Concetto fondamentale della moderna pranologia è che tutti gli
organismi viventi, e primo fra questi l'uomo, per essere vivi e star
bene debbono essere pervasi in maniera ottimale da quella "energia" non
quantificabile e non qualificabile, nota da tempo immemorabile come
energia pranica e più recentemente come bioenergia o energia
vitale
Essa è presente in ogni cosa ed in tutti i corpi, a qualunque
regno appartengano, minerale, vegetale, o umano. Compenetra tutto,
stando in ogni atomo, in qualsiasi elemento. Pur non essendo materia
è tuttavia presente in ogni forma di materia; non è aria,
ma si manifesta nell'aria ; non è acqua, ma la troviamo
nell'acqua ; è nel calore del sole ma non è nessuna delle
sue onde luminose. Laddove non fluisce non vi è vita. Quando le
pietre preziose, ad esempio, perdono la loro bellezza, il gioielliere
dice che sono morte, inconsapevolmente a significare che i flussi
vitali non circolano più in esse. Ne consegue che quando questa
energia abbandona un qualunque corpo, sia esso animale o vegetale, esso
cessa di vivere e si decompone. Si decompone proprio perché
l'energia pranica non lo tiene solamente in vita, ma anche unito. Noi
siamo vivi e stiamo bene quando il prana "fluisce" in modo equilibrato.
Se c'è una qualsiasi interferenza, un qualsiasi blocco, ecco che
si determina la malattia. La guarigione, comunque ottenuta, non
è altro che il ripristino dell'armonico rifluire dell'energia
vitale.
Questa energia può essere gestita. E' quello che fa il
pranoterapeuta. Egli, in sostanza, non fa altro che rimuovere con il
suo tocco, il suo massaggio o il suo passaggio, tutta quella serie di
blocchi che, per un motivo o per l'altro impediscono lo scorrere
naturale del prana, il suo calmo pulsare secondo i ritmi della natura
in tutta armonia. Il male, qualsiasi ne sia la causa, non importa se
determinata da fattori esterni od interni, è sempre causato da
qualcosa che scompiglia l'ordinato lavorio degli organi cellulari,
un'interferenza o un blocco per cui gli stimoli non arrivano nel modo
giusto, così causando disordine ed il proliferare della
malattia. Noi siamo strutturati per poter stare "sempre" bene. Abbiamo
tali e tante di quelle autodifese capaci di far fronte a qualsiasi
evenienza che, se queste non funzionano è perché non sono
state "stimolate" a dovere. La cura pranica non fa altro che ovviare a
questi inconvenienti, tramite degli input diretti agli organi mal
funzionanti, onde ripristinare la loro corretta e piena funzione. Al
contrario della medicina tradizionale, per la terapia pranica non
esiste la malattia come base di studio, ma il malato.
Non ci si sofferma, e tanto meno si cura il solo sintomo. Si va ben
oltre, nel più profondo, onde pervenire alla causa. Se
c'è un raffreddore, una febbre, una lombagia, un'ulcera, una
ferita purulenta o qualsiasi altra cosa, è perché le
nostre naturali autodifese non hanno funzionato nel modo dovuto. Se
abbiamo mal di testa, con un cachet possiamo lenirlo, ma non certo
prevenirne un altro. Se abbiamo dolori provocati da artrite possiamo
ricorrere agli analgesici, ma non certo impedire al dolore di rifarsi
vivo. La cura pranica, al contrario si basa sulla stimolazione delle
naturali autodifese, opportunamente potenziate con l'immissione di
bioenergia. Semplicemente riequilibrando il naturale ed armonico flusso
energetico in ogni parte del corpo, essa avvia i vari processi di
disintossicazione, allevia il dolore acuto e cronico, rigenera i
tessuti pervenendo così alla guarigione secondo natura. E la sua
forza agisce su tutti i livelli, siano essi fisici che psichici,
poiché non fa altro che ripristinare il generale equilibrio
energetico dell'organismo, agendo sulle forze di guarigione che sono in
ognuno di noi.
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