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Associazione Pendolari Piacenza

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Ultimo aggiornamento del sito: 15 Gennaio 2012

Altre informazioni le potete trovare in Archivio o Lettere dai pendolari

Da Piacenza a Milano in 20 minuti si può, basta volerlo!
Accordo Comune-Provincia-TAV 1°parte2°parte3°parte (non rispettato!!)
Protocollo di intesa Comune di Piacenza-FS                        (non rispettato!!)

Email per chiedere la rimozione dei dirigenti FS (versione.txt)
Email per chiedere la rimozione dell'Assessore Peri (versione.doc)
Email per revisione del progetto parcheggi Borgofaxhall

Email a cui protestare per la riduzione die aprcehggi gratuiti in stazione
Altroconsumo supporta gratuitamente le cause pendolari contro Trenitalia

Altre info e dibattiti su Piacenza, provincia e pendolarismo sul Blog: PiacenzaSette

Scarica i volantini da appendere al tuo mezzo per protestare

Filmato discussione in consiglio comunale per la carenza parcheggi pendolari

IL BLOG DEI PENDOLARI PIACENTINI

Riuscirà Monti a rompere il monopolio ferroviario? (13/1/2012)

In questi giorni sui giornali sono apparse le prime indiscrezioni sull bozza del decreto sviluppo che il governo Monti starebbe preparando. Tra i vari temi affrontati, l'art. 23 tratta il tema della liberalizzazione del trasporto ferroviario, nel seguito ne riportiamo uno stralcio

"Al fine di consentire il raggiungimento di una piena autonomia e indipendenza del gestore dell'infrastruttura ferroviaria, sul piano giuridico, organizzativo e decisionale, dalle imprese operanti nel settore dei trasporti - si legge nel testo - le azioni della società Rete ferroviaria italiana sono cedute al ministero dell'Economia e delle finanze, che esercita i diritti dell'azionista d'intesa con il ministero dello Sviluppo economico"

Il controllo dell’infrastruttura dovrebbe passare direttamente al Ministero delle finanze. Questo significa che Trenitalia S.p.A. dovrebbe essere trattata come un qualsiasi altro concorrente (e non come uno di famiglia, come accade oggi) quando si tratta di accedere alla rete, ottenere le tracce orarie ecc. Questo dovrebbe favorire l’ingresso di gestori alternativi, vedi NTV di Montzemolo, ma anche Arenaways o altri. Questa separazione dovrebbe rendere più appetibile anche la gara per l’assegnazione del servizio di trasporto regionale in Emilia Romagna che l’assessore Peri ha promesso di bandire nel 2012: i gestori alternativi che si presenteranno alla gara non dovranno più far viaggiare i propri treni “sul terreno del nemico”.
Ci auguriamo che questo aspetto non subisca variazioni nell’iter di approvazione del decreto, così come ci auguriamo che, una volta ottenuto il controllo di RFI, il ministero delle Finanze non guardi con un occhio di riguardo Trenitalia di cui detiene il 100% delle azioni.

Disservizi ferroviari e danno esistenziale (11/1/2012)

Umberto Fantigrossi, avvocato e pendolare piacentino, è stato il primo ad ottenere da Trenitalia, con una sentenza storica, un risarcimento per il danno esistenziale causato dai continui disservizi.

In seguito Fantigrossi, assieme agli avvocati della nostra associazione, ha assistito un gruppo di circa 30 pendolari, sempre piacentini, in una serie di cause basate sugli stessi presupposti e mirate a far riconoscere l’esistenza del danno esistenziale. In molti casi siamo riusciti ad ottenere il risarcimento nel giudizio di primo grado e attendiamo che vengano discussi i ricorsi sollevati da Trenitalia.
In quest’articolo pubblicato su “Consumatori, diritto e mercato” di dicembre 2011, Fantigrossi analizza il suo “caso” descrivendo le proprie argomentazioni e quelle della controparte alla luce della legislazione vigente (che risulta piuttosto vaga), per concludere con una riflessione sul significato di “servizio pubblico”.

Signor sindaco, quando la vedremo sui nostri treni? (10/1/2012)

È con fervida commozione che apprendo da Libertà del 5 gennaio del rientro del nostro sindaco Reggi al lavoro, per quanto part time. Ma è con altrettanto viva sorpresa che leggo di come abbia deciso di raggiungere la sua sede di lavoro (Sesto San Giovanni) in auto anziché in treno.

Ritiene forse, il signor sindaco, che Trenitalia non offra un servizio adeguato alle esigenze dei pendolari? Eppure, in tempi non troppo lontani, il signor sindaco e l’amministrazione tutta della città di Piacenza non hanno ritenuto necessario impegnarsi per far rispettare a Trenitalia l’accordo sottoscritto all’epoca della realizzazione della tratta ad Alta Velocità! Dopo aver addirittura promesso (ah, bei tempi, quelli!) di scendere sui binari a fianco dei pendolari, il sindaco Reggi ha abbassato di molto il proprio profilo, preferendo far finta di niente e limitandosi ad alzare le spalle se qualcuno gli chiedeva conto delle mancate promesse.
O forse il signor sindaco non si fida a lasciare la propria auto nel parcheggio di via dei Pisoni, quello che con tanto acume è stato “razionalizzato” dalla sua amministrazione con la conseguente perdita di qualche decina di posti? Ma no, sindaco, coraggio! I posti a pagamento sono sempre rigorosamente liberi, e con 6 euro al giorno risolve tutti i problemi di parcheggio! In subordine, è sempre vuoto anche il capannone delle bici, dove quindi è sicuro di trovare un posto (cosa sono 8 euro al mese, suvvia!) per la sua bicicletta. Insomma, ci dimostri che i 50.000 euro (spese escluse) che il Comune sborserà anche nel 2012 per tenere aperta questa cattedrale nel deserto sono ben spesi, no?!

Moretti vuole diventare leader delle lega nord? (9/1/2012)

Avevamo già parlato in questo post di come Mauro Moretti ha, nel giro di una notte, ottenuto il risultato che Umberto Bossi inseguiva da oltre 20 anni: dividere in due l’Italia.
Nei giorni scorsi sul web è infuriata un’altra polemica che lascia pensare ad un avvicinamento tra le idee delle lega e il modello di business di Trenitalia.

Di recente Trenitalia ha rivisto la suddivisione delle tariffe sui treni ad alta velocità passando dalle “classiche” due classi a quattro livelli di servizio, questo video di Natalino Balsso descrive in maniera molto efficace la nuova classificazione.. Due sono gli elementi che hanno gettato benzina sul fuoco delle polemiche: il primo è la segregazione degli utenti della classe “Standard” (la più economica) ai quali è stato negato l’accesso alla carrozza bar/ristorante. La porta che collega le carrozze di casse “Standard” al resto del treno sono chiuse a chiave e chi, durante il viaggio, volesse prendersi un caffè o pranzare/cenare deve accontentarsi del carrellino bar.
Come se non bastasse, nella campagna pubblicitaria lanciata per promuovere i nuovi servizi compaiono gruppi di persone felici che viaggiano in frecciarossa. Nelle classi più elevate troviamo “bianchi”, ma in classe “Standard” troviamo una famiglia di colore. Il fatto è stato segnalato della principali testate nazionali: corriere, repubblica, la stampa e altre. Ancora una volta, grazie all’azienda gestita da Moretti, facciamo una figura di m… a livello internazionale.
In prima battuta Trenitala ha emesso un comunicato stampa in cui negava tutto, azione ben commentata dall'espresso, poi però lo spot e le immagini sul sito sono state modificate. Questa è coerenza.
A dirigenti di questo calibro ci affidiamo ogni giorno....

Chi viaggia male a inizio anno , viaggerà male tutto l'anno!! (3/1/2012)

Con questo grande entusiasmo abbiamo effettuato il primo viaggio da Piacenza a Milano con il treno regionale veloce (ah ah ah) 2122 delle h.7:08
All'orario previsto di partenza dalla stazione di Piacenza il RV2122 non è nemmeno annunciato il tabellone naturalmente non indica ritardi (omertà!)

Sul marciapiede dei binari 2-3 si commentano i primi disservizi dell'anno 2012; in genere , in questo periodo il traffico ferroviario è decisamente ridotto, ciò nonostante i treni riescono ad accumulare ritardi
Ore 7.13 il treno di m... si "presenta" finalmente in stazione: la carrozza di prima classe è stranamente semi-vuota; mi siedo nel mio posto preferito, ma il treno non parte; i minuti trascorrono inesorabili.... nessuna info viene diffusa circa le cause dell'ulteriore ritardo ad un certo punto noto due agenti Polfer che si dirigono verso la "testa" del treno, nessuna news, siamo sempre in balia della disinformazione
Finalmente alle 7.22 si chiudono le porte e si parte!
Cosa sarà successo? Non lo sapremo mai
Sappiamo solo che l'incavolatura è già alle stelle e che raggiungeremo Milano con almeno 15 minuti di ritardo
Buon anno a tutti i pendolari! e un grazie di cuore a Trenitalia / Trenord per il meraviglioso disservizio quotidiano

Anno nuovo gestore nuovo? (2/1/2012)

Come avevamo anticipato in questo post, il 22 dicembre si è tenuto il tanto agognato incontro con l’Assessore ai trasporti della regione Emilia Romagna, Alfredo Peri.
Dopo aver ascoltato le segnalazioni dei comitati pendolari, l’assessore ha tentato di spiegare il motivo per cui la regione è stata assolutamente assente nel contraddittorio con Trenitalia in occasione dell’entrata in vigore dell’orario invernale.

In assenza dei trasferimento da parte dello stato per far fronte al contratto di servizio, la regione si trovava nella condizione di un cliente “squattrinato” e quindi senza la forza di far valere i propri diritti. Non vogliamo entrare nel merito di questa affermazione anche perché, come qualcuno ha sottolineato durante di dibattito, la Lombardia, nella stessa situazione, è riuscita ad avere i treni e le bozze di orario prima del 12 dicembre.
La notizia veramente nuova è che nel 2012 la regione Emilia Romagna bandirà una gara per l’assegnazione del servizio di trasporto pubblico regionale. Si tratterà di un’assegnazione della durata di 15 anni e, a fronte di una durata di questo tipo, sarà possibile chiedere il rinnovo completo dei terni entro i primi tre anni. Secondo Peri la gara sarà tale da attrarre altri competitors oltre alla famigerata Trenitalia.
Altro fatto estremamente interessante è che l’assessore ha pubblicamente annunciato, davanti alla stampa, che le associazioni pendolari saranno coinvolte nella preparazione del bando (e con queste, requisiti del materiale utilizzato, qualità del servizio, penali ecc…). Al momento non credevamo alle nostre orecchie, ma lo conferma anche la stampa locale, per cui è vero: lo ha detto!!!!
Allora apriamo questo anno con una speranza: speriamo che parta veramente questo percorso di partecipazione, speriamo che veramente il bando risvegli un ampio interesse e che, dopo tanti anni di peggioramento continuo, possiamo ottenere qualcosa.

Le ferrovie sono un servizio pubblico (27/12/2011)

Riportiamo la lettera inviata che Ettore Fittavolini, presidente dell'Associazione Pendolari Piacenza, ha inviato al quotidiano "la Cronca" in risposta a un comunicato stampa del gruppo Ferrovie dello Stato.
Negli ultimi anni la ferrovie vengono gestite come un'azienda privata con l'unico scopo di fare utile, questo ha portato a destinare tutte le risorse ai costosi servizi "di alto livello" abbandonando tutto il resto incluso il trasporto pendolari.
Le conseguenze le stiamo vivendo sulla nostra pelle.
Egregio Direttore,

la risposta dell’ufficio stampa di Ferrovie dello Stato dell’Emilia Romagna pubblicata su “La Cronaca“ di oggi, è roba, come direbbe il buon Kit Carson, da far piangere i vitelli, ed ha tutto il sapore della velina di regime da MinCulPop del Ventennio.
Dove almeno, a prescindere dalle considerazioni storiche in materia, che non ci competono, è acclarato che i treni funzionassero, fossero puntuali, puliti e guidati da ferrovieri orgogliosi di esserlo.
“L’inaudita arroganza dell’ a.d. delle FS, Mauro Moretti“ (lo scrive l’ORSA Sicilia in una lettera – allegata - spedita il 17 u.s. alla Commissione Trasporti della Camera, proprio sul tema dei tagli), ovvero l’ex sindacalista noto alle cronache per avere il licenziamento facile dei suoi ex compagni (De Angelis ed Antonini i due casi più emblematici) e la battuta infelice pronta (la strage con 33 morti a Viareggio: uno spiacevole incidente) sta lentamente cercando di spegnere anche lo spirito di corpo che in loro aleggiava.
A colpa di tagli sul servizio pubblico e sul personale, governando come un rais le Ferrovie dello Stato, dimenticandosi di essere un dipendente pubblico, pagato con i soldi delle nostre tasse, alla guida di un’azienda parimenti pubblica, posseduta da un unico azionista, il Ministero del Tesoro, ovvero i danari di noi tutti cittadini, viaggiatori o meno.

Fatta questa doverosa premessa, proprio perché la mobilità ferroviaria sostenibile è cardine sociale e servizio fondamentale erogato dallo Stato ai suoi cittadini (che non sono sudditi) paragonare i voli low-cost, affermando che la crescita degli stessi ha progressivamente svuotato di significato l’esistenza dei treni notte a lunga percorrenza, significa non avere capito nulla di quello che il servizio pubblico deve essere.
Nello specifico, a prescindere dalla problematiche personali nel muoversi verso aeroporti di secondo livello o di prossimità, ove disponibili, non ci risulta che gli aerei tra Milano e Palermo abbiano stazioni intermedie come i treni per salire e scendere a piacimento, tantomeno che prendere un treno notte da Taranto a Milano, o da Palermo a Torino, significhi compiere l’intera tratta.
Prendere un ICN a Vibo Valentia, dormire sul treno e scendere a Parma, oppure partire da Piacenza alla sera per svegliarsi a Roma alla mattina in tempo per un appuntamento di lavoro alle 8,30, evitando una partenza il giorno prima ed una notte in albergo.
Quello che potevano fare anche i piacentini, e che dal 10 dicembre risulta essere impossibile. Questo ha sempre voluto dire muoversi sui treni notte.
E’ proprio il concetto stesso e la modalità con cui si esplica il servizio ferroviario, che nulla ha a che vedere con la mobilità aerea, se non per il fatto che tra i due sistemi, come peraltro con i trasporti stradali, ci debba essere doverosa interconnessione.
E che il servizio fosse e sia fondamentale, lo dimostra il fatto stesso che questi treni fossero sempre pieni.
Adesso, con una vera e propria operazione di macelleria ferroviaria e sociale, come ha ben scritto l’avvocato Fantigrossi, si tagliano i servizi, si licenziano persone e si buttano nel dramma centinai di famiglie che
vivevano degli stipendi dei lavoratori (che sono persone con una dignità e non merce di scambio) delle società in subappalto, ferocemente voluti da questa dirigenza, con il beneplacito della politica di ieri e di oggi, che della mobilità sostenibile se ne frega.

Ci saremmo aspettati sul tema una seria ed decisa presa di posizione di chi i Trasporti, da nuovo ministro, dovrebbe governarli.
Dai toni delle risposte propinate in questi giorni, in cui il sig. Passera difende a spada tratta Moretti, nella querelle con Della Valle, che da presidente della Fiorentina non nutre delle nostre simpatie calcistiche, ma che ha detto delle sacrosante verità parlando dell’a.d. delle italiche rotaie, ci sembra di essere caduti dalla padella alla brace.

Stia tranquillo l’ex ad di Banca Intesa, ci sono tre milioni di pendolari (categoria cui lui non appartiene per frequentazione, abituato prima alle limousine con autista ed adesso alle auto blu) che il signor Moretti lo hanno dimissionato da un pezzo, insieme ai parenti delle vittime di Viareggio ed a tutti i ferrovieri licenziati e non.
Pronti in rigorosa fila indiana, a “ prenderlo a calci nel sedere “ , come ha dichiarato di volere fare, lui per primo, l’on. Di Pietro, se fosse il ministro dei trasporti.

Grazie per l’attenzione e Buon Natale a tutti, soprattutto ai piacentini in lotta al freddo sulla torre a Milano Centrale.

Le telecamere di "Servizio Pubblico" sui nostri treni (21/12/2011)

Ieri, 20 dicembre, una troupe della trasmissione di Michele Santoro ha viaggiato “in incognito” su uno dei nostri treni più “gettonati”: quello che parte alle 7:08 per Milano.
La troupe è arrivata sorprendendo tutti, soprattutto Trenitalia che normalmente in questi casi organizza un treno perfetto come orario (a scapito di tutti gli altri treni che hanno la sventura di viaggiare sulla stessa linea) e come composizione.

Stavolta il treno era sostanzialmente puntuale ma, come accade di regola, aveva alcune carrozze fredde; è proprio in una di queste che i giornalisti hanno viaggiato. Alcuni pendolari hanno parlato toccando tutti i temi “storici” che ci stanno a cuore, dalle carrozze fredde (come quella in cui si è svolta l’intervista), all’affollamento alla situazione dei posteggi nella zona stazione.
Si è parlato anche del tanto sospirato collegamento veloce con Milano che nessuno, a livello politico, vuole sostenere. Per collegamento veloce intendiamo quello che unisce Piacenza a Milano in 20 minuti e che, come abbiamo dimostrato è tecnicamente fattibile, basta volerlo. Del collegamento veloce in 50 minuti per arrivare Rogoredo non volgiamo neanche sentir parlare.
Il servizio dovrebbe andare in onda nella trasmissione di domani (giovedì 22 dicembre) visibile su Telelombardia, su Sky o sul web.

Tutti da Peri! (20/12/2011)

Dopo lunghe insistenze e ormai tardivamente, l’assessore regionale ai trasporti Alfredo Peri ascolterà pendolari piacentini.
Abbiamo chiesto a gran voce un incontro prima della pubblicazione dell’orario ferroviario invernale, ma purtroppo Peri aveva altro da fare. Anche l’orario in cui di “darà udienza” dimostra il totale disinteresse per problemi dei pendolari….

L’appuntamento è per
Giovedì 22 dicembre alle ore 17:00
Presso la sede della provincia in via Garibaldi

Per un pendolare che lavora a Milano o a Parma è estremamente complesso riuscire ad essere a Piacenza per le 17. Se si tratti di menefreghismo o di una scelta calcolata per limitare il numero di cittadini che possono dire la propria non lo sappiamo.
Qualcuno ci noi di sarà.
Ci saremo sacrificando ferie o premessi.
Ci saremo anche se sappiano che ormai è tardi e i giochi sono fatti.
Ci saremo anche se ci aspettiamo la solita finta attenzione e promesse che non saranno mantenute.
Ci saremo per dire la nostra e far sentire la voce dei pendolari piacentini.
Ci saremo per far sapere che noi non ci arrendiamo!

La partecipazione è aperta a chiunque riesca ad arrivare per tempo, sappiamo che sarà difficile, ma invitiamo chiunque voglia dire la sua a venire.
Chi non riuscisse a volesse comunque mandare un messaggio a Peri può commentare questo post o mandare un e-mail a pendolari.piacenza@libero.it
Vi daremo voce.

Piacenza - Parma: i ritardi di novembre 2011 (20/12/2011)

Anche se il collegamento con Parma è un po' meno critico rispetto a quello con Milano, anche qui c'è poco da stare allegri, il 2273 supera le tre ore di ritardo. Significativo anche il dato del 2060 al ritorno.

Ritardo: la somma dei minuti di ritardo accumulati nel periodo
Media: ritardo medio del periodo
gg: i giorni in cui siamo riusciti a fare la rilevazione (potrebbe essere che per "motivi tecnici" qualche giorno ci sfugga)
5 minuti: numero e percentuale di treni che arrivano con più di 5 minuti di ritardo
15 minuti: numero e percentuale di treni che arrivano con più di 15 minuti di ritardo

E' arrivata Santa Lucia (19/12/2011)

Il 13 dicembre, come da tradizione, Santa Lucia è passata per Piacenza.
Infatti, anche se dopo essere passati senza successo per Comune, provincia, regione e ministro dei trasporti, ci siamo appellati a Babbo Natale è perché le città agli estremi della linea Milano Bologna sono di sua competenza. Come tutti ben sanno, però a Piacenza i regali li porta Santa Lucia.

Santa Lucia è passata, ma un pendolare ci ha segnalato di non aver ricevuto il regalo chiesto con l’apposita letterina (un treno pulito, caldo, e con posti a sedere), ma anzi, di aver trovato al suo ritorno un amara sorpresa: la bicicletta vandalizzata.
In realtà, da nostre indagini, è emerso che il pendolare in questione sia stato “cattivo”: lo dimostra il fatto che la sua bicicletta porta il cartello IO PEDALO MA NON PAGO! prova evidente che il pendolare in questione è tra quei cattivi che si rifiutano di pagare il servizio di custodia voluto del Re… pardon, dal sindaco della nostra città.
Ma pare che il pendolare stesso abbia commesso altre nefandezze come affermare a voce alta che non è giusto multare le auto dei pendolari che posteggiano in via dei Pisoni e che sarebbe meglio pensare a chi sosta abusivamente in piazzale Marconi o sulle piste ciclabili.
Addirittura il pendolare avrebbe affermato che l’ordinanza di divieto di sosta delle biciclette in piazzale Marconi è ingiusta!
Allo fine, lo stesso pendolare ha dichiarato: "sempre meglio della bici a fianco a cui hanno rubato il sellino, preferisco tornare a casa a piedi...."

Macelleria ferroviaria (16/12/2011)

Pubblichiamo un intervento dell'avvocato Umberto Fantigrossi sulle scelte calate dall'alto dalla dirigenza FS e sul concetto di servizio pubblico.

I treni di Bombay sono così diversi da quelli di Milano?

Sulla torre della stazione Centrale oltre ai tre operai licenziati per i tagli ai collegamenti notturni (Carmine Rotatore, Oliviero Cassini e Giuseppe Gisona cui va rinnovata la solidarietà di tutti) dovrebbero salire anche i viaggiatori, anch’essi vittime dell’ennesimo attentato alla mobilità ferroviaria perpetrato dalle Ferrovie dello Stato ed i Sindaci delle città in cui è più alta la percentuale di pendolari. Con il nuovo orario ferroviario infatti ancora una volta in via unilaterale ed al di fuori di ogni programmazione si è inciso sul servizio pubblico ferroviario riducendo l’offerta.

Non bisogna essere dei giuristi sopraffini per ricordare che tutti i gestori di trasporto, siano essi privati o pubblici, utilizzando beni pubblici (come sono i binari, le stazioni, le linee elettriche, ecc.) pagati dai contribuenti e ricevendo significative sovvenzioni dallo Stato e dalle Regioni, concorrono a realizzare un servizio d’interesse economico generale, al quale deve essere garantito l’accesso da parte di tutti i cittadini per realizzare la coesione sociale e territoriale (art. 36 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea). A nessun titolo quindi le società del gruppo Ferrovie dello Stato possono tagliare selvaggiamente treni, fermate, contratti, senza dover rispondere ad un regolatore pubblico, tenuto ad assicurare che alla messa a disposizione di tante risorse corrisponda la soddisfazione adeguata dell’interesse generale. E’ palese a questo punto che se avessimo un regolatore efficiente e non catturato dal soggetto regolato né i treni notte né i trasporti interregionali potrebbero essere eliminati. La stessa Alta velocità dovrebbe essere radicalmente ripensata per soddisfare le esigenze anche delle popolazioni dei territori attraversati (come del resto il gruppo Ferrovie dello Stato si era impegnato a fare al momento della costruzione della linea e dell’ottenimento del consenso degli enti locali). Né può obiettarsi che l’ingerenza programmatoria pubblica dovrebbe riguardare solo il trasporto locale, perché gli altri treni tipo Euro star o frecce varie sono treni “a mercato”, cioè non previsti in contratti di servizio con lo Stato o le regioni. Qui c’è un paradosso: ove l’utenza, pagando alte tariffe, consente una gestione economica del servizio, proprio lì viene lasciata in balia del gestore e delle sue scelte imprenditoriali. Ma questa gestione profittevole è tale in quanto non sconta l’onere dell’investimento della rete né vi è alcuna certezza che non vi siano sovvenzioni incrociate tra i vari segmenti dell’offerta delle varie tipologie di treni. Di conseguenza non ha presupposto logico, ancor prima che giuridico, la pretesa del gestore di operare sull’orario ferroviario in totale autonomia , senza ricevere indirizzi vincolati dello Stato né dover attuare percorsi di partecipazione con l’utenza e con i lavoratori del settore. In questo modo infatti le ampie capacità di trasporto della rete, pagata da tutti i contribuenti, non vengono messe al servizio dell’intero territorio nazionale. Il che pare rappresentare una violazione non solo dei principi comunitari ma anche del principio costituzionale che compete allo Stato determinare i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti a tutti i cittadini e su tutto il territorio nazionale: fra i quali rientra certamente anche quello alla mobilità.

Chi buttereste dalla torre? (15/12/2011)

In questi giorni Carmine Rotatore, Oliviero Cassini e Giuseppe Gison stanno al freddo sulla torre-faro della stazione Centrale di Milano per difendere i propri diritti. Carmine, Oliviero e Giuseppe lavorano, o meglio lavoravano, per imprese fornitrici di servizi a bordo di convogli notturni legati a Trenitalia e, dal 12 dicembre sono senza lavoro.
Con l’applicazione del nuovo orario Trenitalia ha deciso di tagliare il servizio dei treni notturni e, con questo, i contratti con le imprese appaltatrici.

Qual’è il motivo di questa scelta? Secondo la versione officiale il numero di utenti era in calo. C’è però chi pensa che il calo sia stato pilotato per poter giustificare la cancellazione di un servizio che era troppo economico rispetto ai Frecciarossa.
E’una strategia che riconosciamo perché la viviamo sulla nostra pelle tutti i giorni: le risorse vengono dedicate ai servizi “per ricchi” (leggasi alta velocità), il restante 90% della popolazione, siano questi i pendolari o gli utenti dei treni notturni “si deve arrangiare”. Ma la infrastrutture usate per questi servizi “a libero mercato” non le abbiamo pagate noi con le nostre tasse?
Allora perché non ci permettono di usarle andando da Piacenza a Milano in 20 minuti?
Perché ci costringono a viaggiare su carri bestiame in carrozze prive di riscaldamento e dove trovare un posto a sedere è un miraggio?
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai lavoratori che protestano, due dei quali sono piacentini. Lo facciamo a parole, ma lo abbiano fatto anche coi fatti. Come riportato dal Libertà di oggi, alcuni nostri rappresentanti, assieme all’avvocato Umberto Fantigrossi sono andati al presidio di stazione Centrale portando gutturnio e salame piacentino. Un piccolo gesto, ma col quale abbiamo voluto esprimere tutto i nostro sostegno a una causa che affonda le proprie radici in un problema comune: la dirigenza delle ferrovie che pensa a “far bella figura” con un pareggio di bilancio ottenuto sulle spalle delle categorie più deboli e con la complicità delle istituzioni (es. regione) che dovrebbero difendere gli interessi dei propri cittadini.
Sarà poco, ma più di quanto fanno molti politici, anche piacentini, che si riempiono la bocca (e il profilo Facebook) di belle parole, ma quando si tratta di agire scompaiono.
Chi buttereste dalla torre: i lavoratori che perderanno il posto, i dirigenti delle ferrovie, o i politici che ci sostengono a parole e si dileguano quando è il momento di agire?

Piacenza - Milano: i ritardi di novembre 2011 (14/12/2011)

In attesa dell'applicazione del nuovo orario, le "amate" ferrovie hanno voluto darci un assaggio dei disservizi che sono in grado di offrire. Dati disastrosi per tutti i treni, soprattutto all'andata.
Il 2912 si distingue riuscendo ad accumulare oltre 6 ore di ritardo, anche gli altri non scherzano, cedono anche i "tradizionali" 2272 (6:48) e 2122 (7:08), entrambi considerati "affidabili" che superano le tre ore di ritardo.

Ritardo: la somma dei minuti di ritardo accumulati nel periodo
Media: ritardo medio del periodo
gg: i giorni in cui siamo riusciti a fare la rilevazione (potrebbe essere che per "motivi tecnici" qualche giorno ci sfugga)
5 minuti: numero e percentuale di treni che arrivano con più di 5 minuti di ritardo
15 minuti: numero e percentuale di treni che arrivano con più di 15 minuti di ritardo

Non ci resta che appellarci a Babbo Natale (12/12/2011)

La situazione del trasporto ferroviario è sempre più tragica:

il nuovo orario ha introdotto ulteriori peggioramenti (eliminazione del 18:35 da centrale al ritorno e soppressione della fermata di Rogoredo dell'ESCity delle 8:24);
i pochi treni rimasti ad offrire un servizio "decente" in termini di fermate intermedie e tempi di percorrenza sono dei carri bestiame in cui capita spesso di viaggiare in piedi e/o senza riscaldamento
Sul fronte locale la situazione non è migliore

i posteggi auto di via del Pisoni e di viale S. Ambrogio sono strapieni già dalle 7 di mattina;
gli automobilisti che cercano di arrangiarsi in qualche modo vengono multati;
il posteggio coperto e gratuito delle biciclette ci è stato scippato;
si è arrivati addirittura a multare i ciclisti!!!
Abbiamo cercato di fare il possibile, ma siamo stati ignorati a tutti i livelli:

il comune ci ignora (anzi, ci multa e tenta di sfrattarci dalla sede);
la provincia ci ignora;
l'assessore regionale Alfredo Peri è troppo impegnato per darci ascolto;
in passato siamo arrivati anche a parlare con il ministro di trasporti, ma senza risultato.
Ormai l'unica soluzione è l'intervento di Babbo Natele!
Aderiamo quindi volentieri all'iniziativa di Legambiente (che riportiamo nel seguito) che ci invita a scrivere una letterina con le nostre richieste.


SOS PENDOLARI
Legambiente al fianco dei pendolari dell'Emilia Romagna

Caro Pendolare,
come certamente saprai il trasporto ferroviario locale è sotto attacco dai tagli ai finanziamenti.
Noi crediamo, invece, che sia necessario contribuire ad uno sviluppo del trasporto pubblico su ferro, valorizzando le tante persone che come te scelgono ogni giorno il treno per andare al lavoro e all'università, lasciando a casa la macchina e contribuendo allo sviluppo di una mobilità sostenibile.

Il 19 dicembre, data dell'uscita del Dossier Pendolaria, ci faremo portatori di tutte le richieste sulla mobilità ferroviaria locale che i pendolari vorrebbero vedere esaudite da Babbo Natale.
Per questo ti chiediamo di inviarci fotografie e racconti delle tue odissee giornaliere: treni sovraffollati, sporchi, ritardi, cancellazioni...

Mandaci una letterina con la tua richiesta a Babbo Natale su come vorresti che si trasformasse il trasporto ferroviario, o con il racconto e le fotografie della situazione attuale!

Utilizza questa formula:

Caro Babbo Natale,
per natale vorrei un treno........

Il 19 dicembre festeggeremo tutti assieme una nuova idea di mobilità ferroviaria!!

Repubblica cita il pendolare calato dal finestrino (9/12/2011)

Oggi, un articolo di Repubblica traccia un quadro crudo e realistico della situazione delle ferrovie nazionali: da un lato le tratte più redditizie con treni efficienti e costosi, per tutto il resto una situazione da terzo mondo (tanto per fare un esempio dal nostro archivio abbiamo preso il finestrino gelato ritratto il 17 dicembre 2010).

Le situazioni più tragiche si trovano al sud: 7 ore per coprire i 102 km che separano Matera da Potenza... ma anche al nord la situazione non è molto migliore d'altronde noi lo sappiamo bene...
Tra i vari esempi citati dall'articolo anche il pendolare di Fiorenzuola che è sceso passando dal finestrino.
Ci auguriamo che l'attenzione che articoli come questo portano sul tema possa servire a smuovere qualcosa. Per il momento lo speranze sono vane...
Confermata la soppressione di due treni utilissimi per il rientro da Milano: il "Terni" e il Frecciabianca delle 18:35. A questo punto l'unico treno "veloce" (si fa per dire) attorno è alle 18 è il 2285, lunedì vedremo cosa succederà quando tutti ci si riverseranno sopra.....

Dieci anni positivi??? (1/12/2011)

Ieri la stampa locale ha riportato la dichiarazione del sindaco, Roberto Reggi, secondo cui i sui 10 anni di regno... pardon, mandato sono stati ampiamente positivi.
Noi qualche dubbio ce l'abbiamo...
Da quando l'Associazione Pendolari Piacenza è nata non ha mai avuto paura di schierarsi apertamente contro la giunta quando prendeva decisioni contrarie all'interesse dei pendolari e, questo indipendentemente dal colore politico degli amministratori in carica. I disagi sono disagi, indipendentemente dalla tessera che si ha in tasca.
Anche sull'operato di Reggi abbiamo avuto molto da ridire.

Il riassunto delle nostre osservazioni sull'operato di questa amministrazione lo si trova nelle 20 domande a Reggi che abbiamo riepilogato in questo post e che non hanno mai avuto risposta, nonostante fossero state pubblicate anche su Libertà.
In sintesi, le nostre obiezioni riguardano:
la mancata applicazione del contratto con Trenitalia che ci consentirebbe di usare la tratta ad alta velocità raggiungendo Milano in 20 minuti;
lo scippo del posteggio gratuito delle biciclette all'interno del capannone e le azioni che ne sono seguite, arrivate all'emanazione di una ordinanza di divieto di sosta per le biciclette in Piazzale Marconi e alla rimozione di 21 velocipedi "indebitamente" posteggiati;
la riduzione del numero di posti auto nell'area di via del Pisoni e l'accanimento con cui si sono multate le auto dei pendolari che hanno cercato di "arrangiarsi".
Ce ne sarebbero altre, ma ci siamo concentrati su quelle più significative.
In generale siamo rimasti molto delusi del modo con cui il sindaco ha gestito la partecipazione dei cittadini alla scelte rilevanti per il comune, metodo che è stato applicato anche ad altri temi non direttamente connessi con il pendolarismo (ZTL, Pertite, piazzetta Plbiscito ecc..).
Si tratta di osservazioni prive di ogni risvolto "ideologico" ma rivolte a difendere gli interessi di tutti i pendolari e che avremmo rivolto a qualsiasi amministrazione indipendentemente dal "colore".
L'Associazione Pendolari Piacenza per statuto è apolitica e non ha mai fatto politica.

Posteggio di via dei Pisoni: situazione sempre più critica (28/11/2011)

Come avevamo già detto in passato, il comune, cogliendo l’occasione della tracciatura del posteggio via dei Pisoni, ha notevolmente ridotto il numero di posti auto disponibili. Già da poco dopo le 7 è impossibile trovare posto nelle “strisce bianche”.
Ricordiamo anche che la nostra associazione aveva presentato una proposta che, a costo zero, avrebbe consentito di mettere a disposizione dei cittadini un centinaio di posti in più. Non si tratta di una proposta improvvisata, ma di un progetto redatto da un architetto urbanista.
Se la volontà di ignorare la nostra proposta per una scelta che riduceva il numero di posti auto fosse in qualche modo legata all’apertura del posteggio a pagamento, avvenuta proprio negli stessi giorni, non lo possiamo sapere con certezza. Certo qualcuno dice: “a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina”.

In tutto questo tempo (ormai è passato più di un anno), i pendolari hanno cercato di ingegnarsi lasciando le auto in posti fuori degli spazi delimitati ma che non davano fastidio a nessuno (ciononostante in diversi casi sono stati multati). Esistevano tuttavia delle “zone grigie”, dove si poteva posteggiare con una buona possibilità di non prendere la multa; una di questa ere quella vicino all’uscita del posteggio in direzione di via dei Pisoni dove, quanto meno, non c’erano divieti di sosta espliciti.
Ebbene! In coincidenza con il ritorno della stagione fredda, nella quale molti “appendono la bicicletta al chiodo” per usare l’auto. l’amministrazione comunale, sempre attenta alle esigenze dei cittadini, ha pensato bene di togliere ogni dubbio installando dei cartelli che istituiscono il divieto di sosta con rimozione forzata.
Ringraziamo il sindaco Reggi per aver reso ancora più difficile la vita a chi deve andare tutti i giorni a lavorare o a studiare fuori città!
Nel frattempo il posteggio auto a pagamento (alla modica cifra di 6 euro al giorno) si sta riempiendo. Una domanda sorge spontanea: c’è pieno di pendolari che sono disposti a pagare 120 euro al mese di posteggio, o sono state attivate delle forme di abbonamento?
Se così è: questo era previsto dalla convenzione con il comune?
Se così è: perché le tariffe non sono esposte?

Trenitalia e corruzione: Claudio Gatti l'aveva detto (8/10/2011)

La procura di Firenze ha aperto un'inchiesta contro 42 persone tra imprenditori e dipendenti di Trenitalia per una serie di reati tra cui: associazione per delinquere, corruzione, truffa, peculato, turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente, rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio, falsità commesse da pubblici impiegati incaricati di pubblico servizio.
Trenitalia si è "difesa" sostenendo di avere già segnalato i fatti alla magistratura.
Si potrebbero scrivere migliaia di pagine di commenti, preferiamo riportare il comunicato stampa di Chiarelettere, la casa editrice del libro Fuori Orario che noi riteniamo la bibbia del pendolare...
4/10/2011

Appalti e corruzione: 16 persone sono state arrestate e 42 in totale sono indagate nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Procura di Firenze, per una serie di appalti ferroviari che sarebbero stati truccati.
In un comunicato prontamente emesso questa mattina da Ferrovie dello Stato si legge “che già in data 15 febbraio 2010 le strutture di security e audit del Gruppo FS avevano formalmente segnalato, nel massimo riserbo, alla Polizia Ferroviaria di Firenze, di essere venute a conoscenza di presunte attività illecite condotte da proprio personale nell’affidamento e gestione di appalti, assicurando nel contempo ogni disponibilità e collaborazione alle indagini."


Quello che FS non dicono è che quasi quattro mesi prima quella denuncia era stata fatta dal giornalista de Il Sole 24 Ore Claudio Gatti nel libro FUORI ORARIO (Edizioni Chiarelettere), uscito a fine ottobre 2009.

La procura di Firenze ha voluto allegare formalmente agli atti il libro di Gatti. L’amministratore delegato del Gruppo FS Mauro Moretti invece, ha preferito fare causa all’autore e alla casa editrice chiedendo un risarcimento per 26 milioni di euro per diffamazione.

«Storicamente il management di Roma si è sempre astenuto dal toccare la struttura tecnica di Firenze, che quindi è sempre rimasta una repubblica indipendente. Neppure Moretti, che nei primi dodici mesi di amministrazione ha cambiato quasi tutta la prima linea manageriale, ha potuto o voluto toccare Emilio Maestrini, suo vecchio compagno di concorso nelle Fs, da anni a capo di viale Lavagnini. Ci è voluto l’incidente di Viareggio perché decidesse di intervenire.»

Da Fuori orario di Claudio Gatti – capitolo Troppi appalti senza gara

Repubblica Firenze

L'inchiesta della procura di Firenze sulle gare di appalto truccate per le forniture ferroviarie parte dalla denuncia di un imprenditore del settore, Walter Pretelli, che nel marzo 2010 rivelò come funzionavano le segrete cose nel palazzo di viale Lavagnini a Firenze, "il centro del potere tecnico delle Ferrovie dello Stato".

(la citazione è dal libro "Fuori Orario" di Claudio Gatti - Edizione Chiarelettere) che è stato allegato agli atti dell'inchiesta.

Lettere dai pendolari La mia bici tra i rifiuti (31/8/2011)

Il 1° agosto, in partenza per le ferie, mi sono recata in stazione in bicicletta e l’ho parcheggiata, come faccio ogni giorno durante l’anno (visto che sono pendolare), ancorandola alla ringhiera di una scala che si trova proprio di fronte al deposito a pagamento delle bici.

Il 19 agosto, al mio ritorno dalle vacanze, la bicicletta era sparita.

Il lunedì successivo, alla ripresa del lavoro, un collega pendolare mi dice di aver visto la mia bici nei pressi dei cassonetti a lato di BorgoFaxhall. La sera, al rientro, corro a verificare: gettata malamente a terra, tra rifiuti e olezzo di umane deiezioni, c’è proprio la mia bicicletta.

Con grande stupore, noto che il lucchetto è stato manomesso, ma ciononostante è ancora chiuso. Quando però cerco di aprirlo con la legittima chiave, la serratura risulta bloccata.

Insomma, qualcuno si è dato la pena di aprire il lucchetto (altrimenti non avrebbe potuto staccare la bicicletta dalla ringhiera cui l’avevo legata), di buttare la bici accanto ai cassonetti e poi di richiuderlo accuratamente. Ma chi? E perché?

Forse un ladruncolo insoddisfatto del bottino? Non credo: già a prima vista è chiaro che la mia è una bici “da battaglia”, che non può certo garantire prestazioni eccezionali, né procurare lauti guadagni. E poi, se il presunto ladro era così indispettito, non credo che avrebbe perso tempo a richiudere il lucchetto. Forse un malvivente fulminato da improvvisa redenzione? Nel caso, ne sarei oltremodo compiaciuta, anche se il disprezzo con cui ha trattato la mia bici mal si accorda con una verace, per quanto repentina, conversione.

Insomma, più che di un tentato furto, la disavventura ha tutta l’aria di un dispetto (piuttosto impegnativo, però!) ai danni di un’innocua bicicletta, perfettamente identica a centinaia di altre, dalle quali si distingue soltanto per il cartello “io pedalo ma non pago! “ che campeggia sulla ruota posteriore e che attesta la mia adesione alla campagna dell’Associazione Pendolari contro “l’obbligo” di parcheggiare la bici a pagamento nel capannone.

Ma sarebbe assurdo pensare che proprio il cartello sia la causa di tutto, no?! E infatti non voglio credere che qualcuno possa abbassarsi a compiere un gesto tanto idiota e volgare.

Il parcheggio bici a pagamento si è rivelato un flop (24/5/2011)

È sempre spiacevole dover iniziare un discorso con un “L’avevamo detto”, ma stavolta è d’obbligo. Che l’dea di mettere a pagamento un enorme capannone sarebbe ben presto fallita l’Associazione Pendolari l’aveva detto, ripetuto e scritto ovunque, ben prima che l’iniziativa partisse. Ma all’epoca, e anche in seguito, fummo definiti “uno sparuto gruppo di rumorosi contestatori” e, come tali, ignorati. Ora, a distanza di sette mesi, i fatti ci danno ragione. È infatti una responsabile della cooperativa che gestisce il servizio a lanciare un preoccupato appello al Comune: il deposito rischia la chiusura.
Del resto, un’iniziativa costruita sulla sabbia della menzogna era destinata a sprofondare. Anche la cooperativa, infatti, si è lasciata ingolosire e turlupinare dalla millantata raccolta di firme che avrebbe dovuto garantire l’affollarsi alle porte del capannone di ben 400 pendolari, frementi dal desiderio di pagare un “onesto” abbonamento pur di parcheggiare la propria bici al sicuro. Quelle firme – l’abbiamo ripetuto fino alla noia – non sono mai esistite. Prova ne sia il fatto che, dopo sette mesi e a primavera inoltrata, hanno sottoscritto l’abbonamento solo 150 pendolari (e ci sembra una cifra arrotondata per eccesso), molti dei quali si sono sentiti costretti a farlo.
Depositate e protocollate sono invece le 380 firme raccolte dall’Associazione Pendolari per chiedere un deposito sicuro ma gratuito; e che siano vere – questa volta sì! – lo dimostra il fatto che le numerosissime biciclette degli “obiettori” sono parcheggiate un po’ ovunque in zona stazione, tranne che nel capannone.
Ebbene, ora la signora Giovanna Boselli, responsabile amministrativa della cooperativa, chiede al Comune che intervenga per impedire il fallimento dell’iniziativa. Ma, gentile signora Boselli, non le sembra che il Comune – ovvero la cittadinanza tutta – abbia già fatto abbastanza per avviare e sostenere un servizio non richiesto dalla stragrande maggioranza dei pendolari, ossia degli utenti cui era destinato? Oltre a essersi accollata i costi della ristrutturazione (rispetto ai quali l’Associazione è ancora in attesa della relativa documentazione), l’amministrazione comunale ha infatti destinato 30.000 euro all’anno alla cooperativa e si è fatta carico di tutte le spese (luce, riscaldamento e quant’altro). Come se ciò non bastasse, per dare un altro consistente “aiutino” e incentivare l’uso “volontario” del capannone, ha emesso un’ordinanza ad hoc di rimozione delle biciclette dal piazzale, mentre, per riempire gli spazi auto a pagamento, ha studiato una tracciatura volta a ridurre considerevolmente il numero dei posti gratuiti. Cos’altro dovremo aspettarci? L’installazione di enormi calamite agli ingressi del capannone per attrarre tutti i velocipedi in circolazione nel raggio di 3 chilometri?
Che il capannone esista lo sanno bene tutti, pendolari e non, e non serve la segnaletica invocata dalla signora Boselli. Attribuire poi alle polemiche sollevate dall’Associazione Pendolari la colpa del fallimento dell’iniziativa, da un lato ci lusinga, perché vorrebbe dire riconoscere all’Associazione medesima un forte ascendente sui pendolari; dall’altro, però, non risponde al vero: mai – e ripetiamo: mai – l’Associazione ha fatto alcunché per impedire a chi lo volesse di sottoscrivere un regolare abbonamento e di utilizzare il deposito o i posti auto a pagamento. L’Associazione si è semplicemente fatta interprete del volere della maggioranza dei pendolari: il fatto che il capannone non venga usato è espressione di quel sistema che chiamiamo “democrazia”, quello stesso che consente a chiunque di esprimere la propria opinione. Proprio appellandoci a questo principio, abbiamo avanzato un congruo numero di proposte per poter salvare “capra e cavoli”, in modo che fossero rispettate tanto le esigenze di vuole parcheggiare la bici con custodia a pagamento quanto la libertà di chi non intende pagare. Ma, come si dice in questi casi, le nostre proposte sono rimaste lettera morta.
Nei mesi, siamo addirittura stati accusati di voler negare dei posti di lavoro a chi ne ha bisogno: è stato forse meglio illudere queste persone, sulla base di false premesse e promesse? Quello che il Comune si è sempre rifiutato di capire – e a farne le spese saranno proprio i dipendenti della cooperativa – è che non basta imporre qualcosa per attendersi che tutti si adeguino supinamente; e che le voci fuori dal coro vanno ascoltate, soprattutto se sono più numerose del coro stesso.

Lettera del Presidente: prepotente sarà lei (28/3/2011)

L' insulto quale l'epiteto "prepotente" che il sindaco ha dispensato sulla stampa piacentina nei confronti dell'Associazione Pendolari, lo rispediamo al mittente con gli interessi.
Evidentemente il suddetto ha la memoria corta oppure il 30 maggio 1997, come da verbale n. 673 della Giunta Comunale di Piacenza, della quale era assessore, (sindaco Giacomo Vaciago) pur essendo presente, schiacciava l'immancabile pennichella (poco male, ormai tanti sono stati immortalati dalle immagini televisive mentre dormono in Parlamento ed altrove...) mentre veniva votata all'unanimità la concessione in comodato gratuito dei locali posti in Piazzale Marconi 32/A quale sede dell'Associazione Pendolari, e non genericamente ai pendolari.
Oppure dobbiamo pensare di trovarci di fronte ad un caso di omonimia?

Quella delibera dichiarava a pag. 2 che la sede era provvisoria e senza determinazione di durata in attesa del trasferimento presso locali delle FF.SS. secondo impegni dalle FF.SS già assunti.
Cosa questa della quale siamo in attesa da ormai 14 anni.
Inoltre il parere dell'Unità Operativa Demanio e Patrimonio (prot. n. 1453 del 29 maggio 1997) ufficio proponente di tale richiesta poi votata dalla Giunta, specificava a pag. 2 che la nostra Associazione " ha eseguito per conto del Comune un utile indagine statistica sul pendolarismo piacentino " ed al comma n. 6 si dichiarava " è facoltà dell'Amm.ne Com.le di esigere l'immediata restituzione del bene a semplice richiesta e qualora sopraggiungesse una urgente ed imprevista necessità da parte della medesima ".

Il 2 giugno 1997 ci veniva consegnata, come da apposito verbale redatto nell'occasione, la sede.
Quali sono gli urgenti ed improvvisi motivi per i quali dopo 14 anni, e senza che si sia ottemperato alla soluzione definitiva, il Comune ha bisogno dei locali???
Nell'ordinanza di sgombero non se ne ha traccia.
Francamente ridurre il tutto, come fa furbescamente il sindaco, ad uno slancio di ritrovato amore fraterno ed alla necessità di dare uno spazio anche a chi dall'associazione se ne è andato di sua spontanea volontà, ed in 3 gatti (e proprio di numero) e nel 2006 ne ha fondata un'altra, fa ridere i polli.

Sono loro stessi che dichiarano nel loro blog (peraltro poco attivo, 12 post in 5 anni ..): " L'Unione dei Pendolari Piacentini nasce a Piacenza il 6 febbraio 2006 in seguito al distaccamento di tre membri della Associazione dei Pendolari Piacentini (Presidente,Consigliere e Tesoriere), i quali non concordando con lo stile adottato dai componenti della Associazione decidono di fondare un nuovo comitato che sostenesse le medesime finalità attraverso però la collaborazione stretta con le autorità locali e il rispetto con le parti interessate (tra cui la Regione Emilia Romagna e le Ferrovie dello Stato).

I cittadini di Piacenza saranno provinciali, ma non fessi.
Questi signori, oltre ad averci causato un danno, per il quale l'avvocatessa Liviotti del foro di Piacenza sarà lieta di illustrare a chiunque i dettagli, si distinguono per una costante opera di lecchinaggio istituzionale per il quale risultano richiesti ed omaggiati, ovvero quello che intendono loro per collaborazione stretta.
Ma la cosa grave è che ad oggi di questi 3 personaggi, uno non fa più il pendolare lavorando a Piacenza, mentre gli altri due sono pensionati.
Come direbbe qualcuno, che c'azzeccano con noi pendolari?
Da ultima, l'ulteriore volgare stilettata per la quale il Sindaco si domanda che cosa noi si abbia ottenuto come Associazione.

Innanzitutto la stima ed il rispetto della stragrande maggioranza dei pendolari piacentini, ma non solo, che nelle nostre battaglie ormai ventennali si riconoscono, soci o meno che siano.
Lo constatiamo quotidianamente, noi che viaggiamo.
Piuttosto, perchè il sindaco non si fa un bell'esame di coscienza cercandola nell'ego smisurato che ormai da tempo lo contraddistingue, per trovare in quali occasioni ha appoggiato di fronte a Regione ed FS le nostre sacrosante richieste?
Troverebbe il nulla (Consulta dei Pendolari? diffida ad adempiere al protocollo TAV? fondo di sostegno alle nostre cause - ne abbiamo già vinte 21 - assenza totale da 3 anni agli incontri? etc, etc. etc. )
Per cui, come le ha già suggerito un esponente della sua maggioranza, perché non la smette di fare il ducetto e torna sulla terra occupandosi seriamente dei problemi della città e delle migliaia di pendolari suoi cittadini ? O i suoi slogan - Pendolari: sono uno di voi - con quali erano infarciti i suoi volantini, erano solo le solite promesse finte da campagna elettorale?

Il Comune cerca di sfrattarci: i potenti non amano essere criticati (28/3/2011)

Il giorno 24 marzo, in occasione dell'Assemblea mensile, il Presidente Ettore Fittavolini ha comunicato ai presenti l'ultima beffa ai danni dei pendolari: il Comune ha inviato una ingiunzione di sfratto alla Associazione.
Con una raccomandata, recapitata direttamente al Presidente, si intima di liberare i locali concessi alla Associazione: si tratta delle stanze che si trovano a fianco del capannone delle biciclette, quelle che accolgono i pendolari durante le assemblee, che ospitano gli incontri con la stampa e che vengono utilizzate come ufficio ed archivio dai volontari che lavorano per l'Associazione.

Quei locali erano stati assegnati alla Associazione con una delibera del 1997, una decisione che premiava e valorizzava il lavoro svolto in quegli anni dai volontari, un contributo che è continuato in tutti questi anni e che ha permesso alle varie Amministrazioni che si sono susseguite di chiarire e risolvere diversi problemi legati ai temi del pendolarismo piacentino.
La comunicazione del Presidente ha ovviamente lasciato senza parole i presenti: pendolari, giornalisti e consiglieri comunali che avevano accettato il nostro invito a partecipare all'Assemblea sono rimasti attoniti, nessuno ne era al corrente e nessuno si aspettava una decisione simile.

In molti hanno scosso la testa, a tanti questa notizia è apparsa come l'ennesima ritorsione dell'Amministrazione contro chi ha contestato le ultime decisioni del Comune sulle questioni dei parcheggi nella zona della stazione.
Eppure nessuno dei nostri articoli è mai state smentito, tutte le nostre denunce sono comprovate da fatti, persino nei confronti televisivi le argomentazioni degli esponenti della giunta sono apparse deboli: l'Amministrazione ha preferito rispondere con rimozioni coatte delle biciclette, multe alle auto e, in ultimo, con questo avviso di sfratto.

Spiace perché i consiglieri presenti hanno dimostrato buone intenzioni, hanno ammesso che probabilmente molte decisioni sono state prese sulla base di informazioni sbagliate o incomplete e hanno riaperto le porte del dialogo: perché, al contrario, gli assessori (Carbone, Brambati) non hanno neppure risposto al nostro invito?
Perché hanno lasciato soli i consiglieri presenti? I poveretti, assaliti dalle domande e dalle critiche dei pendolari, si devono essere sentiti come un controllore che passa in carrozza il giorno in cui il treno è in ritardo e si prende gli insulti di tutti i viaggiatori.

Peccato che questa notizia abbia rovinato una serata che doveva essere gioviale, che prevedeva l'inaugurazione della mostra fotografica cui sarebbe seguito un semplice buffet: il dibattito che è scaturito ha occupato molto tempo e quindi non è stato possibile approfondire i punti all'ordine del giorno che quindi verranno ripresi nelle prossime assemblee.

Sosta selvaggia in stazione, ma pagano solo i ciclisti (19/3/2011)

Intervento di Ettore Fittavolini, Presidente dell’Associazione Pendolari Piacenza

Vedere nei giorni scorsi sulle prime pagine della stampa piacentina foto di agenti della polizia municipale intenti a compiere operazioni ad altissimo tasso di pericolo, quali le rimozioni di innocue biciclette posteggiate in Piazzale Marconi, ci ha suscitato un senso di commiserazione, ma nello stesso tempo di rabbia.

Con tutto quello che di meglio e di più rilevante potrebbero fare per la collettività piacentina, in virtù di una ordinanza assurda e vessatoria, che non trova uguali in nessuna città italiana, men che meno in Europa (fossimo ad Amsterdam o a Copenaghen l’autore dell’obbrobrio sarebbe già stato internato in un centro di igiene mentale), vengono comandati, a tempo, si badi bene, alla repressione del parcheggio delle biciclette.
Pietoso ed avvilente.

Nel frattempo, nella succitata piazza, allegramente assistiamo giornalmente al parcheggio selvaggio ed abusivo, di ogni tipo di autovetture, che soprattutto in ora di punta, impediscono addirittura ad autobus e taxi, l’ingresso in quei due “ cul de sac “ che qualche ripetente di geometra di è inventato quale soluzione alla viabilità dell’area.

Il tutto alla modica cifra di più di 1 milione di euro dei soldi delle nostre tasse, con la ciliegina sulla torta di due scale mobili che per la modica cifra di 400.000 cucuzze sono più guaste che sane, già arrugginite ed alla mercè delle intemperie (andavano protette, cari fenomeni della progettazione !) ma soprattutto che nessuno usa, perditempo, inutili e scomode quali sono.
Men che meno i “ diversamente abili “ che tutto sono meno che incapaci di individuare le magagne di tali soluzioni, ovvero il cieco è soltanto l’assessore bulldozer che ne millanta il gradimento.

Gradiscono forse gli anziani ed i fruitori dell’area di starsene all’aperto sotto le intemperie ad aspettare gli autobus, costretti ad aumentate attese dai recentissimi nuovi tagli delle corse e la riduzione delle frequenze, perché non ci sono le pensiline ?
Sicuramente no, non di meno i pendolari di lungo corso, quelle migliaia di piacentini che silenti quando la città ancora dorme sono già in movimento per andare a studiare e a lavorare altrove, lì producendo reddito ma pagando fior di tasse in quel di Piacenza.

Li vogliamo paragonare, cara la mia consigliera dalle improvvide dichiarazioni, ai disagi delle commesse (con tutto il rispetto per la categoria di lavoratori) che se ne vanno in bicicletta al lavoro magari a 500 metri da casa, e parcheggiano il velocipede al coperto nelle rastrelliere sotto i portici di Piazza Duomo, a portata di sguardo ? E se ne vanno pure a casa in pausa pranzo….

Già perché questa porcata di ordinanza (non troviamo migliore sostantivo per definirla…) individua come unica zona della città da tutelare, pseudo vincolata (????) da chissà quale fenomeno di sovrintendente, Piazzale Marconi, ed attaccandosi al presunto decoro che le biciclette dei pendolari rovinerebbero, le addita al pubblico ludibrio ed alla rimozione coatta come uniche responsabili del degrado della zona.
Un vero falso in atto pubblico.

Che dire allora, oltre alla succitata Piazza Duomo, di Piazza Cavalli, Largo Battisti, Piazza Sant’Antonino, Piazzetta Mercanti, Via Cavour, Liceo Gioia di fronte al Palazzo Farnese, tanto per citare luoghi centenari ed ultra vincolati ( però che colpo di genio una bella scacchiera per fare giocare i due cavalli !) del nostro centro storico, ove fanno bella mostra di sé file di rastrelliere.
Decorose lì le biciclette, oltre ammassate dovunque nei giorni di mercato, ed indegne in Piazzale Marconi ?

Già perché lì, in un piazzale non ancora preda degli eterni lavori di ristrutturazione, le rastrelliere c’erano da sempre, di fronte all’ingresso della stazione (con il contorno dei catorci arrugginiti delle biciclette comunali, ora inutilizzate, alla faccia dello spreco, in un deposito di periferia) ed ai lati, ed i pendolari lì la biciclette “ selvaggia “ ( che selvaggia proprio non è) non l’hanno mai fatta, perché ivi si poteva parcheggiare, oltre che nel capannone deposito. E gli spostamenti delle rastrelliere ci erano stati confermati come provvisori, per la durata dei lavori.

Già, perché da decenni c’era un capannone deposito, quindi coperto, non custodito e quindi gratuito, che dava alloggio a centinaia di biciclette, mezzo ecologico per eccellenza usato dai piacentini pendolari.
Peccato che questo capannone, cogliendo la palla al balzo di una richiesta di sicurezza a gran voce sollecitata e che credevamo fosse compresa nei soldi delle nostre tasse, sia stato scippato e consegnato a due cooperative che per la modica cifra di 80.000 euro (tra lavori e contributo) si sono trovate a custodire un‘area libera, con la crema di 40 posto auto a strisce blu, tanto per rincarare la dose.
Alla faccia delle pseudo riunioni partecipative, nella quali si faceva finta di ascoltare le nostre proposte a costo zero, per poi fare di testa ( ?) propria spendendo i soldi delle nostre tasse.

Per poi accorgersi che i pendolari scemi non sono, e non si vogliono fare fregare, per cui, a fronte del flop dell’iniziativa (leggi : parcheggio bici a a pagamento semivuoto e posti auto deserti) ecco che la mente perversa ti crea l’ordinanza “ mostre “, che solo a pensare di farla in una azienda privata ti licenziano in tronco senza nemmeno mandarti dallo psichiatra.

Con l’aggravante che alle dichiarazioni in consiglio comunale per le quali si sospendeva il tutto e si sarebbe realizzata parità di trattamento, come prescrive il codice della strada, si è poi messo mano al posizionamento di rastrelliere scoperte e lontane dalla stazione, si è reiterata la porcata di cui sopra con l’aggravante di prossima realizzazione di isola ecologica (leggi: deposito di immondizia) ad uso del supermercato di Borgofaxhall.

Dove? Proprio sull’angolo del Piazzale, ove prima vi erano rastrelliere e dal 6 dicembre invece “ i lavori in corso “ .
Già che ci siamo, suggeriamo di importare dagli amici napoletani un po’ di monnezza storica d’autore, sicuramente più blasonata rispetto al “ rudo “ nostrano “.

E francamente più decorosa di quelle orrende biciclette che tanto deturpano l’amato (dal sindaco, non da noi) piazzale.
Una domanda sorge spontanea: ma non vi vergognate ???
Ai lettori l’ardua sentenza e, se proprio dovete prendere un treno, in stazione andateci in macchina: costa meno di un bus che non c’è più e si parcheggia ovunque, anche gratis.

Lettere dai pendolari: Multe per i pendolari (19/3/2011)

Sembra che i pendolari siano le vittime preferite non solo di Trenitalia, ma anche del Comune di Piacenza.
I1 Vigili Urbani hanno multato tutte le auto parcheggiate "fuori dagli spazi consentiti" nel parcheggio di via Pisoni.
Vorrei sapere se siete intenzionati a prendere qualche provvedimento in merito; io sono piuttosto seccata e credo che mi rivolgerò al giudice di pace o a chi di competenza perchè trovo questa multa inaccettabile.
E queste sono le mie motivazioni:
1) è vero che la mia auto era parcheggiata al di fuori degli spazi ma non impediva il transito degli altri veicoli;
2) transito peraltro molto limitato - praticamente ai soli pendolari (non ci sono scarichi merce, condomini ecc);
3) ma la più importante: siamo costretti a parcheggiare al di fuori degli spazi da quando il caro Comune ha deciso di "sistemare" il parcheggio riducendo notevolmente gli spazi a disposizione. Infatti prima, pur disponendo di una superficie minore, potevamo comunque parcheggiare le auto a pettine contro i vasi che dividevano il parcheggio; adesso invece nella stessa zona i parcheggi sono lineari. Già questo riduce il numero di veicoli posteggiabili, inoltre gli spazi così come sono stati delimitati sono esageratamente grandi per cui ogni veicolo dispone di un'area eccessiva. Considerate che ho preso il treno delle 7.37 per Milano e il parcheggio era già pieno...

Altra lettera

Buonasera, questa sera ho ritrovato sulla mia macchina (e con me diverse altre persone) una bella sorpresina. Una multa per divieto di sosta. La macchina era parcheggiata a lato strada nella via che collega via Pisoni al parcheggio. Obiettivamente non era nei (pochi) riquadri bianchi presenti ma in ogni modo non erano disponibili altri posti e la macchina era pure al di
fuori della linea bianca della carreggiata (ho una macchina piccola, non ho difficoltà a metterla molto vicino al muro).

Che stiano "incentivando" in parcheggio a pagamento visto che è da 8 (otto) anni che parcheggio in quel parcheggio e ho sempre avuto cura di posizionarla in modo consono e senza dare fastidio a nessuno?

Se uno trova il parcheggio piano cosa dovrebbe fare a questo punto? Tornare a casa? Oppure dobbiamo fare una "lotta tra poveri" per chi si sveglia prima la mattina?

Pensavo avessero toccato il fondo ma a quanto pare non c'è veramente mai fine al peggio.

Il comune di Piacenza dichiara guerra ai pendolari (14/3/2011)

Dopo aver cercato in tutti i modi di spillare soldi ai pendolari, dopo aver messo a repentaglio la loro sicurezza, ora si sono messi a dare le multe a chi nel parcheggio di via dei Pisoni (non in Piazzale Marconi come avevamo chiesto) parcheggia fuori dalle strisce.

Far dare la multa a chi lascia il mezzo in un parcheggio la cui capienza gratuita è stata volutamente ridotta è un gesto che si commenta da solo.
Basti pensare che in viale Patrioti ogni mattina, da anni, ci sono decine di auto in divieto di sosta con rimozione forzata che mettono in serio pericolo pendolari e cittadini diretti all'incrocio con lo Stradone Farnese, ma in questo caso, nonostante le svariate segnalazioni fatte, quelle auto non vnegono nè multate nè rimosse. Questo atteggiamento la dice lunga sul potere del "gruppo" che governa questa città.

La buona notizia è che per arrivare a fare questo devono essere con l'acqua alla gola. E come un serpente preso per la testa che si divincola come può, ma sa di avere i giorni, pardon i mesi, contati.
E' il segno che sono in difficoltà, evidentemente la trasmissione "Tempo Reale" trasmessa da Telelibertà qualche giorno fa, che li ha resi ridicoli di fronte a migliaia di persone, deve avergli dato molto fastidio. E questa è stata la loro risposta.

Sappiamo che questi signori useranno tutti i mezzi per tentare di metterci paura.
Sappiano che non ci faremo intimidire.
Saremo la loro PERENNE spina nel fianco!

Lettere dai pendolari: Una considerazione e una domanda per il Sindaco (7/3/2011)

Con estrema amarezza leggo su Libertà del 5 marzo della rimozione delle biciclette da Piazzale Marconi.
Si potrebbero spendere milioni di parole, ma su tutto vorrei fare una considerazione: da inizio anno al 4 marzo, Piacenza ha avuto 28 sforamenti dei limiti delle polveri sottili (ci stiamo avvicinando al limite di 35 previsto dalla Comunità Europea) e il comune cosa fa? Punisce chi usa la bicicletta multando e rimuovendo i velocipedi perché "sono brutti". C'è altro da aggiungere?
Sì, una domanda da rivolgere al Sindaco: quante delle auto che quotidianamente sono posteggiate sulle piste ciclabili sono state multate e rimosse?

Lettera aperta del Presidente al Sindaco Reggi: Tolleranza zero? ma mi faccia il piacere! (7/3/2011)

Vedere nei giorni scorsi sulle prime pagine della stampa piacentina foto di agenti della polizia municipale intenti a compiere operazioni ad altissimo tasso di pericolo, quali le rimozioni di innocue biciclette posteggiate in Piazzale Marconi, ci ha suscitato un senso di commiserazione, ma nello stesso tempo di rabbia.
Con tutto quello che di meglio e di più rilevante potrebbero fare per la collettività piacentina, in virtù di una ordinanza assurda e vessatoria, che non trova uguali in nessuna città italiana, men che meno in Europa (fossimo ad Amsterdam o a Copenhagen l’autore dell’obbrobrio sarebbe già stato internato in un centro di igiene mentale), vengono comandati, a tempo, si badi bene, alla repressione del parcheggio delle biciclette.
Pietoso ed avvilente.

Nel frattempo, nella succitata piazza, allegramente assistiamo giornalmente al parcheggio selvaggio ed abusivo, di ogni tipo di autovetture, che soprattutto in ora di punta, impediscono addirittura ad autobus e taxi, l’ingresso in quei due "cul de sac" che qualche ripetente di geometra di è inventato quale soluzione alla viabilità dell’area.
Il tutto alla modica cifra di più di 1 milione di euro dei soldi delle nostre tasse, con la ciliegina sulla torta di due scale mobili che per la modica cifra di 400.000 cucuzze sono più guaste che sane, già arrugginite ed alla mercé delle intemperie (andavano protette, cari fenomeni della progettazione !) ma soprattutto che nessuno usa, perditempo, inutili e scomode quali sono.
Men che meno i "diversamente abili" che tutto sono meno che incapaci di individuare le magagne di tali soluzioni, ovvero il cieco è soltanto l’assessore bulldozer che ne millanta il gradimento.
Gradiscono forse gli anziani ed i fruitori dell’area di starsene all’aperto sotto le intemperie ad aspettare gli autobus, costretti ad aumentate attese dai recentissimi nuovi tagli delle corse e la riduzione delle frequenze, perché non ci sono le pensiline ?
Sicuramente no, non di meno i pendolari di lungo corso, quelle migliaia di piacentini che silenti quando la città ancora dorme sono già in movimento per andare a studiare e a lavorare altrove, lì producendo reddito ma pagando fior di tasse in quel di Piacenza.

Li vogliamo paragonare, cara la mia consigliera dalle improvvide dichiarazioni, ai disagi delle commesse (con tutto il rispetto per la categoria di lavoratori) che se ne vanno in bicicletta al lavoro magari a 500 metri da casa, e parcheggiano il velocipede al coperto nelle rastrelliere sotto i portici di Piazza Duomo, a portata di sguardo? E se ne vanno pure a casa in pausa pranzo….
Già perché questa porcata di ordinanza (non troviamo migliore sostantivo per definirla…) individua come unica zona della città da tutelare, pseudo vincolata (????) da chissà quale fenomeno di sovrintendente, Piazzale Marconi, ed attaccandosi al presunto decoro che le biciclette dei pendolari rovinerebbero, le addita al pubblico ludibrio ed alla rimozione coatta come uniche responsabili del degrado della zona.
Un vero falso in atto pubblico.

Che dire allora, oltre alla succitata Piazza Duomo, di Piazza Cavalli, Largo Battisti, Piazza Sant’Antonino, Piazzetta Mercanti, Via Cavour, Liceo Gioia di fronte al Palazzo Farnese, tanto per citare luoghi centenari ed ultra vincolati ( però che colpo di genio una bella scacchiera per fare giocare i due cavalli !) del nostro centro storico, ove fanno bella mostra di sé file di rastrelliere.
Decorose lì le biciclette, oltre ammassate dovunque nei giorni di mercato, ed indegne in Piazzale Marconi?
Già perché lì, in un piazzale non ancora preda degli eterni lavori di ristrutturazione, le rastrelliere c’erano da sempre, di fronte all’ingresso della stazione (con il contorno dei catorci arrugginiti delle biciclette comunali, ora inutilizzate, alla faccia dello spreco, in un deposito di periferia) ed ai lati, ed i pendolari lì la biciclette "selvaggia" (che selvaggia proprio non è) non l’hanno mai fatta, perché ivi si poteva parcheggiare, oltre che nel capannone deposito. E gli spostamenti delle rastrelliere ci erano stati confermati come provvisori, per la durata dei lavori.
Già, perché da decenni c’era un capannone deposito, quindi coperto, non custodito e quindi gratuito, che dava alloggio a centinaia di biciclette, mezzo ecologico per eccellenza usato dai piacentini pendolari.
Peccato che questo capannone, cogliendo la palla al balzo di una richiesta di sicurezza a gran voce sollecitata e che credevamo fosse compresa nei soldi delle nostre tasse, sia stato scippato e consegnato a due cooperative che per la modica cifra di 80.000 euro (tra lavori e contributo) si sono trovate a custodire un‘area libera, con la crema di 40 posto auto a strisce blu, tanto per rincarare la dose.

Alla faccia delle pseudo riunioni partecipative, nella quali si faceva finta di ascoltare le nostre proposte a costo zero, per poi fare di testa ( ?) propria spendendo i soldi delle nostre tasse.
Per poi accorgersi che i pendolari scemi non sono, e non si vogliono fare fregare, per cui, a fronte del flop dell’iniziativa (leggi: parcheggio bici a a pagamento semivuoto e posti auto deserti) ecco che la mente perversa ti crea l’ordinanza "mostre", che solo a pensare di farla in una azienda privata ti licenziano in tronco senza nemmeno mandarti dallo psichiatra.
Con l’aggravante che alle dichiarazioni in consiglio comunale per le quali si sospendeva il tutto e si sarebbe realizzata parità di trattamento, come prescrive il codice della strada, si è poi messo mano al posizionamento di rastrelliere scoperte e lontane dalla stazione, si è reiterata la porcata di cui sopra con l’aggravante di prossima realizzazione di isola ecologica (leggi: deposito di immondizia) ad uso del supermercato di Borgofaxhall.
Dove? Proprio sull’angolo del Piazzale, ove prima vi erano rastrelliere e dal 6 dicembre invece "i lavori in corso".
Già che ci siamo, suggeriamo di importare dagli amici napoletani un po’ di monnezza storica d’autore, sicuramente più blasonata rispetto al "rudo nostrano".
E francamente più decorosa di quelle orrende biciclette che tanto deturpano l’amato (dal sindaco, non da noi) piazzale.
Una domanda sorge spontanea: ma non vi vergognate?
Ai lettori l’ardua sentenza e, se proprio dovete prendere un treno, in stazione andateci in macchina: costa meno di un bus che non c’è più e si parcheggia ovunque, anche gratis.

Lettere dai pendolari: Tanta salute a tutti con i viaggi FS (7/3/2011)

Sono un pendolare che utilizza spesso i treni Vivalto e volevo segnalare un disservizio che per me non è stato solo fastidioso, perché grazie alle ferrovie mi sono beccato l’influenza. Non penso di essere molto delicato di salute, però viaggiare per un’ora al gelo nelle carrozze del Vivalto mi ha stroncato: ho fatto tutto il viaggio con addosso la giacca a vento, i guanti e la cuffia, ma non è servito a niente, perché avevo i piedi ghiacciati. Il giorno dopo mi è venuta la febbre e per quattro giorni non sono potuto andare al lavoro, anche se avevo delle scadenze importanti da rispettare. È vero che l’influenza è in giro, ma prima di quel maledetto viaggio al gelo non avevo nessun sintomo. E sapete qual è la cosa più divertente? Il monitor della carrozza segnalava che la temperatura interna era di 21 gradi!
Mi chiedo com’è possibile far viaggiare i treni in queste condizioni, con la gente che deve scaldarsi con il fiato, e poi pretendere di aumentare continuamente gli abbonamenti.
Tanti saluti, anzi, tanta salute a tutti!

Partita la "tolleranza zero" contro le bici, continuano le proteste dei pendolari (7/3/2011)

"Io pedalo ma non pago" è lo slogan apparso, ai primi di dicembre, sui cartelli appesi alle biciclette dopo lo scippo del capannone gratuito: ci lamentavamo perchè non volevamo pagare un servizio di custodia che non era stato richiesto e rivendicavamo il diritto di parcheggiare gratuitamente in luoghi idonei.
I fatti hanno dimostrato che la stragrande maggioranza dei pendolari aveva ragione: il servizio di deposito non è mai decollato, con pochissimi abbonamenti venduti in confronto alla capacità del locale. Considerando che molte persone hanno ripreso a parcheggiare al coperto obtorto collo, si può certamente sostenere che la decisione è stata fallimentare. Così, mentre si appella giustamente al volontariato per far fronte ai tagli, il Comune spende 30.000 euro l’anno (+ le spese) per custodire un pugno di biciclette.
Eppure, nonostante tutto, l'Amministrazione non ha mai ammesso l'errore, respingendo ogni richiesta dei pendolari e trincerandosi dietro un’assurda indifferenza a qualunque proposta alternativa.
Anzi, tutte le successive dichiarazioni o azioni del Comune (come l’installazione di rastrelliere assolutamente inadeguate) hanno assunto il sapore di una presa in giro verso chi, la nostra Associazione in primis, chiedeva un confronto serio.
L’accanimento contro le bici parcheggiate in stazione ha qualcosa di veramente anomalo.
Venerdì scorso è partita la minacciata "tolleranza zero verso il parcheggio selvaggio delle bici", ma perché non si fa nulla contro il caos provocato dagli automobilisti che sostano in modo indiscriminato nel piazzale?
Perché si insiste su piazzale Marconi mentre nei giorni di mercato è impossibile camminare sotto i portici di piazza Duomo a causa delle decine di biciclette messe di traverso?
Perchè ci si è ostinati a installare delle rastrelliere scoperte e lontane dagli ingressi della stazione, citando vincoli artistici che avrebbero impedito di usufruire del piazzale, quando le stesse ci sono sempre state e recentemente sono state installate addirittura in Piazza Cavalli?
Perchè si tolgono le biciclette dal piazzale per questioni di decoro e poi si sta lavorando per attrezzare un'area di stoccaggio rifiuti nell'angolo dello stesso piazzale? Saranno cassonetti maleodoranti a garantire il decoro desiderato?
Perchè un’Amministrazione che dovrebbe avere l'obiettivo di ridurre l'inquinamento e di favorire la mobilità sostenibile viene invece percepita come un ostacolo da tutte le associazioni che lavorano sugli stessi temi?
Perchè l'Amministrazione non risponde alle richieste di trasparenza e di dialogo che arrivano dai pendolari nonostante questi siano una preziosa risorsa per l'economia della città?
In considerazione del fatto che, rispetto alle nuove rastrelliere, nessuna delle richieste avanzate dai pendolari (installazione in prossimità degli ingressi della stazione, copertura dei posti bici, ecc.) è stata accolta, invitiamo tutti i pendolari-ciclisti a proseguire nel boicottaggio del capannone a pagamento ma anche delle rastrelliere dislocate qua e là, e a rendere evidente la loro protesta applicando sulle bici i cartelli con lo slogan “Io pedalo ma non pago” (scaricabili nell'area download del nostro blog).
Visto che le 400 firme da noi raccolte (depositate e protocollate) per avere parcheggi gratuiti e adatti alle nostre esigenze sono state ignorate, invitiamo tutti a scrivere direttamente al sindaco, agli assessori e ai giornali per esprimere il proprio dissenso.

Il Comune vuole obbligarci a pagare il parcheggio delle biciclette in stazione (28/2/2011)

Nonostante gli appelli di pendolari e consiglieri comunali che invitavano il Comune ad effettuare scelte almeno di buon senso, da domani entra in vigore l'ordinanza di sgombero delle biciclette in P.le Marconi. Tutto avviene senza che il Comune abbia rispettato la legge che prevede che un'amministrazione che mette a pagamento un'area di parcheggio "deve prima provvedere a creare adeguati parcheggi nelle immediate vicinanze" (nel nostro caso non sono né adeguati né nelle immediate vicinanze).

Da un giorno all'altro (letteralmente, ne siamo stati informati ufficialmente solo stamattina) dal 1° Marzo le biciclette parcheggiate in Piazzale Marconi verranno rimosse dagli operatori comunali.
Il comune rispolvera quindi l'ordinanza di sgombero emessa a Novembre, un'ordinanza talmente assurda che non appena emessa fu immediatamente sospesa per ben tre mesi.

Cosa è cambiato nel frattempo? Perché il Comune torna a riproporla?
Sicuramente ora il Comune si trincererà dietro al fatto di aver installato nuove rastrelliere nei dintorni della Stazione.
Poco importa che queste siano state posizionate in posti scomodissimi e che non abbia rispettato la promessa (dovuta) di installare le tettoie.
Poco importa che permangono tutti gli altri dubbi (citiamo l'arbitrarietà della definizione di decoro, della definizione di pericolo e della definizione di stato di abbandono) che riguardano i punti su cui si basa l'ordinanza.

Quando chiedevamo scelte di buon senso chiedevamo, banalmente, che le rastrelliere fossero posizionate nel posto più invitante per favorire la mobilità su due ruote: in particolare credevamo che la zona recintata all'inizio dello stradello di Borgo Faxhall fosse adeguata e stavamo aspettando (da 3 mesi) che lì sorgessero le greppie.
Invece le rastrelliere sono state posizionate alla fine dello stradello, nel posto più lontano, mentre l'area recintata (quella che noi chiamiamo "Piazzetta 6 Dicembre", giorno in cui dovevano iniziare i lavori) pare verrà destinata allo stoccaggio dei rifiuti del centro commerciale.
Si, avete letto bene: il posto più comodo per parcheggiare una bicicletta e correre in stazione o are due compere a Borgo Faxhall diventerà un'isola ecologica.
Probabilmente è questa la visione che il Comune ha riguardo il decoro dell'area: le biciclette stanno male, ma bidoni maleodoranti sono sicuramente un biglietto da visita migliore per un turista che arriva a Piacenza.

Continuiamo a ribadire che questa ordinanza comunale è una porcheria, peggiorata dalla colpevole mancanza d'informazione di questo secondo lancio (facciamo presente che l'ordinanza è di Dicembre, sarebbe dovuta entrare in vigore la settimana scorsa ed ancora non vediamo installata la segnaletica).

A nostro avviso la minaccia di rimozione continua ad essere il disperato tentativo di riempire un deposito custodito (dato in gestione a due cooperative, che è costato e costerà decine di migliaia di euro elargiti dalle casse comunali) che nonostante tutto resta, e resterà, perennemente vuoto (ricordiamo che è partito tutto dall'idea di spillare soldi dalle tasche pendolari, ogni decisione successiva cerca solamente di mettere delle pezze a quella scelta scellerata).

Come Associazione invitiamo ancora una volta i pendolari a non cedere alle pressioni e quindi suggeriamo di parcheggiare in maniera regolare evitando il deposito: tenete presente che l'ordinanza vale solo per il mese di Marzo e vige esclusivamente in Piazzale Marconi.

Nel frattempo stiamo preparando un dossier per agire secondo le vie legali nei confronti di una amministrazione che sembra prendere in giro i pendolari.

5 per mille: dateci il vostro sostegno, non vi costa nulla (23/2/2011)

Informiamo tutti i pendolari e cittadini che anche quest'anno è possibile destinare il 5 per mille dell'IRPEF alla nostra associazione fornendo il nostro codice fiscale 91060430336 durante la dichiarazione dei redditi. Ricordiamo che non costa nulla visto che quei soldi sarebbero comunque incassati dal fisco.

Il denaro raccolto servirà per mantenere le iniziative dell'associazione. Ricordiamo che, per statuto, nessuno dei consiglieri dell'associazione riceve compensi per l'attività svolta per l'associazione che è completamente gratuita.
Ricordiamo anche che chi destina il 5 per mille alla nostra associazione ha diritto ad ottenere la tessera di socio senza versare alcuna quota.

Spargete la voce.

Ecco i filmati del consiglio comunale di Piacenza dove si è discusso dell'assenza di adeguati parcheggi gratuiti per i pendolari piacentini  (27/1/2011)

Siamo finalmente in grado di mostrarvi il filmato integrale della seduta comunale tenutasi lo scorso 6 dicembre 2010 in cui è stata discussa la mozione presentata dal consigliere Tassi. A fronte della mancanza di parcheggi gratuiti per i mezzi a due ruote dei pendolari, si chiedeva il ripristino dell'utilizzo gratuito di tutto o di una parte del capannone che l'amministrazione comunale ha messo interamente a pagamento dal 1° novembre 2010.

Vi consigliamo caldamente di guardare e ascoltare con attenzione tutto il filmato, che per necessità di pubblicazione su Internet è stato suddiviso in tre spezzoni della durata di un'ora circa l'uno. Avrete modo di verificare voi stessi gli atteggiamenti tenuti da alcuni consiglieri che mostrano una totale mancanza di conoscenza dei bisogni dei pendolari unita ad un profondo menefreghismo nei confronti dei diritti dei pendolari tra cui quello, sancito dalla legge (articolo 7 comma 8 del codice della strada), di avere a disposizione un adeguato spazio per parcheggiare gratuitamente i propri mezzi.

Una consigliera di maggioranza ha addirittura equiparato i disagi dei pendolari a quelli che hanno le commesse che lavorano in centro a Piacenza!

A fronte della mozione presentata, il problema della sparizione dei parcheggi gratuiti, che l'amministrazione ha cercato in tutti i modi di gestire senza alcun dibattito pubblico e senza lasciare ai pendolari alcuna possibilità di replica, è finalmente approdato in consiglio comunale. In quella sede l'amministrazione ha dovuto prendere atto anche dei dissensi di alcuni consiglieri della propria maggioranza, dovendo fare dietro front su alcuni punti.

Ovviamente questo non è che l'inizio delle azioni che ci porteranno a riprenderci quanto ci è dovuto. Nel frattempo invitiamo tutti coloro che condividono la nostra battaglia a non cedere ad eventuali intimidazioni e continuare a chiedere adeguati parcheggi gratuiti evitando di lasciare il proprio mezzo negli spazi a pagamento: se non riescono a spillarci i soldi, prima o poi saranno costretti ad andarsene.
Tra un anno inoltre ci saranno le elezioni comunali ed i giochi finalmente si riapriranno.

Il filmato in alcuni punti ha un audio poco chiaro, ma per la maggior parte degli interventi è perfettamente comprensibile. Il filmato è arricchito da alcuni commenti che mettono in luce le inesattezze e le strategie di alcuni consiglieri che cercano di mascherare il problema venutosi a creare per i pendolari a seguito della totale messa a pagamento dei vecchi spazi adibiti a parcheggi per biciclette ciclomotori e motocicli.
Lasciamo od ognuno trarre le proprie conclusioni in merito alle affermazioni di alcuni consiglieri.

Consiglio comunale sui parcheggi pendolari - 1° parte
Consiglio comunale sui parcheggi pendolari - 2° parte
Consiglio comunale sui parcheggi pendolari - 3° parte

Chi volesse una copia del filmato in alta qualità può contattarci attraverso la nostra email.

Scarica i volantini da appendere al tuo mezzo per protestare

Volantino_A4_mini.jpg (25283 byte)    Volantino_Triangolare_mini.jpg (16804 byte)       Reggi_ridacci_i_parcheggi.jpg (33843 byte)

    - versione a pagina intera pdf 85Kb
    - versione triangolare per bicicletta 140Kb
    - Reggi ridacci i parcheggi 72Kb

Posizione dell’associazione pendolari di Piacenza sui parcheggi in stazione (9/12/2010)

L’Associazione Pendolari intende chiarire, senza che restino possibili ambiguità, la propria posizione sulla vicenda dei parcheggi in zona stazione. A tale scopo specifica che:

1) Chiede l'applicazione dell'articolo 7 comma 8 del codice della strada che prevede che venga riservato un “adeguato” parcheggio gratuito per biciclette, ciclomotori e motocicli nella stessa area o nelle immediate vicinanze di quello che è stato messo interamente a pagamento. Per "adeguato" si intende sia in termini di posti disponibili (tutti coloro che desiderano lasciare il mezzo nel parcheggio gratuito devono poter trovare un posto) che in termini di copertura, in accordo con quanto previsto dalla legge.

2) Non vuole che il costo della custodia per i mezzi di tutti i pendolari ricada sulla cittadinanza come ipotizzato dal Comune, ma chiede la disponibilità di un adeguato parcheggio gratuito (punto 1), dove la sicurezza venga garantita dalle forze dell'ordine.

3) La nostra associazione non è contraria alla presenza di un parcheggio a pagamento custodito, purché questo sia proporzionato, negli spazi e nei costi per la collettività, alle persone che effettivamente ne fanno richiesta. Stando a quanto ci risulta queste persone sono una minoranza. Molti di coloro che oggi lasciano il mezzo nel capannone a pagamento sono pendolari che, obtorto collo, sono stati obbligati a pagare causa l’assenza di adeguati parcheggi gratuiti.

4) Il capannone a pagamento risulta essere non utilizzato per oltre il 70% del suo spazio. Riteniamo assurdo che quei preziosi posti restino vuoti. Chiediamo che gli spazi ed i costi sostenuti dal Comune per il parcheggio a pagamento diventino oggetto di verifica periodica per valutare la loro effettiva utilità. Spazi e costi dovrebbero essere infatti commisurati alla reale ed effettiva fruizione del servizio a pagamento. In caso contrario ci sarebbe un’ingiusta penalizzazione della maggioranza a favore di un’esigua minoranza.

5) Il parcheggio biciclette situato in Viale S. Ambrogio, peraltro già presente da tempo, è comunque distante dalla stazione e non si trova nelle immediate vicinanze del capannone: non può quindi essere considerato come parcheggio alternativo al fine di soddisfare il rispetto del codice della strada. Dato che già ora quel parcheggio viene poco utilizzato eventuali posti aggiunti in quell’area risulterebbero superflui, proprio perché non prossimi alla stazione. I nuovi posteggi, se non vengono concessi all’interno del capannone, devono almeno essere collocati sul lato sud-est di P.le Marconi da dove proviene la maggior parte dei pendolari, oppure essere confinanti con il capannone dell’ex squadra rialzo.

6) I nuovi 100 posti per bicicletta, di cui ha parlato il Sindaco nei giorni scorsi, ci sembrano comunque insufficienti, soprattutto durante i mesi estivi. Va anche considerato che, quando saranno disponibili adeguati spazi gratuiti, una parte di coloro che ora lasciano il mezzo a pagamento tornerà a parcheggiare negli spazi gratuiti. Quei 100 posti devono quindi essere incrementati per garantire a chiunque la possibilità di scegliere se lasciare o meno il proprio mezzo nel parcheggio gratuito.

7) Nel capannone parcheggiavano anche diversi ciclomotori e motocicli (nei mesi estivi erano alcune decine). In base al succitato articolo 7 anche i possessori di quei mezzi hanno diritto a trovare un adeguato spazio gratuito nelle immediate vicinanze del capannone.

8) I parcheggi auto a pagamento nell’area di via dei Pisoni restano in gran parte vuoti. E’ la dimostrazione che il loro numero è eccessivo, mentre è sempre più difficile trovare parcheggio nei posti auto gratuiti, drasticamente ridotti da una tracciatura non ottimale. Chiediamo al Comune di valutare il progetto di tracciatura presentato dalla nostra associazione (e mai preso in considerazione) che invece avrebbe consentito di ottenere molti più posti auto.

Inaugurazione di P.le Marconi: un boccone amaro per Sindaco e amministrazione comunale (4/12/2010)

Stamattina alle 11 si è svolta in P.le Marconi l'inaugurazione del nuovo piazzale antistante la stazione ferroviaria. Alla manifestazione erano presenti anche tanti pendolari per protestare contro la mancanza di adeguati parcheggi gratuiti per le biciclette e di ciclomotori. I parcheggi gratuiti sono stati sostituiti da un parcheggio a pagamento (che resta semivuoto), senza dare alcuna alternativa, come invece previsto dall'articolo 7 comma 8 del codice della strada.
La protesta era indirizzata anche contro il provvedimento (in vigore dal prossimo 11 dicembre) che prevede la rimozione forzata delle biciclette di coloro che non intendono pagare la gabella del parcheggio a pagamento.

Il Sindaco e gli assessori dell'amministrazione comunale hanno dovuto subire l'umiliazione di assistere alle proteste di normali cittadini proprio nel giorno in cui si sarebbero voluti far belli di fronte alla città.

Devono sapere che i pendolari non intendono arrendersi alle loro vessazioni e utilizzeremo tutti i mezzi legali a disposizione per ricordar loro, in ogni momento, quello che per legge hanno l'obbligo di fare a tutela degli interessi dei cittadini che amministrano.

È possibile scaricare le foto della protesta da questo sito.

Protesta_inaugurazione_ple_Marconi.jpg (95479 byte)
4 dicembre 2010 - La protesta dei pendolari in P.le Marconi (PC) contro il Sindaco e l'amministrazione comunale

La linea ferroviaria Piacenza-Milano è la peggiore d'Italia - Altroconsumo supporta gratuitamente le cause dei pendolari (3/12/2010)

Secondo l'inchiesta di Altroconsumo la Piacenza-Milano è la peggior linea pendolari.
Noi lo sapevamo già...
Altroconsumo offre assistenza legale gratuita ai pendolari delle due tratte peggiori (Piacenza-Milano e Bergamo-Carnate-Milano) per fare causa a Trenitalia.
Leggi i dettagli: link1 , link2

Dossier Borgofaxhall  (14/10/2006)

Nel corso della serata organizzata da "Piacenza Rivista", lo scorso 12 ottobre presso lo Spazio Rosso Tiziano, la nostra associazione ha presentato un dossier (Rev08.zip - 1Mb) che racconta la lunga e travagliata storia che ha portato alla pesante cementificazione dell'ex area SEA SIFT, prevista in origine per uso pubblico. Poiché i progetti in quell'area continuano a susseguirsi, certi che la conoscenza dei fatti sia l'unico modo per scongiurare ulteriori danni, invitiamo tutti a prendere visione di come sono andate veramente le cose.

Da Piacenza a Milano in 20 minuti! (18/7/2006)

TrenitaliaNOgrazie.gif (10780 byte) Presentiamo finalmente una soluzione che potrebbe cambiare la vita a migliaia di pendolari. Velocizzare i collegamenti tra l'Emilia occidentale e Milano rendendo dignitosa l'esistenza di noi pendolari è possibile. Per ottenere tutto questo dobbiamo fin d'ora chiedere alle amministrazioni locali che si facciano promotrici dell'iniziativa e che tale progetto venga inserito nei programmi delle formazioni politiche che intendono tutelare i diritti di noi cittadini, soprattutto in vista delle future elezioni comunali, provinciali e regionali.

E' arrivato il tempo in cui il servizio ferroviario deve davvero potersi definire tale e la tratta ad alta velocità, costruita con i soldi di noi cittadini, può costituire un'enorme vantaggio per i pendolari piacentini ed emiliani diretti a Milano e combattere il disastroso monopolio di Trenitalia.
Ecco la proposta della nostra associazione (PDF 88Kb). Spargete la voce.

Lettera aperta ai consiglieri della Lombardia sui blocchi totali della circolazione "solo per alcuni" (7/7/2006)

Scarica lettera (.txt 5Kb)

A casa i dirigenti FS raccomandati, lottizzati o incompetenti! (30/1/2006)

Parte la campagna contro quella parte della classe dirigente FS che sta distruggendo il servizio ferroviario e sta cercando di aumentare i profitti sulla pelle di noi viaggiatori.

Se vuoi contribuire a ripulire le Ferrovie dai raccomandati scarica l'email già pronta con gli indirizzi, se vuoi modificala, e poi spediscila.
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Questa pagina è stata aggiornata il 16/01/12.