Nereo Villa
IL VANGELO DI MATTEO
IN RELAZIONE ALLA FISCALITÀ NUOVA
TEOLOGIA TRIBUTARIA NEL VANGELO
DI MATTEO
IN RELAZIONE AGLI ALTRI TRE VANGELI
E SPECIALMENTE A QUELLO DI LUCA
Cap. III - Maggioranza, eresia e
partitocrazia
Presentazione
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MAGGIORANZA, ERESIA E PARTITOCRAZIA
La maggioranza politica consiste sempre in una piccola banda di predecessori, cioè di "eminenze grigie" ed in politicastri servili e furbastri che vi si adattano, nonché nella massa che vi rotola dietro senza minimamente sapere cosa vuole. È ripugnante, assurdo e profondamente immorale avallare il peso maggioritario della carne votante, dato che fu tale maggioranza acefala a sostenere la crocifissione:
Versione di Matteo: "[...] Tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. [...] Ogni festa di Pasqua il governatore era solito liberare un carcerato, quello che la folla voleva. Avevano allora un noto carcerato, di nome Barabba. Essendo dunque radunati, Pilato domandò loro: «Chi volete che vi liberi, Barabba o Gesù detto Cristo?» [...] Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. E il governatore si rivolse di nuovo a loro, dicendo: «Quale dei due volete che vi liberi?» E quelli dissero: «Barabba». [...] Tutti risposero: «Sia crocifisso». [...] Allora egli liberò loro Barabba; e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso" (Mt. 27,1-26).
Versione di Marco: "Ogni festa di Pasqua Pilato liberava loro un carcerato, quello che la folla domandava. Vi era allora in prigione un tale, chiamato Barabba, insieme ad alcuni ribelli, i quali avevano commesso un omicidio durante una rivolta. La folla, dopo essere salita da Pilato, cominciò a chiedergli che facesse come sempre aveva loro fatto. E Pilato rispose loro: «Volete che io vi liberi il re dei Giudei?» [...] Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba. Pilato si rivolse di nuovo a loro, dicendo: «Che farò dunque di colui che voi chiamate il re dei Giudei?» Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!» [...] Pilato, volendo soddisfare la folla, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, perché fosse crocifisso" (Mc. 15,6-15).
Versione di Luca: "E Pilato parlò loro di nuovo perché desiderava liberare Gesù; ma essi gridavano: «Crocifiggilo, crocifiggilo!» Per la terza volta egli disse loro: «Ma che male ha fatto? Io non ho trovato nulla in lui, che meriti la morte. Perciò, dopo averlo castigato, lo libererò». Ma essi insistevano a gran voce, chiedendo che fosse crocifisso; e le loro grida finirono per avere il sopravvento. Pilato decise che fosse fatto quello che domandavano: liberò colui che era stato messo in prigione per sommossa e omicidio, e che essi avevano richiesto; ma abbandonò Gesù alla loro volontà" (Lc. 23,20-25).
Versione di Giovanni: "«Ma voi avete l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua; volete dunque che vi liberi il re dei Giudei?» Allora gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!» Ora, Barabba era un ladrone.[...] Come dunque i capi dei sacerdoti e le guardie lo ebbero visto, gridarono: «Crocifiggilo, crocifiggilo!» Pilato disse loro: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; perché io non trovo in lui alcuna colpa» [...] essi gridarono: «Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo!» Pilato disse loro: «Crocifiggerò il vostro re?» I capi dei sacerdoti risposero: «Noi non abbiamo altro re che Cesare». lo consegnò loro perché fosse crocifisso" (Gv. 18,39-40).
Coloro che non si schierano con la maggioranza sono la minoranza, minoranza che è sempre costretta a conformarsi alle decisioni della maggioranza.
Ogni
partito, chiesa, gruppo, fazione, ecc., è una parte di questo sistema di
imbecillità, detto democrazia, per il quale si crede fermamente che non vi sia
alternativa alcuna al "dominio del popolo".
Democrazia significa "dominio del popolo", e chi non pensa in modo democratico è considerato un eretico.
Ma eretico significa "partitico". Come la mettiamo?
Se si prende un qualsiasi vocabolario etimologico e si cerca la parola eresia, si scopre che essa proviene dal greco "airesis", che significa "partito". Per cui, avviene che ogni partito, fazione, chiesa, teologia, dichiara eretica la parte avversa, e giusta la propria parte o appartenenza.
Ciò significa che la democrazia, pensata per introdurre nel mondo il bene sociale, solidarietà, amore, fraternità, ecc., è in realtà una vera bufala per malati mentali, a meno che si creda sanità mentale il dominio di una parte sul tutto, e che il tutto sia formato da tante parti tutte eretiche ed in lotta fra loro! Credere che l'amore e la solidarietà si manifestino nel mondo per il fatto di venir proclamati o legiferati è un po' come pretendere che sia possibile diventare intelligenti per decreto.
Credo che il mio prossimo possa essere condotto all'unione fraterna solo in un modo: attraverso la conoscenza; e non di ciò che appare subito palese al primo sgranare gli occhi sulle cose, ma di ciò che esige maggiore lavoro interiore del votare per questo o per quel politico.
Nei parlamenti si continua a parlare di "equo" e di "solidale". Migliaia di associazioni nascono ogni giorno. Tutti vogliono fondare nuovi gruppi e partiti. Ma nessuno di essi raggiungerà mai lo scopo per il quale fu costituito, anche se ottime erano le intenzioni. Eppure bisogna sapere e fare ciò che è giusto per poter raggiungere l'unione fraterna fra gli uomini. "Soltanto uomini che vivano le verità occulte, valide per tutta l'umanità, potranno riunirsi nell’unica verità. Come il sole riunisce tutte le piante che tendono verso di lui pur mantenendo ognuna la propria individualità, così la verità deve essere unica, e tutti devono tendere ad essa"(1). Solo allora gli uomini si ritrovano.
Qualcuno forse obietterà che tutti tendono alla verità e che, esistendo diversi punti di vista della stessa, sorgono contrasti e differenze. Ma non credo sia così. Perché allora si tratta di una conoscenza della verità non ancora abbastanza approfondita. Non si dovrebbe obiettare che ci possono essere diversi punti di vista a proposito della verità. Innanzitutto bisognerebbe sperimentare in se stessi che la verità non può essere che una sola.
La verità non può dipendere da una votazione popolare. È vera in se stessa.
Chi pensa di poter votare che la somma dei tre angoli di un triangolo è uguale a 180 gradi, è un cretino.
"Che nessuno, oppure che milioni di uomini siano d'accordo, è indifferente. Quando sia stata riconosciuta una verità, essa è vera e valida per il singolo. Per la verità non vale la democrazia" (ibid.).
Per la democrazia ogni verità diventa un "marchio depositato" da qualche "parte", parte ovviamente ritenuta eretica da ognuna delle altre parti.
Il fatto stesso che il mondo latino, pur sottolineando i significati "quantitativi" di universalità, abbia preferito usare per la sua chiesa il termine greco “catholica” piuttosto che quello latino “universalis”, fa pensare che il senso di "cattolicità" mantenuto sia più prossimo ad un "marchio depositato" che alla coscienza universale insita nella buona novella che Matteo avrebbe voluto tramandare. Ogni chiesa vanta il proprio monopolio di cattolicità. Ma il monopolio di una cattolicità (romana, ortodossa, ecc.) è universalità?
Certamente si può essere indotti ad identificare la cattolicità nella società romana del "civis romanus", o nella "civiltà occidentale", o nel socialismo, o nel comunismo, o nel fascismo, così come si può essere indotti ad indentificare l'antroposofia con la società antroposofica.
Dovrei dirne di cose a questo proposito. Basti solo ricordare che il mio libro sulla numerologia biblica conclude con le seguenti parole di Coleridge:
"Chi ama il cristianesimo più
della verità,
si accorgerà ben presto
di amare la propria setta cristiana
più del cristianesimo;
e di amare se stesso
più della propria setta"(2).
Lo stesso può essere detto dell'antroposofia come di ogni altro gruppo, crocchio, o fazione. Ogni partito appare all'appartenente ad esso l'unica possibilità per risolvere i problemi dell'umanità.
Io devo tutto all'opera di Rudolf Steiner e, non senza sbagli, ho cercato di svolgere la mia vita, nella fortuna e nella sfortuna, secondo quella impostazione. Oggi, a 58 anni suonati, ho raggiunto la convinzione che il condividere la "linea politica" che evapora da una qualsiasi "società" di questo tipo, sia essa marchiata di rosso, nero, antroposofia, teosofia, o di qualsiasi altro colore, sia un'assurdità di tipo talebano, in cui a farne le spese è l'io umano. Perché ogni gruppo schiaccia l'individuo in ogni modo, perfino attraverso carezze scotomizzanti: ogni maggioranza di iscritti ad ogni partito, o ad ogni "società-con-marchio", marchia di schiavitù i suoi adepti, coltivando l'intesa di far parte di una scuola dei massimi misteri del mondo, in grado di risolvere tutti i problemi dell'umanità.
Eppure le scuole dei misteri si sono conchiusero 2000 anni fa con lo squarciarsi del velario del tempio: "la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si schiantarono" (Mt. 27,51; vedi anche Mc. 15,38 e Lc. 23,45), perché qualcosa all'interno delle coscienze aveva cominciato a dire: BASTA!
Eppure tutto è ritornato indietro. Perché si è operato pian piano affinché le coscienze potessero ancora dire: "Ancora, ancora!", "Proteggeteci", "Siamo peccatori, siamo schiavi, bastonateci, tartassateci", "Come è buono lei"!!!
Siamo ritornati alla politica
teocratica degli schiavi del tempo di Iside, ed a quella peggiore politica
dell'antica Roma, che
subordinava a sé il diritto, perfino il diritto della libertà di parola! E senatori della repubblica
hanno già fatto approvare in commissione la legge, che non solo recupera il
reato di plagio già cassato nel 1981, ma lo estende alla massima evanescenza
sotto il titolo di "manipolazione mentale", con regolare istanza di "esperti" e
di "psicologi di Stato"(3).
La politica "ri"-"diventa" teocratica, e la "maggioranza" "ri"-"cerca", come ieri, l'eresia da sterminare, lo schiavo ribelle da colpire. Costui deve rimanere assolutamente schiavo. E se qualche Maestà dell'antico Egitto ogni tanto consacrava gli schiavi, questo non lo si deve sapere!

La cultura materialistico-religionesca precristiana imperversa tutt'ora ovunque nel mondo, fondandosi sul misconoscimento dell'identità spirituale dell'essere umano, sull'autoritarismo, e sul potere finanziario. Da ogni "parte" - e in ogni "partito" o chiesa - , ogni statuto di queste "società-con-marchio" fa approvare al nuovo adepto la propria "candida" politica verticalistica, nominalisticamente gerarchica e perciò ancora una volta "precristiana".
Molti infatti sono i teologi che si occuparono del concetto di "airesis" ("partito") col fine di conferire alla propria appartenenza chiesastica tale candore. Si arrivò a dire che i termini "ecclesia" e "airesis" sono opposti di fatto, "contraries in re"(4):
"[...] il primo non ammette il secondo e il secondo esclude il primo [...] La airesis compromette la fondazione della Chiesa, il suo insegnamento (2 Piet., 2,1), e questo in una maniera così radicale da creare la formazione di una nuova comunità che si affianca a quella dell'ecclesia. La Chiesa non può ammettere ciò, perché, in quanto ha la coscienza di essere l'assemblea legittima di tutto quanto il popolo di Dio, essa ne abbraccia la pienezza completa in una sola unità. Al contrario la airesis è per sua natura una entità privata e la sua validità è limitata: non è che una scuola o un partito. Se I'ecclesia ammettesse la airesis, essa stessa si ridurrebbe a una airesis e negherebbe il suo carattere 'politico' globale..." (ibid.).
Questo è solo un esempio. È chiaro che "teologi" di questo tipo possono procedere solo confondendo le carte. Costui "confonde fra di loro, per tutta l'estensione del suo articolo, almeno due problemi: 1°) dentro quali limiti, all'interno della Chiesa, vi era un atteggiamento verso i "partiti" diverso da quello che c'era nell'ellenismo o nel giudaismo? 2°) dentro quali limiti esiste un cambiamento semantico nell'uso della parola airesis quale si ha nel Nuovo Testamento?"(5).
È ovvio infatti che in "airesis" ("partito") avvenne un cambiamento di significato, dato che il termine si sviluppò nel senso della parola "eresia". Ma l'imbroglione afferma esplicitamente che "in generale nel Nuovo Testamento questa parola non ha ancora assunto il valore tecnico che avrà in seguito". E questo non lo ferma nel suo tentativo di ricercare l'"origine del 'concetto cristiano di airesis'", ne gli impedisce di credere che il concetto di airesis fosse per principio "sospetto nel cristianesimo". Egli non usa il materiale che ha a disposizione per mostrare che "i cristiani, con airesis intendevano qualcosa di diverso da 'partito' secondo il diffuso uso ellenistico e greco-giudaico". Il suo scopo è di mostrare che la condanna dei "partiti" sorse fra i cristiani in modo diverso da come sorse altrove. Ma ciò - afferma con ragione Barr(6) - "non ha nulla a che fare col cambiamento semantico di una parola" (ibid.).
Condannare e bruciare sul rogo gli eretici perché non la pensano come te, non prende un colore diverso dalla tua pazzia, anche se mostri di condannare la
la formazione dei partiti tanto nello Stato quanto nella chiesa. Puoi condannarla fin che vuoi, e puoi ritenere fin che vuoi che l'origine di questi partiti sia diversa da quella dei partiti dello Stato. Questo non cambia la semantica della parola "partito"!
È in tal modo che operano gli oscuratori del senso delle cose (cioè delle verità semantiche).
Il significato di "airesis" è "partito". Ed "eresia" significa etimologicamente "partito". Punto. Invece per il teologo "teologicamente corretto" "decisioni storiche di opporsi ai partiti vengono trattate come una reazione contro il concetto di airesis perché sospetto per principio" (ibid.).
D'altra parte, dato il modo di ragionare di questa gentaglia (ma in genere questo stile è quello del lavoro vero e proprio dei teologi (ideologi) delle varie chiese o partiti), tutto ciò è necessario per stabilire la contraddizione intima con "ecclesia". Così l'uso di "ecclesia" sembra presupporre un'interpretazione anch'essa fuorviante. Il termine è infatti da costui interpretato "non come 'Chiesa o comunità', ma come 'Chiesa o comunità di tutto il popolo'. E l'argomento non è che la mentalità della Chiesa era contraria alla formazione dei partiti, ma che il termine stesso 'partito' era contrario al concetto di ecclesia e lo escludeva completamente. La 'novità della situazione storica' non è spiegata come conseguenza dell'affermazione di una società che aveva riguardo ai partiti idee diverse dall'ambiente, ma come l'affermazione di una comunità che possedeva un nome che per sua natura non ammetteva il riconoscimento del 'partito'. E non si porta nessuna prova che queste presupposte implicazioni della parola ecclesia fossero effettivamente presenti alla mente di uno scrittore dei passi in cui la parola airesis è testimoniata nel Nuovo Testamento" (ibid.).
Solo dando alle implicazioni della parola ecclesia l'importanza ingiustificata che il manipolatore di concetti gli da' è possibile infatti delineare un quadro della concezione cristiana di airesis (eresia), diverso dall'uso ellenistico e dal suo contenuto partitocratico.
Per arrivare a questa concezione cristiana di airesis si deve per forza di cose mettere da parte la semantica delle parole nei loro contesti effettivi. Infatti lo studio di questo teologo (ma sarebbe meglio dire teo-ideologo) contestato dal Barr (credo che sia a causa di queste contestazioni che Barr è malvisto dai cattolici), conclude con questa frase: "Se la ecclesia ammettesse la airesis, si ridurrebbe essa stessa ad una airesis".
Ma, afferma d'altro canto Barr, "non c'è la più piccola prova che un simile pensiero sia stato formulato durante il periodo neotestamentario; si tratta semplicemente di una riflessione sulla Chiesa oggi diffusissima e che è stata rivestita di parole greche neotestamentarie. Così, se lo Schlier(7) ha potuto mostrare alcuni motivi per cui il cristianesimo è per sua natura contrario alla formazione di partiti (ma ho qualche dubbio che sia davvero riuscito anche in questo), egli lo fa a spese della semantica effettiva di airesis che è stata oscurata nei contesti in cui appare, col porre tutto l'accento sulla nuova "concezione cristiana di airesis"; in quanto poi all'identificazione di questa presupposta novità di concezione, lo Schlier vi giunge giocando su una immaginata opposizione di ecclesia e di airesis come entità per principio contraddittorie, solo che questa opposizione non è formulata in nessuna parte del Nuovo Testamento, che probabilmente non ci pensava per nulla. Questa opposizione dipende infatti, a sua volta, da una interpretazione di ecclesia che è anch'essa dubbia"(8).
Si può discutere fin che si vuole. Chiese, partiti, fazioni, ecc, costituiscono la "crazia" della democrazia, che viene proposta ai cittadini come massimo raggiungimento politico dell'occidente, in cui però nella realtà tutto rimane, come 2000 anni fa, prima di quel "BASTA" sopra accennato. È l'alienazione in cui ognuno vuol comandare il mondo, combattendo ogni "altro", ed attribuendo all'"alieno" questa o quella eresia (airesis). È la guerra di tutti contro tutti, sempre mascherata da "Unione", "Maggioranza", "Popolo", ecc.
Tutto deve servire a nascondere la verità: la maggioranza indotta democraticamente a votare per la morte di colui che aveva osato spiegare per primo nella storia il senso delle tasse (Mt. 22, 15-22) e del tempio, inteso come corpo umano della risurrezione (Mt. 26,61; 27,40), e che non si possono servire contemporaneamente il Signore e il signoraggio (Mt. 6,24).
Il Figlio dell'uomo, cioè l'Io, non può avere una sede di partito - o un tempio - materiali "dove posare il capo", perché non è figlio di gatti o di volpi, o di altri animali (Mt. 8,20), ma è figlio dell'uomo e, in quanto tale, non può ragionare senza la misericordia che supera ogni legge.
Ecco perché, piuttosto che fondare nuovi partiti, occorrerebbe informare (e bisognerebbe perseverare pazientemente nel farlo) circa questi contenuti di pensiero... almeno finché sarà ancora possibile la libertà di parola e l'uso di Internet per liberamente divulgarla.
Le bugie hanno le gambe corte, e non vi è bisogno di talebani d'Occidente, né di psicologi di Stato per difendere il cittadino dalle "manipolazioni mentali", perché l'inserimento di tale bisogno nelle coscienze è l'opera dei manipolatori di capitali di cui l'uomo deve liberarsi.
(1)
Rudolf Steiner, "La saggezza dei rosacroce", Ed.
Antroposofica.
(2) Nereo Villa, "Numerologia
biblica. Considerazioni sulla matematica sacra", SeaR Edizioni, Reggio
Emilia, 1995.
(3) La senatrice Casellati conclude
un suo recente intervento su "Il Mattino" di Padova, invocando "la difficile ma
necessaria individuazione delle tipologie di condotta che indichino la presenza
della 'manipolazione mentale'" (dall'articolo "Talebani nostrani" di Gianni
Tagliapietra, in Enclave, settembre 2005, Ed. Facco).
(4) Heinrich Schlier in
James Barr, "Semantica del
linguaggio biblico", Ed. Il Mulino, Bologna, 1961.
(5)
J. Barr, "Semantica del
linguaggio biblico", op. cit.
(6)
In "Semantica del linguaggio biblico" (op. cit., pag. 302-303),
il prof. James Barr, master di latino e greco, chiama l'affermazione "la
Chiesa è il corpo di Cristo" di teologi come Ratzinger "trasposizione
illegittima di identità": "Se domandiamo quale sia il significato di "ecclesia"
nel Nuovo Testamento, la risposta che possiamo trovare può essere costituita da
una specie di somma delle diverse osservazioni che in vari passi sono fatte
sull'"ecclesia". Si può pertanto dire a) "La Chiesa è il corpo di Cristo", b)
"La Chiesa è l'inizio del regno ci Dio", c) "La Chiesa è la sposa di Cristo", e
altre osservazioni del genere. Si può arrivare alla legittima conclusione che
che "il significato di "ecclesia" nel Nuovo Testamento" può essere stabilito
dall'insieme di queste relazioni. Qui si tratta di un certo valore di
"significato". Ma quando si prende una singola frase, come "La Chiesa è il corpo
di Cristo" e si domanda quale sia il "significato" di Chiesa in questa frase,
poniamo una domanda diversa dalla prima. L'indicazione semantica fornita da "La
Chiesa" è ora molto più ristretta che non quella della "concezione della Chiesa
nel Nuovo Testamento". Ammettere ciò ha grande importanza quando si tratta di
casi isolati o rari; un ottimo esempio è rappresentato dal "La mia Chiesa" in
Mt. 16,18 [...]. L'errore che deriva dal voler leggere il "significato" di una
parola (inteso come la serie totale di tutte le relazioni di quel vocabolo nella
letteratura) in ogni caso particolare, può essere chiamato 'trasposizione
illegittima di identità'".
(7) Heinrich Schlier in "Theologisches Wörterbuch zum Neuen Testament",
a cura di G. Kittel,
Stoccarda, 1933.
(8)
"Semantica...",
op. cit.