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Il venditore di sogni

Di: Francesca Battaglia

Francesca Battaglia è nata a Torino sotto il segno del Sagittario, e di questo segno ha tutte le proprietà: perfezionista, altruista, artista; come tutte le donne Sagittario, è molto precisa ed abile ad organizzarsi per risparmiare tempo. Dal 1982 vive a Nichelino, lavora in un asilo nido come operatrice scolastica ed ha come hobby oltre scrivere poesie, la lettura, la musica e il cinema. Sposata da 21 anni ha una figlia che adora,amante della natura e di tutte le cose belle che ci circondano, poco attaccata alle cose materiali, crede fermamente nei valori della vita, quali l'amicizia e l'amore.

Vi sono degli autori che sostengono che la memoria nei sogni subisca un raffinamento. Bisogna distinguere se per memoria s’intenda la sola emergenza d’elementi percepiti nel subcosciente o d’elementi completamente dimenticati. Nell'uno e nell'altro caso non li riconosciamo come già visti, ma li percepiamo come se fossero nuovi.

«Venditore di sogni

cosa porti nel tuo cuore?»

Non mancherà chi in questo caso, più che un esempio di memoria, vedrà un intervento preternaturale. Non posso né affermarlo, ne negarlo. Posso assicurare solo che non è necessario ricorrere a quell’intervento, perché può darsi benissimo che in precedenza uno avesse sentito parlare delle scritture notarili e del loro recapito, senza darvi peso, e la sottile traccia rimasta nella memoria, insufficiente per il ricordo da sveglio, può essere stata benissimo sufficiente per la reminiscenza in sogno, galvanizzata dalla preoccupazione della causa, che, «si porta nel cuore». «Una persona aveva ereditato un pezzo di terra e ricordava di aver sentito dire da suo padre che l'aveva comperato e pagato; però non poteva presentare titoli legali di proprietà, perché non li possedeva, ed ignorava dove fossero stati protocollati. Si trovava quindi in procinto di perdere la causa con la quale gli si contestava la proprietà del terreno. Alla vigilia dell'udienza processuale vide in sogno suo padre il quale gli comunicò che i documenti stavano in casa di un notaio in pensione. Quando si svegliò, volle accertarsi, se il sogno corrispondesse alla realtà: «era questo che si portava nel cuore?

Esistono molti altri casi del genere. Il biografo di Amor Ruibai racconta che la sua memoria prodigiosa, localizzava senza il bisogno di ricorrere allo schedario, nella sua biblioteca apparentemente disordinata, quello che gli occorreva, ma una volta che cercava un foglietto raro sul codice di Ham-murabi, gli venne meno il metodo, e passò lunghe ore senza potervi ricorrere. Ordinò all'aiutante di cercare dove potesse essere il foglietto, libro per libro, cartella per cartella. Non fu trovato. Quella notte andò a dormire, profondamente contrariato e preoccupato, ma vide chiaramente in sogno il luogo in cui si trovava il foglietto. Si alzò per tempo e se ne andò di corsa a vedere se fosse quello: esso stava realmente nel luogo sognato.

«Un sorriso,

un bacio,

una parola d'amore?»

Spesso in sogno si parlano idiomi che si sono sentiti, oppure che si sono parlati nella prima infanzia, e che successivamente furono sepolti nell'oblio. Frequentemente questi casi non si presentano come conosciuti in anticipo ma come novità, perciò più che ricordi si potrebbero definire semplicemente reminiscenze:

«Un sorriso,

un bacio,

una parola d'amore?»

In altri casi, nonostante non si ricordi né tempo, né spazio, né altre circostanze di conoscenza precedente, si ha la vaga impressione che non sia la prima volta che si presenti. Maury riferisce che in sogno si vide trasportato ai giorni della sua infanzia, nel piccolo borgo di Trilport. Vide un uomo in uniforme, cui domandò il nome: gli rispose che si chiamava… Maury rimase in dubbio se ciò fosse pura invenzione della propria fantasia, o se fosse un ricordo. Ebbe occasione di vedere la sua bambinaia e le raccontò il sogno. La donna gli assicurò che quando era bambino, suo padre aveva costruito in quella località un ponte, e che c'era una guardia che aveva quel nome:

«Ti ho incontrato sul mio cammino

e il mio mondo è cambiato,

tutto è diventato luminoso

sul sentiero della vita.

Camminavo sulle nuvole,

in un mare di fiori

aspiravo il tuo dolce profumo».

Ora è chiaro che era un ricordo positivo. Casi del genere ci fanno pensare che non è impossibile che la sensazione del già visto, per lo meno in molte circostanze, sia solo una supposizione non reale ma rimasta nel dubbio a causa della mancata possibilità di verifica.

Certamente dubbi non ne ha Francesca Battaglia, che ha realizzato i suoi sogni le sue reminiscenze, nell’amore. «Il venditore di sogni» incontrato sul suo cammino le ha cambiato la vita, illuminandola, spazzando via le nuvole che l’avvolgevano. Senza dubbio è provato che molte altre volte nei sogni si producono ricordi bugiardi, che ingannano chi sogna; ma non è il caso della nostra. Ella ha visto la realizzazione del «suo sogno» venduto da un uomo sconosciuto, che dandole il sogno che cercava, ha permesso la realizzazione di esso. 

Leonhard insiste molto su questo fenomeno, cui altri autori dedicano scarsa attenzione e afferma che è un ripiego molto comodo per dare ai sogni la giusta applicazione in ogni genere di situazioni. Questi falsi ricordi sono accompagnati da un senso di certezza:«È vero! È cosi!...»  Se durante lo stato cosciente non abbiamo conosciuto la persona, la cosa o l'avvenimento in questione, bisognerebbe supporre che l'avessimo sognato precedentemente, ed allora si tratterebbe di un ricordo da sogno a sogno. Mi capita, qualche volta, a metà mattinata o verso sera, di veder sorgere improvvisamente nella coscienza, il sogno della notte precedente che credevo definitivamente dimenticato, ma ritorna per effetto di una vera carambola di associazioni.

«Poi a un tratto

come un sogno

sei svanito nel nulla,

in un risveglio triste.

L'ho pagato quel sogno,

era solo un sogno,

ma a vendere sogni

sei davvero bravo».

E’ ovvio che per ricordare i sogni bisogna avere uno speciale interesse e sottoporsi ad un adattamento, come quando si vuole vedere stando in penombra. Quando ci si sveglia e ci si trova col sogno fresco tra le mani, la prima cosa raccomandata è di non muoversi, ma di ripassarlo intensamente e colla maggiore attenzione possibile, come se lo si apprendesse per raccontarlo. Generalmente è necessaria questa precauzione perché se si aprono gli occhi ci si getta a capo fitto nelle sollecitudini del nuovo giorno i fantasmi notturni svaniscono irrimediabilmente. Bisogna fissarli subito sulla carta, per quanto è possibile per evitare le deformazioni, i riferimenti e le aggiunte che più tardi potremmo introdurre a causa della preoccupazione della nostra mente di vedere le cose ordinate.

«L'ho pagato quel sogno,

era solo un sogno,

ma a vendere sogni

sei davvero bravo».

Quando ci si preoccupa di ricordare i sogni con questi ed altri espedienti a poco a poco diventa più facile e si scopre che ogni notte si hanno sogni diversi, e si giunge persino a pensare che si sogna di più. In realtà non è che avvenga questo, ma sembra soltanto che si ricordi di più.

La nostra, il sogno l’ha pagato, perché ha trovato un buon venditore, ma non per questo gli serba rancore, perché le ha cambiato la vita. Afferma Cardarelli in una sua bellissima lirica:«dovevamo saperlo che l’amore/brucia la vita e fa volare il tempo» e in un’altra recita «vivo la vita a cercare/perché ho pagato sempre/in anticipo i miei debiti»; così la nostra Francesca: ha pagato il venditore per avere il «suo» sogno.

«E adesso

sei tornato

a vendere sogni

ma chissà

quando,

mai nessuno

li comprerà!»

Ora ti conosco, i sogni che vendi sono inverosimili pur sotto l’apparenza reale. Eppure, tutto questo… la tua diligenza è stata necessaria per i sogni comuni, non certo per i sogni che io vorrei realizzati. I miei, caro venditore, sono sogni speciali che colpiscono profondamente, e s’incidono con ricchezza di particolari e durano anni ed anni nella memoria, senza che sia fatto alcuno sforzo. Non è senza ragione che nell'infinita quantità di sogni che si hanno e si dimenticano ogni giorno, la natura ne distingue, estrae e li pone dinanzi agli occhi, attraverso uno che li vende.

Reno Bromuro

 

 

 

 

 

 

 

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