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Zola&Vodka |
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di Bi |
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Interno casa. Sera, inverno, buio. Accendo la lampada che fa atmosfera e la televisione, il canale non conta. Volume basso. E’ lunedì sera, l’ora di cena è già passata, si potrebbe vedere gli amici ma sono tutti impegnati. I locali decenti oggi sono tutti chiusi. Non ho voglia di cucinare qualcosa di impegnativo, mi sento un po’ giù. Preferisco aprire il frigorifero e pasticciare un po’. Serata malinconica. Vediamo cosa c’è. Wodky? Sì grazie. Ed anche un po’ di sgranocchiamento, grazie. Non ci sarebbe qualche crostino? Magari caldo, con sopra un po’ di burro e qualcosa di saporito, che so, un sottile strato di zola. Così già è una delizia, ma non basta. Mi ricorda qualcosa. Una ricetta di Micia, di quelle che ci ha fatto assaggiare una volta ed ora è condannata a ripetere ogni volta che ci troviamo tutti a cena da lei. Prendo tutto, lo getto nel frullatore, vrrrrrrrrrrrvrvrvrvrvrvrvrvrvrvrv, assaggio. BLEAH! Che schifezza. Ci vuole scienza, oltre ad un po’ di incoscienza, per ottenere la vera arte. Non basta essere solo un po’ depresso ed avere un frigorifero da svuotare. La depressione poi non è strettamente necessaria, ma ho visto per esperienza che in certi momenti la voglia di creare è maggiore. Ed anche la possibilità di farlo. Come poi si possa pensare a qualcosa di così geniale come la crema di zola e vodka , sfugge alla mia capacità di comprensione. Il vero genio si nasconde dentro al frigorifero di chiunque di noi. E anche senza essere dei veri geni, basta solo una comune intelligenza per capire che i crostini è meglio tenerli fuori dal frullatore e fare le crema solo col resto. Quasi quasi chiamo Micia e mi faccio dare la ricetta…
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