Incrociatori

L'Italia costruì negli anni tra le due guerre un buon numero di  incrociatori, leggeri e pesanti, soprattutto, nei primi anni, in risposta alle costruzioni francesi.   I primi incrociatori tipo Washington non furono navi molto riuscite, quasi del tutto privi corazzatura come erano, al pari delle costruzioni estere, in particolar modo francesi.   Con gli anni si giunse ad un generalizzato superamento, più o meno occulto, dei limiti del trattato, ed allora le navi raggiunsero veramente ottimi livelli.

Corazzati :

Il San Giorgio ed il San Marco erano gli unici due incrociatori corazzati, entrambi risalenti alla Prima Guerra Mondiale, in servizio nei ranghi della Regia Marina.   Il primo utilizzato a Tobruk come batteria galleggiante ed autoaffondato il 22 gennaio 1941 (vedi articolo e immagini), il secondo utilizzato come nave scuola.

San Giorgio : 


San Giorgio,
nel 1940, dopo il rimodernamento.

San Marco 

Pesanti :

I Trieste furono le prime navi di grosso tonnellaggio costruite in Italia dopo il trattato di Washington.   Si trattava di buoni bastimenti, che però seguivano il criterio dell'epoca, alte velocità, pesante armamento, ma corazzatura decisamente sottile.   Possono essere paragonati ai contemporanei Duquesne francesi, di cui furono senza dubbio una risposta.   Il Bolzano, definito "un errore magnificamente riuscito", fu una bellissima nave, con linee filanti ed ottime sistemazioni per l'equipaggio, ed una stabile piattaforma di tiro, ma non fu altro che un miglioramento dei tipo Trento, e come tale dotato di corazzatura piuttosto leggera.   Ed arriviamo a quelle che furono considerate le migliori realizzazioni del mondo nel loro campo, i quattro incrociatori pesanti della classe Zara.   Meno veloci dei precedenti, ma con una corazzatura molto pesante, fino a 150 mm, robusti e bene armati, questi bastimenti, pur rappresentando una palese violazione (ma i tedeschi con il Prinz Eugen fecero di peggio), rappresentano comunque la massima espressione di questo tipo di nave.

Trento, Trieste :


Trieste

Fiume, Gorizia, Pola, Zara


Fiume

Bolzano :


Bolzano

 

Leggeri :

Gli incrociatori leggeri seguirono le linee di sviluppo degli incrociatori pesanti, con realizzazioni molto leggere e velocissime nei primi anni, per passare a costruzioni più lente ma molto più robuste.   I quattro Di Giussano furono navi eccessivamente leggere, dotate di corazzatura praticamente inesistente, al pari dei due Diaz che ne rappresentarono un lieve miglioramento, e questo si ripercosse sul loro rendimento bellico.   I Montecuccoli e soprattutto i Savoia rappresentarono un deciso passo avanti, con realizzazioni più grandi, più lente ma ben protette e che dettero ottima prova di robustezza durante la guerra.   Massima espressione in Italia di questo genere di bastimento furono i due Abruzzi, pesantemente armati, 10 cannoni di grosso calibro, molto protetti, oltre 130 mm, queste navi svolsero un onorato servizio che continuò anche dopo la fine della guerra con la nuova Marina Italiana.   Infine la classe Capitani Romani, più grossi esploratori oceanici che veri incrociatori, armati con il nuovo e molto preciso cannone da 135 mm, del tutto privi corazzatura ma con una velocità esorbitante, oltre 42 nodi, arrivarono molto tardi sulla scena ma svolsero un buon servizio, che continuò, come per i precedenti, nel dopoguerra anche in marine estere.

Di Giussano, Da Barbiano, Colleoni, Bande Nere :

Colleoni

Cadorna, Diaz :

Diaz

Montecuccoli, Attendolo :

Attendolo

Duca d'Aosta, Eugenio di Savoia :

Savoia

Duca degli Abruzzi, Garibaldi :

Abruzzi

Classe Capitani Romani :

Scipione Africano

 

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