NOTE ALLA DISCOGRAFIA INGLESE: GENERALITA'
Riportiamo ora alcune note pratiche per meglio
individuare i dischi stampati in Inghilterra. Dato per scontato, naturalmente,
che i numeri di catalogo inglesi furono gli stessi per ogni singola edizione
(ovvero, il numero iniziale della prima edizione originale era sempre lo stesso
anche per le ristampe successive), la differenza per meglio individuare le
edizioni successive stava spesso nei numeri di matrice marchiati sul run-off,
oltre che da piccoli particolari sulle etichette, che apparentemente erano tutte
simili. Le varie edizioni erano così simili, ma ad un attento occhio non si
potevano certo non notare le piccole differenze, sostanzialmente elencate nel
sito della discografia. Ma altri aspetti erano importanti al fine di
classificare le stampe inglesi. Tra questi, possiamo analizzare brevemente il "Flipback
Cover" (i famosi risvolti dei bordi del retro della copertina), il colore delle
etichette (che passarono nel corso degli anni dal nero della Columbia al
classico giallo-verde della Harvest) ed i numeri marchiati sul run-off della
etichetta, senza tralasciare alcune note sul famoso codice "KT".
1) Flipback Covers.
Sostanzialmente, alla fine degli anni '60 e per tutti i primi anni '70, le copertine stampate in Inghilterra come "non apribili" avevano di solito dei bordi rivoltati, ovvero dei risvolti che venivano piegati su sè stessi ed attaccati sulla copertina per chiudere il lato. Negli anni '60 questi bordi rivoltati erano tre (in alto, in basso ed a sinistra), mentre agli inizi degli anni '70 divennero due, poi scomparsi verso il 1974.
2) Le Etichette.
Le etichette inglesi sono fondamentalmente di due
tipi, quelle nere della Columbia e quelle giallo-verdi della Harvest.
Columbia Records.
Le etichette della Columbia erano nere, tranne alcune ristampe recenti dei primi tre album che uscirono con etichette color beige.
Dal 1967 ai primi mesi del 1969, gli album dei Floyd uscirono nelle classiche etichette nere della Columbia con le lettere argentate, oltre alla scritta blu "COLUMBIA RECORDS MAGIC NOTES TRADEMARK" in alto ed al classico logo blu della "Columbia" al centro della metà superiore (come nei primi due album). Solo nel luglio-agosto del 1969, la Columbia cambiò questa etichetta con una interamente nera, con le lettere bianco-argentate, il classico logo rettangolare bianco della EMI in basso e la parola bianca "Columbia" con le classiche linee in alto (come in "More"). Solo nelle ristampe successive fu inserito un secondo logo bianco della EMI in alto, proprio sopra il logo della Columbia.
Da notare che il testo delle prime etichette nere-blu della Columbia riportava la famosa frase "SOLD IN U.K. SUBJECT TO RESALE PRICE CONDITIONS. SEE PRICE LISTS", poi abbandonata nelle successive ristampe.
Harvest Records.
Le etichete della Harvest iniziarono con "Ummagumma", erano sempre le stesse, le classiche giallo-verdi. Molte discussioni sono state fatte sul colore esatto di questa etichetta: i colori, come già detto in un'altra sezione di questo sito, possono variare a seconda della stamperia ed anche a seconda dell'interpretazione che ognuno da soggettivamente. In sostanza, l'etichetta della Harvest può essere definita gialla o verde, a seconda che predomini più la tonalità gialla (come nelle stampe tedesche) o quella verde (come nelle stampe italiane); comunque, per essere più precisi, la maggior parte delle etichette inglesi sono su sfondo più verde che giallo, con il logo della Harvest verde e le lettere nere.
Convenzionalmente, però, per i collezionisti, l'etichetta della Harvest è solo "giallo-verde" ed è la classica con il logo della Harvest in alto a destra.
Le prime etichette non avevano il logo rettangolare
verde della EMI, che fu aggiunto nel 1972, al centro a sinistra poco sopra la
parola centrale "HARVEST".
Solo nei primi anni '80, l'Harvest cambiò l'etichetta standard in quella nera
con le lettere argentate.
Il testo sul bordo dell'etichetta non era altro che i crediti di copyright e
quelli di legge: nelle prime versioni, dal 1967 al 1974, iniziava sempre per
"THE GRAMOPHONE CO. LTD."; mentre agli inizi del 1975 fu cambiato in "EMI
RECORDS LTD.". Solo nel 1982, il testo cambiò verso la fine con "MANUFACTURED IN
THE U.K. BY EMI RECORDS LIMITED".
3) Le Informazioni sul Run-Off.
I numeri stampati sul run-off avevano senz'altro un significato ben preciso. Erano lettere e numeri impressi nella parte del disco più attaccata all'etichetta, alla fine dei solchi. Essi erano di solito impressi a fuoco (in gergo "stampati", per differenziarli da quelli "scritti a mano" nelle stamperie di altri paesi) e potevano contenere le informazioni circa il numero di catalogo, il numero della facciata, il numero progressivo della stampa, l'identificazione della pressa (stamper letter - di solito a destra), il numero della madre (mother number - di solito a sinistra), l'identificazione della stamperia e perfino dello stampatore.
I codici di stampa/pressa usati dalla Columbia/EMI
Records di solito erano:
G=1
R=2
A=3
M=4
O=5
P=6
H=7
L=8
T=9
D=0
Per esempio, un disco con "G" indica che il disco è stato impresso dalla prima
pressa, un disco con "AL" indica la 38^.
Un approfondimento, generalmente, ogni pressa stampava circa 1000 dischi prima
di venire cambiata; per cui un disco con indicate le lettere "GMP", doveva
essere circa la 146000^ stampa del disco.
Si sa solo che tutti i dischi della EMI Records degli anni '80 furono stampati presso l'impianto di Uxbridge Road, poco fuori Londra, spesso conosciuto come "il villaggio EMI", che però chiuse nei primi anni '90.
4) La Copertura degli Albums.
Una cosa non nota a tutti era che in Inghilterra non uscirono mai dalle stamperie album incelofanati, ovvero chiusi e coperti dal classico involucro protettivo trasparente. Sia la Columbia, che la Harvest facevano uscire il disco senza alcuna copertura trasparente e spesso erano solo i negozi stessi a mettere un involucro trasparente che proteggesse l'album; qualche volta, addirittura, erano le società importatrici americane che metteravo la copertura trasparente, come la GEM, ma comunque sempre dopo che i dischi erano già usciti dalla stamperia e andati già in distribuzione.
Ecco perchè quando la EMI fece uscire "Wish You Were Here" confezionato in una busta di plastica completamente nera, su cui solo un adesivo a colori segnalava al pubblico il nome del gruppo ed il titolo del lavoro, ci fu un certo sconcerto tra i negozianti, abituati a vendere i dischi senza coperture ulteriori, ma soprattutto perchè avrebbero voluto mostrare la copertina, ma quando tolsero la busta si accorsero di non poterla rimettere, e fu ancora più frustrante per loro scoprire che la copertina di cartone non aveva titoli.
5) I codice delle tasse.
Sui primi due album dei Floyd, sono riportate, su di una facciata, in rilievo, le lettere "K T". Queste lettere erano nient'altro che un marchio fiscale; all'epoca il Governo Inglese imponeva una tassa governativa sui dischi del 27,5% del prezzo del disco (questo nel 1967), aumentata leggermente nel marzo del 1968). La tassa fu rimpiazzata nel marzo del 1973 da sovraprezzo (detto 'value added tax' o VAT. Per cui, i dischi con tali lettere stampate sull'etichetta avevano assolto le tasse governative, anche se queste lettere furono impresse solo per il 1967 e 1968, mentre agli inizi del 1969 nessuna lettera fu impressa sull'etichetta, anche se la tassa era stata pagata.
6) I crediti sulle etichette.
Stranamente si conoscono diverse versioni di
etichetta nei primi due dischi dei Floyd, sia in versione mono, che in versione
stereo. I particolari precisi sono riportati nel sito della Discografia.
Comunque, le differenze sono visibili per lo più nella disposizione delle
lettere, nel tipo dei caratteri, ma anche nella disposizione dei crediti delle
canzoni.
- "The Piper...." mono.
1^ versione. Questa versione riporta dei caratteri più gotici, soprattutto
nella scaletta dei brani, ove sono più stretti, la scritta "Sold in U.K. subject
to resale price conditions. See price lists" sotto "COLUMBIA" è più piccola, il
nome "PINK FLOYD" in basso è più grande rispetto all'ultima riga dei crediti
della scaletta dei brani, "(P) 1967" al centro a sinistra è più piccolo rispetto
al numero di catalogo addizionale "(XAX.3419)", i crediti dei brani in basso
sono riportati come:
"Magdalene Music/Essex Music,"
"Mecolico, BIEM, NCB"
"THE PINK FLOYD".
2^ versione. Questa versione riporta dei caratteri più tipo Arial, soprattutto
nella scaletta dei brani, ove sono più larghi, la scritta "Sold in U.K. subject
to resale price conditions. See price lists" sotto "COLUMBIA" è più grande, il
nome "PINK FLOYD" in basso è più piccolo rispetto all'ultima riga dei crediti
della scaletta dei brani, "(P) 1967" al centro a sinistra è più grande rispetto
al numero di catalogo addizionale "(XAX.3419)", i crediti dei brani in basso
sono riportati sempre come:
"Magdalene Music/Essex Music,"
"Mecolico, BIEM, NCB"
"THE PINK FLOYD".
- "The Piper...." stereo.
Le differenze di etichetta sono a seconda di alcuni piccoli particolari di
stampa delle lettere, come per esempio il numero "33" sopra la lettera "C" di
Columbia in alto, oppure il numero della facciata "1" a sinistra al centro,
sotto "1967".
- "A Saucerful of Secrets" mono.
1^ versione. La scaletta risulta stampata come:
Side A. Scaletta su cinque righe:
1. LET THERE BE MORE LIGHT (Waters) Magdalene Music
2. REMEMBER A DAY (Wright) Magdalene Music
3. SET THE CONTROLS FOR THE HEART OF THE SUN
(Waters) Magdalene Music
4. CORPORAL CLEGG (Waters) Magdalene Music
Side B. Scaletta su quattro righe (con "K T"):
1. A SAUCERFUL OF SECRETS
(Waters-Wright-Mason-Gilmore) Magdalene Music
2. SEE-SAW (Wright) Magdalene Music
3. JUGBAND BLUES (Barrett) Magdalene Music.
2^ versione. La scaletta risulta stampata come:
Side A. Scaletta su cinque righe (con "K T"):
1. LET THERE BE MORE LIGHT (Waters) Lupus Music Ltd. (esiste anche senza "Ltd.")
2. REMEMBER A DAY (Wright) Magdalene Music
3. SET THE CONTROLS FOR THE HEART OF THE SUN
(Waters) Magdalene Music
4. CORPORAL CLEGG (Waters) Lupus Music Ltd.
Side B. Scaletta su quattro righe:
1. A SAUCERFUL OF SECRETS
(Waters-Wright-Mason-Gilmore) Lupus Music Ltd.
2. SEE-SAW (Wright) Lupus Music Ltd.
3. JUGBAND BLUES (Barrett) Magdalene Music
3^ versione. La scaletta risulta stampata come:
Side A. Scaletta su sei righe (con "K T"):
1. LET THERE BE MORE LIGHT (Waters) Lupus Music Ltd.
2. REMEMBER A DAY (Wright) Magdalene Music
3. SET THE CONTROLS FOR THE HEART OF THE SUN
(Waters) Magdalene Music
4. CORPORAL CLEGG (Waters)
Lupus Music Ltd.
Side B. Scaletta su cinque righe:
1. A SAUCERFUL OF SECRETS (Waters-Wright-
Mason-Gilmore) Lupus Music Ltd.
2. SEE-SAW (Wright) Lupus Music Ltd.
3. JUGBAND BLUES (Barrett)
Magdalene Music
- "A Saucerful of Secrets" stereo.
1^ versione. La scaletta risulta stampata come:
Side A. Scaletta su sei righe (con "K T")
1. LET THERE BE MORE LIGHT (Waters) Lupus Music Ltd.
2. REMEMBER A DAY (Wright) Magdalene Music
3. SET THE CONTROLS FOR THE HEART OF THE SUN
(Waters) Magdalene Music
4. CORPORAL CLEGG (Waters)
Lupus Music Ltd.
Side B. Scaletta su cinque righe:
1. A SAUCERFUL OF SECRETS (Waters-Wright-
Mason-Gilmore) Lupus Music Ltd.
2. SEE-SAW (Wright) Lupus Music Ltd.
3. JUGBAND BLUES (Barrett)
Magdalene Music
2^ versione. La scaletta risulta stampata come:
Side A. Scaletta su sei righe:
1. LET THERE BE MORE LIGHT (Waters)
2. REMEMBER A DAY (Wright)
3. SET THE CONTROLS FOR THE HEART OF THE SUN
(Waters)
4. CORPORAL CLEGG (Waters)
Magdalene Music
Side B. Scaletta su cinque righe:
1. A SAUCERFUL OF SECRETS (Waters-Wright-
Mason-Gilmore)
2. SEE-SAW (Wright)
3. JUGBAND BLUES (Barrett)
Magdalene Music
3^ versione. La scaletta risulta stampata come:
Side A. Scaltta su cinque righe:
1. LET THERE BE MORE LIGHT (Waters) Lupus Music Ltd.
2. REMEMBER A DAY (Wright) Magdalene Music
3. SET THE CONTROLS FOR THE HEART OF THE SUN
(Waters) Magdalene Music
4. CORPORAL CLEGG (Waters) Lupus Music Ltd.
Side B. Scaletta su cinque righe (con "K T"):
1. A SAUCERFUL OF SECRETS
(Waters-Wright-Mason-Gilmore) Lupus Music Ltd.
2. SEE-SAW (Wright) Lupus Music Ltd.
3. JUGBAND BLUES (Barrett) Magdalene Music.
Copyrights & Credits.
Note sulla Discografia Inglese a cura di Vernon Fitch ( ©TPFA)(by courtesy of Vernon Fitch), curate ed aggiornate da Stefano Tarquini (settembre 2007)
Le note delle etichette fanno parte della collezione privata di Stefano Tarquini.
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