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LA PAROLA DAL CIELO.

Testo fondamentale: Isaia 55: 9-11

Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri.
Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, affinché dia seme al seminatore e pane da mangiare,
così è della mia parola.

Alcuni anni fa ho seminato, in un campo che mi avevano prestato, delle piantine di timo. Per la prima volta nella mia vita mi sono trovato ad ascoltare con ansia le previsioni del tempo, sperando in un po' di pioggia. In quei torridi mesi, tra maggio e luglio, la pioggia non venne, ed il mio campo, ad una certa distanza da casa mia, non poteva essere annaffiato regolarmente, e così alla fine, le mie povere piantine di timo morirono tutte.

Dio usa la pioggia per illustrarci il suo proposito di mandare agli uomini la sua Parola. Perché? Il primo proposito di Dio è che la sua Parola, come la pioggia, possa far germogliare nei nostri cuori la vita spirituale, cosi che noi possiamo essere salvati. Quando permettiamo alla Parola di Dio di entrare nei nostri cuori, allora lo Spirito Santo agisce in noi, ci parla, ci fa capire i nostri errori e ci fa desiderare un cambiamento sostanziale nella nostra vita.

Sì, è la Parola che come un piccolo seme comincia a germogliare. Iniziamo ad essere turbati, a disagio, a causa dei nostri peccati. Incominciamo a sentirci male "dentro" e supplichiamo Dio di salvarci da tutto questo. A questa situazione, a volte molto dolorosa, segue però, nei cuori che si lasciano toccare dalla sua grazia, la salvezza di Dio.

In questo modo Dio ha seminato la sua Parola nei nostri cuori e questa ha portato il frutto della salvezza. Come risultato di questo processo, saremo noi che a nostra volta, pregheremo per la salvezza degli altri. Chiederemo al Signore che le persone a cui vogliamo bene possano ascoltare l'Evangelo di Gesù, nello stesso modo in cui lo abbiamo ascoltato ed accolto noi stessi.

In seguito inizieremo ad agire: raccontando le cose meravigliose che il Signore ha fatto per noi, possiamo trasmettere quello che stiamo imparando dallo studio della Parola di Dio. Credo che sia difficile non restare affascinati dall'entusiasmo di chi ha appena conosciuto il Signore come suo vivente Salvatore. In questo modo anche altri possono ricevere il seme della Parola di Dio nel loro cuore.

Durante la seconda guerra mondiale, un aereo americano fu abbattuto nel cielo della Birmania. Il pilota superstite, disperso nella giungla, incontrò un abitante del luogo che conosceva un po' di inglese e si offrì di condurlo in un luogo sicuro. Ma come uscire da una foresta folta nel quale non c'era proprio nessun sentiero? Il sentiero, il birmano, se lo aprì con la sua ascia, mentre l'aviatore lo seguiva in un intreccio indescrivibile di vegetali sconosciuti, dai quali comparivano spesso serpenti ed altri temibili animali. Spaventato, il pilota chiese al birmano: "Dov'è la via? Sei sicuro di conoscerla?". L'uomo, nel suo inglese stentato, rispose: "La via sono io: seguimi ed usciremo di qui!" E così avvenne.

Alle prese con le difficoltà della vita, esposti a pericoli di ogni tipo, molte tra le persone che ci sono vicine si sono completamente perdute. Chi gli mostrerà la via che porta verso Dio? Gesù ci affida il compito, nel modo che noi riteniamo più adatto alle nostre capacità ed ai nostri talenti, di essere come quel birmano. Spesso noi possiamo indicare ad altri la strada che abbiamo già percorso per uscire fuori dalla giungla del peccato e della disperazione.

E così che, anche attraverso di noi, Dio costruisce il suo regno, il Regno dei Cieli, il regno eterno del Signor Gesù Cristo, e questo è il primo scopo della Parola di Dio.

Il secondo scopo della Parola è quello di darci pane da mangiare. Ripensiamo un attimo all'illustrazione della pioggia che cade: è così che i campi ricevono acqua in modo che possiamo piantare il nostro timo, o meglio ancora, il nostro grano e questo crescerà abbondante. Poi, dal momento della raccolta avremo cibo a sufficienza per sostenere il nostro corpo fisico. Ah, quanto dovremmo ringraziare il Signore per il nostro pane quotidiano. Si tratta di un dono di Dio per il nostro sostentamento. È sulle nostre tavole perché Dio ha fatto in modo di far cadere la sua pioggia.

Nello stesso modo, quando Dio manda la sua Parola, questa giunge sulla terra come la pioggia, cioè entra nei cuori degli uomini e coloro che vengono salvati se ne nutrono.

Che cosa facciamo quando sentiamo di avere molta fame e ci sentiamo terribilmente deboli? Normalmente apriamo il frigo o qualche sportello in cucina e cominciamo a cercare qualcosa da mangiare. Se non trovassimo abbastanza cibo, potremmo restare affamati e questo ci procurerebbe una certa sofferenza. Ma se troviamo il cibo di cui abbiamo bisogno, allora ci sazieremo e potremo ringraziare il Signore per il pasto ricco ed abbondante.

Quando Dio ci dà la sua Parola, ce la dà in abbondanza, ce la porge in modo da permetterci di trovare in essa la risposta per tutti i nostri bisogni, e se ce ne nutriamo regolarmente, non soffriremo mai più la fame dello Spirito.

L'intera Bibbia è la Parola di Dio, e ci trasmette il messaggio di Salvezza, dal primo fino all'ultimo libro che la compone. Pensiamo a tutti i versetti che abbiamo ascoltato, nel corso della nostra vita, nell'ambito delle riflessioni e delle predicazioni. Sempre, qualunque brano delle Sacre Scritture ci parla del messaggio della salvezza. Dio ci concede questo insostituibile cibo in abbondanza. La Parola di Dio è il nostro cibo spirituale. Dio ce la manda e ce la lascia usare in modo da permetterci di essere spiritualmente sazi di Lui.

Immaginiamo di vivere in un piccolo villaggio, o in un comune o in una borgata isolata, in una nazione in cui non è facile approvvigionarsi degli alimenti che ci servono. Se il raccolto è stato scarso, si finisce che il cibo non si troverà neppure chiedendolo in elemosina. In questo caso, senza cibo, non possiamo che chiederci se domani saremo ancora vivi e cosa ne sarà di noi tra una settimana o un mese.

Certo, in questi giorni la televisione ci manda immagini di profughi affamati e si sofferma soprattutto sul dramma dei bambini, ma anche al di fuori del dramma delle guerre, ancora oggi ci sono interi stati, come la Corea del Nord o il Mali, dove il cibo scarseggia e le carestie stanno falciando intere generazioni, o altri ancora in cui i problemi di sostentamento sono tali da provare profondamente i suoi abitanti.

Eppure, così come dobbiamo mangiare per vivere fisicamente, non ci è meno necessario il cibo spirituale per la nostra vita interiore. E da questo punto di vista, se abbiamo la Parola di Dio in noi, allora abbiamo veramente tutto. Proprio così. Se la Parola di Dio è nei nostri cuori, allora abbiamo tutto perché cambiano le nostre prospettive. Il nostro pellegrinaggio terreno è solo un momento di preparazione all'eternità, e lo stesso pensiero del breve sonno della morte non ci potrà sicuramente turbare.

E quando Gesù tornerà in gloria, allora "
scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore. Incoraggiatevi dunque gli uni gli altri con queste parole" (1 Tessalonicesi 4:16-18).

E questo sarà l'inizio di un'eternità ricca di gioie e di soddisfazioni, dove la malattia, la sofferenza, le ingiustizie e la morte saranno solo un pallido ricordo. Ma per arrivare a tutto questo dobbiamo preparare il nostro spirito, nutrendolo non con il cibo che il diavolo serve continuamente nella violenza e nella depravazione, ma con il cibo del Signore, che ci nutre e ci rende veramente forti, conducendoci alla salvezza.

Ci sono dei poveri intorno a noi, uomini malati e abbandonati, senza amici o parenti, che però si affidano a Dio e che ci precederanno nel suo Regno. Questi uomini, anche se ci sembrano privi di valore sono ricchissimi e possiedono tutto perché possiedono la vita eterna.

Ma chi non fa germogliare la Parola di Dio nel suo cuore, coloro che non si lasciano guidare da Dio e che non vogliono ascoltare la sua Parola, e anzi la disprezzano, anche se sono sazi di cibo, pieni di salute, anche se guadagnano più di chiunque altro in città, così da essere proprietari di molti palazzi, in realtà potrebbero non avere nulla, perché la loro vita si conclude definitivamente alla loro morte.

Ma Gesù, la Parola di Dio fatta carne, è venuto su questa terra per essere per noi "la via, la verità e la vita". Lui, l'unico mediatore tra Dio e gli uomini, in questo momento sta bussando al tuo cuore per entrarvi e rinnovarlo completamente, per darti, come la pioggia che rinfresca e calma l'arsura, una pace ed una serenità che gli uomini non potranno mai darti, per darti la certezza della sua promessa di vita. Ecco, lo senti? Aprigli adesso, e per sempre. Amen.

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