LA FILOSOFIA DELLA RECIPROCITA'

Banche del tempo e sistemi di scambio locale non monetari

di Paolo Coluccia

paconet@libero.it

http://digilander.libero.it/paolocoluccia

 

Relazione per il

"Forum Andaluso per una Ripartizione Egualitaria dei Tempi"

Granada, Andalusia (Spagna), 12 e 13 dicembre 2002

 

Le società hanno progredito nella misura
in cui esse stesse, i loro sottogruppi e, infine,
i loro individui, hanno saputo rendere
stabili i loro rapporti, donare,
ricevere e, infine, ricambiare!
(Marcel Mauss)

 

Riassunto.

Cos’è la reciprocità generalizzata o indiretta? Qualcuno dà il proprio tempo, per riceverne da qualcun altro. Si scambiano così, senza l’intermediazione del denaro, beni, servizi e sapere. Il fine è la solidarietà. Il comportamento individuale è dare, ricevere e ricambiare. Lo strumento può essere una Banca del tempo.

Come nasce una Banca del tempo? Metti insieme 10-15 individui, consegna loro un pezzo di carta e una penna e chiedi di scrivere, oltre ai propri dati, ciò che sanno fare o ciò che vogliono dare o che vorrebbero ricevere. Aggrega le offerte e le richieste su un foglio più grande, fanne diverse copie e consegna una a testa. Ora l’informazione è comune. La Banca del tempo decolla quando realmente si comincia a chiedere e ad offrire. Alla fine di ogni prestazione si stacca un tagliando dove si attesta il valore del bene, del servizio o del sapere ricevuto. Si conteggia in ore o con un’unità di conto locali.

Da poco più di vent’anni, questi sistemi di scambio locale si sono diffusi nel mondo con motivazioni e modelli differenti: LETSystem (Local Echange Trading System) in Canada, Inghilterra, Olanda, Scozia, Australia, SEL (Système d'Echange Local) in Francia, Tauschringe in Germania, Ithaca-Hours e Time-Dollars negli USA, Banche del Tempo in Italia, Clubs de Trueque in Argentina, SEC (Systèmes d’Echanges Communautaires) in Senegal. Ultimamente M. Linton, fondatore del primo LETS in Canada, opera in Giappone intorno alla moneta sociale.

La Banca del tempo può essere considerata un’innovazione sociale. E’ un termometro con cui è possibile misurare la promozione di sé, la cittadinanza attiva, la solidarietà, la capacità di progettazione della comunità d’appartenenza, la coesione sociale e l'uso intelligente del proprio tempo.

La creazione di società è un banco di prova per l’individuo, il gruppo e la stessa comunità. Queste esperienze di scambio locale non monetario sono intraviste in un documento di lavoro del 1999, effettuato da un gruppo di studiosi operanti nel Nucleo Valutazioni Prospettive della Presidenza della Commissione Europea.

Siamo in una società definita a rischio, dove gli scenari possibili sono incerti. Nessuno si augura una società europea fondata sul paradigma dell’"equilibrio instabile", ma in ogni caso occorre non farsi trovare impreparati. Per dirlo in senso metaforico, o se si preannuncia il temporale o se le previsioni prevedono ottimisticamente il cielo sereno e il sole splendente, non costa nulla portarsi nello zaino il parapioggia ben piegato, che, se indossato con il bel tempo fa scoppiare dalle risate i passanti, ma se estratto al momento giusto e all’inizio di un violento temporale può farci passare per persone previdenti ed intelligenti.

E le Banche del tempo sono quasi la stessa cosa.

 

Parole chiave.
Reciprocità indiretta, simmetria, scambio sociale, solidarietà, tempo, società, comunità, dono.

***

1. La filosofia della Banca del tempo.

La filosofia di quest’associazione si basa sull’azione di reciprocità generalizzata finalizzata alla solidarietà.

Cos’è la reciprocità generalizzata o indiretta? Si dà a qualcuno il proprio tempo, per riceverne da qualcun altro. Si scambiano così, senza l’intermediazione del denaro, beni, servizi e sapere. L’azione è necessariamente locale. Lo strumento è un’associazione senza fini di lucro che in Italia ha preso il nome di Banca del tempo. Il fine è la solidarietà. Il comportamento individuale è dare, ricevere e ricambiare. E’ uno scambio tra equivalenti, ma non di mercato, in quanto al posto del contratto c’è il patto. Non è nemmeno assimilabile al baratto. Infatti "Il principio del baratto dipende per la sua efficacia dal modello di mercato" (Polanyi, 1974).

La simmetria è un principio fondamentale per

a) la produzione e l’uso dell’informazione (bollettino offerte-richieste);

b) la parità sostanziale degli scambi (un’ora dell’imbianchino vale quanto un’ora dell’esperto informatico);

c) il pareggio a saldo di tutti i conti individuali, in dare o in avere, considerato che tutti partono con un conto zero (Coluccia, 2002).

Lo scambio sociale è la relazione di ego verso alter; la solidarietà del noi, il legame sociale (condivisione), la comunic-azione (azione-comune).

Non si vuole soppiantare lo stato o il mercato, ma immettere nel sistema sociale un’innovazione basata sui fondamenti culturali del dono. "Le società hanno progredito nella misura in cui esse stesse, i loro sottogruppi e, infine, i loro individui, hanno saputo rendere stabili i loro rapporti, donare, ricevere e, infine, ricambiare!" (Mauss, 1965).

2. Come nasce una Banca del tempo?

Metti insieme 10-15 individui, consegna loro un pezzo di carta e una penna e chiedi di scrivere, oltre ai propri dati, ciò che sanno fare o ciò che vogliono dare o che vorrebbero ricevere. Aggrega le offerte e le richieste su un foglio più grande, fanne diverse copie e consegna una a testa. Ora l’informazione è comune. Una Banca del tempo nasce proprio così. Decolla quando realmente si comincia a chiedere e ad offrire. Alla fine di ogni prestazione si stacca un tagliando. Si conteggia in ore o utilizzando unità di conto locali. Un gruppo di amministrazione coordina le attività, anima l’associazione, aggiorna i conti. Si agisce nella massima parità e trasparenza. Chi fa il furbo prima o dopo viene scoperto e non ha vita facile (Coluccia, 2001).

3. Un po’ di storia - Le esperienze straniere.

Questi sistemi di scambio locale si diffondono nel mondo con motivazioni e modelli differenti, anche se è unanimemente riconosciuto che il sistema iniziale e trainante è stato il sistema LETS (Local Echange Trading System) di M. Linton, elaborato in Canada sulle ceneri di un’esperienza analoga fallita per ingenuità e per inesperienza dei promotori.

Dal 1975 si organizzano in Canada i LETSystem. Dal 1985 i LETS si sono diffusi rapidamente in Europa (Inghilterra, Germania, Francia, Belgio, Scozia, Italia ecc.) e nel mondo (Argentina, Messico, Venezuela, Brasile, Australia, Senegal ecc.).

In Francia, oltre ai SEL (Système d'Echange Local), si sono organizzati RERS (Réseau d'Echange Réciproque de Savoir).

In Germania esistono i Tauschringe (Cerchi di scambio), i Talents (sistema Talenti), le Zeitbörse (Borse del tempo).

In Olanda è attivo un gruppo di divulgazione: Aktie-Strohalm.

Nel 1991 ad Ithaca (New York) si stampano le Ore di Ithaca, monete locali. Alcuni bar, ristoranti e cinema accettano le Ithaca-Hours.

In Argentina, sempre agli inizi degli anni 90, si formano i Clubs de Trueque (Clubs di scambio) per rilanciare il dinamismo economico locale.

In Senegal sono nati i SEC (Systèmes d’Echanges Communautaires).

Michel Linton, fondatore del primo LETS, oggi opera in Giappone con sistemi di scambio basati sulla moneta sociale.

4. Le Banche del tempo in Italia.

In Italia il fenomeno delle Banche del tempo è molto differenziato. Sono apparsi tre modelli:

E’ stata emanata una Legge dello Stato (Legge 8 marzo 2000, n. 53 "Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città") che tenta di stimolare la nascita di Banche del tempo con il sostegno degli Enti locali.

A Martano (LE) l’esperienza di Banca del tempo autogestita inizia nel 1996, assai simile ad un LETS. Gli scambi si conteggiano con il mistòs: 10 mistòs valgono più o meno 1 ora. Nel sistema è transitato di tutto: verdure spontanee, ortaggi ecologici, trasporto di cose e persone, aiuto allo studio, piccole manutenzioni, consigli estetici, lavori al computer, attività di cucito, artistiche, sportive, lavori di giardinaggio, cibi, torte ecc. Ma è transitata soprattutto tanta socialità. Molti, però, sono stati i problemi e i momenti di difficoltà dovuti a fraintendimenti, incomprensioni, polemiche che ne hanno rallentato e minato l’attività. Questi problemi, comunque, compaiono in quasi tutte le esperienze.

5. L’innovazione sociale.

La Banca del tempo può essere considerata un’innovazione sociale. E’ un termometro sociale con cui è possibile misurare la promozione di sé, la cittadinanza attiva, la solidarietà, la capacità di progettazione della comunità d’appartenenza, nella coesione sociale e nella salvaguardia delle diversità individuali, psicologiche e culturali.

La modernità ha teorizzato e legittimato nel suo progetto socio-economico lo spazio d’azione pubblico e lo spazio d’azione privato. Manca quasi totalmente la teorizzazione dello spazio comune (etimologicamente: cum munus, con dono).

Si può pertanto immaginare un settore sociale basato sulla condivisione, sulla reciprocità e sulla lealtà, per poter ancora "vivere insieme", liberi, uguali e diversi (Touraine, 1998)? E’ un viaggio cominciato oltre diecimila anni fa, nel neolitico, che non si è mai interrotto e che è destinato a continuare fino a che la specie umana non si estinguerà. Le istituzioni e le organizzazioni sociali, se ci credono, possono accompagnare questi movimenti, collaborando e operando con complementarità, ma mai prevaricando paternalisticamente.

La creazione di società è un banco di prova per l’individuo, il gruppo e la stessa comunità. Ecco perché queste esperienze di scambio locale non monetario sono intraviste in un documento di lavoro basato sulla metodologia degli scenari, effettuato da un gruppo di studiosi operanti nel Nucleo Valutazioni Prospettive della Presidenza della Commissione Europea nel 1999.

In uno scenario, caratterizzato da un equilibrio instabile, le Banche del tempo, insieme a cento micro-iniziative innovative, fanno capolino nella società europea per fronteggiare la crisi politica, economica, sociale e culturale determinatasi nel quinquennio 2000-2005. Pertanto "si assiste in questo periodo all’ascesa di collettività locali dinamiche come quelle odierne". "E’ ormai raro – continua lo studio – trovare un comune o un quartiere che non abbia la propria valuta e una banca del tempo in cui scambiare lezioni private, attività culturali e ogni tipo di servizi alla persona (come ripetizioni, assistenza a bambini e anziani e collaborazioni familiari). Le associazioni locali, spesso gestite da donne, pensionati o neolaureati, si sono moltiplicate. Gran parte di queste opera in modo informale. La stragrande maggioranza di queste strutture locali è rimasta molto aperta al mondo esterno. Sfruttando tutte le possibilità dell’informatica hanno instaurato comunicazioni, partnership e scambi di esperienze a livello internazionale".

Nessuno di noi si augura uno scenario possibile della società europea nell’immediato futuro fondato sul paradigma dell’"equilibrio instabile", ma in ogni caso occorre non farsi trovare impreparati, in quanto, per dirlo in senso metaforico, o se si preannuncia il temporale o se le previsioni prevedono ottimisticamente il cielo sereno e il sole splendente, non costa nulla portarsi nello zaino il parapioggia ben piegato, che, se indossato con il bel tempo fa scoppiare dalle risate i passanti, ma se estratto al momento giusto e all’inizio di un violento temporale può farci passare per persone previdenti ed intelligenti.

E le Banche del tempo sono quasi la stessa cosa.

___________________

 

Nota bibliografica

Baumann Zygmunt, La società dell’incertezza, Il Mulino, Bologna, 1999.

Beck Ulrich, I rischi della libertà, Il Mulino, 2000.

Bernard Michel (a cura di) Dossier: Autour des SEL, in "Silence. Ecologie, Alternatives, Non-violence", Lyone (F), n° 246/247, Juillet-Août 1999.

Coluccia Paolo, La Banca del Tempo. Un’azione di solidarietà e di reciprocità, Introduzione di Serge Latouche, Bollati Boringhieri, Torino 2001.

Idem, La cultura della reciprocità. I sistemi di scambio locale non monetari, Arianna Editrice, Casalecchio (BO) 2002.

Idem, Il tempo… non è denaro. Riflessioni sulle Banche del tempo e sui sistemi di scambio locale non monetari, BFS, Pisa 2003 (in corso di stampa).

COMMISSIONE EUROPEA, Nucleo Valutazioni Prospettiche, Scenari Europa 2010. Cinque futuri possibili per l’Europa. a cura di Gilles Bertrand (coord.), Anna Michalski, Lucio R. Pench. Documento di Lavoro, Bruxelles, 1999.

Godbout T. Jeaques, Il linguaggio del dono, Bollati Boringhieri, Torino 1998.

Idem, Lo spirito del dono, Bollati Boringhieri, Torino 1993.

Latouche Serge, La sfida di Minerva, Bollati Boringhieri, Torino 2000.

Luhmann Niklas, Sistemi sociali, Il Mulino, Bologna 1990.

Idem, Comunicazione ecologica, Franco Angeli, Milano 1989.

Idem, Sociologia del rischio, Bruno Mondadori, Milano 1999.

Mauss Marcel, Saggio sul dono, in Teoria generale della magia ed altri saggi, Einaudi, Torino 1965. Ora anche in un volumetto curato da Marco Aime, Einaudi, Torino 2002.

Polanyi Karl, La grande trasformazione, Einaudi, Torino 1974.

Rifkin Jeremy, L’era dell’accesso, Mondadori, Milano 2000.

Touraine Alain, Libertà, uguaglianza, diversità. Si può vivere insieme?, Il Saggiatore, Milano 1998.

Paolo Coluccia, dottore in Pedagogia e ricercatore sociale indipendente, sensibile a temi sociali ed economici, associa ad una formazione filosofica e psico-pedagogica una buona conoscenza della Legislazione Sociale e del Lavoro italiana. Proveniente dai ruoli del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, è attualmente dipendente della Provincia di Lecce/Settore Sviluppo Economico/Servizio Politiche del Lavoro. E' stato animatore della Banca del tempo Il tempo ritrovato e dell'ASSEM (Associazione per lo Sviluppo Sociale ed Economico di Martano). Tra le varie testimonianze e presenze, è stato relatore nel Colloque International sur l'après-développement "Défaire le développement, refaire le monde", Parigi, Palazzo dell'UNESCO, 28 feb.-1-2-3 marzo 2002 e nel Seminario sulle Reti di Economia Solidale dell'European Social Forum "Un'altra Europa è possibile", Firenze, 6-10 novembre 2002.

L'indirizzo di posta elettronica è: paconet@libero.it

Sito Internet: http://digilander.libero.it/paolocoluccia

Pubblicazioni principali:

- Il tempo... non è denaro. Riflessioni sui sistemi di scambio locale non monetari, Biblioteca Franco Serantini, Pisa 2003 (in corso di stampa);

- La cultura della reciprocità. I sistemi di scambio locale non monetari, Arianna Editrice, Casalecchio (BO) 2002

- La Banca del Tempo. Un'azione di reciprocità e di solidarietà, con un'introduzione di Serge Latouche, Bollati Boringhieri Editore, Torino 2001.

- Monete locali per il bene comune. Lo spirito del SEL, in Edward Goldsmith (a cura di), Processo alla globalizzazione, Prefazione di Serge Latouche, Arianna Editrice, Casalecchio (BO) 2002.

- La Banca del tempo: le basi di un progetto locale, in "MERIDIONE. Sud e Nord nel Mondo", Rivista bimestrale sul tema: "Questione Meridionale e Globalizzazione", Anno II, n. 4,  2002, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane.

- L'illusione e la chance: una filosofia per i sistemi di scambio locale non monetari, in "MERIDIONE. Sud e Nord nel Mondo", Rivista bimestrale sul tema: "Questione Meridionale e Globalizzazione", Anno I, n. 5,  2001, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane.

- Il dono del tempo perduto e ritrovato, in "Da QUI. Rivista di letteratura arte e società fra le regioni e le culture mediterranee", Edizioni Poiesis-Veltrend, Alberobello-Napoli, n. 6, gennaio 2001.

- Le Système de Réciprocité Indirecte, in "SILENCE. Revue de Ecologie, Alternatives, Non-violence", Lyon (F), nn. 246/247, luglio-agosto 1999.