Community
 
Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Segnala abuso Invia ad un amico
------------------
Crea
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
Amici
   
 

Nereo non raccoglie consensi! Che sia un oscurato?
"O uomo, vivi il mondo in te: superando te stesso!
Solo allora ti sarai ritrovato nel tuo vero essere" (R. Steiner)

Se gli uomini sapessero fare il male, saprebbero fare anche il bene. Invece "fanno questo o quello a caso, cioè a seconda di come capita loro in mente" diceva Socrate.

Anche se tutti i mali del mondo, diretti ed indiretti, provengono dal signoraggio bancario, io non raccolgo adesioni antisignoraggio.

Il Signoraggio è la concessione alle BANCHE CENTRALI (S.p.A. private con scopo di lucro, dunque tutt'altro che istituzioni pubbliche!) di emettere moneta cartacea a costo tipografico e di cederla in prestito agli Stati, a prezzo pieno (valore nominale), gravate di interessi. L’ammontare di questi prestiti costituisce il Debito Pubblico di ogni Stato, sul quale si continuano a pagare perennemente interessi, in una crescita infinita. Tali interessi vengono pagati dai cittadini attraverso le imposizioni fiscali.

Il Signoraggio cos'è se non il diritto che aveva Cesare? Ricordate il detto "dare a Cesare quel che è di Cesare"? Oggi il nostro Cesare è il Popolo Sovrano. Dunque bisogna dare al Popolo quello che è del Popolo. Che cos'è il Reddito di Cittadinanza? È, appunto, quello che appartiene al Popolo... SOVRANO e che invece viene dato a un Cesare non ben identificato, non avendo più diritto di cittadinanza negli Stati, se non come istituzione bancaria manipolatrice di capitali (per approfondire questi argomenti sopra accennati, cerca in Internet la voce "signoraggio"; da questo punto di vista, le parole "Popolo Sovrano" e "democrazia" non hanno alcun senso).

L’Italia, infatti, sulla base del trattato di Maastricht incrementa il proprio debito con la banca d’Italia (S.p.A. privata, e con scopo di lucro, dunque tutto il contrario di ciò che dovrebbe essere, cioè un'istituzione pubblica) per un massimo del 3% annuo del proprio Prodotto Interno Lordo, facendo crescere nel contempo l’ammontare degli interessi pagati annualmente dai cittadini. La costante crescita degli interessi, e quindi quella delle imposizioni fiscali, non soltanto impoveriscono i cittadini, sui quali si scaricano attraverso i Prezzi tutti i gravami fiscali, ma rendono inoltre non competitive le Aziende Nazionali, nei confronti di Paesi a bassi costi di produzione (Cina, Paesi dell’est europeo, ed asiatico).

Ciò sta portando alla catastrofe economica, che non avrà precedenti se si escluderanno le opportune misure. Esse sono essenzialmente due.

La prima è costituita dal riconquistarsi, anzi, dal riappropriarsi del diritto di emissione diretta della propria moneta, che la comunità italiana può e deve ottenere, ritirando la concessione di signoraggio alla banca d’Italia.

La seconda misura è costituita dalla riforma fiscale poggiante su denaro a scadenza, studiata a suo tempo da Pound, Douglas, e Steiner, e che trova i suoi inizi nell'antico e saggio pagamento della "decima".

L'attuazione di un reddito di cittadinanza universale può attuarsi solo attraverso dette misure, e ciò permetterà a ciascun cittadino di gestire autonomamente la propria vita in base alle proprie condizioni personali.

La vecchia fiscalità, concentrata e concepita sui redditi, lasciando il posto alla nuova fiscalità concentrata e concepita su tutto il capitale (o base monetaria), renderà le aziende italiane competitive nei confronti di qualsiasi Paese.

Perché ciò possa attuarsi rapidamente è necessario diffondere e praticare la verità, che è la stessa di cui si occupò Gesù di Nazaret, dato che per questo fu crocifisso.

Non mi interessa formare una "convinta opinione pubblica capace di condizionare la classe politica". Non credo nei condizionamenti dei miei simili. Credo sia più saggio superare la classe politica in me stesso. Ogni altra via è politica astratta, non concreta.

L'essenziale è che il mio motivo di azione sia pieno di contenuto concreto. Che significa contenuto concreto? Per esempio: che contenuto concreto avevano le parole che stavano scritte sulle nostre vecchie banconote "Pagabile a vista al portatore"? I lettori dei miei siti dovrebberlo ormai saperlo, dopo cinque anni che lo scrivo. Rivolgendomi ai bambini su questo argomento, direi loro: il significato concreto delle parole "Pagabile a vista al portatore" è qualcosa di molto interessante che dovreste chiedere ai vostri insegnanti. Se nessuno lo sa, è segno che oggi l'astratto domina il concreto. Ecco dunque spiegato il senso della concretezza, almeno per quanto riguarda il mondo astratto delle parole vuote di contenuto.

Ma il "cittadino sovrano" non può farsi dominare. Altrimenti che sovrano è?

Ognuno (soprattutto la persona più giovane) è in grado di approvare, e di approfondire queste cose (da cui partono le basi per l'autocostruzione dei veri onorevoli del futuro. La maggior parte degli adulti invece, appena sa tre o quattro concetti, relativi a questi argomenti, vuole subito fondare una banca o un partito.

Chi legge queste parole è pertanto pregato... di pregare... di riflettere... e di meditare, proprio sul senso del chiamare le cose col loro giusto nome. Ed occorre soprattutto imparare a chiamare col suo nome soprattutto il "peccato" che si imputò a Gesù.

Gesù di Nazaret fu accusato di sedizione antitributaria (Luca 23,2). Oggi si direbbe di "incitamento all'evasione fiscale". Ma nessuno ne parla.

Molti si scandalizzano - questo sì - se qualcuno non paga le tasse. Ma sulla giustezza del pagare le tasse, stanno supinamente zitti, dal più umile "fedele" perché non sa, alla più alta eminenza gerarchica, perché sa solo battersi il petto la domenica per le "omissioni".

Questa "omissione" di verità è però molto grave, e soprattutto i teologi dovranno farne ammenda. Perché il lapsus (?) dei teologi a questo riguardo è come l'insabbiatura dell'ordine del valore delle cose testimoniate da un teste in un processo. Qui però vi è un teste importante, dato che è l'evangelista Luca. E Luca, nel suo vangelo afferma che secondo l'"assemblea" Gesù SOBILLAVA IL POPOLO A NON PAGARE I TRIBUTI.

La veggenza teologale dei teologi non "vede" l'importanza della prima imputazione ("incitamento all'evasione fiscale") rispetto alla seconda (farsi Re dei giudei) nella scala di valori espositivi espressa da Luca. Però se io dico che una persona è condannata da tutti per due motivi, e li espongo, non è indifferente se dico prima questo motivo e poi quest'altro.

La gente crede che il principale motivo della crocifissione di Gesù sia quello che per Luca viene al secondo posto. Perché?

I teologi "non vedono", perché se vedessero, non potrebbero negare ciò che di fatto negano, e cioè che il motivo principale della crocifissione di Gesù di Nazaret fu l'incitamento a non pagare le tasse. Ciò porterebbe ad una nuova categoria teologica, quella della CRISTIANITÀ DELL'EVASIONE FISCALE. E questo farebbe rivoltare davvero il mondo. Specialmente il mondo imperialista rosso o nero!

Certamente il mondo si oppone ai cristiani "quando è proclamata la verità su Dio, su Cristo, sull'uomo"(1), però di fatto nessuno proclama la verità, ed essere cristiani oggi significa essere muti come pesci, o ciechi-sordi-e-muti come le tre scimmie, riguardo a questa importante questione squisitamente cristiana del non pagare i tributi.

La via che porta Gesù alla croce è dunque l’unica via possibile per uscire dal caos sociale attuale. Il luogo della responsabilità verso il futuro nostro e quello dei nostri figli è nel nostro pensare, nel nostro sentire e nel nostro agire, più che nelle forme teoretico-legali dei "modelli" di burocrazia o di democrazia. Tanto più se si parla di antropocrazia democratica, che è una contraddizione in termini. Il governo dell'uomo è il governo dell'universalità umana, cioè dell'universalità del pensare umano. Metterla ai voti, farne un partito, è ancora una volta democrazia cristiana, che come la storia ed il pensiero umano hanno dimostrato, è anti logica.

Nereo Villa
29 maggio 2005

(1) Vittorio Messori, "A colloquio con il cardinale J. Ratzinger. Rapporto sulla fede" (Ed. Mondadori, 1993.