre leggende) si fanno anche dei sacrifici. Il cuoco che aveva voluto raggiungere l'immortalità viene punito, e la punizione consiste nell'essere ritrasformato in acqua cioè nell'elemento originario (il ventre materno) e la sua energia vitale che non subisce alcuna distruzione agisce come una forza pericolosamente distruttiva. Abbiamo riconosciuto nell'albero della mandragola o nei pericolosi omuncoli della terra, che non sono ancora giunti alla nascita, dei simboli analoghi a quelli del cuoco. Uccidendo la pericolosa erba la si rende salutare. Un altro simbolo analogo a quello del cuoco che infuria in eterno nell'acqua è l'Olandese Volante. Anche Friedländer si è accorto di questa analogia. Secondo Graf questo incessante navigare dell'Olandese esprime il suo stato psichico in cui egli invano desidera ardentemente un oggetto corrispondente. Il cuoco desidera ardentemente la morte e l'Olandese Volante ci dimostra che la morte tanto desiderata è una morte erotica, cioè una morte che porta ad una nuova nascita, infatti Senta e l'Olandese emergono abbracciati fuori dalle onde. "Secondo un'antica tradizione Adamo, quando uscì dal paradiso non ricevette un bastone (=l'albero della vita secondo Wünsche) ma un anello geomantico con la croce del mondo che tramandò alla sua discendenza. Grazie a quell'anello egli giunse in Egitto e fu considerato come il mistero di tutte le scienze". (Wünsche, Vom Lebensbaum un Lebenswasser. Secondo Wünsche in alcune leggende l'albero della vita = l'albero della conoscenza, Nietzsche per cui la conoscenza = la vita, ed altri.) Secondo Wünsche l'anello prende in questo caso il posto della vita. L'anello è quindi come l'albero, un simbolo della genesi. A questo proposito Wünsche ci ricorda il passo del "Reineke Fuchs" di Goethe ( Canzone 10, V, 7 e segg.) in cui a proposito dell'anello d'oro su cui sono incise tre parole ebraiche che la volpe sostiene di aver destinato al re si dice: i tre nomi incisi sono stati portati dal pio Seth al suo ritorno dal paradiso, quando era andato a chiedere l'olio della misericordia. Come sappiamo Seth riporta dal paradiso tre semi di mela o tre chicchi di riso da cui poi si sviluppa l'albero della vita, perciò le tre parole incise sull'anello sono simboli della forza vitale dell'anello. A questo punto ci è più facile riconoscere il significato dell'anello dei Nibelunghi: esso è il simbolo della creazione e della palingenese, della forza vitale prodotta dalla distruzione. Il mondo può essere redento solo quando la vita ritorna all'origine, e ciò viene rappresentato simbolicamente nell'anello (la vita) che viene restituito al suo luogo d'origine da cui era stato portato via.

In questa seconda parte del mio studio mi sono limitata a fornire alcune prove per dimostrare, sulla base di esempi assai eterogenei l'applicabilità delle tesi sulla mitologia sviluppate nella prima parte. Sarà compito di una ricerca più ampia ed approfondita individuare anche informazioni psicologiche e mitologiche recanti la componente distruttiva della sessualità. ritengo tuttavia che i miei esempi dimostrino abbastanza chiaramente che, come provano alcuni fatti biologici, l'istinto riproduttivo anche dal punto di vista psicologico è costituito da due componenti antagonistiche ed è perciò altrettanto un istinto di nascita quanto di distruzione.

(trad. Nicola Paoli)