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Parashat Vaerà

"Perciò dì ai figli d’Israele: ‘Io Sono il Signore e vi farò uscire da sotto le oppressioni dell’Egitto, e vi salverò dal loro lavoro e vi redimerò con Braccio disteso e con grandi giudizi. E vi prenderò per Me come popolo e sarò per voi come D-o, e voi saprete che Io Sono il Signore che vi fa uscire da sotto le oppressioni dell’Egitto. E vi porterò alla terra per la quale ho alzato il Mio Braccio di darla ad Avraham Izchak e Jacov. E la darò a voi in retaggio, io Sono il Signore.’" (Esodo VI, 6-8)

"Da dove [impariamo che dobbiamo bere] i quattro bicchieri [di vino] a Pesach? Disse R.. Jochannan ‘In rapporto alle quattro redenzioni: vi farò uscire, vi salverò, vi redimerò, vi prenderò.’" (TJ Pesachim 10, 1)

Come più volte abbiamo ricordato, la festa di Pesach in generale, ed il Seder in particolare, sono dominati dalla "dimensione del quattro": quattro bicchieri d vino, quattro figli, quattro domande, quattro lettere del Nome di D-o che agisce secondo l’attributo della misericordia e ci redime dall’Egitto nonostante non lo meritiamo. Abbiamo altresì notato che parallelamente alla "dimensione del quattro" esiste una "dimensione del cinque", una dimensione alternativa che allude ad una diversa realtà che sarà per noi apprezzabile solo con l’arrivo del Messia, presto ed ai nostri giorni. È la dimensione del quinto calice, che oggi riempiamo ma non beviamo; del quinto figlio, il figlio che al Seder oggi non viene affatto; della quinta domanda che concerne il Korban Pesach che oggi non abbiamo. È la dimensione delle cinque lettere del Nome che connota D-o secondo l’attributo della giustizia. Quella giustizia Divina che brillerà solo con la completa redenzione di Israele che avverrà non come atto di misericordia, ma come atto di giustizia.

"Sion nel diritto sarà riscattata, e tornerà in giustizia" (Isaia I, 27)

Nel nostro mondo però, nel nostro Seder, la dimensione che conta è quella "del quattro".

L’insegnamento del trattato del Talmud Jeruscialmi di Pesachim, riportato all’inizio, ha dato molto da discutere ai nostri Maestri.

R. Jochannan, infatti, non parla di quattro espressioni di redenzione come nell’omonimo trattato del Talmud Bavlì (TB Pesachim 99b), ma di quattro redenzioni distinte. Il problema viene analizzato in maniera splendida da Rav Eliau Shlezingher nella suo commento alla Torà "Elle Adevarim".

Nel Talmud (TJ Taanit II, 5) è detto: "I nostri padri sono stati divisi in quattro gruppi sul Mare [Rosso]: una dice buttiamoci in mare, una dice torniamo in Egitto, una dice facciamogli guerra ed una dice gridiamo dinanzi a loro [preghiamo]. A quello che ha detto: ‘buttiamoci in mare’, ha detto Moshè: ‘Radunatevi ed osservate la salvezza del Signore’ (Esodo XIV, 13). A quello che ha detto: torniamo in Egitto’, ha detto: ‘..poiché avete visto gli egiziani oggi, non tornerete a vederli [per sempre]’ (ivi). A quello che ha detto: ‘facciamogli guerra’, ha detto: ‘..il Signore combatte per voi…".(ivi). A quello che ha detto: ‘gridiamo dinanzi a loro [preghiamo]’, ha detto: ‘…e voi starete zitti.’ (ivi)."

Queste sono quattro anime di Israele sempre presenti nel nostro popolo. Anche in Egitto il loro approccio alla redenzione era analogo:

La grandezza del Signore è che in un solo evento ha fatto coincidere quattro distinte redenzioni, indirizzate a quattro gruppi con aspirazioni diverse. Quattro gruppi, come quattro sono gli accampamenti del popolo attorno al Santuario, il nostro "quinto elemento" che simbolizza la Terra d’Israele e l’ultima redenzione: " E vi porterò alla terra per la quale ho alzato il Mio Braccio di darla ad Avraham Izchak e Jacov. E la darò a voi in retaggio, io Sono il Signore."

  1. Bachya spiega che le quattro redenzioni si riferiscono a quattro momenti distinti di redenzione:

Possiamo trovare numerosi collegamenti tra l’Haggadà e queste opinioni. Possiamo per esempio dare un nome ai quattro gruppi:

Ci sono poi quattro bicchieri di vino nel Seder uno per ogni redenzione.

 

Il Seder di Pesach e tutta la storia dell’uscita dall’Egitto ci insegnano una grande lezione: le cose non sono sempre come sembrano.

Il più grande dei re deve chinarsi a terra, il più grande dei mari si deve aprire in due, il più misero dei popoli deve distinguersi e sforzarsi di essere santo, se il Signore lo decreta.

Il dovere di ricordare l’uscita dall’Egitto quotidianamente, è forse il miglior modo per renderci sempre conto di quanto D-o agisce in questo mondo, anche quando noi non ce ne accorgiamo.

Noi continueremo perciò a narrare a quattro figli, a bere quattro bicchieri ed a fare quattro domande perché il Signore che si manifesta come Misericordioso attraverso il Suo Nome di quattro lettere ci ha tratto fuori dall’Egitto.

Aspettando il giorno in cui accoglieremo il quinto figlio, berremo il quinto bicchiere e porremo la quinta domanda perché il Signore che è giusto secondo le cinque lettere del Suo Nome ci avrà redento definitivamente, presto ed ai nostri giorni.

" E vi porterò alla terra per la quale ho alzato il Mio Braccio di darla ad Avraham Izchak e Jacov. E la darò a voi in retaggio, io Sono il Signore."

Shabbat Shalom

Jonathan Pacifici