Estratto della Dichiarazione dell’INCAD

(International Network for Cultural Alternatives to Developpement)

La fine dello sviluppo e il lavoro di rinnovamento

Orford, Quebec, Canada, 4 maggio 1992

***

Edizioni Lilliput on-line

http://digilander.libero.it/paolocoluccia

paconet@libero.it

Sotto il nome di sviluppo, la natura e le comunità umane subiscono la sfigurazione, l’estinzione, la morte.

La posta in gioco oggi non è né una crisi di gestione, né una riforma, né una restaurazione delle culture e della natura rovinata, nemmeno un semplice risveglio.

Abbiamo bisogno di un cambiamento che possa iniziare un profondo risveglio per la messa in atto di un disarmo culturale e di una fine dello sviluppo stesso.

Dobbiamo di conseguenza impegnarci concretamente per una riabilitazione della natura e delle culture.

Di conseguenza, proclamiamo una fine dello sviluppo, invitiamo i popoli del mondo ad incominciare il lavoro di ricostruzione, ri-armonizzazione, rinascita, dopo il passaggio della tempesta.

Ciò può significare la creazione di gruppi di rinnovamento capaci di associare con immaginazione gli elementi della modernità alle sopravvivenze della tradizione.

Crediamo che è arrivato il momento di riconoscere radicalmente il pluralismo del nostro mondo e che dobbiamo impegnarci in un ampio processo di rinnovamento culturale con la convinzione che non possa esserci alcun criterio universale a guidarlo.

A titolo di esempio possiamo identificare i seguenti fini come primi passi da fare:

  1. Cancellare progressivamente (in ragione del 20% all’anno) tutti i debiti dei paesi del Sud accumulati per progetti di sviluppo;
  2. Ridurre il reddito per persona nei paesi del Nord al loro livello del 1960;
  3. Bloccare con mezzi adeguati l’utilizzo illimitato di petrolio;
  4. Ridurre la quantità di elettricità utilizzata a una velocità che permetta di annullare tutti i progetti nucleari nel giro di dieci anni;
  5. De-costruire il modello globale di educazione che incoraggia e sostiene gli stati nazione e il loro sviluppo: rimettere in vigore i sistemi di educazione praticati dalle comunità locali in armonia con il loro ambiente culturale e naturale, che permetterà di sostenere il buon livello di quelle comunità.
  6. Iniziare una campagna di massa di programmi per un’altra educazione nel Nord come nel Sud all’indirizzo delle élites socio-professionali a proposito della perversità dello sviluppo: ciò consisterà nel lavorare sui seguenti soggetti:
  1. Trasformare tutti gli aiuti delle agenzie di sviluppo in cooperative decentralizzate consacrate alle acquisizioni e al rinnovamento della conoscenza, alla considerazione dei modelli di vita, al saper fare delle diverse culture del mondo per il proseguimento di un dialogo interculturale sul dopo-sviluppo tra i popoli del Nord e del Sud.

Ri-orientare tutti i finanziamenti a questo fine.

Firmatari:

Kalpana Das (Canada-India); Gustavo Esteva (Messico); Serge Latouche (Francia); Douglas Lummis (Gappone-Stati Uniti); Frédérique A. Marglin (Stati Uniti); Marie Macdonald (Stati Uniti); Ashis Nandi (India); Emmanuel N’dione (Senegal); Raimon Panikar (Catalogna-Spagna-India); Sidny Pobihuschy (Canada); Majhid Rahnema (Francia-India); Wolfang Sachs (Germania); Edith Sizoo (Olanda-Belgio); David Tushneider (Bolivia); Robert Vachon (Canada); Hassan Zaoual (Francia-Marocco).

___________________

Traduzione italiana per le Edizioni Lilliput on-line di Paolo Coluccia – http://digilander.libero.it/paolocoluccia