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Editrice Bastarda

Stavolta di giorno

Parole&Pensieri

racconto n. 54

di Bi

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Cielo terso azzurro e fioccato, molto sporadicamente, di bianco.

Lassù qualcuno sta giocando con i pennarelli, sembra di stare in uno di quei disegnini che ci facevano fare da bambini: la mia casa, la mia famiglia, le montagne laggiù, il sole giallo lassù coi raggi tutti storti, eccetera.

Una giornata di noia e attesa che succeda qualcosa, di quelle in cui ad un certo punto prendo la bicicletta per pura disperazione e decido di fare l’imitazione peggiore possibile di quelli del giro.

Faccio un paio di chilometri e arrivo fino ad un edicola, dove guardo se c’è qualche fumetto nuovo, poi proseguo verso il parco delle Groane. Dopo una mezzoretta di pedalata allegra e disinvolta decido di fare una sosta di ristoro, per cui mi fermo ad un bar e ordino una birra media, che verrà sudata durante il ritorno.

Qui sarebbe bello che non succedesse niente, ma se poi va così non ho nulla da raccontare. Invece, per la cronaca, qualcosa succede, ma non sono in grado di raccontarvelo, perché non vi ho assistito.

Insomma, io sono lì al mio tavolo, bevo la mia birra, leggo la gazzetta, sbircio qualche tipa che passa (gran cosa gli occhiali da sole, puoi buttare l’occhio senza essere notato troppo), mi rilasso. Poi mi alzo e, dopo aver pagato, faccio per ripartire. Ma la mia bicicletta…

Ecco, tutto è successo mentre io facevo altro, per cui cosa vi posso dire?

Che non c’ero, non ho potuto fare niente, neppure assistere.

Non so come sia andata, se sia stato l’impulso di un attimo o il risultato di un piano studiato nei minimi particolari. Se sia stato un atto individuale o se il gruppo abbia favorito il folle gesto infondendo quel senso di animalesco coraggio che solo un branco può dare.

Non so se è accaduto subito, appena sono arrivato, o se è successo appena prima che mi levassi per tornare. Non so se sia stata una cosa lunga o breve, se abbia richiesto uno sforzo fisico, se sia stato compiuto da uomo donna o animale. Non so nulla, tranne quello che ho visto quando sono arrivato. Mi pare di aver colto un’ombra furtiva, un alone, un odore, una leggera increspatura nel tessuto energetico dell’universo, ma nulla che possa essere descritto a qualcuno, che possa aiutare a mettere su un’indagine, che possa servire a tentare di scoprire chi come o anche solo perché.

So solo che la mia bici…

 

 

 

venerdì, giugno 20, 2003