DA METAL HURLANT A HEAVY METAL

Qui di seguito riporto un articolo tratto dalla versione italiana di Metal Hurlant (nr.6/1982), in contemporanea con l'uscita in cartone animato del famoso fumetto di scuola francese approdato poi negli States. A tutti quegli appassionati di Sci-Fi prima maniera (per definizione Umanoidi) mi piacerebbe dedicare l'uscita di film quali "Episodio 2" di George Lucas, in particolare a coloro che non ci sono piu' e che per questo non possono godere delle meraviglie del digitale (in primis Philip K. Dick, che non riusci' neanche a vedere il suo "Blade Runner"). Stanno facendo un buo lavoro dal loro apprendistato, care anime. Buona lettura.
Mark Glendening

Finalmente possiamo vedere "la macchina per sognare", "un viaggio oltre il futuro", insomma, il film americano di cartoni animati HEAVY METAL. Il salto al cine di una creazione le cui origini - niente affatto remote - si possono far risalire a solo otto anni fa, quando una piccola schiera di autori di comics che lottava per portare avanti il progetto di una rivista chiamata "METAL HURLANT"… Si trattava di tre figli del '68 parigino e i loro nomi erano Jean-Pierre Dionnet, Philippe Druillet e Jean Giraud alias Moebius: un giornalista critico e due disegnatori. Dal trio nascerebbe il rapido e favoloso mito degli anni 70, quel viaggio che dal mondo del comic si sarebbe esteso alla fantascienza, poi al rock e infine, adesso, superando l'oceano, nientemeno che al mondo del cine. Ventimila leghe di viaggio metallifero!
Javier Coma

Leonard Mogel, che pubblicava negli Sati Uniti la nota rivista satirica "National Lampoon", era rimasto impressionato a Parigi da METAL HURLANT, decidendo cosi' su due piedi, la creazione della corrispondente edizione americana: nasceva quindi, nell'aprile del '77, Heavy Metal, riproducendo il materiale gia' apparso in Francia e presentando il DEN di Corben (come anche l'Arzach di Moebius) a guisa di messaggio estetico-culturale. Heavy Metal favoriva rapidamente l'integrazione di elementi locali (Howard Chaykin, Paul Kirchner, Gray Morrow, ecc.) e dava veloce inizio a un vasto programma di edizioni di albi e di libri che avrebbero ben presto scatenato numerose iniziative simili, quali la rivista Epic lanciata dalla Marvel. Che il contenuto di Heavy Metal non coincida esattamente con quello di Metal Hurlant conferma che Dionnet e Moebius hanno esportato in U.S.A. anche i principi della liberta' di scelta editoriale e il rispetto delle creativita' locali. Resta comunque indiscutibile la presenza carismatica di Moebius, generalmente dominante nelle pagine di Heavy Metal. Anche se in certe circostanze, i legami che uniscono le due riviste hanno minacciato di rompersi, negli ultimi due anni si e' potuto assistere al consolidamento delle collaborazioni ed oggi esiste una chiara politica di alleanza e di intercambio non solo di materiale ma anche di idee e progetti. Ne e' la prova il lavoro di Steranko "Atmosfera Zero", apparso in Francia e negli Stati Uniti a puntate sui rispettivi mensili e che in Italia viene invece presentato direttamente completo nella collana UMANOIDI. Oggi possiamo dire senza timore di sbagliarci che il viaggio metallifero da Parigi a New York ha influito in maniera determinante sul mondo del comic americano e sara' certamente decisivo nel prossimo futuro. Intanto, se l'espansione dell'universo umanoide nel campo delle riviste mantiene la dominante del titolo "METAL HURLANT" nelle varie edizioni europee (Italia, Spagna, presto Olanda), per il film non era facile che i distributori sfuggissero alla suggestione dei richiami "rock" che il termine "Heavy Metal" (NDr: da Burroughs trivia: Burroughs ebbe l'ispirazione per il termine moderno di Heavy Metal per descrivere un genere di Rock n' Roll, Mark) ormai esercita sul vasto pubblico giovanile appassionato a questo particolare genere musicale. Tuttavia, nessun dubbio che lo spirito del film deriva direttamente dall'universo mitico creato, come abbiamo detto al principio, dal trio francese Dionnet, Druillet e Moebius.

METAL DI 35 MM.

Heavy Metal - Il film rappresenta, in un certo senso, il culmine di due elementi ascendenti e confluenti degli ultimi cinque anni di produzioni cinematografiche americane: la trasposizione in film di comics famosi e il potenziamento del campo di azione dei cartoni animati a lungometraggio. Ma vediamo ora la scheda ufficiale: il film e' presentato dalla Columbia Pictures (con il copyright del 1981 visto che la prima negli Stati Uniti ha avuto luogo il 7 agosto scorso), produzione di Ivan Reitman (NDr: Il ritorno dello Jedi - 1983, Mark) e Leonard Mogel, con Ivan Reitman produttore esecutivo, Michael Gross disegnatore della produzione. Leonard Mogel produttore generale e Gerald Potterton come regista. La musica, che riunisce numerosi pezzi rock (NDr: alcuni brani della colonna sonora sono richiedibili a me medesimo, dai Devo, Blue Oyster Cult a Don Felder, Mark), e' coordinata e firmata da Elmer Bernstein, mentre la sceneggiatura e' attribuita a Dan Goldberg e Len Blum. Viene ora la parte piu' interessante per i lettori di quest'articolo: All'inizio del film si specifica che l'opera e' basata su disegni originali e racconti di Richard Corben, Angus McKie, Dan O' Bannon, Thomas Warkentin e Berni Wrightson. E' utile fare adesso qualche chiarimento. Nel film sono stati animati alcuni comics gia''apparsi precedentemente su Heavy Metal, pero''ci troviamo anche davanti a dei lavori prodotti espressamente. I primi sono DEN di Richard Corben, Captain Sade di Berni Wrightson, Soft landing dello sceneggiatore Dan O' Bannon e del disegnatore Thomas Warkentin, e infine So beautiful and so dangerous dell'inglese Angus McKie. Oltre a questi temi (la cui realizzazione ha contato anche sulle spettacolari collaborazioni di artisti del calibro di Neal Adams e Howard Chaykin), gli sceneggiatori ufficiali del film, Dan Goldberg e Len Blum, hanno scritto i racconti Harry Canyon, per un iniziale trattamento grafico del disegnatore argentino Juan Gimenez, storia di un tassista di Nuova York nel 2025 (NDr: fu l'ispirazione per il tassinaro Bruce Willis nel Quinto Elemento, Mark), e il racconto intitolato Taarna, lungo pezzo di circa 30 minuti nel genere detto di "fantasia eroica", con disegno a carico di Mike Ploog, con intervento di Howard Chaykin. Tutto questo materiale e' stato successivamente trattato secondo le tecniche attuali del "cartoon" cinematografico e, attraverso il lavoro febbrile di una vasta schiera di tecnici, il tutto e' stato razionalmente coordinato fino a raggiungere il risultato unitario da un film dalle caratteristiche chiaramente originali. Rock, cine, comics, convivono dunque in questo prodotto che certamente non sara' l'ultimo, (NDr: vedi American Pop, rock cartoon che riscosse meno successo di Heavy Metal, Mark) ma solo una tappa del lungo viaggio metallifero durante il quale, senza che ci sia un Capitano Nemo di mezzo, assisteremo al sorgere di un mostro umanoide a due teste, con una sola personalita' spirituale. Possiamo gia' chiamarlo tranquillamente Dr. Metal Hurlant oppure Mr. Heavy Metal, rispettivamente se la metal-nave spaziale fa scalo su una o sull'altra sponda dell'immane mausoleo dell'Atlantide.
Oscar Cosulich
(NDr: Cosulich collaboro' praticamente a tutte le riviste umanoidi, recensendo per la maggiore Sci-Fi, Mark)

NDr: Il film "Heavy Metal" e' uscito remasterizzato in videocassetta ed e' reperibile anche su DVD, Mark

NDr: 10 Albi scelti di Heavy Metal (quindi versione americana dell'Hurlant) dal 1978 al 1984 sono reperibili richiedendoli direttamente a me, Mark

Prossimamente: Il racconto completo di GEORGE BALLARD "LA VOCE DELL'ACCIAIO" , Mark Glendening