Melinda Tamás-Tarr Bonani
GIROVAGANDO NELL'IMPERO
DI
DISCORSOPOLIS
Taurus,
Torino, 1996, pp. 64
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Quante volte ci siamo sentiti dire
dai nostri ragazzi - specie nella "fase critica" del passaggio dalle
elementari alle medie - frasi tipo: "Non capisco quello che devo
studiare", "Non ho fatto i compiti perché non li ho capiti";
giustificazioni che spesso sono dettate da "pelandronite acuta", ma a
volte possono anche essere valide, nella misura in cui la spiegazione
dell'insegnante è stata troppo superficiale o troppo tecnica, oppure le regole
riportate sui sacri libri di testo risultano prolisse, oscure e inadatte alla
capacità di assimilazione del giovanissimo discente.
Occorre dunque rompere il circolo
vizioso del "non capisco, quindi non studio" e sviluppare
nell'allievo la capacità di un accostamento personale al libro visto sia come
strumento di studio sia come momento di piacevole intrattenimento.
Fondamentale è comprendere ciò che
si legge per utilizzare questa comprensione ai fini dell'apprendimento. Da ciò
deriva l'esigenza di un testo che risponda sia ai bisogni scolastici sia a
quelli extrascolastici.
"Girovagando nell'Impero di
Discorsopolis",
l'agile "fiaba didattica" di Melinda Tamás-Tarr Bonani, risponde in
pieno a questa esigenza.
Nella definizione che abbiamo dato
di "fiaba didattica" è già implicito lo scopo del libretto: delectando
docere, avrebbero detto i nostri padri latini.
Sandy è una bambina di 10 anni che frequenta
la scuola elementare e un giorno si risveglia in uno strano mondo, sulla riva
del fiume Parole, dove fa la conoscenza del Grande Mago Grammat, che la guida
attraverso i territori dell'Impero di Discorsopolis: nel Principato del Nome,
nel Principato dell'Aggettivo, nel piccolo Principato di Pronome e infine
nell'Isola del Re Verbo, che di nome fa Bruno ed è l'autorità principale
dell'Impero.
L'Autrice, usando il tipico
linguaggio fiabesco, riesce a coinvolgere i lettori ( piccoli e - perché no -
anche grandi) facendoli vivere insieme a Sandy le avventure che hanno come fine
l'apprendimento delle nozioni fondamentali sulle quattro parti variabili del
discorso prese in esame.
A vivacizzare il testo concorrono
originali disegni e calligrammi che ne sono parte integrante, filastrocche,
giochi, scioglilingua; per l'aggettivo e per il verbo abbiamo anche una serie
di utili schede.
Nella parte finale, studiando i
cinque tempi del passato, la bambina fa anche un tuffo nell'epoca che fu,
vedendo importanti personaggi della storia, e poi passa al futuro, vedendo se
stessa da adulta, prima del classico "happy end".
Come bambina che viene a trovarsi in
un mondo fantastico, la Sandy di questa breve fiaba ha almeno un paio di
illustri "progenitrici".
La prima è l'immortale Alice di
Lewis Carroll, pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson (1832.1898), matematico,
pastore anglicano e scrittore inglese celebre per il romanzo fiabesco "Alice
nel Paese delle Meraviglie" (1865), cui diede un séguito in "Attraverso
lo specchio" (1871).
Una garbata e ironica vena surreale
condita da giochi di parole, "nonsense", delicato senso
dell'"humour" sono gli ingredienti di quello che divenne sùbito un
classico della letteratura per l'infanzia (e di cui esiste un'ottima versione
in cartoni animati di Walt Disney).
Carroll scrisse il romanzo per la
fanciulla Alice Liddell, figlia di un suo collega; nel libro sono anche esposti
princìpi matematici e vi sono notevoli ragionamenti basati su di una strana
"logica rovesciata". Inoltre vi è una ricca simbologia attraverso la
quale l'Autore narra ciò che succede nell'animo di tutti i bambini quando
stanno per lasciare l'infanzia. Carroll esprime le sue opinioni non certo
benevole sui metodi educativi del suo tempo e critica il conformismo dei suoi contemporanei.
La seconda "antenata" di
Sandy è la Dorothy di Frank Lyman Baum (1856-1919), americano, autore del
fortunatissimo "The wondeful Wizard of Oz" ("Il
meraviglioso Mado di Oz", 1900), cui fecero séguito altre 11 storie (e di
cui abbiamo una celebre versione "musical" del 1939 con Judy
Garland).
Dorothy è sollevata da un ciclone
dalla sua tranquilla casetta e trasportata in un fantastico mondo dove fa la
conoscenza di straordinari e umanissimi personaggi: una fiaba, questa, che fa
leva soprattutto sulla fantasia e suoi buoni sentimenti.
Tornando al nostro "Girovagando
nell'Impero di Discorsopolis", possiamo dire - in conclusione - che
l'Autrice vi ha saputo mescolare in giusta dose parte fantastica e parte
didattica, ovviamente con un maggiore attenzione concentrata su quest'ultima,
ai fini di esporre con linguaggio il più possibile semplice e chiaro i
contenuti morfologici prescelti.
Ne è venuto fuori un libretto utile
per tutti: in primo luogo per i piccoli discenti ai quali è dedicato, la cui
età ideale è quella corrispondente alla quarta elementare - prima media (10-12
anni); poi per gli insegnanti, che potrebbero anche adottare la fiaba come
testo sussidiario per l'insegnamento della grammatica o per l'ora di narrativa;
ed infine per i genitori, che non dovrebbero perdere l'occasione di
"ripassare" insieme ai loro figli in modo piacevole e divertente
nozioni apprese tanto tempo prima magari in maniera ben più "pesante"
e noiosa.
[Marco
Pennone]
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