 Montà
Il nome, l’evolversi dell’insediamento e
le principali vicende storiche montatesi sono strettamente
legati all’antico percorso di Montata Fangi, che
già in età romana collegava la Valle del
Borbore-Tanaro con la più elevata pianura del
Po.
Sempre all’età romana
sono riconducibili una serie di reperti rinvenuti nell’area
del Santuario dei Piloni e della sottostante Valle Diana.

Il
nucleo più importante del centro storico, la
Villa, risale ai decenni intorno al Mille, epoca della
formazione dei “borghi di sommità”
in tutta l’area. Nel torno di due secoli si cinge
di mura, ha il suo oratorio ed un fortilizio verso mezzogiorno.
Affiancano questo insediamento, gli abitati di Desaia,
ai confini con S.Stefano Roero; Turriglie e Tuerdo,
in prossimità delle attuali frazioni di S.Vito
e Ghioni; Morinaldo sui confini con Canale.
L’attuale
struttura urbana si determina poco dopo il 1257, quando
a seguito della sconfitta inferta ai Conti di Biandrate,
nasce per imposizione del Comune di Asti la villanova
a fianco della preesistente Villa. In essa vengono fatti
confluire gli abitanti degli insediamenti distrutti
di Anterisio (tra Canale e S.Stefano Roero), Desaia,
Turriglie. Seguiranno quelli di Morinaldo e, nel 1273,
sempre per parte astigiana, ma questa volta nella lotta
contro i signori di Gorzano, quelli di Tuerdo. A sanzione
del processo Asti impone la costruzione della torre
civica, attigua all’attuale, ricostruita nel 1754.
Nel 1363 ad Asti, subentrano i Roero
che fanno erigere l’attuale castello; nel 1440
i Malabaila e nell’ultimo quarto del 1500 gli
Isnardi.
Poco prima, nel 1544, Montà
subisce le predazioni degli spagnoli al comando di Alfonso
d’Avalos marchese del Vasto, che stazionano per
l’impantanarsi sulla sua salita dell’artiglieria
proveniente da Asti, la cui mancanza causerà
la disfatta di Ceresole per parte francese. Il 15 luglio
1691 tocca a questi ultimi -giunti in 5000 per vendicare
l’oltraggio di sessanta morti subiti poco prima
per la reazione degli abitanti del luogo- saccheggiare
e incendiare l’abitato. Ancora per parte francese
è l’ulteriore devastazione subìta
il 13 luglio 1706.
A
questi eventi fa da contrappunto la girandola di mutamenti
di proprietà del feudo: per successione ereditaria
si avvicendano così gli Isnardi, i Parella di
S.Martino, i Wilcardel, i de Fleury, i Falletti di Barolo.
Ultimi, a inizi ‘800, i Morra da Lavriano.
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