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L’architettura é la
più complessa delle arti dell’uomo. In essa l’aspetto tecnico e quello
funzionale s’intersecano continuamente con fattori estetici, linguistici
e psicologici. Essa si presta a letture sovrapposte, ognuna, orientata
secondo una delle componenti tecniche estetiche simboliche sociologiche
che la costituiscono.
L’architettura è
soprattutto l’arte di organizzare gli spazi. La descrizione dello spazio
è quindi il modo più completo ed efficace per definire il carattere di
un edificio, di un complesso edilizio, di un parco o di un'intera città.
Purtroppo lo spazio
è tridimensionale e avvolgente, può essere rappresentato graficamente su
delle superfici, solo son estrema difficoltà e a patto di accettare una
resa molto limitata e parziale dei suoi effetti.
L’unico vero modo
di sperimentare e comprendere un’architettura è, quindi, quello di
penetrarla andandovi direttamente; L’immagine bidimensionale non
restituisce il senso avvolgente della spazialità architettonica, la
complessità della dinamica e temporale dei paesaggi tra ambienti
diversi, il variare della profondità e dei punti di vista. Essa, invece,
è in grado di dare una buona rappresentazione degli elementi decorativi,
il disegno di una facciata.
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Scrive Victor Hugo “L’ architettura è il gran
libro dell’umanità, per seimila anni dalla più remota pagoda
dell’Indostan fino alla cattedrale di Colonia, è stata la grande
scrittura dell’umanità. Non solo ogni simbolo ma ogni pensiero umano ha
la sua pagina”.
Conoscere la storia
dell’architettura significa essere sensibili al proprio ambiente di
vita, conoscere i segni collogarli nella loro dimensione temporale;
significa capire la testimonianza storica del nostro habitat, luogo
carico di significato e memorie.
L’uomo nasce e per
le sue esigenze di vita, inizia a modificare l’ambiente che lo circonda,
costruendo case città e villaggi, che dovevano fornirgli ricovero e
luogo di vita.
L’architettura ci
permette le leggere la preistoria periodo dello sviluppo della civiltà
precedente l'invenzione della scrittura e l'affermazione della civiltà
urbana. Infatti prima dell’invenzione della scrittura esisteva la
cultura orale, cioè si trasmettevano le conoscenze solo attraverso la
parola parlata. Con essa, è stato possibile trasmettere le conoscenze
alle generazioni successive: attraverso una tecnologia silenziosa della
parola, che poteva anche essere conservata.
Un mezzo di
comunicazione che per millenni è stato l’unico veicolo per la
comunicazione di massa;
Uno
dei primi filosofi a parlare della scrittura è Platone; cito un
passaggio che personalmente ritengo ispiri a delle riflessioni; nel
Perdo Platone raccorda la storia di Thamus, re della grande Egitto che
aveva invitato Theuth, un dio autore di svariate invenzioni, tra cui i
numeri, il calcolo, la geometria, l’astronomia, e l’alfabeto, ad
illustrargli le sue invenzioni. Theuth illustrò le sue invenzioni, e
quando giunse alla scrittura, disse: “Questa conoscenza, o re, renderà
gli egiziani più sapienti e più capaci di ricordare, perché con essa si
è ritrovato con essa il farmaco della memoria e della sapienza”.
E il Re rispose: “ O
ingegnosissimo Theuth, c’è chi è capace di creare le arti e chi è capace
di giudicare quale vantaggio ne ricaveranno coloro che le adopereranno …
Della sapienza tu procuri ai tuoi discepoli l’apparenza e non la verità:
essi divenendo per mezzo tuo uditori di molte cose senza insegnamento,
crederanno di essere conoscitori di molte cose, mentre come accade per
lo più, non le sapranno; e sarà ben difficile discorrere con essi,
perché sono diventati portatori di opinioni invece che sapienti.
Giampiero Possidente
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