Storia 
L’origine del rapporto tra l’uomo ed i minerali si perde nella notte dei tempi. Le pietre da prima furono armi ed utensili per diventare progressivamente oggetto di culto e magia prima che monili.
L’importanza attribuita a questi elementi è testimoniata anche nell’Antico Testamento in cui si narra del celebre “pettorale” di Salomone: una borsa quadrata che veniva indossata ed in cui erano incastonate 12 pietre (sardonice, topazio, smeraldo, rubino, zaffiro, diaspro o diamante, opale, agata, ametista, crisolito o diaspro, onice e berillo).
Una scelta non casuale se si pensa che a ciascuna di queste pietre venivano attribuite virtù particolari.
Anticamente era consuetudine attribuire alle pietre proprietà come queste:
Sardonice: elevatezza
Topazio: virtù
Smeraldo: la giustizia
Zaffiro: equilibrio
Diaspro: abbondanza per il popolo.
Ametista: la funzione reale è la prima del re.
Crisolito: ricerca dell’alto
Onice: umiltà, carità e sincerità
Berillo: distacco e purezza
Crisoprasio: saggezza e prudenza
Calcedonico: coraggio
Giacinto: temperanza e sobrietà
Certamente tra le pietre più conosciute ed usate fin dai tempi più remoti vi è l’ambra e la giada. Il turchese poi ha trovato il più vasto impiego da un continente all’altro visto che nell’America meridionale gli Inca lo usavano per i loro monili al pari degli indiani del nord America ma va anche detto che reperti in turchese di oltre 4.000 anni fa sono stati trovati pure sul Sinai.
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