Conservazione e pulizia 
Quando si parla di pulizia delle pietre e dei cristalli s'intendono diverse cose: la scarica dell'energia, la purificazione e la ricarica.
Va detto infatti che le pietre portate a contatto con il corpo finiscono in breve tempo con l'assorbirne l'energia statica ch può essere facilmente eliminta ponendo il monile sotto l'acqua corrente.
Se il nostro intento è invece quello di purificare la pietra dalla informazioni trasmesse dal soggetto che ne ha fatto uso, si può irradiarla con una drusa di ametista o immergerla nel sale (tranne che nel caso di pietre porose come il turchese).
Si ritiene poco opportuno il seppellirle nel terreno o la purificazione tramite l'immersione in acqua e sale o attraverso l'esposizione al fuoco: in tutti e tre i casi, il rischio di danneggiare il cristallo o la pietra è molto elevato.
La ricarica del nostro cristallo è presto fatta con l'esposizione alla luce solare solitamente, alle prime luci dell'alba oppure al tramonto .
Alcune pietre, più sensibili e fragili, vanno invece esposte all'energia lunare (adularia, ecc).
In materia di pulizia è opportuno specificare che se parliamo di druse, ci si dovrebbe limitare alla sola eliminazione della polvere con un pennello, in alternativa è anche possibile l'impiego di acqua purchè povera di minerali per evitare il calcare.
Solitamente per tutte le altre un po' d'acqua è più che sufficiente e va assolutamente evitato l'impiego di detergenti e detersivi onde evitare danni alle pietre (è il caso del turchese).
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