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Voglio vivere

Di: Michela Montrasi

«Voglio vivere tenendoti nel cuore,
per cullarti ancora un po’,
finché anche tu non vorrai vivere quanto me».
Afferma Michela Montrasi in questa lirica, che ha il sapore e la bellezza delle grotte di Castellaneta. Michela è cancerina ascendente Bilancia, ama viaggiare, forse in compagnia dei più belli personaggi nati sotto il segno del Cancro, da Soraya, a Marcel Proust, Luigi Pirandello, Alberto Bevilacqua ed anche il sottoscritto, perché no? Ama scrivere, ed ha sempre desiderato condividere con le altre persone le sue poesie, che del resto sono pensieri dell'anima. Sposata con un figlio, fantastica con i versi mentre prepara i manicaretti per il figlio.
La poesia non diminuisce l’affetto familiare, anzi… l'effetto dell'elemento sonoro, la rende più forte e insidiosa. Gli studi sul meccanismo della suggestione e sulla importanza dell'inconscio nella vita psichica hanno dimostrato che le impressioni ricevute inconsciamente, cioè quelle che sfuggono alla coscienza di veglia e di conseguenza al suo giudizio critico, agiscono per questo motivo più liberamente, penetrano più profondamente e possono avere ampie ripercussioni, non soltanto sulla psiche ma anche sul corpo, ecco perché i versi sono sempre più corposi e… insidiosi, in senso buono. S’insidiano nell’anima e l’accompagnano per tutto il tempo che vivendo cantano la dolce melodia dell’amore, che valica i sentieri dello spirito, per ricongiungersi col Creato.
«Voglio vivere perché ho tanto da imparare,
tanto da capire.
Voglio vivere per amare,
per dare tutto ciò che ho e che mi è permesso dare.
Voglio vivere, per i tuoi occhi che piangono,
per la tua disperazione vestita di sorrisi».
La musica aumenta la recettività delle impressioni trasmesse dai versi piani e criticamente spezzati, appare necessario, studiare accuratamente gli effetti della poesia musicale sui lettori. Spesso la musica che scaturisce dai versi è di natura sensuale ed emotiva e il suo effetto sul lettore è piacevole e affascinante. Non di rado avviene che quei versi intensifichino la musicalità e il senso d’angoscia o di terrore che oggi stiamo vivendo con la gola secca, per il braccio di ferro incredibile e odioso tra una potenza e il resto del mondo. Almeno io credevo che la dittatura fosse morta con Hitler e Mussolini, ma… che sto facendo, devo parlare di poesia e non rimembrare paure già vissute. Dicevo che, a volte i versi fanno scomparire l’angoscia e il terrore, e il ripetersi delle scene impressionanti di una guerra.
«Voglio vivere per amare,
per dare tutto ciò che ho e che mi è permesso dare».
Come si può notare, la musica è un potente elemento distensivo e non parlo di una sinfonia o dell’aria di un’opera lirica, ma della musica nata con le parole. Molteplici e vari sono i modi in cui esercitano un benefico influsso sul corpo e sull'animo. Anzitutto, il suo effetto è riposante e rasserenante.
Ma oggi l’umanità non sa come riposarsi; ignora persino ciò che significhi il vero riposo. Oramai è abituata ad un continuo movimento e perciò incapace di starsene tranquilla e sopportare il silenzio. E' ora che la musica viene in aiuto: una poltrona, il suono silenzioso di un notturno di Chopin. A questo proposito cito Padre Gratry: «Non vi è mezzo più potente per procurarci realmente il riposo che la vera musica... essa produce per il cuore e per la mente ed anche per il corpo quello che il sonno produce soltanto per il corpo» (Les Sources).
«Voglio vivere per me,
perché mi piace ciò che sono;
perché a volte ho superato me stessa e i miei limiti,
ma ancora tanti ce ne sono».
Ho parlato di come la musicalità in una poesia possa agire intensamente sui sentimenti, e ne ho messo i tratti, con i suoi benefici e i suoi pericoli; ma in molti casi «questi versi» sono uno stimolo emotivo benefico. Ad esempio, vi sono molte persone, appartenenti al tipo pratico o a quello mentale, le quali hanno i sentimenti poco sviluppati o repressi, ciò che le rende aride, insoddisfatte, rinchiuse in se stesse. Per esse la poesia, la musica, tutto ciò ch’è creatività, può costituire un tocco magico che risveglia e riscalda il cuore, ristabilisce la comunione con la natura, con l'umanità e con Dio.
Sulle emozioni negative e depressive, quali lo sconforto, il pessimismo, l'amarezza e persino l'odio, la musica di una poesia riposante come «Voglio vivere», ma vivace, zampillante, agisce come un contravveleno: rasserena, allieta, spiana le fronti corrugate ed obbliga le labbra serrate e contratte ad aprirsi ad un sorriso. Leggere questi versi è come ascoltare contemporaneamente, le composizioni di Hayden, Mozart, Corelli e Rossini, perché come la loro musica, i versi della Montrasi, producono gli stessi effetti. Sono un farmaco tonificante e vivificante, non solo per l'animo ma anche per il corpo!
La particolare azione avvincente che esercitano sull'inconscio può avere molti buoni effetti. Ad esempio, possono stimolare la memoria, funzione che dipende in massima parte dall'inconscio.
A me questa poesia suscita in modo particolare la memoria che ho capricciosa e indisciplinata, soggetta a lacune e ad errori spesso molto seccanti (sarà l’effetto dell’età). E’ da due tre mesi, che «Voglio vivere» di Michela Montrasi, passa sotto i miei occhi infinite volte il giorno e, più di una volta, mi ha permesso di fare uscire ad un tratto dal suo ripostiglio qualche reminiscenza ribelle e fuggiasca. Vari anni fa un'arietta napoletana, di nessun particolare valore, suonata da un vicino su di un mandolino, mi fece ricostruire in pochi minuti tutta la trama di un manoscritto che avevo smarrito da anni (dal 1948), e del quale avevo invano e a più riprese, tentato di rimettere insieme le idee.
La lettura di una poesia facilita e attiva le funzioni intellettuali e suscita l'ispirazione artistica e creativa. Fra i numerosi esempi, citerò quello dell'Alfieri che narra di aver concepito quasi tutte le sue tragedie sia ripassando nella memoria altri canti poetici, sia immediatamente dopo. In virtù del suo influsso sull'inconscio, la poesia produce un effetto sanatore ancor più preciso e specifico di tipo medico. Se è di genere adatto, può contribuire ad eliminare repressioni e resistenze, facendo affiorare nel campo della coscienza gli impulsi, d’emozioni che distruggono conflitti e annullano eventuali disturbi neurologici.
La poesia, mediante il suo influsso elevatore e il suo fascino aiuta a trasmutare e sublimare gli impulsi e l'energie emotive, sì che non solo divengano innocui ma contribuiscano alla intensificazione dell'esperienze interne e all'arricchimento della personalità. La poesia è una vera alchimia spirituale, che trasmuta il dolore cupo e ribelle, dapprima in sofferenza più dolce, poi in accettazione, e in seguito in gioia, in espansione e superamento di sé.
«Voglio vivere per me,
perché mi piace ciò che sono;
perché a volte ho superato me stessa e i miei limiti,
ma ancora tanti ce ne sono.
Voglio vivere, per arrivare a quella meta ,
che tanto, tanto, desidero….”Dio”!»
Quest'opera di trasmutazione e sublimazione è particolarmente favorita, avendo vissuto e superato il periodo del travaglio, essendo giunto dal martirio alla pace, essendo divenuto più vasto e più grande del proprio soffrire, ha saputo esprimere forza e bellezza, nella sua composizione e celebrare con essa la gioia, la fede e la bontà della vita. E qui mi sovviene il comportamento dell’immensità musicale creata da Beethoven. La Sua genialità, in alcune sonate, particolarmente nelle ultime, vi è, appunto, questo processo di liberazione e sublimazione. Il poeta ha intuito ed espresso con arte mirabile quest’azione sublimatrice della musica nella poesia, questo suo alto incitamento di forza e d’ottimismo, descrivendo in una lirica gli stati emotivi e mentali suscitati da un recital per violino, mentre leggeva una poesia.
La poesia è un atto religioso, che produce o favorisce molto efficacemente questa sintesi. Essa risveglia e stimola i germi spirituali esistenti in ognuno di noi, e che attendono di svilupparsi. Essa ci trasporta oltre il livello della coscienza ordinaria, nei livelli eterei ove regnano perenni luce, amore e gioia.
«Voglio vivere per comprendere,
tutto ciò che ancora non ho compreso.
Anche per chi come te ha scelto di morire.
Vivere per dimostrarti quanto sia bella la vita.
Voglio vivere, per imparare a vivere».
Numerose sono le composizioni poetiche che producono simili effetti, tralasciando le liriche celeberrime, che sono oramai eterne in uno dei cassettini della nostra memoria e sono quelle che collegano l'uomo a Dio.
La poesia di Michela Montrasi, come la musica di J. S. Bach, non soltanto ridesta i più profondi sentimenti religiosi, ma ha anche un influsso sintetizzante.

Reno Bromuro

 

 

 

 

 

 

 

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