La
Roma ci prende gusto e dopo aver rimandato la festa scudetto dei nerazzurri ad
aprile, aver conquistato la Coppa Italia a maggio, sbanca San Siro per la terza
volta consecutiva e si aggiudica la seconda Supercoppa Italiana della sua
storia, dopo quella post scudetto del 2001. Spalletti deve rinunciare a Juan,
Pizarro e Ferrari, neppure convocati, mentre Perrotta e Mancini, in non perfette
condizioni, si accomodano in panchina. Così Panucci affianca Mexes al centro
della difesa, con Cassetti e Tonetto esterni; la coppia De Rossi-Aquilani,
entrambi straordinari, presiede il centrocampo; mentre Vucinic, Taddei e Giuly
agiscono d’appoggio al capitano in
avanti. Mancini invece, eccezion fatta per lo squalificato Maicon, può schierare
la formazione tipo: l’ex di lusso Chivu agisce in difesa a sinistra, con
Burdisso a destra e Materazzi e Cordoba centrali; Zanetti, Vieira, Dacourt e
Stankovic in mezzo al campo; Ibra e Suazo di punta. La Roma parte a tutta e al
7’ già sfiora il vantaggio: Totti lancia Tonetto sulla sinistra, il terzino
giallorosso buca una retroguardia interista troppo distratta e mette al centro
dell’area, dove Giuly, praticamente a porta vuota manda alto sopra la traversa.
L’Inter è lenta e sfilacciata e la Roma allora domina. Al
10’ ancora il capitano lancia Vucinic in area, la girata dell’attaccante
montenegrino è però ben controllata da Julio Cesar. Un minuto dopo Totti prova
il destro da distanza siderale, il portiere brasiliano si fa trovare pronto.
Roma ancora ad un passo dal vantaggio al 25’: Vucinic e Giuly scambiano al
limite dell’area, il francese si trova a due passi dalla porta, ma il suo tiro
di sinistro è poco potente e Julio Cesar salva. I nerazzurri si fanno vivi sul
finale del primo tempo con due conclusioni di Ibrahimovic, la prima al 36’ dopo
uno scambio con Suazo, la seconda
al 42’ su assist di Stankovic; in entrambe le occasioni però lo svedese è
impreciso. Il primo tempo si conclude così 0-0. La ripresa si apre senza cambi e
con un sussulto interista: Suazo al 3’ salta Mexes, ma a tu per tu con Doni, non
riesce a centrare la porta. Un minuto più tardi Giuly sciupa la terza, e più
ghiotta palla gol avuta, mandando alto da due passi, su assist sontuoso del
solito capitano. La Roma molla un po’ la presa e la squadra di Mancini alla metà
del secondo tempo sfiora in due occasioni il vantaggio: al
19’ Burdisso crossa dalla destra, pescando perfettamente Suazo a centro area,
l’attaccante honduregno però non riesce a superare Doni di testa. Al 23’
Ibrahimovic lancia Figo, subentrato a Dacourt, in contropiede, il portoghese si
presenta da solo in area, ma Doni è prodigioso, togliendogli in modo pulito il
pallone in uscita. Al 25’ l’episodio più strano del match: Rosetti espelle
Perrotta mentre si sta accingendo ad entrare in campo, probabilmente per
proteste, anche se i dubbi a riguardo restano. L’Inter sembra in grado di
intensificare lo sforzo, ma nel momento migliore dei nerazzurri passano i
giallorossi. Al 33’ Aquilani lancia
Totti sulla fascia sinistra, il capitano salta Burdisso che lo stende in area.
Rigore ineccepibile. Il capitano sofferente per un leggero risentimento
muscolare lascia la battuta al suo vice De Rossi, che con un destro basso e
potente batte Julio Cesar: 0-1. Nel quarto d’ora finale tutti si attendono la
reazione dell’Inter, invece è la Roma a sfiorare il raddoppio in due circostanze
con Vucinic, che prima si fa ipnotizzare da Julio Cesar e poi sbaglia malamente
la girata di testa, da posizione favorevole. Finisce così con la strameritata
vittoria dei giallorossi di Spalletti, apparsi fin da subito più in
palla e più avanti di condizione rispetto ad un Inter completamente fuori dal
gioco. Dopo la Coppa Italia del 17 maggio scorso, Totti alza un altro trofeo al
cielo di Milano, dopo i dubbi del precampionato, per la Roma è un inizio di
stagione da incorniciare.
Simone