Introduzione
Tra le
tante teorie
messe a punto sulla pranoterapia, la più accettabile e
diffusa
tra i suoi appassionati cultori è senza dubbio quella
bioelettromagnetica, secondo cui il guaritore è una persona
dotata di un campo elettromagnetico vitale più potente della
norma, che riesce ad influenzare il corrispettivo del paziente,
ottenendo in esso modificazioni significative.
Luciano Muti, nel suo libro "Conoscere la pranoterapia", ed. EDIERRE, avvalora questa tesi:
"Un numero di prove sempre maggiori indica i fenomeni bioelettrici come la base dello sviluppo dei processi biologici. Numerosi studi portano ad evidenziare negli esseri viventi differenze di polarità e di potenziale e, come conseguenza, presenze di campi elettrodinamici, che sono in parte costituiti da componenti atomici fisico-chimici formanti il sistema biologico.
Utile verifica di queste emissioni bioplasmatiche ed elettromagnetiche fuoriuscenti dalle mani di un pranoterapeuta sono le elettrofoto Kirlian, il cui principio è stato in questi anni notevolmente valorizzato da nuove ed importanti ricerche. Secondo l'ing. Marco Todeschini il veicolo principale dell'energia trasmessa dal pranoterapeuta è un campo elettromagnetico. Egli afferma che il corpo umano è una centrale elettrica che, seguendo i principi della fisica, può trasmettere, per induzione, ad un altro organismo basse frequenze elettromagnetiche sulle parti ammalate, normalizzandone le cariche elettriche positive o negative; l'energia bioplasmatica o bioradiante emessa, completa la normalizzazione energetica della zona alterata".
Nel cuore del centro storico, sui vecchi moli di una Genova multietnica, ubicata in una posizione strategica, pronta ad accogliere le culture di oltremare, nasce L’Associazione culturale Le mille e una notte. Il nostro centro ha l’obbiettivo di trasportarvi ad un totale rilassamento raggiungendo un completo benessere psicofisico, tramite i trattamenti delle varie pratiche olistiche, massaggi, trattamenti estetici, perfezionato con l’organizzazione di seminari, conferenze e corsi per avere l’opportunità di approfondire un mondo diverso. Ultima tappa, qualche minuto nella sala relax, gustando il tè caldo con la menta e i dolcetti al miele, sesamo, pistacchio e cocco.
di Mimma Campiti, allieva del Centro Yoga Zenith di Genova
Partendo dalle definizioni dello Yoga classico che troviamo negli Yoga Sutra di Patanjali cita 4 parole che racchiudono l’essenza di cosa sia lo Yoga. Yogas – citta – vritti – nirodhah.
La parola yoga non sempre viene tradotta, si dice anche che sia un termine intraducibile.
Nelle lingue occidentali è spesso resa con la parola unione che, dal punto di vista della prospettiva in cui lo yoga classico si situa, che è quella del Samkhya, appare piuttosto riduttiva e anche erronea, in un certo senso. Dal punto etimologico del termine, dalla radice Yuj, da cui il latino Yugum, yoga significa disciplina, ma può anche configurarsi come unione. La sua matrice originaria, però, ci porta al significato di aggiogamento, disciplina. Lo yoga è essenzialmente una disciplina di corpo e mente, volto al mirodhah, termine di grande importanza anche nel lessico buddhista, che traduce cessazione, arresto. E’ quindi una disciplina del corpo – mente, volta all’arresto di citta vritti. Vritti significa letteralmente vortice, gorgo. Le vritti sono tutto quello che concerne il mondo interiore, l’ambito delle emozioni, del pensiero e l’ambito coscienziale del conscio e dell’inconscio. In sostanza sono tutte le fluttuazioni dell’universo mentale inteso come vortice, flusso costante dei nostri pensieri, delle nostre emozioni e sentimenti. Citta è un termine che, nello yoga classico, incorpora tre termini in uno, cioè l’intelletto, che tecnicamente è la buddhi, il senso dell’io. Questa definizione di yoga propone, quindi, una integrazione attraverso l’aggiogare, il disciplinare mente e corpo, il fine ultimo dello yoga è quello volto all’arresto di tutte le fluttuazioni di intelletto, egoità, mente per ottenere la liberazione, l’integrazione definitiva che è il raggiungimento dell’isolamento finale, il Kaivalya, l’uscito definitiva dal divenire doloroso delle rinascite e delle ri-morti....leggi tutto
Venerdì 29 Maggio 2009 – ore 15.30 c/o BIBLIOTECA LERCARI Villa Imperiale Via San Fruttuoso, 74 (Villa Imperiale) – Genova
Relatore - Vincenzo Falabella (dirigente medico psichiatra e naturopata)
Nota introduttiva - La pratica della naturopatia si fonda su un metodo che aiuta a mantenere o a ritrovare l’equilibrio dell’individuo. L’approccio naturopatico attribuisce grande importanza alle capacità innate dell’organismo di riequilibrare se stesso (vis medicatrix naturae) e, attraverso diverse discipline e metodiche, cerca di attivare e di potenziare le forze auto risanatrici del corpo.Così, l’intervento terapeutico non è rivolto direttamente alla funzione alterata; bensì detta funzione è esaminata ed inquadrata nella “totalità dell’individuo” che viene “educato” a ritrovare uno stato di benessere.
Seguirà un buffet vegetariano (vegan) offerto dalle team di cucina di Società Vegetariana.
Società vegetariana
Luciano Muti, nel suo libro "Conoscere la pranoterapia", ed. EDIERRE, avvalora questa tesi:
"Un numero di prove sempre maggiori indica i fenomeni bioelettrici come la base dello sviluppo dei processi biologici. Numerosi studi portano ad evidenziare negli esseri viventi differenze di polarità e di potenziale e, come conseguenza, presenze di campi elettrodinamici, che sono in parte costituiti da componenti atomici fisico-chimici formanti il sistema biologico.
Utile verifica di queste emissioni bioplasmatiche ed elettromagnetiche fuoriuscenti dalle mani di un pranoterapeuta sono le elettrofoto Kirlian, il cui principio è stato in questi anni notevolmente valorizzato da nuove ed importanti ricerche. Secondo l'ing. Marco Todeschini il veicolo principale dell'energia trasmessa dal pranoterapeuta è un campo elettromagnetico. Egli afferma che il corpo umano è una centrale elettrica che, seguendo i principi della fisica, può trasmettere, per induzione, ad un altro organismo basse frequenze elettromagnetiche sulle parti ammalate, normalizzandone le cariche elettriche positive o negative; l'energia bioplasmatica o bioradiante emessa, completa la normalizzazione energetica della zona alterata".
Genova, sedute gratuite dimostrative di Pranoterapia
L’incontro, che si terrà sabato 27 marzo 2010 dalle 16.00 alle 18.00 presso il Centro Benessere Le Mille e una Notte, Via del Molo 49r – (Porto Antico) Genova, consiste in sedute di dieci-quindici minuti, allo scopo di riequilibrare il campo energetico e percepire quella sensazione di benessere e rilassamento che questa disciplina olistica sa donare. E’ necessaria la prenotazione presso il Centro (0102465884 – 3356131591)Nel cuore del centro storico, sui vecchi moli di una Genova multietnica, ubicata in una posizione strategica, pronta ad accogliere le culture di oltremare, nasce L’Associazione culturale Le mille e una notte. Il nostro centro ha l’obbiettivo di trasportarvi ad un totale rilassamento raggiungendo un completo benessere psicofisico, tramite i trattamenti delle varie pratiche olistiche, massaggi, trattamenti estetici, perfezionato con l’organizzazione di seminari, conferenze e corsi per avere l’opportunità di approfondire un mondo diverso. Ultima tappa, qualche minuto nella sala relax, gustando il tè caldo con la menta e i dolcetti al miele, sesamo, pistacchio e cocco.
Genova: convegno “Benessere è qualità” Edizione 2009
Sabato 26 e Domenica 27 Settembre avrà luogo l’edizione 2009 di “Benessere è Qualità”, due giorni dedicata al benessere olistico, promossa e organizzata dal Coordinamento Ligure Discipline Olistiche. La terza edizione delle evento genovese sul benessere, sarà organizzata in collaborazione con la Biblioteca Berio e con il patrocinio della Regione LIguria e della Provincia di Genova. Presso i locali della Biblioteca si potrà assistere a conferenze, work shop, pratiche di gruppo e pratiche individuali, il tutto ad ingresso libero...scarica la locandinaLe definizioni e lo spirito dello Yoga
LE DEFINIZIONI E LO SPIRITO DELLO YOGAdi Mimma Campiti, allieva del Centro Yoga Zenith di Genova
Partendo dalle definizioni dello Yoga classico che troviamo negli Yoga Sutra di Patanjali cita 4 parole che racchiudono l’essenza di cosa sia lo Yoga. Yogas – citta – vritti – nirodhah.
La parola yoga non sempre viene tradotta, si dice anche che sia un termine intraducibile.
Nelle lingue occidentali è spesso resa con la parola unione che, dal punto di vista della prospettiva in cui lo yoga classico si situa, che è quella del Samkhya, appare piuttosto riduttiva e anche erronea, in un certo senso. Dal punto etimologico del termine, dalla radice Yuj, da cui il latino Yugum, yoga significa disciplina, ma può anche configurarsi come unione. La sua matrice originaria, però, ci porta al significato di aggiogamento, disciplina. Lo yoga è essenzialmente una disciplina di corpo e mente, volto al mirodhah, termine di grande importanza anche nel lessico buddhista, che traduce cessazione, arresto. E’ quindi una disciplina del corpo – mente, volta all’arresto di citta vritti. Vritti significa letteralmente vortice, gorgo. Le vritti sono tutto quello che concerne il mondo interiore, l’ambito delle emozioni, del pensiero e l’ambito coscienziale del conscio e dell’inconscio. In sostanza sono tutte le fluttuazioni dell’universo mentale inteso come vortice, flusso costante dei nostri pensieri, delle nostre emozioni e sentimenti. Citta è un termine che, nello yoga classico, incorpora tre termini in uno, cioè l’intelletto, che tecnicamente è la buddhi, il senso dell’io. Questa definizione di yoga propone, quindi, una integrazione attraverso l’aggiogare, il disciplinare mente e corpo, il fine ultimo dello yoga è quello volto all’arresto di tutte le fluttuazioni di intelletto, egoità, mente per ottenere la liberazione, l’integrazione definitiva che è il raggiungimento dell’isolamento finale, il Kaivalya, l’uscito definitiva dal divenire doloroso delle rinascite e delle ri-morti....leggi tutto
Genova - Medicina e Salute : Naturopatia
Medicina e Salute : cura delle malattie con i metodi naturali della naturopatiaVenerdì 29 Maggio 2009 – ore 15.30 c/o BIBLIOTECA LERCARI Villa Imperiale Via San Fruttuoso, 74 (Villa Imperiale) – Genova
Relatore - Vincenzo Falabella (dirigente medico psichiatra e naturopata)
Nota introduttiva - La pratica della naturopatia si fonda su un metodo che aiuta a mantenere o a ritrovare l’equilibrio dell’individuo. L’approccio naturopatico attribuisce grande importanza alle capacità innate dell’organismo di riequilibrare se stesso (vis medicatrix naturae) e, attraverso diverse discipline e metodiche, cerca di attivare e di potenziare le forze auto risanatrici del corpo.Così, l’intervento terapeutico non è rivolto direttamente alla funzione alterata; bensì detta funzione è esaminata ed inquadrata nella “totalità dell’individuo” che viene “educato” a ritrovare uno stato di benessere.
Seguirà un buffet vegetariano (vegan) offerto dalle team di cucina di Società Vegetariana.
Società vegetariana
Tecniche Pranoterapiche
Consideriamo
le mani come una sorta di "antenne" con cui si capta e si irradia quel
quid che siamo soliti definire "energia". Ognuna delle due mani
può avere una diversa funzione: una può essere
radiante o
emettitrice, normalmente riconducibile alla destra; l'altra assorbente,
la sinistra, che assorbirebbe la radiazione patologica. La prima va
applicata in zone di carenza, la seconda in zone di ristagno o
infiammazione. Abbiamo quindi due funzioni, quella di irradiare e
quella di togliere: è la volontà dell'operatore a
determinare l'una o l'altra....continuaLa cura pranica
Concetto
fondamentale della moderna pranologia è che tutti gli
organismi
viventi, e primo fra questi l'uomo, per essere vivi e star bene debbono
essere pervasi in maniera ottimale da quella "energia" non
quantificabile e non qualificabile, nota da tempo immemorabile come
energia pranica e più recentemente come bioenergia o energia
vitale. Essa è presente in ogni cosa ed in tutti i corpi, a
qualunque regno appartengano, minerale, vegetale, o umano. Compenetra
tutto, stando in ogni atomo, in qualsiasi elemento. Pur non essendo
materia è tuttavia presente in ogni forma di materia; non
è aria, ma si manifesta nell'aria ; non è acqua,
ma la
troviamo nell'acqua ; è nel calore del sole ma non
è
nessuna delle sue onde luminose....continua
Un esperimento
C'è
un esercizio molto semplice ed altrettanto efficace per muovere i primi
passi, proposto in tutti i corsi di formazione per biopranoterapeuti;
questa è la versione di Dolores Krieger ne "Il contatto
terapeutico", ediz. Mediterranee:
"Test n. 1 del tocco terapeutico sull'autoconoscenza: Non vi fermate alla vostra pelle.
La prima conoscenza empirica che vorrei condividere con voi è che voi potete essere coscientemente consapevoli di un flusso di energia che si trova nello spazio "vuoto" oltre il limite della pelle delle vostre mani. E' molto utile catturare le prime esperienze mentre accadono, e quindi mentre eseguite questi esercizi, tenete taccuino e matita a portata di mano in modo da prendere nota per delle successive riconsiderazioni......continua
"Test n. 1 del tocco terapeutico sull'autoconoscenza: Non vi fermate alla vostra pelle.
La prima conoscenza empirica che vorrei condividere con voi è che voi potete essere coscientemente consapevoli di un flusso di energia che si trova nello spazio "vuoto" oltre il limite della pelle delle vostre mani. E' molto utile catturare le prime esperienze mentre accadono, e quindi mentre eseguite questi esercizi, tenete taccuino e matita a portata di mano in modo da prendere nota per delle successive riconsiderazioni......continua
Guarigione? Il parere di un medico
Interessante
il seguente capitolo tratto dal libro “Effetto Prana
–
Concetti ed esperienze mediche in pranoterapia” (Ediz. Xenia)
del
compianto dott. Luigi Lapi, neuropsichiatra e pranoterapeuta, che
affonta l’argomento “guarigione”
(pag.188). Ne traggo
alcuni spunti:
“Ascoltando le confessioni, le dichiarazioni, e più spesso le fanfaronate dei vari terapeuti, si ha un quadro molto incerto circa l’efficacia delle varie tecniche pranoterapiche, ed è per questo che inserirò sotto ogni capitolo uno schema per indicare quante sono le sedute necessarie, le percentuali di miglioramento e, dulcis in fundo, la percentuale degli insuccessi.
Perché, ovviamente, chi viene a raccontarci di avere percentuali di Guarigione (con la lettera maiuscola) nel 100% dei casi, o è un paranoico o un millantatore....continua
“Ascoltando le confessioni, le dichiarazioni, e più spesso le fanfaronate dei vari terapeuti, si ha un quadro molto incerto circa l’efficacia delle varie tecniche pranoterapiche, ed è per questo che inserirò sotto ogni capitolo uno schema per indicare quante sono le sedute necessarie, le percentuali di miglioramento e, dulcis in fundo, la percentuale degli insuccessi.
Perché, ovviamente, chi viene a raccontarci di avere percentuali di Guarigione (con la lettera maiuscola) nel 100% dei casi, o è un paranoico o un millantatore....continua
Codice deontologico del pranoterapeuta
La
Pranoterapia non offre certezze assolute, e l'associato ha
preliminarmente il dovere di non millantare i suoi risultati, a rischio
di illudere il paziente. E' necessario esporre con equilibrio sia
successi che insuccessi, non nascondendo la possibilità d'un
risultato nullo per la cosiddetta "incompatibilità", e
nemmeno
trascurando di avvertire l'utente dell'eventuale acutizzazione dei
sintomi, all'inizio o nel corso della terapia, configurabile come
normale "reazione" soggettiva alla terapia stessa. secondo la legge
delle medicine naturali.
Poiché è stato accertato che alcuni indumenti possono non far fluire regolarmente l'energia bioradiante. il Pranoterapeuta è tenuto ad informare il paziente affinché questi si presenti in terapia evitando di indossare vestiti i cui tessuti siano costituiti da fibre artificiali o sintetiche.
La prassi operativa di un corretto comportamento professionale consiste.....continua
Poiché è stato accertato che alcuni indumenti possono non far fluire regolarmente l'energia bioradiante. il Pranoterapeuta è tenuto ad informare il paziente affinché questi si presenti in terapia evitando di indossare vestiti i cui tessuti siano costituiti da fibre artificiali o sintetiche.
La prassi operativa di un corretto comportamento professionale consiste.....continua

