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SEMIOTICO vs SIMBOLICO                                                                                       2/6


La descrizione: fonemi e sèmi

Uno dei primi passi che la semiotica compie quando si trova di fronte ad un linguaggio (o sistema semiotico) è quello di descriverlo. O, meglio, di descrivere sia il suo piano dell’espressione che il suo piano del contenuto.

Per esempio, come si descrive il piano del contenuto di un linguaggio verbale? Come posso cioè descrivere il significante /cane/? Semplicemente scomponendolo in elementi (in suoni) più piccoli. Avrò così: /c/ + /a/ + /n/ + /e/. Questi suoni elementari vengono chiamati fonemi. Il vantaggio di questa scomposizione è che mentre una lingua ha un numero molto elevato di parole, solitamente dispone di soli 30 o 40 fonemi. Combinando poche decine di fonemi riusciamo quindi ad ottenere anche centinaia di migliaia di parole diverse.

I fonemi possono essere a loro volta scomposti in elementi ancora più semplici, che chiamiamo “tratti distintivi”. Un tratto distintivo è per esempio l’essere sordo o sonoro, l’essere nasale o non nasale, ecc. La caratteristica dei tratti distintivi è che non li cogliamo mai singolarmente, ma solo insieme ad altri tratti (si parla di “fasci di tratti distintivi”). Mentre cioè possiamo sentire singolarmente il fonema /n/, non possiamo isolare la “nasalità” o la “sonorità” senza concretizzarla in un fonema.

L’analisi dei significanti in fonemi ha un suo equivalente sul piano del contenuto. Come abbiamo visto il significato “cane” può essere scomposto in altri significati, più elementari: “animale” + “quadrupede” + “mammifero” + “fedele”, ecc. La differenza è che questi significati elementari (da non confondere con i significati delle parole /animale/, /mammifero/, ecc.) non si chiamano fonemi ma sèmi.

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LEZIONE 1

Introduzione
Plastico vs figurativo
Semiotico vs simbolico
Sistemi semi-simbolici
Composizione IV

Bibliografia