NOTE ALLA DISCOGRAFIA FRANCESE: I CODICI DI PREZZO
Le stampe francesi hanno avuto per un po' di tempo la particolarità di mostrare degli speciali codici sul retro della copertina, che individuavano il loro prezzo. Infatti, nei primi album di stampa francese appare lo speciale codice nel retro della copertina, di solito in alto a destra, vicino al numero di catalogo, che mostra una lettera dentro un tondino. I dischi dei Floyd non sono nuovi a tali specie di simbologie strane: ricordiamo anche le piccole stelle o i tondi di alcune stampe tedesche.
Che cos'è? Grazie all'aiuto degli amici Jean Paul Blayac, Jean-Manuel Esnault e Olivier Cauly possiamo dirvi cosa rappresenta quella lettera. Si tratta di uno speciale codice di prezzo, ovvero un codice usato all'epoca in Francia per stabilire subito il prezzo del disco, una specie di antenato del "codice a barre" moderno. E questo codice varia a seconda dell'anno di uscita del disco: così possiamo dire con certezza che entra di diritto a far parte dei dettagli classici per identificare una stampa.
La classificazione dei codice di prezzo non è semplice. Grazie ai nostri amici francesi, sembra questa la più verosimile.
a) Analizziamo la cronologia dei codici.
Fine anni '60.
codice: T
codice: U
Inizi anni '70.
codice: A
codice: B
codice: F
codice: K
codice: Y
Fine anni '70.
codice: PM251
codice: PM211
codice: PM261
codice: PM271
codice: PM256
codice: PM263
codice: PM525
codice: PM644
Anni '80 e seguenti.
Codice a barre.
b) Analizziamo ora i prezzi dei codici (l'analisi inizia dall'inizio del gennaio del 1970).
45 giri.
codice: Z
5,00 FF
codice: F
5,50 FF
codice: L
7,20 FF
EP.
codice: M
11,10 FF
codice: N
4,25 FF
codice: Y
11,65 FF
LP.
codice: O
8,45 FF
codice: E 10,50 FF
codice: R 12,70 FF
codice: G 15,90 FF
codice: F
16,90 FF
codice: D
21,00 FF
codice: T
24,25 FF
codice: C 26,40 FF
codice: U 28,40 FF
codice: Y 29,25 FF
codice: B 31,70 FF
codice: A 36,80 FF
I codici di prezzo erano i prezzi ufficiali stabiliti dalle case e dall'autorità
predisposta francese, e per cui erano venduti a prezzi fissi, almeno sino al
1979. I grandi magazzini comunque usavano praticare degli sconti del 20%,
autorizzati dalla FNAC. Dopo il 1979, i dischi furono offerti a seconda della
domanda e per cui seguendo le nuove regole di mercato.
Non c'è una corrispondente lista di prezzi per i
codice "PM", che venivano fissati segretamente da accordi tra i distributori ed
i negozi.
c) Analizziamo infine la
presunta datazione dei codici di prezzo.
codice: M 1969
codice: L
1969-1970-1971
codice: J
1972-1973
codice: N 1974
codice: NA 1975
codice: E
1975-1976
codice: EA 1976-1977
codice: EC 1978
d) Analizziamo infine l'aspetto
dei codici di prezzo.
- Uno dei primi codici di cui si ha la conoscenza (almeno per i Floyd) è appunto quello con la lettera "T", presente sui primi dischi dentro una piccola ellisse (originariamente anche come "PRIX T"), seguito quasi subito da quello con la lettera "U", che come la maggior parte dei codici era dentro un piccolo tondo. Questi primi due codici sono apparsi nei dischi alla fine degli anni '60 e primi anni '70.
- Dopo gli anni '70-'72 arrivarono altre lettere, come "B", "Y", "A", "N", "Z", "F", "K", presenti sino ad "Animals", tutti dentro il solito tondino. Il prezzo era nel frattempo cambiato, adeguandosi ai tempi, come abbiamo visto sopra. Questi speciali codici di prezzo terminarono la loro esistenza, purtroppo, all'inizio degli anni '80, soppiantati da altri codici più moderni, come i "codici a barre".
- Il codice era spesso stampato, ma in alcune stampe era presente con dei piccoli adesivi circolari argentati o dorati, che potevano coprire il codice originario o lo cambiavano.

- Esisteva anche, secondo alcuni, il codice con la lettera "A" sopra un adesivo dorato, che serviva anche ad indicare gli albums di importazione (soprattutto dalla Germania e Gran Bretagna), ma ci sono pochi riscontri. In questo caso, la lettera "A" veniva posta sopra la copertina mediante un piccolo adesivo circolare (di solito dorato), accompagnato spesso da un altro adesivo di importazione sul retro della copertina, come è il caso di un "Obscured by Clouds" proveniente dall'Inghilterra. Comunque, la tesi non è provata, essendoci molti casi del codice "A" stampato sul retro della copertina. Esistono anche adesivi simili con il codice di prezzo "D", com in una ristampa francese di "Ummagumma".
- Un particolare codice di prezzo è stato usato anche per alcuni dischi, tra cui il "The Dark Side of the Moon" trasparente: "SE". Ma non ne conosco il significato, forse sta per "SPECIAL EDITION".
Durante questo periodo (stiamo ancora parlando della fine degli anni '70), alcune edizioni stampate in Francia mostravano anche un altro famoso codice: il "PM" della Pathè Marconi. Allora, la EMI Records faceva distribuire i propri prodotti in vinile in Francia dalla PATHE' MARCONI (PM), che non era niente altro che una divisione della EMI, originariamente inglese (praticamente come la EMI Italiana). Il marchio PM rimase in voga per anni, fino agli inizi degli anni '90, quando però fu sostituito dal marchio EMI vero e proprio. Infatti, la cosa era di sicuro troppo costosa e la EMI decise di non andare più avanti con questo "marchio" e di proseguire solo con il suo. Molti dischi uscirono con lo stesso motivo di cover come in tutta Europa, ma mostravano semplicemente un adesivo con il codice PM vicino al numero di catalogo; oppure, come nella maggior parte dei dischi, il marchio "PM" era stampato. E numerosi furono i codici PM presenti nei dischi, tutti avevano in comune le lettere "PM" racchiuse dentro un rettangolo, ma variavano i numeri che le seguivano, sempre racchiusi dentro un rettangolo.
PM251 (esempio in "The Piper at the Gates of Dawn");
PM211 (esempio in "Relics");
PM261 (esempio in "Atom Heart Mother");
PM271 (esempio in "Wish You Were Here", ma solo sull'adesivo centrale);
PM256 (esempio in "The Wall", ma solo sullo speciale adesivo trasparente sulla copertina);
PM263 (esempio in "The Final Cut");
PM525 (esempio in "Ummagumma");
PM644 (esempio in "A Momentary Lapse of Reason" in vinile bianco).
Nelle stampe più recenti oramai i codici circolari di prezzo sono stati sostituiti da un più semplice e tecnologico "codice a barre", anch'esso riferito al solo mercato francese.
I codici di prezzo sono presenti anche in altri paesi europei e non, ecco una carrellata di codici.
Portogallo:
Australia:
Sudafrica:
Giappone:
Belgio:
Ungheria:
Le copertine bucate (die-cut sleeve).
Si è a conoscenza di un fenomeno strano che ha visto produrre un numero limitato di copertine di dischi colorati francesi con un grosso foro al centro. E' il caso, per esempio, dell'edizione francese in vinile trasparente ed anche di quella in vinile blu del "The Dark Side of the Moon".
Il disco appare con la copertina originale della Harvest-Pathè Marconi forata al centro, un foro circolare fatto a macchina e pressochè perfetto, dal foro si vede benissimo il colore del disco e l'etichetta, in alcuni casi anche i poster inclusi all'interno. Naturalmente ci siamo chiesti il perchè di questa stranezza. Grazie ad alcuni amici collezionisti francesi, sappiamo che si tratta di un fenomeno particolare, ma comune in Francia: alcune copie di dischi colorati venivano prodotte dalla stamperia per la Pathè Marconi e distribuite a pochi negozi musicali, a livello promozionale, per pubblicizzare il disco colorato, infatti, si poteva vedere benissimo attraverso la copertina forata il colore del vinile posto all'interno.

I Pink Floyd non erano gli unici, visto che anche per i dischi dei Queen è stato riscontrato lo stesso fenomeno, con almeno un paio di dischi colorati francesi ("A Night at the Opera" in vinile bianco, "News of the World" in vinile verde). Questo credo che tolga definitivamente ogni dubbio sull'ufficialità di tali dischi con la copertina ritagliata. E' evidente che la Pathè Marconi adottò questo stratagemma per promuovere l'uscita dei dischi colorati prodotti dai propri gruppi (tra i quali i Pink Floyd ed i Queen), anche se il loro valore non risulta particolarmente elevato. Probabilmente, alcuni pochi negozi di dischi (soprattutto nella capitale francese) hanno avuto una copia da esporre in vetrina, in formato "promo", cioè con il foro circolare centrale. La tiratura in questo caso potrebbe essere stata di poche decine di copie. Altro esempio famoso, assai simile, può essere l'edizione di "Animals" francese in vinile rosa con l'adesivo colorato al posto dell'etichetta, un disco modificato proprio per essere appeso in vetrina per pubblicizzare l'album.
Da notare che esistono esempi in tal senso anche nei singoli, usciti negli anni '70 in Italia; per i Pink Floyd, per esempio, si conosce la copertina forata del singolo "Point Me at the Sky", ed addirittura un copia del raro "See Emily Play", tutti e due in edizione italiana originale.
Anche per i Queen, si conosce il rarissimo "Killer Queen" ed il "You're my best friend", entrambi italiani, con le copertine forate e distribuiti per le stazioni radio.
L'unico disco ufficiale in tal senso è stato il "The Dark Side of the Moon" picture-disc americano, disco ufficiale della Capitol Records del 1978, che appunto aveva una copertina forata.
Copyrights & Credits.
La prima ricerca ha avuto spunto da un lavoro di Jean Pierre Blayac, Olivier Cauly (maggio 2001) e di Jean-Manuel Esnault (maggio 2001 e 2008), e curata e tradotta da Stefano Tarquini.
La seconda ricerca è stata curata da Hervè Denoyelle (settembre 2008), oltre che da Stefano Tarquini e Stefano Girolami (settembre-ottobre 2008). Un caloroso grazie per le immagini dei dischi dei Queen va a Flavio Malfitano (dal sito "In The Lap of Queen" ©, ottobre 2008) ed a Serdar Akkoc (dal sito "My Queen Collection" ©, ottobre 2008)
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