LE RIVELAZIONI DI MAGGIO.

 

 

 

 

Ritornando alla nostra ricerca della performance dei Floyd nel Festival di Roma del maggio del ’68, sul web abbiamo trovato tutte le risposte al nostro quesito. Già da tempo circolava del materiale di memorabilia del Festival romano di maggio. Questo materiale fu inizialmente descritto da John K. Hiett, noto per essere uno dei fondatori della mailing list mondiale “Echoes”. Ma non tutti sanno che la moglie di John faceva parte dell’organizzazione del Festival per i Floyd. Un suo resoconto delle giornate preparative al festival risulta davvero illuminante per la nostra ricerca. Ecco il racconto.

[ dal sito http://web.archive.org/web/20011211084242/members.home.net/johnhetti/pingfloyd/rome1.htm ]

John per primo così conferma che il Festival fu inizialmente previsto per febbraio, ma poi spostato per maggio. Inoltre, conferma la presenza dei gruppi e che l'ultima giornata del festival (il 7) fu spostata al Piper Club, sempre a Roma, per una scarsa prevendita dei biglietti.

 

  Da qui, circolarono negli anni passati alcuni dei più bei documenti del Festival, come il poster, il programma ufficiale e un pass di un giornalista. Dei biglietti non se ne sa nulla, anche se Danilo Steffanina ricorda di aver parlato con un tale che aveva messo in vendita quella locandina rossa del Pop Festival e che diceva di avere anche il biglietto del concerto dei Floyd al Piper, un normalissimo e anonimo biglietto con il timbro della “S.I.A.E.”, senza alcuna indicazione scritta sopra.

Analizziamo così quello che abbiamo.

a) Il poster rosso che doveva servire a pubblicizzare il Festival è davvero un documento eccezionale. Qui si possono leggere i nomi dei gruppi che parteciparono al festival ed altre notizie interessanti per la nostra ricerca: infatti, il poster parla di Palazzo dello Sport, 4-7 maggio 1968, con i Pink Floyd nella serata del 6 maggio. In alto a destra, sotto a “POP MUSICA FESTIVAL” si vede benissimo la frase “COLLABORAZIONE con PIPER CLUB di ROMA”. Così poteva esistere un accordo tra il Palasport ed il Piper per effettuare alcuni concerti al Piper invece che al Palasport, come in realtà è forse avvenuto. Ma non svela ancora se i Floyd abbiano suonato al Palasport o al Piper.

b) Alcune tessere di servizio per la stampa per entrare al festival sono anch’esse interessante. Parla sempre di Palazzo dello Sport. Ma il Press-Pass non è bucato alla giornata del 6, quando si suppone che suonarono i Floyd. Ciò vuol dire che il tizio del pass non è andato il 6, oppure che non hanno suonato al Palazzetto e perciò non è obliterato? Solo dopo vedremo la spiegazione.

c) Il programma del Festival, un libretto di quattro pagine. Qui cita, sul frontespizio, il “1° Festival Internazionale in Europa di Musica Pop - 1968”, ed il Palazzo dello Sport, Roma EUR, dal 4 al 7 maggio, come luogo del festival.

d) Infine, alcuni documenti eccezionali del Festival, un biglietto da visita e un pezzetto di carta con il timbro ufficiale del Festival.

 

I concerti del festival vengono riportati così suddivisi (ricordate che è il programma del festival stampato prima delle serate e per cui non tiene conto di eventuali spostamenti o defezioni di gruppi):

- 4 maggio: Juliè Driscol and the Brian Auger Trinity – England; Hughes Aufray – France; Buffy Sainte marie – U.S.A.; Donovan – England (ore 21).

- 5 maggio: Traffic; Ten Years After – England; Roboti/Five Up – Yugoslavia; Fairport Convention – England; Grapefruit – England; The Samurai – Japan; Captain Beefheart And His Magic Band (ore 18).

- 6 maggio: The Move – England; I Giganti – Italy; Pink Floyd – England; The Nice – England; Odetta – U.S.A.; The Association – U.S.A. (ore 21).

- 7 maggio: Blossom Toes – England; Country Beat of Jiri Brekek – Czechoslavakia; Family – England; Camaleonti – Italy; The Soft Machine – England; The Byrds – U.S.A. (ore 21).

 

Esiste anche il poster ufficiale del Festival, un poster colorato stile tour USA 67, come quei poster naif progressivi che andavano di moda in quell'epoca. Il poster in alto riporta "PALAZZO DELLO SPORT EUR ROME ITALY MAY 4 TO 10 1968". Quest’ultimo poster si può trovare sul libro "Get on down - Decade of Rock and Roll posters", pubblicato dalla Mick Farren. In basso si può leggere che il manifesto è stato stampato in Inghilterra da David Joel Ltd - London. In alto, un tondino con la scritta “A-Love”, che sembra il marchio del Festival (Love festival) e che viene ripetuto anche nei biglietti. Eccezionalmente, sembra che esistano anche dei volantini, stampati per l'occasione, che riportavano la pubblicità dei concerti delle singole serate e di alcuni dei gruppi partecipanti al Festival di maggio, tra cui anche quello dei Pink Floyd.

 

Questi documenti confermano così le date del festival di maggio e che i Floyd vi parteciparono.  Altre testimonianze del Festival vengono da altri autorevoli personaggi, anche dalle stesse band che vi parteciparono.

  Lo stesso Nick Mason, nel suo libro “Inside Out”, parla della data romana di maggio, ricordando precisi particolari dell'arrivo a Roma e del concerto dei Move: “...Suonare più a sud in Europa fu molto più problematico. Un festival che si tenne in maggio al Palazzo dello Sport di Roma fu il memorabile esordio della nostra attività in Italia. All'aeroporto Leonardo da Vinci, la dogana italiana sequestrò un'ascia appartenente ai Move, anche loro in cartellone; sitrattava di un fondamentale accessorio da palcoscenico che usavano per distruggere un televisore. I funzionari della dogana riuscirono a identificare l'accetta come un'arma offensiva, ma forse la barriera linguistica impedì loro di scorgere il pericolo che si celava nelle scatole contrassegnate dalla scritta "Esplosivo: fuochi d'artificio". Lo spettacolo si trasformò rapidamente da arte in violenza. Non appena scoppiarono i fuochi d'artificio, la polizia rispose con il solo mezzo a sua disposizione: gas lacrimogeni...”.

Mason cita senza ombra di dubbio il festival di maggio a Roma ed il Palazzo dello Sport dell'EUR, oltre alla conferma della loro partecipazione con l'arrivo all'aeroporto di Fiumicino. Poi conferma che i Move viaggiavano con loro e cita il loro concerto: e sappiamo che i Move erano in cartellone ed hanno suonato al festival di maggio nello stesso giorno dei Floyd (il 6). L'unico dubbio che possiamo avere è quello relativo alla frase di Mason "...memorabile esordio della nostra attività in Italia...": voleva intendere esordio come prima volta in Italia? E le presunte date al Piper Club di aprile? Nemmeno se consideriamo la frase nella sua stesura originale ("...was a remarkable introduction to working in Italy..."), risolviamo il dilemma. Ma poi vedremo di risolverlo.

 

  Nel libro su Robert Wyatt, “Falsi movimenti”, la data dei Soft Machine a Roma del 6 maggio 1968 non viene indicata. Dunque non hanno suonato. Infatti, le date del festival romano non vengono riportate sulle liste ufficiali dei concerti dei Soft Machine [ dal sito http://perso.club-internet.fr/calyx/softmachine/ ].

- May.

[04] Robert Wyatt, Hugh and Brian Hopper and ex-Animals guitarist Andy Summers (who played his last gig with Dantalian's Chariot on April 19th) jam together at Summers' London flat. It is decided that Summers will be joining the band for their next American tour.

Wyatt, Summers, Ayers and Ratledge begin rehearsals at Graveney and Canterbury.

[04-09] Rome (Italy), Palazzo del Sport (Rome Pop Festival) (SM appearance cancelled).

[24] London, Manor House [guest: Andy Summers] [also: Jimmy James & The Vagabonds].

 

  Anche Brigitte e Dave, due dei maggiori fans tedeschi dei Ten Years After (www.ten-years-after.com), una delle band che parteciparono al festival, confermano la loro apparizione a Roma in maggio, ma non hanno foto dell’evento.

 

  Un sito inglese specializzato nella descrizione di eventi musicali che hanno caratterizzato gli anni ’60 e ’70 (http://www.marmalade-skies.co.uk/), conferma l’apparizione dei Move al festival romano, con lo stesso episodio raccontato da Nick Mason.

“The Move play at the Rome Pop Festival, however riot police storm the stage after the group let off explosives and the show is abandoned.”

   

  I Roboti-Five Up erano una band proveniente dalla ex-Yugoslavia; su un sito olandese dedicato alla musica dei gruppi rock degli anni ‘60 appare, parlando dei Roboti: “…They spent 1966 touring Italy and playing in Piper Club in Rome. Because there were already two bands with the same name in Italy - they changed the name into Five Up. After they spent half year and more playing in Italy - Roboti came back to Yugoslavia. Readers of popular music magazine Dzuboks (Jukebox) choose Roboti for the best band of 1966 and they record their first 7". In 1967 and 1968 they tour Yugoslavia and Italy again and they play on International Pop Festival in Rome together with Pink Floyd, Ten Years After, Traffic and others. Trying to reach more international glory they are moving to Germany 1968. There they played in many clubs…”. [ dal sito http://home.wanadoo.nl/v.rancic/roboti.htm ](* sito non più funzionante)

Ma per i Roboti/Five non era la prima volta che suonavano nella stessa serata con i Floyd: per cui non è una prova che fossero a Roma e, soprattutto, non dice dove suonarono.

 

C’è da notare che in quell’epoca erano frequenti i festival pop, organizzati per far suonare in pochi giorni parecchi gruppi pop. Così, il “Primo Festival Pop Internazionale” di Roma del Maggio del 1968 non fu l’unico del periodo: non era raro in quegli anni vedere più di una band in un festival di 2-3 giorni o anche in un’unica serata non-stop che poteva durare anche un giorno, soprattutto in Inghilterra. Ed i Pink Floyd parteciparono nella loro carriera a parecchi festival: abbiamo analizzato quelle date, dal 1967 al 1970 (dal libro di Glen Povey).

In Italia il precursore di questi Festival fu il “Cantagiro” del 1966, ma ci furono anche il famoso “Festival dei Complessi” di Rieti del maggio del 1967, il “Festival di Villa Pamphili” a Roma e, naturalmente, il primo “Festiva Pop Internazionale” di Roma del maggio del 1968, non più ripetuto.

 

  Persino tra le fanzine abbiamo un altro documento rilevante ai fini della ricerca della data del Palasport di Roma, il numero 12 della fanzine olandese di "Echoes", che dedica un'intera pagina al Festival di Maggio (a cura del giornalista Wim Noordhock della VPRO del 17 maggio 1968), citando dei precisi riferimenti alla partecipazione dei Floyd al festival, all'intervento della radio VPRO nel registrare le performances di Pink Floyd, Byrds e Nice e l'apporto della stessa RAI, oltre all'esistenza di una registrazione (...forse audio) di 45 minuti. L'articolo continua citando la scaletta (le canzoni di 'Astronomy Domine', 'Chapter 24', 'Interstellar Overdrive' e 'Set The Controls For The Heart Of The Sun') e l'intervista a Roger Waters da parte della radio olandese della VPRO (...ricordate?): nell'intervista, addirittura, dice di aver chiesto a Waters che fine avesse fatto Syd Barrett; il bassista dei Floyd rispose semplicemente: "Well, to state it simple, he just went mad". Non ci sono dubbi. Questo fa presupporre che l'intervista a Waters da parte della VPRO ascoltata sul bootleg "Rome 6.5.68 VPRO" non sia l'intera intervista, evidentemente mancano alcuni pezzi. L'unico dubbio permane quando Wim Noordhoek cita tra i brani eseguiti a Roma anche 'Chapter 24', mentre risulta su tutti i libri che fu eseguita 'Pow R Tow H'.

 

[N.B. : i link di questa pagina sono riferiti al periodo della prima ricerca; pertanto, alcuni di essi potrebbero non essere più disponibili, poichè, nel corso degli anni, le pagine a cui sono riferite possono essere state cancellate o non più funzionanti o non aggiornate]

 

 

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