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TORAH.IT

Parashat Chajè Sarà 5762


"E spirò e morì Avraham in una buona vecchiaia, vecchio e se sazio, e si riunì al suo popolo. E lo seppellirono Izchak ed Ishmael suoi figli nella grotta di Machpelà, nel campo di Efro figlio di Zochar il Chitteo che si trova nei pressi di Mamrè. Il campo che acquistò Avraham dai figli di Chet, lì fu seppellito Avraham e Sarà sua moglie. E fù dopo la morte di Avraham, e benedì Iddio Izchak suo figlio, e risiedette Izchak con [in] Beer LaChaj Roì." (Genesi XXV, 8-11)

"Izchak ed Ishmael: Da qui che fece Ishmael teshuvà e fece camminare Izchak davanti a lui (Bavà Batrà 16a ) e questa è la buona vecchiaia che è stata detta a proposito di Avraham." (Rashì in loco)

Nel corso delle nostre ultime Parashot abbiamo avuto modo di conoscere i due figli di Avraham: Izchak ed Ishmael. Cercheremo questa settimana, in occasione della ‘grande riconciliazione’ che avviene nella Parashà di Chajè Sarà tra Izchak ed Ishmael, di approfondire i rapporti tra le due stirpi di Avraham secondo la lettura di Rav Mordechai Elon shlita nel suo Techelet Mordechaj (Chajè Sarà, II)

Al lettore più attento non sarà sfuggita una incredibile singolarità che caratterizza la morte di Avraham rispetto a quelle degli altri patriarchi. Avraham, colui che introduce la benedizione nel mondo, colui al quale Iddio dice ‘e sarai benedizione’, non benedice i suoi figli prima di morire. Il commento attribuito a Jonathan ben Uziel spiega ciò dicendo che Avraham, non volendo benedire Ishmael decide di non benedire neanche Izchak lasciando un eventuale benedizione al giudizio Divino.

Ed Iddio benedice Izchak con quella benedizione che passerà poi quest'ultimo a Jacov: ‘e ti dia la benedizione di Avraham a te ed alla tua discendenza, che tu erediti la terra nella quale hai risieduto..’(ivi, XXVIII,4). La benedizione di Avraham è il diritto ereditario sulla Terra d’Israele. Il midrash Tachumà si riferisce alla benedizione di Avraham in maniera un po’ diversa chiamando in causa un verso del quale ci siamo già occupati:

Ed il Signore benedisse Avraham in tutto, [baCol]’.

Cercheremo di capire il legame tra la benedizione del tutto e la benedizione dell’ereditarietà della Terra d’Israele.

Incontriamo il concetto di tutto [Col] nuovamente in maniera assai problematica con l'eredità di Avraham, giacché se è vero che questi non discrimini i suoi figli a livello di benedizione ciò non è vero per quanto riguarda l'eredità.

"E diede Avraham tutto [Col] quanto aveva ad Izchak. Ed ai figli delle concubine che aveva Avraham, diede Avraham dei regali e li mandò via da Izchak suo figlio quando era ancora in vita a oriente verso la terra di oriente." (Genesi XXV, 5-6)

E si chiede lo Sfat Emet:

"Ed è difficile. Non l'inizio, la fine. Se ha dato dei regali, allora non ha dato tutto ad Izchak? E dunque il senso del verso è che ha dato il concetto del tutto ad Izchak, che questa è la benedizione che ha benedetto il Signore Avraham in tutto, ed ha dato la benedizione del tutto ad Izchak. E questo concetto anche se è un piccolo punto contiene il tutto."

Dunque Avraham passa in eredità ad Izchak la benedizione del tutto. La più alta delle benedizioni che Iddio dà al nostro patriarca. La benedizione della completezza. Ed invitiamo il lettore ad approfondire questa benedizione con il commento di Ramban in loco. Si tratta di una benedizione strettamente spirituale. Di quella che i nostri maestri chiamano l'anima collettiva di Israele, la Keneset Israel.

Anche i regali che Avraham fa ai figli delle concubine sono secondo alcuni regali spirituali e sono la radice di alcuni aspetti di saggezza presenti nelle altre discendenze di Avraham.

Nel Talmud (TB Sanedrhin 91a) è riportata un interessante accusa che i figli di Ishmael ed i figli di Keturà (Hagar) fanno ad Israele dinanzi ad Alessandro il Macedone. I figli di Ishmael sostengono che ‘la Terra di Kenaan è nostra e vostra’ sulla base del fatto che sia Izchak, sia Ishmael sono chiamati figli di Avraham. E ribatte loro Ghevià ben Psisà su mandato dei Maestri che non c'è fondamento per quanto dicono giacché è Avraham a chiarire che Erez Israel è di Izchak prima ancora di morire.

Gli Ishmaeliti propongono in sostanza un equazione del tipo Izchak = Ishmael. E per la terra d'Israele una spartizione. E già Sarà aveva detto ‘non erediterà il figlio di questa serva, con mio figlio, con Izchak.

Izchak ed Ishmael sono due personaggi se non uguali, paralleli. Esistono moltissime similitudini nella vita dei due, ma anche piccole differenze dai grandi significati.

Entrambi, casi unici nella Bibbia, ricevono il nome prima di essere partoriti (Ishmael) o addirittura prima di essere concepiti (Izchak).

La radice del nome di Ishmael è nell'ascolto e la sua forza è appunto nella preghiera, il quell'ascoltare di D-o la voce del fanciullo. Izchak viene invece dalla radice ‘ridere’, ma non perché Avraham e Sarà risero, quanto piuttosto perché la sua stessa esistenza è vista dal mondo come cosa ridicola, ma proprio la sua esistenza e le sue azioni mettono in ridicolo il mondo.

Ishmael, intendiamoci, ha i suoi meriti ed è ad esempio simbolo dell'accettazione delle preghiere. Il Talmud dice (TB Berachot 56b) che chi vede Ishmael in sogno, le sua preghiera viene ascoltata. Ed il Talmud sottolinea che si parla qui di Ishmael figlio di Avrham. Ossia che Ishmael ha questi meriti in quanto figlio di Avraham. Per questo Hagar non mette nome al ragazzo così come l'angelo gli aveva ordinato di fare, ma lascia il compito ad Avraham, poiché sa che solo attraverso il rimarcare la connessione biologica e concettuale tra Avraham e Ishmael questi può prosperare.

Ma non è tutto rose e fiori, e noi lo sappiamo bene. Il Pirkè Derabì Eliezer(29) fa dolere Bilam nella sua benedizione ad Israel circa i giorni alla fine del mondo quando coloro che portano nel loro nome il Nome di D-o, Ishmael, lotteranno contro coloro che portano nel loro nome il nome di D-o, Israel.

Ed ancora il Pikè DeRabbì Eliezer (32) dice: ‘Perché si chiama il suo nome Ishmael? Poiché in futuro il Santo Benedetto Egli sia ascolterà la voce della disperazione del popolo da ciò che faranno i figli di Ishmael nella Terra alla fine dei giorni. Perciò si chiama Ishamel (Ascolti Iddio), come è detto: ‘Li Ascolti Iddio e li esaudisca’.

Dunque da una parte Ishmael è colui la cui preghiera viene ascoltata, ma dall'altra è colui che con le sue angherie fa ascoltare la preghiera di Israele, alla fine dei tempi.

Uno dei punti più complessi del rapporto tra Izchak e Ishmael è la milà. Ishmael è il primo discendente di Avraham a circoncidersi, ma Izchak è il primo ad essere circonciso a otto giorni. Ed è importante ricordare che il precetto della milà è strettamente legato all’ereditarietà della Terra, e che solo dopo essersi circoncisi gli ebrei entrano in Erez Israel uscendo dall'Egitto.

La milà è anche la fonte delle rivendicazioni di Ishmael.

Lo Zohar HaKodesh (Shemot, Vaerà) dice:

"Rabbì Iosìe Rabbì Chjà andavano per la strada. Disse Rabì Iosì a Rabbi Chjà: Perché stai zitto? Ecco che la strada non è fatta altro che per le parole della Torà! Sospirò RabbìChjà e pianse. Iniziò a dire ‘E fu Sarà sterile, non aveva figlio’. Ohi a quel tempo in cui partorì Hagar Ishmael e poi fu circonciso Ishmael ed è entrato nel patto santo, prima che Izchak venisse al mondo. Ohi a quel tempo in cui è venuto Ishmael al mondo ed è stato circonciso. Che cosa ha fatto il Santo Benedetto Egli Sia? Ha allontanato i figli di Ishmael dall'attaccamento superiore e gli ha dato parte in basso nella Terra Santa per merito della milà che è in loro. E sono destinati i figli di Ishmael di dominare la Terra Santa molto tempo, quando questa sarà vuota dal tutto, così come la loro è vuota e non completa. E questi ostacoleranno il ritorno dei figli di Israele al loro posto, fino a che non si completerà il merito dei figli di Ishmael."

Dunque Ishmael ha dei diritti sulla Terra d'Israel materiale in via transitoria. La sua milà è incompleta perché prescinde dalla radice di completezza e totalità che è nella benedizione del tutto ‘baCol’ di Avraham. E così non solo essi non hanno parte nella Terra d'Israele spirituale in quella che i nostri Saggi chiamano l'attaccamento superiore, ma anche, hanno diritto sulla Terra d'Israele quando questa è vuota dal tutto come dice lo Zohar. Non vuota in senso materiale, ma in senso spirituale. Quando manca il ‘tutto’ spirituale di Israele, allora e solo allora Ishmael può avere la sua parte.

La vita di Izchak e di Ishmael lo abbiamo detto sono simili. Izchak deve superare la legatura, ed Ishmael ha nell’allontanamento dalla casa paterna e nel pericolo di disidratazione nel deserto una sua piccola legatura. Rav Elon illustra in maniera straordinaria le similitudini tra i versi delle due prove. Noi ci soffermeremo su un solo punto.

Alla fine della prova di Ishmael/Hagar viene benedetto Ishmael dall’Angelo: ‘Ed egli sarà un uomo vigoroso, la sua mano è su tutto, e la mano di tutto è su di lui, e dinanzi a tutti i suoi fratelli risiederà.’

Izchak viene invece benedetto con : ‘Ed erediterà la tua discendenza la porta dei suoi nemici e verranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, poiché hai ascoltato nella mia voce.’

Izchak è colui che la propria eredità di diritto deve conquistarsela lottando contro i nemici che non la riconoscono.

Ishmael invece ricava la sua benedizione proprio dal tutto.

Dice infatti lo Sfat Emet: ‘E quanto è detto di Ishmael, ‘la sua mano è sul tutto [baCol]’, ossia che avrà parte nella qualità di Avraham che Iddio benedisse con il tutto [baCol].

Ishmael ricava quindi la sua benedizione dal suo legame con la radice del Col, del tutto, di Avraham, ma c'è un termine per questo suo legame.

Prosegue infatti lo Sfat Emet ‘e la mano di tutto è su di lu’. Che l'attributo di Jacov che dice ad Esav ‘Io ho tutt’ (Yesh li Col) al contrario di Esav che dice ‘ho molto’ (Yesh li Rav) è più forte e lo domina.

Dunque Ishmael ha il merito dei padri, di Avraham ma Izchak ha il merito dei figli. Ishmael merita di dominare Erez Israel quando Israel non si dimostra portatore del concetto del Col del tutto di Avraham. Ma questo merito si interrompe quando i figli di Izchak capiscono la lezione di Jacov. Colui che capisce che quando si ha una casa e la si cresce nello spirito della Torà si ha tutto, si ha il tutto.

Anche Esav quando vede che il diritto su Erez Israel passa a Jacov trova come unica risposta quella di andarsi a sposare con la figlia si Ishmael, che la Torà sottolinea lì come figlio di Avraham. Esav pensa che l'unico modo per continuare ad aver diritto su Erez Israel è imparentarsi con il diritto Avrahamitico di Ishmael. E vale la pena di ricordare che lo stesso matrimonio di Esav con la figlia di Ishmael è fondamentale per stabilire l'età di Jacov. Da questo stesso verso i Saggi posso stabilire attraverso un complesso ragionamento che lo studio della Torà è superiore all’onore verso i genitori.

E dunque la risposta ad Esav è proprio questa: Esav vuole legarsi ad Erez Israel con il diritto ereditario di Avraham per via di Ishmael. Jacov si lega ad Avraham con lo studio della Torà che è superiore al rapporto padre/figlio.

Lo stesso Izchak dopo la legatura va a studiare in quella stessa Yeshivà di Shem ed Ever nella quale studierà Jacov.

Izchak ricomparirà solo sessantasette versi dopo.

Solo quando verrà da Beer Lachaj Roì portando con se Ishmael ed Hagar.

Izchak ci insegna che la Teshuva di Ishmael è legata allo studio della Torà dello stesso Izchak. Se si vuole capire come si può convivere con Ishmael si deve capire chi si è, e per capire chi si è si deve studiare Torà.

Izchak va a studiare la Torà di Shem ed Ever, quella che non si trova a casa di Avraham, che ci insegna come ci si relaziona con il diverso e come lo si porta ad accettare il ruolo di Israele come portatore del tutto.

In un epoca in cui tutti parlano di storia e di diritti sulla Terra in virtù della storia passata forse sarebbe il caso di cominciare a capire che il nostro diritto su Erez Israel viene dalla Torà dei figli piuttosto che dalla vita dei padri.

Erez Israel la si guadagna con la milà che ci ha ordinato Iddio nella Torà per mezzo di Moshè nostro Maestro, che è come quella di Avraham. Ishmael si circoncide come Avraham, ma senza che gli sia stato ordinato.

Ed è più grande colui che è comandato e fa rispetto a chi non è comandato e fa.

Shabbat Shalom , Jonathan Pacifici


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