Community
 
Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Invia ad un amico
------------------
Crea
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
Amici
   
 
 

Codice di procedura penale
(art.li 370 - 419)

Art.370 Atti diretti e atti delegati.
1. Il pubblico ministero compie personalmente ogni attività di indagine.
Può avvalersi della polizia giudiziaria per il compimento di attività di
indagine e di atti specificamente delegati, ivi compresi gli interrogatori
ed i confronti cui partecipi la persona sottoposta alle indagini che si
trovi in stato di libertà, con l`assistenza necessaria del difensore .
2. Quando procede a norma del comma 1, la polizia giudiziaria osserva le
disposizioni degli artt. 364, 365 e 373.
3. Per singoli atti da assumere nella circoscrizione di altro tribunale,
il pubblico ministero, qualora non ritenga di procedere personalmente, può
delegare, secondo la rispettiva competenza per materia, il pubblico
ministero presso il tribunale del luogo.
4. Quando ricorrono ragioni di urgenza o altri gravi motivi, il pubblico
ministero delegato a norma del comma 3 ha facoltà di procedere di propria
iniziativa anche agli atti che a seguito dello svolgimento di quelli
specificamente delegati appaiono necessari ai fini delle indagini.


Art.371 Rapporti tra diversi uffici del pubblico ministero.
1. Gli uffici diversi del pubblico ministero che procedono a indagini
collegate, si coordinano tra loro (118 bis att.) per la speditezza,
economia ed efficacia delle indagini medesime. A tali fini provvedono allo
scambio di atti e di informazioni nonché alla comunicazione delle
direttive rispettivamente impartite alla polizia giudiziaria. Possono
altresì procedere, congiuntamente, al compimento di specifici atti.
2. Le indagini di uffici diversi del pubblico ministero si considerano
collegate:
a) se i procedimenti sono connessi a norma dell`art. 12 ovvero si tratta
di reati commessi da più persone in danno reciproco le une delle altre ;
b) se la prova di un reato o di una sua circostanza influisce sulla prova
di un altro reato o di un`altra circostanza;
c) se la prova di più reati deriva, anche in parte, dalla stessa fonte.
3. Salvo quanto disposto dall`art. 12, il collegamento delle indagini non
ha effetto sulla competenza.


Art.371 bis Attività di coordinamento del procuratore nazionale antimafia .
1. Il procuratore nazionale antimafia (76 bis ord. giud.) esercita le sue
funzioni in relazione ai procedimenti per i delitti indicati nell`art. 51
comma 3 bis. A tal fine dispone della direzione investigativa antimafia
(70 bis ord. giud.) e dei servizi centrali e interprovinciali delle forze
di polizia e impartisce direttive intese a regolarne l`impiego a fini
investigativi.
2. Il procuratore nazionale antimafia esercita funzioni di impulso nei
confronti dei procuratori distrettuali al fine di rendere effettivo il
coordinamento delle attività di indagine (371, 118 bis att.), di garantire
la funzionalità dell`impiego della polizia giudiziaria nelle sue diverse
articolazioni e di assicurare la completezza e tempestività delle
investigazioni.
3. Per lo svolgimento delle funzioni attribuitegli dalla legge, il
procuratore nazionale antimafia, in particolare:
a) d`intesa con i procuratori distrettuali interessati, assicura il
collegamento investigativo anche per mezzo dei magistrati della Direzione
nazionale antimafia (76 bis 4 e 5 ord. giud.);
b) cura, mediante applicazioni temporanee dei magistrati della Direzione
nazionale e delle direzioni distrettuali antimafia (110 bis ord. giud.),
la necessaria flessibilità e mobilità che soddisfino specifiche e
contingenti esigenze investigative o processuali;
c) ai fini del coordinamento investigativo e della repressione dei reati
provvede all`acquisizione e all`elaborazione di notizie informazioni e
dati attinenti alla criminalità organizzata (117);
d) soppressa ;
e) soppressa ;
f) impartisce ai procuratori distrettuali specifiche direttive alle quali
attenersi per prevenire o risolvere contrasti riguardanti le modalità
secondo le quali realizzare il coordinamento nell`attività di indagine;
g) riunisce i procuratori distrettuali interessati al fine di risolvere i
contrasti che malgrado le direttive specifiche impartite, sono insorti e
hanno impedito di promuovere o di rendere effettivo il coordinamento;
h) dispone con decreto motivato, reclamabile al procuratore generale
presso la Corte di Cassazione, l`avocazione delle indagini preliminari
relative a taluno dei delitti indicati nell`art. 51 comma 3 bis quando non
hanno dato esito le riunioni disposte al fine di promuovere o rendere
effettivo il coordinamento (372) e questo non è stato possibile a causa
della:
1) perdurante e ingiustificata inerzia nella attività di indagine;
2) ingiustificata e reiterata violazione
dei doveri previsti dall`art. 371 ai fini del coordinamento delle
indagini; 3) soppresso ;
4. Il procuratore nazionale antimafia provvede alla avocazione dopo aver
assunto sul luogo le necessarie informazioni personalmente o tramite un
magistrato della Direzione nazionale antimafia all`uopo designato. Salvi
casi particolari, il procuratore nazionale antimafia o il magistrato da
lui designato non può delegare per il compimento degli atti di indagine
altri uffici del pubblico ministero.


Art.372 Avocazione delle indagini.
1. Il procuratore generale presso la corte di appello dispone con decreto
motivato, e assunte, quando occorre, le necessarie informazioni,
l`avocazione delle indagini preliminari quando:
a) in conseguenza dell`astensione o della incompatibilità del magistrato
designato non è possibile provvedere alla sua tempestiva sostituzione
(53);
b) il capo dell`ufficio del pubblico ministero ha omesso di provvedere
alla tempestiva sostituzione del magistrato designato per le indagini nei
casi previsti dall`art. 36 comma 1 lett. a), b), d), e).
1 bis. Il procuratore generale presso la corte di appello, assunte le
necessarie informazioni, dispone altresì con decreto motivato l`avocazione
delle indagini preliminari relative ai delitti previsti dagli artt. 270
bis, 280, 285, 286, 289 bis, 305, 306, 416 nei casi in cui è obbligatorio
l`arresto in flagranza e 422 c.p. quando, trattandosi di indagini
collegate, non risulta effettivo il coordinamento delle indagini previste
dall`art. 371 comma 1 e non hanno dato esito le riunioni per il
coordinamento disposte o promosse dal procuratore generale anche d`intesa
con altri procuratori generali interessati (371 bis; 118 bis att.) .


Art.373 Documentazione degli atti.
1. Salvo quanto disposto in relazione a specifici atti è redatto verbale:
a) delle denunce (333), querele (337) e istanze (341) di procedimento
presentate oralmente;
b) degli interrogatori e dei confronti (364, 374, 388) con la persona
sottoposta alle indagini;
c) delle ispezioni (244 s.), delle perquisizioni (247 s.) e dei sequestri
(253 s.);
d) delle sommarie informazioni assunte a norma dell`art. 362 ;
d bis) dell`interrogatorio assunto a norma dell`art. 363 ;
e) degli accertamenti tecnici compiuti a norma dell`art. 360.
2. Il verbale è redatto secondo le modalità previste nel Titolo III del
Libro II.
3. Alla documentazione delle attività di indagine preliminare, diverse da
quelle previste dal comma 1, si procede soltanto mediante la redazione del
verbale in forma riassuntiva (140) ovvero, quando si tratta di atti a
contenuto semplice o di limitata rilevanza, mediante le annotazioni (119
att.) ritenute necessarie.
4. Gli atti sono documentati nel corso del loro compimento ovvero
immediatamente dopo quando ricorrono insuperabili circostanze, da
indicarsi specificamente, che impediscono la documentazione contestuale.
5. L`atto contenente la notizia di reato (330 s.) e la documentazione
relativa alle indagini sono conservati in apposito fascicolo presso
l`ufficio del pubblico ministero assieme agli atti trasmessi dalla polizia
giudiziaria a norma dell`art. 357.
6. Alla redazione del verbale e delle annotazioni provvede l`ufficiale di
polizia giudiziaria o l`ausiliario che assiste il pubblico ministero. Si
applica la disposizione dell`art. 142.


Art.374 Presentazione spontanea.
1. Chi ha notizia che nei suoi confronti sono svolte indagini, ha facoltà
di presentarsi al pubblico ministero e di rilasciare dichiarazioni.
2. Quando il fatto per cui si procede è contestato a chi si presenta
spontaneamente e questi è ammesso a esporre le sue discolpe, l`atto così
compiuto equivale per ogni effetto all`interrogatorio. In tale ipotesi, si
applicano le disposizioni previste dagli artt. 64, 65 e 364.
3. La presentazione spontanea non pregiudica l`applicazione di misure
cautelari (280 s.).


Art.375 Invito a presentarsi.
1. Il pubblico ministero invita la persona sottoposta alle indagini a
presentarsi quando deve procedere ad atti che ne richiedono la presenza
(360, 361, 364, 365).
2. L`invito a presentarsi contiene:
a) le generalità o le altre indicazioni personali che valgono a
identificare la persona sottoposta alle indagini;
b) il giorno, l`ora e il luogo della presentazione nonché l`autorità
davanti alla quale la persona deve presentarsi;
c) il tipo di atto per il quale l`invito è predisposto;
d) l`avvertimento che il pubblico ministero potrà disporre a norma
dell`art. 132 l`accompagnamento coattivo in caso di mancata presentazione
senza che sia stato addotto legittimo impedimento.
3. Quando la persona è chiamata a rendere l`interrogatorio, l`invito
contiene altresì la sommaria enunciazione del fatto quale risulta dalle
indagini fino a quel momento compiute. L`invito può inoltre contenere, ai
fini di quanto previsto dall`art. 453 comma 1, l`indicazione degli
elementi e delle fonti di prova e l`avvertimento che potrà essere
presentata richiesta di giudizio immediato .
4. L`invito a presentarsi è notificato almeno tre giorni prima di quello
fissato per la comparizione, salvo che, per ragioni di urgenza, il
pubblico ministero ritenga di abbreviare il termine, purché sia lasciato
il tempo necessario per comparire.


Art.376 Accompagnamento coattivo per procedere a interrogatorio o a confronto.
1. Quando si tratta di procedere ad atti di interrogatorio o confronto,
l`accompagnamento coattivo (46 att. ) è disposto dal pubblico ministero su
autorizzazione del giudice (328).


Art.377 Citazioni di persone informate sui fatti.
1. Il pubblico ministero può emettere decreto di citazione quando deve
procedere ad atti che richiedono la presenza della persona offesa e delle
persone in grado di riferire su circostanze utili ai fini delle indagini.
2. Il decreto contiene:
a) le generalità della persona;
b) il giorno, l`ora e il luogo della comparizione nonché l`autorità
davanti alla quale la persona deve presentarsi;
c) l`avvertimento che il pubblico ministero potrà disporre a norma
dell`art. 133 l`accompagnamento coattivo in caso di mancata comparizione
senza che sia stato addotto legittimo impedimento.
3. Il pubblico ministero provvede allo stesso modo per la citazione del
consulente tecnico (225, 233, 359, 360), dell`interprete (143) e del
custode delle cose sequestrate


Art.378 Poteri coercitivi del pubblico ministero.
1. Il pubblico ministero ha, nell`esercizio delle sue funzioni, i poteri
indicati nell`art. 131.


TITOLO VI
ARRESTO IN FLAGRANZA E FERMO


Art.379 Determinazione della pena.
1. Agli effetti delle disposizioni di questo Titolo la pena è determinata
a norma dell`art. 218.


Art.380 Arresto obbligatorio in flagranza.
1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria (57) procedono
all`arresto di chiunque è colto in flagranza (382) di un delitto non
colposo, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena
dell`ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e
nel massimo a venti anni .
2. Anche fuori dei casi previsti dal comma 1, gli ufficiali e gli agenti
di polizia giudiziaria procedono all`arresto di chiunque è colto in
flagranza di uno dei seguenti delitti non colposi, consumati o tentati:
a) delitti contro la personalità dello Stato previsti nel Titolo I del
Libro II del Codice Penale per i quali è stabilita la pena della
reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci
anni;
b) delitto di devastazione e saccheggio previsto dall`art. 419 c.p.;
c) delitti contro l`incolumità pubblica previsti nel Titolo VI del Libro
II del Codice Penale per i quali è stabilita la pena della reclusione non
inferiore nel minimo a tre anni o nel massimo a dieci anni;
d) delitto di riduzione in schiavitù previsto dall`art. 600 delitto di
prostituzione minorile previsto dall'articolo 600-bis, primo comma,
delitto di pornografia minorile previsto dall'articolo 600-ter, commi
primo e secondo, e delitto di iniziative turistiche volte allo
sfruttamento della prostituzione minorile previsto dall'articolo
600-quinquies c.p.
.;
e) delitto di furto, quando ricorre la circostanza aggravante prevista
dall`art. 4 della L. 8 agosto 1977 n. 533 o taluna delle circostanze
aggravanti previste dall`art. 625 comma 1 nn. 1), 2) prima ipotesi e 4)
seconda ipotesi c.p.;
f) delitto di rapina previsto dall`art. 628 c.p. e di estorsione previsto
dall`art. 629 c.p.;
g) delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in
vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al
pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di
armi clandestine nonché di più armi comuni da sparo escluse quelle
previste dall`art. 2, comma terzo, della L. 18 aprile 1975, n. 110 ;
h) delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope puniti a norma
dell`art. 73 del Testo Unico approvato con D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309,
salvo che ricorra la circostanza prevista dal comma 5 del medesimo
articolo ;
i) delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell`ordine
costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione
non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni;
l) delitti di promozione, costituzione, direzione e organizzazione delle
associazioni segrete previste dall`art. 1 della L. 25 gennaio 1982 n. 17,
delle associazioni di carattere militare previste dall`art. 1 della L. 17
aprile 1956 n. 561, delle associazioni dei movimenti o dei gruppi previsti
dagli artt. 1 e 2 della L. 20 giugno 1952 n. 645, delle organizzazioni,
associazioni, movimenti o gruppi di cui all`art. 3, comma 3 della L. 13
ottobre 1975, n. 654 ;
l bis) delitti di partecipazione, promozione, direzione e organizzazione
della associazione di tipo mafioso prevista dall`art. 416 bis c.p. ;
m) delitti di promozione, direzione, costituzione e organizzazione della
associazione per delinquere prevista dall`art. 416 commi 1 e 3 c.p., se
l`associazione è diretta alla commissione di più delitti fra quelli
previsti dai comma l o dalle lett. a), b), c) d), f), g), i) del presente
comma.
3. Se si tratta di delitto perseguibile a querela (120 c.p.), l`arresto in
flagranza è eseguito se la querela viene proposta, anche con dichiarazione
resa oralmente (337) all`ufficiale o all`agente di polizia giudiziaria
presente nel luogo. Se l`avente diritto dichiara di rimettere la querela
(340), l`arrestato è posto immediatamente in libertà (389).


Art.381
Arresto facoltativo in flagranza.
1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria (57) hanno facoltà di
arrestare chiunque è colto in flagranza di un delitto non colposo,
consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena (379) della
reclusione superiore nel massimo a tre anni ovvero di un delitto colposo
per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore
nel massimo a cinque anni .
2. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria hanno altresì facoltà
di arrestare chiunque è colto in flagranza di uno dei seguenti delitti :
a) peculato mediante profitto dell`errore altrui previsto dall`art. 316
c.p.;
b) corruzione per un atto contrario ai doveri d`ufficio prevista dagli
artt. 319 (comma 4) e 321 c.p. ;
c) violenza o minaccia a un pubblico ufficiale prevista dall`art. 336
comma 2 c.p.;
d) commercio e somministrazione di medicina guasti e di sostanze
alimentari nocive previsti dagli artt. 443 e 444 c.p.;
e) corruzione di minorenni prevista dall`art. 530 c.p.;
f) lesione personale prevista dall`art. 582 c.p.;
g) furto previsto dall`art. 624 c.p.;
h) danneggiamento aggravato a norma dell`art. 635 comma 2 c.p.;
i) truffa prevista dall`art. 640 c.p.;
1) appropriazione indebita prevista dall`art. 646 c.p.
m) alterazione di armi e fabbricazione di esplosivi non riconosciuti
previste dagli artt. 3 e 24 comma 1 della L. 18 aprile 1975 n. 110.
3. Se si tratta di delitto perseguibile a querela (120 c.p.), l`arresto in
flagranza può essere eseguito se la querela viene proposta, anche con
dichiarazione resa oralmente (337) all`ufficiale o all`agente di polizia
giudiziaria presente nel luogo. Se l`avente diritto dichiara di rimettere
la querela (340), l`arrestato è posto immediatamente in libertà (389).
4. Nelle ipotesi previste dal presente articolo si procede all`arresto in
flagranza soltanto se la misura è giustificata dalla gravità del fatto
ovvero dalla pericolosità del soggetto desunta dalla sua personalità o
dalle circostanze del fatto.
4 bis. Non é consentito l`arresto della persona richiesta di fornire
informazioni dalla polizia giudiziaria o dal pubblico ministero per reati
concernenti il contenuto delle informazioni o il rifiuto di fornirle.


Art.382 Stato di flagranza.
1. E` in stato di flagranza chi viene colto nell`atto di commettere il
reato ovvero chi, subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia
giudiziaria dalla persona offesa o da altre persone ovvero è sorpreso con
cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato
immediatamente prima.
2. Nel reato permanente lo stato di flagranza dura fino a quando non è
cessata la permanenza.

Art.383 Facoltà di arresto da parte dei privati.
1. Nei casi previsti dall`art. 380 ogni persona è autorizzata a procedere
all`arresto in flagranza, quando si tratta di delitti perseguibili di
ufficio.
2. La persona che ha eseguito l`arresto deve senza ritardo consegnare
l`arrestato e le cose costituenti il corpo del reato (253) alla polizia
giudiziaria la quale redige il verbale della consegna e ne rilascia copia.

Art.384 Fermo di indiziato di delitto.
1. Anche fuori dei casi di flagranza (230 coord.), quando sussistono
specifici elementi che fanno ritenere fondato il pericolo di fuga, il
pubblico ministero dispone il fermo della persona gravemente indiziata di
un delitto per il quale la legge stabilisce la pena (379) dell`ergastolo o
della reclusione non inferiore nel minimo a due anni e superiore nel
massimo a sei anni ovvero di un delitto concernente le armi da guerra e
gli esplosivi .
2. Nei casi previsti dal comma 1 e prima che il pubblico ministero abbia
assunto la direzione delle indagini, gli ufficiali e gli agenti di polizia
giudiziaria (57) procedono al fermo di propria iniziativa.
3. La polizia giudiziaria procede inoltre al fermo di propria iniziativa
qualora sia successivamente individuato l`indiziato ovvero sopravvengano
specifici elementi che rendano fondato il pericolo che l`indiziato sia per
darsi alla fuga e non sia possibile, per la situazione di urgenza,
attendere il provvedimento del pubblico ministero.

Art.385 Divieto di arresto o di fermo in determinate circostanze.
1. L`arresto o il fermo non è consentito quando, tenuto conto delle
circostanze del fatto, appare che questo è stato compiuto nell`adempimento
di un dovere o nell`esercizio di una facoltà legittima (51-53) ovvero in
presenza di una causa di non punibilità.


Art.386 Doveri della polizia giudiziaria in caso di arresto o di fermo.
1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria (57) che hanno
eseguito l`arresto o il fermo (120 att.) o hanno avuto in consegna
l`arrestato (383), ne danno immediata notizia al pubblico ministero del
luogo dove l`arresto o il fermo è stato eseguito. Avvertono inoltre
l`arrestato o il fermato della facoltà di nominare un difensore di
fiducia.
2. Dell`avvenuto arresto o fermo gli ufficiali e gli agenti di polizia
giudiziaria informano immediatamente il difensore di fiducia eventualmente
nominato ovvero quello di ufficio designato dal pubblico ministero a norma
dell`art. 97.
3. Qualora non ricorra l`ipotesi prevista dall`art. 389 comma 2, gli
ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria pongono l`arrestato o il
fermato a disposizione del pubblico ministero al più presto e comunque non
oltre ventiquattro ore dall`arresto o dal fermo. Entro il medesimo termine
trasmettono il relativo verbale, salvo che il pubblico ministero autorizzi
una dilazione maggiore. Il verbale contiene l`eventuale nomina del
difensore di fiducia, l`indicazione del giorno, dell`ora e del luogo in
cui l`arresto o il fermo è stato eseguito e l`enunciazione delle ragioni
che lo hanno determinato .
4. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria pongono l`arrestato o
il fermato a disposizione del pubblico ministero mediante la conduzione
nella casa circondariale o mandamentale del luogo dove l`arresto o il
fermo è stato eseguito.
5. Il pubblico ministero può disporre che l`arrestato o il fermato sia
custodito, in uno dei luoghi indicati nel comma 1 dell`art. 284 ovvero, se
ne possa derivare grave pregiudizio per le indagini, presso altra casa
circondariale o mandamentale.
6. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria trasmettono il
verbale di fermo anche al pubblico ministero che lo ha disposto, se
diverso da quello indicato nel comma 1.
7. L`arresto o il fermo diviene inefficace se non sono osservati i termini
previsti dal comma 3 .


Art.387 Avviso dell`arresto o del fermo ai familiari.
1. La polizia giudiziaria, con il consenso dell`arrestato o del fermato,
deve senza ritardo dare notizia ai familiari dell`avvenuto arresto o
fermo.


Art.388 Interrogatorio dell`arrestato o del fermato.
1. Il pubblico ministero può procedere all`interrogatorio dell`arrestato o
del fermato, dandone tempestivo avviso al difensore di fiducia ovvero, in
mancanza, al difensore di ufficio.
2. Durante l`interrogatorio, osservate le forme previste dall`art. 64, il
pubblico ministero informa l`arrestato o il fermato del fatto per cui si
procede e delle ragioni che hanno determinato il provvedimento
comunicandogli inoltre gli elementi a suo carico e, se non può derivarne
pregiudizio per le indagini, le fonti.


Art.389 Casi di immediata liberazione dell`arrestato o del fermato.
1. Se risulta evidente che l`arresto o il fermo è stato eseguito per
errore di persona o fuori dei casi previsti dalla legge o se la misura
dell`arresto o del fermo è divenuta inefficace a norma degli artt. 386
comma 7 e 390 comma 3, il pubblico ministero dispone con decreto motivato
che l`arrestato o il fermato sia posto immediatamente in libertà.
2. La liberazione è altresì disposta prima dell`intervento del pubblico
ministero dallo stesso ufficiale di polizia giudiziaria (57; 120 att.),
che ne informa subito il pubblico ministero del luogo dove l`arresto o il
fermo è stato eseguito.


Art.390 Richiesta di convalida dell`arresto o del fermo.
1. Entro quarantotto ore dall`arresto o dal fermo il pubblico ministero,
qualora non debba ordinare la immediata liberazione dell`arrestato o del
fermato (121 att.), richiede la convalida (122 att.) al giudice per le
indagini preliminari (328) competente in relazione al luogo dove l`arresto
o il fermo è stato eseguito.
2. Il giudice fissa l`udienza di convalida al più presto e comunque entro
le quarantotto ore successive dandone avviso, senza ritardo, al pubblico
ministero e al difensore.
3. L`arresto o il fermo diviene inefficace se il pubblico ministero non
osserva le prescrizioni del comma 1.
3 bis. Se non ritiene di comparire, il pubblico ministero trasmette al
giudice, per l`udienza di convalida, le richieste in ordine alla libertà
personale con gli elementi su cui le stesse si fondano .


Art.391 Udienza di convalida.
1. L`udienza di convalida si svolge in camera di consiglio (127; 123 att.)
con la partecipazione necessaria del difensore dell`arrestato o del
fermato .
2. Se il difensore di fiducia o di ufficio non è stato reperito o non è
comparso, il giudice provvede a norma dell`art. 97 comma 4.
3. Il pubblico ministero , se comparso, indica i motivi dell`arresto o del
fermo e illustra le richieste in ordine alla libertà personale. Il giudice
procede quindi all`interrogatorio (294-1) dell`arrestato o del fermato,
salvo che questi non abbia potuto o si sia rifiutato di comparire; sente
in ogni caso il suo difensore .
4. Quando risulta che l`arresto o il fermo è stato legittimamente eseguito
e sono stati osservati i termini previsti dagli art. 386 comma 3 e 390
comma 1, il giudice provvede alla convalida con ordinanza. Contro
l`ordinanza che decide sulla convalida, il pubblico ministero e
l`arrestato o il fermato possono proporre ricorso per cassazione .
5. Se ricorrono le condizioni di applicabilità previste dall`art. 273 e
taluna delle esigenze cautelari previste dall`art. 274, il giudice dispone
l`applicazione di una misura coercitiva a norma dell`art. 291. Quando
l`arresto è stato eseguito per uno dei delitti indicati nell`art. 381
comma 2, l`applicazione della misura è disposta anche al di fuori dei
limiti previsti dall`art. 280 .
6. Quando non provvede a norma del comma 5, il giudice dispone con
ordinanza la immediata liberazione dell`arrestato o del fermato .
7. Le ordinanze previste dai commi precedenti, se non sono pronunciate in
udienza, sono comunicate o notificate a coloro che hanno diritto di
proporre impugnazione. Le ordinanze pronunciate in udienza sono comunicate
al pubblico ministero e notificate all`arrestato o al fermato se non
comparsi. I termini per l`impugnazione decorrono dalla lettura del
provvedimento in udienza ovvero dalla sua comunicazione o notificazione.
L`arresto o il fermo cessa di avere efficacia se l`ordinanza di convalida
non è pronunciata o depositata nelle quarantotto ore successive al momento
in cui l`arrestato o il fermato è stato posto a disposizione del giudice .

Titolo VI-bis.
INVESTIGAZIONI DIFENSIVE
Titolo aggiunto dalla L.7.12.2000 n. 397

Art. 391-bis. – (Colloquio, ricezione di dichiarazioni e assunzione di
informazioni da parte del difensore).
1. Salve le incompatibilità previste dall'articolo 197, comma 1, lettere
c) e d), per acquisire notizie il difensore, il sostituto, gli
investigatori privati autorizzati o i consulenti tecnici possono conferire
con le persone in grado di riferire circostanze utili ai fini
dell'attività investigativa. In questo caso, l'acquisizione delle notizie
avviene attraverso un colloquio non documentato.
2. Il difensore o il sostituto possono inoltre chiedere alle persone di
cui al comma 1 una dichiarazione scritta ovvero di rendere informazioni da
documentare secondo le modalità previste dall'articolo 391-ter.
3. In ogni caso, il difensore, il sostituto, gli investigatori privati
autorizzati o i consulenti tecnici avvertono le persone indicate nel comma
1:
a) della propria qualità e dello scopo del colloquio;
b) se intendono semplicemente conferire ovvero ricevere dichiarazioni o
assumere informazioni indicando, in tal caso, le modalità e la forma di
documentazione;
c) dell'obbligo di dichiarare se sono sottoposte ad indagini o imputate
nello stesso procedimento, in un procedimento connesso o per un reato
collegato;
d) della facoltà di non rispondere o di non rendere la dichiarazione;
e) del divieto di rivelare le domande eventualmente formulate dalla
polizia giudiziaria o dal pubblico ministero e le risposte date;
f) delle responsabilità penali conseguenti alla falsa dichiarazione.
4. Alle persone già sentite dalla polizia giudiziaria o dal pubblico
ministero non possono essere richieste notizie sulle domande formulate o
sulle risposte date.
5. Per conferire, ricevere dichiarazioni o assumere informazioni da una
persona sottoposta ad indagini o imputata nello stesso procedimento, in un
procedimento connesso o per un reato collegato, è dato avviso, almeno
ventiquattro ore prima, al suo difensore la cui presenza è necessaria. Se
la persona è priva di difensore, il giudice, su richiesta del difensore
che procede alle investigazioni, dispone la nomina di un difensore di
ufficio ai sensi dell'articolo 97.
6. Le dichiarazioni ricevute e le informazioni assunte in violazione di
una delle disposizioni di cui ai commi precedenti non possono essere
utilizzate. La violazione di tali disposizioni costituisce illecito
disciplinare ed è comunicata dal giudice che procede all'organo titolare
del potere disciplinare.
7. Per conferire, ricevere dichiarazioni o assumere informazioni da
persona detenuta, il difensore deve munirsi di specifica autorizzazione
del giudice che procede nei confronti della stessa, sentiti il suo
difensore ed il pubblico ministero. Prima dell'esercizio dell'azione
penale l'autorizzazione è data dal giudice per le indagini preliminari.
Durante l'esecuzione della pena provvede il magistrato di sorveglianza.
8. All'assunzione di informazioni non possono assistere la persona
sottoposta alle indagini, la persona offesa e le altre parti private.
9. Il difensore o il sostituto interrompono l'assunzione di informazioni
da parte della persona non imputata ovvero della persona non sottoposta ad
indagini, qualora essa renda dichiarazioni dalle quali emergano indizi di
reità a suo carico. Le precedenti dichiarazioni non possono essere
utilizzate contro la persona che le ha rese.
10. Quando la persona in grado di riferire circostanze utili ai fini
dell'attività investigativa abbia esercitato la facoltà di cui alla
lettera d) del comma 3, il pubblico ministero, su richiesta del difensore,
ne dispone l'audizione che fissa entro sette giorni dalla richiesta
medesima. Tale disposizione non si applica nei confronti delle persone
sottoposte ad indagini o imputate nello stesso procedimento e nei
confronti delle persone sottoposte ad indagini o imputate in un diverso
procedimento nelle ipotesi previste dall'articolo 210. L'audizione si
svolge alla presenza del difensore che per primo formula le domande. Anche
con riferimento alle informazioni richieste dal difensore si applicano le
disposizioni dell'articolo 362.
11. Il difensore, in alternativa all'audizione di cui al comma 10, può
chiedere che si proceda con incidente probatorio all'assunzione della
testimonianza o all'esame della persona che abbia esercitato la facoltà di
cui alla lettera d) del comma 3, anche al di fuori delle ipotesi previste
dall'articolo 392, comma 1.

Art. 391-ter. – (Documentazione delle dichiarazioni e delle informazioni).
– 1. La dichiarazione di cui al comma 2 dell'articolo 391-bis,
sottoscritta dal dichiarante, è autenticata dal difensore o da un suo
sostituto, che redige una relazione nella quale sono riportati:
a) la data in cui ha ricevuto la dichiarazione;
b) le proprie generalità e quelle della persona che ha rilasciato la
dichiarazione;
c) l'attestazione di avere rivolto gli avvertimenti previsti dal comma 3
dell'articolo 391-bis;
d) i fatti sui quali verte la dichiarazione.
2. La dichiarazione è allegata alla relazione.
3. Le informazioni di cui al comma 2 dell'articolo 391-bis sono
documentate dal difensore o da un suo sostituto che possono avvalersi per
la materiale redazione del verbale di persone di loro fiducia. Si
osservano le disposizioni contenute nel titolo III del libro secondo, in
quanto applicabili.

Art. 391-quater. – (Richiesta di documentazione alla pubblica
amministrazione). – 1. Ai fini delle indagini difensive, il difensore può
chiedere i documenti in possesso della pubblica amministrazione e di
estrarne copia a sue spese.
2. L'istanza deve essere rivolta all'amministrazione che ha formato il
documento o lo detiene stabilmente.
3. In caso di rifiuto da parte della pubblica amministrazione si applicano
le disposizioni degli articoli 367 e 368.

Art. 391-quinquies. – (Potere di segretazione del pubblico ministero). –
1. Se sussistono specifiche esigenze attinenti all'attività di indagine,
il pubblico ministero può, con decreto motivato, vietare alle persone
sentite di comunicare i fatti e le circostanze oggetto dell'indagine di
cui hanno conoscenza. Il divieto non può avere una durata superiore a due
mesi.
2. Il pubblico ministero, nel comunicare il divieto di cui al comma 1 alle
persone che hanno rilasciato le dichiarazioni, le avverte delle
responsabilità penali conseguenti all'indebita rivelazione delle notizie.
Art. 391-sexies. – (Accesso ai luoghi e documentazione).
1. Quando effettuano un accesso per prendere visione dello stato dei
luoghi e delle cose ovvero per procedere alla loro descrizione o per
eseguire rilievi tecnici, grafici, planimetrici, fotografici o
audiovisivi, il difensore, il sostituto e gli ausiliari indicati
nell'articolo 391-bis possono redigere un verbale nel quale sono
riportati:
a) la data ed il luogo dell'accesso;
b) le proprie generalità e quelle delle persone intervenute;
c) la descrizione dello stato dei luoghi e delle cose;
d) l'indicazione degli eventuali rilievi tecnici, grafici, planimetrici,
fotografici o audiovisivi eseguiti, che fanno parte integrante dell'atto e
sono allegati al medesimo. Il verbale è sottoscritto dalle persone
intervenute.

Art. 391-septies. – (Accesso ai luoghi privati o non aperti al pubblico).
1. Se è necessario accedere a luoghi privati o non aperti al pubblico e
non vi è il consenso di chi ne ha la disponibilità, l'accesso, su
richiesta del difensore, è autorizzato dal giudice, con decreto motivato
che ne specifica le concrete modalità.
2. Nel caso di cui al comma 1, la persona presente è avvertita della
facoltà di farsi assistere da persona di fiducia, purché questa sia
prontamente reperibile e idonea a norma dell'articolo 120.
3. Non è consentito l'accesso ai luoghi di abitazione e loro pertinenze,
salvo che sia necessario accertare le tracce e gli altri effetti materiali
del reato.

Art. 391-octies. – (Fascicolo del difensore).
1. Nel corso delle indagini preliminari e nell'udienza preliminare, quando
il giudice deve adottare una decisione con l'intervento della parte
privata, il difensore può presentargli direttamente gli elementi di prova
a favore del proprio assistito.
2. Nel corso delle indagini preliminari il difensore che abbia conoscenza
di un procedimento penale può presentare gli elementi difensivi di cui al
comma 1 direttamente al giudice, perché ne tenga conto anche nel caso in
cui debba adottare una decisione per la quale non è previsto l'intervento
della parte assistita.
3. La documentazione di cui ai commi 1 e 2, in originale o, se il
difensore ne richiede la restituzione, in copia, è inserita nel fascicolo
del difensore, che è formato e conservato presso l'ufficio del giudice per
le indagini preliminari. Della documentazione il pubblico ministero può
prendere visione ed estrarre copia prima che venga adottata una decisione
su richiesta delle altre parti o con il loro intervento. Dopo la chiusura
delle indagini preliminari il fascicolo del difensore è inserito nel
fascicolo di cui all'articolo 433.
4. Il difensore può, in ogni caso, presentare al pubblico ministero gli
elementi di prova a favore del proprio assistito.
Art. 391-nonies. – (Attività investigativa preventiva).
1. L'attività investigativa prevista dall'articolo 327-bis, con esclusione
degli atti che richiedono l'autorizzazione o l'intervento dell'autorità
giudiziaria, può essere svolta anche dal difensore che ha ricevuto
apposito mandato per l'eventualità che si instauri un procedimento penale.
2. Il mandato è rilasciato con sottoscrizione autenticata e contiene la
nomina del difensore e l'indicazione dei fatti ai quali si riferisce.
Art. 391-decies. (Utilizzazione della documentazione delle investigazioni
difensive)
1. Delle dichiarazioni inserite nel fascicolo del difensore le parti
possono servirsi a norma degli articoli 500, 512 e 513.
2. Fuori del caso in cui è applicabile l'articolo 234, la documentazione
di atti non ripetibili compiuti in occasione dell'accesso ai luoghi,
presentata nel corso delle indagini preliminari o nell'udienza
preliminare, è inserita nel fascicolo previsto dall'articolo 431.
3. Quando si tratta di accertamenti tecnici non ripetibili, il difensore
deve darne avviso, senza ritardo, al pubblico ministero per l'esercizio
delle facoltà previste, in quanto compatibili, dall'articolo 360. Negli
altri casi di atti non ripetibili di cui al comma 2, il pubblico
ministero, personalmente o mediante delega alla polizia giudiziaria, ha
facoltà di assistervi.
4. Il verbale degli accertamenti compiuti ai sensi del comma 3 e, quando
il pubblico ministero ha esercitato la facoltà di assistervi, la
documentazione degli atti compiuti ai sensi del comma 2 sono inseriti nel
fascicolo del difensore e nel fascicolo del pubblico ministero. Si applica
la disposizione di cui all'articolo 431, comma 1, lettera c).

TITOLO VII
INCIDENTE PROBATORIO

Art.392 Casi.
1. Nel corso delle indagini preliminari il pubblico ministero e la persona
sottoposta alle indagini possono chiedere al giudice che si proceda con
incidente probatorio:
a) all`assunzione della testimonianza (194 s.) di una persona, quando vi è
fondato motivo di ritenere che la stessa non potrà essere esaminata nel
dibattimento per infermità o altro grave impedimento;
b) all`assunzione di una testimonianza quando, per elementi concreti e
specifici, vi è fondato motivo di ritenere che la persona sia esposta a
violenza, minaccia, offerta o promessa di denaro o di altra utilità
affinch‚ non deponga o deponga il falso;
c) all`esame della persona sottoposta alle indagini su fatti concernenti
la responsabilità di altri;
d) all`esame delle persone indicate nell`art. 210; e) al confronto (211)
tra persone che in altro incidente probatorio o al pubblico ministero
hanno reso dichiarazioni discordanti,;
f) a una perizia (220 s.) o a un esperimento giudiziale (218 s.), se la
prova riguarda una persona, una cosa o un luogo il cui stato è soggetto a
modificazione non evitabile; g) a una ricognizione (213 s.), quando
particolari ragioni di urgenza non consentono di rinviare l`atto al
dibattimento.
1 bis. Nei procedimenti per i delitti di cui agli articoli 600-bis,
600-ter, 600- quinquies 609 bis, 609 ter, 609 quater, 609 quinquies e 609
octies del codice penale il pubblico ministero o la persona sottoposta
alle indagini possono chiedere che si proceda con incidente probatorio
all`assunzione della testimonianza di persona minore degli anni sedici,
anche al di fuori delle ipotesi previste dal comma 1.
2. Il pubblico ministero e la persona sottoposta alle indagini possono
altresì chiedere una perizia che, se fosse disposta nel dibattimento, ne
potrebbe determinare una sospensione superiore a sessanta giorni (477).

Art.393 Richiesta.
1. La richiesta è presentata entro i termini per la conclusione delle
indagini preliminari e comunque in tempo sufficiente per l`assunzione
della prova prima della scadenza dei medesimi termini e indica:
a) la prova da assumere, i fatti che ne costituiscono l`oggetto e le
ragioni della sua rilevanza per la decisione dibattimentale (493, 495);
b) le persone nei confronti delle quali si procede per i fatti oggetto
della prova;
c) le circostanze che, a norma dell`art. 392, rendono la prova non
rinviabile al dibattimento.
2. La richiesta proposta dal pubblico ministero indica anche i difensori
delle persone interessate a norma del comma 1 lett. b), la persona offesa
(91) e il suo difensore.
2 bis. Con la richiesta di incidente probatorio di cui all`articolo 392,
comma 1 bis, il pubblico ministero deposita tutti gli atti di indagine
compiuti.
3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si osservano a pena di inammissibilità.
4. Il pubblico ministero e la persona sottoposta alle indagini possono
chiedere la proroga del termine delle indagini preliminari (405-407) ai
fini dell`esecuzione dell`incidente probatorio. Il giudice provvede con
decreto motivato, concedendo la proroga per il tempo indispensabile
all`assunzione della prova quando risulta che la richiesta di incidente
probatorio non avrebbe potuto essere formulata anteriormente. Nello stesso
modo il giudice provvede se il termine per le indagini preliminari scade
durante l`esecuzione dell`incidente probatorio. Del provvedimento è data
in ogni caso comunicazione al procuratore generale presso la corte di
appello.

Art.394 Richiesta della persona offesa.
1. La persona offesa (90, 91) può chiedere al pubblico ministero di
promuovere un incidente probatorio.
2. Se non accoglie la richiesta, il pubblico ministero pronuncia decreto
motivato e lo fa notificare alla persona offesa.

Art.395 Presentazione e notificazione della richiesta.
1. La richiesta di incidente probatorio è depositata nella cancelleria del
giudice per le indagini preliminari (328), unitamente a eventuali cose o
documenti ed è notificata a cura di chi l`ha proposta, secondo i casi, al
pubblico ministero e alle persone indicate nell`art. 393 comma 1 lett. b)
. La prova della notificazione è depositata in cancelleria.

Art.396 Deduzioni.
1. Entro due giorni dalla notificazione della richiesta, il pubblico
ministero ovvero la persona sottoposta alle indagini può presentare
deduzioni sull`ammissibilità e sulla fondatezza della richiesta,
depositare cose, produrre documenti nonché indicare altri fatti che
debbano costituire oggetto della prova e altre persone interessate a norma
dell`art. 393 comma 1 lett. b).
2. Copia delle deduzioni è consegnata dalla persona sottoposta alle
indagini alla segreteria del pubblico ministero, che comunica senza
ritardo al giudice le indicazioni necessarie per gli avvisi. La persona
sottoposta alle indagini può prendere visione ed estrarre copia delle
deduzioni da altri presentate.


Art.397 Differimento dell`incidente probatorio.
1. Il pubblico ministero può chiedere che il giudice disponga il
differimento dell`incidente probatorio richiesto dalla persona sottoposta
alle indagini quando la sua esecuzione pregiudicherebbe uno o più atti di
indagine preliminare. Il differimento non è consentito quando
pregiudicherebbe l`assunzione della prova.
2. La richiesta di differimento è presentata a pena di inammissibilità
nella cancelleria del giudice entro il termine previsto dall`art. 396,
comma 1, e indica:
a) l`atto o gli atti di indagine preliminare che l`incidente probatorio
pregiudicherebbe e le cause del pregiudizio;
b) il termine del differimento richiesto.
3. Il giudice, se non dichiara inammissibile o rigetta la richiesta di
incidente probatorio, provvede entro due giorni con ordinanza con la quale
accoglie, dichiara inammissibile o rigetta la richiesta di differimento.
L`ordinanza di inammissibilità o di rigetto è immediatamente comunicata al
pubblico ministero.
4. Nell`accogliere la richiesta di differimento il giudice fissa l`udienza
per l`incidente probatorio non oltre il termine strettamente necessario a,
compimento dell`atto o degli atti di indagine preliminare indicati nel
comma 2 lett. a). L`ordinanza è immediatamente comunicata al pubblico
ministero e notificata per estratto alle persone indicate nell`art. 393
comma 1 lett. b). La richiesta di differimento e l`ordinanza sono
depositate all`udienza.

Art.398 Provvedimenti sulla richiesta di incidente probatorio.
1. Entro due giorni dal deposito della prova della notifica e comunque
dopo la scadenza del termine previsto dall`art. 396 comma 1, il giudice
pronuncia ordinanza con la quale accoglie dichiara inammissibile o rigetta
la richiesta di incidente probatorio. L`ordinanza di inammissibilità o di
rigetto è immediatamente comunicata al pubblico ministero e notificata
alle persone interessate.
2. Con l`ordinanza che accoglie la richiesta (124 att.) il giudice
stabilisce: a) l`oggetto della prova nei limiti della richiesta e delle
deduzioni; b) le persone interessate all`assunzione della prova
individuate sulla base della richiesta e delle deduzioni c) la data
dell`udienza. Tra il provvedimento e la data dell`udienza non può
intercorrere un termine superiore a dieci giorni.
3. Il giudice fa notificare alla persona sottoposta alle indagini, alla
persona offesa (90, 91) e ai difensori avviso del giorno dell`ora e del
luogo in cui si deve procedere all`incidente probatorio almeno due giorni
prima della data fissata con l`avvertimento che nei due giorni precedenti
l`udienza possono prendere cognizione ed estrarre copia delle
dichiarazioni già rese dalla persona da esaminare. Nello stesso termine
l`avviso è comunicato al pubblico ministero.
3 bis. La persona sottoposta alle indagini e i difensori delle parti hanno
diritto di ottenere copia degli atti depositati ai sensi dell`articolo
393, comma 2 bis.
4. Se si deve procedere a più incidenti probatori, essi sono assegnati
alla medesima udienza, sempre che non ne derivi ritardo.
5. Quando ricorrono ragioni di urgenza e l`incidente probatorio non può
essere svolto nella circoscrizione del giudice competente, quest`ultimo
può delegare il giudice per le indagini preliminari del luogo dove la
prova deve essere assunta.
5 bis. Nel caso di indagini che riguardano ipotesi di reato previste dagli
articoli 600-bis, 600-ter, 600- quinquies 609 bis, 609 ter, 609 quater e
609 octies del codice penale, il giudice, ove fra le persone interessate
all`assunzione della prova vi siano minori di anni sedici, con l`ordinanza
di cui al comma 2, stabilisce il luogo, il tempo e le modalità particolari
attraverso cui procedere all`incidente probatorio, quando le esigenze del
minore lo rendono necessario od opportuno. A tal fine l`udienza può
svolgersi anche in luogo diverso dal tribunale, avvalendosi il giudice,
ove esistano, di strutture specializzate di assistenza o, in mancanza,
presso l`abitazione dello stesso minore. Le dichiarazioni testimoniali
debbono essere documentate integralmente con mezzi di produzione
fonografica o audiovisiva. Quando si verifica una indisponibilità di
strumenti di riproduzione o di personale tecnico, si provvede con le forme
della perizia ovvero della consulenza tecnica. Dell`interrogatorio ‚ anche
redatto verbale in forma riassuntiva. La trascrizione della riproduzione ‚
disposta solo se richiesta dalle parti.

Art.399 Accompagnamento coattivo della persona sottoposta alle indagini.
1. Se la persona sottoposta alle indagini, la cui presenza è necessaria
per compiere un atto da assumere con l`incidente probatorio, non compare
senza addurre un legittimo impedimento, il giudice ne ordina
l`accompagnamento coattivo (132).

Art.400 Provvedimenti per i casi di urgenza.
1. Quando per assicurare l`assunzione della prova è indispensabile
procedere con urgenza all`incidente probatorio, il giudice dispone con
decreto motivato che i termini previsti dagli articoli precedenti siano
abbreviati nella misura necessaria.


Art.401 Udienza.
1. L`udienza si svolge in camera di consiglio con la partecipazione
necessaria del pubblico ministero e del difensore della persona sottoposta
alle indagini. Ha altresì diritto di parteciparvi il difensore della
persona offesa .
2. In caso di mancata comparizione del difensore della persona sottoposta
alle indagini, il giudice designa altro difensore a norma dell`art. 97
comma 4.
3. La persona sottoposta alle indagini e la persona offesa hanno diritto
di assistere all`incidente probatorio quando si deve esaminare un
testimone o un`altra persona. Negli altri casi possono assistere previa
autorizzazione del giudice.
4. Non è consentita la trattazione e la pronuncia di nuovi provvedimenti
su questioni relative all`ammissibilità e alla fondatezza della richiesta.
5. Le prove sono assunte con le forme stabilite per il dibattimento (496
s.). Il difensore della persona offesa può chiedere al giudice di
rivolgere domande alle persone sottoposte ad esame .
6. Salvo quanto previsto dall`art. 402, è vietato estendere l`assunzione
della prova a fatti riguardanti persone diverse da quelle i cui difensori
partecipano all`incidente probatorio. E` in ogni caso vietato verbalizzare
dichiarazioni riguardanti tali soggetti.
7. Se l`assunzione della prova non si conclude nella medesima udienza, il
giudice ne dispone il rinvio al giorno successivo non festivo, salvo che
lo svolgimento delle attività di prova richieda un termine maggiore.
8. Il verbale, le cose e i documenti acquisiti nell`incidente probatorio
sono trasmessi al pubblico ministero. I difensori hanno diritto di
prenderne visione ed estrarne copia.


Art.402 Estensione dell`incidente probatorio.
1. Se il pubblico ministero o il difensore della persona sottoposta alle
indagini chiede che la prova si estenda ai fatti o alle dichiarazioni
previsti dall`art. 401 comma 6, il giudice, se ne ricorrono i requisiti
dispone le necessarie notifiche a norma dell`art. 398 comma 3 rinviando
l`udienza per il tempo strettamente necessario e comunque non oltre tre
giorni. La richiesta non è accolta se il rinvio pregiudica l`assunzione
della prova.


Art.403 Utilizzabilità nel dibattimento delle prove assunte con incidente
probatorio.
1. Nel dibattimento le prove assunte con l`incidente probatorio sono
utilizzabili soltanto nei confronti degli imputati i cui difensori hanno
partecipato alla loro assunzione.
1-bis. Le prove di cui al comma 1 non sono utilizzabili nei confronti
dell`imputato raggiunto solo successivamente all`incidente probatorio da
indizi di colpevolezza se il difensore non ha partecipato alla loro
assunzione, salvo che i suddetti indizi siano emersi dopo che la
ripetizione dell`atto sia divenuta impossibile.


Art.404 Efficacia dell`incidente probatorio nei confronti della parte civile.
1. La sentenza pronunciata sulla base di una prova assunta con incidente
probatorio a cui il danneggiato dal reato non è stato posto in grado di
partecipare non produce gli effetti previsti dall`art. 652, salvo che il
danneggiato stesso ne abbia fatta accettazione anche tacita.


TITOLO VIII
CHIUSURA DELLE INDAGINI PRELIMINARI

Art.405 Inizio dell`azione penale. Forme e termini.
1. Il pubblico ministero, quando non deve richiedere l`archiviazione,
esercita l`azione penale (129 att.), formulando l`imputazione, nei casi
previsti nei Titoli II, III, IV e V del Libro VI ovvero con richiesta di
rinvio a giudizio (416, 555).
2. Il pubblico ministero richiede il rinvio a giudizio entro sei mesi
dalla data in cui il nome della persona alla quale è attribuito il reato è
iscritto nel registro delle notizie di reato. n termine è di un anno se si
procede per taluno dei delitti indicati nell`art. 407, comma 2, lett. a) .
3. Se è necessaria la querela (336) l`istanza (341) o la richiesta di
procedimento (342), il termine decorre dal momento in cui queste
pervengono al pubblico ministero.
4. Se è necessaria l`autorizzazione a procedere (343), il decorso del
termine è sospeso dal momento della richiesta a quello in cui
l`autorizzazione perviene al pubblico ministero .

Art.406 Proroga del termine .
1. Il pubblico ministero, prima della scadenza, può richiedere al giudice
(328; 258-4 trans.), per giusta causa, la proroga del termine previsto
dall`art. 405 (393-4; 553-2) . La richiesta contiene l`indicazione della
notizia di reato (330 s., 369) e l`esposizione dei motivi che la
giustificano.
2. Ulteriori proroghe possono essere richieste dal pubblico ministero nei
casi di particolare complessità delle indagini ovvero di oggettiva
impossibilità di concluderle entro il termine prorogato.
2 bis. Ciascuna proroga può essere autorizzata dal giudice per un tempo
non superiore a sei mesi (407; 240 bis coord.).
3. La richiesta di proroga è notificata, a cura del giudice, con l`avviso
della facoltà di presentare memorie entro cinque giorni dalla
notificazione, alla persona sottoposta alle indagini nonché alla persona
offesa dal reato (90, 91) che, nella notizia di reato o successivamente
alla sua presentazione, abbia dichiarato di volere esserne informata
(408-2). Il giudice provvede entro dieci giorni dalla scadenza del termine
per la presentazione delle memorie.
4. Il giudice autorizza la proroga del termine con ordinanza emessa in
camera di consiglio senza intervento del pubblico ministero e dei
difensori.
5. Qualora ritenga che allo stato degli atti non si debba concedere la
proroga, il giudice, entro il termine previsto dal comma 3 secondo
periodo, fissa la data dell`udienza in camera di consiglio e ne fa
notificare avviso al pubblico ministero, alla persona sottoposta alle
indagini nonché, nella ipotesi prevista dal comma 3, alla persona offesa
dal reato (90, 91). Il procedimento si svolge nelle forme previste
dall`art. 127.
5 bis. Le disposizioni dei commi 3, 4 e 5 non si applicano se si procede
per taluno dei delitti indicati nell`art. 51 comma 3 bis e nell'articolo
407 comma 2 lettera a) n 7bis.. In tali casi, il giudice provvede con
ordinanza entro dieci giorni dalla presentazione della richiesta, dandone
comunicazione al pubblico ministero.
6. Se non ritiene di respingere la richiesta di proroga, il giudice
autorizza con ordinanza il pubblico ministero a proseguire le indagini.
7. Con l`ordinanza che respinge la richiesta di proroga, il giudice, se il
termine per le indagini preliminari è già scaduto, fissa un termine non
superiore a dieci giorni per la formulazione delle richieste del pubblico
ministero a norma dell`art. 405.
8. Gli atti di indagine compiuti dopo la presentazione della richiesta di
proroga e prima della comunicazione del provvedimento del giudice sono
comunque utilizzabili, sempre che, nel caso di provvedimento negativo, non
siano successivi alla data di scadenza del termine originariamente
previsto per le indagini.

Art.407 Termini di durata massima delle indagini preliminari.
1. Salvo quanto previsto dall'articolo 393 comma 4, la durata delle
indagini preliminari non può comunque superare diciotto mesi .
2. La durata massima è tuttavia di due anni se le indagini preliminari
riguardano:
a) i delitti appresso indicati:
1) delitti di cui agli articoli 285, 286, 416-bis e 422 del codice penale;
2) delitti consumati o tentati di cui agli articoli 575, 628, terzo comma,
629, secondo comma e 630 dello stesso codice penale;
3) Salvo quanto previsto dall'articolo 415-bis ,delitti commessi
avvalendosi delle condizioni previste dall'articolo 416-bis del codice
penale ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni previste
dallo stesso articolo;
4) delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione
dell'ordinamento costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena
della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a
dieci anni;
5) delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in
vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al
pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi
[Legge n.895 del 1967], di armi clandestine [art.23 della legge 18 aprile
1975, n.110] nonchè di più armi comuni da sparo escluse quelle previste
dall'articolo 2, comma terzo, della legge 18 aprile 1975, n.110;
6) delitti di cui agli articoli 73, limitatamente alle ipotesi aggravate
ai sensi dell'articolo 80, comma 2, e 74 del testo unico, delle leggi in
materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope,
prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di
tossicodipendenza, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9
ottobre 1990, n.309, e successive modificazioni;
7) delitto di cui all'articolo 416 del codice penale nei casi in cui è
obbligatorio l'arresto in flagranza.
7bis) dei delitti previsto dagli articoli 600bis, comma 1, 600ter, comma
1, 601, 609bis nelle ipotesi aggravate previste dall’articolo 609ter,
609quater, 609octies del codice penale;
b) notizie di reato che rendono particolarmente complesse le
investigazioni per la molteplicità di fatti tra loro collegati ovvero per
l'elevato numero di persone sottoposte alle indagini o di persone offese;
c) indagini che richiedono il compimento di atti all'estero [727];
d) procedimenti in cui è indispensabile mantenere il collegamento tra più
uffici del pubblico ministero a norma dell'articolo 371.
3. Salvo quanto previsto dall' articolo 415-bis qualora il pubblico
ministero non abbia esercitato l'azione penale [405] o richiesto
l'archiviazione [408] nel termine stabilito dalla legge o prorogato dal
giudice, gli atti di indagine compiuti dopo la scadenza del termine non
possono essere utilizzati (191).


Art.408 Richiesta di archiviazione per infondatezza della notizia di reato.
1. Entro i termini previsti dagli articoli precedenti, il pubblico
ministero, se la notizia di reato è infondata (125 att.), presenta al
giudice (328) richiesta di archiviazione. Con la richiesta è trasmesso il
fascicolo contenente la notizia di reato, la documentazione relativa alle
indagini espletate e i verbali degli atti compiuti davanti al giudice per
le indagini preliminari .
2. L`avviso della richiesta è notificato, a cura del pubblico ministero
alla persona offesa (90, 91) che, nella notizia di reato o successivamente
alla sua presentazione, abbia dichiarato di volere essere informata circa
l`eventuale archiviazione (126 att.).
3. Nell`avviso è precisato che, nel termine di dieci giorni, la persona
offesa può prendere visione degli atti e presentare opposizione con
richiesta motivata di prosecuzione delle indagini preliminari.

Art.409 Provvedimenti del giudice sulla richiesta di archiviazione.
1. Fuori dei casi in cui sia stata presentata l`opposizione prevista
dall`art. 410, il giudice, se accoglie la richiesta di archiviazione,
pronuncia decreto motivato e restituisce gli atti al pubblico ministero .
2. Se non accoglie la richiesta, il giudice fissa la data dell`udienza in
camera di consiglio e ne fa dare avviso al pubblico ministero, alla
persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa dal reato (90, 91).
Il procedimento si svolge nelle forme previste dall`art. 127. Fino al
giorno dell`udienza gli atti restano depositati in cancelleria.
3. Della fissazione dell`udienza il giudice dà inoltre comunicazione al
procuratore generale presso la corte di appello (412).
4. A seguito dell`udienza, il giudice, se ritiene necessarie ulteriori
indagini, le indica con ordinanza al pubblico ministero fissando il
termine indispensabile per il compimento di esse.
5. Fuori del caso previsto dal comma 4, il giudice, quando non accoglie la
richiesta di archiviazione, dispone con ordinanza che, entro dieci giorni,
il pubblico ministero formuli l`imputazione. Entro due giorni dalla
formulazione dell`imputazione, il giudice fissa con decreto l`udienza
preliminare. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli
artt. 418 e 419 (128 att.).
6. L`ordinanza di archiviazione è ricorribile per cassazione solo nei casi
di nullità previsti dall`art. 127 comma 5 .


Art.410 Opposizione alla richiesta di archiviazione.
1. Con l`opposizione alla richiesta di archiviazione la persona offesa dal
reato (90, 91) chiede la prosecuzione delle indagini preliminari
indicando, a pena di inammissibilità, l`oggetto della investigazione
suppletiva e i relativi elementi di prova.
2. Se l`opposizione è inammissibile e la notizia di reato è infondata, il
giudice dispone l`archiviazione con decreto motivato e restituisce gli
atti al pubblico ministero.
3. Fuori dei casi previsti dal comma 2, il giudice provvede a norma
dell`art. 409 commi 2, 3, 4 e 5, ma, in caso di più persone offese,
l`avviso per l`udienza è notificato al solo opponente.


Art.411 Altri casi di archiviazione.
1. Le disposizioni degli artt. 408, 409 e 410 si applicano anche quando
risulta che manca una condizione di procedibilità (345), che il reato è
estinto (150 s. c.p.) o che il fatto non è previsto dalla legge come
reato.


Art.412 Avocazione delle indagini preliminari per mancato esercizio
dell`azione penale.
1. Il procuratore generale presso la corte di appello dispone con decreto
motivato l`avocazione delle indagini preliminari se il pubblico ministero
non esercita l`azione penale o non richiede l`archiviazione nel termine
stabilito dalla legge o prorogato dal giudice (127 att.). Il procuratore
generale svolge le indagini preliminari indispensabili e formula le sue
richieste entro trenta giorni dal decreto di avocazione.
2. Il procuratore generale può altresì disporre l`avocazione a seguito
della comunicazione prevista dall`art. 409 comma 3.


Art.413 Richiesta della persona sottoposta alle indagini o della persona
offesa dal reato.
1. La persona sottoposta alle indagini o la persona offesa dal reato (90,
91) può chiedere al procuratore generale di disporre l`avocazione a norma
dell`art. 412 comma 1.
2. Disposta l`avocazione, il procuratore generale svolge le indagini
preliminari indispensabili e formula le sue richieste entro trenta giorni
dalla richiesta proposta a norma del comma 1.


Art.414 Riapertura delle indagini.
1. Dopo il provvedimento di archiviazione emesso a norma degli articoli
precedenti, il giudice (328) autorizza con decreto motivato la riapertura
delle indagini su richiesta del pubblico ministero motivata dalla esigenza
di nuove investigazioni .
2. Quando è autorizzata la riapertura delle indagini, il pubblico
ministero procede a nuova iscrizione a norma dell`art. 335.


Art.415 Reato commesso da persone ignote.
1. Quando è ignoto l`autore del reato, il pubblico ministero, entro sei
mesi dalla data della registrazione della notizia di reato (335), presenta
al giudice (328) richiesta di archiviazione ovvero di autorizzazione a
proseguire le indagini.
2. Quando accoglie la richiesta di archiviazione ovvero di autorizzazione
a proseguire le indagini, il giudice pronuncia decreto motivato e
restituisce gli atti al pubblico ministero. Se ritiene che il reato sia da
attribuire a persona già individuata, ordina che il nome di questa sia
iscritto nel registro delle notizie di reato.
3. Si osservano in quanto applicabili, le altre disposizioni di cui al presente titolo.
4. Nell’ipotesi di cui all’articolo 107 bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie, la richiesta di archiviazione ed il decreto del giudice che accoglie la richiesta sono pronunciati cumulativamente con riferimento agli elenchi trasmessi dagli organi di polizia con l’eventuale indicazione delle denunce che il pubblico ministero o il giudice intendono escludere, rispettivamente, dalla richiesta o dal decreto.


Art.415 bis Avviso all'indagato della conclusione delle indagini preliminari.
1. Prima della scadenza del termine previsto dal comma 2 dell’articolo 405, anche se prorogato, il pubblico ministero, se non deve formulare richiesta di archiviazione ai sensi degli articoli 408 e 411, fa notificare alla persona sottoposta alle indagini e al difensore avviso della conclusione delle indagini preliminari.
2. L’avviso contiene la sommaria enunciazione del fatto per il quale si procede, delle norme di legge che si assumono violate, della data e del luogo del fatto, con l’avvertimento che la documentazione relativa alle indagini espletate è depositata presso la segreteria del pubblico ministero e che l’indagato e il suo difensore hanno facoltà di prenderne visione ed estrarne copia.
3. L’avviso contiene altresì l’avvertimento che l’indagato ha facoltà, entro il termine di venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. Se l’indagato chiede di essere sottoposto ad interrogatorio il pubblico ministero deve procedervi.
4. Quando il pubblico ministero, a seguito delle richieste dell’indagato, dispone nuove indagini, queste devono essere compiute entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta. Il termine può essere prorogato dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta del pubblico ministero, per una sola volta e per non più di sessanta giorni.
5. Le dichiarazioni rilasciate dall’indagato, l’interrogatorio del medesimo ed i nuovi atti di indagine del pubblico ministero, previsti dai commi 3 e 4, sono utilizzabili se compiuti entro il termine stabilito dal comma 4, ancorché sia decorso il termine stabilito dalla legge o prorogato dal giudice per l’esercizio dell’azione penale o per la richiesta di archiviazione.

 

TITOLO IX UDIENZA PRELIMINARE
Vedi art 219 e ss D.Lgs. 9.2.1998 n.51

Art.416 Presentazione della richiesta del pubblico ministero.
1. La richiesta di rinvio a giudizio è depositata dal pubblico ministero
nella cancelleria del giudice (328).
La richiesta di rinvio a giudizio è nulla se non è preceduta dall`invito a
presentarsi per rendere l`interrogatorio ai sensi dell`articolo 375, comma
3 2. Con la richiesta è trasmesso il fascicolo (130 att.) contenente la
notizia di reato, la documentazione relativa alle indagini espletate e i
verbali degli atti compiuti davanti al giudice per le indagini
preliminari. Il corpo del reato e le cose pertinenti al reato (253) sono
allegati al fascicolo, qualora non debbano essere custoditi altrove .
.


Art.417 Requisiti formali della richiesta di rinvio a giudizio.
1. La richiesta di rinvio a giudizio contiene:
a) le generalità dell`imputato o le altre indicazioni personali che
valgono a identificarlo nonché le generalità della persona offesa dal
reato (90, 91) qualora ne sia possibile l`identificazione;
b) I`enunciazione del fatto, delle circostanze aggravanti e di quelle che
possono comportare l`applicazione di misure di sicurezza (199 s. c.p.),
con l`indicazione dei relativi articoli di legge;
c) I`indicazione delle fonti di prova acquisite;
d) la domanda al giudice di emissione del decreto che dispone il giudizio
(429);
e) la data e la sottoscrizione.


Art.418 Fissazione dell`udienza.
1. Entro due giorni dal deposito della richiesta, il giudice fissa con
decreto il giorno, I`ora e il luogo dell`udienza in camera di consiglio
provvedendo a norma dell`art. 97 quando l`imputato è privo di difensore di
fiducia.
2. Tra la data di deposito della richiesta e la data dell`udienza non può
intercorrere un termine superiore a trenta giorni.


Art.419 Atti introdutttvi.
1. Il giudice fa notificare all`imputato e alla persona offesa (90, 91),
della quale risulti agli atti l`identità e il domicilio, l`avviso del
giorno, dell`ora e del luogo dell`udienza, con la richiesta di rinvio a
giudizio formulata dal pubblico ministero.
2. L`avviso è altresì comunicato al pubblico ministero e notificato al
difensore dell`imputato con l`avvertimento della facoltà di prendere
visione degli atti e delle cose trasmessi a norma dell`art. 416 comma 2 e
di presentare memorie e produrre documenti (131 att.).
3. L`avviso comunicato al pubblico ministero contiene inoltre l`invito a
trasmettere la documentazione relativa alle indagini eventualmente
espletate dopo la richiesta di rinvio a giudizio .
4. Gli avvisi sono notificati e comunicati almeno dieci giorni prima della
data dell`udienza. Entro lo stesso termine è notificata la citazione del
responsabile civile (83 s.) e della persona civilmente obbligata per la
pena pecuniaria (89).
5. L`imputato può rinunciare all`udienza preliminare e richiedere il
giudizio immediato (453) con dichiarazione presentata in cancelleria,
personalmente o a mezzo di procuratore speciale (122), almeno tre giorni
prima della data dell`udienza. L`atto di rinuncia è notificato al pubblico
ministero e alla persona offesa dal reato (90, 91) a cura dell`imputato.
6. Nel caso previsto dal comma 5, il giudice emette decreto di giudizio
immediato (456).
7. Le disposizioni dei commi 1 e 4 sono previste a pena di nullità
(178-181).

Statistiche web e counter web