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SIGNORA MIA

Di: Nataniele Paghini  

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Con le tue mani vorrei

creare un fiore per nascondermi,

i suoi petali saranno ricordi

che cavalcheranno l’eternità,

guanti di velluto fatato

che sfioreranno i miei sensi imbrigliati.

Con le tue labbra potrei gustare

il mondo per poi sentire il sapore

della mia anima e riempire le guance

delle parole d’amore che ti sussurro.

Con i tuoi occhi guarderei

Dio sedere nei suoi paradisi, possente

ed immobile nell’eternità, per

poi chiedermi quale sia il valore

di una preghiera e quello di una battaglia.

Con i tuoi seni sognerei

di colline infinite e di dolci vini,

e saranno il mio conforto nel pianto

e la mia ebbrezza nei giorni di vittoria,

e per ultimo saranno giaciglio

per la stanca mia anima

quando sarà della morte il certo tempo.

E di altri templi dovrei cantare,

ora e poi, signora mia, ma preferisco

che alla penna su carta la mia bocca,

di te implorante, sia messaggera

di poesie e lodi non di parole composte,

ma di caldi sospiri e ampi baci

fra pelle e carne.

 

Nataniele Paghini

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