FESTE DI SETTEMBRE

Tra un acquazzone e l'altro, anche quest'anno si sono svolte le tanto attese Feste di Settembre

 

Per gli Ortonesi il mese di Settembre è particolare perché ci sono tre giorni, il sei, il sette e l’otto che vengono dedicati ai festeggiamenti di Sant’Antonio, San Rocco e la Madonna delle Grazie.

Si tratta di un appuntamento atteso con gioia e trepidazione, al quale la popolazione, residente e non, partecipa sempre con molto sentimento. Le feste del Settembre 2000 non hanno fatto eccezione alla regola, nonostante che l’accurato programma, proposto e messo a punto dal Comitato Feste "Ortona 2000", per eventi incresciosi e indipendenti dalla volontà del Comitato stesso, non si è potuto attuare come previsto.

La festa è iniziata già nelle tre serate precedenti: il giorno tre, sul sagrato della Chiesa di S. Giovanni Battista si è esibito il Coro degli Alpini di Ovindoli, seguito con grande interesse e molta emozione in quanto Ortona vanta tra i propri abitanti numerosi alpini; il giorno quattro si sarebbe dovuto tenere un concerto di Musica Celtica ma, dopo una giornata dal tempo incerto ed esattamente alle ore 21.00, quando avrebbe dovuto iniziare l’esibizione, la pioggia abbondante ed incessante ha fatto da padrona mandando tutto a monte; il giorno cinque, alle ore 17.30 , dopo la celebrazione della S.Messa, in piazza si è svolto il tradizionale "fiquera a fiquera": sono stati distribuiti i fichi offerti, come ogni anno, dal Comitato organizzatore dei festeggiamenti. La sera dello stesso giorno, sempre sul sagrato della chiesa, in un’accurata scenografia, che riproduceva la bottega di un barbiere di altri tempi, si è esibita, in una rappresentazione teatrale dialettale intitolata "Il Barbiere di Cunsiglia", la Compagnia del Casale di Aschi, già conosciuta ad Ortona.

A causa della chiusura della Chiesa di S. Giovanni Battista, perché inagibile, le funzioni religiose dei tre giorni di festa si sono svolte all’aperto. Sul sagrato della chiesa sono stati montati dei "gazebo" sotto i quali è stato allestito l’altare, sono state posizionate le statue dei Santi festeggiati e si è disposta la Schola Cantorum. Sulla piazza antistante sono state sistemate sedie e banchi per ospitare i partecipanti alle funzioni.

Nonostante la mancanza di un nuovo parroco, numerosi sono stati i sacerdoti intervenuti: hanno celebrato le S.S. Messe e hanno partecipato alle tradizionali processioni accompagnando i Santi Antonio, Rocco e la Madonna lungo le strade del paese. Il tempo purtroppo, sempre molto incerto, ha concesso clemenza il giorno sei e la mattina del sette, permettendo lo svolgimento regolare delle funzioni. Purtroppo la pioggia che è caduta nel pomeriggio del sette e per tutta la giornata dell’otto ha costretto il Comitato Feste ha rinviare ogni manifestazione prevista per l’otto al giorno successivo con evidente necessario cambiamento dei programmi. La breve tregua concessa l’otto mattina ha consentito di celebrare comunque, anche se in condizioni di estrema precarietà, la S. Messa in onore della Madonna delle Grazie nel giorno della sua natività. Cerimonia che si è ripetuta, completata dal rito della processione, il giorno dopo.

Queste feste sono state allietate dalla partecipazione delle seguenti bande musicali che hanno percorso le vie del paese come da tradizione e sono state presenti in altri momenti salienti: suono del "Silenzio" davanti alla lapide dei Caduti in guerra posta sul frontespizio della Casa Comunale; cerimonia di commemorazione di fronte al Monumento dei Caduti; inaugurazione del campo di calcio.

La banda di Martina Franca avrebbe dovuto eseguire il proprio concerto nella serata del sette, ma il violento temporale ne ha impedito l’esecuzione con grande rammarico degli Ortonesi, molto legati a questo tipo di eventi.

La serata del sei e quella del nove sono state caratterizzate dalla presenza di due complessi Romagnoli che hanno saputo coinvolgere tutti gli Ortonesi e non, numerosi, in piazza.

Nonostante il posticipo, le feste si sono concluse brillantemente. La sera del nove, prima si è avuta la "pupazza", creata sempre in sintonia con le tematiche più attuali, che ha ballato a lungo in piazza accompagnata dal complesso e circondata dai ragazzi; poi i fuochi d’artificio, che hanno lasciato tutti a bocca aperta, hanno concluso alla grande queste Feste 2000.

 

Tiziana Di Iacovo