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L'ENUNCIAZIONE VISIVA                                                                                          3/6


Gli affreschi di Signorelli

Ricapitolando: esistono delle tracce, come ad esempio la cornice, che richiamano la nostra attenzione sul fatto che è stato compiuto un atto di enunciazione. Ciò significa che dell’immagine emergerà anche l’aspetto riflessivo, vale a dire la consapevolezza della natura segnica e quindi artificiale dell’immagine stessa.

Ovviamente esistono diversi tipi di marche dell’enunciazione in un testo visivo. La cornice, come visto, è uno dei principali e dei più evidenti. Cercheremo ora di metterne in evidenza altri grazie all’analisi compiuta da Elisabetta Gigante sugli affreschi della Cappella di San Brizio del Duomo di Orvieto di Luca Signorelli.

L’interessante analisi della Gigante è ovviamente più complessa e tocca diversi argomenti. Qui ci limiteremo a “prendere in prestito” alcune sue osservazioni sulle marche dell’enunciazione nell’opera di Signorelli, rinviando al testo per ulteriori approfondimenti.

L’affresco di Signorelli (realizzato fra il 1499 e il 1504) rappresenta il Giudizio Universale. Questo tipo di rappresentazione era frequente e, nelle intenzioni del committente (il clero), avrebbe dovuto spingere i fedeli impressionati delle immagini a pentirsi dei loro peccati e a rispettare i dettami della Chiesa. La cosa interessante è che al di sotto delle scene della fine del mondo (e distaccata grazie ad una cornice disegnata in trompe-l’oeil) corre una fascia su cui sono ritratti alcuni poeti ed artisti.

Nel corso dell’analisi la Gigante dimostra che in effetti l’affresco di Signorelli possiede almeno due livelli di lettura. Uno, quello più elementare, ha la funzione di spaventare e far pentire i fedeli. L’altro, dedicato ad un pubblico colto, rappresenta un discorso sull’arte e sulla produzione artistica. Si tratta insomma di un discorso su un particolare tipo di enunciazione (quella artistica).

E’ naturale quindi che negli affreschi Signorelli abbia inserito numerose marche dell’enunciazione: lo spettatore ingenuo si concentrerà sulle scene ad effetto del Giudizio Universale, mentre quello colto noterà le marche dell’enunciazione e capirà che non è tanto alla scena rappresentata che dovrà guardare, ma all’opera in sé, alla creazione dell’artista (al prodotto della sua enunciazione). Nei termini di Marin la dimensione riflessiva prevarrà su quella transitiva.

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LEZIONE 3

Introduzione
L'enunciazione
Débrayage e embrayage
L'enunciazione visiva
Bibliografia