Le ferrovie sono un servizio pubblico (27/12/2011)

Riportiamo la lettera inviata che Ettore Fittavolini, presidente dell'Associazione Pendolari Piacenza, ha inviato al quotidiano "la Cronca" in risposta a un comunicato stampa del gruppo Ferrovie dello Stato.
Negli ultimi anni la ferrovie vengono gestite come un'azienda privata con l'unico scopo di fare utile, questo ha portato a destinare tutte le risorse ai costosi servizi "di alto livello" abbandonando tutto il resto incluso il trasporto pendolari.
Le conseguenze le stiamo vivendo sulla nostra pelle.
Egregio Direttore,

la risposta dell’ufficio stampa di Ferrovie dello Stato dell’Emilia Romagna pubblicata su “La Cronaca“ di oggi, è roba, come direbbe il buon Kit Carson, da far piangere i vitelli, ed ha tutto il sapore della velina di regime da MinCulPop del Ventennio.
Dove almeno, a prescindere dalle considerazioni storiche in materia, che non ci competono, è acclarato che i treni funzionassero, fossero puntuali, puliti e guidati da ferrovieri orgogliosi di esserlo.
“L’inaudita arroganza dell’ a.d. delle FS, Mauro Moretti“ (lo scrive l’ORSA Sicilia in una lettera – allegata - spedita il 17 u.s. alla Commissione Trasporti della Camera, proprio sul tema dei tagli), ovvero l’ex sindacalista noto alle cronache per avere il licenziamento facile dei suoi ex compagni (De Angelis ed Antonini i due casi più emblematici) e la battuta infelice pronta (la strage con 33 morti a Viareggio: uno spiacevole incidente) sta lentamente cercando di spegnere anche lo spirito di corpo che in loro aleggiava.
A colpa di tagli sul servizio pubblico e sul personale, governando come un rais le Ferrovie dello Stato, dimenticandosi di essere un dipendente pubblico, pagato con i soldi delle nostre tasse, alla guida di un’azienda parimenti pubblica, posseduta da un unico azionista, il Ministero del Tesoro, ovvero i danari di noi tutti cittadini, viaggiatori o meno.

Fatta questa doverosa premessa, proprio perché la mobilità ferroviaria sostenibile è cardine sociale e servizio fondamentale erogato dallo Stato ai suoi cittadini (che non sono sudditi) paragonare i voli low-cost, affermando che la crescita degli stessi ha progressivamente svuotato di significato l’esistenza dei treni notte a lunga percorrenza, significa non avere capito nulla di quello che il servizio pubblico deve essere.
Nello specifico, a prescindere dalla problematiche personali nel muoversi verso aeroporti di secondo livello o di prossimità, ove disponibili, non ci risulta che gli aerei tra Milano e Palermo abbiano stazioni intermedie come i treni per salire e scendere a piacimento, tantomeno che prendere un treno notte da Taranto a Milano, o da Palermo a Torino, significhi compiere l’intera tratta.
Prendere un ICN a Vibo Valentia, dormire sul treno e scendere a Parma, oppure partire da Piacenza alla sera per svegliarsi a Roma alla mattina in tempo per un appuntamento di lavoro alle 8,30, evitando una partenza il giorno prima ed una notte in albergo.
Quello che potevano fare anche i piacentini, e che dal 10 dicembre risulta essere impossibile. Questo ha sempre voluto dire muoversi sui treni notte.
E’ proprio il concetto stesso e la modalità con cui si esplica il servizio ferroviario, che nulla ha a che vedere con la mobilità aerea, se non per il fatto che tra i due sistemi, come peraltro con i trasporti stradali, ci debba essere doverosa interconnessione.
E che il servizio fosse e sia fondamentale, lo dimostra il fatto stesso che questi treni fossero sempre pieni.
Adesso, con una vera e propria operazione di macelleria ferroviaria e sociale, come ha ben scritto l’avvocato Fantigrossi, si tagliano i servizi, si licenziano persone e si buttano nel dramma centinai di famiglie che
vivevano degli stipendi dei lavoratori (che sono persone con una dignità e non merce di scambio) delle società in subappalto, ferocemente voluti da questa dirigenza, con il beneplacito della politica di ieri e di oggi, che della mobilità sostenibile se ne frega.

Ci saremmo aspettati sul tema una seria ed decisa presa di posizione di chi i Trasporti, da nuovo ministro, dovrebbe governarli.
Dai toni delle risposte propinate in questi giorni, in cui il sig. Passera difende a spada tratta Moretti, nella querelle con Della Valle, che da presidente della Fiorentina non nutre delle nostre simpatie calcistiche, ma che ha detto delle sacrosante verità parlando dell’a.d. delle italiche rotaie, ci sembra di essere caduti dalla padella alla brace.

Stia tranquillo l’ex ad di Banca Intesa, ci sono tre milioni di pendolari (categoria cui lui non appartiene per frequentazione, abituato prima alle limousine con autista ed adesso alle auto blu) che il signor Moretti lo hanno dimissionato da un pezzo, insieme ai parenti delle vittime di Viareggio ed a tutti i ferrovieri licenziati e non.
Pronti in rigorosa fila indiana, a “ prenderlo a calci nel sedere “ , come ha dichiarato di volere fare, lui per primo, l’on. Di Pietro, se fosse il ministro dei trasporti.

Grazie per l’attenzione e Buon Natale a tutti, soprattutto ai piacentini in lotta al freddo sulla torre a Milano Centrale.

Le telecamere di "Servizio Pubblico" sui nostri treni (21/12/2011)

Ieri, 20 dicembre, una troupe della trasmissione di Michele Santoro ha viaggiato “in incognito” su uno dei nostri treni più “gettonati”: quello che parte alle 7:08 per Milano.
La troupe è arrivata sorprendendo tutti, soprattutto Trenitalia che normalmente in questi casi organizza un treno perfetto come orario (a scapito di tutti gli altri treni che hanno la sventura di viaggiare sulla stessa linea) e come composizione.

Stavolta il treno era sostanzialmente puntuale ma, come accade di regola, aveva alcune carrozze fredde; è proprio in una di queste che i giornalisti hanno viaggiato. Alcuni pendolari hanno parlato toccando tutti i temi “storici” che ci stanno a cuore, dalle carrozze fredde (come quella in cui si è svolta l’intervista), all’affollamento alla situazione dei posteggi nella zona stazione.
Si è parlato anche del tanto sospirato collegamento veloce con Milano che nessuno, a livello politico, vuole sostenere. Per collegamento veloce intendiamo quello che unisce Piacenza a Milano in 20 minuti e che, come abbiamo dimostrato è tecnicamente fattibile, basta volerlo. Del collegamento veloce in 50 minuti per arrivare Rogoredo non volgiamo neanche sentir parlare.
Il servizio dovrebbe andare in onda nella trasmissione di domani (giovedì 22 dicembre) visibile su Telelombardia, su Sky o sul web.

Tutti da Peri! (20/12/2011)

Dopo lunghe insistenze e ormai tardivamente, l’assessore regionale ai trasporti Alfredo Peri ascolterà pendolari piacentini.
Abbiamo chiesto a gran voce un incontro prima della pubblicazione dell’orario ferroviario invernale, ma purtroppo Peri aveva altro da fare. Anche l’orario in cui di “darà udienza” dimostra il totale disinteresse per problemi dei pendolari….

L’appuntamento è per
Giovedì 22 dicembre alle ore 17:00
Presso la sede della provincia in via Garibaldi

Per un pendolare che lavora a Milano o a Parma è estremamente complesso riuscire ad essere a Piacenza per le 17. Se si tratti di menefreghismo o di una scelta calcolata per limitare il numero di cittadini che possono dire la propria non lo sappiamo.
Qualcuno ci noi di sarà.
Ci saremo sacrificando ferie o premessi.
Ci saremo anche se sappiano che ormai è tardi e i giochi sono fatti.
Ci saremo anche se ci aspettiamo la solita finta attenzione e promesse che non saranno mantenute.
Ci saremo per dire la nostra e far sentire la voce dei pendolari piacentini.
Ci saremo per far sapere che noi non ci arrendiamo!

La partecipazione è aperta a chiunque riesca ad arrivare per tempo, sappiamo che sarà difficile, ma invitiamo chiunque voglia dire la sua a venire.
Chi non riuscisse a volesse comunque mandare un messaggio a Peri può commentare questo post o mandare un e-mail a pendolari.piacenza@libero.it
Vi daremo voce.

Piacenza - Parma: i ritardi di novembre 2011 (20/12/2011)

Anche se il collegamento con Parma è un po' meno critico rispetto a quello con Milano, anche qui c'è poco da stare allegri, il 2273 supera le tre ore di ritardo. Significativo anche il dato del 2060 al ritorno.

Ritardo: la somma dei minuti di ritardo accumulati nel periodo
Media: ritardo medio del periodo
gg: i giorni in cui siamo riusciti a fare la rilevazione (potrebbe essere che per "motivi tecnici" qualche giorno ci sfugga)
5 minuti: numero e percentuale di treni che arrivano con più di 5 minuti di ritardo
15 minuti: numero e percentuale di treni che arrivano con più di 15 minuti di ritardo

E' arrivata Santa Lucia (19/12/2011)

Il 13 dicembre, come da tradizione, Santa Lucia è passata per Piacenza.
Infatti, anche se dopo essere passati senza successo per Comune, provincia, regione e ministro dei trasporti, ci siamo appellati a Babbo Natale è perché le città agli estremi della linea Milano Bologna sono di sua competenza. Come tutti ben sanno, però a Piacenza i regali li porta Santa Lucia.

Santa Lucia è passata, ma un pendolare ci ha segnalato di non aver ricevuto il regalo chiesto con l’apposita letterina (un treno pulito, caldo, e con posti a sedere), ma anzi, di aver trovato al suo ritorno un amara sorpresa: la bicicletta vandalizzata.
In realtà, da nostre indagini, è emerso che il pendolare in questione sia stato “cattivo”: lo dimostra il fatto che la sua bicicletta porta il cartello IO PEDALO MA NON PAGO! prova evidente che il pendolare in questione è tra quei cattivi che si rifiutano di pagare il servizio di custodia voluto del Re… pardon, dal sindaco della nostra città.
Ma pare che il pendolare stesso abbia commesso altre nefandezze come affermare a voce alta che non è giusto multare le auto dei pendolari che posteggiano in via dei Pisoni e che sarebbe meglio pensare a chi sosta abusivamente in piazzale Marconi o sulle piste ciclabili.
Addirittura il pendolare avrebbe affermato che l’ordinanza di divieto di sosta delle biciclette in piazzale Marconi è ingiusta!
Allo fine, lo stesso pendolare ha dichiarato: "sempre meglio della bici a fianco a cui hanno rubato il sellino, preferisco tornare a casa a piedi...."

Macelleria ferroviaria (16/12/2011)

Pubblichiamo un intervento dell'avvocato Umberto Fantigrossi sulle scelte calate dall'alto dalla dirigenza FS e sul concetto di servizio pubblico.

I treni di Bombay sono così diversi da quelli di Milano?

Sulla torre della stazione Centrale oltre ai tre operai licenziati per i tagli ai collegamenti notturni (Carmine Rotatore, Oliviero Cassini e Giuseppe Gisona cui va rinnovata la solidarietà di tutti) dovrebbero salire anche i viaggiatori, anch’essi vittime dell’ennesimo attentato alla mobilità ferroviaria perpetrato dalle Ferrovie dello Stato ed i Sindaci delle città in cui è più alta la percentuale di pendolari. Con il nuovo orario ferroviario infatti ancora una volta in via unilaterale ed al di fuori di ogni programmazione si è inciso sul servizio pubblico ferroviario riducendo l’offerta.

Non bisogna essere dei giuristi sopraffini per ricordare che tutti i gestori di trasporto, siano essi privati o pubblici, utilizzando beni pubblici (come sono i binari, le stazioni, le linee elettriche, ecc.) pagati dai contribuenti e ricevendo significative sovvenzioni dallo Stato e dalle Regioni, concorrono a realizzare un servizio d’interesse economico generale, al quale deve essere garantito l’accesso da parte di tutti i cittadini per realizzare la coesione sociale e territoriale (art. 36 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea). A nessun titolo quindi le società del gruppo Ferrovie dello Stato possono tagliare selvaggiamente treni, fermate, contratti, senza dover rispondere ad un regolatore pubblico, tenuto ad assicurare che alla messa a disposizione di tante risorse corrisponda la soddisfazione adeguata dell’interesse generale. E’ palese a questo punto che se avessimo un regolatore efficiente e non catturato dal soggetto regolato né i treni notte né i trasporti interregionali potrebbero essere eliminati. La stessa Alta velocità dovrebbe essere radicalmente ripensata per soddisfare le esigenze anche delle popolazioni dei territori attraversati (come del resto il gruppo Ferrovie dello Stato si era impegnato a fare al momento della costruzione della linea e dell’ottenimento del consenso degli enti locali). Né può obiettarsi che l’ingerenza programmatoria pubblica dovrebbe riguardare solo il trasporto locale, perché gli altri treni tipo Euro star o frecce varie sono treni “a mercato”, cioè non previsti in contratti di servizio con lo Stato o le regioni. Qui c’è un paradosso: ove l’utenza, pagando alte tariffe, consente una gestione economica del servizio, proprio lì viene lasciata in balia del gestore e delle sue scelte imprenditoriali. Ma questa gestione profittevole è tale in quanto non sconta l’onere dell’investimento della rete né vi è alcuna certezza che non vi siano sovvenzioni incrociate tra i vari segmenti dell’offerta delle varie tipologie di treni. Di conseguenza non ha presupposto logico, ancor prima che giuridico, la pretesa del gestore di operare sull’orario ferroviario in totale autonomia , senza ricevere indirizzi vincolati dello Stato né dover attuare percorsi di partecipazione con l’utenza e con i lavoratori del settore. In questo modo infatti le ampie capacità di trasporto della rete, pagata da tutti i contribuenti, non vengono messe al servizio dell’intero territorio nazionale. Il che pare rappresentare una violazione non solo dei principi comunitari ma anche del principio costituzionale che compete allo Stato determinare i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti a tutti i cittadini e su tutto il territorio nazionale: fra i quali rientra certamente anche quello alla mobilità.

Chi buttereste dalla torre? (15/12/2011)

In questi giorni Carmine Rotatore, Oliviero Cassini e Giuseppe Gison stanno al freddo sulla torre-faro della stazione Centrale di Milano per difendere i propri diritti. Carmine, Oliviero e Giuseppe lavorano, o meglio lavoravano, per imprese fornitrici di servizi a bordo di convogli notturni legati a Trenitalia e, dal 12 dicembre sono senza lavoro.
Con l’applicazione del nuovo orario Trenitalia ha deciso di tagliare il servizio dei treni notturni e, con questo, i contratti con le imprese appaltatrici.

Qual’è il motivo di questa scelta? Secondo la versione officiale il numero di utenti era in calo. C’è però chi pensa che il calo sia stato pilotato per poter giustificare la cancellazione di un servizio che era troppo economico rispetto ai Frecciarossa.
E’una strategia che riconosciamo perché la viviamo sulla nostra pelle tutti i giorni: le risorse vengono dedicate ai servizi “per ricchi” (leggasi alta velocità), il restante 90% della popolazione, siano questi i pendolari o gli utenti dei treni notturni “si deve arrangiare”. Ma la infrastrutture usate per questi servizi “a libero mercato” non le abbiamo pagate noi con le nostre tasse?
Allora perché non ci permettono di usarle andando da Piacenza a Milano in 20 minuti?
Perché ci costringono a viaggiare su carri bestiame in carrozze prive di riscaldamento e dove trovare un posto a sedere è un miraggio?
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai lavoratori che protestano, due dei quali sono piacentini. Lo facciamo a parole, ma lo abbiano fatto anche coi fatti. Come riportato dal Libertà di oggi, alcuni nostri rappresentanti, assieme all’avvocato Umberto Fantigrossi sono andati al presidio di stazione Centrale portando gutturnio e salame piacentino. Un piccolo gesto, ma col quale abbiamo voluto esprimere tutto i nostro sostegno a una causa che affonda le proprie radici in un problema comune: la dirigenza delle ferrovie che pensa a “far bella figura” con un pareggio di bilancio ottenuto sulle spalle delle categorie più deboli e con la complicità delle istituzioni (es. regione) che dovrebbero difendere gli interessi dei propri cittadini.
Sarà poco, ma più di quanto fanno molti politici, anche piacentini, che si riempiono la bocca (e il profilo Facebook) di belle parole, ma quando si tratta di agire scompaiono.
Chi buttereste dalla torre: i lavoratori che perderanno il posto, i dirigenti delle ferrovie, o i politici che ci sostengono a parole e si dileguano quando è il momento di agire?

Piacenza - Milano: i ritardi di novembre 2011 (14/12/2011)

In attesa dell'applicazione del nuovo orario, le "amate" ferrovie hanno voluto darci un assaggio dei disservizi che sono in grado di offrire. Dati disastrosi per tutti i treni, soprattutto all'andata.
Il 2912 si distingue riuscendo ad accumulare oltre 6 ore di ritardo, anche gli altri non scherzano, cedono anche i "tradizionali" 2272 (6:48) e 2122 (7:08), entrambi considerati "affidabili" che superano le tre ore di ritardo.

Ritardo: la somma dei minuti di ritardo accumulati nel periodo
Media: ritardo medio del periodo
gg: i giorni in cui siamo riusciti a fare la rilevazione (potrebbe essere che per "motivi tecnici" qualche giorno ci sfugga)
5 minuti: numero e percentuale di treni che arrivano con più di 5 minuti di ritardo
15 minuti: numero e percentuale di treni che arrivano con più di 15 minuti di ritardo

Non ci resta che appellarci a Babbo Natale (12/12/2011)

La situazione del trasporto ferroviario è sempre più tragica:

il nuovo orario ha introdotto ulteriori peggioramenti (eliminazione del 18:35 da centrale al ritorno e soppressione della fermata di Rogoredo dell'ESCity delle 8:24);
i pochi treni rimasti ad offrire un servizio "decente" in termini di fermate intermedie e tempi di percorrenza sono dei carri bestiame in cui capita spesso di viaggiare in piedi e/o senza riscaldamento
Sul fronte locale la situazione non è migliore

i posteggi auto di via del Pisoni e di viale S. Ambrogio sono strapieni già dalle 7 di mattina;
gli automobilisti che cercano di arrangiarsi in qualche modo vengono multati;
il posteggio coperto e gratuito delle biciclette ci è stato scippato;
si è arrivati addirittura a multare i ciclisti!!!
Abbiamo cercato di fare il possibile, ma siamo stati ignorati a tutti i livelli:

il comune ci ignora (anzi, ci multa e tenta di sfrattarci dalla sede);
la provincia ci ignora;
l'assessore regionale Alfredo Peri è troppo impegnato per darci ascolto;
in passato siamo arrivati anche a parlare con il ministro di trasporti, ma senza risultato.
Ormai l'unica soluzione è l'intervento di Babbo Natele!
Aderiamo quindi volentieri all'iniziativa di Legambiente (che riportiamo nel seguito) che ci invita a scrivere una letterina con le nostre richieste.


SOS PENDOLARI
Legambiente al fianco dei pendolari dell'Emilia Romagna

Caro Pendolare,
come certamente saprai il trasporto ferroviario locale è sotto attacco dai tagli ai finanziamenti.
Noi crediamo, invece, che sia necessario contribuire ad uno sviluppo del trasporto pubblico su ferro, valorizzando le tante persone che come te scelgono ogni giorno il treno per andare al lavoro e all'università, lasciando a casa la macchina e contribuendo allo sviluppo di una mobilità sostenibile.

Il 19 dicembre, data dell'uscita del Dossier Pendolaria, ci faremo portatori di tutte le richieste sulla mobilità ferroviaria locale che i pendolari vorrebbero vedere esaudite da Babbo Natale.
Per questo ti chiediamo di inviarci fotografie e racconti delle tue odissee giornaliere: treni sovraffollati, sporchi, ritardi, cancellazioni...

Mandaci una letterina con la tua richiesta a Babbo Natale su come vorresti che si trasformasse il trasporto ferroviario, o con il racconto e le fotografie della situazione attuale!

Utilizza questa formula:

Caro Babbo Natale,
per natale vorrei un treno........

Il 19 dicembre festeggeremo tutti assieme una nuova idea di mobilità ferroviaria!!

Repubblica cita il pendolare calato dal finestrino (9/12/2011)

Oggi, un articolo di Repubblica traccia un quadro crudo e realistico della situazione delle ferrovie nazionali: da un lato le tratte più redditizie con treni efficienti e costosi, per tutto il resto una situazione da terzo mondo (tanto per fare un esempio dal nostro archivio abbiamo preso il finestrino gelato ritratto il 17 dicembre 2010).

Le situazioni più tragiche si trovano al sud: 7 ore per coprire i 102 km che separano Matera da Potenza... ma anche al nord la situazione non è molto migliore d'altronde noi lo sappiamo bene...
Tra i vari esempi citati dall'articolo anche il pendolare di Fiorenzuola che è sceso passando dal finestrino.
Ci auguriamo che l'attenzione che articoli come questo portano sul tema possa servire a smuovere qualcosa. Per il momento lo speranze sono vane...
Confermata la soppressione di due treni utilissimi per il rientro da Milano: il "Terni" e il Frecciabianca delle 18:35. A questo punto l'unico treno "veloce" (si fa per dire) attorno è alle 18 è il 2285, lunedì vedremo cosa succederà quando tutti ci si riverseranno sopra.....

C'è chi è masso peggio di noi (7/12/2011)

Oggi, 7 dicembre si festeggia S. Ambrogio e per molti pendolari milanesi è giorno di festa.
In attesa di sapere di che morte dobbiamo morire con il nuovo orario ferroviario che Trenitalia si è degnata di farci conoscere oggi, caricandolo sul suo sito, cerchiamo di sdrammatizzare un po’.
In particolare mi ha colpito un post del coordinamento pendolari della provincia di Pavia che tratta il caso di Vigevano..

I suddetti pendolari che già pagavano una quota annuale per il posteggio auto se la sono vista quasi raddoppiare. E’ pur vero che passando da 30 a 50 €/anno rimane una cifra poco più che simbolica che va a coprire l’affitto che il comune paga alle ferrovie, ma si tratta comunque di un aumento del 66% (che per di più vanno alle ferrovie che non godono certo delle nostre simpatie….) e comunque, di questi tempi, anche 20€ non sono da buttar via (soprattutto per darli alle ferrovie, a cui ne diamo già abbastanza...).
I pendolari di Vigevano, come noi, si sono visti scippare il posteggio biciclette, affidato a un privato che chiede 0,5 €/giorno per la custodia (metà di quanto chiedono a noi).
Non sappiamo se il sindaco di Vigevano abbia seguito l’esempio del nostro Reggi accanendosi contro i ciclisti che si ostinano a non voler pagare la gabella e facendo rimuovere le biciclette che “deturpano” la piazza davanti alla stazione. Quello che merita una menzione speciale sono le modalità indicate per l’abbonamento mensile al deposito cicli:

Per abbonamenti, occorre discutere con il custode del deposito biciclette.

L'orario (6/12/2011)

La scadenza del 12 dicembre da cui partirà il nuovo orario ferroviario è ormai molto vicina e molti pendolari ci scrivono chiedendo anticipazioni.
Le istituzioni che dovrebbero rappresentare i cittadini nei rapporti con Trenitalia, per esempio facendoci avere con congruo anticipo le bozze degli orari brillano per la loro assenza. A oggi, nonostante le ripetute richieste, non abbiamo ancora alcuna informazione sugli orari dei regionali.
Per partenze successive al 12 dicembre, il sito di Trenitalia riporta solo gli orari dei Intercity, Eurostar City e Frecciarossa. Qui le notizie sono tragiche per quanto riguarda gli ESCity usati dai pendolari: scomparsa la fermata a Rogoredo per il 9802 in partenza alle 8:24 da Piacenza, e scomparsi i treni delle 18:35 e 20:35 usati da molti dei pendolari (che pagano pure il pesante balzello del supplemento Mi Muovo Tuttotreno).
Riportiamo nel seguito le lettere del nostro presidente alla provincia, lettere che, a oggi, non hanno avuto alcun riscontro.

17 novembre 2011
Egregio Dottor Bergonzi,

la presente per chiederLe di predisporre quanto prima possibile un incontro con lei ed il Presidente Trespidi, per potere discutere ed eventualmente anticipare le richieste relative al nuovo orario ferroviario, che entrerà in vigore il prossimo 10 dicembre, e del quale ad oggi non abbiamo nessuna notizia né tantomeno anticipazione.
Intendiamo inoltre avere chiarimenti sul futuro del trasporto ferroviario regionale, stante le continue notizie di stampa relative agli accertati tagli dei finanziamenti statali per i Contratti di Servizio, per le quali si prospetta un 2012 funereo per i pendolari.
Ovviamente chiediamo siano chiamati al tavolo di discussione, come sempre, i rappresentanti delle due Regioni, Emilia Romagna e Lombardia, nonché quelli delle Ferrovie (Trenitalia, Trenord ed RFI) .
In attesa di un suo riscontro, ringraziamo per la disponibilità e porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Segnale guasto = Pendolare sull'orlo di un Trenitalicidio (3/12/2011)

30 Novembre 2011
Da qualsiasi punto di vista si stia osservando la questione, è semplicemente "m..da" che vola e nient'altro!
Il "Frecciamarrone" è tornato!! sto parlando del tragico ES*9825 Milano Ancona delle h.18:35.
Ieri sera un viaggio allucinante, terribile, lentissimo, sul fiore all'occhiello del malfunzionamento di Trenitalia,lo schifo più assoluto che esista, lo sfacelo, la disfatta, la triste realtà alla quale dobbiamo sottostare,senza batter ciglio, senza protestare vivacemente, senza occupare i binari perché ci arrestano, senza prendere a schiaffoni il personale Trenitalia perché in tal caso rischieremmo di essere rinchiusi per sempre nel braccio della morte ad Alcatraz (come il texano dagli occhi di ghiaccio) o ancor peggio a Guantanamo!!!!
E che non tirino in ballo la "storia" della nebbia perché parte il "vaffa"!!

Come detto, il treno dopo una partenza quasi puntuale ha arrancato per tutta la tratta compresa tra Milano Centrale e Casalpusterlengo, stazione in cui alle 19.25 si è arreso definitivamente fermandosi per svariati minuti
Alle 19.33 il capotreno ha diffuso il messaggio che "IL Treno ha maturato più di 20 minuti di ritardo (e di questo noi pendolari imbufaliti ce ne eravamo gai accorti) a causa di un segnale guasto lungo la linea; ripartiremo appena possibile"; commento più gettonato "Ma va a caghèr" dato che il treno è frequentato principalmente da emiliani e romagnoli
Un ragazzo seduto al mio fianco era giusto reduce da una lite furibonda con il capotreno dovuta al fatto che ogni sera ci sono ritardi più o meno imprecisati con questo treno e ogni sera non motivano mai la causa del disservizio ; ho commentato "perfetto stile Trenitalia : Omertà!!!"
Per quanto mi riguarda , in quei momenti la pressione arteriosa mi è salita a 360 / 200, avevo le vene del collo gonfie come quelle di un toro impazzito, sentivo che se non m'avessero placato avrei fatto "male" a qualcuno: "Si calmi, si calmi, non serve a nulla" le parole di una giovane donna seduta di fronte a me
L'ho ascoltata, anche se avvertivo la necessità di sbriciolare qualcosa con le mani oppure di prendere a pugni ininterrottamente un "punching-ball" (si scrive così?) Il treno è ripartito sempre mooolto lentamente alle 19.33
Anche ieri sera quindi abbiamo raggiunto Piacenza con più di 30 minuti di ritardoooooooooo!!! pagando anche supplementi e altri salassi vari per salire su queste maledettissime "Frecce Marroni" !!!
Milano Piacenza in quasi 80 minuti senza fermate intermedie è semplicemente inaccettabile! Voglio il rimborso del biglietto!
Quando avrò sbriciolato l'impianto di diffusione sonora, non potranno nemmeno più scusarsi per il disagio!
Odio Trenitalia ogni giorno di più!!! Questa sera quale altra terribile prova dovremo sopportare?

Soppressione 2285 (3/12/2011)

La soppressione del 2285 è avvenuta con un teatrino che farebbe scompisciare dal ridere se fosse in un film di Checco Zalone (purtroppo, invece, è tutto vero):

Venerdì, ore 18:10 stazione centrale, binario 20. La banchina è gremita di pendolari e viaggiatori in attesa del treno che, come indicato dai tabelloni, dovrebbe partire dal binario 20.
Ore 18:15 il treno ancora non si vede, ma gli altoparlanti annunciano: "il treno regionale 2285 per Bologna è in partenza dal binario 20". I viaggiatori si guardano attorno pensando di essersi persi qualcosa... qualcuno pensa che il terno sia in partenza da un altro binario e consulta viaggiatreno con il cellulare... per viaggiatreno il 2285 risulta CANCELLATO.
Ore 18:20 gli altoparlanti comunicano che il 2285 è cancellato!

Quanti livelli di servizio? (2/12/2011)

Trenitalia rivede la politiche tariffarie sui Freccirossa: gli unici treni per cui l’AD del gruppo FS, Mauro Moretti, abbia un minimo di interesse.
A “questo giro” si sono inventati i livelli di servizio che diventano 4.

Il più basso costa poco meno della “vecchia” seconda classe, gli atri a salire. Quello che crediamo è che esauriti i pochi e (tutt’altro che) economici posti in “standard” gli sfortunati viaggiatori si vedranno costretti ad acquistare biglietti più costosi.
Invece sui nostri treni da pendolari le buone vecchie tradizioni a cui Trenitalia ci ha abituati e che Trenord sta recependo in pieno, si mantengono: abbiamo un solo livello di servizio: il carro bestiame.
Il 1 aprile avevamo pubblicato un post ironico su un servizio low cost dove si viaggia in piedi. La profezia di si è avverata per metà: si viaggia in piedi, ma non low cost. A forza di togliere carrozze ormai trovare posto a sedere è un terno al lotto, tra poco viaggeremo sul tetto delle carrozze come in India (con lo svantaggio che qui in clima è più rigido).

Dieci anni positivi??? (1/12/2011)

Ieri la stampa locale ha riportato la dichiarazione del sindaco, Roberto Reggi, secondo cui i sui 10 anni di regno... pardon, mandato sono stati ampiamente positivi.
Noi qualche dubbio ce l'abbiamo...
Da quando l'Associazione Pendolari Piacenza è nata non ha mai avuto paura di schierarsi apertamente contro la giunta quando prendeva decisioni contrarie all'interesse dei pendolari e, questo indipendentemente dal colore politico degli amministratori in carica. I disagi sono disagi, indipendentemente dalla tessera che si ha in tasca.
Anche sull'operato di Reggi abbiamo avuto molto da ridire.

Il riassunto delle nostre osservazioni sull'operato di questa amministrazione lo si trova nelle 20 domande a Reggi che abbiamo riepilogato in questo post e che non hanno mai avuto risposta, nonostante fossero state pubblicate anche su Libertà.
In sintesi, le nostre obiezioni riguardano:
la mancata applicazione del contratto con Trenitalia che ci consentirebbe di usare la tratta ad alta velocità raggiungendo Milano in 20 minuti;
lo scippo del posteggio gratuito delle biciclette all'interno del capannone e le azioni che ne sono seguite, arrivate all'emanazione di una ordinanza di divieto di sosta per le biciclette in Piazzale Marconi e alla rimozione di 21 velocipedi "indebitamente" posteggiati;
la riduzione del numero di posti auto nell'area di via del Pisoni e l'accanimento con cui si sono multate le auto dei pendolari che hanno cercato di "arrangiarsi".
Ce ne sarebbero altre, ma ci siamo concentrati su quelle più significative.
In generale siamo rimasti molto delusi del modo con cui il sindaco ha gestito la partecipazione dei cittadini alla scelte rilevanti per il comune, metodo che è stato applicato anche ad altri temi non direttamente connessi con il pendolarismo (ZTL, Pertite, piazzetta Plbiscito ecc..).
Si tratta di osservazioni prive di ogni risvolto "ideologico" ma rivolte a difendere gli interessi di tutti i pendolari e che avremmo rivolto a qualsiasi amministrazione indipendentemente dal "colore".
L'Associazione Pendolari Piacenza per statuto è apolitica e non ha mai fatto politica.

Altri disservizi per i disabili (29/11/2011)

Avevamo già portato sul nostro blog una testimonianza di come la dirigenza di Trenitalia non abbia in minima considerazione i problemi dei disabili e di come l’assistenza sia sostanzialmente legata alla buona volontà di chi, per caso, si trova a prendere un treno assieme a una persona con difficoltà di movimento.
Ne dà conferma un articolo del Corriere della Sera che racconta la storia di Mariacaludia.

Mariaclaudia è un insegnate precaria che lavora a quasi 200 km da casa per 700 € al mese, come se non questo non bastasse come difficoltà, Mariaclaudia costretta su una carrozzina. Quando viaggia su treni “di fascia alta” (tipo Intercity) non ci sono problemi, ma sui regionali la musica cambia: i treni sono attrezzati per le biciclette e non per le carrozzine!
Ancor più inquietante risposta di Ferrovie dello stato, che ammette candidamente:

“la richiesta della signora ad oggi non può essere accolta in quanto, anche se gli investimenti che si stanno facendo per l’abbattimento delle barriere architettoniche sono notevoli, attualmente solo il 15% dei treni regionali in Abruzzo è attrezzato per i disabili. E non sarebbe possibile, anche volendo, cambiare immediatamente l’intera flotta. La situazione è diversa per i treni di lunga percorrenza, 350 dei quali, su un totale di 600, sono forniti sul territorio nazionale di queste soluzioni. Bisogna poi tener presente che un convoglio non attrezzato non effettua sempre lo stesso percorso, per cui risulterebbe inutile intervenire su singoli convogli”.

Lanciamo una domanda che, come sempre, non troverà risposta da parte delle istituzioni…
Ma il trasporto regionale non dovrebbe essere un servizio pubblico? Non dovrebbe garantire i diritti di tutti?

Posteggio di via dei Pisoni: situazione sempre più critica (28/11/2011)

Come avevamo già detto in passato, il comune, cogliendo l’occasione della tracciatura del posteggio via dei Pisoni, ha notevolmente ridotto il numero di posti auto disponibili. Già da poco dopo le 7 è impossibile trovare posto nelle “strisce bianche”.
Ricordiamo anche che la nostra associazione aveva presentato una proposta che, a costo zero, avrebbe consentito di mettere a disposizione dei cittadini un centinaio di posti in più. Non si tratta di una proposta improvvisata, ma di un progetto redatto da un architetto urbanista.
Se la volontà di ignorare la nostra proposta per una scelta che riduceva il numero di posti auto fosse in qualche modo legata all’apertura del posteggio a pagamento, avvenuta proprio negli stessi giorni, non lo possiamo sapere con certezza. Certo qualcuno dice: “a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina”.

In tutto questo tempo (ormai è passato più di un anno), i pendolari hanno cercato di ingegnarsi lasciando le auto in posti fuori degli spazi delimitati ma che non davano fastidio a nessuno (ciononostante in diversi casi sono stati multati). Esistevano tuttavia delle “zone grigie”, dove si poteva posteggiare con una buona possibilità di non prendere la multa; una di questa ere quella vicino all’uscita del posteggio in direzione di via dei Pisoni dove, quanto meno, non c’erano divieti di sosta espliciti.
Ebbene! In coincidenza con il ritorno della stagione fredda, nella quale molti “appendono la bicicletta al chiodo” per usare l’auto. l’amministrazione comunale, sempre attenta alle esigenze dei cittadini, ha pensato bene di togliere ogni dubbio installando dei cartelli che istituiscono il divieto di sosta con rimozione forzata.
Ringraziamo il sindaco Reggi per aver reso ancora più difficile la vita a chi deve andare tutti i giorni a lavorare o a studiare fuori città!
Nel frattempo il posteggio auto a pagamento (alla modica cifra di 6 euro al giorno) si sta riempiendo. Una domanda sorge spontanea: c’è pieno di pendolari che sono disposti a pagare 120 euro al mese di posteggio, o sono state attivate delle forme di abbonamento?
Se così è: questo era previsto dalla convenzione con il comune?
Se così è: perché le tariffe non sono esposte?

Giovedì 24 Novembre (24/11/2011)

Ogni giorno una storia da raccontare, peccato che sia sempre assolutamente e tristemente vera!
Il solito maledetto treno r2912 parte in mega ritardo da Piacenza mentre raggiungo la stazione e , dentro di me, penso anzi sono sicuro che farà da "tappo" a tutti i treni successivi.... ad esempio al nostro regionale 2274 che, pur essendo partito in orario, è stato "costretto" a raggiungere Lodi con più di 10' di ritardo!
Non è possibile, non è possibile!!! Si, con Trenord e Trenitalia non esiste la parola IMPOSSIBILE!

Torniamo indietro di qualche minuto:
Dove si trova la carrozza di prima classe? Ogni giorno viene cambiata la composizione del treno, lo fanno per far inca..are ancor di più i pendolari: un giorno in testa, un giorno in coda, un giorno in mezzo, un giorno manca, un giorno è declassata; Bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!
Prima o poi voglio chiedere al capotreno le cause di questa casualità nella composizione! Ma dove si nasconde il personale?!?!?!
NON riescono a nascondere invece i cumuli di sporcizia sopra e sotto i sedili, in alcuni casi ci sono anche sostanze molto appiccicose sulla cui origine non voglio assolutamente indagare......mi fa semplicemente schifo!
Non si fanno quasi più vedere i controllori; non ricordo di averne visto uno da giorni sui treni regionali! saranno ancora tutti in ferie? A novembre?E anche oggi siamo arrivati a Milano in ritardo di 13 minuti, più incavolati che mai e con la magra consolazione che novembre sta per finire! Infatti è staticamente dimostrato che i maggiori disservizi si verificano proprio nel corso di questo mese; intendiamoci, a novembre se ne verificano 1000, a dicembre 999, a febbraio 998, ecc ecc

Il treno fantasma (19/11/2011)

Oltre ai soliti disservizi (ritardi, soppressioni, sporcizia, mancanza di adeguata climatizzazione, …), lunedì 7 novembre, a causa di un guasto ai pannelli della stazione di Piacenza, alcuni di noi, me compresa, hanno perso il treno.

Mi spiego meglio: il Parma – Sesto San Giovanni delle 7.34, inizialmente in partenza come al solito dal terzo binario, dal pannello luminoso del sottopassaggio risultava spostato sul quarto. Sul quarto binario, è arrivato, presumibilmente da Milano, un treno diretto verso Bologna, sul quale non è salito nessuno di noi pendolari verso Lodi e Milano, nonostante anche il corrispondente pannello lo indicasse come Parma – Sesto San Giovanni delle 7.34. A questo punto qualcuno è rimasto comunque sul quarto binario, qualcun altro è tornato sul terzo binario, da dove si suppone sia partito intorno alle 7.40/7.45. Nel frattempo il monitor del sottopassaggio indicava 2 treni in partenza contemporaneamente dal quarto binario! Un delirio. Ho scritto si suppone in quanto il treno sul quarto binario non permetteva di vedere se c’erano treni sul terzo. Tutto questo senza che si sentissero adeguati annunci; solo in un secondo momento, quando sul terzo binario è arrivato uno degli IC, non si sa capiva quale, precedenti il Regionale delle 7.34, hanno cominciato ad avvisare che i pannelli non funzionavo e quindi di prestare attenzione agli annunci vocali; peccato che alcuni di noi avessero ormai perso il treno! Ho cercato, invano, di parlare col capostazione: in giro non c’era nessuno degli addetti, alle persone non autorizzate non è consentito l’accesso ai locali preposti e non so se al loro esterno ci sia un pulsante per un’eventuale chiamata. Infine ho preso il treno delle 7.54…
Detto questo (se ci ripenso mi sento ribollire), sperando d’essere stata chiara, non vorrei che la cosa finisse così. In seguito al fatto d’aver perso il treno a causa di una loro mancanza, è possibile procurare a Trenitalia ulteriori “rogne”, oltre alle cause intentate all’epoca? Si spera almeno che non vincano i ricorsi, visto il proseguire del disservizio.

Sulla sponda destra del Po (18/11/2011)

17 novembre 2011 - Sulla sponda destra del fiume Po mi son seduto su un treno e ho pianto

La mattina odierna già piuttosto gelida di per sé, ha gelato ulteriormente i pendolari “habitué” del treno regionale 2274 Bologna Milano.
All’arrivo nella stazione di Piacenza , osservo amareggiato il tabellone degli orari con l’indicazione R2274 CANCELLATO; nel frattempo l’altoparlante diffonde la notizia che il suddetto stramaledetto treno è stato cancellato a causa di uno sciopero del personale appartenente al gruppo FFSS.

Ora il fatto che centinaia di pendolari fossero in stazione a quell’ora mi ha fatto pensare di non essere il solo ad essere disinformato circa le modalità di questo sciopero, perciò ritengo assolutamente che si sia trattato di sciopero selvaggio : bastardi!!
Nella lista dei treni indicati del tabellone in quella fascia oraria, il R2274 è infatti l’unico ad essere stato cancellato!.
Nei giorni scorsi avevo sentito parlare di sciopero dei mezzi pubblici di trasporto locale per oggi (giovedì 17), ma non di ripercussioni sul trasporto pubblico regionale e/o nazionale

A prescindere dalle cause del disservizio…..

anche oggi siamo dunque vittime predestinate dello schifosissimo e vergognosissimo servizio ferroviario “offerto” (si fa x dire) dalla premiata partnership TRENORD / TRENTALIA ( GRUPPO FF SS
anche oggi arriveremo con almeno 30 minuti di ritardo sul posto di lavoro per colpa di qualche deficiente che oggi non aveva voglia di lavorare
anche oggi ci stiamo facendo sangue amarissimo e la giornata inizia tremendamente in salita
anche oggi mi verrebbe voglia di spaccare tutto ciò che trovo sulla carrozza del tragico R20398 sul quale siamo stati costretti a salire, così per divertimento, per sfogarmi un po’
anche oggi mi piacerebbe “buttar giù” qualche dente al malcapitato ferroviere di turno;
anche oggi proseguirò nella stesura del romanzo (tratto ahimè nel mio caso da una storia verissima!) dal titolo “Sulla sponda destra del fiume Po mi son seduto su un treno e ho pianto” ; non me ne voglia Coelho se ho rubato alcune parole di una sua celebre opera!
anche oggi (e questo è l’unico piccolissimo lato positivo) per “dimenticare” le malefatte del gruppo FFSS e scaricare un po’ la tensione nervosa, ho potuto ascoltare a tutto volume per 30 minuti in più le fantastiche “compilations” di Gigi D’Agostino!

Le porte non funzionano: i pendolari si ingegnano (17/11/2011)

Ancora una volta i pendolari piacentini si dimostrano precursori dei tempi per quanto riguarda le modalità di affrontare i disservizi delle italiche ferrovie.
Già a maggio,come avevamo raccontato in questo post, in assenza di porte funzionanti, non si è perso d’animo e, con un notevole gesto atletico si è calato dal finestrino.
Questo pendolare è stato poi selezionato come pendolare dell’anno e premiato nel corso di una delle nostre assemblee.

Ebbene! Ancora una volta ci hanno copiati. Repubblica riporta di un fatto avvenuto il 3 novembre a Lunghezza: una stazione periferica di Roma molto frequentata da pendolari: un treno cancellato e quello successivo “si presenta” con due carrozze chiuse (una storia che anche da non è nuova, Trenitalia non è razzista, eroga i propri disservizi a tutte le latitudini), ma i pendolari che ne sanno una più di Moretti (pardon, del diavolo), salgono dal finestrino.
Pare che il primo spot di Trenitalia riprenderà questo episodio e dirà: “viaggia con noi, ti terrai in forma!”.

Trenitalia e i servizi del terzo millennio: l'ufficio oggetti smarriti! (16/11/2011)

Recentemente Trenitalia ha annunciato con grande enfesi l'attivazione di un servizio assolutamente innovativo ed allineato con quanto fanno le aziende più all'avanguardia del terzo millennio: di riconsegna degli oggetti dimenticati in treno.
...
Come dite?
Gli uffici oggetti smarriti esistono già dall'800, quando i treni andavano a vapore?

Forse nei Paesi civili... In Italia già da molti anni questi uffici erano stati eliminati o nascosti nei più remoti angoli delle stazioni o addirittura lontano dalle stazioni. Lo testimonia la mail di Paola che abbiamo pubblicato alcuni mesi fa e che racconta l'odissea vissuta nel tentativo, infruttuoso, di recuperare una valigia dimenticata in treno. Il padrone della valigia non si era dato per vinto e la notizia era stata ripresa anche dal Corriere.
Ora, a quanto pare, Trenitalia si è decisa a ripristinare il servizio, limitatamente ai viaggiatori "ricchi" che usano treni Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca e ad alcune stazioni (Torino Porta Nuova, Milano Centrale,Venezia Santa Lucia, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Roma Termini, Napoli Centrale, Reggio Calabria Centrale), allo studio l’estensione a tutti gli altri treni nazionali, come Intercity ed Espressi.
E gli altri???
E i pendolari che viaggiano sui treni regionali???
Sono viaggiatori di serie B?
Quando qualcuno si deciderà a fare qualcosa?

PSC (Piano Strutturale Comunale) è necessaria una vera partecipazione (14/11/2011)

In questi giorni il comune di Piacenza sta portando avanti a tappe forzate un percorso per l’approvazione del nuovo PSC (Piano Strutturale Comunale): uno strumento urbanistico che definisce e pianifica l’uso del territorio per gli anni a venire. Si tratta di scelte che condizioneranno città e con questa la qualità di vita e la salute dei piacentini per i prossimi 15-20 anni.
L’amministrazione sta portando avanti un percorso di partecipazione “alla Reggi” con riunioni nelle quali gli assessori “depositari della verità” comunicano le proprie scelte ai pochi sudditi, pardon... cittadini che hanno saputo della riunione e che sono riusciti a partecipare.
Riteniamo che un provvedimento di questo tipo non possa essere adottato con un percorso accelerato da un’amministrazione a fine mandato, ma che sia necessario avviare un vero percorso partecipato che passi anche attraverso forum, conferenze, assemblee pubbliche, incontri tematici, visite guidate, laboratori di progettazione. Per questo motivo, assieme a molte associazioni operanti netta realtà piacentina ha sottoscritto un documento nel quale si chiede di rivedere il percorso di approvazione del PSC.

AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI PIACENZA
AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI PIACENZA

e p.c. AL SIG. PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI PIACENZA
AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI PIACENZA
AL SIG. PRESIDENTE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA
AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE EMILIA ROMAGNA
AI SIGG. PRESIDENTI DELLE CIRCOSCRIZIONI DEL COMUNE DI PIACENZA

OGGETTO: PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE DEL PSC DI PIACENZA

Noi sottoscritti Cittadini di Piacenza, in proprio ed in rappresentanza dei Comitati e delle Associazioni sotto indicate, intendiamo con il presente atto contribuire costruttivamente al dibattito in ordine all’adozione del Piano Strutturale Comunale (PSC), formulando le seguenti osservazioni e richieste sia nel metodo che nel merito del procedimento adottivo siccome avviato.

Premesso:

che l’ Amministrazione Comunale di Piacenza, ai sensi dell’art. 14 della legge regionale n. 20/2000, ha avviato il 7 settembre scorso, la Conferenza di Pianificazione del nuovo Piano Strutturale Comunale (PSC) e che la stessa in base alla norma citata, si concluderà entro 90 giorni, il 7 dicembre prossimo;
che il calendario degli incontri programmati per l’illustrazione, da parte dell’Assessore all’Urbanistica, del Documento Preliminare del PSC di Piacenza prevede quindici incontri, così distribuiti:
- quattro riservati alla consultazione degli Enti pubblici;
- due alla concertazione con le Associazioni economiche e sociali e con gli Ordini professionali;
- uno alle Circoscrizioni;
- otto al confronto con le Consulte e con le Associazioni iscritte all’albo comunale:
- di questi ultimi, quattro aperti anche ai singoli cittadini.
Constatato:
che la consultazione diretta dei cittadini, inizialmente non prevista dall’Amministrazione Comunale, si è svolta per mezzo di incontri pubblici, volta a volta concessi dall’Assessore all’Urbanistica su richiesta dei partecipanti;
che i quattro incontri si sono già svolti, ma senza alcuna verbalizzazione del dibattito sorto;
che l’informazione generale alla cittadinanza da parte dell’Amministrazione Comunale in merito al Documento Preliminare del PSC, con i relativi allegati, risulta fornita tramite
- copia su supporto informatico del Documento rilasciata dal Comune a chi ne faccia richiesta,
- il sito Internet del Comune, sul quale sarebbero a tutt’oggi pervenuti solo n. 7 pareri e/o richieste di chiarimenti da parte della cittadinanza.
Rilevato:
che l’art. 8 della Legge Regionale 20/2000 (“Disciplina sulla tutela e l’uso del territorio”) così si esprime: “Partecipazione dei cittadini alla pianificazione - Nei procedimenti di formazione ed approvazione degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica sono assicurate: a) la concertazione con le associazioni economiche e sociali, in merito agli obiettivi strategici e di sviluppo da perseguire; b) specifiche forme di pubblicità e di consultazione dei cittadini e delle associazioni costituite per la tutela di interessi diffusi, in ordine ai contenuti degli strumenti stessi.”;
che il Consiglio Comunale ha approvato il 19 febbraio 2009 il seguente testo del Documento di Indirizzi per il PSC, quale parte integrante della Relazione del Documento Preliminare del PSC di cui si tratta, al quale il Documento avrebbe dovuto attenersi: “Partecipazione: Prevedere per tutte le fasi di costruzione del PSC, a partire dalla discussione degli indirizzi in corso, procedimenti partecipativi tipo “Agenda 21”, per coinvolgere tutte le forme associative e i singoli cittadini, secondo criteri di corretta informazione e trasparenza delle decisioni da una parte, ed educazione alla conoscenza del proprio territorio dall’altra. Può a ciò contribuire anche il raffronto con altre esperienze italiane ed europee.”.
Considerato nel merito:
che le modalità adottate per l’informazione e la consultazione sul Documento Preliminare non consentono, di fatto, a gran parte della popolazione di conoscere e discutere il Documento medesimo, per contribuire a modificarlo e integrarlo nell’interesse comune;
che, se gli incontri pubblici di discussione proseguiranno come ha dichiarato l’Assessore all’Urbanistica, tuttavia la Conferenza di Pianificazione non permetterà di mettere a confronto paritariamente le istanze dei cittadini con gli indirizzi della Conferenza stessa, eventualmente interferenti;
che dalla consultazione degli elaborati appare evidente che le scelte progettuali strategiche del Documento Preliminare sono solo due: quelle corredate da specifici masterplan, o progetti urbanistici, incentrate su:
- interventi di nuova edificazione nelle aree militari da dimettere;
- opere infrastrutturali finalizzate all’Integrazione di Piacenza nel sistema di mobilità delle merci del “corridoio 5” (dal Portogallo al mar Nero) e nell’area metropolitana milanese;
che dunque manca un progetto urbanistico più vasto che, sulla base del quadro conoscitivo dello stato attuale e delle vocazioni del territorio e di un bilancio dei 10 anni di attuazione del Piano Regolatore vigente, indichi quale modello di sviluppo si vuole per Piacenza;
che cioè non risultano esplicite scelte urbanistiche strategiche per il 2030, con pari grado di approfondimento per tutte le componenti strutturali del territorio e della società, quali: centro storico, periferia, frazioni, corsi d’acqua, verde, ambiente e paesaggio, mobilità urbana ed extraurbana;
che pure risultano carenti adeguate considerazioni di attenzione alle attività economiche e di servizio, come indicazioni strategiche circa l’occupazione, la sanità e la scuola;
che appaiono, pertanto, necessari ulteriori studi e ipotesi progettuali.
Stante tutto quanto sopra:
risultando evidente il deficit di partecipazione civica all’atto politico più importante del Comune, che pianifica gli usi pubblici e privati del territorio per 15-20 anni, con effetti permanenti sulle condizioni di vita dei cittadini, che potrebbe venire adottato senza tenere conto dello spirito della legge e di una tradizione politico-amministrativa consolidata in Emilia Romagna in materia di urbanistica partecipata;
apparendo non consoni all’elaborazione del PSC i mesi antecedenti le elezioni amministrative, certamente per la loro brevità, ma soprattutto per il fatto che l’attenzione sarà - ovviamente e trasversalmente - rivolta a più contingenti tematiche di posizionamento politico e partitico;
valutando, inoltre, non urgente l’adozione del PSC, perché la residua capacità edificatoria residenziale del PRG vigente è oltre il 20% di quella prevista dal Piano, ed è altresì in corso il censimento della popolazione e delle abitazioni, che fornirà informazioni più attendibili e complete sulla reale situazione abitativa nella nostra Città;

NOI SOTTOSCRITTI
CHIEDIAMO

che venga interrotta la Conferenza di Pianificazione;
che, dando concretezza all’impegno assunto dall’Assessore all’Urbanistica in sede di ultimo incontro, prosegua la consultazione dei cittadini, realizzando un percorso partecipato tipo Agenda 21, mediante forum, conferenze, assemblee pubbliche, incontri tematici, visite guidate, laboratori di progettazione;
che copie cartacee del Documento Preliminare siano depositate presso le Circoscrizioni e l’URP comunale in modo che tutti i cittadini, con l’assistenza di personale esperto, possano prenderne visione, capirne i contenuti e formulare proposte;
che le osservazioni e le proposte che perverranno al Comune siano sottoposte alla Giunta, contestualmente e paritariamente a quelle emergenti dalla Conferenza di Pianificazione;
che del processo partecipativo e dei suoi esiti si dia ampia ed appropriata pubblicità, e se ne tenga conto, specialmente ai fini delle scelte urbanistiche del PSC stesso;
che l’adozione del PSC avvenga in tempi adeguati alla disamina esaustiva di tutte le tematiche che devono sostanziare un Piano di sviluppo a lungo termine, fondato su modelli condivisi approfonditi e sostenibili.

Piacenza, 11 novembre 2011

Non ne posso più (11/11/2011)

Non tutto il ritardo vien per nuocere? Vogliamo trovare una magrissima consolazione in tutto ciò che mi è accaduto stamattina?
Mai e poi mai!!!! Trenord / Trenitalia sono allo sbando completo per quanto riguarda la linea ferroviaria Piacenza Milano!
Stamattina (9 novembre) ho perso il treno delle 7.08 sempre a causa della geniale decisione della giunta comunale di Piacenza di mettere a pagamento (e a carissimo prezzo!!) i posti auto più vicini alla stazione ferroviaria, ribadisco "REGGI RIDACCI I PARCHEGGI!!"; meno male che…. il mandato del Sig.sindaco e soci è al capolinea e che le amministrative comunali sono alle porte, sto meditando già da tempo di impegnarmi per "fare qualcosa" per "cambiare" la città di Piacenza, non solo per i parcheggi pendolari, ovviamente.
Ci penserò sempre più seriamente.
Salito quindi sul regionalissimo R20412 delle h.7:12, decido di fare tappa a Codogno per riscuotere il "bonus straordinario" di dicembre 2010 (altra decisione geniale in questo caso di Trenord che sta utilizzando come deterrente lo stratagemma di erogare questi bonus ai pendolari piacentini nella stazione di Codogno, complicandoci ulteriormente la vita!!!) e di prendere il treno successivo diretto a Milano (notare che in 10 km il regionalissimo aveva già accumulato almeno 5 minuti di ritardo…..)
Scendo a Codogno, mi fiondo in biglietteria, la persona è al telefono che sta parlando di "affari suoi" ; la mia espressione è stata più eloquente di mille parole "chiama dopo, scusati, insomma chiudi sta cacchio di conversazione"; mentre stavo effettuando la non facile riscossione di 11,1 Euro(!) per "vizi formali nella procedura", con la coda dell'occhio ho notato che il treno 20412 non era ancora ripartito dentro di me ho pensato "Che fortuna...... mi starà aspettando....."
Termina finalmente l'operazione bonus e mi fiondo di nuovo sul binario 3, il treno è ancora fermo, porte chiuse, ma non parte!!!
Decine di pendolari stanno tentando di scassinare le porte e, nel frattempo, recitano anche una sorta di "rosario" non propriamente sacro, fuori programma!!!!
Finalmente qualcuno si accorge di noi e preme il pulsantino magico, le porte si riaprono: tutti a bordo ma il treno non parte! uffffffff sbufff argh acc!!!
Alle 7.41 qualcuno decide che si può ripartire! Via alla velocità di lumaconi, ah ma ci sono lavori in corso pochi metri fuori dalla stazione di Codogno (costruzione di un cavalcaferrovia sembrerebbe....). I minuti quindi trascorrono ancora inesorabili; arriviamo a Secugnago verso le 8 (peccato che alle 8.02 dovremmo già essere a MIlano ROgoredo!!! recupereremo??? (mi sto già tenendo la pancia dalle grasse risate amarissime). Dopo ulteriori peripezie e soste inspiegabili siamo approdati a Rogoredo alle 8:25 con 23' di ritardo!!!!!!

73 minuti per fare 64 km, ma dove siamo? nel quarto mondo!!!!Anche nei giorni scorsi non siamo andati molto meglio, con qualsiasi treno regionale, a qualsiasi orario, sempre 10 / 15 minuti di ritardo. Uno schifo che più schifo non si può! non ce la faccio più !
Ribelliamoci tutti! non presentiamo più l'abbonamento! anzi non facciamolo nemmeno!

Storie di pendolari (10/11/2011)

Segnaliamo un'iniziativa degli studenti dell’Università Iuav di Venezia che mira a raccogliere storie di pendolari: non si chiede di parlare di ritardi e disservizi (argomento con cui potremmo occupare milioni di pagine), ma di storie di vita vissuta da chi si incontra tutti i giorni in treno.

PENDOLARI!

Questo è un invito per tutti coloro che ogni giorno vivono gran parte del proprio tempo all’interno di un treno. Durante questi viaggi, come sappiamo, può accadere qualsiasi cosa: ritrovare un amico che non si vedeva da tanto tempo, ascoltare conversazioni di altre persone ed estrapolarne un pezzetto di vita, oppure raccontare la propria ad un estraneo; assistere a qualcosa o conoscere qualcuno; innamorarsi, arrabbiarsi, leggere, pensare…
Stiamo raccogliendo storie di pendolari come voi per realizzare un progetto universitario con fine un prodotto editoriale. Saranno storie in cui non si tratteranno dei soliti disagi, dei ritardi e delle lamentele, ma dell’umanità delle persone che viaggiano ogni giorno.
Raccontateci la vostra storia.
Le migliori saranno scelte e pubblicate e faranno parte di un progetto realizzato dagli studenti dell’Università Iuav di Venezia.
Scriveteci la vostra storia e inviatela a: ipendolari@gmail.com

Strage di Viareggio: le ferrovie licenziano il consulente delle vittime (10/11/2011)

Il sito web dell’associazione “in marcia”, assieme a molti giornali nazionali tra cui il Corriere della sera, hanno riportato la notizia secondo cui Riccardo Antononini: un dipendente RFI che svolge un ruolo di consulente di parte civile indagine sulla strage alla stazione di Viareggio (giugno 2009, 32 morti), dopo una lettera “minatoria” ed una sospensione di 10 giorni, è stato licenziato in tronco.

Non vogliamo entrare nel merito della correttezza formale del provvedimento disciplinare: sicuramente ci saranno dei ricorsi e decideranno i tribunali, ma concordiamo con il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli che afferma: ''Moretti conferma di essere spietato'' e aggiunge: “Sin dall'inizio di questa vicenda, l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, non ha mai messo in discussione né se stesso, né la parte che rappresenta, le Ferrovie dello Stato. Da subito Moretti ha messo in atto una strategia di attacco irrispettosa, innanzitutto, del dolore dei parenti delle vittime. Questo ultimo atto appartiene alla medesima logica aggressiva. Voglio esprimere la mia vicinanza ad Antonini, che non ha mai vacillato nel suo atteggiamento, chiaro e determinato fin dall'inizio. Qual è la sua colpa? Forse quella di aver voluto dare il suo contributo alla ricerca della verità”
L’Associazione Pendolari Piacenza esprime tutta la propria solidarietà a Riccardo Antonini ed auspica che si faccia piena luce sulle cause della strage di Viareggio.

Piacenza - Parma: i ritardi di ottobre 2011 (3/11/2011)

Forse il viaggio di andata e ritorno verso Parma è leggermente meglio di quello verso Milano, ma anche qui i disservizi non mancano: il 2273 ha collezionato 173 minuti di ritardo, riuscendo ad arrivare con meno di 5 minuti di ritardo poco più del 50% delle volte.

Ci ascoltate solo quando si vota? (3/11/2011)

Pubblichiamo una comunicato stampa di Ettore Fittavolini, presidente dell'Associazione Pendolari Piacenza, che tratta, con cognizione di causa, il tema del collegamento "veloce" con Milano.

La lettura dell’ultima notizia circa lo studio commissionato dalla Camera di Commercio al Politecnico sul tema del “cosiddetto“ servizio ferroviario di trasporto veloce tra Piacenza e Milano, ci lascia contrariati ed allibiti.
Posto che si tratta dell’ennesima annunciazione sul tema, dopo roboanti proclami apparsi a mezzo stampa che vedono coinvolti a vario titolo il Presidente della Provincia, l’amministratore delegato di Trenord,. Il presidente della Regione Lombardia, vari Assessori regionali, il Sindaco del Comune di Piacenza (si avvicinano le elezioni, vero ?) il presidente della locale Confindustria e financo l’Amministratore Delegato di UniCredit (che è anche il grande capo del sottoscritto, e di decine di altri pendolari piacentini che quotidianamente fanno girare l’economia a Milano) - quest’ultimo, in quanto piacentino, tirato regolarmente per la giacchetta allo scopo di munificare a destra e a manca – i pendolari dove sono ?
Ovvero quelle migliaia di fantasmi che tutte le mattine, per studio o per lavoro, quando ancora la città dorme, vanno a produrre reddito, ricchezza e cultura altrove per poi spender soldi e pagar tasse a Piacenza,
ma che la città dimentica di avere.
E quando fa finta di ricordarsene, è solo per gabellarli (posteggi e parcheggi rubati, bici rimosse !!!) o perché ci sono elezioni in vista e qualche migliaio di voti non puzza.
Esemplare in questo caso il trattamento riservato ad un concittadino illustre quale Ernesto Schiavi, direttore artistico della Filarmonica della Scala (che mi onoro di conoscere, ed ex pendolare al pari dei professori della stessa orchestra Galli e Negri, altri due piacentini che hanno dato e danno lustro a Piacenza) : mentre Milano lo premiava con il massimo riconoscimento dell’Ambrogino d’Oro, da Piacenza nemmeno un biglietto di congratulazioni istituzionale ! .
"Nemo propheta est in patria", dicevano i nostri padri.

A noi pendolari, in quanto parte in causa, piacerebbe essere al tavolo di questo fantomatico progetto che dovrebbe essere la panacea di tutti mali dei disservizi su rotaia.
Però, così come è stato riportato dagli organi di stampa, ovvero il proseguimento della linea Saronno-Lodi fino a Piacenza, con servizio attualmente in carico a Trenord (la società mista derivante dalla fusione Trenitalia Ferrovie Nord che esercita il servizio del trasporto regionale lombardo) di veloce non ha nulla, ed ai pendolari piacentini non sposterebbe di alcunché il livello di disservizio.

Siamo pronti a discuterne dati alla mano, con cognizione di causa perché le analisi dettagliate su quello che c’è, diviso per nicchia di potere (Emilia Magna Romagna, Lombardia, Trenitalia Nazionale, etc) orari, materiale rotabile, le abbiamo già fatte e rifatte, presentate anche ai ministri che, venuti a Piacenza (altro ennesimo spot da campagna elettorale) allora si dimostrarono ignoranti in materia (ovvero non sapevano nemmeno di avere firmato aumenti delle tariffe !) e le conosciamo a memoria.
Come pure fanno professione di ignoranza della materia i vari dirigenti regionali di Trenitalia e RFI, quando si degnano di venire alle riunione cui regolarmente negli anni sono stati invitati.

Per cui, pur apprezzandone la buona volontà, francamente non serve che la Camera di Commercio spenda pubblici denari (ma non ci dovrebbe essere una gara e non un affidamento diretto ?) per fare analizzare dal Politecnico (che personalmente il sottoscritto stima quale rinomata istituzione per la formazione e l’istruzione – ho appena partecipato ad un corso con i loro docenti un mese fa ) un tema di cui ci sembra essa non abbia nessuna competenza.
Lo studio c’è già, aggratis, come dicono a Roma. Titolo : “da Piacenza a Milano in 20 minuti (si può !)“ .

L’abbiamo fatto noi, pendolari piacentini della nostra Associazione (in questo caso soci ingegneri ed architetti) nel 2007, premiato dal Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti (allora reggente del dicastero l’on. Di Pietro) in occasione della Conferenza Nazionale delle Infrastrutture tenutasi a Catania il 7 dicembre 2007 e pubblicato nel volume edito dal ministero stesso dal titolo : “Trecento idee per lo sviluppo delle Infrastrutture nel Paese“.
Disponibile sul sito della ns. Associazione (insieme alla documentazione dei vari accordi firmati dalle FS con Comune e Provincia per il passaggio della TAV sul nostro territorio sin dal 1997, e ad oggi totalmente disattesi per quanto concerne il trasporto ferroviario) e per chiunque ce lo chieda, ed ovviamente ridiscutibile e rimodulabile.

Ma su cui non si transige, ovvero utilizzare la linea AV, che a Piacenza, oltre che a passare, è interconnessa, anche per il trasporto pendolare.

Ricordando una volte per tutte che parliamo di una infrastruttura sottoutilizzata, pagata tutta con i soldi delle nostre tasse (uno sproposito di milioni di Euro al chilometro rispetto a quello che sarebbe dovuta costare) ed in carico ad una società, le Ferrovie dello Stato (e relative Spa controllate), che è al 100% pubblica (azionista unico il Ministero del Tesoro).
Non quindi l’orticello del padrone del vapore (leggasi sig. Moretti, dipendente pubblico che ne è amministratore delegato) tantomeno il futuro appartamento in affitto con vista della NTV di Montezemolo e soci.
La liberalizzazione del trasporto ferroviario è direttiva comunitaria da anni, ed il desolante risultato finora ottenuto per potere avere un’alternativa è stato l’esperimento fatto fallire scientemente di Arenaways in Piemonte, inibendo all’unico Davide privato di raccogliere passeggeri sulla Torino – Milano, perché disturbava il pubblico gigante Golia.

In questo caso, ovvero nel nostro, non stiamo parlando del Ponte di Messina, ergo lo sproposito che da più di 40 anni rovina le casse delle Stato già solo per i progetti (e che stante i chiari di luna attuali mai si farà), ma di un’opera esistente da utilizzare per il servizio pubblico, quale il trasporto ferroviario è e rimane, mezzo fondamentale per una mobilità sostenibile.
Quando se ne vorrà parlare seriamente, partendo dai presupposti di cui sopra, noi ci siamo e ci saremo sempre (l’EXPO 2015 passa, i pendolari rimangono).
Aggratis ovviamente.

Siamo uomini o pendolari? (28/10/2011)

Segnaliamo due iniziative di Altroconsumo, l’associazione di consumatori che opera da 30 anni e si è più volte occupata delle tematiche legate ai (dis)servizi per i pendolari.
In effetti le due iniziative ci riguardano da vicino.

Siamo uomini o pendolari

Una sottoscrizione on line indirizzata alle “autorità” per sensibilizzarle sulla situazione dei pendolari fotografata da un’indagine di altroconsumo dalla quale risulta che il 72% dei “clienti” delle ferrovie non è soddisfatto del servizio (io vorrei conoscere qualcuno facente parte del restante 28%...)
http://www.firmiamo.it/altroconsumo-siamo-uomini-o-pendolari

Assistenza legale
Altroconsumo offre assistenza legale gratuita per richiedere il risarcimento danni a Trenitalia davanti al Giudice di Pace.
L’Associazione Pendolari Piacenza è stata la prima a partire con le richieste di risarcimento a Trenitalia e gli stessi avvocati che hanno maturato una significativa esperienze ed una buona percentuale di successo collaborano con Altroconsumo.
http://www.altroconsumo.it/asp/SmartInquiry/SmartInquiry.aspx?src=294783

Treno bloccato in attesa dei moduli (28/10/2011)

La vita del pendolare è davvero molto varia: ieri sera (26 ottobre) sull’Eurotar City 2285 partenza da Milano Centrale alle 18:35 si è consumato un siparietto che neanche i migliori comici di Zelig avrebbero potuto immaginare.
C’è da ridere per non piangere.

Verso le 18:30, pochi minuti prima della partenza del treno, dagli altoparlanti esce la solita voce registrata che dice:
il treno Eurostar City 9743 da Milano per Udine sta per partire, eventuali accompagnatori sono pregati di scendere.
Come???? Ha detto Udine????
Per chi avesse avuto dei dubbi il messaggio viene ripetuto in inglese.
I pendolari esperti, abituati questo e altro restano impassibili, ma tra i viaggiatori occasionali si scatena il panico!!! Ma come, dicono, io devo andare a Bologna (o a Parma, o ad Ancona ecc. ecc.).
Poco dopo interviene il capotreno che, dalla sua viva voce annuncia che il treno va ad Ancona e, di conseguenza, i viaggiatore diretti a Udine sono pregati di scendere (nel loro stesso interesse…).

Sembrerebbe tutto finito, sono le 18:45, il treno sarebbe già dovuto partire, ma poco importa, staremo aspettando per lasciar scendere i viaggiatori diretti a Udine. Invece, quando meno te lo aspetti eccolo! Glia altoparlanti riprendono vita e l’annuncio che rallegra la tua giornata triste e buia di pendolare.

causa attesa della modulistica il treno partirà tra 10 minuti!!!!!!

I moduli???? Vuoi vedere che i “nostri” moduli erano sul treno partito per Udine???
Quali moduli? Poco importa: ci quelli che servono per far partire il treno...
Ovviamente dopo 10 minuti il treno non parte, partirà alle 19:10 circa, con 35 minuti di ritardo quando, da un punto di vista puramente teorico, avrebbe dovuto essere quasi a Piacenza.
Vabbè… Vorrà dire che cercheremo i moduli per il reclamo…

Un lunedì da dimenticare (24/10/2011)

Sto diventando verde, i muscoli si stanno gonfiando, le vene del collo stanno per esplodere, i vestiti si stracciano come pezzetti di carta no, non sono l'incredibile Hulk, sono un pendolare della Piacenza Milano imbestialito a causa dell'ennesima presa per il cu.. propinata a inizio settimana dalla premiata ditta fornitrice di servizi ferroviari "TRENORD TRENITALIA"

All'arrivo nella stazione di Piacenza, un collega mi accoglie con un sorriso troppo ironico per essere "vero", invitandomi con un gesto ad osservare il tabellone... gli chiedo "Ma è stato cancellato???" Lui annuisce....
Con la rabbia già alle stelle di lunedì mattina leggo sul tabellone R2274 CANCELLATO.
Ci avviamo lentamente al binario 6 dove è già pronto (si fa per dire) il R20398 che parte 15 minuti più tardi rispetto al "nostro" maledetto treno; è sempre opportuno ricordare che nessuna motivazione viene diffusa circa le cause della cancellazione del R2274.
Tento inutilmente di farmi passare il prurito alle mani, è un'impresa piuttosto ardua....! il modo migliore sarebbe quello di prendere a schiaffoni qualcuno dei sedicenti "addetti ai lavori" anche se il risultato ottenuto sarebbe ancora insoddisfacente e non servirebbe a migliorare le pessime condizioni del servizio.
Non è mai colpa di nessuno, eppure sono convinto che se iniziasse a fioccare qualche sospensione punitiva dal lavoro o se si decurtasse sensibilmente qualche stipendio al personale TRENORD TRENITALIA, qualcosina potrebbe cambiare a favore dei pendolari bistrattati e ignorati da tutti.
A proposito di stipendi: chi ci rimborserà l'ennesima mezzora persa a causa dell'assoluta inaffidabilità del servizio pubblico ferroviario? Per non parlare delle figuracce e degli sfottò ai quali dobbiamo sottoporci quotidianamente arrivando in ritardo sul posto di lavoro!
Che stress! Che stress! Che stress! siamo assolutamente logorati da questi maledettissimi disservizi cronici! A bordo anche stamattina ho raccolto moltissimi malumori, qualcuno mi ha riferito che il treno R2912 oggi è partito incredibilmente in perfetto orario, per cui la finestra di disservizio sulla PC-MI è stata di ben 35 minuti: semplicemente inaccettabile! allucinante!
Il sottoscritto si limita a scrivere questi reportage, ma anche oggi ho colto da alcuni passaparola che alcuni gruppetti di esasperati starebbero organizzando forme di protesta ben più eclatanti tipo occupazione di binari a Rogoredo per creare interruzione di servizio pubblico in un colpo solo sia alla linea storica che alla TAV, occupazione di uffici movimento o di capi stazione, ma anche cose più soft tipo manifestazioni pacifiche nelle stazioni più importanti, sciopero del biglietto, abbonamento ecc
Tornando a noi, potrebbe sembrare superfluo scrivere che a Codogno il treno era già pieno come un uovo sodo figuratevi a Casalpusterlengo, Secugnago e a lodi, praticamente abbiamo viaggiato "sottovuoto". Condizioni disumane, la settimana è iniziata tragicamente, mi vengono i brividi pensando ai prossimi giorni.

Tornano i berretti verdi (24/10/2011)

La notizia arriva da Strade ferrate, una squadra di “assistenti” riconoscibili dal cappello verde presidierà alcune stazioni lombarde per assistere e informare i pendolari di Trenord.
Tra le stazioni “assistite” c’è Lodi ma manca Piacenza (che pure, secondo Trenitalia/Trenord è in Lombardia) al ritorno potremo invece trovare gli assistenti a Milano centrale e a Lambrate.

Il nuovo servizio si chiama My Link staff. L’esperienza dell’assistente di linea non è nuova: l’abbiamo avuta qualche anno fa: se ben ricordo il berretto era giallo, e avevamo a disposizione anche un numero di cellulare. Qualche risultato positivo c’era stato: il nostro assistente di linea ha dato una mano a pendolari a cui era stato rubato il portafogli con l’abbonamento (diversamente da quanto è successo di recente), e sapeva dare qualche “dritta”.
Speriamo che l’esperienza positiva si ripeta.

Il viaggio della disperazione (20/10/2011)

Il treno R2274 parte (quasi sempre) puntuale dalla stazione di Piacenza, ma nel tratto compreso tra il ponte sul Po e Lodi, si "inventa" sempre qualche scusa per accumulare preziosissimi minuti di ritardo!
Oggi come ieri e come ogni altro giorno, il pendolassimo sulla PC-Mi diventa la nostra causa principale di stress!!

Questa mattina lunghe soste inspiegabili nelle stazioni di Codogno e di Secugnago: sarà il solito problema delle precedenze? saranno gli scambi che non funzionano? sarà la discussione infinita sul sesso degli angeli? la sola verità è che da qualche parte uno o più "addetti ai lavori" di Trenord e Trenitalia non sta facendo il proprio dovere! leggasi inefficienza cronica!!
A Lodi siamo già a 12 minuti di ritardo; a Rogoredo sono diventati 15. Evviva! anche oggi arriveremo in super ritardo al posto di lavoro! Come dice Lino Banfi in un "cult movie" sono letteralmente "volatili per diabetici".
Grazie ancora a Trenord/Trenitalia; per ulteriori informazioni in tempo reale sui disagi e i disservizi consultare le FAQ sul sito www.odioleferrovie.it

Novità nel mondo delle ferrovie (20/10/2011)

Scrivo questa e-mail per portare all’attenzione di tutti un fatto che ritengo increscioso e ulteriore prova dello scatafascio in cui versano le Ferrovie dello Stato. Mi rendo conto che oramai poco di quello che succede sui treni faccia notizia, ma forse è meglio non tacere queste cose che rischiano di addensarsi grazie all’oblio e contribuire a peggiorare drammaticamente le condizioni di chi è costretto ad avvalersi del treni.

Questa mattina viaggiavo sul treno regionale 2912 da Parma per Sesto. Come spesso accade, sono salito in coda al treno e, trovando più carrozze fredde (oltre alle solite ultime 2/3 chiuse), sono risalito verso la testa giungendo a potermi sedere solamente dopo diverse carrozze. All’arrivo dei controllori per verificare i biglietti (un evento più unico che raro) ho chiesto le motivazioni di tale ripetuto disservizio.
Il controllore (non so se capotreno o meno), con grande cortesia, mi ha spiegato che il treno viaggiava con diverse carrozze con il riscaldamento rotto. La stessa carrozza in cui eravamo, diceva, aveva un guasto al riscaldamento e, per supplire, avevano acceso l’impianto di condizionamento regolandolo alla massima temperatura. Inoltre, su una delle carrozze, a suo dire, era stato montato un prototipo di nuovo impianto di riscaldamento, già guasto e non riparabile.
La cosa grave, o meglio, la cosa nuova, è che mi ha anche spiegato che Trenord ha vietato di apporre cartelli indicanti guasti all’impianto di condizionamento o di riscaldamento, così che i viaggiatori, salendo sul treno, non hanno la minima indicazione di dove andare per trovare una carrozza con il riscaldamento funzionante!
Preso dalla sua disponibilità a parlare gli ho anche chiesto perché alcune carrozze di coda fossero chiuse e lui mi ha risposto che le carrozze che trovo chiuse OGNI GIORNO sono sempre le stesse, guaste, che il treno si porta appresso come zavorra. Ma dove sta il senso di tutto questo? Forse Trenord dichiara che il treno viaggia, per esempio, con 11 carrozze piuttosto che 9 anche se 2 sono chiuse? Perché non è più possibile mettere cartelli indicanti i guasti come è sempre stato fatto? Viene da pensare che il motivo sia che ormai andrebbero messi troppi cartelli! O anche, forse, che Trenord si sia stancata di gente che fotografa quei cartelli per rendere pubbliche le condizioni di viaggio!
Purtroppo le condizioni in cui versano le carrozze sono, ogni giorno di più, peggiori a causa dell’evidente incuria e mancanza di manutenzione e pulizia. Questa frase ovviamente non contiene alcuna novità per chi viaggia regolarmente in treno evitando di prendere quei freccia-qualcosa che hanno palesemente fagocitato soldi che sarebbe stato meglio, prima di tutto, impiegare per rendere credibile un sistema ferroviario che fa acqua da tutte le parti, elemento manifesto di derisione dell’Italia insieme a tanti altri luoghi comuni.
La novità invece, se è vero quello che mi ha detto il controllore di oggi, sta nel fatto che ora si vieta pure di segnalare il guasto! Una sorta di nuova “legge bavaglio” che vige sui treni e influenza di nuovo negativamente le condizioni di chi purtroppo non può fare a meno di avventurarsi in quel mondo di sporcizia e disservizi che è il treno.

Vergogna. Di nuovo.

L’antitrust apre un'inchiesta anche su Trenitalia (13/10/2011)

Dopo il gruppo FS e RFI, l’antitrust ha allargato anche a Trenitalia l’indagine per gli ostacoli posti all’operatore Arenaways allo scopo di favorire Trenitalia.
Secondo l’autorità garante della concorrenza, “Trenitalia sembra aver messo in essere una serie di comportamenti che appaiono finalizzati ad ostacolare se non impedire l’ingresso dell’operatore Arenaways S.p.A. nel mercato nazionale dei servizi di trasporto passeggeri”. La società del gruppo FS avrebbe fornito all’Ufficio di Regolazione Servizi Ferroviari (URSF) dati falsi sull’impatto che l’ingresso di Arenaways avrebbe avuto sui contratti di servizio regionali, informazioni che hanno portato alla decisione di negare all’operatore privato la possibilità di effettuare fermate intermedie sulla line Torino – Milano, impedendo ai pendolari lombardi di usufruire il servizio e decretando il fallimento della società fondata da Giuseppe Arena.
L’istruttoria dell’antitust dovrebbe concludersi a marzo 2012, speriamo che almeno l’autorità di vigilanza sulla concorrenza si dimostri indipendente….

Piacenza ufficialmente fuorilegge per la qualità dell'aria (13/10/2011)

Con la fine dell’estate tornano i classici problemi “autunnali”, tra questi quello dell’inquinamento dell’aria. Le domeniche a piedi a Milano sono state riprese dai TG nazionali, ma anche da noi sono cominciate le restrizioni al traffico, poco piacevoli ma basate su solidi presupposti.

Secondo i dati ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente), il 5 ottobre a Piacenza si avuto il 36-esimo sforamento del limite di concentrazione nell’aria di polveri sottili, il 6 si è bissato, arrivando 37 sforamenti, poi è arrivato il vento che ci ha messo una pezza.
E’ vero che il problema dell’inquinamento dell’aria è da vedere una scala ben maggiori di quella di un singolo comune, ma è altrettanto vero che Piacenza ottiene uno dei risultati peggiori in regione, seconda solo alla zona industriale di Sassuolo.

Certo, molti degli elementi che contribuiscono a peggiorare la qualità dell’aria non sono sotto il controllo dell’amministrazione comunale, ma se Piacenza avesse scelto una mobilità più sostenibile?
Se le piste ciclabili non fossero percorsi a ostacoli tra le auto in sosta abusiva;
se i mezzi pubblici avessero corse più frequenti e coordinate con quelle dei treni;
se chi usa la bicicletta in zona stazione non fosse considerato una mucca da mungere “fortemente incoraggiato” a usare posteggi a pagamento;
se si evitasse di multare le biciclette in divieto di sosta e si pensasse alla auto che intralciano in traffico:
Saremmo in questa situazione?

Disservizi per disabili (11/10/2011)

Oltre a non avere alcuna considerazione per pendolari, Trenitalia (o Trenord, fa differenza?) di dimostra coi fatti, assolutamente insensibile anche nei confronti delle esigenze dei disabili. Un pendolare ci ha segnalato un episodio a cui ha assistito personalmente sul treno 2287 un giorno della settimana scorsa.

Nella carrozza di coda, nell’apposito spazio vicino alla porta di ingresso, c’è una persona in carrozzina. La carrozza di coda è l’unica attrezzata per accogliere le persone a mobilità ridotta ed ha un bagno adatto a consentire l’ingresso con la carrozzina... Certo, se la porta del bagno si aprisse...
La persona in carrozzina segnala la situazione ai viaggiatori che salgono: è un po’ che tenta di aprire il bagno e, ormai, “non ce la fa più a tenerla”. Il capotreno, ovviamente, è in testa. I viaggiatori si danno da fare, ma correre lungo il marciapiede per arrivare fino al capotreno potrebbe voler dire vedersi partire il treno sotto il naso prima di avere raggiunto il traguardo....
Un addetto alle pulizie della stazione che si trova sul marciapiede (e che non deve prendere il treno) si lancia nell’impresa, ma fallisce.... Il treno chiude le porte e parte.
Non c’è altra scelta che risalire il treno alla ricerca del capotreno.... Dopo aver aperto decine e decine di porte di comunicazione tra i vangoni, trovato il capotreno, e aperto nuovamente decine e decine di porte per tornare indietro, il nostro pendolare ritorna alla carrozza di coda accompagnato dal capotreno...
Il capotreno conferma che la porta è chiusa.... Neanche lui riesce ad aprila... Il disabile non ce la fa più, ovviamente attraversare la carrozza con la carrozzina è impossibile.
A Casalpusterlengo si tenta un’operazione di emergenza: la carrozzina ed il suo occupante vengono scaricati “a braccia” dai viaggiatori presenti con tutti i rischi che ne conseguono e ricaricati in testa al treno. Qualcuno aiuta la persona a usare il un bagno non attrezzato (già è scomodo per chi ha una mobilità normale, non osiamo immaginare come deve essere stato per chi ha delle difficoltà).
Alla fine una situazione che, in un Paese normale, non avrebbe costituito alcun problema è stata risolta, non senza difficoltà e imbarazzi per il diretto interessato, grazie alla collaborazione dei viaggiatori.
Quando qualcuno farà qualcosa?

Il gran premio sulla Piacenza Milano (8/10/2011)

7 ottobre 2011

La voce metallica fa vari annunci ma non quello che ci interessa.... Il Tabellone non indica ritardi....
Il binario 3 è libero.......Il marciapiede adiacente è colmo di pendolari spazientiti.........
Indovina indovinello! Chi ha visto il treno regionale 2274? sarà fermo a Pontenure ?
Non sarà partito da Bologna? Nessuno sa darci info, come al solito!!!
Ma ecco che con 10 minuti di ritardo il nostro trenaccio sbuca dal curvone orientale avanzando a bassissima velocità.

Su di corsa a bordo! dove qualcuno saprà darci lumi sulle cause del ritardo: ho fatto la "battuta"!!! ah ahah.
Il capotreno si sarà barricato nel wc, il controllore sarà salito sul tetto di una carrozza e starà cercando di mimetizzarsi a mo' di sottiletta.
Si parteee! il treno si trascina lumacosamente fino a Casale, evidentemente il kers non funziona, non riusciamo a sorpassare nessun convoglio. Durante il tragitto verso Casale il treno ha effettuato due "drive-trough" ai 5 all'ora nelle stazioni intermedie.... evidentemente avrà dovuto scontare e penalità per infrazioni commesse in precedenza: nooooooo, non ci voleva! saremo doppiati anche da qualche "accelerato" a carbone dell'epoca risorgimentale!
Entriamo ai "box" nella stazione di Lodi con 10' di ritardo ..... Il pit-stop dura solo un minuto, incredibile!
Mi...ia come direbbero i miei colleghi siciliani, inizia pure a piovere, dovremo cambiare anche pneumatici?
Stavo scherzando! Un po' d'acqua comunque ci vorrebbe, non solo all'esterno delle carrozze, ma soprattutto all'interno dove ho la "certezza" che sedili, finestrini ecc ecc non ne vedano da anni!!!!
Il treno riparte con un po' di brio in più dal capoluogo lodigiano.... si vede che il macchinista starà tentando di recuperare qualche secondo; ora, non si pretende che esageri come quel suo (ex)collega giapponese che, qualche anno fa, nel tentativo disperato di annullare 90 secondi di ritardo fece schiantare il treno perdendo la propria vita (e non solo).
La buona volontà del nostro macchinista si infrange miseramente contro il traffico e il treno perde ancora terreno.
A Rogoredo siamo a 11 minuti di ritardo. Pazienza, ci siamo abituati! grazie Trenord grazie Trenitalia!

Trenitalia e corruzione: Claudio Gatti l'aveva detto (8/10/2011)

La procura di Firenze ha aperto un'inchiesta contro 42 persone tra imprenditori e dipendenti di Trenitalia per una serie di reati tra cui: associazione per delinquere, corruzione, truffa, peculato, turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente, rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio, falsità commesse da pubblici impiegati incaricati di pubblico servizio.
Trenitalia si è "difesa" sostenendo di avere già segnalato i fatti alla magistratura.
Si potrebbero scrivere migliaia di pagine di commenti, preferiamo riportare il comunicato stampa di Chiarelettere, la casa editrice del libro Fuori Orario che noi riteniamo la bibbia del pendolare...
4/10/2011

Appalti e corruzione: 16 persone sono state arrestate e 42 in totale sono indagate nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Procura di Firenze, per una serie di appalti ferroviari che sarebbero stati truccati.
In un comunicato prontamente emesso questa mattina da Ferrovie dello Stato si legge “che già in data 15 febbraio 2010 le strutture di security e audit del Gruppo FS avevano formalmente segnalato, nel massimo riserbo, alla Polizia Ferroviaria di Firenze, di essere venute a conoscenza di presunte attività illecite condotte da proprio personale nell’affidamento e gestione di appalti, assicurando nel contempo ogni disponibilità e collaborazione alle indagini."


Quello che FS non dicono è che quasi quattro mesi prima quella denuncia era stata fatta dal giornalista de Il Sole 24 Ore Claudio Gatti nel libro FUORI ORARIO (Edizioni Chiarelettere), uscito a fine ottobre 2009.

La procura di Firenze ha voluto allegare formalmente agli atti il libro di Gatti. L’amministratore delegato del Gruppo FS Mauro Moretti invece, ha preferito fare causa all’autore e alla casa editrice chiedendo un risarcimento per 26 milioni di euro per diffamazione.

«Storicamente il management di Roma si è sempre astenuto dal toccare la struttura tecnica di Firenze, che quindi è sempre rimasta una repubblica indipendente. Neppure Moretti, che nei primi dodici mesi di amministrazione ha cambiato quasi tutta la prima linea manageriale, ha potuto o voluto toccare Emilio Maestrini, suo vecchio compagno di concorso nelle Fs, da anni a capo di viale Lavagnini. Ci è voluto l’incidente di Viareggio perché decidesse di intervenire.»

Da Fuori orario di Claudio Gatti – capitolo Troppi appalti senza gara

Repubblica Firenze

L'inchiesta della procura di Firenze sulle gare di appalto truccate per le forniture ferroviarie parte dalla denuncia di un imprenditore del settore, Walter Pretelli, che nel marzo 2010 rivelò come funzionavano le segrete cose nel palazzo di viale Lavagnini a Firenze, "il centro del potere tecnico delle Ferrovie dello Stato".

(la citazione è dal libro "Fuori Orario" di Claudio Gatti - Edizione Chiarelettere) che è stato allegato agli atti dell'inchiesta.

PC-PR settembre 2011 (8/10/2011)

Dopo l'analisi di ieri della tratta Piacenza - Milano, ci occupiano di chi tutti i giorni prende il treno per Parma.
Forse la situazione è un po' migliore, ma anche qui non sono tutte rose e fiori.

•    Ritardo: la somma dei minuti di ritardo accumulati nel periodo
•    Media: ritardo medio del periodo
•    gg: i giorni in cui siamo riusciti a fare la rilavazione (potrebbe essere che per "motivi tecnici" qualche giorno ci sfugga)
•    5 minuti: numero e percentuale di treni che arrivano con più di 5 minuti di ritardo
•    15 minuti: numero e percentuale di treni che arrivano con più di 15 minuti di ritardo

I TRENI DELL’ANDATA
Valori complessivi

 

2123

3961

2273

2069

Ritardo

82

79

162

59

Media

3

3

6

2

gg

25

25

25

25

5 minuti

3 (12%)

6 (24%)

11 (44%)

5 (20%)

15 minuti

0 (0%)

0 (0%)

2 (8%)

0 (0%)

Valori riferiti ai soli giorni feriali

 

2123

3961

2273

2069

Ritardo

60

58

123

41

Media

4

3

7

2

gg

17

17

17

17

5 minuti

3 (18%)

6 (35%)

10 (59%)

3 (18%)

15 minuti

0 (0%)

0 (0%)

1 (6%)

0 (0%)

Il 2273 riesce ad arrivare in ritardo superiore ai 5 minuti nel 60% quasi del casi, per fortuna raramente il ritardo supera il quarto d'ora.

I TRENI DEL RITORNO
Valori complessivi

 

6564

2068

2286

3974

Ritardo

14

123

110

63

Media

1

5

4

3

gg

25

25

25

25

5 minuti

4 (16%)

7 (28%)

8 (32%)

6 (24%)

15 minuti

1 (4%)

4 (16%)

1 (4%)

1 (4%)

Valori riferiti ai soli giorni feriali

 

6564

2068

2286

3974

Ritardo

15

90

83

64

Media

1

5

5

4

gg

17

17

17

17

5 minuti

3 (18%)

5 (29%)

6 (35%)

5 (29%)

15 minuti

1 (6%)

2 (12%)

1 (6%)

1 (6%)

Anche per il ritorno ritardi generalizzati, ma spesso contenuti entro i 15 minuti.

PC-MI settembre 2011 (8/10/2011)

Lo avevamo capito dalle lettere che abbiamo pubblicate nelle rubriche “diario pendolare” e “lettere dai pendolari”, ma ora ne abbiamo le prove: il mese di settembre è stato disastroso per quanto riguarda la puntualità dei treni da e per Milano.
Abbiamo analizzato i dati, raccolti dal sito viaggiatreno, che pubblichiamo giornalmente sul blog.
Riportiamo i dati aggregati per l’intero mese e “filtrati” escludendo i giorni festivi per avere la percezione reale di chi va a lavorare da lunedì a venerdì.

•    Ritardo: la somma dei minuti di ritardo accumulati nel periodo
•    Media: ritardo medio del periodo
•    gg: i giorni in cui siamo riusciti a fare la rilavazione (potrebbe essere che per "motivi tecnici" qualche giorno ci sfugga)
•    5 minuti: numero e percentuale di treni che arrivano con più di 5 minuti di ritardo
•    15 minuti: numero e percentuale di treni che arrivano con più di 15 minuti di ritardo

I TRENI DELL’ANDATA
Valori complessivi

 

2272

2122

2912

2274

9802

Ritardo

136

57

358

147

88

Media

5

2

14

6

3

gg

26

26

26

26

26

5 minuti

7 (27%)

3 (12%)

16 (62%)

12 (46%)

9 (35%)

15 minuti

1 (4%)

0 (0%)

9 (35%)

2 (8%)

1 (4%)

 

 

 

 

 

 

Valori riferiti ai soli giorni feriali

 

2272

2122

2912

2274

9802

Ritardo

93

56

335

154

87

Media

5

3

19

9

5

gg

18

18

18

18

18

5 minuti

5 (28%)

3 (17%)

15 (83%)

12 (67%)

8 (44%)

15 minuti

0 (0%)

0 (0%)

9 (50%)

2 (11%)

1 (6%)

 

 

 

 

 

 


Nell'ambito di una situazione disastrosa spicca il 2912 che, nei giorni ferali accumula 5 ore e mezza di ritardo e riesce a superare il quarto d'ora di ritardo un giorono si e uno no (meno di 5 minuti quosi mai!!!)

I TRENI DEL RITORNO
Valori complessivi

 

2039

2283

2285

9825

2287

Ritardo

131

36

94

97

5

Media

5

1

4

4

0

gg

25

25

25

25

25

5 minuti

2 (8%)

2 (8%)

6 (24%)

8 (32%)

1 (4%)

15 minuti

1 (4%)

0 (0%)

2 (8%)

1 (4%)

0 (0%)

Valori riferiti ai soli giorni feriali

 

2039

2283

2285

9825

2287

Ritardo

109

17

90

80

-4

Media

6

1

5

5

0

gg

17

17

17

17

17

5 minuti

1 (6%)

1 (6%)

6 (35%)

7 (41%)

0 (0%)

15 minuti

1 (6%)

0 (0%)

2 (12%)

1 (6%)

0 (0%)

Situazione leggermente migliore, ovviamente il treno più falcidiato èquello maggiormente utilizzato dai pendoalri picentini: il 2285. Per chi fa tardi, il 2287 offre quanto meno la possibilità di non ritardare ulteriormente il rientro a casa.

Il sindaco di Vilnius e le auto posteggiate sulle piste ciclabili (1/10/2011)

Guarda come

La notizia è stata ripresa da alcuni giornali: a quanto pare il sindaco di Vilnuis, in Lituania, ha deciso di adottare la maniere forti contro la auto in divieto di sosta sulla pista ciclabili mettendo in campo i carri armati.
Ci piacerebbe che anche a Piacenza l’amministrazione comunale prendesse una posizione decisa a favore di chi usa un mezzo ecologico, forse non così decisa come a Vilnuis, anche se con tutte le aree militari che abbiano sicuramente i carri armati non ci mancano, ma diciamo che basterebbero le multe.
Invece continuiamo assistere da un lato alla tolleranza zero contro chi usa posteggiare la bicicletta vicini alla stazione fuori dagli spazi “designati” dal comune che sembrano progettati appositamente per favorire l’uso del deposito a pagamento, dall’altro alla tolleranza assoluta verso situazioni come quelle che abbiano più volte documentato.

Intanto con l’avvicinarsi dell’autunno (anche se dall'andamento delle temperature non si direbbe), si ricomincia a parlare di inquinamento, di polveri sottili e di blocco del traffico.
Intanto, secondo di dati ARPA, il 27 settembre a Piacenza si è superato il limite della concentrazione di polveri per la 34-esima volta su 35 consentite. E’ vero che il problema dell’inquinamento riguarda tutta la pianura padana e deve essere affrontato su una scala più grande della singola città, ma cominciamo a fare la nostra parte favorendo i mezzi ecologici!!!

Linea Piacenza - Cremona: disagi senza confini (25/9/2011)

Lo scorso aprile avevamo già parlato della soppressione del collegamento ferroviario sulle linee Piacenza - Cremona e Fidenza - Cremona e della loro sostituzione con autobus, pubblicando la lettera di un gruppo di pendolari.
Avevamo già detto che si tratta di scelte scellerate, contrarie a ogni logica di rispetto dell’ambiente (in un periodo in cui il problema dell’inquinamento atmosferico ricomincia a farsi sentire) e dei cittadini. Ovviamente l’assessore Peri che dovrebbe rappresentare i cittadini (e i suoi elettori) si è guardato bene dal prendere una posizione e di far sentire la voce di chi “tira fuori i soldi”, ovviamente i soldi li tiriamo fuori noi, non lui.

La soppressione è avvenuta in un periodo in cui le scuole stavano chiudendo e l’affollamento sui treni (e su quelle “cose” che li hanno sostituiti) era in calo. Ma come diceva mia nonna: tutti i nodo vengono al pettine.
Un articolo della Provincia di Cremona racconta di come gli studenti, in assenza di un collegamento ferroviario, si stipino sugli autobus che, ovviamente, non sono sufficienti a reggere il carico dei pendolari. I firmatari della lettera di aprile avevano visto giusto: “Un cambiamento così radicale avrà dei riflessi importanti sulla nostra organizzazione quotidiana, sull’ambiente, sugli scambi tra le due città, e sui collegamenti ferroviari con il resto del territorio” e aspettano ancora una risposta dall’assessore Peri.
Assessore: quando si deciderà a fare il “mestiere” per il quale è stato eletto e per il quale è profumatamente pagato?

Piacenza - Milano Greco-pirelli: il calvalro quotidiano (25/9/2011)

Sono anch'io una pendolare piacentina che ogni giorno faticosamente cerca di arrivare alla sua sede di lavoro di Milano Greco Pirelli.
Non viaggio da molto, ma devo dire che, nonostante avessi sentito parlare dei gravi disagi esistenti sulla linea Paicenza Milano, non immaginavo che la situazione fosse realmente così disastrosa.
Ogni giorno il treno 2912 è in ritardo. E' assurdo, il ritardo dovrebbe essere un'eccezione ed invece è la norma. Se già non arriva in ritardo, cosa peraltro frequente, accumula ritardi in linea fermandosi continuamente ed arrivando spesso a Greco alle 9.15 anziché alle 8.40. Regolarmente, quindi, arrivo al lavoro in ritardo.

Credo che, per inserire un treno all'interno di un orario ferroviario, ci debbano essere tutte le condizioni affinché lo stesso viaggi in orario e rispetti le "promesse". Questo treno, invece, non le rispetta mai! Problemi di precedenze, di tratte, di tempi di preparazione del materiale?Non so quali siano le cause, ma so per certo che purtroppo la situazione non cambia, anzia peggiora.
Ieri a Rogoredo ci hanno fatto scendere dicendoci che il locomotore era in panne...dopo una decina di minuti, invece, il treno è ripartito. Solito ritardo di 35 minuti.
Può una persona alzarsi alle 6.30 per arrivare al lavoro dopo ben 3 ore, considerando che non si lavora a 300 km di distanza?
E' possibile chiedere a Trenord, in vista del cambio orario, di rivedere la programmazione di questo treno? Preferirei che lo eliminassero proprio almeno si sarebbe liberi di scegliere se prendere direttamente quello prima o quello dopo -che però, purtroppo nel mio caso-non fermano a Milano Greco.

Quanto alla pulizia ed al personale quasi sempre inesistente, è inutile dilungarsi...

Piacenza - Milano in 200 microsecondi (25/9/2011)

Come avevamo anticipato in un nostro precedente post, tra poco avremo la possibilità arrivare a Milano prima ancora di essere partiti da Piacenza.
Tuttavia, nell'attesa, ci siamo attivati per poter coprire la tratta Piacenza - Milano Rogoredo in 200 milionesimi di secondo.
Ecco come!


Un comunicato stampa del Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, svela l'esistenza di un tunnel fino, ad oggi segreto, che collega Ginevra con il gran sasso e che prende in nome di Gelmintunnel.
Ebbene, questo tunnel passa per la tratta Piacenza - Milano. Con l'utilizzo di un locomotore a neutirni che viaggiano più veloci della luce, sarà possibile arrivara a una "stazione di scambio" nel capoluogo lombardo (distanza 60 km circa) in 0,0002 secondi. A questo punto, anche il collegamento S1 che impiegherabbe 50 minuti potrebbe diventare poco competitivo.
Col senno di poi, anche le nostre critiche al comune si sono rilevate infondate, infatte le scale mobili installate in Piazzale Marconi e che abbiamo ciriticato ritenendole inutili, sono il primo tratto del collegamento con Gelmintunnel; a breve inizieranno i lavori per completare il collegamento.

23 settembre 2011 Venerdì di passione? No, scherzavo.... (25/9/2011)

All'arrivo nella stazione dei Piacenza, ecco servita la prima "pugnalata" visualizzata sul tabellone: oggi il treno Regionale Veloce 2274 effettuerà fermata straordinaria nelle stazioni intermedie tra PC e LO;
Naturalmente la comunicazione non è corredata da alcuna motivazione e ci lascia (eternamente) nell'oblio della disinformazione e nella certezza che anche questa mattina faremo tardissimo al lavoro.

Quando arriverò in ufficio, i colleghi mi accoglieranno con sorrisini ironici e con frasi del tipo: "Non tirar fuori la solita balla del treno in ritardo!", oppure "Ti sei addormentato, ammettilo dai!!" ecc.ecc.
Che "nervi" dover sopportare quotidianamente queste beffe per colpa d'altri (vedi Trenord Trenitalia, ovvio!!)

Raggiunto il binario 3, abbiamo notato che almeno 3 carrozze erano chiuse..... viaggio in piedi? Non ci vorrebbe!
Non ci resta che salire e cercare freneticamente un sedile libero (pulito è impossibile!). Evviva! in testa al treno c'è la carrozza di prima classe, occupata abusivamente anche da alcuni furbetti, ma riesco a sedermi, wow!
E' doveroso riferire che, nelle tre fermate straordinarie effettuate, saranno scese/salite non più di 10 persone in tutto!!
Quale valore aggiunto ha dato questa fenomenale decisione del "volpino" di turno?

Forse.....Noooo, non ci credo......... mi si è fermato l'orologio!!!!???? A Milano Rogoredo abbiamo accumulato solo 7 minuti di ritardo?!?!? Bisogna allora suggerire di ripetere questo "esperimento" delle fermate straordinarie!
Funziona! Grazie ancora a Trenord e Trenitalia per la "volpata". Scherzo, è stata solo una questione di cu..!!

21-09-2011 Oggi come ieri tragica mattinata sulla Piacenza - Milano (25/9/2011)

All'arrivo nella stazione dei Piacenza, ecco servita la prima "pugnalata" visualizzata sul tabellone: oggi il treno Re

Mi verrebbe voglia di spaccare tutto quello che trovo sulla mia strada, ogni minima cosa mi fa incavolare, la tensione è alle stelle ancor prima di arrivare sul posto di lavoro; perché mi capita tutto questo? Semplice! Perché sono un pendolare della linea ferroviaria più disastrata dell’Universo: la Piacenza – Milano?
Siamo vittime di una “cosa” che chiamano servizio pubblico, ma che, in realtà, è “qualcosa” di assolutamente vergognoso e schifoso! Di un “qualcosa” che non è mai in grado di farti sapere se e quando riuscirai ad arrivare alla tua destinazione!!

Incredibile! oggi con il Reg 2274 si parte in orario!
Che bello entrare in una carrozza che forse è di prima classe ma dall’interno non si capisce !
Che bello sedersi su un sedile sporchissimo e bagnato da chissà quale sostanza!
Che bello doversi coprire perché fa troppo freddo a bordo (ripeto: ma non esiste un capotreno al mondo che sappia regolare l'impianto di aria condizionata??)
Che bello capire che anche oggi sarà un viaggio di m., dato che tra S. Stefano Lodigiano e Codogno il treno si ferma subito per più di 5 minuti!

Attenzione, 136 euro al mese per usufruire di questa serie infinita di "privilegi" sono assolutamente da considerarsi un furto legalizzato! L’ho già detto, l’ho già scritto, non mi stancherò mai di ripeterlo! Abbiate pazienza, ma devo farlo!
Continuo ad agitare nervosamente le gambe, sia perché sto ascoltando un po’ di “disco dance” sia perché sto treno di m. va alla velocità di una formica; attendo come una liberazione l’annuncio che “il treno sta viaggiando con un ritardo imprecisato”: niente! Non esiste un c… di messaggio automatico, non esiste un c…. di capotreno che ci dica qualcosa;
so solo che i minuti trascorrono inesorabili e che non ne posso più di questa presa in giro! commenti sarcastici sull'ennesima malefatta di TRENORD / TRENITALIA naturalmente si sprecano! Lodi è ancora molto lontana!
"naturalmente non è colpa di nessuno, cosa possiamo farci?” allora prenderò a mazzate un finestrino, squarcerò qualche sedile in finta pelle, tanto il personale di bordo non mi scoprirà mai!
Mi prudono le mani, devo fare qualcosa, non posso continuare a soffrire in silenzio! Il convoglio si ferma ancora anche alle porte di Lodi: ma basta! Basta! Basta! Mi vien da piangere…. Scuoto la testa….. mi avranno preso per pazzo! No, l’ho già superata la follia!
Il treno R2274 arriva con 17 minuti di ritardo nella stazione lodigiana. Apro il finestrino, prendo un poco d’aria, respiro profondamente, posso farcela anche oggi, “devo stare calmo, devo stare calmo” Non ce la faccio più a star calmo!
Le imprecazioni esclamate dentro di me sono irripetibili e soprattutto non servono a nulla perché il viaggio è ancora molto lungo!
Il treno R2274 riparte da Lodi intimorito, frenato, rallentato, ma da che cosa? Qualcuno mi dica perché!!?!?!?! aspetta e spera! Il treno si trascina stancamente fino a San Giuliano M. o dove non so bene e si ferma per dare precedenza a tutti i treni del mondo. Riparte percorre 2/300 metri, si ferma; Riparte percorre 2/300 metri, si ferma; Riparte percorre 2/300 metri, si ferma; e via così fino alle porte di Milano Rogoredo.
Il mio vicino di posto incomincia a preoccuparsi perché capisce che di fronte a sé ha un individuo che sta per esplodere, che sbuffa, che pesta i piedi, che non ci sta più con la testa.
Come dargli torto! Siamo a duecento metri dalla meta e siamo ancora fermi! La pazienza ha un limite, ma ne ho ancora un briciolo e chiudo gli occhi per trovare un po’ di relax.
Li riapro quando sento il fischio di apertura delle porte! Ma siamo già arrivati?!?!? Con soli 27 minuti di ritardo!!! Che efficienza!
Sono arrivato stanco e nervosissimo sul posto di lavoro, perché come se non bastasse, oggi ci si è messa anche la metropolitana a fare i capricci! Come arriverò a fine giornata? A brandelli, a pezzi! Grazie di esistere a TRENITALIA e TRENORD !!!!

20 settembre 2011 - XX Settembre: la breccia di Porta.... del treno regionale..... (25/9/2011)

Se non ricordo male, il 20 settembre 1870, a Roma fu "creata" la famosa breccia di Porta Pia che sancì anche la fine del potere pontificio sulla città; esattamente 141 anni dopo in una fresca mattina di fine estate, alla stazione ferroviaria di Piacenza, si è "formata" una breccia o qualcosa di simile anche in una porta del treno regionale 2274, dato che questa porta non ne voleva sapere di chiudersi: EFFICIENZA DEL MATERIALE TRENITALIA / TRENORD, ovviamente!!!

ARGH!!! mi viene un sospetto: non è che anche questo treno regionale è un residuato del Risorgimento e compie oggi 141 anni?!?!?!?!
Procediamo con ordine:
il treno R2274 è partito lentissimamente.... questo "comportamento" mi ha terribilmente preoccupato in quanto era decisamente anomalo.
Il convoglio ha percorso più o meno 10 metri e si è fermato.
I minuti trascorrono inesorabilmente, il treno è fermo, NESSUNA INFORMAZIONE VIENE DIFFUSA NE'A BORDO NE'IN STAZIONE;
finalmente (SI FA X DIRE) dopo un quarto d'ora, si "materializza" il capotreno che, dopo un veloce consulto telefonico, suggerisce a tutti di scendere dal treno e di salire sul convoglio pronto al binario 7, perché il "Nostro" ha una porta che non si chiude e la riparazione andrà certamente per le lunghe (IN PERFETTO STILE TRENITALIA / TRENORD, APPUNTO!!!!).
Inefficienza a 360° senza perdere mai di vista la "mission" del trasporto ferroviario = COMPLICARE TERRIBILMENTE LA VITA AI VIAGGIATORI!
Quindi....., MIGRAZIONE FRETTOLOSA di massa dal binario 3 al binario 7, dove il convoglio che ci attende ha capienza ridotta (per sua natura) rispetto al "Nostro" residuato risorgimentale SCASSATO! Lo spettro di fare il viaggio in piedi, effettuando inoltre tutte le fermate tra PC e LODI, mette le ali ai piedi di tutti! Ma state tranquilli!!!! riusciremo a sederci, a partire in ritardo ulteriore, il ROTTAME che ci porterà a MIlano non ha fretta!!!

Ci lascerà in piedi ma non a piedi.....
NON VALE MAI LA PENA CORRERE! (come già raccontato qualche settimana fa....)
Nelle stazioni intermedie il treno ha raccolto altre persone; a Lodi si è riempito all'inverosimile in ogni microspazio possibile: l'atmosfera è diventata ben presto irrespirabile. Il calvario si è concluso alle 9.00 nella stazione di Milano Rogoredo.
Score odierno: 27 minuti di ritardo: CHI CI RIMBORSERA' IL TEMPO SPRECATO PER L'ENNESIMA VOLTA E GLI INFINITI DISAGI "SOPPORTATI" ALLA MODICA CIFRA DI 136 EURO MENSILI DALLA PREMIATA DITTA "TRENITALIA / TRENORD" ??
Alla prossima! quindi a questa sera!!!!!!!

Piazzale Marconi: posteggio per le bici del bike sharing (e non solo…) (25/9/2011)

Proseguono gli avvistamenti delle biciclette rosse posteggiate davanti alla stazione.
Anche lunedì mattina (19 settembre) un pendolare ci ha segnalato, con ampio corredo fotografico, la presenza di alcune biciclette rosse in piazzale Marconi. Si tratta evidentemente delle biciclette utilizzate dal comune per il servizio di bike sharing, lo si capisce dalla presenza dello stemma del comune di Piacenza e del numero di identificazione.

Visto che è la seconda volta che l’episodio si ripete, alcune considerazioni ci sorgono spontanee.

Ci sono biciclette di serie A (quelle del comune) e di serie B (quelle dei pendolari)?
Per dare una risposta certa bisognerebbe sapere cosa succederebbe in caso di “controllo” da parte dei vigili. Le biciclette comunali verrebbero multate e rimosse al pari di quelle dei pendolari?
Come si vede dalle foto le “bici rosse” hanno un numero di identificazione, per cui è sarebbe facile per il comune identificare e multare la persona a cui è stata affidato il velocipede.
D’altro canto, se sono vere le voci secondo cui le biciclette rosse (ci) sono costate 800 € l’una, si tratta di mezzi preziosi, è giusto proteggere il bene pubblico e mettere nelle rastrelliere che il comune ha predisposto per chi va a lavorare tutti i giorni le esporrebbe a un forte rischio di furti (come ben sa chi le utilizza tutti e giorni e chi ha deciso di metterle proprio li).

Chi le ha messe li?
Nei giorni scorsi l’ufficio mobilità del comune ci ha risposto che le biciclette sono state affidate a studenti stranieri ignari del divieto e che pertanto, probabilmente no sono punibili (a me avevano detto che la legge non ammette ignoranza, ma probabilmente mi sbaglio).

Ma perché voi dell’Associazione Pendolari vedete sempre tutto negativo?
E’ vero! Da questa storia possiamo cogliere uno spunto e un’idea propositiva.
Si potrebbe fondare una cooperativa si studenti stranieri ignari del divieto e cui affidare il servizio: il pendolare arriva, scende dalla bici e la consegna a uno studente straniero ignaro del divieto che provvede a posteggiarla esattamente davanti alla stazione. In quanto ignaro, il posteggiatore non è punibile.
E vissero tutti felici e contenti

Assemblea dei pendolari (18/9/2011)

Giovedì 22 settembre presso la sede dell'associazione si terrà l'assemblea con il seguente ordine del giorno:

- Treni e ATM: aumenti tariffari e mezzi per difendersi
- Disservizi e problemi
- Protesta contro Mimuovo annuale
- Consegna tessere agli associati
- Raccolta idee e lamentele

SIETE TUTTI INVITATI!
Spargete la voce

Lettera del Presidente (16/9/2011)

Pubblichiamo una lettera del nostro presidente, Ettore Fittavolini, che prende spunto da uno dei tanti disservizi che i pendolari ci segnalano, per tracciare un quadro (desolate) della situazione del servizio ferroviario.

Buongiorno.

Prendo spunto dalla mail di un pendolare per sottolineare, se mai ve ne fosse bisogno, che la situazione sui binari sta diventando esplosiva, e si stanno rischiando azioni di protesta clamorose che i pendolari non vorrebbero mai essere costretti a fare, ma sono il frutto dell’esasperazione di chi non sa più a che santo rivolgersi per chiedere un servizio ferroviario degno di questo nome.
Lo stucchevole balletto di responsabilità con il quale le due Regioni, Trenitalia e Trenord si rimpallano meriti (quali ?) e colpe (tante) francamente ci ha stufato.

I personaggi messi dalla politica, non da noi, a capo della rispettive aziende, dovrebbero quantomeno porgerci le scuse, rimboccarsi le maniche e lavorare.
Cosa che non ci sembra avvenga, a meno che per lavoro si intendano le elucubrazioni sul nefasto progetto del prolungamento della linea S1 a Piacenza .

Nel caso specifico dell’ennesima soppressione di ieri, ovvero il treno Regionale 2285 delle ore 18,15 da Milano a Bologna, stiamo parlando di uno dei convogli della sera più utilizzato in assoluto, che regolarmente presenta:

- carrozze chiuse in quanto da contratto ferroviario mancano gli addetti nel numero stabilito,
- impianti di condizionamento guasti o mal funzionanti,
- porte guaste,
- carrozze sporche,
- sovraffollamento con pendolari lombardi che usano il convoglio (pagato dal contratto di servizio dell’Emilia Romagna) in quanto unico mezzo diretto in ora di punta per arrivare a Lodi senza essere costretti alle littorine del servizio di Trenord (checchè ne scrivano Biasuz o Cattaneo).

Tutto ciò è indegno di un paese civile.
Nel caso specifico, vi è l’aggravante dell’impossibilità di potere utilizzare i treni Eurostar City se non si è muniti della carta Mi Muovo Tutto Treno, la quale, dal mese di aprile 2011, per scelta scellerata della Regione Emilia Romagna, può essere acquistata solo in presenza di abbonamento regionale annuale (fatto da una sparuta minoranza) e non più con quello mensile, che invece viene acquistato dalla stragrande maggioranza dei pendolari, che ovviamente preferiscono non essere spolpati ed in tanti non si possono permettere salassi di centinaia di euro al colpo.
Da qui il caos di ieri ed i viaggiatori giustamente inviperiti.
Le risposte fornite dall’esimio assessore Peri a fronte delle nostre reiterate richieste in merito sono cadute nel nulla delle sue parole, ma sarebbe ora che si affrontasse la realtà e di corsa si ripristinasse alla svelta quanto ci è stato immotivatamente tolto.
Posto che la carta Tutto Treno viene comunque pagata con i soldi dei pendolari (anche di quelli che, come i colleghi di Fiorenzuola, non hanno nemmeno uno straccio di Eurostar City che fermi da loro !!!) e con quota parte dalla Regione con denari che non sono suoi, ma sono soldi delle tasse di tutti noi.

E posto anche che negli ultimi 5 anni, ricevute degli abbonamenti alla mano, in Emilia Romagna i costi sono aumentati di oltre il 50% ad una media di oltre il 10% annuo, oltre ogni cifra inflattiva.
Ad ogni stangata, ci è stata raccontata, dal Pinocchio di turno (che nel nostro caso non cambia mai) la favoletta del rincaro necessario per migliorare il servizio, oppure dei tagli dei finanziamenti.
Abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere ritardi, sporcizia, saune estive, ghiacciate invernali ed altre amenità.
Salvo poi venirci a corteggiare sotto elezioni con spudorate bugie travestite da promesse….
Ai cortesi lettori ogni commento.

Biciclette in piazzale Marconi: per le bici del Comune la legge non vale? (15/9/2011)

Venerdì 9 settembre, al rientro a Piacenza, alcuni pendolari hanno “avvistato” uno schieramento di bici comodamente posteggiate nel posto più ambito dai pendolari ciclisti: Piazzale Marconi!
Si tratta delle biciclette rosse di proprietà del comune, destinate ad un servizio di bike sharing mai decollato e, secondo alcune voci, costate 800 € l’una!!!.

Ma come!
Il parcheggio delle biciclette in piazzale Marconi non era severamente vietato?
Le biciclette non deturpavano in maniera intollerabile il decoro del rinnovato piazzale Marconi creando addirittura pericolo per i pedoni che vi transitano?

E’ cambiato qualcosa senza che nessuno ce lo dicesse oppure le biciclette del comune sono più belle di quelle dei pendolari?
Parafrasando Orwell, si potrebbe dire che tutte le biciclette sono uguali ma alcune sono più uguali delle altre!

A una nostra richiesta di chiarimento il Comune ha risposto:
può darsi che siano state parcheggiate da studenti stranieri che partecipano all'iniziativa SUMMER SCHOOL del Politecnico di Piacenza, ignari quindi del divieto

Ci siamo persi qualcosa?
La legge ammette ignoranza?
E i cartelli di divieto esposti sul piazzale?
Come mai la polizia e i vigili in quel caso non sono intervenuti?
Siamo di fronte ad un caso di omissioni di atti d'ufficio?

Lettere dai pendolari: Diario di un pendolare (13/9/2011)

Differenza tra un leone e un pendolare…..

In Africa ogni mattina un leone quando si sveglia sa che dovrà iniziare a correre per raggiungere la preda e sfamarsi; in Italia ogni mattina un pendolare quando si sveglia sa che NON deve correre per raggiungere la stazione, dato che il suo treno sarà sempre in ritardo!!

Per quanto mi riguarda, sto parlando anche oggi del treno regionale R2274, annunciato senza ritardo ma che all’orario previsto di partenza risultava assolutamente INVISIBILE sul binario 3! Arriverà? Boh? Dove sarà finito? Nessuno dice nulla a parte i pendolari incavolati in modo “esponenziale”.
Mi ripeto ancora, lo so benissimo, ma come ogni volta, non è stata addotta nessuna motivazione sulle cause del ritardo odierno = DISINFORMAZIONE CRONICA!!!

Anche oggi NON arriveremo più? Ci fermeremo a far colazione nelle “boschine” in riva al Po? Ci lanceremo dai finestrini nel tentativo di salire in corsa sul primo TAV in transito?

ATTENZIONE SI VEDONO DUE FANALI SUL CURVONE ALL’ALTEZZA DEL “KIOSKO”
è proprio lui è il TRENO R2274! I minuti di ritardo sono 10 (di cui 7 “previsti” da tabella), ma nessuno si è scusato, figuriamoci!

Il tragitto Piacenza Lodi è stato lumacosissimo; il treno sembrava viaggiare col freno tirato, a Codogno si è addirittura fermato qualche minuto per consentirci di contare precisamente le piastrelle del marciapiede(!!!!). Incavolatura alle stelle, temperatura a bordo insopportabile, PERSONALE DI BORDO ASSENTE: ma dove si nascondono? Come fa il treno a ripartire dopo una fermata? Ci sarà pur qualcuno che gli sventola il fazzoletto verde o che agita la torcia! Eppure a bordo poi si nebulizzano, si smaterializzano; sarà per la vergogna di rappresentare Trenord / Trenitalia??
Mentre stavamo arrivando a Lodi (con 13’ di ritardo) ho ricevuto una telefonata e non ho potuto “scoprire” l’esistenza del personale di bordo: ma il macchinista ci sarà stato veramente o stavamo viaggiando col pilota automatico??

Tra Lodi e Milano, INCREDIBILE, abbiamo accumulato ancora 2 minuti ritardo raggiungendo Rogoredo con un bel +15’.

In mattinata un’amica pendolare mi ha riferito di gravissimi disservizi (con ulteriore beffa) verificatisi ieri sera: il treno Regionale Veloce 2285 delle 18.15 (MILANO – BOLOGNA) è stato CANCELLATO per un guasto al treno (strano! Non capita mai……….).
Ai passeggeri “appiedati” sono state “offerte” due opportunità:
salire su un treno diretto a Mantova facendo poi “scalo” a Codogno in attesa di un altro “accelerato” diretto in Emilia, sicuri così di essere a casa per la mezzanotte!!;
salire su EurostarCity delle 18.35 e pagare 8 Euro e “rotti” di supplemento nel caso in cui si fosse sprovvisti dell’ulteriore abbonamento “MI MUOVO TUTTO TRENO” !!!

Una PRESA PER IL C… INCREDIBILE! Mi sono quindi chiesto “Non è che l’hanno SABOTATO volutamente per tentare di incassare qualche euro in più? NON SIAMO GIA’ SUPERTARTASSATI NOI PENDOLARI DELLA MILANO BOLOGNA???????

Un messaggio per Trenitalia e TRENORD: “GRAZIE DI ESISTERE!!” altrimenti con chi ce la potremmo prendere ogni giorno??

Lettere dai pendolari La mia bici tra i rifiuti (31/8/2011)

Il 1° agosto, in partenza per le ferie, mi sono recata in stazione in bicicletta e l’ho parcheggiata, come faccio ogni giorno durante l’anno (visto che sono pendolare), ancorandola alla ringhiera di una scala che si trova proprio di fronte al deposito a pagamento delle bici.

Il 19 agosto, al mio ritorno dalle vacanze, la bicicletta era sparita.

Il lunedì successivo, alla ripresa del lavoro, un collega pendolare mi dice di aver visto la mia bici nei pressi dei cassonetti a lato di BorgoFaxhall. La sera, al rientro, corro a verificare: gettata malamente a terra, tra rifiuti e olezzo di umane deiezioni, c’è proprio la mia bicicletta.

Con grande stupore, noto che il lucchetto è stato manomesso, ma ciononostante è ancora chiuso. Quando però cerco di aprirlo con la legittima chiave, la serratura risulta bloccata.

Insomma, qualcuno si è dato la pena di aprire il lucchetto (altrimenti non avrebbe potuto staccare la bicicletta dalla ringhiera cui l’avevo legata), di buttare la bici accanto ai cassonetti e poi di richiuderlo accuratamente. Ma chi? E perché?

Forse un ladruncolo insoddisfatto del bottino? Non credo: già a prima vista è chiaro che la mia è una bici “da battaglia”, che non può certo garantire prestazioni eccezionali, né procurare lauti guadagni. E poi, se il presunto ladro era così indispettito, non credo che avrebbe perso tempo a richiudere il lucchetto. Forse un malvivente fulminato da improvvisa redenzione? Nel caso, ne sarei oltremodo compiaciuta, anche se il disprezzo con cui ha trattato la mia bici mal si accorda con una verace, per quanto repentina, conversione.

Insomma, più che di un tentato furto, la disavventura ha tutta l’aria di un dispetto (piuttosto impegnativo, però!) ai danni di un’innocua bicicletta, perfettamente identica a centinaia di altre, dalle quali si distingue soltanto per il cartello “io pedalo ma non pago! “ che campeggia sulla ruota posteriore e che attesta la mia adesione alla campagna dell’Associazione Pendolari contro “l’obbligo” di parcheggiare la bici a pagamento nel capannone.

Ma sarebbe assurdo pensare che proprio il cartello sia la causa di tutto, no?! E infatti non voglio credere che qualcuno possa abbassarsi a compiere un gesto tanto idiota e volgare.

Costi abbonamenti per Milano - Agosto 2011 (1/8/2011)

Come ampiamente preannunciato, a partire da oggi (1 agosto) sono scattati gli aumenti delle tariffe ferroviarie per il trasporto locale in Lombardia.
Questo significa che, per la tratta Piacenza – Milano, torna conveniente l’abbonamento con partenza dalla stazione di Pontenure: un paradosso legato al fatto che, secondo le italiche ferrovie italiane, Piacenza ricade in Lombardia, per alla tratta Piacenza – Milano si applicano gli aumenti, mentre per gli abbonamenti con validità dalla stazione “emiliana” di Pontenure si applica la tariffa nazionale 40/AS che non ha subito aumenti.

Dati alla mano, i prezzi aggiornati desunti dal sito di Trenitalia sono:

Mensile Piacenza-Milano (72km)
136,50 € 1a classe, 91,00 € 2a classe

Mensile Pontenure-Milano (tariffa 40/AS*)
113.10 € 1a classe, 75.40 € 2a classe

Da segnalare che, per regione Lombardia è disponibile l’abbonamento mensile “io viaggio ovunque in Lombardia” che, al prezzo di 85,00 € dà accesso ai treni e ai mezzi pubblici ATM la tariffa si applica anche alla stazione di Piacenza in quanto "lombarda". Il prezzo in promozione dovrebbe restare tale fino a dicembre. A oggi il sito della regione Lombardia conferma gli 85 euro.
Per chi usa i mezzi pubblici milanesi èuna valida alternativa all'abbonamento da Pontenure.

Nella scelta dell'abbonamento occorre tenere conto anche:
•    Bonus: con l’abbonamento lombardo (Piacenza – Milano), è possibile usufruire degli sconti che periodicamente la regione Lombardia mette a disposizione a seguito delle penali applicate a Trenitalia per i disservizi. Si tratta di sconti dell’ordine del 20% sull’acquisto del mensile applicabili a chi esibisce i due mesi precedenti (l’abbonamento in seconda classe passa quindi a 83,00 euro sempre più caro del Pontenure).
•    Gli abbonati da Pontenure possono invece usufruire del mese gratuito che periodicamente l’Emilia Romagna concede (ogni 15 – 18 mesi, sempre esibendo gli abbonamenti passati).
•    Con l’abbonamento da Pontenure non è possibile usare i treni del passante ferroviario di Milano.

Il passante ferroviario a Piacenza: la nostra opinione (28/7/2011)

Dopo i recenti articoli apparsi a proposito dei collegamenti ferroviari Piacenza Milano riteniamo esprimere, come rappresentanti dei pendolari, un parere che riteniamo perlomeno “qualificato”.
Intanto ci preme manifestare soddisfazione sia per l’interesse che la questione del pendolarismo e del collegamento per Milano sta suscitando presso Confindustria, sia per il rinnovato impegno di Provincia e Comune sul tema dopo una lunga latitanza. Molte delle misure proposte non sono infatti da intendersi come migliorative, ma come il ripristino di una situazione che Trenitalia ha deteriorato nel corso degli anni anche grazie all’inerzia delle istituzioni locali.
I collegamenti veloci con Milano erano infatti presenti su alcune classi di treni (gli Intercity ora Eurostar City) ora di minor frequenza e da febbraio non più accessibili con il normale abbonamento mensile, ma solo con abbonamento annuale e con un ulteriore supplemento: precari e studenti si rassegnino a impiegarci un po’ di più...
Venendo al tema del prolungamento della linea S1 del passante di Milano fino a Piacenza abbiamo delle serie perplessità sulla reale utilità di questa opzione. Un dato sopra tutti: un treno della S1 impiega 32 minuti da Milano Rogoredo (ultima stazione di Milano) a Lodi, un treno regionale veloce ce ne impiega 14-15. Per questo i treni della S1 sono poco affollati: i pendolari lodigiani stipano i regionali da e per Piacenza perché sono più veloci!
Per il pendolare è la velocità di collegamento il vero fattore di scelta del treno, quindi sentire parlare di tempi di percorrenza inferiori a 50 minuti per raggiungere un “approdo scambiatore” a Milano risulta paradossale, già oggi un regionale veloce impiega circa 40 minuti per fare la tratta Rogoredo – Piacenza arrivando a 33 minuti per gli ESCity che non fermano a Lodi (ovvero quanto impiega un treno S1 da Lodi a Milano).
Quindi ben venga la proposta del Sindaco di sollecitare collegamenti diretti, mentre per quanto riguarda il prolungamento della S1 riteniamo più utile riflettere sull’utilizzo della tratta ad Alta Velocità come reale rivoluzione nel collegamento tra le due città: impiegare 20 minuti per essere a Milano con treni puliti e veloci porrebbe Piacenza in reale competizione con altre realtà del territorio lombardo in fatto di scelta residenziale, con ricadute positive anche in termini economici. La possibilità di utilizzo della tratta ad Alta Velocità da parte dei piacentini non è utopica, ma era prevista negli accordi a suo tempo stipulati da Comune e Provincia con la TAV e finora non rispettati.

Da Luglio ancora aumenti delle tariffe FS Emilia Romagna (27/6/2011)

Dopo l'annuncio dell'aumento delle tariffe ferroviarie lombarde previsto per Agosto ci è giunta notizia che anche la Regione Emilia Romagna sta predisponendo un aumento delle sue tariffe dal primo di Luglio 2011.
In un comunicato stampa il C.R.U.F.E.R. (Comitato Regionale degli Utenti Ferroviari dell'Emilia Romagna) parla di aumenti che andranno da un 10 al 12% e che quindi probabilmente indirizzeranno gran parte degli utenti verso l'utilizzo di mezzi propri (auto in primis) e quindi in netta contrapposizione con quelle dichiarazioni che promettevano scelte a sostegno di una mobilità sostenibile.
Il Comitato denuncia che questo nuovo aumento è stato approvato senza alcuna previsione di miglioramento delle condizioni di trasporto e comunque si tratta di un aumento che va ben oltre il tasso d'inflazione, anche tenendo conto che solo un anno fa (Agosto 2010) si era già registrato un adeguamento.
Ci uniamo quindi alla critica e sosteniamo la proposta di creare una Autority regionale indipendente per il trasporto pubblico e ferroviario che sia in grado di controllare, verificare e intervenire sulle decisioni che vengono prese in questo settore.

Lettere dai pendolari: Diario di un pendolare 20° puntata (27/6/2011)

Questa mattina (24 giugno) sono arrivato alla stazione di PC in tempo utile per salire sul treno R2274 (partenza prevista h.7:54): peccato! Il treno non è ancora arrivato, il binario 3 è "libero"; rallento quindi il passo consapevole che anche oggi sarà una giornata di "M".
Dopo qualche istante, è stato diffuso l'annuncio del treno reg.2912 delle 7.37 in arrivo (IN RITARDO) sul binario 3: ho pensato "questo fa tutte le fermate da PC a Lodi e fa anche da "tappo" al R2274, per cui (ahimè) non abbiamo alternativa"; nel tunnel/sottopassaggio ho dato un'occhiata al tabellino elettronico sul quale ho letto con sgomento: "R2274 CANCELLATO"
Salito ed accomodatomi quindi sul R2912 ho preso nota dell'orario di partenza (h. 7:52) e mi sono chiesto perché i fenomeni dell'ufficio movimento non avessero deciso di posticipare la partenza alle 7.54 dato che il R2274 era CANCELLATO: HO CHIESTO TROPPOOOOO???
I viaggiatori habitué del R2274 rimasti "a terra" hanno invece manifestato chiaramente la propria "gioia" per la geniale decisione esclamando ripetutamente con "apprezzamenti" e "gesti" i loro pensieri.
In questi casi non servirà certamente la "prova-TV" per decifrare il loro labiale assolutamente chiaro "V...F...LO" "V...C....RE" ecc ecc
Assolutamente comprensibile anche la loro ira dato che il treno utile successivo transita da Piacenza solo alle 8.24!
Efficienza Trenitalia docet!
Trenitalia "bara" anche sul sito dove comunica i ritardi "ufficiali" rilevati in prossimità delle fermate previste.
Per me l'orario di arrivo è quello in cui il convoglio si ferma nella stazione e sblocca le porte; nella fattispecie Rogoredo h.8:44 (22 minuti di ritardo)
Da qualsiasi punto di vista il funzionamento di tutto ciò che riguarda Trenitalia è DISASTROSO!!

Assemblea pendolari (21/6/2011)

Informiamo che giovedì 23 Giugno alle ore 21 presso la sede dell'associazione in P.le Marconi 32A si terrà l'assemblea dei pendolari con il seguente ordine del giorno

1. Aumenti tariffe di Agosto
2. Parcheggi auto e bici: decisione partecipata?
3. Bus urbani: raccolta critiche e suggerimenti
4. Protesta contro MiMuovo annuale
5. Nuovo orario: primi riscontri, soliti problemi
6. Premiazione concorso "Riffa del pendolare"
7. Consegna tessere agli associati
8. Raccolta idee e lamentele

Lettere dai pendolari: Diario di un pendolare 20° puntata (12/6/2011)

25 - 5 -2011
Ogni viaggio un disagio, sciopero del biglietto imminente! Purtroppo il tempo a disposizione è sempre pochissimo e non sempre posso portare con me il notebook, ma ad ogni viaggio bisognerebbe raccontare gli innumerevoli disagi da cui siamo vessati sulla Piacenza-Milano e ritorno.
Procediamo con ordine: ieri mattina (24/5) il treno Reg2274 è stato effettuato con una macchina diversa dalle solite: il convoglio infatti era di quelli del 1912 con le carrozze su livelli diversi, con i sedili rigidissimi e vicinissimi tra loro, ma soprattutto senza carrozze di prima classe: risultato? viaggio allucinante in posizione "pappagallo su trespolo" con grovigli clamorosi di ginocchia e gambe tra i vicini di posto. Unica nota positiva, aria condizionata funzionante (pure troppo per le 7 di mattina). All'arrivo (in ritardo) a Rogoredo ho avvertito formicolii un po'ovunque.....
La sera del 24/5 il treno IC 597 perdeva vistosamente acqua dal controsoffitto del corridoio di accesso della carrozza di prima classe; per non fare una doccia anticipata siamo stati costretti a dribblare la pioggia con movimenti piuttosto innaturali; all'arrivo (in ritardo) a Piacenza stessa storia, il guaio non era stato riparato e altri contorsionismi per evitare il "gavettone" (forse era un omaggio Trenitalia per vincere il caldo di questi giorni....)
La mattina del 25 maggio il treno R2274 era nella sua versione "standard" con una sola carrozza di prima classe e molte porte chiuse: entro nella carrozza e vengo immediatamente trafitto da una sciabolata di aria gelida che mi fa titubare circa la permanenza nella carrozza stessa; qualche secondo di incertezza........ l'impianto si spegne: nel giro di pochi secondi la temperatura diventa "accettabile"; nel giro di pochi minuti diventa poi insopportabile perché l'impianto non riparte più; ben prima di Lodi alcuni finestrini vengono riaperti..... si suda.......
Finalmente all'arrivo (in ritardo) a Rogoredo, un po' d'aria "buona"; domanda: "esisterà qualche dipendente Trenitalia "abilitato" alla gestione dell'impianto di condizionamento / riscaldamento ?"
Per rispondere inviate un SMS al n°. 1234567 entro le 22, scrivendo "NO", info e costi su www.inefficienzatrenitalia.dis.org

26 - 5 -2011 Ogni viaggio un disagio! – CONTINUA -
Il giorno 25/5 il treno IC 597 si è fermato improvvisamente ed inspiegabilmente alle porte di Lodi e ci è rimasto per circa 10 minuti; il capotreno ha intimato via interfono di non scendere assolutamente finché il treno non fosse entrato in stazione (SOPRATTUTTO PERCHE’ LA META’ DELLE PORTE ERANO NON FUNZIONANTI!) all'arrivo (in ritardo di 10’) a Piacenza abbiamo temuto il peggio (RIMANERE A BORDO treno FINO A TERNI come OSTAGGI DELLE FFSS!!!).
Questa mattina il treno R2274 era nella sua versione "standard" con una sola carrozza di prima classe e molte porte chiuse: MA SOPRATTUTTO E’ARRIVATO ED HA VIAGGIATO CON 15 MINUTI DI RITARDO FINO A MILANO, CAUSA PROBLEMI AD UN TRENO PRECEDENTE….si ma quale? Gli altri treni non avevano ritardo!
Questi primi caldi stanno creando “danni” incalcolabili e siamo solo al 26 maggio!! Come ieri, lancio il sondaggio sulla CUSTOMER SATISFACTIION degli utenti Trenitalia

09 giugno 2011
Oggi (come ieri) ho deciso di partire un po'prima con la speranza di raggiungere il posto di lavoro in un orario tale da non dover rimanere a Milano fino a notte fonda per recuperare il tempo perso sulle carrozze del treno e/o della metropolitana. Tutto inutile! Sia mercoledì 8 che oggi mi sono attrezzato quindi per salire sul treno R2912 in partenza alle h.7:37 dalla stazione di Piacenza. E sia ieri che oggi le performances di questo convoglio sono state assolutamente disastrose e "curiosamente" molto simili!! Il treno ha raggiunto Piacenza alle 7.42 (in ritardissimo), in pochi secondi si è esaurito lo scarico / carico passeggeri, il capotreno ha chiuso le porte ma? NON PARTE?!?!? il R2912 è rimasto inspiegabilmente ancora fermo fino alle 7.50 suscitando le ire del sottoscritto e degli altri passeggeri a bordo e, di conseguenza, anche di quelli rimasti sul marciapiede impossibilitati a salire e incavolatissimi perché i treni in coda avrebbero accumulato ulteriore ritardo! A Codogno, tra gli altri, è salito un individuo imprecando contro Trenitalia ecc. ecc. portando nella mano destra un baule voluminosissimo e spigoloso che, nella foga di trovare posto a sedere, mi ha letteralmente scagliato contro la rotula del ginocchio destro, provocando la mia "adeguata" reazione! come si suol dire "Gliene andava anche a lui!!!"; per sua fortuna, ho aspettato ancora 10 secondi prima di reagire violentemente: un pendolare con ginocchio dolorante è capace di tutto!! "Devo stare calmo..... self-control....rilassarmi.....ma che male, accidenti!!!!!" Il resto del viaggio è storia di tutti i giorni, il treno ha accumulato ulteriore ritardo per dare precedenze o per il "traffico" e ha raggiunto Rogoredo con i soliti 15' di ritardo. Vale la pena ricordare che questi treni dovrebbero impiegare normalmente 40/45 minuti come tempi di percorrenza non 60! Ciò significa quasi il 40% in più del tempo previsto!
CHE SCHIFO di servizio!!!! grazie Trenitalia!! Come al solito, prosegue il sondaggio sulla CUSTOMER SATISFACTIION degli utenti Trenitalia.

Assemblea Maggio 2011 (24/5/2011)

ASSEMBLEA GIOVEDÌ 26 MAGGIO 2011 ore 21 presso la sede APP (Piazzale Marconi 32a, ingresso a fianco del capannone biciclette)

ORDINE DEL GIORNO
- Consegna premio "Pendolare dell'anno"
- Parcheggi auto e bici: le evoluzioni
- Servizio bus urbano: interverrà Ettore Bensi (Adiconsum)
- Protesta contro MiMuovo annuale
- Anticipazioni orario Giugno
- Concorso "Riffa del pendolare"
- Consegna tessere agli associati
- Raccolta idee e lamentele

SIETE TUTTI INVITATI!
Spargete la voce

I peggioramenti della linea PC-MI supinamente accettati dall'ass. Peri e dalla regione Emilia Romagna (24/5/2011)

Egregio assessore,
con riferimento alla lettera da lei inviata in data 13 maggio u.s., che ci è appena pervenuta, e che fa seguito alle ferali notizie di stampa circa le modifiche di orario e di fermate lombarde di alcuni treni regionali in carico al contratto di Servizio dell’Emilia Romagna, rimaniamo allibiti alla lettura della stessa.
Ovvero, una energica lavata di mani da parte sua circa quanto deciso su treni regionali emiliani 2916 (Parma – Milano delle 8,49) 2912 (Parma – Sesto San Giovanni delle 7,33) 2274 (Bologna – Milano delle 7,47) da parte dei lombardi, in primis l’aggiunta della fermata, non richiesta di Secugnago, oltre all’allungamento di fatto dei tempi di percorrenza.
Dichiarando, nei fatti, l’incapacità dell’assessorato da lei presieduto, a fare valere le ragioni dei pendolari emiliani in una contrapposizione nella quale la Lombardia, oltre ad avere il servizio Piacenza-Milano con treni a suo carico, la linea S6 Lodi-Saronno, rallenta i treni del contratto di servizio emiliano, e li fa fermare dove vuole, ad esclusivo vantaggio dei pendolari lombardi.
“ Prendo rendo atto che il tempo a disposizione è molto limitato …” : !!!!!
Dove eravate e cosa facevate quando venivano prese questi decisioni ? Addormentati nel bosco ? Persi in qualche ritardo ferroviario ?
Posto che siete arrivati in auto blu con seguito di relativi dirigenti, a Piacenza, in riunione in Provincia, avete addirittura paventato, a fronte degli incredibili disagi sofferti, nell’ottica di ripristinare la regolarità del servizio dei treni regionali emiliani sulla Bologna –Milano, l’eliminazione delle fermata di Lodi ?
Sta succedendo esattamente il contrario, ovvero i nostri treni vengono rallentati e fatti fermare dove e quando vuole il Pirellone, che naturalmente, a fronte della vostra inerte debolezza, è ben lieto di utilizzare risorse altrui senza pagarle.
Penalizzando i pendolari emiliani, che però non sono e non vogliono essere, a differenza sua, gli zerbini di nessuno.
Se non è capace di fare valere i diritti dei suoi cittadini, perché non compie un gesto meritorio e rassegna le dimissioni?

La riffa del pendolare (24/5/2011)

Per fortuna la vita del pendolare non è fatta solo di treni in ritardo e carrozze sporche e affollate, troppo calde o troppo fredde.
L’Associazione Pendolari Piacenza, oltre a segnalare problemi e disservizi vuole creare dei momenti di svago e di aggregazione per i pendolari e per chiunque altro interessato al tema della mobilità.
Per questo motivo, basandoci anche sulle dichiarazioni dell’Amministratore delegato di Ferrovie dello Stato (che quando si tratta di fare affermazioni ridicole non è secondo a nessuno) abbiamo cercato di unire l’utile al dilettevole con la riffa del pendolare.

Con un piccolo contributo di partecipazione, tre fortunati pendolari potranno vincere dei “generi di conforto” per alleviare il loro viaggio in treno.
Certo, ci sarebbe piaciuto mettere come primo premio un treno in orario, pulito, ben climatizzato e con posti a sedere per tutti, per i miracoli ci stiamo attrezzando, alla prossima edizione della riffa lo potremo fare.
Per adesso accontentiamoci di quello che si può ottenere:

Primo premio - il kit (estivo) del pendolare

Secondo le raccomandazioni ufficiali di Mauro Moretti, AD di Ferrovie dello Stato chi viaggia in treno dovrebbe sempre avere con se panini e coperte.
All’avvicinarsi della stagione calda, abbiamo leggermente modificato il kit che è composto da:

foulard con cui coprire il sedile zozzo (il sedile, non il foulard, anche se dopo un po’ di tempo anche il foulard assumerà la stessa caratteristica del sedile; il lavaggio non è incluso nel premio);
mini ventilatore a led con scritte programmabili: per ottenere un po’ di refrigerio quando sul treno l’aria condizionata c’è ma non funziona mentre funziona benissimo il blocco dei finestrini. La scritta programmabile può essere utile per tentare un approccio con il vicino/a di posto (l’Associazione Pendolari Piacenza declina ogni responsabilità per le conseguenze degli approcci di cui sopra);
barretta energetica (svolge il ruolo del panino, ma tiene meno spazio e si conserva più a lungo);
bottiglietta d’acqua (questa l’abbiamo aggiunta noi come naturale compendio).

Secondo premio - un buon libro

Qualcosa da leggere per passare il tempo in attesa che il treno in ritardo arrivi a destinazione: la bibbia del pendolare: il libro Fuori Orario di Caludio Gatti, una fotografia impietosa dello stato delle ferrovie italiane, chiunque viaggi regolarmente in treno riconoscerà tante situazioni.

Terzo premio - una carica di energia

Passando tanto tempo in treno, i nostri accessori elettronici (telefono, lettore MP3 ecc.) si scaricano. Con il carica batterie universale a energia solare potremo ricaricarli semplicemente mettendoli alla luce vicino a un finestrino (almeno in questo periodo in cui le giornate sono lunghe).

Prezzo del biglietto: 2 euro

Modalità di partecipazione
La riffa sarà presentata ufficialmente nel corso dell'assemblea del 26 maggio, chi non potrà essere presente riunione, potrà comunque partecipare alla riffa con una delle seguenti modalità:

Direttamente sul tuo treno: i consiglieri dell’Associazione viaggiano tutti i giorni su vari treni, saranno contenti di venderti il biglietto della riffa.
Se vuoi sapere chi viaggia assieme a te e come contattarlo, manda un e-mail a pendolari.piacenza@libero.it
Iscrivendoti o rinnovando la tua iscrizione all’Associazione Pendolari Piacenza: per farlo contatta un consigliere con le modalità indicate qui sopra, con l’iscrizione riceverai in omaggio un numero della riffa del pendolare;
Via web: puoi acquistare i tuoi biglietti direttamente dal nostro blog, pagando con PayPal: per chi acquista via web abbiamo riservato un’offerta speciale: 2 numeri al prezzo di 1. Pagando 2 € potrai scegliere due numeri (comunicaceli utilizzando il campo “Aggiungi istruzioni speciali per il venditore”, ti daremo conferma a mezzo e-mail).
Estrazione: i numeri vincenti saranno i primi tre estratti nelle estrazioni del lotto del 21 giugno sulla ruota di Milano

Premiazione: i premi verranno consegnati ai fortunati vincitori nel corso dell’assemblea del 13 giugno.

Il parcheggio bici a pagamento si è rivelato un flop (24/5/2011)

È sempre spiacevole dover iniziare un discorso con un “L’avevamo detto”, ma stavolta è d’obbligo. Che l’dea di mettere a pagamento un enorme capannone sarebbe ben presto fallita l’Associazione Pendolari l’aveva detto, ripetuto e scritto ovunque, ben prima che l’iniziativa partisse. Ma all’epoca, e anche in seguito, fummo definiti “uno sparuto gruppo di rumorosi contestatori” e, come tali, ignorati. Ora, a distanza di sette mesi, i fatti ci danno ragione. È infatti una responsabile della cooperativa che gestisce il servizio a lanciare un preoccupato appello al Comune: il deposito rischia la chiusura.
Del resto, un’iniziativa costruita sulla sabbia della menzogna era destinata a sprofondare. Anche la cooperativa, infatti, si è lasciata ingolosire e turlupinare dalla millantata raccolta di firme che avrebbe dovuto garantire l’affollarsi alle porte del capannone di ben 400 pendolari, frementi dal desiderio di pagare un “onesto” abbonamento pur di parcheggiare la propria bici al sicuro. Quelle firme – l’abbiamo ripetuto fino alla noia – non sono mai esistite. Prova ne sia il fatto che, dopo sette mesi e a primavera inoltrata, hanno sottoscritto l’abbonamento solo 150 pendolari (e ci sembra una cifra arrotondata per eccesso), molti dei quali si sono sentiti costretti a farlo.
Depositate e protocollate sono invece le 380 firme raccolte dall’Associazione Pendolari per chiedere un deposito sicuro ma gratuito; e che siano vere – questa volta sì! – lo dimostra il fatto che le numerosissime biciclette degli “obiettori” sono parcheggiate un po’ ovunque in zona stazione, tranne che nel capannone.
Ebbene, ora la signora Giovanna Boselli, responsabile amministrativa della cooperativa, chiede al Comune che intervenga per impedire il fallimento dell’iniziativa. Ma, gentile signora Boselli, non le sembra che il Comune – ovvero la cittadinanza tutta – abbia già fatto abbastanza per avviare e sostenere un servizio non richiesto dalla stragrande maggioranza dei pendolari, ossia degli utenti cui era destinato? Oltre a essersi accollata i costi della ristrutturazione (rispetto ai quali l’Associazione è ancora in attesa della relativa documentazione), l’amministrazione comunale ha infatti destinato 30.000 euro all’anno alla cooperativa e si è fatta carico di tutte le spese (luce, riscaldamento e quant’altro). Come se ciò non bastasse, per dare un altro consistente “aiutino” e incentivare l’uso “volontario” del capannone, ha emesso un’ordinanza ad hoc di rimozione delle biciclette dal piazzale, mentre, per riempire gli spazi auto a pagamento, ha studiato una tracciatura volta a ridurre considerevolmente il numero dei posti gratuiti. Cos’altro dovremo aspettarci? L’installazione di enormi calamite agli ingressi del capannone per attrarre tutti i velocipedi in circolazione nel raggio di 3 chilometri?
Che il capannone esista lo sanno bene tutti, pendolari e non, e non serve la segnaletica invocata dalla signora Boselli. Attribuire poi alle polemiche sollevate dall’Associazione Pendolari la colpa del fallimento dell’iniziativa, da un lato ci lusinga, perché vorrebbe dire riconoscere all’Associazione medesima un forte ascendente sui pendolari; dall’altro, però, non risponde al vero: mai – e ripetiamo: mai – l’Associazione ha fatto alcunché per impedire a chi lo volesse di sottoscrivere un regolare abbonamento e di utilizzare il deposito o i posti auto a pagamento. L’Associazione si è semplicemente fatta interprete del volere della maggioranza dei pendolari: il fatto che il capannone non venga usato è espressione di quel sistema che chiamiamo “democrazia”, quello stesso che consente a chiunque di esprimere la propria opinione. Proprio appellandoci a questo principio, abbiamo avanzato un congruo numero di proposte per poter salvare “capra e cavoli”, in modo che fossero rispettate tanto le esigenze di vuole parcheggiare la bici con custodia a pagamento quanto la libertà di chi non intende pagare. Ma, come si dice in questi casi, le nostre proposte sono rimaste lettera morta.
Nei mesi, siamo addirittura stati accusati di voler negare dei posti di lavoro a chi ne ha bisogno: è stato forse meglio illudere queste persone, sulla base di false premesse e promesse? Quello che il Comune si è sempre rifiutato di capire – e a farne le spese saranno proprio i dipendenti della cooperativa – è che non basta imporre qualcosa per attendersi che tutti si adeguino supinamente; e che le voci fuori dal coro vanno ascoltate, soprattutto se sono più numerose del coro stesso.

Il nuovo blog a quota 10.000 contatti (24/5/2011)

Successo di pubblico per il nuovo blog dell’Associazione Pendolari Piacenza che, lanciato da soli 3 mesi, ha già raggiunto l’importante traguardo dei 10.000 contatti.
Il gradimento del pubblico premia e valorizza l’impegno dei volontari che lavorano ogni giorno per mantenere il blog aggiornato, pubblicando notizie utili ai pendolari piacentini, .
Il blog (ricordiamo l’indirizzo pendolaripiacenza.blogspot.com) è un nuovo importante strumento di contatto tra Associazione e pendolari, che si aggiunge allo storico sito in funzione da tanti anni.
I lettori possono accedervi sia recuperare informazioni sia per fornirne: come Associazione auspichiamo infatti una collaborazione crescente affinché tutti i pendolari ci aiutino in un’attività di monitoraggio del servizio, in modo che si possa alla fine chiedere conto dei disservizi subiti.
Ogni giorno vengono inoltre pubblicati i dati sui ritardi dei principali treni di interesse pendolare sulla linea PR-PC-MI, notizie che vengono diffuse anche attraverso la pagina Facebook dell’Associazione.
Infine, qualche curiosità: le notizie più lette sono state quelle riguardo le informazioni sugli scioperi, seguite dai consigli per la scelta dell’abbonamento più economico; vi è poi un numero crescente di lettori che accede al blog dal proprio smartphone, segnale che al giorno d’oggi il bisogno di informazione è costantemente “in movimento”.

Ecco cosa accade alla linea Piacenza Cremona (24/5/2011)

SCENA NUMERO UNO. Il 1° aprile veniamo messi in allarme da una notizia che compare su Libertà: scompaiono i treni fra Piacenza e Cremona. L’articolo riporta le affermazioni dell’assessore regionale Peri che, in conferenza stampa, si sofferma sulle novità per la linea per Milano e, quasi per inciso, parla delle nuove modalità di trasporto per Cremona: con il prossimo orario estivo soppresse 9 coppie di treni su 11, collegamenti assicurati con l’autobus. La linea per Cremona negli ultimi tempi aveva addirittura migliorato il servizio, introducendo molti treni a trazione elettrica, con ritardi tollerabili, e aggiungendo una coppia di treni dopo le 20.00, utile sia per i collegamenti con le linee per Milano e Roma, sia per chi lavora fino a tardi. Comprensibile quindi che si diffonda una certa inquietudine tra i pendolari, che temono un primo passo verso una pesante riduzione del servizio. In realtà è già un passo verso il sostanziale svuotamento della linea, e lo si capirà presto da come viene attuata.
SCENA NUMERO DUE. Nessuna notizia nei giorni seguenti, né in stazione, né sui siti della Regione o di Trenitalia. Interpelliamo il personale di bordo, che è all’oscuro quanto noi. Finalmente, verso la metà di aprile, un capotreno riesce ad avere informazioni e ci preannuncia “l’inizio della fine” per il 1° maggio – altro che orario estivo. Scriviamo a Peri per chiedere notizie, stigmatizzando il comportamento di Regione e Trenitalia. Nessuna risposta. Il 28 aprile, primi timidi fogli fotocopiati in stazione con i nuovi orari, attaccati con lo scotch nell’inutilizzabile confusione degli avvisi e icone dei pullman sul sito FS. Il 2 maggio inizia il nuovo “servizio”: due soli treni fra le 6 e le 8 del mattino, poi, dalle 9, autobus che impiegano nominalmente 50 minuti (ma dipende dal traffico, è scritto anche sull’orario ufficiale...) per fare 30 chilometri, contro i 27-28 minuti del treno. Siamo tutti consapevoli che nelle ore di morbida i treni sono poco affollati, ma tra rimodulare le corse e peggiorare il servizio lungo tutto il giorno c’è differenza.
Quindi: d’estate, nelle ore non di punta, i tempi di percorrenza quasi raddoppiano. Invece, nelle ore di punta e con la stagione invernale prevediamo, con prudenza, 70 minuti di percorrenza al posto di 27-28. Il traffico di due città medie, soprattutto tra le 17 e le 19, e il fatto che di certo il bus non può sfruttare i percorsi alternativi, soprattutto a Piacenza, sono prospettive disarmanti.
PROSPETTIVE. Per lo stesso prezzo, il servizio peggiora, con tempi che aumentano dal 65 (ipotesi ufficiale) al 130% (prossimo inverno). Chi ha comprato l’abbonamento annuale può dire addio alla correttezza del suo contraente. Mobilità sostenibile pressoché azzerata. Per una linea come questa, due soli treni al mattino sono insignificanti, sia per i pendolari, che grazie a questa scelta raddoppiano, a fine giornata, i tempi di viaggio, sia per chi utilizza la linea per collegarsi alla MI-BO, alle linee per Torino, Brescia e Verona. Poiché la stessa sorte tocca alla Fidenza-Cremona, la città lombarda resterà sostanzialmente isolata dalla linea MI-RM. Il tempo di percorso eccessivo e l’imprevedibilità dei tempi spingerà molte persone a utilizzare l’auto. Insomma, un’ottima scelta, che aiuta lavoratori e studenti a raggiungere in tempi irragionevoli i luoghi di lavoro, aumenta lo smog e il traffico, isola la città di Cremona, costringe un bacino di città e paesi a perdere un collegamento rapido, sicuro ed efficiente. Il tutto, allo stesso prezzo di prima, con Regione Emilia e Trenitalia che si sono distinte per la volontà di non dare informazioni. Forse per non farci preoccupare: i nostri impegni infatti non possiamo cambiarli, la nostra qualità di vita, grazie a loro, sì.

Lettere dai pendolari: Le legnate (12/5/2011)

Il "partito" deve finalmente fare i conti con la "libera" scelta dei cittadini

Il partito monocratico dei signorotti che vorrebbero ammaestrare la nostra città si trova ancora una volta a dover fare i conti con i tanti cittadini recalcitranti che non si adeguano ai diktat e ai ricatti.
Ci dispiace per i signorotti, ma questi sono i rischi che si corrono in un società dove la gente è libera di pensare e di scegliere.

Avevano tentato di negarci i posti gratuiti dicendo che, nel parcheggio di via dei Pisoni, per bici e moto erano previsti solo posti a pagamento. Poi una prima legnata li ha rimessi in carreggiata. Se la sono presa a dicembre 2010, quando di fronte al consiglio comunale hanno dovuto far dietrofront e aggiungere a denti stretti anche i parcheggi gratuiti (benché insufficienti e non adeguati).
La seconda legnata se la sono presa a marzo 2011, con l’AUSL che gli ha intimato di mettere a norma il parcheggio gratuito appena inaugurato. Forse penavano che, per quei pezzenti che non vogliono pagare la sosta, poteva bastare un parcheggio NON a norma di legge. D'altronde avevano già speso tanti soldi per far figurare una completa risistemazione di quello a pagamento, salvo poi dimenticarsi di verificare che venissero fatti tutti i lavori che avevano pomposamente sbandierato in pubblico.
La terza legnata è arrivata oggi con l’annunciato rischio di fallimento dell’iniziativa “parcheggi bici, moto e auto a pagamento” che, stando a quanto dicevano, erano stati richiesti da ben 400 pendolari. Qualcuno deve aver raccontato delle bugie: dove sono finiti quei 400?

Bisognerebbe anche spiegare, a chi se la prende con le “polemiche” sul deposito a pagamento, polemiche che avrebbero fatto naufragare alcuni possibili introiti (quando le cose vanno male, si sa, la colpa è sempre di qualcun altro), che fortunatamente non viviamo sotto una dittatura, dove il partito unico impone a tutti le sue volontà, ma la critica è un sacrosanto diritto di tutti.
Il parcheggio a pagamento non è riuscito a restare “sul mercato” (si fa per dire perché è un monopolio) nemmeno con le enormi sovvenzioni pubbliche, con le ordinanze comunali di rimozione, nemmeno vendendo i ricambi delle bici, con una poco leale concorrenza a quei negozianti che invece l'affitto se lo pagano, e neppure con l’indiretto aiuto, certamente non richiesto, dei vandali e dei ladri che mai come in questi mesi si sono messi a “lavorare” così alacremente, almeno stando a quanto dicono alcuni pendolari - non paganti - con esperienza decennale del parcheggio.

Ma tutte queste legnate prese non li preoccupano? Lo sapranno costoro che tra un anno si vota? Pensano che in 12 mesi i pendolari si dimentichino?
La maggioranza di quei pendolari non è come certi leccapiedi che albergano in molti partiti, abituati a dire sempre di sì. E’ gente dura che ogni giorno dell’anno, la mattina presto o la sera tardi, sfida le intemperie su una bicicletta per andare a lavorare in un'altra città.
Questi signorotti penseranno davvero che con un manifesto elettorale infarcito di buoni propositi ci lasceremo abbindolare di nuovo?

Lettere dai pendolari: Deluso dal trattamento del parcheggio biciclette a pagamento (12/5/2011)

Vi comunico che purtroppo dal mese di aprile ho ceduto al sopruso del parcheggio a pagamento per le biciclette. Entrando ho notato innanzitutto la desolazione di rastrellerei asportate e di moltissimi posti bici vuoti. Ho pagato la tassa mensile e mi è stata chiesta un'ulteriore tassa di 5 euro per una catena da me non richiesta della quale comunque mi era consegnata solo una delle due copie delle chiavi. L'ho pagata anche se a malincuore.

Successivamente ho lasciato la catena fissata al mio posto bici e l'ho sempre chiusa solo con la mia personale catena. Mi sembra ovvio che io preferisca chiudere la mia bici con una catena personale della quale solo io ho le chiavi. Ieri ho quindi pagato il rinnovo mensile e stamattina ho trovato la mia bici bloccata con la catena della quale i gestori avevano mantenuta una copia. Non trovando subito la mia copia della chiave per aprirla, mi sono recato immediatamente a protestare ed a reclamare l'immediato rilascio della mia bicicletta per la quale era già stato pagato il deposito mensile. Per ottenere un rapido intervento ho dovuto minacciare di rivolgermi ad un legale per il dissequestro del mio velocipede. I gestori hanno borbottato sostenendo che quella era la loro procedura per riconoscere chi aveva pagato e chi no.

A me non interessa la modalità con cui fanno le loro verifiche per i pagamenti. Sta di fatto che ritengo profondamente illegittimo il sequestro di una bicicletta per la quale era stato già pagato il regolare deposito mensile.
Chiedo quindi all'Associazione di protestare per l'accaduto che, a detta dei gestori, sembrerebbe essere la loro modalità abituale.
Un ringraziamento per il vostro supporto.

Lettere dai pendolari: Diario di un pendolare 19° puntata (16/4/2011)

“Cinque maggio”
“Ei fu.... (Ei = treno Reg 2274)
dopo il sospirato arrivo..... (alla stazione di Milano Rogoredo con 18 minuti di ritardo!!!)....
(…)
tutto ei provò: la disfatta maggior dopo il periglio,
la partenza in orario e la sconfitta,
(....)
migliaia di volte nella polvere,
ZERU volte sull'altar!”

Non c'è nulla di poetico, invece, nelle avventure quotidiane dei pendolari: oggi il treno Reg 2274 partito in orario (stranamente) dalla stazione di Piacenza, dopo pochi km alle porte di Codogno ha effettuato una sosta interminabile (nulla di strano...) a mio parere per "colpa" del Reg2912 che gli faceva da "lepre" essendo partito in notevole ritardo anch'esso....

Anche oggi quindi Trenitalia ha mostrato il meglio di sé, con il trionfo dell'inefficienza e del menefreghismo(vedi disinformazione), l'apoteosi del disservizio, l'apice della disfatta! Noi pendolari truffati quotidianamente (e legalmente purtroppo) dall'unico gestore di quella cosa chiamata "servizio pubblico di trasporto ferroviario" chiamata Trenitalia! La tragedia ulteriore sta nel fatto che queste sofferenze quotidiane ("da viaggio") le paghiamo a carissimo prezzo. A luglio, inoltre, sono previsti gli ennesimi rincari! Per la cronaca, il treno ha accumulato 14 minuti di ritardo a Lodi per trascinarsi poi faticosamente fino a Rogoredo, dove è approdato con 18 minuti di ritardo, come detto all'inizio della poesia!

p.s. Spero che il Manzoni non se la prenda con me per l'abuso della sua splendida opera!!!

Furgone ostruisce il passaggio in via dei Pisoni (4/5/2011)

Ecco come il 3 maggio un furgone ostruiva il transito degli autoveicoli nel parcheggio di via dei Pisoni.
Chissà se gli indefessi amministratori piacentini, sempre pronti a multare i pendolari che parcheggiano fuori dalle strisce o rimuovere le biciclette in P.le Marconi, rimuoveranno il mezzo che ostruisce il passaggio, o se invece chiuderanno un occhio su quella sosta irregolare. In quest'ultimo caso sarebbe interessante sapere se quella ditta, come consente la legge italiana, finanzia con qualche soldino o qualche servizietto il partito che amministra la nostra città.

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3-5-2011 Furgone ostruisce il passaggio delle auto nel parcheggio di via dei Pisoni.

Lettere dai pendolari: R2916 un treno PERICOLOSO, viaggia con le porte aperte! (3/5/2011)

Siamo un gruppo di ragazzi che vuole reclamare per l'ennesimo episodio successo sul treno R2916 che viaggia tutti i giorni da Parma a Milano Porta Garibaldi tra le ore 8 e le 10. Qualche settimana fa, questo treno è arrivato in fiamme nella stazione di Fidenza. Il giorno 29 aprile, per un guasto alle porte, ha viaggiato da Casalpusterlengo a Lodi con la porta di un vagone aperta!
Non ne possiamo più! E' un treno vecchio, le condizioni igieniche sono pessime e gli spazi ridotti al minimo. Ma adesso, la cosa più grave è il suo bassissimo livello di sicurezza.

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29-4-2011 Porte aperte sul regionale R2916

Lettere dai pendolari: massacrata anche la Cremona-Fidenza, i pendolari costretti a usare l'auto (3/5/2011)

Scrivo per segnalare che sulla linea Cremona – Fidenza dal primo Maggio diverse corse saranno sostituite da autobus che impiegheranno come minimo il doppio del tempo per percorrere la tratta. Non sappiamo il motivo e quello che è più grave è che lo abbiamo saputo ieri vedendo in stazione a Fidenza dei fogli posti sotto i tabelloni degli orari. Anche il capotreno della tratta ci ha detto che lo ha saputo pochi giorni fa. Quel che è peggio è che hanno tolto due treni nella fascia di maggior affluenza (treno 17.38 e treno 18.20 da Fidenza per Cremona). Al mattino non ci sono grossi problemi ma per il ritorno è allucinante anche perché i bus li hanno posticipati di 10 minuti, non si arriva più a casa! La strada poi è tutta curve e immagino i tempi di percorrenza invernali… E’ poi già successo che con il pullman la capienza non fosse sufficiente… Potete darci una mano??? Siamo disperati… Ci costringono a prendere la MACCHINA… La tratta è usufruita da lavoratori e studenti, molti universitari.

nostro commento

Quando si tratta di attuare le richieste dei pendolari i signori di FS e regione vengono a dirci che  l'orario ferroviario non si può modificare fino dicembre. Quando invece si tratta di far ingrassare qualche dirigente, togliendo i servizi (minimi) ai pendolari, allora l'orario si può modificare in qualsiasi giorno dell'anno.
Meditate gente, meditate.

Ritardi e disservizi continuano imperterriti (3/5/2011)

Nonostante nel fatato mondo di Gianni ed il magico Alverman (leggasi : ufficio dell’Assessore ai Trasporti della Regione Emilia-Romagna) si viva nella perfezione assoluta dei miracoli su rotaia, la realtà del trasporto ferroviario regionale è tutt’altra.
Anche stamattina il regionale 2122 da Bologna per Milano delle ore 7,08 si è presentato con due carrozze fuori servizio, costringendo i pendolari piacentini a viaggiare ancora una volta in piedi, e ad arrivare in ritardo
rispetto all’orario previsto a Milano Centrale.
Personale viaggiante: assente
Controlli : assenti
Sicurezza : quale ?
Odori : forti miasmi con olezzi vari di stallatico
Il confratello 2285 di ieri sera, in supposta partenza alle 18,15 da Milano Centrale (anticipata dalle pregresse 18,20 con il cambio di orario, ma evidentemente ai macchinisti non è mai stato detto) è partito in ritardo ed anch’esso con due carrozze fuori servizio su un totale di 7 e mezza (quella testa ha la cabina di guida). Stessa litania di improperi e ricerca di una porta automatica funzionante che permettesse la salita.
Anche in questo viaggio, assenza di personale viaggiante, di controlli e di sicurezza, e tanta puzza sul treno.
La stessa caccia (alla porta) si è verificata il 18 u.s. a fronte di due carrozze fuori servizio, 4 porte con il solito cartellino giallo (non funzionante) ed 1 sola carrozza di 1° classe (l’altra declassata).
Giovedì 14 u.s. il succitato convoglio era stato soppresso, e la stessa sorte è toccata stamattina al convoglio per Bologna in partenza da Piacenza alle ore 6,56, suscitando la felicità di lavoratori e studenti piacentini diretti a Parma ed oltre.
Che evidentemente qualche “ problemino “ continui ad esserci è palese, e stante l’assenza di rimedi, l’unica soluzione sarebbe quella auspicata da tempo, ovvero mandare a quel paese Trenitalia, disdettare il contratto e mettersi di buona lena a fare una gara che, separando una volta per tutte il padrone delle rotaie (lo Stato, per la controllata RFI) dai servizi, permetta finalmente di avere una parvenza di concorrenza e magari un nuovo gestore.
Visto che l’assessore, nella sue roboanti dichiarazioni piacentine di qualche incontro fa, era stato il primo ad urlare in tale senso, cosa stiamo aspettando per passare dalle parole ai fatti????

A proposito di ritardi manipolati (3/5/2011)

29 aprile 2011 R2274 (7.54 da PC per MI), arriva a PC alle 8.08. Tutti speravano ripartisse subito ed invece se ne è rimasto 7 minuti fermo nel silenzio della stazione, senza che nessun altro treno partisse o arrivasse. Che abbia voluto "rispettare" i 7 minuti di sosta previsti da orario a Piacenza tra le 7.47 e le 7.54? Un bel modo di recuperare i ritardi!
Ma se i ritardi sono alti FS ha sempre la soluzione pronta. Quando il 2274 si trova ancora nella campagna tra Secugnago e e Lodi, parte l'annuncio dell'imminente arrivo a Lodi con soli 14 minuti di ritardo. In realtà a Lodi mancavano ancora molti chilometri con relativi rallentamenti e fermate. Ci si arriva solamente alle 8.38, ovvero con un ritardo di ben 21 minuti. Cosa simile accade a Rogoredo: il treno 2274 arriva alle 8.56 con 23 minuti di ritardo, ma sui tabelloni è segnato un ritardo di soli 15 minuti. Sembra proprio che le FS vogliano dimostrare che quel treno è arrivato alle porte di Milano entro i 15 minuti di ritardo.

Chissà se questo servirà a ridurre le penali che FS dovrà pagare? Sarebbe interessante sapere quali ritardi verranno segnati, per le stazioni di Lodi e Rogoredo, dal sistema "Riace". Il sistema ufficiale per la catalogazione dei ritardi, made FS, i cui i risultati non sono forniti al pubblico e non viene consentita alcuna verifica da parte dei pendolari/viaggiatori, ma nonostante questa assenza di trasparenza serve per calcolare le penali che le FS dovranno pagare per i ritardi. Il tutto con buona pace della Regione Emilia che quando si tratta di calcolare le penali dorme sonni tranquilli, fiduciosa di quanto dicono gli amici FS ed il loro sistema Riace.

Lettere dai pendolari: che fine fa la Piacenza-Cremona? (27/4/2011)

Lettera inviata all'assessore ai trasporti della regione Emilia Romagna

Siamo un gruppo di pendolari sulla tratta Piacenza-Cremona.
Apprendiamo in modo del tutto informale e senza che vi sia alcuna comunicazione chiara e complessiva, che dal prossimo 1 maggio la linea ferroviaria Piacenza-Cremona verrà ridimensionata in maniera tale da rendere estremamente limitato il servizio su rotaia.
Da alcuni articoli della stampa locale si è capita solo l´intenzione di passare da 11 a due coppie di corse su linea ferroviaria (non era riportato in quali orari), e di sostituire le altre con autocorse.
Esprimiamo forte preoccupazione perché la sostituzione dei treni con gli autobus renderà inservibile il collegamento in quanto comporterà un'ora circa di percorrenza, condizionata dal traffico, rispetto ai 30 minuti attuali, aspetto che ne rende davvero difficile l´utilizzo tutti i giorni.
Ci auguriamo che si stia ragionando, più che su un taglio netto, su una rimodulazione degli orari dei treni, per una maggiore efficienza. Mantenere solo due coppie di corse equivarrebbe infatti in pratica a chiudere del tutto la linea.
La cancellazione dei treni creerà davvero non pochi problemi, ai lavoratori e studenti che da Piacenza raggiungono Cremona ogni giorno, e viceversa. Significa anche eliminare l´unico collegamento sostenibile tra due città così vicine e che vedono numerosi "scambi" di lavoratori e di studenti. Entrambe le città sono infatti sedi universitarie e di scuole superiori con caratteristiche di unicità che, non esistendo nella realtà vicina, attraggono numerosi ragazze e ragazzi
Chiediamo maggiori e chiare informazioni sia sugli orari delle corse del treno che verranno mantenute, sia sugli orari delle autocorse sostitutive previste.
Per tutti coloro che utilizzano la linea ferroviaria è importante sapere cosa aspettarsi nei prossimi mesi. Un cambiamento così radicale avrà dei riflessi importanti sulla nostra organizzazione quotidiana, sull´ambiente, sugli scambi tra le due città, e sui collegamenti ferroviari con il resto del territorio.
Aspettiamo fiduciosi una risposta.

Bilancio dei rapporti Associazione-Comune (27/4/2011)

Dall’atto della sua costituzione (si era nel 1992), l’Associazione Pendolari Piacenza ha sempre ribadito la propria natura di associazione apolitica, apartitica e aconfessionale, che ha come unico obiettivo quello di difendere i diritti di TUTTI i pendolari piacentini, a prescindere dalle loro opinioni in materia di religione o di politica. È per questo motivo che ci è molto dispiaciuto assistere a tentativi di strumentalizzare le nostre battaglie: accuse che troviamo largamente ingiustificate, dal momento che la nostra attività a favore dei pendolari ci ha portato, in quasi vent’anni, a confrontarci – e anche a scontrarci duramente – con amministrazioni di qualunque colore politico. E questo perché il nostro unico criterio per valutare l’operato di un’amministrazione comunale è il suo impegno nel migliorare le condizioni di vita del considerevole numero di piacentini che svolge la propria attività lavorativa in città diverse da Piacenza.
Il nostro “vizio”, insomma, è quello di voler dire la nostra su scelte che ci coinvolgono, di insistere nel ricordare agli amministratori le promesse non mantenute e di “bacchettarli” quando le loro decisioni vanno contro l’interesse della stragrande maggioranza dei pendolari. In poche parole, abbiamo la pessima abitudine di confrontarci con la realtà. E, visto che le cattive abitudini sono dure a morire, continueremo a farlo.
Proprio per questo, non possiamo fare a meno di rilevare quanto questa amministrazione abbia deluso le nostre aspettative, ignorando sistematicamente le richieste e le proposte da noi avanzate e non mantenendo nessuna delle promesse che ci erano state fatte.
Partiamo da lontano.
Nel 2005, quando il servizio ferroviario è stato regionalizzato (con l’intento di scaricare tutti gli oneri sulle Regioni) e sono scomparsi i treni interregionali, l’Associazione aveva fatto ricorso al Tar in quanto la decisione sarebbe spettata al ministero dei Trasporti. Ebbene, nell’occasione il Comune di Piacenza (a differenza, per esempio, di quello di Fiorenzuola) si è ben guardato dall’offrire sostegno in qualsiasi forma o modo.
A fronte poi della cessione di terreni a Trenitalia per il passaggio dell’Alta Velocità, la diffida a Trenitalia che ne era seguita – perché in cambio riconoscesse ad alcuni treni pendolari la possibilità di usufruire di tale linea AV – è rimasta lettera morta, senza che il Comune si desse da fare per seguirne l’iter.
Come è noto, da un paio d’anni numerosi pendolari piacentini (con il sostegno dei legali dell’Associazione Pendolari) hanno intentato causa alle Ferrovie chiedendo il riconoscimento del danno biologico derivante dai sistematici disagi sopportati durante i viaggi. Finora è stata l’Associazione stessa a farsi carico delle spese, e bisogna dire che, in primo grado di giudizio, la maggior parte delle cause si è risolta a favore dei pendolari. Per tutelare però i pendolari in caso di soccombenza (poiché le Ferrovie hanno fatto puntualmente appello), l’Associazione ha chiesto un sostegno a Comune e Provincia: mentre quest’ultima ha accantonato un fondo (piccolo, ma concreto) per contribuire, il Comune ha preferito fare orecchie da mercante (anzi, da Piazzetta Mercanti), rimangiandosi la promessa di mettere addirittura a disposizione i propri legali e di affiancarci con ogni mezzo.
E, infine, la questione dei parcheggi. A dispetto di chi ha dichiarato che il problema è risolto (una sola voce, che sta ad ascoltare la propria eco nel capannone bici desolatamente vuoto), l’assurdità di una scelta che ha penalizzato l’assoluta maggioranza dei pendolari ciclisti è sotto gli occhi di tutti. Al danno di far pagare il parcheggio biciclette, l’amministrazione ha aggiunto l’altro danno di multare e rimuovere le bici da Piazzale Marconi, senza offrire l’alternativa di rastrelliere coperte e vicine alla stazione. Anzi, a corollario di questa scelta inspiegabilmente dura (e applicata con il massimo rigore solo in stazione), è arrivata all’Associazione l’ingiunzione di sfratto dalla sede avuta in comodato dal Comune quasi vent’anni fa.
Questi, dunque, sono i fatti, che si commentano da soli.
La nostra intenzione, però, è quella di non recedere di un passo dalle posizioni che riteniamo giuste e che rispecchiano l’opinione della stragrande maggioranza dei pendolari.

Basta auto sul piazzale, lo stradello alle bici (27/4/2011)

Poiché è stata rinnovata per altri tre mesi la tanto contestata ordinanza che vieta la sosta a biciclette e ciclomotori in Piazzale Marconi, vogliamo sottoporre all'attenzione dell'Amministrazione anche il tema della sosta selvaggia delle auto.
Infatti, per parità di trattamento, dopo aver liberato il piazzale dalle "antiestetiche" biciclette il Comune dovrebbe ora agire per eliminare l'indecoroso groviglio che si viene a formare ogni giorno in corrispondenza degli orari di arrivo dei treni, quando macchine che attendono in doppia e terza fila causano la paralisi totale della viabilità, innescando persino la reazione degli autisti dei bus che indispettiti iniziano a pigiare sui clacson.
Ci spiace constatare che probabilmente i parcheggi destinati alla sosta breve sono stati progettati in numero insufficiente rispetto alle esigenze della città, ci spiace ribadire che questa critica era già stata sollevata all'atto della presentazione del progetto di riqualificazione del piazzale.
Comunque, come Associazione vogliamo essere propositivi e riteniamo che si potrebbe ridurre il traffico automobilistico in ingresso al piazzale vietando la possibilità di parcheggiare nello stradello a lato di Borgo Faxall.
Ovviamente, sopprimere le aree di posteggio (alcune persino riservate) comporterebbe una decisa presa di posizione da parte dell'Amministrazione, come del resto si è già fatto senza troppe remore quando si è deciso di mettere a pagamento il capannone deposito o si è emessa l'ordinanza di rimozione delle biciclette dal Piazzale.
Tuttavia, come ai ciclisti viene richiesto di fare qualche passo in più per raggiungere le nuove rastrelliere dislocate nei dintorni, ugualmente si dovrebbe richiedere uno sforzo agli automobilisti che attualmente sostano nello stradello: anche loro hanno ampi parcheggi a disposizione nelle zone limitrofe.
Per essere precisi, a soli 50 metri ci sono ben 40 posti auto disponibili: sono quelli attualmente offerti in gestione alla cooperativa, ben riconoscibili perchè (alla tariffa giornaliera di 6 euro) sono perennemente liberi.
Del resto il Comune aveva promesso che avrebbe rivisto il numero dei posti in concessione secondo l'interesse del pubblico: crediamo quindi sia giunto il momento di restituire quegli spazi (almeno in parte) alla comunità: vi si potrebbero giust'appunto spostare proprio quei veicoli che attualmente beneficiano dei posteggi riservati nello stradello.
Questa soluzione renderebbe tutti contenti: meno traffico in ingresso nel piazzale, Polfer e Provincia avrebbero ancora aree di sosta garantite nei pressi, ma soprattutto in quello stradello finalmente sgombro si potrebbe installare una lunga serie di rastrelliere (coperte) per le biciclette, affinché anche i pendolari ciclisti possano beneficiare di un parcheggio comodo, realmente vicino all'ingresso della stazione.
Magari qualcuno in più approfitterebbe della comodità, tornando a spostarsi in bicicletta e lasciando a casa l'auto: meno traffico, meno inquinamento, un vantaggio per tutti i piacentini.

Lettere dai pendolari: Diario di un pendolare 18° puntata (16/4/2011)

13 aprile 2011 IL PEGGIORE DEI PEGGIORI

Sono a bordo del treno Regionale VELOCE! 2285 diretto a Bologna, uno dei peggiori tra i peggiori. Per trovare posto a sedere nella unica carrozza di prima classe disponibile, mi sono "spinto" fino alla stazione di Milano Lambrate attraversando, praticamente, tutta la città in metropolitana. Il mio sforzo è stato premiato, ma il treno, a Lambrate, accusava già più di 5' di ritardo. A Rogoredo si è fermato circa 6/7 minuti inspiegabbbbbilmente anche se, mi è parso di udire il fastidioso fischio ripetuto di una porta che non si chiudeva... "impossibile, FUNZIONA SEMPRE TUTTOOOOO!!!!!

SARANNO STATE ALLUCINAZIONI PUNITIVE....."

Il viaggio della speranza è ricominciato quindi con 13' di ritardo ed è stato abbastanza regolare fino a Lodi. che bello però star seduto con il mento appoggiato alle ginocchia per far posto ad una valigia da una tonnellata sistemata tra i due sedili!
La progressione del ritardo è esponenziale; ripartiamo da Lodi con +15', del resto al peggio non c'è mai fine.
Fortunatamente a Lodi la carrozza alleggerisce il carico di persone e l'aria diventa più respirabile. In questo anticipo d'estate il "calore umano" non è richiesto......

Arriveremo a Piacenza con più di 15' di ritardo, SENZA MOTIVAZIONI

PARTICOLARI e SENZA SCUSE BY TRENITALIA.
il peggiore dei peggiori ha colpito ancora!!

1° aprile 2011 - l’ennesima presa il “C”

Poche parole per commentare l’ennesima presa il “C” propinataci da Trenitalia:
oggi, in occasione dello sciopero del trasporto pubblico, Trenitalia ha ben pensato di ritardare di 30 minuti i treni garantiti nella fascia del mattino, compromettendo in tal modo tutti gli sforzi profusi dai pendolari della linea Piacenza-Milano per raggiungere la metropoli entro le h.8.45 per non incappare nello sciopero ATM.

Mi riferisco in particolare al treno regionale 2912 (ultimo treno “utile”), in partenza da PC alle 7.37 con arrivo teorico a Milano Rogoredo alle 8.22, ma che è approdato in stazione alle 8.54, mettendola “in quel posto” a tutti gli utenti!

Questa è vigliaccheria! SONO SCHIFATO!

Lettere dai pendolari: smantellamento linea Piacenza-Cremona (16/4/2011)

Sono una pendolare sulla tratta Piacenza-Cremona.
Ho letto su Libertà, e su alcuni giornali locali di Cremona, l´allarmante (per noi che lavoriamo/studiamo a Cremona) notizia dell´intenzione della regione Emilia-Romagna di sopprimere la linea ferroviaria tra le due città a partire dall´11 giugno 2011.

Sembra ci sia l´intenzione di passare da 11 a 2 coppie di corse su linea ferrata, e di sostituire le altre con autocorse, ma non è scritto quali (la cosa equivale comunque più o meno a chiudere del tutto la linea...).

http://www.cremonaonline.it/cancellati-9-treni-tra-cremona-e-piacenza-1.94725

Lettere dai pendolari: Lettera all'Ass. Peri per le modifiche al Mi muovo tutto treno (16/4/2011)

Egr. Assessore
    Le chiedo cortesemente alcuni chiarimenti sulle motivazioni che Vi hanno portato a modificare le regole per l’emissione dell’abbonamento “MI MUOVO TUTTO TRENO” che costringono il pendolare all’acquisto dell’abbonamento regionale annuale.

A prescindere dal fatto che non ho “digerito” nemmeno le motivazioni che avrebbero “costretto” l’amministrazione regionale ad applicare l’aumento di 30 euro della tariffa dell’abbonamento in oggetto, ritengo che le nuove regole citate sopra siano assolutamente ed eccessivamente penalizzanti per l’utente, soprattutto considerando anche il fatto che la qualità del servizio fornito dai treni IC e EScity non è certo “aumentata” del 30% come il “MI MUOVO” (anzi, secondo me è in costante peggioramento)

La mannaia (16/4/2011)

Era fin troppo facile prevederlo: prima le biciclette ora le automobili. La mannaia pubblica si è nuovamente abbattuta sui pendolari, quasi si trattasse di una ignobile accozzaglia di malfattori da perseguitare con ogni mezzo, dimenticando che questa gente se ne va a lavorare/studiare lontano da Piacenza, affrontando non pochi sacrifici, ma riporta in questa città il frutto del suo lavoro e qui paga le tasse dovute, giuste o inique che siano. Così il 14 marzo (giornata di maltempo), durante un comodo giro verso le ore 11, si sono distribuite contravvenzioni a coloro che, poco dopo le 7 del mattino, non avendo trovato posto negli "spazi delimitati", erano stati costretti a parcheggiare la loro auto dove capitava, perché a quell´ora non si va al bar, si corre a prendere un treno che non aspetta.

Condivido inoltre quanto scritto nella lettera al Direttore pubblicata su Libertà il 20/03/2011 e negli articoli del 21/03; la situazione di disagio sembra creata ad arte e la capienza del parcheggio di Via dei Pisoni volutamente ridotta. In una arcinota trasmissione televisiva si canta, rispolverando una vecchia canzone di Giorgio Gaber, "Libertà è partecipazione". Penso che nella mia città questo non sia possibile: ci ho provato e ne sono rimasto deluso. L´arroganza e la protervia dei nostri amministratori impedisce di fatto la partecipazione attiva dei cittadini. Chi ha ricevuto il mandato dai cittadini (e non da Dio) per governare e risolvere i loro problemi è diventato sordo a richieste, proteste e a semplici suggerimenti, incapace di cogliere i profondi disagi che si devono sopportare ogni santo giorno a causa dei loro sbagli.

E´ ormai chiaro, infatti, che nessuno ha vagliato l´ipotesi di aumentare i posti per biciclette e automobili dopo la cospicua riduzione. Mi piacerebbe almeno sapere perché in questa città si usano due pesi e due misure; mentre si cercano i pericolosi contravventori in prossimità della stazione ferroviaria, speculando su chi va a lavorare, si chiudono gli occhi in certe zone della prima periferia e in prossimità di bar e pub dove si possono contare decine di auto parcheggiate in divieto di sosta. Per non parlare poi della rimozione forzata delle biciclette in Piazzale Marconi: pare infatti che solo in questo luogo le biciclette deturpino il paesaggio. Mi piacerebbe che almeno la legge fosse uguale per tutti.

Ripristinata l’ordinanza di rimozione delle biciclette da Piazzale Marconi (11/4/2011)

Da oltre dieci mesi l’Associazione Pendolari si sta opponendo, anche con il sostegno di molti non soci, all’inaccettabile scelta del Comune di mettere a pagamento tutto il capannone da sempre utilizzato come deposito gratuito per le biciclette. A partire dal luglio 2010, quando l’assurda ipotesi ha cominciato a prendere davvero corpo, l’Associazione ha cercato in ogni modo di far capire ai nostri amministratori quanto questa decisione avrebbe penalizzato la stragrande maggioranza dei pendolari, per favorire il numero assolutamente esiguo di persone che aveva chiesto la custodia a pagamento millantando il sostegno di centinaia di firmatari di una petizione in tal senso. Come abbiamo sottolineato più volte, nessuno hai mai avuto l’onore di visionare la fantomatica petizione, né le altrettanto fantomatiche firme. Protocollate e depositate sono invece le quasi 400 sottoscrizioni di chi chiedeva un parcheggio sicuro ma gratuito per la propria bicicletta, un parcheggio che, secondo il codice della strada, l’amministrazione è tenuta a realizzare in prossimità della stazione e con caratteristiche analoghe a quello a pagamento. Ci sono volute insistite richieste e una manifestazione con tanto di cartelli al collo (“Io pedalo ma non pago”, “Reggi ridacci i parcheggi”) perché il Comune decidesse di fare qualcosa.

Rastrelliere con pensiline in Piazzale Marconi? Tettoie attrezzate a lato di BorgoFaxall? Macché! Una bella ordinanza di rimozione (con relativa multa) per tutte le biciclette parcheggiate sul piazzale, motivata dal fatto che le richieste rastrelliere erano state installate!
La risposta del Comune si è infatti concretizzata nell’installazione di rastrelliere a cielo aperto nel budello più oscuro della zona e proprio sul bordo di un precipizio, tant’è che, a distanza di nemmeno un mese, ne è stata disposta la chiusura. In alternativa, un centinaio di posti bici sono stati collocati ai piedi del grattacielo dei Mille. Insomma, pare proprio che per il Comune il concetto di “prossimità alla stazione” sia alquanto vago.
Nel frattempo la rimozione ha avuto luogo (21 le biciclette multate), contestualmente a una bordata di multe appioppate alle macchine… lasciate in piazzale Marconi in divieto? Ma no, le multe sono state infilate sotto il tergicristallo delle auto non parcheggiate rigorosamente entro le righe nel posteggio di via dei Pisoni.

Insomma, tanto per fare il punto: 1) mentre il capannone continua a rimanere vuoto, centinaia di pendolari si arrabattano come possono per trovare un posto per la loro bicicletta, lanciando occhiate feroci allo spazio accanto a BorgoFaxall dove, eliminate quelle brutte e cattive biciclette così antiestetiche, verrà collocata l’isola ecologica, ossia i bidoni della spazzatura; 2) mentre nell’area del parcheggio auto dove sono stati ricavati 40 posti a pagamento si potrebbero organizzare partitelle di calcio (dal momento che è sempre deserta), centinaia di pendolari impazziscono già dalle 7 del mattino per trovare un posto, con generoso spreco di benzina, ché tanto non costa niente e non inquina.
Ebbene, siccome pare che la prima tornata di rimozioni delle biciclette non abbia sortito l’effetto voluto (quale? svuotare piazzale Marconi o riempire il capannone?), l’amministrazione torna alla carica: l’ordinanza, infatti, è di nuovo in vigore dal 1° aprile (no, non è uno scherzo) e lo resterà sino a giugno. Tre lunghi mesi durante i quali il viaggiatore che arriva a Piacenza in treno godrà, all’uscita dalla stazione, dell’incomparabile panorama di un piazzale deserto, privo di qualsivoglia pregio architettonico ma dove campeggiano meravigliose scale mobili già arrugginite (o antichizzate?), segnalate come pericolose da molte associazioni di disabili o addirittura inutilizzabili per chi è costretto a spostarsi in carrozzina. In compenso, però, se in nostro viaggiatore avrà pazienza, potrà attendere il tramonto, quando, verso le 19.30, i pendolari cominciano a tornare a casa. Allora, mentre il sole si specchia nelle vetrate del grattacielo, assisterà all’improvviso animarsi del piazzale, con le macchine assiepate sui marciapiedi e sugli spartitraffico, gli autobus incolonnati nel tentativo di raggiungere la loro fermata e un gioioso rincorrersi di clacson, accompagnato magari da qualche colorita espressione vernacolare. Allora, e solo allora, il viaggiatore potrà essere certo di trovarsi a Piacenza.

Se avesse proseguito il suo viaggio fino, diciamo, a Ferrara, all’uscita dalla stazione avrebbe trovato un mare multicolore di biciclette, agganciate ciascuna alla propria rastrelliera, segno di una città che ha fatto la scelta di incentivare una mobilità sostenibile e non se ne vergogna, anzi, usa il colpo d’occhio sulle bici come ecologico biglietto da visita.
A Piacenza, evidentemente, le cose non stanno così, perlomeno alla stazione. In altri luoghi della città, invece, sembra che il decoro non sia così compromesso dalla presenza di biciclette. Ci sono rastrelliere in piazza Cavalli (piazza Cavalli, il cuore di Piacenza!), di fronte al Farnese, di fianco a San Francesco, a San Donnino e Sant’Antonino. E anche dove le rastrelliere non ci sono, nessuno si sognerebbe di rimuovere una bicicletta, nemmeno quando ostacola il passaggio dei pedoni (tanto più se disabili) sul marciapiede.
Insomma, l’accanimento che il Comune dimostra nei confronti delle biciclette dei pendolari sembra davvero eccessivo e fuori luogo, soprattutto in considerazione del fatto che l’amministrazione si è sempre rifiutata di valutare proposte alternative. Non è forse venuto il momento, signor sindaco, di ammettere che “blindare” 400 posti bici (tanti ne contiene il capannone, e potrebbero aumentare con una disposizione più razionale delle rastrelliere) è un grosso spreco quando non sono nemmeno 100 le persone che usufruiscono della custodia a pagamento? Perché non adottare una soluzione salomonica dividendo in due parti il capannone, una gratuita e una a pagamento, salvaguardando così i diritti di tutti – ma proprio tutti – i pendolari?

Ferrovie: altri aumenti in arrivo? (11/4/2011)

I ritocchi tariffari applicati agli abbonamenti di febbraio sono stati finora mascherati dai recenti bonus (gli sconti concessi a fronte del mancato rispetto del contratto di servizio), ma a partire dal mese di aprile sono diventati ben evidenti per i viaggiatori diretti a Milano.
Gli aumenti di febbraio hanno riguardato esclusivamente le tariffe del comparto lombardo, mentre la Regione Emilia Romagna ha per ora rimandato gli adeguamenti: poiché Piacenza si trova nel comparto lombardo ma è sul confine, i pendolari diretti a Milano possono scegliere a seconda della convenienza economica di acquistare un biglietto a tariffa lombarda (Piacenza-Milano) o a tariffa emiliana (Pontenure-Milano).
Infatti, più che la differenza di km percorsi, sono le differenze sui metodi di calcolo che determinano il vantaggio economico.
Dati alla mano, verifichiamo i nuovi prezzi, in vigore da aprile, degli abbonamenti per Milano:
Mensile Piacenza-Milano (72km): 1a classe = 125 euro; 2a classe = 83,50 euro
Mensile Pontenure-Milano (tariffa 40/AS*): 1a classe = 113,10 euro; 2a classe = 75,40 euro.
È tornato quindi a essere più conveniente sfruttare il sistema di tariffazione sovraregionale, ma qualcuno, al momento in cui avete rinnovato l’abbonamento mensile, ve l’ha fatto presente? Ovviamente no, se non in rarissimi casi, così ancora una volta è stato il passaparola a evitare l’esborso di una cifra maggiore.
Inoltre, chi viaggia su Rogoredo potrebbe spendere ancora meno se acquistasse un abbonamento per Locate Triulzi, la prima stazione oltre Rogoredo sulla linea verso Pavia. Infatti: Mensile Pontenure-Locate Triulzi (tariffa 40/AS*): 2a classe = 70,20 euro (1a classe non disponibile).
Ovviamente la scelta della tipologia di abbonamento avrà ripercussioni sull'accesso a eventuali sconti: un biglietto a tariffa emiliana non permetterà di usufruire del sistema di bonus previsti dalla Regione Lombardia e, viceversa, un abbonamento a tariffa lombarda non permetterà di ricevere l'abbonamento gratuito che statisticamente viene concesso dalla Regione Emilia Romagna una volta l'anno.
Quindi a voi la scelta, e tenete anche in considerazione l'eventualità di acquistare abbonamenti annuali o integrati.
Segnaliamo poi che il coupon con il 10 per cento di sconto concesso da Trenitalia-LeNORD – a titolo di indennizzo straordinario per i ritardi registrati nel dicembre 2010 – può essere utilizzato soltanto presso stazioni lombarde.
Infine, nonostante la promessa della Regione Lombardia di autorizzare nuovi rincari solo a fronte di un miglioramento della qualità del servizio, a maggio è prevista una seconda trance di aumenti e ci aspettiamo a breve anche una rivisitazione delle tariffe sul lato emiliano: occorrerà quindi verificare ogni mese quale sarà la tratta più conveniente.

Lettera del Presidente: prepotente sarà lei (28/3/2011)

L' insulto quale l'epiteto "prepotente" che il sindaco ha dispensato sulla stampa piacentina nei confronti dell'Associazione Pendolari, lo rispediamo al mittente con gli interessi.
Evidentemente il suddetto ha la memoria corta oppure il 30 maggio 1997, come da verbale n. 673 della Giunta Comunale di Piacenza, della quale era assessore, (sindaco Giacomo Vaciago) pur essendo presente, schiacciava l'immancabile pennichella (poco male, ormai tanti sono stati immortalati dalle immagini televisive mentre dormono in Parlamento ed altrove...) mentre veniva votata all'unanimità la concessione in comodato gratuito dei locali posti in Piazzale Marconi 32/A quale sede dell'Associazione Pendolari, e non genericamente ai pendolari.
Oppure dobbiamo pensare di trovarci di fronte ad un caso di omonimia?

Quella delibera dichiarava a pag. 2 che la sede era provvisoria e senza determinazione di durata in attesa del trasferimento presso locali delle FF.SS. secondo impegni dalle FF.SS già assunti.
Cosa questa della quale siamo in attesa da ormai 14 anni.
Inoltre il parere dell'Unità Operativa Demanio e Patrimonio (prot. n. 1453 del 29 maggio 1997) ufficio proponente di tale richiesta poi votata dalla Giunta, specificava a pag. 2 che la nostra Associazione " ha eseguito per conto del Comune un utile indagine statistica sul pendolarismo piacentino " ed al comma n. 6 si dichiarava " è facoltà dell'Amm.ne Com.le di esigere l'immediata restituzione del bene a semplice richiesta e qualora sopraggiungesse una urgente ed imprevista necessità da parte della medesima ".

Il 2 giugno 1997 ci veniva consegnata, come da apposito verbale redatto nell'occasione, la sede.
Quali sono gli urgenti ed improvvisi motivi per i quali dopo 14 anni, e senza che si sia ottemperato alla soluzione definitiva, il Comune ha bisogno dei locali???
Nell'ordinanza di sgombero non se ne ha traccia.
Francamente ridurre il tutto, come fa furbescamente il sindaco, ad uno slancio di ritrovato amore fraterno ed alla necessità di dare uno spazio anche a chi dall'associazione se ne è andato di sua spontanea volontà, ed in 3 gatti (e proprio di numero) e nel 2006 ne ha fondata un'altra, fa ridere i polli.

Sono loro stessi che dichiarano nel loro blog (peraltro poco attivo, 12 post in 5 anni ..): " L'Unione dei Pendolari Piacentini nasce a Piacenza il 6 febbraio 2006 in seguito al distaccamento di tre membri della Associazione dei Pendolari Piacentini (Presidente,Consigliere e Tesoriere), i quali non concordando con lo stile adottato dai componenti della Associazione decidono di fondare un nuovo comitato che sostenesse le medesime finalità attraverso però la collaborazione stretta con le autorità locali e il rispetto con le parti interessate (tra cui la Regione Emilia Romagna e le Ferrovie dello Stato).

I cittadini di Piacenza saranno provinciali, ma non fessi.
Questi signori, oltre ad averci causato un danno, per il quale l'avvocatessa Liviotti del foro di Piacenza sarà lieta di illustrare a chiunque i dettagli, si distinguono per una costante opera di lecchinaggio istituzionale per il quale risultano richiesti ed omaggiati, ovvero quello che intendono loro per collaborazione stretta.
Ma la cosa grave è che ad oggi di questi 3 personaggi, uno non fa più il pendolare lavorando a Piacenza, mentre gli altri due sono pensionati.
Come direbbe qualcuno, che c'azzeccano con noi pendolari?
Da ultima, l'ulteriore volgare stilettata per la quale il Sindaco si domanda che cosa noi si abbia ottenuto come Associazione.

Innanzitutto la stima ed il rispetto della stragrande maggioranza dei pendolari piacentini, ma non solo, che nelle nostre battaglie ormai ventennali si riconoscono, soci o meno che siano.
Lo constatiamo quotidianamente, noi che viaggiamo.
Piuttosto, perchè il sindaco non si fa un bell'esame di coscienza cercandola nell'ego smisurato che ormai da tempo lo contraddistingue, per trovare in quali occasioni ha appoggiato di fronte a Regione ed FS le nostre sacrosante richieste?
Troverebbe il nulla (Consulta dei Pendolari? diffida ad adempiere al protocollo TAV? fondo di sostegno alle nostre cause - ne abbiamo già vinte 21 - assenza totale da 3 anni agli incontri? etc, etc. etc. )
Per cui, come le ha già suggerito un esponente della sua maggioranza, perché non la smette di fare il ducetto e torna sulla terra occupandosi seriamente dei problemi della città e delle migliaia di pendolari suoi cittadini ? O i suoi slogan - Pendolari: sono uno di voi - con quali erano infarciti i suoi volantini, erano solo le solite promesse finte da campagna elettorale?

Il Comune cerca di sfrattarci: i potenti non amano essere criticati (28/3/2011)

Il giorno 24 marzo, in occasione dell'Assemblea mensile, il Presidente Ettore Fittavolini ha comunicato ai presenti l'ultima beffa ai danni dei pendolari: il Comune ha inviato una ingiunzione di sfratto alla Associazione.
Con una raccomandata, recapitata direttamente al Presidente, si intima di liberare i locali concessi alla Associazione: si tratta delle stanze che si trovano a fianco del capannone delle biciclette, quelle che accolgono i pendolari durante le assemblee, che ospitano gli incontri con la stampa e che vengono utilizzate come ufficio ed archivio dai volontari che lavorano per l'Associazione.

Quei locali erano stati assegnati alla Associazione con una delibera del 1997, una decisione che premiava e valorizzava il lavoro svolto in quegli anni dai volontari, un contributo che è continuato in tutti questi anni e che ha permesso alle varie Amministrazioni che si sono susseguite di chiarire e risolvere diversi problemi legati ai temi del pendolarismo piacentino.
La comunicazione del Presidente ha ovviamente lasciato senza parole i presenti: pendolari, giornalisti e consiglieri comunali che avevano accettato il nostro invito a partecipare all'Assemblea sono rimasti attoniti, nessuno ne era al corrente e nessuno si aspettava una decisione simile.

In molti hanno scosso la testa, a tanti questa notizia è apparsa come l'ennesima ritorsione dell'Amministrazione contro chi ha contestato le ultime decisioni del Comune sulle questioni dei parcheggi nella zona della stazione.
Eppure nessuno dei nostri articoli è mai state smentito, tutte le nostre denunce sono comprovate da fatti, persino nei confronti televisivi le argomentazioni degli esponenti della giunta sono apparse deboli: l'Amministrazione ha preferito rispondere con rimozioni coatte delle biciclette, multe alle auto e, in ultimo, con questo avviso di sfratto.

Spiace perché i consiglieri presenti hanno dimostrato buone intenzioni, hanno ammesso che probabilmente molte decisioni sono state prese sulla base di informazioni sbagliate o incomplete e hanno riaperto le porte del dialogo: perché, al contrario, gli assessori (Carbone, Brambati) non hanno neppure risposto al nostro invito?
Perché hanno lasciato soli i consiglieri presenti? I poveretti, assaliti dalle domande e dalle critiche dei pendolari, si devono essere sentiti come un controllore che passa in carrozza il giorno in cui il treno è in ritardo e si prende gli insulti di tutti i viaggiatori.

Peccato che questa notizia abbia rovinato una serata che doveva essere gioviale, che prevedeva l'inaugurazione della mostra fotografica cui sarebbe seguito un semplice buffet: il dibattito che è scaturito ha occupato molto tempo e quindi non è stato possibile approfondire i punti all'ordine del giorno che quindi verranno ripresi nelle prossime assemblee.

Abbonamenti mensili integrati con gli autobus (28/3/2011)

MI MUOVO MESE” (dal 1° aprile 2011), abbonamento mensile integrato che permette ai passeggeri del servizio ferroviario regionale di accedere a tutti i servizi autobus urbani ad un prezzo scontato rispetto alla tariffa ordinaria.
Caratteristiche: forfetario, senza limitazione di corse, di prima e di seconda classe ferroviaria, personale, nominativo e incedibile;
Validità : dal 1° giorno del mese; termine l'ultimo giorno del mese.
Prezzo: il prezzo è composto dalla tariffa relativa alla tratta ferroviaria scelta a cui si aggiungono la/e quota/e per i servizi urbani il cui prezzo, scontato rispetto al prezzo dell’abbonamento mensile urbano, varia di città in città secondo tre livelli € 18, € 20 e € 25.
Dove si acquista: in vendita dal 25 marzo 2011 in Emilia Romagna presso tutte le biglietterie di Trenitalia.

Lettere dai pendolari: scaricato a Fiorenzuola (28/3/2011)

Sono un giovane studente universitario piacentino e regolarmente prendo il treno per recarmi a Parma, dove seguo le varie lezioni.
Solitamente compro l'abbonamento mensile, ma questo mese (Marzo) ho deciso di prendere i biglietti volta per volta poiché sto preparando un esame molto "voluminoso" che mi richiede tempo di studio a casa.

Vi scrivo per raccontarvi quel che mi è successo stamattina, sul treno per Rimini (ovviamente con fermata a Parma) delle ore 7.52, che sono solito prendere per recarmi in facoltà.

Causa traffico intenso sono arrivato in stazione giusto giusto per prendere il treno, alle 7.50 esattamente ero li, cosi ho avuto la "malsana" idea di comprare il biglietto direttamente sul treno. Premetto che, appena salito, mi sono recato dal capotreno, in nemmeno 30 secondi lo ho trovato e gli ho spiegato che non ero riuscito a fare il biglietto e se cortesemente poteva farmelo lui sul posto. (ah, il treno non era ancora partito, erano le 7.51!!). La risposta del capotreno, per altro molto scortese, è stata "non è corretto quello che sta facendo", sono rimasto abbastanza perplesso ma ho aperto il portafoglio per pagare, e alla vista dei 20 euro che avevo dentro, mi ha avvisato che "non sono abbastanza, sarebbero più di 40 euro".
Mi sono rifiutato di pagare una somma cosi ingente (anche perché credo che quello sia l'ammontare di una sanzione per chi sale senza biglietto e viene trovato in flagrante, non per chi si reca subito dal capotreno come ho fatto io) e cosi, il gentile capotreno, mi ha fatto scendere a Fiorenzuola.

Fortunatamente non avevo impegni inderogabili, ma è stato comunque un disagio, e anche un po’ un'umiliazione.

Lettere dai pendolari: Auto vs Bici (28/3/2011)

Allego immagine scattata il 16 marzo 2011. L'auto in questione sosta regolarmente da alcuni giorni (ho controllato modello e targa e l'auto era lì nelle giornate di martedì 15 mercoledì 16 nonché venerdì 11 marzo) nella fascia oraria delle 8.30-8.45 nella posizione immortalata.

2011_03_16_Auto_blocca_bici.jpg (16680 byte)

Lettere dai pendolari: Diario di un pendolare 17a puntata (28/3/2011)

23 Febbraio: QUELLA MATTINA DI UN GIORNO DA PINGUINI
Ragazzi! non correte per prendere al volo il treno prescelto! Trenitalia concede anche 20 minuti in più per rilassarsi (in piedi...) nell'atrio della stazione ferroviaria di Piacenza, dove, per innervosire ulteriormente gli sventurati pendolari, sono state rimosse da mesi anche quelle 20 seggiole metalliche scomodissime che consentivano ad alcune persone di "ammazzare" l'attesa dei treni ritardatari.
Oggi, la colonnina dei ritardi era da giocare al "Lotto" dato che su ogni riga/destinazione c'era un numero diverso e variabile da 20 a 90!! Io punto su Milano, tu su Genova, lei su Torino!! Decido allora di non "ammazzare" nessuno e di andare a curiosare nei dintorni della stazione: oltrepassando il centro commerciale BorgoFaxhall in direzione parcheggio di via Pisoni, ho notato che sono state installate alcune rastrelliere per le biciclette, ad una distanza assolutamente "siderale" dalla stazione.... "Peccato che l'area deposito promessa, più vicina alla stazione, si trovi da tutt'altra parte! " ; posso affermare per l'ennesima volta che con le promesse ai pendolari non mantenute la giunta comunale piacentina ci vada a nozze!!!!
"Caro Sindaco, sarebbe ora di "mandare in panchina" qualche elemento della sua squadra e sostituirlo con qualcuno più "vicino" alle numerose problematiche legate al pendolarismo! Un pendolare, appunto, politicamente ateo, potrebbe essere la figura ideale."
Dopo l'amara constatazione, seguendo la regola aurea del pendolare, mi sono bendato occhi, naso e bocca e sono salito sul primo treno diretto a Milano; più precisamente sul R2912 per Sesto S.G., che è partito con 20' di ritardo, con riscaldamento mal funzionante e giubbotti ben abbottonati (anche a bordo) per vincere l'insolita gelata di queste mattine di fine febbraio. A Lodi e Rogoredo il ritardo di 20' è rimasto pressoché inalterato.

15 Marzo: Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà sicuramente una giornata di “M”.

Oggi ho dovuto prendere il treno “al volo” a causa della fenomenale decisione della giunta comunale di Piacenza di abolire le rastrelliere per biciclette (dopo pochi giorni di servizio) che mi ha costretto ad una affannosa ricerca del posto “regolare” dove sistemare il mezzo a due ruote; correndo come Usain Bolt (sto esagerando forse?….) ho raggiunto il 3° binario a pochi secondi dall’orario di partenza del treno R2122 delle h.7:08 (INCREDIBILMENTE PUNTUALE!)
Già dal marciapiede mi era parso di notare che le carrozze di coda fossero chiuse e buie; a bordo ne ho avuto conferma.
Risultato? Viaggio in piedi nell’unica carrozza di Prima classe disponibile con la certezza che più della metà delle persone sedute avessero il biglietto di “seconda” o, peggio, fossero sprovviste del titolo di viaggio! Personale Trenitalia NATURALMENTE LATITANTE.
Effetti collaterali: Persone ammassate nel corridoio e in qualsiasi microspazio disponibile; temperatura tropicale perché quando NON SERVE IL RISCALDAMENTO FUNZIONA AI MASSIMI REGIMI; Umidità superiore al 100% dovuta alle piogge di questi giorni di fine inverno; sul ponte di Po il clima era già assolutamente insopportabile
Ringraziamenti: a Trenitalia per l’ennesimo viaggio di “M” e alla giunta comunale di Piacenza perché sta rendendo impossibile la vita ai pendolari ciclisti.

Lettere dai pendolari: Passaggio bloccato per i pendolari diretti al parcheggio (19/3/2011)

Scrivo in riferimento alla chiusura dell'area state installate le rastrelliere gratuite a fianco del capannone di biciclette dove erano per rivolgere due domande:
1. quale sia la zona destinata al parcheggio gratuito delle biciclette per chi proviene dalla zona est della città;
2. visto che l'area di cui sopra fungeva anche da passaggio per raggiungere il posteggio auto di via dei Pisoni negli orari di chiusura del capannone biciclette, chiedo in quale modo chi arriva in stazione negli orari di chiusura del deposito biciclette possa raggiungere la propria auto posteggiata in via dei Pisoni.

In attesa di una cortese e sollecita risposta, colgo l'occasione per porgere distinti saluti.

Sosta selvaggia in stazione, ma pagano solo i ciclisti (19/3/2011)

Intervento di Ettore Fittavolini, Presidente dell’Associazione Pendolari Piacenza

Vedere nei giorni scorsi sulle prime pagine della stampa piacentina foto di agenti della polizia municipale intenti a compiere operazioni ad altissimo tasso di pericolo, quali le rimozioni di innocue biciclette posteggiate in Piazzale Marconi, ci ha suscitato un senso di commiserazione, ma nello stesso tempo di rabbia.

Con tutto quello che di meglio e di più rilevante potrebbero fare per la collettività piacentina, in virtù di una ordinanza assurda e vessatoria, che non trova uguali in nessuna città italiana, men che meno in Europa (fossimo ad Amsterdam o a Copenaghen l’autore dell’obbrobrio sarebbe già stato internato in un centro di igiene mentale), vengono comandati, a tempo, si badi bene, alla repressione del parcheggio delle biciclette.
Pietoso ed avvilente.

Nel frattempo, nella succitata piazza, allegramente assistiamo giornalmente al parcheggio selvaggio ed abusivo, di ogni tipo di autovetture, che soprattutto in ora di punta, impediscono addirittura ad autobus e taxi, l’ingresso in quei due “ cul de sac “ che qualche ripetente di geometra di è inventato quale soluzione alla viabilità dell’area.

Il tutto alla modica cifra di più di 1 milione di euro dei soldi delle nostre tasse, con la ciliegina sulla torta di due scale mobili che per la modica cifra di 400.000 cucuzze sono più guaste che sane, già arrugginite ed alla mercè delle intemperie (andavano protette, cari fenomeni della progettazione !) ma soprattutto che nessuno usa, perditempo, inutili e scomode quali sono.
Men che meno i “ diversamente abili “ che tutto sono meno che incapaci di individuare le magagne di tali soluzioni, ovvero il cieco è soltanto l’assessore bulldozer che ne millanta il gradimento.

Gradiscono forse gli anziani ed i fruitori dell’area di starsene all’aperto sotto le intemperie ad aspettare gli autobus, costretti ad aumentate attese dai recentissimi nuovi tagli delle corse e la riduzione delle frequenze, perché non ci sono le pensiline ?
Sicuramente no, non di meno i pendolari di lungo corso, quelle migliaia di piacentini che silenti quando la città ancora dorme sono già in movimento per andare a studiare e a lavorare altrove, lì producendo reddito ma pagando fior di tasse in quel di Piacenza.

Li vogliamo paragonare, cara la mia consigliera dalle improvvide dichiarazioni, ai disagi delle commesse (con tutto il rispetto per la categoria di lavoratori) che se ne vanno in bicicletta al lavoro magari a 500 metri da casa, e parcheggiano il velocipede al coperto nelle rastrelliere sotto i portici di Piazza Duomo, a portata di sguardo ? E se ne vanno pure a casa in pausa pranzo….

Già perché questa porcata di ordinanza (non troviamo migliore sostantivo per definirla…) individua come unica zona della città da tutelare, pseudo vincolata (????) da chissà quale fenomeno di sovrintendente, Piazzale Marconi, ed attaccandosi al presunto decoro che le biciclette dei pendolari rovinerebbero, le addita al pubblico ludibrio ed alla rimozione coatta come uniche responsabili del degrado della zona.
Un vero falso in atto pubblico.

Che dire allora, oltre alla succitata Piazza Duomo, di Piazza Cavalli, Largo Battisti, Piazza Sant’Antonino, Piazzetta Mercanti, Via Cavour, Liceo Gioia di fronte al Palazzo Farnese, tanto per citare luoghi centenari ed ultra vincolati ( però che colpo di genio una bella scacchiera per fare giocare i due cavalli !) del nostro centro storico, ove fanno bella mostra di sé file di rastrelliere.
Decorose lì le biciclette, oltre ammassate dovunque nei giorni di mercato, ed indegne in Piazzale Marconi ?

Già perché lì, in un piazzale non ancora preda degli eterni lavori di ristrutturazione, le rastrelliere c’erano da sempre, di fronte all’ingresso della stazione (con il contorno dei catorci arrugginiti delle biciclette comunali, ora inutilizzate, alla faccia dello spreco, in un deposito di periferia) ed ai lati, ed i pendolari lì la biciclette “ selvaggia “ ( che selvaggia proprio non è) non l’hanno mai fatta, perché ivi si poteva parcheggiare, oltre che nel capannone deposito. E gli spostamenti delle rastrelliere ci erano stati confermati come provvisori, per la durata dei lavori.

Già, perché da decenni c’era un capannone deposito, quindi coperto, non custodito e quindi gratuito, che dava alloggio a centinaia di biciclette, mezzo ecologico per eccellenza usato dai piacentini pendolari.
Peccato che questo capannone, cogliendo la palla al balzo di una richiesta di sicurezza a gran voce sollecitata e che credevamo fosse compresa nei soldi delle nostre tasse, sia stato scippato e consegnato a due cooperative che per la modica cifra di 80.000 euro (tra lavori e contributo) si sono trovate a custodire un‘area libera, con la crema di 40 posto auto a strisce blu, tanto per rincarare la dose.
Alla faccia delle pseudo riunioni partecipative, nella quali si faceva finta di ascoltare le nostre proposte a costo zero, per poi fare di testa ( ?) propria spendendo i soldi delle nostre tasse.

Per poi accorgersi che i pendolari scemi non sono, e non si vogliono fare fregare, per cui, a fronte del flop dell’iniziativa (leggi : parcheggio bici a a pagamento semivuoto e posti auto deserti) ecco che la mente perversa ti crea l’ordinanza “ mostre “, che solo a pensare di farla in una azienda privata ti licenziano in tronco senza nemmeno mandarti dallo psichiatra.

Con l’aggravante che alle dichiarazioni in consiglio comunale per le quali si sospendeva il tutto e si sarebbe realizzata parità di trattamento, come prescrive il codice della strada, si è poi messo mano al posizionamento di rastrelliere scoperte e lontane dalla stazione, si è reiterata la porcata di cui sopra con l’aggravante di prossima realizzazione di isola ecologica (leggi: deposito di immondizia) ad uso del supermercato di Borgofaxhall.

Dove? Proprio sull’angolo del Piazzale, ove prima vi erano rastrelliere e dal 6 dicembre invece “ i lavori in corso “ .
Già che ci siamo, suggeriamo di importare dagli amici napoletani un po’ di monnezza storica d’autore, sicuramente più blasonata rispetto al “ rudo “ nostrano “.

E francamente più decorosa di quelle orrende biciclette che tanto deturpano l’amato (dal sindaco, non da noi) piazzale.
Una domanda sorge spontanea: ma non vi vergognate ???
Ai lettori l’ardua sentenza e, se proprio dovete prendere un treno, in stazione andateci in macchina: costa meno di un bus che non c’è più e si parcheggia ovunque, anche gratis.

Lettere dai pendolari: Danneggiata auto di una pendolare (19/3/2011)

Sono una pendolare e solitamente da marzo ad ottobre vado in stazione in bici, mentre in inverno utilizzo la macchina.
Già l'anno scorso avevo scritto al Sindaco segnalando la non sicurezza del parcheggio di via dei Pisoni, ritrovo abituale di senza tetto che bivaccavano diventando talvolta molesti e di altri personaggi non proprio raccomandabili.
Il 10 febbraio torno dal lavoro (ore 20.30) e vado a riprendere la mia macchina, parcheggiata nel parcheggio di via dei Pisoni, e la trovo distrutta. Qualcuno mi ha completamente frantumato tutti (e dico tutti) i vetri, compreso il lunotto posteriore, provocandomi un danno di oltre 1.000 euro.
Davanti alla mia macchina distrutta chiamo il 113 per avvertirli del fatto, e mi dicono che sì c'era già una volante in Stazione ma che non poteva venire da me perché si stavano occupando di un ubriaco che stava creando problemi verso Borgo Faxhall. E direi che questo la dice lunga sulla sicurezza, diurna e serale, del luogo.

Riassumiamo a grandi linee:
1.000 euro di danno alla macchina
Impossibilità ad usare la macchina per una settimana
Ho dovuto fare due diverse denunce in questura (al sabato ovviamente, perchè in settimana sono a Milano a lavorare)

La mia macchina era parcheggiata in prossimità dell'ingresso al parcheggio di Borgofaxhall.
La cosa assurda è che ci sia un'accanimento contro le bici in piazzale Marconi quando tutto il resto è un Bronx.
Da un lato il vigile che rimuove la bici e dall'altro ti distruggono la macchina senza che nessuno faccia una piega.

Lettere dai pendolari: Multe per i pendolari (19/3/2011)

Sembra che i pendolari siano le vittime preferite non solo di Trenitalia, ma anche del Comune di Piacenza.
I1 Vigili Urbani hanno multato tutte le auto parcheggiate "fuori dagli spazi consentiti" nel parcheggio di via Pisoni.
Vorrei sapere se siete intenzionati a prendere qualche provvedimento in merito; io sono piuttosto seccata e credo che mi rivolgerò al giudice di pace o a chi di competenza perchè trovo questa multa inaccettabile.
E queste sono le mie motivazioni:
1) è vero che la mia auto era parcheggiata al di fuori degli spazi ma non impediva il transito degli altri veicoli;
2) transito peraltro molto limitato - praticamente ai soli pendolari (non ci sono scarichi merce, condomini ecc);
3) ma la più importante: siamo costretti a parcheggiare al di fuori degli spazi da quando il caro Comune ha deciso di "sistemare" il parcheggio riducendo notevolmente gli spazi a disposizione. Infatti prima, pur disponendo di una superficie minore, potevamo comunque parcheggiare le auto a pettine contro i vasi che dividevano il parcheggio; adesso invece nella stessa zona i parcheggi sono lineari. Già questo riduce il numero di veicoli posteggiabili, inoltre gli spazi così come sono stati delimitati sono esageratamente grandi per cui ogni veicolo dispone di un'area eccessiva. Considerate che ho preso il treno delle 7.37 per Milano e il parcheggio era già pieno...

Altra lettera

Buonasera, questa sera ho ritrovato sulla mia macchina (e con me diverse altre persone) una bella sorpresina. Una multa per divieto di sosta. La macchina era parcheggiata a lato strada nella via che collega via Pisoni al parcheggio. Obiettivamente non era nei (pochi) riquadri bianchi presenti ma in ogni modo non erano disponibili altri posti e la macchina era pure al di
fuori della linea bianca della carreggiata (ho una macchina piccola, non ho difficoltà a metterla molto vicino al muro).

Che stiano "incentivando" in parcheggio a pagamento visto che è da 8 (otto) anni che parcheggio in quel parcheggio e ho sempre avuto cura di posizionarla in modo consono e senza dare fastidio a nessuno?

Se uno trova il parcheggio piano cosa dovrebbe fare a questo punto? Tornare a casa? Oppure dobbiamo fare una "lotta tra poveri" per chi si sveglia prima la mattina?

Pensavo avessero toccato il fondo ma a quanto pare non c'è veramente mai fine al peggio.

Il comune di Piacenza dichiara guerra ai pendolari (14/3/2011)

Dopo aver cercato in tutti i modi di spillare soldi ai pendolari, dopo aver messo a repentaglio la loro sicurezza, ora si sono messi a dare le multe a chi nel parcheggio di via dei Pisoni (non in Piazzale Marconi come avevamo chiesto) parcheggia fuori dalle strisce.

Far dare la multa a chi lascia il mezzo in un parcheggio la cui capienza gratuita è stata volutamente ridotta è un gesto che si commenta da solo.
Basti pensare che in viale Patrioti ogni mattina, da anni, ci sono decine di auto in divieto di sosta con rimozione forzata che mettono in serio pericolo pendolari e cittadini diretti all'incrocio con lo Stradone Farnese, ma in questo caso, nonostante le svariate segnalazioni fatte, quelle auto non vnegono nè multate nè rimosse. Questo atteggiamento la dice lunga sul potere del "gruppo" che governa questa città.

La buona notizia è che per arrivare a fare questo devono essere con l'acqua alla gola. E come un serpente preso per la testa che si divincola come può, ma sa di avere i giorni, pardon i mesi, contati.
E' il segno che sono in difficoltà, evidentemente la trasmissione "Tempo Reale" trasmessa da Telelibertà qualche giorno fa, che li ha resi ridicoli di fronte a migliaia di persone, deve avergli dato molto fastidio. E questa è stata la loro risposta.

Sappiamo che questi signori useranno tutti i mezzi per tentare di metterci paura.
Sappiano che non ci faremo intimidire.
Saremo la loro PERENNE spina nel fianco!

Il comune di Piacenza per settimane ha messo in grave pericolo l'incolumità dei pendolari (11/3/2011)

Da alcune settimane il comune di Piacenza, nel vano tentativo di sostenere la falsa affermazione secondo cui i pendolari hanno adeguati parcheggi gratuiti per i loro mezzi a due ruote, ha installato delle rastrelliere nello stradello sopraelevato che separa l’edificio di Borgofaxhall dalla stazione ferroviaria.

L'opera, realizzata in tutta fretta, non solo non è adeguata e non si trova nelle immediate vicinanze del capannone messo a pagamento (come invece prevede la legge), ma è addirittura fonte di pericolo per chi la utilizza. Per questo motivo oggi 11 marzo il Comune è stato costretto a recintarla  per impedirne l'accesso ai pendolari.

Come si può vedere dalle seguenti fotografie, scattate il 25 febbraio 2011, le suddette rastrelliere sono state posizionate proprio sul bordo di uno strapiombo alto circa 3m. La separazione fra le rastrelliere ed il successivo baratro è costituita da una sottile rete metallica che non è nemmeno stata vincolata al terreno, ma semplicemente infilata in blocchetti di cemento appoggiati a terra.
Come si vede dalle fotografie, i blocchetti di cemento ai piedi della rete sono oltretutto orientati in maniera tale da offrire la minima resistenza al ribaltamento in caso qualcuno finisse malauguratamente contro la rete.
Per agganciare con un lucchetto o una catena il proprio mezzo alla rastrelliera (usanza comune per prevenire il furto del proprio mezzo) si è quindi costretti a sporgersi pericolosamente in direzione del baratro.

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A seguito di una segnalazione effettuata da un pendolare al Prefetto di Piacenza e alle autorità competenti in materia di sicurezza, il Comune è stato costretto a recintare l'area ed ammettere che quell’opera, da lui stesso voluta e realizzata, costituisce un pericolo per chi la utilizza.

Ci troviamo quindi di fronte al paradosso in cui un'amministrazione comunale che dovrebbe rispettare i regolamenti e le leggi in ogni opera che realizza, non solo non li rispetta, ma arriva a mettere a repentaglio la sicurezza pubblica trascurando con grave negligenza le più elementari norme di progettazione.

Ci chiediamo come abbiano potuto commettere questi errori i fior di dirigenti comunali e relativi assessori profumatamente stipendiati con i nostri soldi. Auspichiamo venga fatta al più presto piena luce sui responsabili di quell'opera realizzata con tanta superficialità e pagata con i soldi dei cittadini. Sappiamo che spesso nelle amministrazioni la meritocrazia vale ben poco in confronto alle decisioni prese dai partiti. Ci auguriamo che questa volta possano essere presi adeguati provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili di quest'opera.

Per loro sfortuna gli amministratori comunali devono fare i conti anche con organismi che operano al di sopra dei loro desideri e delle decisioni imposte dai partiti.
Faremo tutto il possibile per andare in fondo a questa vergognosa faccenda divulgando i nomi dei responsabili e denunciando tutti coloro che non solo continuano a vessare i pendolari, ma che ora mettono anche colpevolmente in pericolo la loro incolumità.

Fittavolini a Tempo Reale per discutere delle problematiche dei pendolari ciclisti (10/3/2011)

Venerdì 11 Marzo alle ore 21 Ettore Fittavolini, presidente dell'Associazione Pendolari Piacenza, sarà ospite della trasmissione televisiva "Tempo reale" in onda su Telelibertà.
Nella puntata verranno sollevate tutte le perplessità riguardo il provvedimento che autorizza la rimozione delle due ruote in sosta in Piazzale Marconi.

Invitiamo i pendolari a far sentire la propria voce lasciando un messaggio in segreteria telefonica al numero 0523.393899 entro le ore 18 e ad intervenire durante la diretta con sms al numero 335.5339967 o una email a temporeale@teleliberta.tv

E' gradito l'invio di foto e video che testimoniano la congestione serale del traffico nella zona o situazioni di parcheggio selvaggio in altre zone della città.

La puntata sarà titolata "Vita dura per i ciclisti: poche piste, tante multe": oltre al tema della sosta nei pressi della stazione si discuterà anche del problema di manutenzione delle piste ciclabili.

Oltre a Fittavolini in studio anche Marco Miserocchi (associazione Fiab-Amolabici), Pierangelo Romersi (capogruppo Pd in consiglio comunale) e Bruno Galvani (consigliere comunale gruppo misto).

Più le vostre domande saranno "pungenti", più la trasmissione sarà interessante: dateci dentro!

Lettere dai pendolari: Una considerazione e una domanda per il Sindaco (7/3/2011)

Con estrema amarezza leggo su Libertà del 5 marzo della rimozione delle biciclette da Piazzale Marconi.
Si potrebbero spendere milioni di parole, ma su tutto vorrei fare una considerazione: da inizio anno al 4 marzo, Piacenza ha avuto 28 sforamenti dei limiti delle polveri sottili (ci stiamo avvicinando al limite di 35 previsto dalla Comunità Europea) e il comune cosa fa? Punisce chi usa la bicicletta multando e rimuovendo i velocipedi perché "sono brutti". C'è altro da aggiungere?
Sì, una domanda da rivolgere al Sindaco: quante delle auto che quotidianamente sono posteggiate sulle piste ciclabili sono state multate e rimosse?

Lettera aperta del Presidente al Sindaco Reggi: Tolleranza zero? ma mi faccia il piacere! (7/3/2011)

Vedere nei giorni scorsi sulle prime pagine della stampa piacentina foto di agenti della polizia municipale intenti a compiere operazioni ad altissimo tasso di pericolo, quali le rimozioni di innocue biciclette posteggiate in Piazzale Marconi, ci ha suscitato un senso di commiserazione, ma nello stesso tempo di rabbia.
Con tutto quello che di meglio e di più rilevante potrebbero fare per la collettività piacentina, in virtù di una ordinanza assurda e vessatoria, che non trova uguali in nessuna città italiana, men che meno in Europa (fossimo ad Amsterdam o a Copenhagen l’autore dell’obbrobrio sarebbe già stato internato in un centro di igiene mentale), vengono comandati, a tempo, si badi bene, alla repressione del parcheggio delle biciclette.
Pietoso ed avvilente.

Nel frattempo, nella succitata piazza, allegramente assistiamo giornalmente al parcheggio selvaggio ed abusivo, di ogni tipo di autovetture, che soprattutto in ora di punta, impediscono addirittura ad autobus e taxi, l’ingresso in quei due "cul de sac" che qualche ripetente di geometra di è inventato quale soluzione alla viabilità dell’area.
Il tutto alla modica cifra di più di 1 milione di euro dei soldi delle nostre tasse, con la ciliegina sulla torta di due scale mobili che per la modica cifra di 400.000 cucuzze sono più guaste che sane, già arrugginite ed alla mercé delle intemperie (andavano protette, cari fenomeni della progettazione !) ma soprattutto che nessuno usa, perditempo, inutili e scomode quali sono.
Men che meno i "diversamente abili" che tutto sono meno che incapaci di individuare le magagne di tali soluzioni, ovvero il cieco è soltanto l’assessore bulldozer che ne millanta il gradimento.
Gradiscono forse gli anziani ed i fruitori dell’area di starsene all’aperto sotto le intemperie ad aspettare gli autobus, costretti ad aumentate attese dai recentissimi nuovi tagli delle corse e la riduzione delle frequenze, perché non ci sono le pensiline ?
Sicuramente no, non di meno i pendolari di lungo corso, quelle migliaia di piacentini che silenti quando la città ancora dorme sono già in movimento per andare a studiare e a lavorare altrove, lì producendo reddito ma pagando fior di tasse in quel di Piacenza.

Li vogliamo paragonare, cara la mia consigliera dalle improvvide dichiarazioni, ai disagi delle commesse (con tutto il rispetto per la categoria di lavoratori) che se ne vanno in bicicletta al lavoro magari a 500 metri da casa, e parcheggiano il velocipede al coperto nelle rastrelliere sotto i portici di Piazza Duomo, a portata di sguardo? E se ne vanno pure a casa in pausa pranzo….
Già perché questa porcata di ordinanza (non troviamo migliore sostantivo per definirla…) individua come unica zona della città da tutelare, pseudo vincolata (????) da chissà quale fenomeno di sovrintendente, Piazzale Marconi, ed attaccandosi al presunto decoro che le biciclette dei pendolari rovinerebbero, le addita al pubblico ludibrio ed alla rimozione coatta come uniche responsabili del degrado della zona.
Un vero falso in atto pubblico.

Che dire allora, oltre alla succitata Piazza Duomo, di Piazza Cavalli, Largo Battisti, Piazza Sant’Antonino, Piazzetta Mercanti, Via Cavour, Liceo Gioia di fronte al Palazzo Farnese, tanto per citare luoghi centenari ed ultra vincolati ( però che colpo di genio una bella scacchiera per fare giocare i due cavalli !) del nostro centro storico, ove fanno bella mostra di sé file di rastrelliere.
Decorose lì le biciclette, oltre ammassate dovunque nei giorni di mercato, ed indegne in Piazzale Marconi?
Già perché lì, in un piazzale non ancora preda degli eterni lavori di ristrutturazione, le rastrelliere c’erano da sempre, di fronte all’ingresso della stazione (con il contorno dei catorci arrugginiti delle biciclette comunali, ora inutilizzate, alla faccia dello spreco, in un deposito di periferia) ed ai lati, ed i pendolari lì la biciclette "selvaggia" (che selvaggia proprio non è) non l’hanno mai fatta, perché ivi si poteva parcheggiare, oltre che nel capannone deposito. E gli spostamenti delle rastrelliere ci erano stati confermati come provvisori, per la durata dei lavori.
Già, perché da decenni c’era un capannone deposito, quindi coperto, non custodito e quindi gratuito, che dava alloggio a centinaia di biciclette, mezzo ecologico per eccellenza usato dai piacentini pendolari.
Peccato che questo capannone, cogliendo la palla al balzo di una richiesta di sicurezza a gran voce sollecitata e che credevamo fosse compresa nei soldi delle nostre tasse, sia stato scippato e consegnato a due cooperative che per la modica cifra di 80.000 euro (tra lavori e contributo) si sono trovate a custodire un‘area libera, con la crema di 40 posto auto a strisce blu, tanto per rincarare la dose.

Alla faccia delle pseudo riunioni partecipative, nella quali si faceva finta di ascoltare le nostre proposte a costo zero, per poi fare di testa ( ?) propria spendendo i soldi delle nostre tasse.
Per poi accorgersi che i pendolari scemi non sono, e non si vogliono fare fregare, per cui, a fronte del flop dell’iniziativa (leggi: parcheggio bici a a pagamento semivuoto e posti auto deserti) ecco che la mente perversa ti crea l’ordinanza "mostre", che solo a pensare di farla in una azienda privata ti licenziano in tronco senza nemmeno mandarti dallo psichiatra.
Con l’aggravante che alle dichiarazioni in consiglio comunale per le quali si sospendeva il tutto e si sarebbe realizzata parità di trattamento, come prescrive il codice della strada, si è poi messo mano al posizionamento di rastrelliere scoperte e lontane dalla stazione, si è reiterata la porcata di cui sopra con l’aggravante di prossima realizzazione di isola ecologica (leggi: deposito di immondizia) ad uso del supermercato di Borgofaxhall.
Dove? Proprio sull’angolo del Piazzale, ove prima vi erano rastrelliere e dal 6 dicembre invece "i lavori in corso".
Già che ci siamo, suggeriamo di importare dagli amici napoletani un po’ di monnezza storica d’autore, sicuramente più blasonata rispetto al "rudo nostrano".
E francamente più decorosa di quelle orrende biciclette che tanto deturpano l’amato (dal sindaco, non da noi) piazzale.
Una domanda sorge spontanea: ma non vi vergognate?
Ai lettori l’ardua sentenza e, se proprio dovete prendere un treno, in stazione andateci in macchina: costa meno di un bus che non c’è più e si parcheggia ovunque, anche gratis.

Lettere dai pendolari: Tanta salute a tutti con i viaggi FS (7/3/2011)

Sono un pendolare che utilizza spesso i treni Vivalto e volevo segnalare un disservizio che per me non è stato solo fastidioso, perché grazie alle ferrovie mi sono beccato l’influenza. Non penso di essere molto delicato di salute, però viaggiare per un’ora al gelo nelle carrozze del Vivalto mi ha stroncato: ho fatto tutto il viaggio con addosso la giacca a vento, i guanti e la cuffia, ma non è servito a niente, perché avevo i piedi ghiacciati. Il giorno dopo mi è venuta la febbre e per quattro giorni non sono potuto andare al lavoro, anche se avevo delle scadenze importanti da rispettare. È vero che l’influenza è in giro, ma prima di quel maledetto viaggio al gelo non avevo nessun sintomo. E sapete qual è la cosa più divertente? Il monitor della carrozza segnalava che la temperatura interna era di 21 gradi!
Mi chiedo com’è possibile far viaggiare i treni in queste condizioni, con la gente che deve scaldarsi con il fiato, e poi pretendere di aumentare continuamente gli abbonamenti.
Tanti saluti, anzi, tanta salute a tutti!

Partita la "tolleranza zero" contro le bici, continuano le proteste dei pendolari (7/3/2011)

"Io pedalo ma non pago" è lo slogan apparso, ai primi di dicembre, sui cartelli appesi alle biciclette dopo lo scippo del capannone gratuito: ci lamentavamo perchè non volevamo pagare un servizio di custodia che non era stato richiesto e rivendicavamo il diritto di parcheggiare gratuitamente in luoghi idonei.
I fatti hanno dimostrato che la stragrande maggioranza dei pendolari aveva ragione: il servizio di deposito non è mai decollato, con pochissimi abbonamenti venduti in confronto alla capacità del locale. Considerando che molte persone hanno ripreso a parcheggiare al coperto obtorto collo, si può certamente sostenere che la decisione è stata fallimentare. Così, mentre si appella giustamente al volontariato per far fronte ai tagli, il Comune spende 30.000 euro l’anno (+ le spese) per custodire un pugno di biciclette.
Eppure, nonostante tutto, l'Amministrazione non ha mai ammesso l'errore, respingendo ogni richiesta dei pendolari e trincerandosi dietro un’assurda indifferenza a qualunque proposta alternativa.
Anzi, tutte le successive dichiarazioni o azioni del Comune (come l’installazione di rastrelliere assolutamente inadeguate) hanno assunto il sapore di una presa in giro verso chi, la nostra Associazione in primis, chiedeva un confronto serio.
L’accanimento contro le bici parcheggiate in stazione ha qualcosa di veramente anomalo.
Venerdì scorso è partita la minacciata "tolleranza zero verso il parcheggio selvaggio delle bici", ma perché non si fa nulla contro il caos provocato dagli automobilisti che sostano in modo indiscriminato nel piazzale?
Perché si insiste su piazzale Marconi mentre nei giorni di mercato è impossibile camminare sotto i portici di piazza Duomo a causa delle decine di biciclette messe di traverso?
Perchè ci si è ostinati a installare delle rastrelliere scoperte e lontane dagli ingressi della stazione, citando vincoli artistici che avrebbero impedito di usufruire del piazzale, quando le stesse ci sono sempre state e recentemente sono state installate addirittura in Piazza Cavalli?
Perchè si tolgono le biciclette dal piazzale per questioni di decoro e poi si sta lavorando per attrezzare un'area di stoccaggio rifiuti nell'angolo dello stesso piazzale? Saranno cassonetti maleodoranti a garantire il decoro desiderato?
Perchè un’Amministrazione che dovrebbe avere l'obiettivo di ridurre l'inquinamento e di favorire la mobilità sostenibile viene invece percepita come un ostacolo da tutte le associazioni che lavorano sugli stessi temi?
Perchè l'Amministrazione non risponde alle richieste di trasparenza e di dialogo che arrivano dai pendolari nonostante questi siano una preziosa risorsa per l'economia della città?
In considerazione del fatto che, rispetto alle nuove rastrelliere, nessuna delle richieste avanzate dai pendolari (installazione in prossimità degli ingressi della stazione, copertura dei posti bici, ecc.) è stata accolta, invitiamo tutti i pendolari-ciclisti a proseguire nel boicottaggio del capannone a pagamento ma anche delle rastrelliere dislocate qua e là, e a rendere evidente la loro protesta applicando sulle bici i cartelli con lo slogan “Io pedalo ma non pago” (scaricabili nell'area download del nostro blog).
Visto che le 400 firme da noi raccolte (depositate e protocollate) per avere parcheggi gratuiti e adatti alle nostre esigenze sono state ignorate, invitiamo tutti a scrivere direttamente al sindaco, agli assessori e ai giornali per esprimere il proprio dissenso.

Treno soppresso, ma per le FS è arrivato in orario (7/3/2011)

Il mese di febbraio è stato costellato da un’impressionante serie di ritardi. Solo nella prima settimana, i pendolari diretti a Milano ne hanno accumulati per ben due ore, e solo all’andata. In quel limbo in cui ormai si sono trasformati i marciapiedi dei binari, centinaia di persone sono rimaste anche per mezzora in attesa di conoscere il loro destino, ponendosi domande del tipo: riuscirò ad arrivare al lavoro o a lezione? quando recupererò le ore perse? dove si trova in questo momento il treno per cui ogni mese pago puntualmente (e sottolineo, puntualmente) l’abbonamento? perché nessuno mi spiega cosa diamine sta succedendo?
Ma l’apice di una situazione che ogni giorno sfiora il paradosso e spesso lo supera è stato forse raggiunto mercoledì 23 febbraio. Se il buongiorno si vede dal mattino, tutti i fruitori della tratta Pc-Mi avrebbero dovuto capire che si sarebbe trattato di un mercoledì di passione. Al loro arrivo in stazione, infatti, hanno scoperto che il regionale 2272 era stato soppresso a Fidenza e che il 2912 (in partenza alle 7.37 da Piacenza) era annunciato con 30 min di ritardo, esattamente come il regionale delle 7.54 (sì, proprio quello che con il nuovo orario è stato anticipato di 10 min per garantire l’arrivo a Mi entro le 9).
Potrebbe bastare, no? E invece si era solo all’inizio, perché quella sera stessa, nell’impavido tentativo di tornarsene a casa, i pendolari piacenti hanno avuto un’altra bella sorpresa. Il regionale veloce (e sottolineo, veloce) in partenza da Milano Centrale alle 18.15 (18.22 da Lambrate, uno dei treni maggiormente utilizzati dai piacentini, nonostante la sua partenza sia stata anticipata di 5 minuti con il nuovo orario) è stato soppresso “causa guasto a treno predente”. Ma – e questo è il bello – è stato soppresso solo nella tratta Mi-Pc, quella più frequentata e che serve il maggior numero di viaggiatori. Il suddetto regionale veloce, infatti, è stato fatto partire da Piacenza e come se niente fosse ha raggiunto tranquillamente Bologna, dove, avendo accumulato solo 3 minuti di ritardo, per l’universo FS (notoriamente parallelo a quello in cui vive il resto dell’umanità) è stato registrato come “perfettamente puntuale”.
Chissà se il sistema Riace, l’ingegnoso metodo escogitato dalle Ferrovie per calcolarsi in casa i disservizi guardandosi bene dall’accettare verifiche dei pendolari, si è accorto della “lievissima” correzione alla tratta del treno.
Chissà se la Regione Emilia Romagna, che considera il sistema Riace la fonte di riferimento ufficiale per calcolare le penali da infliggere alle Ferrovie, si è resa conto di come le FS gestiscono i treni che paga profumatamente e potrà far loro ripagare questo “trascurabile” disservizio.
Chissà se nelle decine e decine di cause intentate contro FS i pendolari piacentini potranno far valere la sparizione di questo treno come “disagio”.
L’unica cosa certa è che centinaia di pendolari sono rimasti sui marciapiedi ad aspettare di accalcarsi sul treno successivo, vittime ancora una volta delle Ferrovie dello Strazio.

Tariffe abbonamenti tratta PC-MI, quale è la più conveniente (7/3/2011)

Tariffe dal 1febbraio
mensile Piacenza-Milano 72km 125€ 1a classe, 83,50€ 2a classe
annuale Piacenza-Milano 72km 1202€ 1a classe, 801€ 2a classe

mensile Pontenure Milano 40/AS 113.1e 1a classe, 75.4€ 2a classe
mensile Pontenure Locate Triulzi 40/AS 70.2€ 2a classe
mensile Piacenza-Locate Triulzi 128.5€ 1a classe, 86€ 2a classe

sconto 20% sul Piacenza-Milano a marzo: 83.5€-20%=66.8€

Torna quindi sicuramente il Pontenure-Milano (e per qualcuno il Locate Triulzi)

Il Comune vuole obbligarci a pagare il parcheggio delle biciclette in stazione (28/2/2011)

Nonostante gli appelli di pendolari e consiglieri comunali che invitavano il Comune ad effettuare scelte almeno di buon senso, da domani entra in vigore l'ordinanza di sgombero delle biciclette in P.le Marconi. Tutto avviene senza che il Comune abbia rispettato la legge che prevede che un'amministrazione che mette a pagamento un'area di parcheggio "deve prima provvedere a creare adeguati parcheggi nelle immediate vicinanze" (nel nostro caso non sono né adeguati né nelle immediate vicinanze).

Da un giorno all'altro (letteralmente, ne siamo stati informati ufficialmente solo stamattina) dal 1° Marzo le biciclette parcheggiate in Piazzale Marconi verranno rimosse dagli operatori comunali.
Il comune rispolvera quindi l'ordinanza di sgombero emessa a Novembre, un'ordinanza talmente assurda che non appena emessa fu immediatamente sospesa per ben tre mesi.

Cosa è cambiato nel frattempo? Perché il Comune torna a riproporla?
Sicuramente ora il Comune si trincererà dietro al fatto di aver installato nuove rastrelliere nei dintorni della Stazione.
Poco importa che queste siano state posizionate in posti scomodissimi e che non abbia rispettato la promessa (dovuta) di installare le tettoie.
Poco importa che permangono tutti gli altri dubbi (citiamo l'arbitrarietà della definizione di decoro, della definizione di pericolo e della definizione di stato di abbandono) che riguardano i punti su cui si basa l'ordinanza.

Quando chiedevamo scelte di buon senso chiedevamo, banalmente, che le rastrelliere fossero posizionate nel posto più invitante per favorire la mobilità su due ruote: in particolare credevamo che la zona recintata all'inizio dello stradello di Borgo Faxhall fosse adeguata e stavamo aspettando (da 3 mesi) che lì sorgessero le greppie.
Invece le rastrelliere sono state posizionate alla fine dello stradello, nel posto più lontano, mentre l'area recintata (quella che noi chiamiamo "Piazzetta 6 Dicembre", giorno in cui dovevano iniziare i lavori) pare verrà destinata allo stoccaggio dei rifiuti del centro commerciale.
Si, avete letto bene: il posto più comodo per parcheggiare una bicicletta e correre in stazione o are due compere a Borgo Faxhall diventerà un'isola ecologica.
Probabilmente è questa la visione che il Comune ha riguardo il decoro dell'area: le biciclette stanno male, ma bidoni maleodoranti sono sicuramente un biglietto da visita migliore per un turista che arriva a Piacenza.

Continuiamo a ribadire che questa ordinanza comunale è una porcheria, peggiorata dalla colpevole mancanza d'informazione di questo secondo lancio (facciamo presente che l'ordinanza è di Dicembre, sarebbe dovuta entrare in vigore la settimana scorsa ed ancora non vediamo installata la segnaletica).

A nostro avviso la minaccia di rimozione continua ad essere il disperato tentativo di riempire un deposito custodito (dato in gestione a due cooperative, che è costato e costerà decine di migliaia di euro elargiti dalle casse comunali) che nonostante tutto resta, e resterà, perennemente vuoto (ricordiamo che è partito tutto dall'idea di spillare soldi dalle tasche pendolari, ogni decisione successiva cerca solamente di mettere delle pezze a quella scelta scellerata).

Come Associazione invitiamo ancora una volta i pendolari a non cedere alle pressioni e quindi suggeriamo di parcheggiare in maniera regolare evitando il deposito: tenete presente che l'ordinanza vale solo per il mese di Marzo e vige esclusivamente in Piazzale Marconi.

Nel frattempo stiamo preparando un dossier per agire secondo le vie legali nei confronti di una amministrazione che sembra prendere in giro i pendolari.

5 per mille: dateci il vostro sostegno, non vi costa nulla (23/2/2011)

Informiamo tutti i pendolari e cittadini che anche quest'anno è possibile destinare il 5 per mille dell'IRPEF alla nostra associazione fornendo il nostro codice fiscale 91060430336 durante la dichiarazione dei redditi. Ricordiamo che non costa nulla visto che quei soldi sarebbero comunque incassati dal fisco.

Il denaro raccolto servirà per mantenere le iniziative dell'associazione. Ricordiamo che, per statuto, nessuno dei consiglieri dell'associazione riceve compensi per l'attività svolta per l'associazione che è completamente gratuita.
Ricordiamo anche che chi destina il 5 per mille alla nostra associazione ha diritto ad ottenere la tessera di socio senza versare alcuna quota.

Spargete la voce.

Treno soppresso arriva puntuale (23/2/2011)

Non è bastata l'ecatombe di stamattina 23 febbraio, col treno regionale 2272 per Milano soppresso a Fidenza e coi treni 2912 (7.37 da Piacenza per Milano) e 2274 (7.54 da Piacenza per Milano) in ritardo di 30 minuti. La sera, nel tratto Milano-Piacenza, c'è pure stata la soppressione del 2285 in partenza alle 18.15 da Milano e diretto a Bologna. Quel treno "causa guasto a treno precedente" è stato fatto partire da Piacenza anziché da Milano ed è arrivato a Bologna con 3 minuti di ritardo, che per i conteggi made FS significa "perfettamente puntuale".
Chissà se il sistema Riace, l'ingegnoso metodo escogitato da FS per calcolarsi in casa i disservizi guardandosi bene dall'accettare verifiche dei pendolari, s'è accorto del leggerissimo accorciamento di tratta di quel treno. Chissà se la regione Emilia Romagna, che considera il sistema Riace la fonte di riferimento ufficiale per calcolare le penali alle ferrovie, farà pagare questo "piccolissimo" disservizio alle ferrovie, o se invece i dormienti che albergano in regione si sono accorti che quel treno è scomparso proprio nella tratta dov'è maggiormente carico di viaggiatori.
Chissà se, essendo avvenuta "fuori regione", quella soppressione non fa testo, con buona pace per le centinaia di pendolari piacentini che a Milano sono stati lasciati a piedi dalle nostre sempre più care Ferrovie dello Strazio.

The best of ferrovie dello Stato (23/2/2011)

La vita del pendolare, checché qualcuno ne dica, è già uno strazio di per sé; se poi ai danni quotidiani si aggiunge anche la beffa… Esattamente un mese fa, il 20 gennaio, su uno dei giornali distribuiti gratuitamente agli ingressi della metropolitana milanese e non solo, è comparso un paginone dal roboante titolo “The best of Ferrovie dello Stato (a cura del Gruppo Ferrovie dello Stato – Direzione Centrale Relazioni con i Media e Redazione di Gruppo – Roma)”. Curiosamente, il peana era incentrato sui mirabolanti servizi offerti dalle multicolori Frecce, orgoglio e vanto dell’azienda, mentre il resto del mondo ferroviario, ossia i milioni di pendolari costretti a viaggiare ogni giorno in treno, viene liquidato con un laconico: “trasporto regionale sempre più coerente con la domanda”. Da far accapponare la pelle.
Ma ecco altri imperdibili florilegi:
A gennaio 2010 “Frecciarossa e Frecciargento fanno già tremare i concorrenti alati e non”. Il trasporto regionale, invece, fa tremare i propri utenti, dal momento che nel 50% dei casi il riscaldamento delle carrozze non funziona.
“Dal 2013 il Frecciarossa potrà raggiungere i 400 all’ora”. Stupefacente davvero: significa che il viaggio Roma-Milano durerà quanto quello Piacenza-Milano, solo andata. Dal che si evince che ai piacentini, invece di chiedere una velocizzazione del viaggio, converrà andare a vivere direttamente nella capitale.
“Vinta anche la sfida dei telefonini che funzionano in galleria”. Ne trarranno giovamento i passeggeri che, rimasti bloccati in mezzo al nulla a bordo del Frecciarossa (è successo due volte nel giro di pochissimo tempo alle porte di Piacenza), potranno avvertire parenti e amici dell’imprecisato ritardo con cui arriveranno a destinazione. E per ingannare l’attesa potranno collegarsi al “Portale di Treno per accedere a news, filmati, musica, informazioni di viaggio”. Be’, almeno così potranno capire cosa diavolo stia succedendo al loro treno, visto che in fatto di informazioni Trenitalia è sempre molto parca.
Grande fermento, poi, anche nelle stazioni, pardon… nei “nuovi terminal AV, che segnano l’avvio di un’inedita stagione nell’architettura contemporanea e diventano fondamentali centri di aggregazione”. In realtà, le stazioni sono già fondamentali centri di aggregazione, perché è lì, nel hall fredde e senza sale d’aspetto (si veda il caso di Piacenza), che i pendolari si raggrumano con lo sguardo rivolto al tabellone, incrociando le dita perché i minuti di ritardo già segnati non aumentino a ogni battito di ciglia, e non si trasformino in un definitivo “soppresso”.
E per ultima la notizia più esplosiva: “Il Gruppo FS chiude il 2010 con il segno più. Secondo le prime stime, Mol e utile in crescita rispettivamente a 1350 e 73 milioni di euro, contro 966 e 44 del 2009”. Ebbene sì, nonostante i generosi sconti offerti (fino al 60%) ai viaggiatori dei Frecciarossa, l’azienda è florida e ha quasi raddoppiato gli utili in un solo anno.
E quale modo migliore per festeggiare il successo, se non far cadere sui pendolari una fitta pioggia di aumenti degli abbonamenti? Uno, infatti, è già scattato a febbraio (+20%) e l’altro è in arrivo con la primavera.
E un’altra domanda mi sorge spontanea: quanto costa un’intera pagina di pubblicità, seppure su free press? Con quella cifra, quante ore di manutenzione ai treni e alle linee si sarebbero potute pagare? Quante nuove coperture per sedili lerci? Quante ore di pulizia?

Il Comune installa nuove rastrelliere per le bici (23/2/2011)

L’accenno di primavera anticipata dei giorni scorsi ha permesso a molti pendolari di riprendere la bicicletta per recarsi stazione. Si tratta per molti di una scelta motivata dal vantaggio di poter aggirare il problema del traffico e di trovare un posto nel parcheggio che, sempre pieno, costringe a una sgambata che si evita volentieri. E la si evita volentieri specialmente la sera, quando, oltrepassato il deposito biciclette, si percepisce ancora un’atmosfera di scarsa sicurezza.
Purtroppo, però, l’aumento delle due ruote in zona stazione ha riproposto il tema caldo dell’autunno scorso: dove si può parcheggiare la bici senza essere costretti a pagare, visto che non ci sono sufficienti rastrelliere gratuite?
Poi all’improvviso, giovedì 17 febbraio, tornando dal lavoro, alcuni pendolari che andavano a riprendere la propria macchina nel parcheggio di via dei Pisoni hanno notato la comparsa di una fila di rastrelliere nello stradello che costeggia BorgoFaxhall. Non all’inizio, in “piazzetta 6 dicembre” (così, ormai, i pendolari chiamano lo spazio transennato da quella data, dal quale sono state divelte le precedenti rastrelliere in previsione dell’“imminente inizio” di lavori che, in realtà, non sono mai iniziati), bensì in fondo alla via, all’altezza della biforcazione che a destra conduce al parcheggio auto custodito di BorgoFaxhall e a sinistra porta al parcheggio auto di via dei Pisoni. Questa dettagliata descrizione topografica è resa necessaria dal fatto che altrimenti, se non grazie al passaparola di “RadioPendolare”, nessun pendolare-ciclista si sarebbe mai accorto dell’installazione delle suddette rastrelliere. Il luogo in cui sono state collocate, infatti, è frequentato solo dai pendolari-autisti e solo in tarda serata, quando la chiusura del capannone biciclette li costringe ad andare a recuperare la propria macchina percorrendo quel tratto di strada, per giunta al buio.
Insomma, questa è la risposta del Comune ai 380 pendolari che hanno firmasto per chiedere posti bici gratuiti, sicuri, al coperto e in prossimità della stazione: una manciata di posti all’aria aperta, non segnalati da alcuna indicazione, nella zona più nascosta e più buia, dunque più invitante per i malintenzionati. E questo mentre il capannone a pagamento continua a rimanere pressoché vuoto. Il pregio dell’operazione sta forse nella “vista sul baratro” offerta a chi usufruirà di tali rastrelliere? Le suddette sono state infatti installate proprio sul bordo della strada, sopraelevata di alcuni metri rispetto all’accesso al parcheggio di BorgoFaxhall. A protezione, una lunga quanto malferma recinzione, alla quale raccomandiamo di non appoggiarsi per nessun motivo.
Davvero il Comune pensa di aver risolto in questo modo il problema? Vogliamo ricordare, come abbiamo fatto più volte, che in caso di realizzazione di parcheggi a pagamento per le biciclette, il Comune è tenuto a realizzare anche parcheggi gratuiti che abbiano caratteristiche analoghe, dunque coperti, sicuri e nelle immediate vicinanze. E non ci sembra proprio che le rastrelliere abborracciate comparse giovedì rispondano a questi requisiti.
Infine, un accenno anche ai posteggi auto custoditi a pagamento: dichiarati una decina, ne sono stati realizzati 40, che restano praticamente sempre vuoti. Poiché il Comune aveva dichiarato che si trattava di una sperimentazione e che il numero definitivo dei posti a pagamento sarebbe stato oggetto di verifica in base al reale utilizzo, ci chiediamo cosa si aspetta a ridurne il numero almeno della metà: sei mesi di sperimentazione non sono sufficienti per dimostrare che è stato un abbaglio?

Dati sui ritardi: istruzioni per l'uso (23/2/2011)

Ogni giorno, intorno alle 10, sul nuovo blog dell’Associazione Pendolari (pendolaripiacenza.blogspot.com) verranno pubblicati i dati dei ritardi registrati dai principali treni utilizzati dai pendolari piacentini, quindi in direzione Parma e Milano.
I dati riportati sono quelli rilevati ufficialmente dai sistemi di monitoraggio automatico di Trenitalia, resi poi disponibili al pubblico attraverso siti Internet (per esempio Viaggiatreno).
Noi ci limiteremo a replicare tali dati così come li abbiamo letti, evitando qualunque intervento manuale di correzione o aggiustamento.
Ci teniamo a sottolineare questo aspetto perchè frequentemente ci vengono segnalate differenze tra i valori pubblicati, quelli riferiti dai pannelli in stazione e quelli rilevati personalmente dai viaggiatori.
Le differenze derivano generalmente dal fatto che le Ferrovie utilizzano un sistema di rilevazione (il sistema Riace) che registra un treno come “arrivato” non appena scatta il verde al semaforo posizionato lungo i binari fuori stazione.
Il pendolare, invece, ritiene di essere “arrivato” quando le porte si sono effettivamente aperte e può scendere: capita spesso, infatti, che i treni entrino in stazione a velocità ridottissima, impiegandoci anche diversi minuti. Da qui le discrepanze fra i dati.
Studi delle Associazioni di consumatori hanno verificato che queste differenze sono sensibili nel 70% dei casi, un dato che ha anche una certa rilevanza economica perchè ritardi misurati in difetto dal sistema possono falsare il calcolo dei “bonus”, ovvero degli sconti sugli abbonamenti che derivano dal mancato rispetto del Contratto di servizio.
Trenitalia precisa che la misurazione dei ritardi e delle loro cause viene effettuata da un sistema terzo, certificato e indipendente: come Associazione precisiamo che l'Ente certificatore ha in realtà attestato l’idoneità del “processo”, non la “qualità” del dato rilevato.

Assemblea pendolari (21/2/2011)

Giovedì 24 febbraio alle ore 21 presso la nostra sede di P.le Marconi 32A si terrà l'assemblea dei pendolari con il seguente ordine del giorno:

Parcheggi bici e auto
Disservizi orario invernale
Resoconto attività 2010
Progetti e campagne 2011
Distribuzione tessere
Raccolta idee, lamentele, proposte

Siete tutti invitati a partecipare, spargete la voce.

Lettere dai pendolari: I pendolari della Piacenza-Milano sono stremati (15/2/2011)

I pendolari della linea Piacenza-Milano sono oramai stremati per i continui disservizi che sono costretti a subire. Treni sporchi, con poche carrozze e sempre più vecchi, finestrini che non restano chiusi (e con -1°C fuori è un divertimento), porte guaste, totale assenza di personale sulle carrozze (non ricevo un controllo del biglietto da più di 3 mesi).

Arrivare a Milano in orario al mattino è oramai un sogno e un ritardo di 15-20 minuti appare normale. Le criticità introdotte dal nuovo orario entrato in vigore a Dicembre 2010 sono evidenti e credo che la peggiore sia legata ai tre treni che partono dalla stazione di Piacenza nella fascia 7.20-7.40:

- ore 7.27: IC-Notte-784 proveniente da Reggio Calabria e diretto a Milano Centrale. Questo treno arriva OGNI GIORNO a Piacenza con 10 minuti di ritardo. Non è un treno particolarmente utile ai pendolari sia per le condizioni pietose in cui si trovano le carrozze e sia perché tra Piacenza e Milano Centrale non effettua alcuna fermata nelle stazioni intermedie.

- ore 7.30: Regionale 2910 diretto a Milano Greco Pirelli (fino a Lodi ferma in tutte le stazioni). Viene fatto partire SEMPRE dopo l'intercity indipendentemente dall'orario che questo abbia, e sempre prima del R2912. Raggiunge Milano Rogoredo in 58 minuti.

- ore 7.37: Regionale 2912 proveniente da Parma (ferma soltanto a Codogno, Casalpusterlengo e Lodi). E' il treno preferito dai pendolari piacentini in questa fascia perché è più veloce del 7.30 (tempo di percorrenza su Rogoredo 45 minuti), più comodo e inoltre ferma anche a Milano Rogoredo e Lambrate che sono le stazioni normalmente utilizzate dalla maggior parte di chi lavora e studia a Milano.

Questa disposizione di orario è terribilmente svantaggiosa per l'R2912 il quale di solito arriva a Piacenza con 10 minuti di ritardo perché deve far passare l'IC784 tra Piacenza a Parma e, una volta partito per Milano, è costretto a lunghe soste fuori da ogni stazione causa fermate del precedente R2910. Il risultato è che, da quando è entrato in vigore il nuovo orario, il regionale 2912 non è mai arrivato una sola volta a Milano in orario e accumula solitamente dai 10 ai 20 minuti di ritardo.

La logica imporrebbe invece un ordine differente, ovvero:

- R2912
- IC784
- R2910

questo consentirebbe ad ogni treno di giungere a Milano in orario, e qualora fosse in ritardo, di recuperarlo senza danneggiare gli altri treni. Passerebbe infatti per primo il treno veloce a percorrenza breve (R2912), seguito da quello a lunga percorrenza (IC784) e, infine, partirebbe il treno più lento (R2910).

Negli ultimi 4 anni gli abbonamenti ferroviari sono aumentati di più del 30%, ma il servizio continua a peggiorare. I politici che firmano i contratti di servizio con Trenitalia per i treni regionali evidentemente non si curano poi di farli rispettare oppure non hanno nemmeno letto quello che c'è scritto. A fronte dei pesantissimi disservizi che i pendolari piacentini subiscono ogni giorno da almeno 5 anni, trovo ridicolo il continuo rinnovarsi della promessa di una "metropolitana leggera Piacenza-Milano" di cui talvolta qualche politico parla. Converrebbe di più preoccuparsi dei problemi attuali e, in un contesto di continui tagli al trasporto pubblico locale, razionalizzare le risorse disponibili, fare rispettare gli accordi esistenti favorendo al limite l'ingresso di nuovi concorrenti (vedasi Arenaways e DB) anziché osteggiarli.

In attesa di un qualunque riscontro da parte vostra e che la situazione possa migliorare, colgo l'occasione per augurare a tutti buon lavoro

Lettere dai pendolari: Diario di un pendolare 16a puntata (15/2/2011)

Lunedì 7 febbraio 2011 La settimana pendolare inizia malissimo!
Il lunedì di per sé è il giorno più “brutto” della settimana; grazie a Trenitalia diventa disastroso!
Il “Nostro” reg.2274 delle 7.54, parte in orario(!!) dalla stazione di Piacenza e viaggia lentamente fino alle porte di Codogno! “Per forza…, il regionale delle 7.37 è appena partito da Piacenza in super ritardo e gli starà certamente davanti fino a Milano” Non se ne può assolutamente più; il servizio è in continuo peggioramento e i prezzi degli abbonamenti continuano a salire!!
Il treno prosegue poi fino a Lodi dove rimane inspiegabilmente fermo quasi 4 minuti quando 30 secondi sarebbero più che sufficienti; “Ah già! L’AD Moretti disse un giorno che i pendolari scendono e salgono dai convogli troppo lentamente, soprattutto quelli che tentano di farlo dalle porte chiuse (che mediamente sono circa il 50%....)”
In questo periodo sta diventando una spiacevole consuetudine quella di raggiungere Milano con almeno 20 minuti di ritardo e dato che anche oggi siamo già a +13’ in quel di Lodi, è facile prevedere un ulteriore peggioramento. “Certo! se consideriamo che da Lodi a Milano occupano la linea anche i treni “LE NORD”, di recente introduzione, il collasso è inevitabile...”
A Rogoredo il ns. treno ha accumulato quindi altri 7 minuti,per darmi la possibilità di terminare la lettura di un libro appassionante che non potevo assolutamente rimandare(!) totalizzando come previsto 20 minuti di ritardo!!! “accidenti a me e alle mie previsioni!”
Durante questi ulteriori 20 minuti trascorsi a bordo della carrozza di prima classe (più sporca che mai) non si è fatto vedere alcun controllore: “e’ matematico! Ogni volta che i treni hanno un ritardo superiore ai 5 minuti, il personale si nasconde e non ha il coraggio di farsi vedere! Non sarà colpa del personale di bordo, non sarà colpa dei macchinisti, ma quelli che pagano le conseguenze siamo sempre e solo noi pendolari!”
In ogni caso, noi pendolari continueremo ad urlare la nostra disperazione per le condizioni di vita allucinanti “imposte” da Trenitalia!

04 febbraio 2011: Partire prima? Serve solo a perdere preziose ore di sonno!
Non posso scrivere la risposta che darei a coloro che, in varie occasioni, suggeriscono ai pendolari di “prendere un treno precedente” per arrivare al lavoro all’orario stabilito! Mi limiterò alla triste considerazione che tali tentativi servono solo a farci perdere preziose ore di sonno e stop! Si arriva comunque alla stessa ora sul posto di lavoro, vanificando tutti i sacrifici quotidiani per ottenere un “risultato” migliore.
Le cose che scriverò oggi avrei potuto scriverle anche ieri cambiando solo la data; i motivi non li conosceremo mai, ma ieri e oggi, con il treno Regionale 2912 delle 7.37, diretto a Sesto SG, abbiamo accumulato rispettivamente 28 e 27 minuti di ritardo!
Oggi il viaggio si è colorito anche di situazioni “al limite”.
Il treno è partito con qualche minuto di ritardo da Piacenza; dopo il ponte sul Po ha dato subito segni di rallentamento (“Anche oggi sarà un viaggio di m….”); arrivato a Codogno ha raccolto alcuni pendolari locali, ma dopo qualche istante ha dovuto accogliere anche altre decine di persone scese velocemente da un treno fermo sul binario adiacente (“Ma quello era il treno regionale delle 7.30 partito qualche minuto prima del nostro dalla stazione di Piacenza! Perché scendono tutti e si precipitano sul nostro?”) Le cause di questa decisione non le conosceremo mai, evidentemente quel trenaccio avrà manifestato problemi tecnici……
A bordo l’atmosfera diventa subito insopportabile e qualche saggio decide di aprire leggermente i finestrini per evitare soffocamenti e malesseri. (“Questi sono pure incavolatissimi perché le carrozze di prima sono vuote. Meglio non protestare anche se personalmente non sarei molto d’accordo con queste invasioni”)
A Casale ovviamente le cose sono peggiorate perché anche in quella stazione il R2912 ha dovuto caricare i viaggiatori di due treni (“Adesso qualcuno si aggrapperà ai portapacchi perché in corridoio non c’è più un millimetro cubo libero…..”)
Per complicarci ulteriormente la vita il treno ha effettuato fermata straordinaria a Secugnago (“Qui ho udito chiaramente alcune maledizioni nei confronti del capotreno, dei macchinisti e di Trenitalia tutta! Non vedo l’ora di arrivare a Lodi, perché non ce la faccio più! Poi non sopporto la gente che parla ad alta voce o ridacchia mancando di rispetto agli altri utenti”)
L’arrivo a Lodi (15 di ritardo) è stato vissuto come una effimera liberazione perché qualche viaggiatore è sceso, ma ne sono salti almeno il centuplo! (“Se arriverò intero a Rogoredo oggi potrò urlare al miracolo, perché la composizione fisica delle persone nelle carrozze sta diventando una sorta di groviglio laocontico!”)

A Rogoredo il ns.treno ha accumulato quindi altri 12 minuti,per dare la precedenza alla nebbia (!) totalizzando così 27 minuti di ritardo! Coraggio è venerdì! Fino a lunedì questo dramma non lo dovremo più “vivere”! Un grazie sentito alle FS per il disastro quotidiano e un “VAFFA” per l’aumento dell’abbonamento mensile del 12 – 13 %. In tal senso è semplicemente DISDICEVOLE lo stratagemma messo in atto in questi giorni per l’emissione dell’abbonamento di febbraio per fregare ulteriormente i pendolari: La metamorfosi del prezzo è stata la seguente (per la prima classe)

fino al 31 gen 2011    89      BONUS 20% SU 111
01 feb 2011             100       BONUS 10% SU 111
02 feb 2011             125       AUMENTO 13% SU 111

Diario pendolare 02 febbraio 2011 Ipotesi di “sequestro” di persone?!
Ogni giorno della settimana diventa doloroso grazie a Trenitalia che nella maggioranza dei casi lo rende anche completamente disastroso!
Il “Nostro” reg.2274 delle 7.54, parte in orario(!!) dalla stazione di Piacenza e viaggia “spedito” (è un eufemismo…) nelle campagne galavernate della “Bassa”; in prossimità della stazione di Codogno rallenta, forse per la nebbia! Di questo passo arriveremo a Milano per il BRUNCH!!
Il treno prosegue poi fino alle porte di Lodi dove rimane inspiegabilmente fermo quasi 20 minuti; nel frattempo almeno 3 convogli transitano in direzione sud.
Come già detto nei giorni scorsi, ma non per questo mi stancherò di ripeterlo, “Omertà” è il nuovo non-comportamento messo in atto dalle geniali menti di Trenitalia! Lasciare i poveri pendolari in balia della disinformazione e dell’intenso traffico del mattino?!?!? Mi chiedo allora dove stia realmente il problema;gli “addetti ai lavori” hanno a disposizione un anno di tempo per modificare l’orario e cercare di migliorarlo, ma il risultato è in costante peggioramento! Sarà un “concorso di colpa” (incapacità di programmare, macchine vecchissime, varie ed eventuali) ma alla fine, quelli che pagano (in tutti sensi) le amare conseguenze sono sempre gli stessi (vedi “pendolari”). Presto ci daranno un’ulteriore mazzata con l’aumento spropositato e mai giustificato degli abbonamenti del 25 / 30 %. Un po’ di fumo negli occhi con il bonus straordinario del 10% sul prezzo dell’abbonamento di dicembre 2010 (erogabile, tra l’altro, con una procedura “burosaurica”), un altro bonus del 20% x febbraio (CHE BADATE BENE, è sceso AL 10% X L’ABBONAMENTO ACQUISTATO DOPO LE 00.00 DEL 1° febbraio: ALLUCINANTEEEEEEEEE) e poi la “sassata” micidiale degli aumenti! Grazie davvero!
Il treno ha raggiunto faticosamente Lodi con 21 minuti di ritardo; sul binario adiacente era pronto (si fa per dire) per la partenza un altro treno regionale (r2650) diretto a Milano in ritardo di circa 30 minuti; a quel punto il nostro R2274 è rimasto fermo altri 6 minuti per dare ovviamente la precedenza al treno di cui sopra (anche quello stracolmo di pendolari inferociti provenienti da Mantova)
A Rogoredo il ns.treno ha accumulato quindi altri 16 minuti,per dare la precedenza alla nebbia(!!!!) totalizzando così 37 minuti di ritardo!!! Oggi, almeno, sono state diffuse le scuse di Trenitalia con quella voce metallica insopportabile, barando naturalmente sulla reale entità del ritardo…

Durante questi ulteriori 37 minuti trascorsi a bordo della carrozza, mi sono chiesto ironicamente quale fosse il limite di tempo oltre il quale sarebbe stato lecito accusare Trenitalia di un ipotetico “sequestro” di persone! Naturalmente la mia vuole essere una provocazione, però trascorrere 76 minuti a bordo di un treno anziché i 39 previsti può far “sragionare” chiunque!! E’ quasi il doppio del tempo !
In ogni caso, noi pendolari continueremo ad urlare la nostra disperazione per le condizioni di vita allucinanti “imposte” da Trenitalia!

Nasce il Blog dei pendolari piacentini (7/2/2011)

Un nuovo strumento per la comunicazione dei pendolari piacentini è disponibile. Si tratta di un blog che permetterà a chi lo desidera di esprimere direttamente ed in tempo reale le proprie opinioni. Sarà molto facile per i lettori inserire commenti, proporre argomenti di discussione e, perché no, sfogare la propria rabbia nel caso si sentano vittime di disservizi.
Il nuovo blog, con una grafica completamente rinnovata, si pone come obiettivo quello di pubblicare le notizie in maniera strutturata e di facilitarne la ricerca.

Invitiamo quindi i viaggiatori a visitare il blog all'indirizzo:

http://pendolaripiacenza.blogspot.com

Le innovazioni tecnologiche di Trenitalia (7/2/2011)

In questi anni di grande innovazione, anche le ferrovie aggiornano la tecnologia a bordo treno per migliorare il comfort dei viaggiatori e l’efficienza del servizio.
Basta un viaggio in treno per sperimentare gli effetti della nuova tecnologia di bordo. Giovedì 3 febbraio di fianco al treno R2912 delle 7.37 per Milano, arrivato a Piacenza in forte ritardo, si crea una lunga coda di viaggiatori per effetto delle nuove porte installate su alcune carrozze. Le vecchie si aprivano in meno di un secondo semplicemente tirando la maniglia, con le nuove, dopo aver tirato una levetta, occorre aspettare un lasso di tempo indefinito prima di vederle apersi. Alcune non si aprono proprio, ma con un po’ di forza bruta si può scollare la guarnizione di gomma che le tiene attaccate al telaio. A questo punto comincia la via crucis dell’apertura, talmente snervante che anche un bradipo avrebbe difficoltà a replicarla con la stessa lentezza. In alcuni casi servono 15-20 secondi per una completa apertura. Se la fermata prevede una sosta si 60 secondi significa che metà del tempo se ne va per aprire e chiudere le porte. Ai viaggiatori non resta il tempo sufficiente per scendere e salire, ma Trenitalia, con molta faccia tosta, incolpa i pendolari degli eccessivi tempi d’incarrozzamento che invece sono causati dalla negligente progettazione delle nuove porte oltre che dalla presenza di porte guaste o chiuse per mancanza di personale. Basta avere una nuova porta per lato per rallentare tutto il treno. Moltiplicando le decine di secondi persi per il numero delle fermate si capisce quanto ritardo sia causato da questa innovazione tecnologica made in FS.

Torniamo all’R2912, quando riesco a salire in carrozza noto due grandi schermi LCD appesi alle pareti, mai visti prima su quel tipo di treno. Durante il viaggio li guardo nella speranza di avere informazioni sulle cause del ritardo, che a Milano Lambrate è diventato di oltre 40 minuti, purtroppo restano spenti per tutto il viaggio.
All’arrivo altra coda per scendere, c’è la solita porta che si apre al rallentatore. Nell’attesa osservo che sulla cornice dello schermo LCD, ancora spento, campeggia la scritta “Infotreno - Dove 6”, sono su un treno, mi dico, con sedili lerci e sfondati in una carrozza poco riscaldata, in ritardo senza sapere il perché, insomma nel solito mondo Trenitalia.

Mi chiedo se quei pannelli non funzionanti siano l’ennesima trovata per giustificare un investimento di qualche milione di euro di soldi pubblici in pseudotecnologia proviaggiatori, oppure se si tratti di un semplice prototipo destinato ad essere montato in tutte le carrozze, bagni inclusi, che darà vita ad un nuovo appaltone FS per la fornitura di un apparato che, vista l’esperienza, dovrà funzionare giusto il tempo del brindisi d’inaugurazione così da consentire ai manager FS di complimentarsi l’un l’altro per l'ottimo lavoro svolto.

Altra innovazione tecnologica è l'utilizzo dei condizionatori d'inverno come pompe di calore per riscaldare, si fa per dire, le carrozze quando il riscaldamento tradizionale è guasto. E’ meglio di nulla, anche se questo consente alle ferrovie di ritardare la riparazione dei riscaldamenti guasti. Dato che dai condizionatori l’aria (tiepida) esce dall’alto e non dal basso come nei riscaldamenti tradizionali, il calore resta tutto vicino al soffitto. Così per i fortunati che rimangono in piedi il tepore si sente dal torace in su, mentre per chi è seduto si scongelano al più le orecchie, ma gambe e piedi restano al gelo: una piacevole sensazione degna di un processo di tempra.

Dopo tanta innovazione stupisce che nessuno abbia invece pensato a ripristinare l'apertura dei finestrini bloccati su moltissimi treni. E’ un’operazione che costerebbe poco, richiederebbe scarso ingegno, ma durante i mesi estivi darebbe un enorme sollievo a migliaia di viaggiatori.

Come avviene per la pianificazione dell'orario ferroviario, che ogni volta improvvisa soluzioni la cui effettiva funzionalità non viene mai verificata a posteriori, anche le innovazioni tecnologiche introdotte dalle FS sembrano essere il frutto di tanta approssimazione e superficialità, l’unica certezza è che assorbono enormi quantità d’investimenti e denaro pubblico senza produrre miglioramenti tangibili per i viaggiatori.

Lettere dai pendolari: Informare sui ritardi è un dovere (7/2/2011)

Scrivo la presente per denunciare ciò che è accaduto in data 02/02/2010 sulla linea ferroviaria Piacenza-Milano. Come ogni mattina sono salito sul treno R2912 delle 7.37, in ritardo come di consueto di 5'. Il treno in questione è probabilmente quello che accumula più ritardi sulla tratta sopra menzionata. Il tragitto sembra normale fino a Lodi, poi il treno si ferma in aperta campagna per 25', ovviamente senza annunci da parte del personale preposto. Indispettito dalla cosa mi dirigo verso la testa del treno e trovo finalmente il capotreno chiuso nella stanza dei comandi con il macchinista (il controllo dei biglietti è una facoltà, non un dovere dei controllori). Chiedo lumi sul motivo della sosta e lui mi dice con fare piuttosto sbrigativo che c’è un treno bloccato sulla linea e che tutti i treni sono quindi in coda in attesa di poter procedere. Lo sprovveduto si lascia però sfuggire che il treno bloccato è in avaria dal mattino presto. A queste parole – in maniera scocciata e alzando il tono di voce, lo ammetto – chiedo per quale motivo non sia stato segnalato nelle stazioni che si era verificato questo inconveniente. Se avessi saputo che la linea aveva questi problemi sarei tornato a casa a prendere la mia automobile, visto che in passato sono già stato sequestrato dalle ferrovie. Si scatena il delirio: il controllore e il macchinista, alleati in un effimero patto d’acciaio, affermano che gli annunci erano stati diramati in tutte le stazioni e che se ho altro da fare in attesa dei treni non è un problema loro… A questo punto invito i signori ad affermare le stesse cose davanti agli altri viaggiatori. Con questa richiesta devo aver toccato un tasto delicato perché la loro agitazione sale, anche la mia ovviamente, ma sempre senza insultare nessuno (ho anche i testimoni). Non potrei dire altrettanto dei due operatori, ma lasciamo stare… All’improvviso mi sento toccare una spalla, mi giro e vedo un uomo che con fare circospetto mi mostra un distintivo della Polizia e mi dice: “documenti”. Nel frattempo altri viaggiatori iniziano a chiedere animatamente notizie ai due efficienti operatori delle ferrovie.
Inizia quindi una discussione surreale con l’agente di Ps, che ahimè non ho identificato come avrei dovuto, il quale mi informa che “ci vuole poco ad attribuire responsabilità alle persone soprattutto se si attaccano dei pubblici ufficiali come il personale di Trenitalia”. Non avendo fatto nulla, replico che nel caso di querela da parte loro non avrei avuto certo problemi a controquerelarli. L’agente si indispettisce per la mia risposta e insiste nel chiedere i miei documenti. Lo invito a seguirmi nello scompartimento dove avevo la mia valigetta; nel frattempo pubblicizzo l’accaduto a tutti i viaggiatori. Mostrati i documenti, senza che lui prendesse le mie generalità, si verifica esattamente quello che immaginavo. Avendo io informato della situazione altri passeggeri, l’agente di polizia cambia il suo tono e diventa improvvisamente amichevole. Intanto sul treno cominciano a trasmettere dagli interfono le informazioni che dovevano essere date dal personale: treno in avaria sulla linea etc etc. C’è voluta una semirivolta e un’accesa discussione con un agente per avere qualche notizia.
Vorrei ricordare ai pubblici ufficiali che la divisa che indossano non gli riserva solo dei poteri, ma anche dei precisi doveri nei confronti dei cittadini. Tra l'altro voglio informare i viaggiatori che in circostanze come questa i "pubblici ufficiali" delle ferrovie sono OBBLIGATI dalle "Condizioni generali di trasporto di Trenitalia" a fornire informazioni sulle tratte ferroviarie, sia nelle stazioni sia durante il viaggio (sul treno); in particolare è loro onere informare i viaggiatori di possibili ritardi o problemi sulla linea. Questo è un nostro diritto sancito dal regolamento europeo n. 1371/2009 e recepito dal contratto summenzionato. Stiamo attenti, quindi, a non accettare passivamente, come fossero oro colato, le giustificazioni di controllori e capotreni, perché spesso gli stessi operatori non conoscono i loro doveri. In conclusione di questa penosa storia mi sono lasciato con l'agente della polizia con una stretta di mano e sono arrivato a Lambrate con 45 minuti di ritardo! Viva L'Italia.

Più i treni sono lenti più le FS ci guadagnano (31/1/2011)

Un’inchiesta giornalistica del giornale “Il fatto quotidiano”, che riportiamo di seguito, ripropone il problema dell'allungamento dei tempi di percorrenza sui treni regionali.
A quanto detto nell’articolo aggiungiamo che il rallentamento dei treni consente anche di saturare le tracce orarie ostacolando l’ingresso della concorrenza, fa inoltre sembrare più veloce ed efficiente il penoso servizio offerto da altre categorie di treni come Intercity ed EScity, e obbliga molti passeggeri a servirsi di quei convogli più costosi che offrono un servizio che, a parità di fermate, potrebbe essere effettuato anche dai treni regionali.

Da "Il Fatto Quotidiano" del 26 gennaio 2010

Il meccanismo di pagamento delle regioni incentiva i treni locali a rallentare ancora: ogni minuto in più può costare alle casse regionali un aggravio di spesa di quasi 80mila euro

Poveri pendolari. Non bastava la sporcizia, la mancanza di puntualità, il sovraffollamento. Ora si scopre che i treni regionali vanno sempre più piano non per colpa dei mezzi troppo vecchi, dell´inadeguatezza delle linee o del destino cinico e baro. Secondo diversi esperti, e in particolare quelli di Assoutenti, la causa è un´altra e si chiama "contratto di servizio" o, come dicono alle Ferrovie, "contratto a catalogo". In base a questo tipo di intesa, tra i parametri usati per calcolare il prezzo che le Regioni devono corrispondere a Trenitalia (Fs) per i treni locali, il fattore tempo è diventato determinante. Più tempo ci vuole per percorrere una linea, più il prezzo sale.

Siccome la durata di un determinato percorso non è stabilita da un´autorità terza, neutrale tra Regioni e Ferrovie, ma dalle Ferrovie stesse attraverso la società Rfi (Rete ferroviaria italiana), è forte il sospetto che quest´ultima possa essere tentata di allungare i tempi così da consentire alla consorella Trenitalia di incassare più soldi. Prima non funzionava così: fino al 2009 per determinare il prezzo di ogni convoglio si faceva riferimento soprattutto alla lunghezza della tratta. Ci sono anche altri elementi che assieme al tempo concorrono a stabilire il prezzo base dei treni, dai posti a sedere al coefficiente di riempimento dei vagoni. Con un´offerta inferiore a 150 posti a treno, per esempio, il prezzo orario è di circa 518 euro l´ora e sale fino a 811 euro quando i posti disponibili sono oltre 600. Poi ci sono le maggiorazioni: più 18 per cento per i festivi (sabato compreso), i notturni (più 16 per cento), l´età dei vagoni (più 10 per cento se hanno meno di 12 anni o se restaurati di recente), il load factor (l´indice di riempimento) che comporta una maggiorazione del 10 per cento, se i posti occupati sono meno del 20 per cento di quelli offerti.

Sarà una coincidenza, ma di fatto, da un po´ di tempo, soprattutto da quando il sistema dei contratti è cambiato, i treni regionali sono sempre più lenti. Gli esempi sono mille. Nell´estate di 16 anni fa il tempo medio ufficiale di percorrenza di un regionale tra Bolzano e Verona era di 108 minuti, nell´inverno 2010 è salito a 121 minuti (+12 per cento), tra Firenze e Roma l´incremento è stato di 37 minuti (+ 18,5 per cento), tra Roma e Ancona 22 minuti (+ 9,5 per cento), tra Roma e Sulmona 12 minuti (+7,5 per cento), tra Avezzano e Roccasecca 13 minuti (+12). L´incremento è stato repentino soprattutto negli ultimi mesi: 10 per cento medio dal 2008 al 2010 tra Roma e Firenze, 2 per cento tra Bolzano e Verona, 2,5 tra Roma e Ancona, più 5 Roma-Sulmona, più 2,5 Avezzano-Roccasecca.

In ballo ci sono tanti soldi. I tecnici hanno calcolato che su una linea dove corrono 15 coppie di treni (30 treni al giorno) con meno di 150 posti, ogni minuto di percorrenza in più comporta un aggravio di spesa per le Regioni di circa 78 mila euro all´anno. Siccome i treni sono migliaia e i tempi di percorrenza sono aumentati su moltissime linee, è facile supporre che gli incassi di Trenitalia siano cresciuti parecchio. Quanto è impossibile dirlo con esattezza, perché Fs non intendono fornire questi dati che considerano riservati, in particolare non vogliono darli al Fatto, giudicato un "giornale non obiettivo".

Ovviamente le Ferrovie respingono con sdegno il sospetto di fare la cresta sui treni locali. Sostengono che il fattore tempo sta alla base del prezzo concordato con le Regioni perché il costo del trasporto ferroviario è determinato soprattutto dal costo del personale, i capitreno e i macchinisti. Più tempo ci vuole per collegare un posto a un altro e più lavoro è necessario ed è ovvio che salga il prezzo del servizio. I tecnici dell´Assoutenti obiettano, però, che il costo del lavoro è il 60, al massimo il 70 per cento del totale, il resto è usura delle macchine, pulizie, ammortamenti, energia, manutenzioni. E se è vero che il costo del lavoro aumenta in funzione del tempo, gli altri costi, invece, dovrebbero essere determinati esclusivamente dalla lunghezza delle tratte. Far crescere quindi anche questi ultimi in relazione al tempo è un´operazione che secondo questi esperti provocherebbe "un indebito beneficio" a Trenitalia. Tornando all´esempio di prima (15 coppie di treni con meno di 150 posti), ogni 78 mila euro all´anno incassati da Trenitalia per ogni minuto di percorrenza in più, 23 mila sarebbero "indebiti".

Le Fs sostengono pure che i tempi di percorrenza spesso crescono perché le Regioni vogliono più fermate, magari per venire incontro alle richieste dei pendolari, e le fermate portano via tempo. Anche perché proprio nel 2008 le stesse Fs hanno introdotto una nuova disciplina per le soste obbligatorie in stazione sulle linee minori, portandole da 30 secondi a un minuto tondo. Di fatto, allungando i tempi di percorrenza, le Fs ottengono anche un altro vantaggio: evitano le sanzioni per gli eventuali ritardi. Con tempi di percorrenza più lunghi, infatti, è molto più difficile che un treno accumuli ritardi ed è molto più facile schivare le multe.

Di fronte a queste realtà, alcune Regioni, dopo esser state indotte dal governo Berlusconi ad affidare i servizi ferroviari a Trenitalia senza gara per 6 anni rinnovabili per altri 6, cominciano a rendersi conto che non è stata affatto una buona idea e vorrebbero fare marcia indietro. Finché lo Stato ha continuato a trasferire senza battere ciglio i finanziamenti necessari per pagare i treni, non si sono fatte troppi scrupoli, ma ora che il ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, con la legge di Stabilità ha tagliato i fondi impedendo che le Regioni potessero partecipare al gettito delle accise sul gasolio da autotrazione (quasi 1 miliardo e 200 milioni di euro), il quadro per loro è cambiato completamente e in peggio.

Per onorare i contratti con Trenitalia, le Regioni sono state messe di fronte a due strade assai poco gradevoli e popolari: aumentare le tariffe in media del 30 per cento rispetto al 2010 e ridurre i servizi del 15. Per questo stanno ragionando di ripensare i contratti con le Fs. La Conferenza delle Regioni, cioè l´organismo politico che le rappresenta, lo ha già scritto chiaro e tondo in un documento: "La manovra finanziaria è una novità che determina consequenziali effetti in termini di validità ed efficacia o quanto meno di rinegoziabilità dei contratti".

Ecco i filmati del consiglio comunale di Piacenza dove si è discusso dell'assenza di adeguati parcheggi gratuiti per i pendolari piacentini  (27/1/2011)

Siamo finalmente in grado di mostrarvi il filmato integrale della seduta comunale tenutasi lo scorso 6 dicembre 2010 in cui è stata discussa la mozione presentata dal consigliere Tassi. A fronte della mancanza di parcheggi gratuiti per i mezzi a due ruote dei pendolari, si chiedeva il ripristino dell'utilizzo gratuito di tutto o di una parte del capannone che l'amministrazione comunale ha messo interamente a pagamento dal 1° novembre 2010.

Vi consigliamo caldamente di guardare e ascoltare con attenzione tutto il filmato, che per necessità di pubblicazione su Internet è stato suddiviso in tre spezzoni della durata di un'ora circa l'uno. Avrete modo di verificare voi stessi gli atteggiamenti tenuti da alcuni consiglieri che mostrano una totale mancanza di conoscenza dei bisogni dei pendolari unita ad un profondo menefreghismo nei confronti dei diritti dei pendolari tra cui quello, sancito dalla legge (articolo 7 comma 8 del codice della strada), di avere a disposizione un adeguato spazio per parcheggiare gratuitamente i propri mezzi.

Una consigliera di maggioranza ha addirittura equiparato i disagi dei pendolari a quelli che hanno le commesse che lavorano in centro a Piacenza!

A fronte della mozione presentata, il problema della sparizione dei parcheggi gratuiti, che l'amministrazione ha cercato in tutti i modi di gestire senza alcun dibattito pubblico e senza lasciare ai pendolari alcuna possibilità di replica, è finalmente approdato in consiglio comunale. In quella sede l'amministrazione ha dovuto prendere atto anche dei dissensi di alcuni consiglieri della propria maggioranza, dovendo fare dietro front su alcuni punti.

Ovviamente questo non è che l'inizio delle azioni che ci porteranno a riprenderci quanto ci è dovuto. Nel frattempo invitiamo tutti coloro che condividono la nostra battaglia a non cedere ad eventuali intimidazioni e continuare a chiedere adeguati parcheggi gratuiti evitando di lasciare il proprio mezzo negli spazi a pagamento: se non riescono a spillarci i soldi, prima o poi saranno costretti ad andarsene.
Tra un anno inoltre ci saranno le elezioni comunali ed i giochi finalmente si riapriranno.

Il filmato in alcuni punti ha un audio poco chiaro, ma per la maggior parte degli interventi è perfettamente comprensibile. Il filmato è arricchito da alcuni commenti che mettono in luce le inesattezze e le strategie di alcuni consiglieri che cercano di mascherare il problema venutosi a creare per i pendolari a seguito della totale messa a pagamento dei vecchi spazi adibiti a parcheggi per biciclette ciclomotori e motocicli.
Lasciamo od ognuno trarre le proprie conclusioni in merito alle affermazioni di alcuni consiglieri.

Consiglio comunale sui parcheggi pendolari - 1° parte
Consiglio comunale sui parcheggi pendolari - 2° parte
Consiglio comunale sui parcheggi pendolari - 3° parte

Chi volesse una copia del filmato in alta qualità può contattarci attraverso la nostra email.

Incontro con i pendolari (25/1/2011)

Informiamo che giovedì 27 gennaio alle ore 21 si terrà presso la sede dell’associazione pendolari (P.le Marconi 32A) un incontro per discutere dei problemi relativi al servizio ferroviario e alla carenza di parcheggi in stazione. Tutti i pendolari sono invitati a partecipare.

Ordine del giorno

In arrivo bonus per i pendolari della Piacenza-Milano (24/1/2011)

Due bonus in arrivo per i pendolari della tratta Piacenza-Milano: ancora una volta la Regione Lombardia riconosce i disagi subiti dagli utenti ed esige che Trenitalia risarcisca gli abbonati mediante rimborsi e sconti. Analizziamoli in dettaglio.

Innanzitutto la Regione ha stabilito che i problemi e i disservizi occorsi ai viaggiatori nei giorni di maltempo di dicembre si sarebbero potuti limitare se Trenitalia avesse impiegato risorse adeguate: pertanto ha imposto a Trenitalia la concessione di un bonus “straordinario” a chi dimostrerà di aver viaggiato in quel mese. Anziché agevolare l’operazione, però, sembra che Trenitalia si sia data una gran pena per complicarla. Per usufruire del bonus pari al 10% del prezzo dell’abbonamento, infatti, non è sufficiente presentarsi alla biglietteria esibendo l’abbonamento di dicembre e ricevendo il nuovo abbonamento scontato. È invece necessario consegnare una domanda di rimborso presso una stazione lombarda (a Piacenza non possono accettarla) allegando il documento di viaggio in originale e scegliendo la modalità in cui si vuol ricevere il rimborso: o mediante assegno oppure tramite coupon che verranno recapitati al domicilio del richiedente. Ciononostante, invitiamo comunque tutti i pendolari a presentare la richiesta, senza lasciarsi scoraggiare.

A febbraio, poi, gli abbonati potranno godere di uno sconto del 20% sull’acquisto dell’abbonamento, bonus che deriva dal mancato rispetto dello standard minimo di affidabilità del servizio. Infatti, mensilmente e con riferimento al terzo mese precedente, la Regione Lombardia valuta il livello di servizio offerto da Trenitalia e in questo caso ha certificato che a novembre 2010 i disservizi subiti dai viaggiatori sono stati eccessivi.
Lo sconto verrà applicato automaticamente in biglietteria all’atto dell’acquisto del nuovo abbonamento mensile, indipendentemente dal fatto che si fosse effettivamente viaggiato nel mese cui fa riferimento il bonus.

È evidente che la concessione di questi bonus testimonia ancora una volta come Trenitalia non stia rispettando il contratto di servizio con la Regione e soprattutto non riesca a garantire ai suoi utenti condizioni di viaggio confortevoli; visti i continui ritardi, i viaggi al freddo e la perenne sporcizia dei vagoni c'è da scommettere che nuovi bonus siano in arrivo.

Vogliamo infine sottolineare come queste procedure di sconti e rimborsi non siano facilmente accessibili a chi è in possesso di un abbonamento annuale: è infatti impossibile, per questi viaggiatori, consegnare il documento di viaggio in originale, magari perché lo stesso è ancora in corso di validità o perché servirà per le detrazioni fiscali.
Forse si vogliono scoraggiare le richieste? Sarebbe stato sufficiente che l’impiegato che riceve la domanda di rimborso verificasse al momento l’autenticità del biglietto e ne facesse una fotocopia da allegare alla pratica.
E ancora: lo sconto del 20% che non posso riscattare a febbraio mi sarà riconosciuto quando tra qualche mese rinnoverò il mio abbonamento annuale?
Ricordiamoci sempre che stiamo parlando di Trenitalia: logica e razionalità non abitano qui.

Tutti i dettagli delle procedure di rimborso e la relativa modulistica sono disponibili sul sito ufficiale di Trenitalia: vi si può arrivare inserendo la chiave “Indennizzo Abbonati Lombardia” nella funzione di ricerca.

Ancora nessuna traccia delle rastrelliere promesse (24/1/2011)

Pochi giorni dopo l’inaugurazione del rinnovato Piazzale Marconi (4 dicembre 2010), il Sindaco Reggi aveva promesso di installare nuove rastrelliere gratuite vicino alla stazione, dando l’impressione di aver ascoltato i tanti pendolari che si rifiutavano – e continueranno a rifiutarsi – di parcheggiare la propria bici a pagamento; contestualmente, aveva anche sospeso l’ordinanza di rimozione delle biciclette lasciate sul piazzale.
Da quel giorno, però, molta acqua è passata sotto il ponte, eppure l’unica novità che si è registrata in zona stazione è la comparsa (ai primi di dicembre) di una rete arancione che rende inaccessibile uno degli spazi in precedenza occupati da rastrelliere, proprio all’ingresso della stradina che costeggia BorgoFaxhall. Le rastrelliere sono state rimosse, e al loro posto è stato appeso un cartello che istituisce un divieto di parcheggiare lì le biciclette dal 6 dicembre, data di inizio dei lavori. Quali lavori, ci si chiede, dal momento che a tutt’oggi (21 gennaio) nulla è stato ancora fatto?
Il risultato è ovviamente un’ulteriore riduzione dei pochissimi posti gratuiti, mentre tutti i pendolari-ciclisti si chiedono dove (e quando) verranno collocate le nuove rastrelliere. In via La Primogenita, come recita il cartello di cui sopra? A che altezza, esattamente? E a che distanza dalla stazione? I pendolari-ciclisti dovranno forse prevedere, dopo aver parcheggiato la bici, di trasformarsi in pendolari-podisti?
Intanto che qualche centinaio di persone continua ad arrovellarsi su queste domande e ad arrabattarsi per trovare un posto ove lasciare la bici, il capannone adibito a deposito (a pagamento) rimane vuoto, e il Sindaco torna alla carica parlando nuovamente di rimozione delle due ruote dal piazzale. La motivazione è sempre la stessa: garantire il decoro di Piazzale Marconi, per il quale tante risorse sono state investite. A proposito: qualcuno dei tanti assessori si è forse accorto che le ringhiere in prossimità delle scale mobili sono già arrugginite? Molti pendolari sì, e si chiedono quale tipo di materiale sia stato utilizzato, se a nemmeno due mesi dall’installazione mostra già evidentissimi segni di deterioramento. Non sarebbe il caso di chiederne conto alla ditta che ha fornito il materiale o a chi l’ha scelto come il più adatto per strutture da installare all’esterno, esposte alle intemperie?
Oppure dovremo prevedere la chiusura primaverile delle scale mobili per lavori di restauro? In questo caso, comunque, pochi se ne accorgerebbero, visto che fin dal primo giorno le scale mobili hanno sempre funzionato a singhiozzo. Insomma, la vita è fatta a scale, ma in Piazzale Marconi chi scende (dalle scale mobili) non sempre risale.

Contratti di servizio regione-ferrovie: le franchigie sui ritardi sono una truffa ai danni dello Stato e dei privati? (24/1/2011)

Chi prende un treno si trova spesso a fare i conti con gli strampalati conteggi dei ritardi imposti dalle ferrovie, dove un treno con 5, 10 o anche 15 minuti di ritardo viene considerato puntuale. L'aver abilmente classificato i ritardi in gruppi di minuti ha consentito alle ferrovie di falsare l'effettiva entità del disagio creato e quindi pagare meno penali per i disservizi creati. Quella catalogazione dei ritardi poteva essere giustificata quarant’anni fa, ma con l’attuale livello di informatizzazione dei sistemi di controllo non ha più alcun motivo d’esistere, se non per l'arbitrario interesse di far apparire il servizio ferroviario più efficiente di quanto non sia nella realtà.
Basti pensare che anche solo 5’ di ritardo a viaggio, ovvero 10’ al giorno, equivalgono a 37 ore di lavoro perse da ogni pendolare in un anno; in pratica una settimana di ferie se va in fumo solo per questo “piccolo” ritardo quotidiano. Se consideriamo che nella nostra regione ci sono decine di migliaia di pendolari, il danno economico complessivo che ne risulta è pari a decine di milioni di euro all’anno. Danno che, con la complicità delle Regioni, viene completamente occultato ai fini del calcolo delle penali. La presenza delle franchigie nei contratti di servizio non consente infatti di considerare i ritardi inferiori ad una certa soglia.
Considerare trascurabili i ritardi di pochi minuti è anche la principale causa di malfunzionamento del sistema ferroviario. In questo modo il management FS, che com’è noto privilegia gli aspetti economici, non ha alcuno stimolo a comprendere e risolvere le ragioni dei quei piccoli ritardi che spesso sono all’origine dei “problemi alla circolazione”, fonte dei sistematici disservizi ferroviari.
Ora finalmente i colleghi del comitato pendolari Torino-Milano, in una lettera inviata a tutte le associazioni pendolari, stanno valutando una via legale per obbligare le Regioni a conteggiare anche quei ritardi ai fini del calcolo delle penali.
Le franchigie sui ritardi, ma anche sulla composizione del materiale, presenti nei contratti di servizio, potrebbero ledere alcuni articoli del codice penale. L’idea dei pendolari della Torino-Milano è la seguente: i funzionari delle Amministrazioni Pubbliche Regionali che, impegnando denaro pubblico, sottoscrivono il contratto con le ferrovie, sono tenuti a favorire gli interessi dei cittadini; poiché invece la franchigie favoriscono gli interessi del gestore del servizio ferroviario, si potrebbe configurare il reato di truffa non solo ai danni dello Stato, ma anche dei privati.
La possibilità di denunciare per truffa coloro che stipulano contratti di servizio non appropriati sarebbe senza dubbio un primo passo verso il concreto miglioramento del servizio ferroviario.

Lettere dai pendolari: La regione non fornisce il contratto di servizio (25/1/2011)

Ho scritto alla regione per sapere come prendere il contratto di servizio. Questa la risposta che ho ricevuto.
Un amico che è nell'associazione Aduc e fa periodici incontri con l'azienda per la difesa degli utenti mi ha detto oggi  che il contratto di servizio è stato negato anche a loro con la motivazione espressa dal legale di Trenitalia che ha dichiarato che, essendo stato firmato da azienda e regione, pur essendo un atto pubblico la sua diffusione necessità di entrambi i pareri favorevoli.
Eccovi comunque la risposta della mia regione (Lazio?):

Gentile utente,
La ringraziamo per essersi rivolto al nostro ufficio.
Con riferimento alla sua richiesta Le comunichiamo che, da contatti presi con la Segreteria della Struttura regionale competente abbiamo appurato che il Contratto di servizio Trenitalia vigente, siglato in dicembre 2009 e valido per il periodo 2009-2014, non è al momento consultabile in quanto non ancora pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio (BURL) né sul sito ufficiale, si è in attesa della pubblicazione da parte dell'Ufficiale erogante.
Per ulteriori chiarimenti la informiamo che l'Ufficio Relazioni con il Pubblico è a sua disposizione anche al seguente numero verde 800012283.
Ufficio Relazioni con il Pubblico

Passeggero incastrato: il capotreno non riapre le porte (20/1/2011)

Come ogni mattina anche il 14 gennaio sono arrivato in stazione per prendere il treno regionale 2274 per Milano che dall'entrata in vigore del nuovo orario è stato anticipato alle 7.54.
Salendo dalle scale del sottopassaggio vedo che il pannello del binario 3 indicava che il treno in sosta era quello diretto a Torino delle 7.53: inutile quindi affrettarsi.

Arrivato sul binario ho però notato una certa frenesia tra i passeggeri: a qualcuno era sorto il dubbio che l'indicazione sul pannello non fosse corretta ma non si trovava il capotreno al quale chiedere spiegazioni.
D'un tratto qualcuno ha riconosciuto un viso familiare tra quelli dei passeggeri già seduti in carrozza e quindi decidiamo di salire: a dispetto delle indicazioni, il treno in sosta doveva decisamente essere quello diretto a Milano.

Ci incolonniamo quindi per salire ma d'un tratto viene dato il segnale di chiusura porte e queste si serrano incastrando un signore impegnato nella salita che quindi si ritrova schiacciato metà dentro e metà fuori, con una gamba che penzola all'esterno della vettura.
Da terra cerchiamo di riaprire la porta per permettergli di liberarsi, qualcuno urla nella speranza che il capotreno finalmente si affacci e ordini di riaprire le porte.
Il treno resta fermo, la persona non riesce a divincolarsi: devono intervenire in suo aiuto due persone che da terra, spingendo con tutta la loro forza, riescono ad alleggerire la pressione esercitata dalla porta e permettono allo sfortunato pendolare di liberarsi.

Il treno a questo punto riparte: in 5 rimaniamo a terra, tutti increduli e stupiti per quello che è capitato.
Ci vorremmo lamentare ma da quando a Piacenza è stato chiuso l'ufficio movimento non sapremmo a chi rivolgerci.

Nel discutere sull'accaduto cade l'occhio sull'orologio e capiamo che tra l'altro il treno ha iniziato la manovra di partenza in deciso anticipo: probabilmente doveva liberare il binario per permettere al treno per Torino (quello appunto indicato in tabellone e che vediamo affacciarsi in stazione) di entrare.
Mi chiedo come mai sia stato fatto arrivare proprio sul terzo binario visto che in base all'orario pubblicato sarebbe dovuto arrivare su un binario diverso proprio per evitare questo genere di situazioni.

Tra i pendolari rimasti a terra uno chiede timidamente aiuto: poichè da orario il treno sosta in stazione ben 7 minuti (non si capisce come mai, addirittura con il vecchio orario la sosta era di un quarto d'ora), arrivando da Fiorenzuola quel signore era sceso a Piacenza per fumare una sigaretta ma nel trambusto causato dal tentativo di aiutare l'altro passeggero non è più riscito a risalire, perdendo quindi il suo bagaglio che era rimasto sul treno.
Non potendo più contare neppure sull'ufficio oggetti smarriti (chiuso anche questo) ancora una volta ci si deve arrangiare: si chiama un amico che sicuramente è sul treno e grazie alla solidarietà di altri pendolari riusciamo a far recuperare la preziosa valigetta.

In conclusione segnaliamo che il treno che ci ha lasciato a terra è poi arrivato (anche oggi!) a Milano con 14 minuti di ritardo (maturati tutti prima di Lodi), il successivo regionale 20416 è invece arrivato a destinazione con 'soli' 10 minuti di ritardo: non tanti, ma sufficienti per farmi perdere un'altra coincidenza e farmi arrivare in ufficio con un'ora di ritardo.
Per questo motivo io ho subìto un rimprovero dal mio capo, a chi tocca invece rimproverare Trenitalia per questi disservizi?
E chi deve riprendere il capotreno che non avendo atteso a terra la partenza del treno ha disatteso i regolamenti mettendo in pericolo la salute dei viaggiatori in partenza?

Come Associazione possiamo solo segnalare che questo genere di incidenti si verificano sempre più frequentemente e a nostro avviso si sta creando una situazione potenzialmente pericolosa: auspichiamo quindi che le autorità preposte svolgano il loro compito di controllo con più serietà e vigilino con attenzione per garantire la sicurezza di tutti i viaggiatori, pendolari compresi.

Le franchigie sui ritardi nei contratti regionali: Truffa ai danni di Stato e privati?  (20/1/2011)

Da anni chiediamo che i ritardi vengano misurati al minuto e che le penali facciano riferimento agli effettivi minuti di ritardo senza sconti e franchigie. Ora finalmente i colleghi del comitato pendolari Torino-Milano, di cui alleghiamo di seguito la lettera inviata a tutte le associazioni pendolari, hanno trovato una leva legale per obbligare Regioni e ferrovie a valutare nel calcolo delle penali ogni singolo minuto di ritardo senza franchigie in favore delle ferrovie. 
Vedere qualche amministratore o funzionario denunciato per truffa sarebbe un primo passo verso il concreto miglioramento del servizio ferroviario.
Sosterremo con ogni mezzo questa iniziativa.

Lettera inviata dal comitato pendolari Torino-Milano

In data 12 gennaio abbiamo inviato una prima lettera di richiesta alla Regione Piemonte (visto che il nuovo contratto non è ancora stato firmato) per far abolire alcuni livelli di franchigia ritardi che ormai tutti noi sappiamo essere una delle principali cause dei ritardi a livello nazionale dei treni regionali. Stiamo lavorando in merito, con il nostro coordinamento regionale e volevamo chiedervi di condividere questa richiesta estendendola a tutte le regioni attraverso i coordinamenti dei comitati, delle associazioni dei pendolari e delle associazioni dei consumatori. Portare il problema in Parlamento è il nostro obiettivo finale. L'argomento è anche delicato perché come da anni sosteniamo, lo sporco sistema applicato delle franchigie nel calcolo dei ritardi, toccherebbe alcuni articoli del codice penale, almeno questo è quello che molti pendolari sostengono. Dicevo che è molto delicato l'argomento perché come tutti sappiamo, il contratto di servizio nel trasporto pubblico, viene sottoscritto da funzionari di Amministrazioni Pubbliche Regionali e dirigenti di società di servizi. Qui si tratta di gestione di denaro pubblico, regolato da accordi che dovrebbero favorire i cittadini che utilizzano determinati servizi e per il quali anche loro pagano una quota. Ma se in questi accordi viene stabilito che, attraverso particolari clausole come quella della franchigia ritardi (nel caso dei trasporti) vengono tutelati gli interessi del gestore e non del cittadino, si potrebbe raffigurare il reato di truffa non solo ai danni dello Stato ma anche ai danni di un privato cittadino. Il funzionario di una Pubblica Amministrazione che stipula un contratto di pubblico servizio, agevolando a certe condizioni non il cittadino, ma il gestore del servizio, secondo molti pendolari, commetterebbe un reato. Ora si tratta di analizzare bene tale configurazione di reato, ma soprattutto cercare di coinvolgere le Amministrazioni Pubbliche, a rivedere urgentemente questi accordi, modificandone sostanzialmente le regole. Regole che devono tutelare innanzitutto gli interessi dei fruitori del servizio e non come fino ad oggi, studiate, applicate e messe a disposizione di chi attraverso quelle regole, ha realizzato un sistema che ogni giorno provoca danni morali ed economici ad una intera collettività.

Servizio ferroviario sempre più vergognoso (17/1/2011)

Continuano imperterrite le spettacolari performance dei treni del servizio regionale dell’Emilia Romagna, ma non solo .
Che il 2011 sarebbe stato "annus horribilis" tra tagli ai servizi, cancellazioni di tracce e aumenti vergognosi delle tariffe, lo si poteva prevedere, ma il modo in cui è iniziato, fatta la tara delle feste tra Capodanno e la Befana, ci lascia stupefatti, ed arrabbiati con tripla "z".
Non riuscire ad arrivare un solo giorno in orario in ufficio a Milano è paradossale, ma non dipende dalla nuvola di Fantozzi, bensì dall’incapacità conclamata delle FS di garantire la normalità, ovvero treni puliti, in orario, con carrozze riscaldate e porte di accesso funzionanti.

Lunedì e martedì (10 e 11 gennaio) 10 minuti di ritardo alla mattina, faticaccia per salire con porte guaste, carrozze chiuse e con riscaldamento non funzionante e passeggeri in piedi da Piacenza, 1e classi declassate, ed altrettanto alla sera (con "l’innovazione" del partire 5 minuti prima – leggasi anticipo alle 18,15 del regionale da Milano Centrale per Bologna – per arrivare allo stesso orario di prima, ed anche oltre…), ieri mattina 40 minuti di ritardo a catena per il solito guasto di un treno lombardo in linea, con scene da Far West per riuscire a salire nelle stazioni della bassa lodigiana (se non ci fossero stati i treni emiliani tutti a casa….).

Il 13 gennaio altri 20 minuti di ritardo (FORSE PERCHE’ C’ERA LA NEBBIA ???) su due tra i più importanti convogli della mattina, ovvero i regionali da Parma delle 6,48 e da Bologna delle 7,08.
A che santo ci dobbiamo rivolgere per fare funzionare la baracca ?
Dove sono i controllori del servizio che pagati dalla Regione dovrebbero verificare in incognito che i parametri del contratto vengano rispettati ?
Cosa stiamo aspettando a mettere in mora Trenitalia, impugnare il contratto medesimo e mettere in piedi una vera gara per il trasporto regionale ?
Sicuramente non qualcuno che con la fascia tricolore tempo fa proclamava la discesa sui binari se le condizioni di viaggio di migliaia di piacentini pendolari non fossero migliorate….
Buon Anno, e se proprio potete farne a meno, alla mattina state a letto al caldo.

Lettere dai pendolari: Diario di un pendolare 15a puntata (17/1/2011)

12 gennaio 2011
Questa mattina non ho raggiunto la stazione ferroviaria di Piacenza in orario utile per salire sul reg. delle h.7:54,per due motivi:
1) mi sono alzato più tardi del solito;
2) grazie alla geniale decisione della giunta comunale di Piacenza, i posti auto più vicini alla stazione stessa sono stati messi a pagamento (6 EURO AL GIORNO!!!!), per cui ho trovato parcheggio ad un km di distanza.
N.B. i posti a pagamento, naturalmente, sono sempre assolutamente liberi, prima o poi a palazzo Mercanti capiranno che sarebbe utile eliminare quelle righe blu..... ma chiediamo troppo!!
Ad aggravare l'inizio della giornata, ci si è messa ovviamente anche Trenitalia con i suoi consueti ritardi e con la disinformazione cronica: faccio riferimento al treno EScity delle h.8:24, che è indicato sul tabellone con ritardo +15'. Come spesso capita, decido di scrivere l'ennesima puntata del diario pendolare mettendomi in paziente attesa di ulteriori sviluppi.
Alle 8.30 circa, viene diffuso la comunicazione che il nostro Frecciabianca arriverà con 20' di ritardo diversamente da quanto già annunciato.
Le smorfie di delusione sul volto dei pendolari diretti a Milano durano pochi minuti perché alle 8:33 il treno viene annunciato in arrivo sul binario 3. Ci precipitiamo sul marciapiede corrispondente, ma ecco (puntuale) la beffa quotidiana: il treno è arrivato alle 8:40 circa ed è rimasto inspiegabilmente fermo per 4 minuti, rispettando così precisamente i 20' di ritardo di cui sopra.
Siamo in balia della disorganizzazione più totale; nel giro di pochi minuti dobbiamo prendere una decisione basandoci su informazioni discordanti tra loro; sarebbe più facile viaggiare bendati e con le orecchie tappate! Il treno è arrivato a Rogoredo mantenendo inalterati i 20’ di ritardo.
Anche oggi ho raggiunto l'ufficio in mostruoso ritardo; nessun collega mi crede più quando fornisco le solite motivazioni sulle cause della mia assenza. Grazie ancora di cuore a Trenitalia!

Nuovo parcheggio biciclette: "chiuso per ferie" (9/1/2011)

Un cartello all'ingresso del deposito custodito delle biciclette in stazione avvisa che lo stesso rimarrà chiuso una settimana "per festività".
Si sta verificando uno dei problemi che noi, come Associazione, avevamo previsto: avevamo infatti già evidenziato che gli orari di apertura sono spesso incompatibili con le esigenze di quei pendolari che lavorano su turno o nei giorni festivi.
Stiamo parlando ad esempio degli operatori di call center impegnati nei turni notturni o delle commesse che lavorano la domenica. Fortunatamente il locale è sempre semideserto quindi immaginiamo che i disagi causati dalla imminente chiusura saranno limitati. Tuttavia siamo solidali con quelle persone che, pur desiderando un ricovero sicuro, saranno costrette a parcheggiare all'aperto.
Fortunatamente per loro la delibera che prevedeva la rimozione delle biciclette parcheggiate in Piazzale Marconi è stata sospesa, quindi potranno lasciare i loro mezzi vicino a quelli di chi da sempre parcheggia liberamente all'aperto perchè ha rifiutato il servizio di custodia.
Sfortunatamente per loro non potranno utilizzare i posti previsti all'inizio della stradina adiacente Borgo Faxhall: l'area è stata recintata oramai un mese fa causa imminente inizio lavori di installazione delle nuove rastrelliere (il Sindaco, tra l'altro, in risposta alle polemiche le ha promesse coperte), ma ancora nulla è stato fatto.
Potranno invece utilizzare gli 80 posti coperti di fronte al magazzino spedizioni di RFI (accessibili da V.le S.Ambrogio, lato P.le Marconi) a patto che riescano ad individuarli: sebbene il Comune continui a citarli quando difende le proprio posizioni, noi non li abbiamo ancora visti.
Sperando che l'anno nuovo porti consiglio, auguriamo a tutti (pendolari e non) un felice anno nuovo.

Lettere dai pendolari: Diario di un pendolare 14a puntata (9/1/2011)

27-12-2010 fermate straordinarie (senza avvisare….)
E’ Lunedì, è il giorno più doloroso della settimana! Trenitalia lo rende normalmente disastroso! Esco di casa convinto che nelle due settimane post-natalizie la puntualità possa contraddistinguere i viaggi che faremo, in particolare perché alcuni treni regionali vengono soppressi e perché il numero di pendolari diminuisce sensibilmente per ferie ecc.
Il Nostro reg.2274 delle 7.54, parte dalla stazione di Piacenza e viaggia “spedito” (è un eufemismo…) nelle campagne brinate della “Bassa”; in prossimità della stazione di Codogno rallenta e dopo alcuni secondi si ferma nella stazione stessa! Nessun avviso, nessun capotreno da apostrofare per l’ennesima beffa! Nemmeno il capostazione informa gli utenti circa la “straordinaria” decisione di questa mattina; naturalmente i pochi viaggiatori in attesa sul marciapiede balzano a bordo.
Stesso “rito” nella stazione di Casalpusterlengo e, quindi, seconda beffa a distanza di pochi minuti! Di questo passo arriveremo a Milano per il “brunch”!?!?!
Omertà, questo è il nuovo non-comportamento messo in atto dalle geniali menti di Trenitalia! Lasciare i poveri pendolari in balia della disinformazione e degli assurdi stratagemmi volti a dare “un colpo al cerchio e uno alla botte” per illudere che il “servizio” sia garantito ugualmente, anche nel periodo “vacanziero”!
Il treno ha accumulato “solo” 4' di ritardo che sono comunque pesantissimi da digerire, date le cause!

23-12-2010 il fine giustifica i mezzi - Diario di giovedì sera:
il Terni porta 5 minuti, salgo sul Livorno r2039 in mega ritardo (17.17) pronto al binario 6.
c'è miracolosamente una carrozza di prima, ma le porte sono già chiuse e il capotreno ci fa salire da quella di servizio ritardando ulteriormente la partenza! E’ bello illudersi di essere arrivati a Piacenza "in orario" con un treno diverso da quello previsto: IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI! ma il "Livorno" ha accumulato 40' di ritardoooo.

04 1 2011 fermate (nel bel mezzo del nulla)
Ogni giorno della settimana diventa doloroso grazie a Trenitalia che nella maggioranza dei casi lo rende anche disastroso!
Esco di casa con una “bella” temperatura di -5°C, convinto che nelle due settimane post-natalizie la puntualità possa contraddistinguere i viaggi che faremo, in particolare perché alcuni treni regionali vengono soppressi e perché il numero di pendolari diminuisce sensibilmente per ferie ecc.

Il “Nostro” reg.2274 delle 7.54, parte in anticipo (!!) dalla stazione di Piacenza e viaggia “spedito” (è un eufemismo…) nelle campagne galavernate della “Bassa”; in prossimità della stazione di Codogno rallenta e si ferma per almeno 5 minuti! Nessun avviso, nessun capotreno da apostrofare per l’ennesima beffa! Stesso “rito” nelle vicinanze della stazione di Casalpusterlengo e, quindi, seconda beffa a distanza di pochi minuti! Di questo passo arriveremo a Milano per l’aperitivo?!?
Come già detto nei giorni scorsi, ma non per questo mi stancherò di ripeterlo, “Omertà” è il nuovo non-comportamento messo in atto dalle geniali menti di Trenitalia! Lasciare i poveri pendolari in balia della disinformazione e dell’intenso traffico del mattino?!?!? Mi chiedo allora dove stia realmente il problema;gli “addetti ai lavori” hanno a disposizione un anno di tempo per modificare l’orario e cercare di migliorarlo, ma il risultato è in costante peggioramento! Sarà un “concorso di colpa” (incapacità di programmare, macchine vecchissime, varie ed eventuali), ma alla fine, quelli che pagano (in tutti sensi) le amare conseguenze sono sempre gli stessi (vedi “pendolari”). A febbraio ci daranno un’ulteriore mazzata con l’aumento spropositato e mai giustificato degli abbonamenti del 25/30 %. Un po’ di fumo negli occhi con il bonus straordinario del 10% sul prezzo dell’abbonamento di dicembre 2010 (erogabile, tra l’altro, con una procedura “burosaurica”) e poi la “sassata” micidiale degli aumenti! Grazie davvero!
Il treno ha raggiunto Lodi con 9 minuti di ritardo;
A Rogoredo ne ha accumulati 11, per dare la precedenza a Mister Frecciarossa! Oggi non sono state diffuse nemmeno le scuse di Trenitalia con quella voce metallica insopportabile: c’è grossa crisi, bisogna risparmiare energia, quindi anche gli altoparlanti di bordo rimangono ammutoliti; noi pendolari invece continueremo ad urlare la nostra disperazione per le condizioni di vita allucinanti “imposte” da Trenitalia!

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