ORTONA ED IL PARCO

Il Parco è nella vocazione di Ortona, nel segno dell'ambiente, della qualità, dello stile di vita che Madre Natura le ha assegnato

 

Giro fra i negozi di Pescasseroli. La gente cammina, si ritrova, si chiama. Poi continuo la gita ad Opi. Pranzo lì. Mi trasferisco a Civitella Alfedena ad ammirare il Lago Verde. Vien da pensare al Lago Dorato in America: vecchi ricordi di un viaggio.

Tornato a casa il mio sguardo corre ad Ortona. Mi ritrovo nei posti di sempre. Mi immergo in essi. La Torre, le Porte ad arco, la Chiesa ed il suo campanile, le Corti, gli scorci tipici, l'aspetto medioevale tornano ai miei occhi.

Così il pensiero corre. Le bellezze del posto non hanno niente da invidiare a quelle dei paesi visitati. Anzi qui c'è il concentrato di tutto. Il "Parco" è qui!

Tu che arrivi da Roma lo percepisci dall'"Orsetto" stagliato sulla montagna, non appena, uscito dal territorio di Pescina, la strada si arrampica verso Ortona.

Eppure tra la gente percepisci una riluttanza al Parco. E' la paura che la pace del posto, la partita a carte, il lavoro nei campi, tutto "personale", possano essere scalfiti. No, "pajsà"! Non avere paura! Il Parco è la protezione, in chiave moderna, dall'invasione del mondo industriale, del mondo dei consumi. In questi niente è più tuo. Attraverso il Parco tu conservi il tuo passato, la tua vita, il tuo sentire, la qualità dell'essere. "Ma cù' mm' stè a d'c'" (cosa mi stai dicendo): adesso non posso più tagliare le piante, costruire la baracca che mi serve in campagna. "Pajsà! T' sbejj'!" (paesano! Stai sbagliando!). Puoi far tutto, solo in maniera più regolamentata. Ed è proprio questa la protezione del "tuo mondo".

D'altra parte, vogliamo parlare del futuro di Ortona? L'emigrazione della popolazione verso il lavoro, verso la città, sta riducendo il paese solamente ad una "località estiva". Ed il Parco arriva ad aiutarci a sopravvivere. Pescasseroli è piena di attività turistica, intorno a cui l'artigianato è rifiorito, sono nati negozi, sono nati alberghi. Ortona può fare altrettanto e meglio. Il Parco promuove l'agricoltura biologica, l'imprenditoria turistica, l'artigianato locale. E' la strada per rimanere in vita. E noi abbiamo avuto occasione di capire che Ortona non è un paese dove possa svilupparsi industria o agricoltura intensiva. Queste sarebbero, anzi, contrarie alle tradizioni locali. Qui è il posto della agricoltura di qualità, interpretata oggi dalla agricoltura biologica. Qui è il posto dell'artigianato, dei merletti, delle marmellate, dei dolci.

Ma parliamo di fatti concreti. Ad Ortona è stato realizzato il Centro Verde. In esso cresceranno una scuola di giardinaggio, un museo. E' la porta del Parco. A Bisegna è stato stilato un accordo di collaborazione con una Università americana, per corsi e stages naturalistici dedicati a studenti, che vogliano specializzarsi nella gestione dei Parchi. Che vuol dire? Vuol dire che qualcosa si è mosso. Vuol dire i primi potenziali posti di lavoro.

Il resto verrà. L'importante è crederci!

L'ortonese cosa può metterci? L'iniziativa; il desiderio di una rivalutazione del territorio, con una bonifica di baracche, discariche, cave deturpanti; la coscienza di poter crescere.

La Valle del Giovenco che cosa può fare? Cominciare a pensare che il destino dei paesi di tutta la valle, da Bisegna, ad Ortona, a Rivoli, ha un percorso comune, obbligato: la ricerca di una consociazione di intenti, di una politica comune di amministrazione.

Ancora una volta l'esigenza di ritornare dalla quantità alla qualità diventa una opportunità. Questo è un percorso che ha bisogno solo di partecipazione. E tu ortonese puoi partecipare.

Mi viene da ripetere!

Io sogno che all'uscita di Carrito della Autostrada ci sia un cartello che dica:

" Territorio di Ortona dei Marsi. Qui inizia il Parco Nazionale d'Abruzzo. Qui la natura è protetta. Qui si fa agricoltura biologica e si produce energia pulita."

Forse è una utopia, ma diceva Galeano, poeta uruguaiano. "L'utopia è come l'orizzonte. Tu fai un passo avanti e lui si sposta avanti di un passo. Ma serve per camminare".

 

Sered