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Mangusta

 L'Asia ospita un certo numero di varietà di Mangoste che si rassomigliano tutte; sono più o meno grandi e più o meno colorate e si trascinano tutte dietro una lunga coda, a volte cilindrica, a volte che termina a punta, ma sempre folta. Il loro aspetto ricorda alquanto quello degli zibetti, con corpo allungato,arti piuttosto brevi, orecchie piccole e di forma arrotondata, unghie abbastanza sviluppate e ghiandole che si aprono in apposite borse situate nella regione anale. Tutte queste varietà, di dimensioni non molto grandi, preferiscono le zone aride e cespugliose preferite da piccoli mammiferi, specie da roditori, e da rettili. Anche per questi animali possiamo risalire alla prosa di Rudyard kipling che li ha resi celebri con la descrizione della terribile lotta tra la mangosta Rikki Tikki Tavi ed il serpente Nag. Le mangoste, infatti, sono note per la loro abilità nell'attaccare e vincere i serpenti; soprattutto quelli velenosi, come il terribile cobra indiano. Esse hanno una tattica speciale, basata sull'agilità, la sveltezza dei movimenti e la furbizia: dopo aver avvistato il rettile gli vanno vicine rimanendo, però, ad una distanza tale da non poter essere raggiunte; a questa distanza rimangono ad osservarlo, strisciando o saltellandogli intorno; dopo qualche tempo iniziano il combattimento con una serie di finti attacchi che hanno lo scopo di stancare ed infuriare l'avversario. A questo punto le mangoste assalgono decisamente: con un veloce scatto si slanciano contro il serpente azzannandolo possibilmente al collo, e altrettanto velocemente, si ritraggono. Se la ferita non è grave, si slanciano una seconda volta, poi una terza fino a quando il nemico si affloscia moribondo. Allora ne divorano tranquillamente una parte, di solito la testa e la prima parte del tronco. Difficilmente i serpenti velenosi riescono a mordere la loro nemica, ma anche quando ciò capita, ben difficilmente la mangosta ne risente un po' perchè il pelo ispido serve ad impedire che il morso sia molto profondo, un po' perchè questo animate è relativamente immune dal veleno degli ofidi. Questa particolarità nell'aggredire i serpenti è anche la ragione per cui le Mangoste, che possono essere anche dannose perché non è raro che compiano stragi nei pollai, sono protette e tenute come animali domestici in quasi tutti i villaggi: insediate in un'abitazione si può essere perfettamente sicuri che non vi si insedieranno serpenti o, se ciò dovesse avvenire, che non ne usciranno più. 

 

La mangosta dal collo barrato. E' la più grande di tutte: 90 centimetri di lunghezza per un peso di 3,2 chilogrammi. Un raggio nero che parte dal naso ed arriva fino alle spalle, è il segno distintivo dì questa specie, di color marrone rossastro su fondo grigio nel resto del corpo. La coda e le zampe sono pressochè nere; queste ultime sono munite di unghie non retrattili, con le quali dilaniano la preda una volta afferratala. Ne esistono due varietà, di colore leggermente differente; entrambe vivono in tutta l'India, Ceylon compreso. Esse mangiano di tutto: serpenti, roditori, pesci, gamberi, ecc... 
La mangosta cancrivora. Misura tino a cinquanta centimetri di lunghezza, più trenta centimetri di coda che risulta priva di peli alla sua estremità. Essa vive dal Nepal all'Assam, in Birmania, nel sud della Cina e nel nord della Malesia. E' più acquatica della prima, più abile nel catturare le rane, i gamberi ed i pesci di tutte le altre specie. Essa fa un buco nel suolo e si difende lanciando dal dietro un liquido nauseabondo prodotto dalle ghiandole anali. Si ignorano le sue abitudini di riproduzione.. 
La Mangosta dorata. Non è molto grande: cinquanta centimetri in tutto, compresa la coda non molto lunga. Essa è di color bruno oliva macchiata in giallo oro, con una morbida pelliccia serica. E' un animale che vive in India, dal Cachemire al Bengala, in Assam, in Birmania ed in Malesia; ad ovest la si ritrova in Afghanistan, in Belucistan, in Persia ed in Mesopotamia. La Mangosta dorata è motto utile malgrado le sue piccole dimensioni, per liberare la casa dai suoi parassiti: topi, ratti, serpenti, scorpioni, millepiedi, vespe ed insetti di ogni genere. Essa vive molto bene, in semilibertà, presso gli uomini. Le Mangoste vivono generalmente in gruppi poco numerosi; si ignorano le abitudini relative alla loro riproduzione. Hanno odorato ed udito finissimi, mediante i quali avvertono la presenza della preda; appiattite al suolo la seguono e giunte a poca distanza, balzano sull'animale uccidendolo rapidamente coi forti denti.

 

 

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