A NASCONDINO,

NELLA DISCARICA FANTASMA DEI VELENI DI FERRANDINA

 

Nessuno sa nulla del progetto per la realizzazione di un impianto per lo smaltimento di rifiuti speciali e pericolosi, per iniziativa della “Basento Ambiente srl”, a Ferrandina.

 

Unica traccia dell'iter in corso un avviso pubblico, apparso lo scorso 21 luglio sulle pagine di un quotidiano a tiratura nazionale, con la descrizione di massima del progetto. Si tratta di una mega discarica in grado di stoccare circa 370.000 metri cubi di rifiuti pericolosi. Una categoria che abbraccerebbe al suo interno una tipologia sconfinata di inquinanti. Dai farmaci scaduti agli oli esausti, dai solventi alle polveri metalliche, dall'amianto al materiale contaminato. E perché no, anche i rifiuti tossici provenienti dal resto d'Italia e da mezz'Europa. Francia e Germania in testa. Nulla di più facile, dopo che sono stata dichiarate illegittime le leggi regionali con cui si vietavano il trattamento di rifiuti provenienti da fuori regione.

 

Sembra, non possano dare informazioni, pareri e risposte né il Comune, né la Provincia di Matera – che non ne hanno titolo; ma, neppure la regione Basilicata, che non si è ancora dotata di un Piano regionale per la raccolta e il trattamento dei rifiuti pericolosi (giacchè – è sempre stato sostenuto – nella regione non c’è produzione apprezzabile di tale tipologia di rifiuti).

 

Chi dovrà decidere, dunque? D’altra parte, sono trascorsi inutilmente i termini per il pronunciamento del competente Ministero: vuoi vedere che a decidere è proprio il silenzio delle istituzioni, che diventa ‘assenso’ per raggirare la vigilanza delle comunità interessate e dell’opinione pubblica tenuta all’oscuro di tutto?

 

Siamo al fianco del comitato di vigilanza e di protesta della comunità ferrandinese. Continueremo a fare la parte nostra nell’informare – momento per momento – su questo oscuro disegno (che ne sanno Il Consorzio industriale, Tecnoparco, l’ALSIA – che è titolare dell’uso dei suoli interessati?), consapevoli del fatto che a patirne non è solo Ferrandina. Da percorsi, procedure e decisioni prese alla chetichella non possono nascere che interessi particolari e assai appetibili per qualcuno; danni immediati e futuri per tutti gli altri. Lo smaltimento dei rifiuti, specie quelli speciali e pericolosi – oggi, è il miglior business che si possa fare: lo sanno bene mafia e camorra! E lo sanno bene i territori meridionali che sono tornati – più di ieri – nel portafoglio dell’eco-mafia, ‘valorizzati’ possibilmente come unica discarica a cielo aperto.

Speriamo proprio di non essere costretti nuovamente a dover difendere la nostra terra, l’unica ricchezza che ci inorgoglisce e ci conserva la speranza di un futuro.

Ma lo ricordi anche chi oggi tenta di trattare questa nostra terra come pattumiera (e sono in troppi i camion che transitano anche lungo la Valbasento pieni di scorie e liquami): Scanzano e il movimento NO-SCORIE possono riaccendersi in un battibaleno!

 

Il PRC – anche attraverso i suoi rappresentanti nelle istituzioni locali e regionale – lavorerà perché finisca il gioco a nascondino di questi giorni; perché sia fatta piena luce sull’operazione; perché non si ripeta ancora la pratica dell’esclusione delle comunità dall’informazione sulle vicende che le riguardano.

 

Ferrandina, 5 febbraio 2006

 

                                                                                              I segretari del PRC:

Giuseppe Dubla del Circolo di Ferrandina

Rocco Rivelli del Comitato provinciale materano

Michele Saponaro, coordinatore regionale Dipartimento Territorio