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NOTE ALLA DISCOGRAFIA AMERICANA: LA TOWER RECORDS

 

 

 

 

1) Le Etichette Americane.
Le etichette americane dei dischi dei Pink Floyd furono principalmente tre: Tower, Capitol e Harvest.
 

Le Variazioni di Etichetta.

I colori principali usati negli USA per gli album dei Floyd furono pochi e possono essere riassunti a seconda del periodo:

1967-1968 - etichette marroni della Tower Records
1969 - etichette a strisce colorate della Tower Records
giugno 1969 - etichette giallo-verdi della Harvest Records
luglio 1983 - etichette nere della Capitol Records con il bordo colorato ad arcobaleno
estate 1988 - etichette viola della Capitol Records.
 

Così, ci sono quattro distinti periodi che caratterizzarono le variazioni di etichetta per i dischi dei Floyd negli USA. 

Nel 1967 e nei primi mesi del 1968 i dischi dei Floyd uscirono con etichette della Tower di color marrone/arancione (in gergo, "brown label"), con piccole lettere per identificare i brani ed i crediti. Verso la seconda metà del 1968 i dischi uscirono ancora con l'etichetta marrone/arancione della Tower, ma con lettere più grandi e con scritte differenti in basso. 

Nel 1969, i dischi dei Floyd uscirono con etichette "a strisce" colorate della Tower (in gergo, "striped label"), alternate di colore azzurro, verde, viola, arancione. Possiamo trovare, però, due differenti tipi di motivi a strisce sulle etichette della Tower: i titoli dei brani, i compositori ed i crediti della ASCAP sono differenti a seconda che si tratti di una prima edizione o di una seconda edizione; differenti sono anche le scritte sull'etichetta che riguardano il numero di catalogo (alcune sono più grandi, le più recenti sono più piccole e disposte in maniera differente).

Nel giugno del 1969, le etichette dei Floyd cambiarono, con l'avvento della Harvest Records, con la sua famosa etichetta giallo-verde (in gergo, "yellow-green label"), che era leggermente diversa da quella europea (di solito di tonalità più giallastre), essendo di tonalità più verdastre.

Nel giugno del 1983, poi, le etichette dei Floyd cambiarono di nuovo: la Capitol Records introdusse per le sue ristampe le etichette nere con il bordo colorato, il famoso "arcobaleno" (in gergo, "black with rainbow ring label"), modificato solo nel 1988 con l'etichetta color violetto (in gergo, "purple label"), sempre della Capitol Records. 

 

Le Stamperie.

Gli impianti che materialmente stamparono i dischi negli USA per la Tower/Capitol Records erano pochi, considerando la vastità del territorio americano.

East Coast. Per i dischi stampati nell'impianto di Scranton, in Pennsylvania, l'etichetta venne fatta alla Keystone Printed Specialties Co., Inc., Scranton, Pennsylvannia, ed alla Queens Litho of Long Island City, New York e poi assemblate nell'imianto principale. Solo dopo il 1969 le etichette furono create nello stesso impianto di Scranton.

Midwest. Per i dischi stampati nell'impianto di Jacksonville, nell'Illinois, le etichette vennero create e fatte nell'impianto stesso.

West Coast. Per i dischi stampati presso l'impianto della Capitol Records a Los Angeles, le etichette furono copiate e stampate da Bert-Co Press of Los Angeles, Califonia e solo dopo alla fine del 1967 furono stampate direttamente presso l'impianto principale.
Per alcuni singoli ed LP della Tower stampati dalla Rainbo Records, le etichette vennero fatte dalla Alco Research & Engineering di Los Angeles.
 

 

 

 

 

2) La Tower Records.

La Tower Records era una società sussidiaria della più grande Capitol Records negli Stati Uniti, che stampò dischi dei Pink Floyd tra il 1967 e il 1969, oltre a dischi di tanti altri gruppi. Ci sono circa 24 dischi differenti (tra album e 45 giri) dei Pink Floyd sotto il nome di Tower Records. Tra gli album spiccano necessariamente i primi tre dischi, "The Piper at the Gates of Dawn", "A Saucerful of Secrets" e "More", realizzati in edizione mono (solo il primo), sia in edizione stereo, prima in edizioni promozionali per DJ, poi in edizione normale, infine in ristampa, con delle piccole differenze tra di loro.

 

 

 

 

3) Le variazioni di testo nelle etichette.

Le etichette della Tower Records avevano delle scritte sul bordo circolare, diverse per le varie edizioni. 

Nel 1967 e nei primi mesi del 1968, la scritta è situata in basso dell'etichetta e diceva semplicemente:

 

"Mfd. in U.S.A."

 

 

Questa scritta è stata leggermente variata nell'agosto 1968, ove si leggeva:

 

"Manufactured in the U.S.A. by Capitol Records, Inc."

 

 

Poi, approssimativamente a metà del 1969, le scritte cambiarono definitivamente:

 

"Mfd. by Capitol Records, Inc, a subsidiary of Capitol Industries, Inc. U.S.A".

 

 

Le etichette della Harvest Records invece avevano anch'esse delle scritte sul bordo circolare, ma diverse. Ad iniziare dal giugno del 1969 e sino ai primi mesi del 1970, le scritte intorno al bordo esterno delle etichette della Harvest Records furono posizionate con l'inizio in basso a sinistra (ore 8):

 

"Mfd. by Capitol Records, Inc., a subsidiary of Capitol Industries, Inc., U.S.A. - ® Capitol Marca Reg - U.S. Pat. No. 2,631,859".

 

 

Questa scritta cambiò leggermente nell'estate del 1975: iniziava in alto a sinistra (ore 10) e diceva:

 

"Mfd. by Capitol Records, Inc., a subsidiary of Capitol Industries-EMI, Inc., U.S.A. - Capitol Marca Reg. - All rights reserved. Unauthorized duplication is a violation of applicable laws".

 

 

 

 

 

4) I singoli fasulli della Tower.  

L'uso di fondo di lettere nere nei motivi delle etichette e anche delle copertine da parte della Tower ha portato ad una situazione particolare: i singoli della Tower sono suscettibili di falsificazione. Questo è particolarmente visibile per i singoli con l'etichetta bianca promozionale della Tower. E' noto, per esempio, che i singoli di "Arnold Layne" e di "See Emily Play", con etichetta promozionale bianca sono stati facilmente falsificati. Ma rimane comunque difficile identificare i singoli contraffatti.

 

 

 

 

 

 

Copyrights & Credits.

Le precedenti note sono state liberamente tradotte dalle note alla Discografia americana dei "The Pink Floyd Archives" © (by courtesy of Vernon Fitch) e integrate da Stefano Tarquini.

Le etichette mostrate fanno parte della collezione privata di Stefano Tarquini.

 

 

 
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