giuseppe Faraone 

 

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Amo i colori della natura , osservandola cerco di carpirne la poesia ,  trasferisco sulla tela la scena rielaborata dal mio stato d'animo ,  a  volte nasce un'emozione
RASSEGNA STAMPA

Brevi cenni biografici
Giuseppe Faraone. nasce a Picerno in Lucania. Artisticamente  la sua pittura è di scuola Macchiaiola.   Ama dipingere all'aria aperta (come dicono i francesi en plein air)  abitudine che ha appreso dai maestri labronici e poi praticata a Parigi dove ho fatto parte della schiera di artisti che affollano la butte parigina . Ha esposto con la Petrofil Gallery della gallerista  Ursula Petrone in numerose mostre  personali,  tra cui  Venezia durante la Biennale, Spoleto dove ho partecipato al Festival dei due Mondi,  il Gran Galà d'Arte Moderna a Pompei, e numerose personali a  Milano  dove ha esposto più volte in mostre personali  ne ricorda con piacere  una  personale a favore del Filo D'Oro.. Recensioni di Faraone sono state pubblicate sulle maggiori riviste specializzate d'Arte tra cui la prestigiosa rivista  mensile ARTE delle Mondadori. Tra i fondatori dell' A.S.D.A Ass. Arte San Donato dove ha ricoperto la carica di presidente. Moltissimi  i premi in concorsi  di pittura tra cui  il concorso internazionale per il post-impressionismo città di Codogno dove si aggiudica il primo premio nel 1994. Attualmente dipinge ed espone nel suo studio laboratorio (La Tana dell'Arte) a San Donato Milanese Via Ticino 3




giuseppe faraone


Giuseppe Faraone

Dedicata a Giuseppe Faraone

Versi di Emanuela Carniti 

Sei Giuseppe tu
o d'altro nome ti fregi?
Forse sangue di limo
scorre tra i pensieri e
nelle dita sporche di colore.

Faraone ti chiami
eppur senza schiavi nè ancelle
lontani i cieli cobalto
palazzi ,bistro e corona:
dinastie sedotte dal tempo.

Ma sei qui, come allora
e scordata la gravità del Rango
dipingi con l'oro degli avi.

Da canopi ormai arsi
forgi con l'occhio
arcobaleni evanescenti
che dalle mani fai
divenir confini di luce.
Emanuela Carniti


Pubblicata da Emanuela Carniti il giorno domenica 23 ottobre 2011

La monografia di un pittore di Vitantonio Palmisano

~ Che pensieri si agitano nell'animo un pittore di origine lucana, che scopre le tradizioni dell'arte lombarda, si innamora dei colori di Melegnano e di Milano, si emoziona osser­vando i vicoli di Parigi e decide di 'dedicarsi alla pittura en plein air sui ponti che scavalcano la Senna? E' questo 1'interrogativo, fondamentale nella sua semplicità, che ha gui­dato la scrittura della mono­grafia su .Giuseppe Faraone, pittore nato a Picerno, trapiantato a San Donato Milanese e adottato dalla comunità artistica di Melegnano, curata e pubblicata di recente da Vitantonio Palmisano. In copertina è riprodotto un olio su tavola di Faraone che ritrae il boulevard Garibaldi. Un'immagine densa, che riverbera colori sullo sfondo arancione, ed introduce ad un centinaio di pagine fitte di informazioni. Per raccontare la vita e 1'opera di Giuseppe Faraone, 1'autore ha scelto diversi punti di vista. Ha descritto le sue caratteristiche di uomo, ha raccontato 1'origine di una vocazione pittorica, ha individuato le fonti di ispirazione, i limiti, le intuizioni. Poi si è affidato a ciò che era già stato scritto e detto di Faraone. Perciò 1'indice del volume vede seguire, si cenni biografici e sulla formazione artistica, un capitolo dedicato alla recensioni, una rassegna delle pubblicazioni su cataloghi, riviste e giornali, un elenco dei concorsi, delle mostre e delle esposizioni cui Fa­raone ha partecipato, indica­zioni sulle firme, persino una bibliografia accurata che tiene conto di volumi, recensioni e citazioni in riviste più o meno specifiche. Come dire che il racconto che Palmisano fa di questo autore in qualche modo "melegnanese" non è che un punto di partenza e ci sono materiali consistenti 'da consultare per chiunque voglia tracciare innumerevoli altri racconti destinati a scoprire 1'intimità di un autore, la sua ricchezza di uomo, l'origine delle sue ispirazioni. Individuando le caratteristi­che artistiche di Faraone, Palmisano usa spesso le stesse parole. Cita il suo romanticismo, la fitte carica emoziona­le concentrata nei quadri che sembrano incantare attimi di vita dentro le tele, la spontaneità con cui produce, 1 inten­sità che gli procura dipingere con un cavalletto e una piccola tela in un angolo appartato vicino alla Senna. Intessendo la biografia del1'artista, invece, Palmisano cerca di fari capire che la sua passione per la pittura matu­ra in un ambiente ristretto Faraone ha "genitori contadini", cresce in un angolo "aspro e impervio" di Lucania, vive a "stretto contatto con un contesto rurale", frequenta 1'istitu­to d'arte, si trasferisce in Lombardia, si lascia contagiare dall'entusiasmo della ricchezza artistica del Sudmilano. Per la sua terra natale nutre una nostalgia profonda, che illumina anche i dipinti elaborati in Francia, in una fase della sua carriera in cui si rende conto che dipingere all'aria aperta, sul momento, in maniera estemporanea, lo esalta. Palmisano traccia un ritratto e lascia al lettore 1'obbligo di approfondirlo. Per farlo regala Vitantonio Palmisano. Lo scrittore di Melegnano ha pubblicato il testo intitolato "11 pittore Giuseppe Faraone dal Li Foi alla butte de Montmartre". La monografia sull'artista lucano è stata presentata il 2 aprile all'auditorium melegnanese "Cav. G. Recagni" qualche immagine a colori delle opere di Faraone. La monografia sul pittore di Picerno è la quarta dedicata ad un autore di Melegnano, che chiude un ciclo e stabilisce un perimetro in cui muoversi per scopri­re 1'arte locale (nel senso solo geografico del termine). Alcune delle pagine della monografia riferiscono brani del diario di Faraone, che non lasciano dubbi sulla ,tenacia della sua vena pittorica. Ogni tela nasce da P'ossequio ad un'ispirazione intensa, che Palmisano, "rubando" le parole al Joyce tradotto da Cesare Pavese, descrive come un costante desiderio di esprimersi, `<di ritornare a spremere dalia terra bruta e da ciò che essa genera, dai suoni, dalle forme e dai colori, che sono le porte della prigione della nostra anima".


  




Studio Tana dell'Arte
San Donato Milanese
Via Ticino 3 Tel 3385910679
La Gallerista Ursula Petrone nell'occasione della mostra permanente di Giuseppe Faraone alla Petrofil Gallery (già Rizzoli Arte) nell' ottobre 1991 scrive: Un itinerario di coraggiosi rifiuti - Ecco in sintesi, la vita artistica di Giuseppe Faraone, che ha rinunciato all'esercizio di vari ismi, che non si è fatto allettare dai richiami della nuova figurazione, che non si è mai adagiato sulle posizioni di comodo di una pittura facilmente leggibile ma non impegnata, che insomma, non si è fatto mai coinvolgere nel facile gioco delle proposte estetiche del nostro tempo. Giuseppe Faraone è un artista consapevole che non lascia niente al caso ed alla improvvisazione, che non lascia spiragli di ambiguità all'interpretazione dei suoi lavori. Perché la sua è l'espressione sincera e soprattutto sentita del veduto: perché i suoi paesaggi in specie -che richiamano alla mente le opere dei maestri labronici della nobile tradizione macchiaiola -dai toni pacati sommessi, dalla pennellata succosa, dalla cromia ricca ma sempre equilibrata e dall'impegnativo disegno, sono permeati di un aristocratico preziosismo estetico che evidenzia il carattere dell' artista e conferma la validità di un particolare efficace tipo di testimonianza pittorica. -È pittura minuziosamente oggettivata e orgogliosamente disimpegnata, il cui impianto impressionistico rivela sensibilità non comune ed esprime una particolare comunicativa. Niente di celebrale, tutto limpido e cristallino nella pittura di Giuseppe Faraone, per dire delle validità della quale non è nemmeno . necessaria la solita premessa, non è necessario il solito discorso spieganti motivi della sua formazione artistica, più che un erede dei macchiaioli toscani -come lo hanno definito con una certa efficacia più di un critico, ed un' artista -è il continuatore in chiave moderna, su moduli attuali, di un modo di dipingere "en plein air" (per quei colori per quegli impasti, soprattutto per quei temi che lui propone) di un modo caro ai vecchi macchiaioli. -È il prosecutore , su binari coerentemente moderni, di una scuola che fa sentire, e, che continuerà a far sentire nel tempo, la sua poetica e tutto il suo fascino. Sempre Ursula Petrone nell ' occasione della mostra di Giuseppe Faraone a Venezia nell ' autunno del 1993 scrive: Nella splendida cornice di questa meravigliosa città lagunare, Giuseppe Faraone, trova la giusta collocazione per le sue semplici, delicate, incomparabili opere artistiche. Reduce dai numerosi successi ottenuti nelle precedenti mostre (successo di critica, pubblico e stampa) in varie ed importanti città d'ltalia, l'ultima la Personale tenuta alla Petrofil Gallery, dove con la vendita di ben ventisette opere, i piccoli ospiti del Filo d' Oro hanno aggiunto una maglia al filo stesso per continuare a beneficiare della bontà e solidarietà del popolo Italiano. Di solito all'apertura di una mostra, c'è sempre un critico d'arte che presenta i lavori sell ' artista, ma in questa occasione, io non mi sento nè di criticare nè di presentarlo; i dipinti sono qui alle pareti, essi parlano da soli, si presentano da soli: sono borghi, piazze, paesaggi, dove Giuseppe Faraone ha sostato, dove l'estro l'ha fermato. Posso io comune mortale decantare la bellezza della natura ? Ha forse il Creatore un critico d'arte? Il maestro dei maestri, colui che inventò il Mondo e che creò l'uomo non ha bisogno di presentazione. Egli ci donò una natura incontaminata, pura, indicò a pochi eletti di fermarla sulla tela, di dare non solo un ricordo ma una speranza che: il verde dei boschi, le albe gloriose, i tramonti silenziosi, possano torna- re e sconfiggere coloro che per sopruso, per vandalismo o per interesse pecuniarie hanno quasi distrutto. A questo punto non si può separare l' immagine del pittore dal bravo gallerista Giorgio De Dauli, uomo di una vitalità esuberante, dal rapporto caldo, dalla cordialità unita al sorriso. La sua attività si espande a macchia d'olio: Venezia -il nucleo - Spoleto: due bellissime Gallerie che mi riprometto di visitare, infine Milano .Ma l'una non è secondaria all'altra:Gallerista e sostenitore di giovani pittori, spesso con successo ha riproposto pittori dimenticati, il richiamo di questi dopo il silenzio, è un richiamo di merito da riconoscer a Giorgio, spesso per citarlo l'ho definito entrepeneur d'arte. Il contributo a far circolare in Italia opere d' arte meritevoli di un più largo contatto con il pubblico egli lo dà: instancabile, dal Nord al Sud, in frequenti contatti con Gallerie.

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