Nel lontano 1893 a Portacomaro non esisteva la Banda musicale
ma solo un gruppo di giovani che, attratti dalla passione
per la musica, suonavano per lo più come si suol
dire "ad orecchio", quindi conoscevano ben poco la musica
scritta sul rigo musicale.
Il più esperto tra questi, il compaesano Accomasso
Giuseppe detto il "Fò", propose ai suoi
di formare una vera banda, previo lo studio della musica.
A lui mancava, però, la capacità di creare
dei musicisti e mancava, purtroppo, una buona parte degli
strumenti.
Il sindaco di allora, l'avvocato Berruti Celestino, venuto
a conoscenza della cosa, si offrì insieme al signor
Soave Albino (anch'egli sostenitore della banda) di acquistare
a loro spese gli strumenti mancanti e di trovare un maestro.
Infatti concordarono con il maestro della banda di Montaldo
Scarampi che sarebbe venuto a far scuola ai nostri suonatori
una sera alla settimana. Inoltre, su decisione del consiglio
comunale, gli venne concesso un locale per la scuola di
musica che si trovava a fianco della galleria del salone,
sotto la chiesa. Passò del tempo e, quando il maestro
ritenne che la banda fosse pronta a presentarsi in pubblico
per suonare, si diede il via!
Era il giorno dell'Epifania del 1895 quando la banda fece
la sua prima uscita con grande sorpresa ed entusiasmo del
pubblico.
Con un fastoso pranzo, al quale erano stati invitati i finanziatori, fu
inaugurata la nascita della banda comunale che, per l'occasione, vestiva
una nuova fiammante divisa. Alla voce
"Prima formazione"
è raffigurata la memorabile fotografia della
prima banda, al centro della quale (vestiti in borghese) figurano i due
maggiori benefattori. Questa resterà per noi il ricordo di questo
eccezionale avvenimento. Intanto, dopo aver raggiunto un buon grado di
preparazione musicale fra tutti i componenti della banda, si passò
all'elezione di un nuovo capo banda, per sostituire il maestro forestiero.
Dall'elezione uscì a pieni voti Scassa Federico detto "Balena"
uno dei migliori, dotato di grande capacità esecutiva. Egli esplicò
egregiamente il suo mandato per circa trent'anni, rimpiazzando i veterani
con più giovani e validi elementi. A questo punto devo annotare
un evento spiacevole perché il "Balena" venne poi destituito
dal suo incarico. Non si è saputo con certezza se sia stato per
rivalità degli stessi elementi giovani o per cause politiche, dato
che risultava non essere iscritto al partito fascista. E per questo devo
dire che la banda commise allora una grande scorrettezza. Infatti non
accompagnò all'ultima dimora la salma del suo capo con il suono
delle marce funebri, come si usava fare in occasione del decesso di un
membro della banda.
Intanto, durante il periodo in cui la banda era diretta
dal "Balena", un altro gruppo di giovani del paese
amanti della melodia e del bel canto (infatti quando si
trovavano alle sere o alle feste, non tardavano ad intonare
qualche vecchia canzone dando così sfogo alla loro
passione) decise un giorno di mettersi a suonare, non con
dei veri strumenti musicali, ma con delle zucche!
Sembra un paradosso, ma è proprio così. Spiegherò
sinteticamente quale era il sistema. Prendevano delle zucche
di diverse dimensioni, le tagliavano per metà e,
dopo averle svuotate della polpa e dei loro semi, le mettevano
ad essiccare per un dato periodo. Successivamente prendevano
le due scorze essiccate, le ravvicinavano come prima tenendole
ferme con due dita, pollice e indice, e dopo avergli praticato
un forellino vi soffiavano dentro cantando, provocando così
la vibrazione di queste due membrane dalla quale usciva
un suono: acuto se la zucca era piccola e grave se la zucca
era grande. Così piano piano incominciavano ad intonare
qualche motivo, ecco come è nata la "Banda der cusi"
e ancora oggi, nella frazione di Serravalle d'Asti,
ne esiste una che si esibisce durante le sagre dei paesi
vicini, con grande successo e applausi del pubblico. Ma
col passare del tempo venne loro voglia di aggiornarsi,
cercando di imparare a suonare un vero strumento musicale.
Infatti qualcuno trovò sulle soffitte e sui solai
di parenti o amici qualche vecchio strumento e, anche se
malandato e arrugginito, riuscì a farlo suonare,
quindi tutto il gruppo cercò di procurarsene uno,
e prova e riprova riuscirono ad emettere dei suoni abbastanza
intonati e come si suol dire a "udito" incominciarono
a mettere giù qualche vecchia canzone. Le prove le
facevano nelle sere d'inverno nella stalla e nella cantina
del signor "Carlin 'd Cavagnè" in regione
Miravalle e, fra un bicchiere e l'altro, piano piano riuscirono
a preparare qualche marcetta e qualche "Curenta"
dando così vita ad una specie di fanfara che venne
poi battezzata "La Maratona". Quindi ben presto
incominciarono ad uscire in paese e farsi sentire dalla
popolazione.
I componenti della banda non videro di buon occhio questa
formazione anche perché incominciarono a procacciarsi
dei servizi creando così una concorrenza sleale,
specie per quanto riguarda i servizi per le leve di coscritti.
Come ben si sa, una volta c'era l'usanza di fare tutte le
domeniche un pranzo nel ristorante per festeggiare il compimento
degli anni 20, 25, 30, 40, ecc. Impegnavano la banda per
"l'alzata di tavola" ed in seguito giravano per
le vie del paese saltando al suono delle "curente".
Destino volle che una domenica ci fossero contemporaneamente
due pranzi di leva, uno nel ristorante Margarino, l'altro
nel ristorante sulla piazza del popolo. Quindi una leva
ingaggiò la banda comunale e l'altra la "Maratona"
per cui al pomeriggio si sentivano le due bande suonare
per il paese con il rischio di doversi ben presto incontrare
creando così l'inconveniente che ora voglio spiegare.
È ben noto per noi musicisti che, quando si incrociano
due bande che suonano ognuna il loro pezzo, c'è il
pericolo di essere attratti dal suono dell'altra banda e
perdere il ritmo e la cadenza della propria, per cui generalmente
e cavallerescamente una o l'altra dovrebbe cessare di suonare
per non intralciarsi a vicenda. Tanto è vero che
nelle sfilate dove ci sono più bande si cerca di
farle partire staccate almeno 100 metri l'una dall'altra.
Ritornando al nostro caso, successe che la banda salendo
dal "pozzetto" arrivò in piazza, mentre
la "Maratona" scendeva dalla via "su da Munt".
Si sarebbero dovute incrociare proprio sulla piazza, ma
siccome fra i due complessi regnava ormai un odio tremendo,
nessuno volle smettere, anzi cercavano di intralciarsi a
vicenda ritenendosi superiori l'una all'altra. A questo
punto il capo della banda "Balena" studiò
uno stratagemma: si rivolse ai suoi gridando e ordinando
loro di fare fronte al torrione e, avvicinandosi al suonatore
della gran cassa (il signor Ciattino Giuseppe detto "tut")
gli disse: «Batti forte! Non lasciarti coprire da tuo fratello
Vincenzo!» (Vincenzo suonava il tamburo nella "Maratona"
e si odiavano a vicenda!). Con questa manovra, cioè
lanciando il suono dei propri strumenti contro il muro che
faceva da eco, ognuno poteva sentire con più facilità
il ritmo e la cadenza della propria marcia e continuare
liberamente a suonare. Invece quelli della "Maratona",
sbalorditi da questa mossa, si trovarono subito a disagio
e in difficoltà per cui dovettero allontanarsi velocemente
tralasciando di suonare tra la sorpresa e le risate del
pubblico presente sulla piazza.
Al maestro "Balena" subentrò il maestro
Massirio Matusalemme il quale si prodigò per il potenziamento
della banda. Infatti nell'inverno del 1932 aprì una
scuola di musica alla quale aderirono un bel numero di giovani
del paese (tra cui il sottoscritto) desiderosi di imparare
a suonare. Infatti in breve tempo fummo in grado di entrare
a far parte della banda e rafforzare così l'organico.
Era il mese di luglio del 1935 in occasione della festa
al "Rio". Con questa nuova formazione ben presto
la banda venne conosciuta e rinomata tanto da essere ingaggiata
anche da altri coscritti di altri paesi dove non esisteva
la banda. Infatti in quei tempi, quando i ventenni venivano
chiamati a presentarsi al distretto militare per sottoporsi
alla visita medica per constatare o meno l'idoneità
per il reclutamento al servizio militare, questo avvenimento
veniva festeggiato dai coscritti con grande entusiasmo e
baldoria che durava diversi giorni. Ecco perché in
questo periodo la banda aveva molto lavoro: infatti, oltre
che a suonare per i coscritti locali, veniva chiamata anche
da altri paesi. Per effettuare questi servizi si doveva
partire il giorno prima con i mezzi di trasporto di allora
(carrozze trainate da cavalli "cartun a moli")
per giungere al paese di destinazione e trovare il pernottamento
(in genere era sulla cascina o nella stalla, in base alla
stagione in cui si era), dato che l'ingaggio era per diversi
giorni. Al mattino seguente si partiva presto per accompagnare
i coscritti al distretto dove si trovavano già altre
bande di altri paesi. Finita la visita si partiva per il
ritorno al paese di residenza con i coscritti in testa che
saltavano sventolando le bandiere. Giunti alle porte del
paese si trovavano ad aspettare i genitori, parenti e amici
e si iniziava così la sfilata per le vie tra applausi
e battimani. A mezzogiorno si raggiungeva il ristorante
dove era stato preparato un sontuoso pranzo con genitori,
parenti e la banda! Al termine, era usanza recarsi a
casa di ogni coscritto (naturalmente ritenuto idoneo al
servizio militare) con tutti gli invitati per fargli le
congratulazioni. All'arrivo si trovavano tavole imbandite
di torte e altri dolciumi e, fra una marcia e una "curenta",
si poteva assistere a qualche giro di valzer, per cui la
festa si protraeva fino alla sera tardi. Al giorno dopo
la stessa visita veniva fatta ad altri coscritti, ed ecco
perché la banda si doveva fermare più giorni
(più la leva era numerosa, più i giorni di
servizio erano tanti).
Correva l'anno 1932 quando, durante la direzione del maestro
Massirio Matusalemme, la banda, o meglio i musicisti stessi,
decisero di costruire un salone perché quello esistente
sotto la chiesa ormai non era più adatto per le serate
danzanti. Per lo più in paese esisteva un altro salone,
quello del ristorante Margarino, con il quale sovente saltavano
fuori dissidi e concorrenze. Nell'inverno di quell'anno
tutti i bandisti si misero di buona volontà e costruirono
con le proprie mani (impiegando i loro animali per estrarre
e trasportare la terra) questo salone, che era allora una
cantina sita in località Vigna Nuova di proprietà
della società cooperativa di consumo. Per il finanziamento
di questa costruzione la banda dovette chiedere un prestito
alla società antincendi. Venuta a sciogliersi detta
società, il prestito non ancora estinto fu riscattato
dal comune, che nel frattempo era diventato proprietario
del palazzo e perciò anche del salone.
Verso la fine del 1935, il maestro Massirio si dimise
per raggiunti limiti di età e fu sostituito da Berruti
Virgilio, allievo del "Balena", buon elemento con buone doti
musicali.
Intanto la banda, rinforzata come si è detto dai giovani allievi,
continuava a funzionare molto bene e ad essere conosciuta partecipando
a diversi concorsi bandistici indetti in diversi paesi della provincia, come Castello d'Annone
(1936,
vedi foto della terza formazione), Mombercelli (1937) e altri,
riscuotendo sempre riconoscimenti e applausi da tutti. Proprio in questo
periodo, in occasione della festa di S. Bartolomeo, si fece il primo concerto
sinfonico in piazza. Si faceva al mattino del lunedì della festa
e precisamente sul piazzale della chiesa attorno all'attuale fontana,
prima della premiazione della fiera. Il comune pagava un maestro di Asti
(il prof. Bosi, allora direttore del locale istituto di musica) che veniva
un mese prima, due volte alla settimana, per preparare questo concerto
che poi dirigeva egli stesso al lunedì mattina alle ore 11, davanti
al municipio. Fin dal primo anno questo concerto ebbe subito un consenso
favorevole da parte del pubblico, con grande partecipazione specialmente
di musicanti delle bande dei paesi limitrofi, ragion per cui anche negli
anni seguenti questo avvenimento divenne per la banda una tradizione.
Dal 1971, per volere dell'allora sindaco il Cav. Currado, detto concerto
(preparato e diretto da sottoscritto) venne poi fatto al venerdì
sera in apertura dei festeggiamenti, su diverse piazze del paese. Alla
sera poi (sempre del lunedì) la banda suonava sulla terrazza del
municipio in occasione dello spettacolo pirotecnico che si svolgeva in
paese, davanti alla chiesa della confraternita. Al termine dello spettacolo,
la banda partiva dalla piazza del municipio per scendere (fra una marea
di gente) sulla piazza del popolo e a sua volta salire sul ballo a palchetto
(che era stato eretto appunto per la festa patronale) per dare inizio
alle danze. Si facevano due gruppi di suonatori che si alternavano nella
serata (uno suonava dalle ore 21 fino alle 23, l'altro dalle 23 fino all'una)
perché si riteneva troppo faticoso suonare per l'intera
serata. I suonatori venivano sistemati sul palco in un'unica lunga fila
orizzontale. In centro sedeva il clarino principale, che aveva il compito
di dare l'attacco della suonata mediante l'agitazione del proprio strumento
e di avvisare i colleghi più distanti che si doveva finire il
pezzo. Giunti alle ultime battute, si suonava il campanello! Nel frattempo
si raggiunse un accordo con il comune per quanto riguardava i diritti
e i doveri fra ambo le parti: si è stabilito che il comune concedeva
gratuitamente alla banda tutte le piazze su cui si organizzavano le feste:
S. Bartolomeo, festa al "Rio", a S. Rocco ecc. Inoltre era
a disposizione della banda il Salone Alfieri per le serate danzanti, con
annesso il locale per la scuola di musica. In cambio la banda doveva offrire
al comune tutti i servizi per le feste nazionali, religiose e altri giorni
in cui si riteneva necessaria la presenza della banda.
Nonostante, come già detto, la banda continuasse
a funzionare egregiamente, all'interno di essa
si incominciavano a notare alcuni dissidi e malumori da
parte di noi giovani, più che altro per la rigida
disciplina alle quale gli anziani ci facevano sottostare,
e (non per tutti) anche per un po' di gelosia nel
constatare che piano piano venivano superati specialmente
per quanto riguarda la bravura nelle esecuzioni! Ragion
per cui un giorno (stanchi di questa situazione) decidemmo
fra di noi (che fra l'altro eravamo la maggioranza), incitati
dal collega Graziano Attilio "Baduc", di disertare.
Infatti, la domenica seguente la banda era stata scritturata
da una leva di coscritti (che come già detto pranzavano
nel ristorante Margarino) per far loro la "levata di
tavola", come si usava in quei tempi, per poi uscire
per le vie del paese a saltare la "curenta". Prima
dell'ora stabilita dal capo della banda per trovarsi appunto
per questo servizio, noi tutti (una quindicina, per lo più
con un organico da poter suonare benissimo) ci recammo a
casa del collega Rasero Albino alla cascina Cerreto e, dopo
aver mangiato e bevuto, uscimmo nel cortile di detta cascina
situata sul bricco più alto della zona e, dando fiato
alle trombe, mettemmo a suonare con forza e vigoria marce
e ballabili. Naturalmente, data la posizione strategica
in cui ci trovavamo, il suono si diffuse fra tutte le colline
circostanti, e quindi anche nel paese. Intanto, visto che
la banda ritardava ad arrivare, dal ristorante uscirono
i coscritti incolleriti sollecitando i musicanti a voler
mantenere l'impegno preso, ma essi non essendo in grado
come organico di suonare, dovettero recarsi velocemente
a Castiglione e chiedere rinforzi ai colleghi della locale
banda per poter espletare quel servizio. Naturalmente, dopo
questo atto di ribellione i rapporti tra giovani e anziani
non erano più tanto buoni, e in questa situazione
si continuò fino allo scoppio della seconda guerra
mondiale (1940-1945), per cui noi giovani fummo chiamati
alle armi e gli anziani dovettero sospendere la loro attività.
Per tutti questi anni la banda venne dimenticata, e con il
nostro ritorno a casa al termine della guerra, le prestazioni
erano sempre più ridotte, tranne in occasione di
qualche funerale, per lo più con un numero limitato
di suonatori.
Nel frattempo, il maestro Berruti Virgilio, a causa di una
lunga malattia, fu costretto a ritirarsi. Nei primi mesi
del 1947 i membri della banda, trovandosi in una situazione
precaria, decisero di fare una votazione per l'elezione
di un nuovo maestro che, fra l'altro, rimettesse in sesto
il gruppo.
Dallo scrutinio uscì a pieni voti il sottoscritto
Durando Italo, allievo del Massirio, che aveva acquisito
molta esperienza e capacità durante i lunghi anni
della vita militare. Incarico che accettai volentieri e
che credo di avere svolto col massimo impegno e serietà.
In principio mi trovai un po' in difficoltà
nel dover comandare quei pochi anziani rimasti che, come
si sa, difficilmente vogliono sottostare agli ordini di
un giovane; ma ben presto riuscii a prevalere, tanto più
che ormai la banda era costituita per la maggior parte da
giovani, con altre vedute e altri criteri musicali, aggiornandosi
verso un tipo di musica moderna, specialmente da ballo.
Per cui si decise di formare (con gli elementi migliori)
un'orchestrina alla quale si diede il nome "Zenit" ,
e con questa si suonava durante le serate danzanti. Ciò
creò un po' d'invidia, specialmente da parte dell'albergatore
Margarino, il quale, dopo aver contattato alcuni musicisti
(contrari alla nuova formazione che era nata nel paese)
decise che anche loro, con l'aiuto di qualche forestiero,
avrebbero formato un complesso musicale per combattere la
concorrenza, dandogli il nome di "Hot Nana"
(chiamata poi in seguito orchestra Aurora). Naturalmente
si era creato un clima difficile e una gara per accaparrarsi
i servizi. La "Zenit" aveva con la banda il diritto
alle piazze e al Salone Alfieri, l'Aurora suonava nel salone
di Margarino. Quindi si trascorse un periodo in cui nel
paese si organizzavano contemporaneamente due locali da
ballo, per cui ognuno cercava di creare novità per
attirare più gente. Mi ricordo che un anno la "Zenit",
d'accordo con il signor Valpreda (proprietario dei balli
a palchetto), organizzò una sfilata di moda sulla
piazza "Vigna Nuova", ed essendo a quei tempi una
novità si ebbe una grande partecipazione di pubblico
con grande soddisfazione da parte degli organizzatori. Si
continuò così con picche e ripicche per un
bel po' di tempo finché, per porre fine a questa
concorrenza sleale, si venne ad un accordo con Margarino
ed alcuni elementi dell'Aurora si fusero con quelli della
"Zenit". Ebbe così inizio la nascita del
"Dancing Azzurro", così era chiamato il
locale di Margarino nel quale si svolgevano le indimenticabili
serate danzanti con la partecipazione sovente di alcuni
divi della televisione (Nilla Pizzi, Tonina Torrielli, Oscar
Carboni, ecc.). In seguito a questo rinnovamento musicale
si trascurò un po' la Banda, per cui buona parte
dei componenti si dimisero, sia per raggiunti limiti di
età, sia per altri motivi, per cui per un buon periodo
di tempo Portacomaro si trovò senza banda musicale
e per i servizi locali si dovette chiedere l'intervento
di una banda forestiera.
Nelle elezioni amministrative del 1970 venne eletto sindaco
il signor Currado Cav. Corrado, il quale mi pregò
ripetutamente affinché ricomponessi la banda. Gli
consigliai di convocare tutti i suonatori del paese e della
frazione di Migliandolo, e in questa riunione il sindaco
riuscì a convincere quasi tutti i suonatori a riprendere
gli strumenti con la promessa di un valido appoggio e interessamento.
Si fissò la prima prova nel Salone Alfieri una sera
del mese di ottobre 1970. Mi ricordo che accorsero molti
giovani nel risentire suonare dopo tanto tempo la banda.
Siccome durante le prove notai che mancava qualche elemento
per completare l'organico, chiesi se qualcuno di loro voleva
imparare a suonare. Molti aderirono alla mia richiesta (Marco
Scassa, Roberto Carretto, Ravizza Luigino e tanti altri),
quindi la settimana seguente iniziai subito a istruire questi
giovani impartendo loro velocemente le prime nozioni di
teoria e solfeggio, per giungere in breve tempo ad una discreta
preparazione. Infatti, in occasione della festa del "Caritin"
dell'anno seguente (1971) erano già in grado di suonare
qualche pezzo e, proprio in quel giorno, la ricomposta banda
di questi giovani fece la prima uscita sfoggiando una nuova
e fiammante divisa, accolta da fragorosi applausi del pubblico.
Intanto, essendo nata la pro loco, essa si assunse l'incarico
di organizzare tutte le feste durante l'anno; allora il
Sindaco decise di concedere alla banda ogni anno un contributo
in cambio dei servizi che avrebbe dovuto fare in occasione
delle feste nazionali religiose ecc. Detto contributo il
primo anno fu di lire 250.000, per poi aumentare progressivamente
negli anni successivi fino a 2.000.000 di lire. Ben presto
la banda così ricostruita venne conosciuta e apprezzata
non solo dai paesi limitrofi, ma anche da tutta la regione:
infatti nelle pagine seguenti saranno annotate, oltre alle
fotografie, anche tutte le località in cui ha preso
parte. In questa occasione, su proposta del Sindaco, venni
insignito della Croce di Cavaliere al merito della Repubblica.
Nel frattempo in Italia venne costituita un'associazione
nazionale per la tutela delle bande col nome A.M.B.I.M.A.
(Associazione Nazionale Bande Italiane Musicali Autonome).
Con l'iscrizione a questa associazione la banda dovette
nominare un suo presidente, per cui è stato scelto il Signor
Scassa Manfredi, grande appassionato e sostenitore di questa
banda sia materialmente (eseguendo lavori di loro necessità)
sia finanziariamente. Detta associazione istituì
dei corsi di Orientamento Musicale sovvenzionati dallo Stato
per dare incremento alle bande e invogliare i giovani allo
studio della musica.
Il comune di Portacomaro, sempre per interessamento del
sindaco Cav. Corrado, riuscì ad ottenere uno di questi
corsi della durata di tre anni, per cui io dovetti sostenere
un esame alla direzione A.M.B.I.M.A. per ottenere la qualifica
di "maestro di banda" (previa certificato ministeriale).
Questo titolo era indispensabile per poter assumere la direzione
di detto corso che, come già detto, serviva come
vivaio di giovani musicisti non solo per la banda locale,
ma anche come orientamento alla carriera professionistica
degli allievi. Infatti proprio da questi corsi uscirono
diversi professori di musica: Scassa Marco, Santinelli Antonio,
Bosia Ugo, Carretto Marco, Durando Carlo (quest'ultimo mio
figlio che, dopo essersi diplomato nel 1986 presso il Conservatorio
"Vivaldi" di Alessandria, prese parte nelle diverse orchestre
sinfoniche, e nel 1997 vinse il concorso per primo corno
nell'orchestra del teatro Carlo Felice di Genova, dove tuttora
lavora). Dopo il primo corso triennale, furono assegnati
altri cinque corsi (quattro sotto la mia guida e uno sotto
la guida del prof. Santinelli Antonio) dai quali uscirono
oltre 50 musicisti.
Nel 1980 il sindaco Currado e l'amministrazione comunale
organizzarono una gita in Francia, e precisamente a Boè
(paese che era da tempo gemellato con Portacomaro), invitando
naturalmente anche la banda a partecipare. Partimmo in pullman
un giovedì mattina presto, e alla sera arrivammo a
destinazione. Fummo ospitati presso le famiglie per quattro
giorni, durante i quali ci fecero visitare le principali
industrie della zona. Da parte nostra offrimmo diverse prestazioni
musicali (davanti al monumento dei caduti, concerto nel
salone, e in tutti i trasferimenti si rallegrava il pubblico
con marce e ballabili) accolti sempre da parte loro, con
scroscianti applausi.
Altro servizio molto importante fu nel 1982 quando la banda
partecipò a Torino al grande raduno regionale delle
bande iscritte all'A.M.B.I.M.A. Fin dal mattino ogni banda
era destinata in una delle diverse piazze della città
per eseguire il proprio concerto, mentre al pomeriggio con
una grande sfilata per le vie della città, siamo
giunti tutti in piazza S. Carlo, dove abbiamo eseguito insieme
(oltre mille musicisti) il grande "Concerto per la pace"
diretto dal presidente dell'A.M.B.I.M.A. Maestro A. Tatone.
Sempre nello stesso anno, la banda ha preso parte alla trasmissione
televisiva "Telecity", e alcuni anni dopo a "Telecupole"
a Cavallermaggiore.
Altro servizio da ricordare è la partecipazione alla prima
edizione ad Asti della "Duja D'or" con concerto nei giardini
pubblici, e negli anni seguenti alla festa delle Sagre con
sfilate per le vie della città.
Sempre in questo periodo, l'allora sindaco Carlo Cerrato
fece registrare dai tecnici della Rai, nella chiesa parrocchiale,
una cassetta contenete i migliori pezzi del nostro repertorio,
poi messa in vendita al pubblico. Il ricavato andò
a favore della Banda.
Nel 1988 la banda (dietro invito degli amici di Boè)
è ritornata in Francia per partecipare al festival internazionale
di bande a "Condon en Armagnac". Anche qui, dopo essere
stati ospitati presso le famiglie, ci siamo recati in città
al posto stabilito, dove per due giorni di seguito abbiamo
suonato per le vie e le piazze, fra ali di pubblico accorso
ad applaudire una decina di bande di varie nazioni: francesi,
spagnoli, olandesi. Solo la nostra rappresentava l'Italia.
All'ultimo giorno sulla piazza principale era stato eretto
un grande palco sul quale a turno si esibivano le bande
con brani del loro repertorio. La giuria composta da esperti
francesi della musica ha assegnato alla nostra banda il
secondo premio, che consisteva in un diploma e una coppa
raffigurante una tromba d'argento.
Altro evento da ricordare è nel 1989 quando la provincia
di Asti ha organizzato, per la prima volta, un raduno di
bande a Viale. Anche qui le diverse bande partecipanti,
dopo aver fatto l'ingresso nel paese suonando, sono giunte
sulla piazza principale, dove a turno salivano sul palco
ad esibire due brani del loro repertorio. Anche in questa
occasione la giuria ha deciso di assegnarci il primo premio
consistente, oltre alla targa ricordo, anche in un grande
trofeo dono dell'amministrazione comunale e numerose citazioni
su diversi giornali della zona. In seguito a questo successo,
la provincia ci ha invitati ad esibirci ad Asti nel 1991
in occasione della venuta per la prima volta in città
del cardinale Sodano, dal quale abbiamo avuto elogi e congratulazioni.
Il 21 novembre del 1993, in occasione della festa di Santa
Cecilia, la banda ha celebrato il centenario di vita. Dopo
la Santa Messa, sul sagrato della chiesa, oltre ad averci
scattato la foto ricordo, il sindaco Carlo Cerrato ha voluto
consegnare alla banda il premio "Antico Ricetto". Un riconoscimento
che ogni anno veniva poi consegnato ad una delle tante istituzioni
del paese meritevoli di lode. La banda fece ancora moltissimi
altri servizi dei quali non ricordo con precisione la data;
mi limito ad elencare le diverse località in cui
ha partecipato: Torino, Exilles, Bardonecchia, Alessandria,
Valenza, Acqui, Busseto (paese nativo di G. Verdi), Melle
(Val Varaita).
Intanto verso la fine del 1999 venni colpito da un ictus
cerebrale, per cui dovetti essere ricoverato d'urgenza in
ospedale, dove rimasi per più di un mese. La banda
rimase ferma per quasi tutto il 2000. Dopo essermi rimesso
in sesto, nel mese di dicembre la banda ha voluto offrire
al pubblico, a proprie spese, il concerto di Natale nella
chiesa Parrocchiale. Nell'anno seguente si è fatto regolarmente
il tradizionale concerto di S. Bartolomeo e nell'occasione,
su idea dell'ex-sindaco Cerrato, abbiamo realizzato una
videocassetta dell'intero programma, messa poi in vendita.
Il 29 novembre 2001 la banda ha fatto servizio in occasione
della visita a Portacomaro del sindaco di Torino, Sergio
Chiamparino, dove, nel salone Alfieri alla presenza di molte
autorità della provincia, il Sindaco Raso ha dato
il benvenuto a nome di tutto il paese.
Si è così giunti al 2002 quando, oltre ai soliti
servizi per le feste nazionali e il concerto di S. Bartolomeo,
il 24 novembre durante il pranzo svoltosi a Zanco di Villadeati
nel ristorante "da Maria", in occasione della festa di Santa
Cecilia, ho presentato le mie dimissioni da capobanda, per
aver raggiunto i limiti di età e per motivi di salute.
In detta circostanza mi sono rivolto ai giovani, invitandoli
a sostenere e incrementare questa banda. Fra tutti i presenti
ho indicato come valido e competente sostituto il prof.
Marco Scassa, il quale dopo avere accettato l'incarico si
è subito dedicato con passione e volontà all'incremento
di questa banda (prova ne è stato il bellissimo e tradizionale
concerto preparato per quest'anno 2003). Questo mi ha fatto
molto piacere, ed è stato il mio più grande desiderio
vedere continuare questa istituzione che è stata per
ben 70 anni la mia più grande passione e per oltre
100 anni il vanto e l'orgoglio di Portacomaro.
Prima di dare inizio a questo concerto il sindaco di Portacomaro
Idalo Raso, durante il suo discorso introduttivo e dopo
aver annunciato il passaggio delle consegne al nuovo maestro
prof. Marco Scassa, ha voluto offrirmi una bellissima targa,
ricordo in segno di stima e riconoscenza per il mio operato
ed instancabile impegno a favore di questa prestigiosa banda.
Omaggio a tutti i musicanti (e simpatizzanti) di Portacomaro in ricordo di tutti gli anni trascorsi insieme.