Per la seconda
volta di fila, la Roma vede fuggire la vittoria nel finale e perde così la
possibilità di restare sola in vetta alla classifica. Dopo il gol di Iaquinta di
domenica scorsa, arrivato a tre minuti dalla fine, ieri a Firenze è stato un
rigore di Mutu all’80’ a inchiodare il match sul 2-2 finale. Visti i numerosi
impegni ravvicinati, Spalletti da spazio al turn over, mandando in campo
Ferrari, Pizarro e Cicinho, tutti e tre all’esordio dal primo minuto, al posto
di Cassetti, Juan e Aquilani. In attacco Vucinic sostituisce Totti, mentre Giuly
agisce da vice Perrotta. Prandelli
punta tutto sulla coppia d’oro Pazzini-Mutu, schierando Montolivo e Semioli
d’appoggio. Le due squadre si affrontano a viso aperto e la partita assume
subito un gran ritmo. La prima chance capita sulla testa di Mutu, il quale però
non riesce a correggere in rete un cross dalla destra di Ujfalusji. La Roma non
sta a guardare e al 19’ trova il vantaggio grazie ad una fantastica conclusione
di Mancini; il brasiliano beffa Frey con un delizioso pallonetto dal limite
dell’area, al termine di una splendida azione corale. I viola non ci stanno e si
gettano in attacco alla ricerca
dell’immediato pari. Al 22’ Montolivo fa le prove generali calciando di poco al
lato col destro dal limite dell’area, dopo una corta respinta della difesa
romanista. Ma 3 minuti dopo i padroni di casa riescono a perviene al pareggio:
angolo di Mutu, clamorosa incomprensione fra De Rossi e Doni, e Gamberini
appostato sul secondo palo ringrazia. Al 25’ è 1-1. La Roma accusa il colpo e la
gara si tinge di viola. Alla mezzora Pazzini supera Mexes in dribbling, entra in
area e tocca per Mutu, il romeno salta Doni, ma trova l’opposizione di Cicinho
proprio sulla linea di porta. Passano 2
minuti ed è ancora il rumeno, sugli sviluppi dell’ennesimo corner, a battere di
testa a colpo sicuro, stavolta Doni si supera deviando in angolo e riscattando
così in parte l’errore sul gol di Gamberini. Nel miglior momento dei padroni di
casa, arriva il nuovo vantaggio romanista: bel contropiede portato da Vucinic e
Aquilani (subentrato all’infortunato Taddei un minuto prima), palla allargata
dal centrocampista sulla destra, dove Giuly con un gran tiro batte ancora Frey.
Al 37’ è 2-1 per la Roma. Il primo tempo si chiude con Donadel che con un
intervento assassino attenta alla carriera di Aquilani. Per il direttore di
gara è però soltanto cartellino giallo. Nella ripresa Prandelli inserisce
Santana per Liverani nel tentativo di spingere sull’aceleratore, ma è la Roma ad
avere, come accaduto domenica contro la Juventus, le occasioni per chiudere il
match. La più nitida capita sui piedi di Vucinic al 23’, il quale, sugli
sviluppi di una punizione di Panucci, non riesce a battere Frey da ottima
posizione. Sette minuti dopo Pizarro con un gran tiro dalla distanza impegna
ancora il portiere francese al miracolo. La Roma non chiude il match e allora
nel giro di due minuti l’incontro cambia faccia. Al 32’ Mutu colpisce
al volto con una gomitata evidente Cicinho, per l’allucinante Bergonzi però
l’intervento dell’attaccante viola è solo da cartellino giallo. Due minuti dopo
Vieri (subentrato a Semioli) entra in area da sinistra, sembra defilarsi troppo,
ma l’altrettanto allucinante Ferrari lo stende con una scivolata tanto goffa
quanto inutile. Bergonzi, per la prima volta nel match, è prontissimo e fischia
il calcio di rigore. Mutu non sbaglia e inchioda il punteggio sul 2-2. La Roma
non ci sta e si ributta in avanti. Al 36’ Vucinic ha un’altra ottima chance,
Frey è però perfetto in uscita. Al 39’ Donadel viene espulso, con
un tempo di ritardo, per doppia ammonizione, dopo un secondo intervento omicida
stavolta su Mexes al limite dell’area. Sugli sviluppi della punizione seguente
Frey è ancora perfetto sulla conclusione ben calibrata di De Rossi. Finisce così
2-2, con la Roma a mordersi le mani per un’altra clamorosa occasione sciupata,
ma consapevole comunque che nonostante un calendario che in questo avvio la
penalizza fortemente, alcuni errori difensivi evitabili e alcune decisioni
arbitrali discutibili, potrà giocarsi le sue possibilità di arrivare in alto
fino alla fine. E visti i tanti tempi di vacche magre che abbiamo patito nella
nostra storia, questo già ci
sembra molto.
Simone