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Abbazia di San Michele Arcangelo: già dal 1654 abbiamo notizie di un
edificio consacrato all'Arcangelo e della presenza di un effigie lignea del
santo protettore che anticamente si trovava nella zona di Sant'Angelo a
Pesco. Nel 1807 la Chiesa fu elevata a Chiesa Badiale Curata e nei primi
decenni del novecento fu costruita l'Arciconfraternita del Rosario, per
volere del barone Angelo Marino Grella e la casa canonica per volere della
Santa Sede nel 1933. Il 23 novembre 1980 in seguito al disastrosissimo
terremoto che colpi l'Irpinia la chiesa crollò.
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La nuova chiesa di S. Michele sorge sull'area
del vecchio edificio. Essa comprende un piano
seminterrato dove sono stati ricavati la casa
parrocchiale e il centro parrocchiale. Quest'ultimo
comprende tre aule, una sala conferenze dedicata
all'abate don Raffaele Jovanna, la cappella e un
piccolo museo. L'aula della chiesa è ricavata al
piano rialzato ed è scandita da nove setti che
delimitano lungo le pareti altrettanti spazi
dove sono sistemate, su appositi basamenti, le
statue dei santi. Nella parte absidale è stato
riproposto il trono di S. Michele, unico
elemento superstite dell'antica chiesa. Il
presbiterio è stato predisposto secondo le norme
liturgiche post conciliari. La nuova
Abbazia è stata aperta ai fedeli il 7 maggio del
1994 in occasione del ritorno a Sturno della
statua di S Michele, trattenuta per qualche
tempo a Roma per i necessari interventi di
restauro. La dedicazione dell'altare e della
chiesa è avvenuta il 7 agosto del 1994 con
l'intervento di S. E. Mons. Antonio Forte,
Vescovo di Avellino.
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