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A Mosaic

Di: Enrico Pietrangeli

Enrico Pietrangeli ha partecipato, fin dai primi anni ottanta, a diverse rassegne ed incontri di poesia nella capitale. Ha recentemente pubblicato il libro «Di amore, di morte» per la Teseo Editore di cui hanno parlato diverse riviste letterarie, Storie, Poesia ed anche musicali come Rockerilla e Freak Out. Ha inoltre completato la stesura del suo primo romanzo «In un tempo andato con biglietto di ritorno» e realizzato una seconda raccolta in versi inedita dal titolo: «Ad Istanbul, tra pubbliche intimità». Collabora con Tam Tam, l'UNS, il sito Supertrigger ed altri siti/riviste. Inediti ed alcune traduzioni sono stati inseriti in riviste ed antologie. Gestisce il sito Poesia, scrittura e immagine ( www.diamoredimorte.too.it )

«Stringhe alfanumeriche

attraversano lo schermo

in un trascorso secolo

di avari elettrici impulsi

per una nuova comunicazione».

Esaminiamo la sua «A Mosaic». Mosaic è stato il primo browser per Internet a supportare immagini e, anche se in forma limitata, comandi per l'impaginazione grafica. La Microsoft ha attinto diverse tecnologie, impiegandole poi nella realizzazione della prima versione di Internet explorer. Ultimo, ma non per questo di minore importanza, motivo del successo di Internet è che la rete consente la comunicazione in tutto il mondo tramite posta elettronica, messaggi in tempo reale e addirittura in videoconferenza. Attualmente fanno parte di Internet più di 20 milioni di host, oltre a un numero molto elevato di sottoreti di diverso genere, connesse tramite gateway che convertono TCP/IP nei protocolli da loro utilizzati. L'enorme diffusione di Internet e l'abitudine a collegarsi, che è diventata quasi una moda anche tra gli utenti comuni, ha fatto nascere varie forme di attività commerciali intorno a quello che si può considerare l'evento socio-tecnologico del nuovo millennio. In un futuro ormai alle porte è previsto uno sviluppo esponenziale delle applicazioni interattive, dei servizi di informazione gratuiti e a pagamento e dei negozi virtuali considerato anche il crescente miglioramento della tecnologia dell'infrastruttura, conseguente agli investimenti che vengono e saranno operati in questo settore.

Il Poeta si sofferma in considerazioni di «Stringhe alfanumeriche /attraverso lo schermo/ in un trascorso secolo…» e quasi compatisce i consigli che pervengono dalle stringhe alfanumeriche. Ma lì tu le senti, le vedi non come un trionfo falso, perché dietro la stringa c’è l'uomo. La grande preoccupazione di Pietrangeli è di rappresentare in forma epica le vicissitudini della storia umana, attraverso le esperienze dell’avvenire, e si diverte davanti al monitor, e sbuffa per la fatica; cerca un eroico che non è nella sua anima, e trova le gigantesche e ampollose stringhe, ed è ricondotto nelle proporzioni della vita più ordinaria. Per qualche istante non vuole sapere né di stringhe né della facilità di comunicare col mondo in tempo reale; odia gli impulsi elettronici per la nuova comunicazione; l'interesse è tutto nei suoi motivi interni e naturali. La poesia non deve alterare e ingrandire le proporzioni per far colpo, cercando un vano simulacro di grandezza, ma di ridurle nella misura del vero; la Poesia non sa che farsene della «realtà virtuale», perché è canto dello spirito e sollievo dell’anima, è sintesi «del mirabile e dello spassionato».

E’ un eroe senza saperlo… Una virtù singolare lo fa staccare dalle stringhe, gli da noia, ed è insopportabile come l'uomo virtuoso, che predichi e gonfi la sua virtù.

La profonda impressione che fa questa poesia nasce dalla perfetta misura nei sentimenti e nelle parole, come fosse lui l’uomo virtuoso, estimatore dell'ingegno e della virtù, spregiatore di chi usa Internet, facendo dolere il Mosaic per le baggianate che fa andare da un paese all’altro senza costrutto.

«E poi venne la grafica,

accattivante ed onnivora,

che rapida, ogni cosa divora».

Quest’immagine che pare un consiglio gratuito non è cinico e non ironico, non ha nulla di straordinariamente cattivo, anzi è della stoffa degli uomini, ma stoffa ordinaria, di quella relativa e non difficile ai compromessi, che è la virtù del maggior numero. La grafica, sì, potrebbe affascinare chi non ha poca fantasia creativa, perché meccanica e duplicabile, in qualche modo, ma il Poeta ammira l'anima che si libra e «ala» nell’etere, senza l’ausilio del Mosaic, per celebrare il verso, lo esorta l’anima desiderosa di essere degnamente rappresentata dalla creatività artistica, ecco perché rifugge la realtà virtuale che scaturisce dalla grafica, accattivante e onnivora.

Questo è il succo del discorso di Pietrangeli, che attende rimanendo di guardia affinché la grafica non divori la fantasia artistica, portandola in una tempesta; ma subito si alza in piedi e prendendo possesso della tastiera da al Mosaic il giusto tono: il verso musicale e calmo.

Non si sente ferito nell’orgoglio per aver sconfitto la grafica, in quel momento; ma quel sentimento di grandezza propria, che lo distingua dagli altri, che renda giustizia, cioè quel vedere le debite proporzioni e dare a ciascuna cosa quanto spetta loro.

«Mosaic, suo primogenito,

nel pieno di belt’

giace archiviato,

ricordo sopra un tempo

non ancora compiuto».

Mosaic sei colui che non è un arrogante o un temerario, ma il primo e per questo l’uomo di deve giustizia; ciò che biasimo, non è il torto che ti hanno fatto, ma per non aver voluto essere eroe; riconosce la sua bontà, e spesso lo chiama per nome tanto lo sento umano. La stessa giustizia che misuro è nel giudizio di te, che sprizzi dignità con modestia. Il rifiuto e l'abbandono di alcuni non turba la serena uguaglianza del tuo dovere, non ti morde lo spirito poiché sei il primo: il padre e rimani tale nella tua costanza.

Ti ho cantato Mosaic come fossi l’uomo predestinato della vecchia società. Quando il copista si sedeva tranquillo al suo scrittoio ed entrava, attraverso lo scritto che copiava, nelle sale dorate degnato di sorrisi che gli scendevano come dall'Olimpo,ora grazie a Mosaic riceviamo immagini e impressioni che rimangono nella memoria, incancellabili.

Reno Bromuro

 

 

 

 

 

 

 

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