NEPAL INDIA DISCOVERY
cod. 9682
29 luglio – 16 agosto 2007
coordinatrice: ELENA BORGHI
(ElenaScrive@libero.it)
Dalla valle di Kathmandu alle principali città dell’India del Nord: Varanasi contorta nei vicoli della città vecchia, fatiscente e in perenne preghiera, puntinata di piccoli fuochi la notte, riecheggiante di mantra e salmodie; Khajuraho e i suoi templi Chandela, Orchha piccola ed aggraziata, sede insospettabile di antichi fasti; Agra confusionaria, vociante nei bazar del centro e imponente al tramonto e alle prime luci dell’alba, quando il Taj Mahal si colora di pesca; Jaipur, la città rosa che ospita l’Hawa Mahal, tra le cui fessure fischia il vento, un primo accenno di Rajasthan e cammelli, preludio al deserto, patria dell’argento.
Più di un viaggio. Percorso al ritmo sobbalzante di treni ed autobus di linea, di lunghe attese nelle stazioni e sulle banchine, di interminabili notti di chiacchiere sulle terrazze, aspettando i monsoni. Concedendo tempo agli incontri, alle contrattazioni, ai chay nelle botteghe, alla puja sui ghat, al passaggio di vacche e rikshaw, alla contemplazione e alle passeggiate senza meta precisa, apposta per perdersi e confondersi.
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data |
itinerario |
mezzi |
tempi |
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29/07 |
Milano/Roma – Delhi |
Aereo |
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30/07 |
Delhi – Kathmandu |
Aereo |
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31/07 |
Kathmandu – Dakshinkali – Pharping – Gola di Chobar – Swayambhunath - Kathmandu |
Van privato |
8.30 - 16 |
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01/08 |
Kathmandu – Budhanilkantha – Boudha – Pashupatinath – Kathmandu |
Van privato |
8.30 - 16 |
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02/08 |
Kathmandu – Patan – Kokhana – Jawalakhel – Kathmandu |
Van privato |
8.30 - 16 |
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03/08 |
Kathmandu – Thimi – Bhaktapur |
Van privato |
8.30 - 16 |
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04/08 |
Bhaktapur – Nagarkot - Changu Narayan – Bhaktapur - Kathmandu |
Van – trek – van |
3 ore di cammino |
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05/08 |
Kathmandu |
Tuk tuk / piedi |
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06/08 |
Kathmandu - Varanasi |
Aereo |
30 min |
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07/08 |
Varanasi |
Piedi |
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08/08 |
Varanasi – Satna |
Treno |
7 ore |
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09/08 |
Satna – Khajuraho |
Bus |
4 ore |
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10/08 |
Khajuraho – Jhansi – Orchha |
Treno + tempo |
6 ore |
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11/08 |
Orchha – Jhansi – Agra |
Tempo + treno |
6 ore |
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12/08 |
Agra – Fatehpur Sikri – Agra |
Bus |
2 ore |
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13/08 |
Agra – Jaipur |
Treno |
7 ore |
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14/08 |
Jaipur – Delhi |
Bus |
5 ore |
NEL DETTAGLIO:
30/07 Arriviamo a Delhi, dopo volo Lufthansa tranquillo e rilassante; pronti ad affrontare i disguidi di Royal Nepal Airlines, il cui volo Delhi-Kathmandu è stato misteriosamente cancellato. Ore di uffici e scambi telefonici con Sanjeev Chandra, fino a quando Indian Airlines acconsente a farci partire per Kathmandu con un suo volo. Arriviamo nel tardo pomeriggio, sbrighiamo le formalità di ingresso (visto ad € 25) e ci trasferiamo in hotel, con il bus messo a disposizione da Mr. Amar.
31/07 Cominciano i nostri giorni nepalesi. Mr. Amar decide che avremo per noi un autobus (in condizioni più o meno precarie!) con autisti e guida italofona, Jivan, che ci seguirà durante il soggiorno in Nepal. Concordo con loro i percorsi, da distribuire su 5 giorni, a 5 € a testa al giorno.
Visitiamo dunque il sito hindu di Dakshinkali, un tempio infossato in una gola dall’aria lugubre – sarà che piove a dirotto… - dove i devoti di Kali offrono alla dea sacrifici animali; qualcuno sgozza un capretto, altri pollame. Il gruppo assiste, indeciso tra la curiosità ed il ribrezzo.
Facciamo sosta al villaggio di Pharping, tutto viottoli in salita, e poi alla Gola di Chobar, sulla quale si allunga un esile ponte di ferro; poco più sotto, visitiamo il tempio di Ganesh. Dopo pranzo, partiamo per Swayambhunath, l’enorme stupa bianco, imponente contro un cielo più che mai nero e burrascoso. Partecipiamo alla preghiera buddhista, facendo girare i rotoli delle preghiere.
01/08 Partiamo in tutta calma alla volta di Budhanilkantha, dove – adagiata in un lago – dorme un’immensa statua di Vishnu. Volgiamo quindi verso Bodhnath (o Boudha), centro religioso della comunità tibetana in esilio e sede di un immenso stupa; passiamo un po’ di tempo seduti in cima allo stupa, a guardare il cielo e ad ascoltare le musiche sacre che si diffondono per tutto il sito. Riusciamo persino ad assistere alla preghiera dei monaci, all’interno di un gompa. Il gruppo apprezza molto!
Visitiamo il tempio Śivaita di Gokarna Mahadev, un luogo dimesso e intriso di fascino, ad un paio di km da Bodhnath, per poi dirigerci verso Pashupatinath.
Lungo il fiume le cremazioni proseguono tranquille, e il fumo che si leva dalle pire, unito ai raggi del sole al tramonto, conferisce a questo luogo un aspetto surreale; vaghiamo tra i tempietti e le scimmie, salendo fino alla terrazza, da cui si domina tutta Pashupatinath, fitta di guglie, cupole, scale e ringhiere. Passiamo lunghi attimi in silenzio, al cospetto di questo spettacolo. La visita termina nello spiazzo in cui alloggiano i sadhu di passaggio; chi fuma, chi improvvisa strane contorsioni di simil yoga, chi si mette in posa per una foto…
Pashupatinath resterà uno dei luoghi preferiti dal gruppo.
02/08 Da Kathmandu partiamo per uno sguardo al villaggio di Khokana e al campo profughi tibetano di Jawalakhel; più che un ‘campo profughi’, questo è un luogo in cui si fabbricano tappeti, e la visita non ha altro scopo se non l’eventuale acquisto di questa merce, prodotta dalla comunità tibetana. Poiché siamo ai primissimi giorni di viaggio e nessuno aspira a trascinare con sé un paio di tappeti in giro per l’India, la sosta a Jawalakhel non entusiasma granchè il gruppo, quindi ripartiamo presto alla volta di Patan.
03/08 Visitiamo Thimi in un bel giorno di sole; i vasi stesi ad asciugare nei cortili della cittadina, e le matasse di cotone appena tinte conferiscono a questo luogo un’atmosfera davvero piacevole, e tutti si divertono a passeggiare per le vie, tranquille e – un sogno, rispetto a Kathmandu! – assolutamente prive di traffico.
Poi ci spostiamo a Bhaktapur, dove passeremo la notte.
La città, meravigliosa ed imponente, riscuote un successo assoluto, e tutti se ne innamorano. Passiamo il pomeriggio in giro per le vie e le piazze, a naso in su sotto i templi, o seduti tra i venditori, a riempirci gli occhi di queste bellezze.
La sera, ancora un giro per le strade, una birra pre cena in cima al tempio a cinque piani della piazza, chiacchiere con i bambini che ci seguono festanti.
Sarebbe stata forse una buona idea tenere Bhaktapur, invece di Kathmandu, come base fissa da cui spostarsi per visitare i siti vicini.
04/08 Partiamo da Bhaktapur per Nagarkot, il villaggio dal quale si dovrebbe scorgere il ‘tetto del mondo’, all’alba; ma la foschia e le nubi basse dei monsoni occludono il cielo, per cui rinunciamo alla levataccia e raggiungiamo in mattinata il paese, punto di partenza per un agevole trek, che ci condurrà a Changu Narayan.
La passeggiata, di tre ore, si svolge tra sentieri più o meno segnati, a tratti nel fango, più spesso su prati; salita alternata a discesa, fattibilissimo anche per i meno allenati, sotto un sole caldissimo, dentro paesaggi incontaminati. Una buona idea, che fa felici gli appassionati di montagna e ristora dal caos di Kathmandu.
Da Changu Narayan torniamo con il van a Bhaktapur, per passare ancora qualche ora tra le sue piazze meravigliose.
Dirigiamo quindi di nuovo verso Kathmandu, dove passeremo ancora due notti.
05/08 Finalmente un giorno libero da trascorrere in assoluta tranquillità, senza gli orari di Jivan e le tappe segnate! Il gruppo bighellona per la città, chi dedicandosi allo shopping, chi alla ricerca di un massaggio (ricerca vana! Jivan suggerirà solo bordelli, invece che beauty farms o simili!), chi perdendosi tra Durbar Square e Freak Street…
Salutiamo Jivan, e decidiamo di lasciargli 2000 rupie, a ringraziamento del tempo che ci ha dedicato.
06/08 Saldati i conti con Mr. Amar, veniamo accompagnati all’aeroporto; sbrighiamo le formalità di uscita dal Nepal e ci imbarchiamo sul nostro volo per Varanasi. Il gruppo è contento di partire e cominciare finalmente il vero discovery! Io non vedo l’ora di essere in India.
Arriviamo a Varanasi intorno alle 15. Il tratto a piedi tra la scaletta dell’aereo e l’aeroporto è sufficiente per renderci conto del caldo disumano che regna sulla città! È in questo momento che cominciamo a grondare come rubinetti: smetteremo tra dieci giorni, sull’aereo che ci porta a Monaco!
Taxi prepagati per raggiungere la città vecchia; riusciamo ad arrivare solo fino a Lahurabir, poiché è lunedì ed un festival śivaita blocca le vie del centro. Compiamo un tratto in ciclorikshaw, per poi proseguire a piedi, dal punto in cui i vicoli si fanno stretti e contorti. Raggiungiamo il Lalita Ghat, dove si trova la guest house che abbiamo scelto, in condizioni subumane, fradici di sudore ed appesantiti dagli zaini; alcuni cominciano a dubitare delle meraviglie che avevo raccontato su Varanasi!
Troviamo posto alla Puja Guest House (Lalita Ghat, near Nepali Temple – Varanasi. Tel. 2405027), dopo lunghe contrattazioni sul prezzo delle stanze. Il gestore si rivela quanto mai appiccicoso, e cerca di convincermi ad affidare il gruppo ad una guida di sua fiducia, ad un barcaiolo di sua conoscenza, e a portarlo a fare acquisti nel suo emporio di sete… in cambio di una commissione del 20%!!; rifiuto tutto.
Il roof top, la sera, ci regala momenti di indimenticabile poesia.
07/08 City tour al seguito di Pandit Gopal, brahmano di Benares (C.K. 8/151 Garahwasi Tola – Manikarnika Ghat – Varanasi. Cell: 98 39 13 69 49 E-mail: PanditPrakash2000@yahoo.com). Una persona deliziosa, che però non soddisfa particolarmente il gruppo dal punto di vista delle spiegazioni.
Pomeriggio in libertà, alla scoperta di Varanasi e dei suoi incredibili misteri. Assistiamo alla puja serale sul Main Ghat, tra i canti salmodiati e i lumini delle offerte abbandonate sulla Ganga.
08/08 All’alba, Pandit Gopal e figlio (Pandit Prakash) ci accompagnano a prendere la barca che ci condurrà lungo i ghat, perché possiamo assistere ai riti mattutini di saluto al sole e di purificazione dei fedeli hindu. Presto la luce diventa incredibilmente bella e dorata, e lo spettacolo della vita che si risveglia sui ghat colpisce tutti con forza; per un paio d’ore scivoliamo lenti sull’acqua, contemplando i fedeli che si immergono, giungono le mani, meditano, si lavano, bevono, nuotano, mescolati alle carcasse che galleggiano, ai rifiuti e al detersivo dei lavandai, in una confusione di immanenza e trascendenza, meraviglia e ribrezzo che è simbolo dell’India intera.
L’operazione costa circa 50 Rs a testa.
Veniamo invitati a cena da Pandit Gopal per la sera stessa; accettiamo. Si rivelerà un’ottima scelta, perché Gopal ji ci riserverà una squisita accoglienza nella sua povera casa, e la moglie e le nuore cucineranno cibo buonissimo, migliore di tutto quello assaggiato finora! Dopo cena, le ragazze hanno il permesso di passare un po’ di tempo nel cuore della casa, con le donne; poi torniamo alla guest house, e ripartiamo per la stazione di Varanasi Junction, da dove alle 23 parte il nostro treno per Satna.
09/08 Il viaggio è trascorso bene; buona parte del gruppo ha dormito della grossa, dopo aver assicurato gli zaini con una lunga catena! La sleeper class resta la scelta migliore: non c’è aria condizionata (nelle classi in cui c’è, diventa presto un incubo per il freddo!), i finestrini e i portelloni aperti permettono alla brezza notturna di circolare tra i vagoni, e passa sempre qualcuno a vendere bibite o spuntini!
Arriviamo a Satna per le 6 e, grazie ad un enorme tempismo, riusciamo a raggiungere la stazione degli autobus giusto in tempo per prendere il bus delle 6.30 per Khajuraho.
Quattro ore di sobbalzi, durante le quali ne approfittiamo per rubare ancora un po’ di sonno, e poi eccoci già a Khajuraho.
Già prima di scendere dall’autobus veniamo assaliti da una folla di procacciatori di clienti, assoldati dai vari hotel della città; Khajuraho si svela subito per quello che è, un piccolo paese che vive di turismo, fitto di venditori, guide, procacciatori vari, dall’insistenza proverbiale. Alloggiamo all’hotel Zen, il cui proprietario è più tranquillo della media e parla, tra l’altro, un buon italiano. Per il pranzo, riusciamo a farci concedere l’uso della cucina e dell’orto dell’hotel; ne esce una spaghettata commovente! Camerieri e personale dell’hotel ci osservano con stupore, e probabilmente si chiedono perché tanto pathos di fronte a semplici spaghetti al pomodoro!
Il pomeriggio viene dedicato a gironzolare tra i meravigliosi templi.
Vengo abbordata da un ragazzo che conosce il mio nome (?), e che mi conduce al cospetto di colui che si presenterà come Pappu Sharma, leggendario personaggio di cui avevo letto in tutte le relazioni! Farà in modo di mettermi al corrente del fatto che, magia!, sa tutto dei nostri spostamenti precedenti e di quelli che faremo. Prendo atto; proseguiamo la visita dei templi!
10/08 La mattina partiamo in treno per Jhansi; cinque ore di meravigliosa sleeper class, attorniati da un sacco di personaggi incuriositi ed incuriosenti. Da Jhansi, due tempo (tuk tuk di dimensioni più grandi; 6 persone – e rispettivi zaini – su ogni tempo) ci portano in tre quarti d’ora ad Orchha, dove arriviamo nel primo pomeriggio.
Dopo la sistemazione al Ganpati hotel, partiamo per l’esplorazione di questo tranquillo villaggio, e dei palazzi che lo rendono una conosciuta meta turistica.
Alla biglietteria, assumiamo la ‘guida ufficiale’ del sito, un vecchietto che parla un inglese improbabilissimo, non capisce le domande del gruppo, pare pronunciare parole a caso; ma spalanca gli occhi sorridenti, fa ampi gesti e pare molto soddisfatto di quel che sta spiegando, per cui passiamo volentieri questo tempo in sua compagnia!
La sera, festeggiamo San Lorenzo inerpicandoci verso un tempietto solitario, in cima ad una collina poco distante dalla piazza centrale; nel buio più completo e nel silenzio, interrotto di tanto in tanto dai due sadhu che abitano nel tempio, restiamo a naso in su a cercare qualche stella cadente. Non ne vediamo, ma è bellissimo lo stesso! Tornando verso l’hotel, ci fermiamo ad assistere ai canti serali di un gruppo di devoti krishnaiti, avvolti in tuniche arancioni ed infervorati dalla musica. Orchha, piccola e graziosa, dagli infissi turchesi e i muri verde acqua, piace a tutti, e rimpiangiamo di dover ripartire già.
11/08 Raggiunta Jhansi in mattinata, riprendiamo un treno in direzione Agra. Impieghiamo molto più del previsto, e arriviamo in città nel tardo pomeriggio; dopo un po’ di fatica nel trovare un alloggio, approdiamo al Sheela Inn (stesso proprietario del Sheela Hotel, che però è molto peggio!); albergo nuovo e ben curato, ristorante roof top con vista sul Taj Mahal, prezzi bassi. Un toccasana!
Essendo ormai sera, rimandiamo la visita del Taj e della città all’indomani. Restiamo addirittura due notti, abbiamo un sacco di tempo a disposizione!
12/08 Escursione a Fatehpur Sikri in mattinata. Un paio d’ore di viaggio da Agra. Passeggiamo per le vie della città vecchia, fitte di botteghe e bancarelle interessanti. Poi, al seguito di una guida arruolata sul momento, visitiamo il complesso dei palazzi di Fatehpur.
Siamo di ritorno ad Agra nel primo pomeriggio, e dopo una breve pausa ci dedichiamo al Taj Mahal, giusto in tempo per il tramonto.
Il gruppo è affascinatissimo dal mausoleo, passeggiamo ciascuno per suo conto tra le folle di turisti indiani e non, a piedi nudi sui marmi del Taj.
Per la cena, tutti votano Pizza Hut! Non è esattamente il degno coronamento di una visita tanto suggestiva, ma lo stomaco comincia a reclamare, quindi ci dirigiamo verso questo luogo asettico, freddissimo rispetto alla temperatura esterna, rimbombante di pop americano, spaventosamente efficiente..! Molti apprezzano; altri sconteranno l’abbuffata con una notte di serio malessere!
13/08 Mattina dedicata a ciò che ciascuno vuole. Qualcuno visita il Forte, altri si perdono nel Kinari Bazaar, un dedalo di viuzze affollatissime e vocianti, puntinate di venditori, bancarelle e stuoie imbandite di mercanzia.
Nel primo pomeriggio lasciamo Agra e saliamo sul nostro ultimo treno indiano, che ci porterà a Jaipur.
Non avendo trovato posto nella nostra classe d’elezione, dobbiamo sobbarcarci il viaggio in third AC, una classe con l’aria condizionata e in condizioni meno ruspanti della sleeper. Eppure tutti rimpiangiamo la classe più bassa; qui fa freddissimo, non si possono ovviamente aprire i finestrini, nessun venditore ambulante passa con cesti di spuntini e bevande. Solo molto tardi, percorrendo tutto il treno fino alle classi meno pretenziose, riusciremo ad accaparrarci qualche samosa, da dividere tra tutti. Ci sembrano buonissime!
Arriviamo a Jaipur la sera tardi; nel cortile antistante il Jaipur Inn, di fronte ad una birra e circondati da viaggiatori dalle provenienze più diverse, facciamo piani per il giorno seguente. E cominciamo a lamentare la fine imminente del viaggio!
14/08 Qualcuno sceglie di visitare
l’Amber Fort, altri
l’Ossevratorio e il Palazzo dei Venti (che
è in fase di restauro, e quindi completamente coperto da una rete di impalcature in bambù!). Poi ci perdiamo tra le vie
della città vecchia,
Jaipur piace molto a tutti, purtroppo però nel primo pomeriggio è già tempo di ripartire alla volta di Delhi, a cinque ore di autobus da qui.
Armati di frutta, bibite e biscotti, saliamo dunque sull’ultimo autobus. Tra la ciurma serpeggia una nostalgia fin troppo evidente!
Arriviamo a Delhi verso le 23, accolti da un ingorgo spropositato, che costringe l’autobus a procedere a passo d’uomo. Domani è l’Independence Day, tutti vogliono trascorrerlo nella capitale!
Troviamo posto solo al Prince Polonia, nella zona di Pahar Ganj, che di principesco (e di polacco!) ha solo il nome.
È di nuovo il roof top a consolarci della puzza di fogna delle stanze e delle fatiche del viaggio!
15/08 Sveglia con calma. A Delhi si respira aria di festa: tutti i siti e i negozi sono chiusi, sulle terrazze delle case si innalzano bandiere, per le strade gli altoparlanti trasmettono musiche allegre. Dopo una visita alla Jama Masjid e al quartiere arabo, bighelloniamo per le vie del Main Bazaar, per gli ultimi acquisti pre ritorno.
Per cena, veniamo invitati al ristorante sul tetto dell’hotel dove, oltre all’Indipendenza, si festeggia il compleanno della nuora del proprietario. Ci vengono offerti birra e ottimo cibo. Dalle terrazze vicine partono verso il cielo bellissimi fuochi d’artificio, a rendere ancora più suggestiva questa ultima notte. Abbiamo davvero avuto tutto, da questo viaggio!
16/08 Partenza alle 5 per l’aeroporto. Uno dei taxi buca una ruota ancor prima di partire, il che stempera un po’ la malinconia del gruppo e ci regala un ultimo, meraviglioso istante di India! Viaggio tranquillo e veloce; alle 16 siamo già in Italia, già non più insieme.
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CITTA’ |
HOTEL |
PREZZI (a
testa, al giorno) |
GIUDIZIO |
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Kathmandu |
Lai Lai Cheetrapati – Thamel 0097 1 4254419 |
5 $ |
Discreto. Belli i terrazzini, uno su ogni piano; perfetti per le chiacchiere serali |
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Varanasi |
Puja Guest House Lalita Ghat 2405027 |
250 Rs |
Discreto. Favolosa la vista delle stanze che si affacciano sul Gange. Roof top. |
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Khajuraho |
Hotel
Zen 07686
274228 |
200 Rs |
Carino. Giardino + laghetto infestato di zanzare! |
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Orchha |
Hotel Ganpati Main Bazar 7680 252765 |
200 Rs |
Spartano. |
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Agra |
Hotel Sheela Inn Eastern
Gate Taj Mahal 562 3293437 |
200 Rs |
Bello! Struttura nuova, ben tenuto. Roof top restaurant con vista sul Taj! |
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Jaipur |
Jaipur Inn |
350 Rs |
Belli gli spazi comuni, discrete le stanze. Gestori gentilissimi! |
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Delhi |
Prince Polonia Paharganj |
750 Rs |
Hotel pretenzioso senza poterselo permettere! Mal ridotto, niente di che. |