Guglielmo: E che altro è? Se n’è andato. Finché stavi muta, stava qui. Ho parlato io, e ha trovato il pretesto per andarsene. Voleva il silenzio, lui! Sfido! Che nessuno parlasse! Che nessuno ragionasse! Perché non poteva ragionare lui. È sopra ogni ragione, lui! S’accusa, sì, ma è anche sopra ogni accusa. Sopra ogni accusa e sopra ogni scusa. Non si dichiara anche senza scuse? Concede tutto. E poi non si lagna, oh! Avessi a credere che si lagna? Non si lagna! E ha avuto anche la degnazione di dirmi che tu, sì, tu avresti tutto il diritto di ribellarti; ma non lo fai perché capisci che non c’è rimedio... Un sacco di gentilezze commoventissime... Cose da trasecolare! Ma dove siamo? Oh, io mi tocco e dico: ma, ho la testa a posto? In che mondo sono cascato? La meraviglia non è di lui... Ma vedo te, così... Ohè; figlia mia! Che sortilegio t’ha fatto? Va’, va’, senti, ho la bocca amara, un po’ di caffè, ti prego. Sono calmo, vedi? Fammi ragionare un po’ con te, almeno. Ma prima un po’ di caffè, va’...
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