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Ultime Notizie

s. onofrio  - 25 luglio 2015


 

 

Dopo un mese dal termine dei lavori di ristrutturazione della chiesa, il rione S. Onofrio festeggia il suo Santo per la seconda volta.

Alle ore 18:00 la comunità ortonese si concentra nella chiesa più antica del paese per assistere alla S. Messa celebrata da don Liù. Al termine della cerimonia, la  Statua viene accompagnata da una processione per le vie del rione, partecipata da poche persone. Quest'anno il percorso è stato diverso per via di una interruzione su via Napoli.

 

Dopo la benedizione del parroco, la festa è proseguita con la degustazione di panini col prosciutto, formaggio e porchetta. Ovviamente la "bevanda" non è mancata.

 

Ringraziamo il rione S. Onofrio per l'organizzazione della festa, come sempre molto sobria e allo stesso tempo molto "familiare".

 

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Sabato 25 luglio 2015

Festa in onore di

S. Onofrio

Dalle ore 17:00

(Rione)

 

 

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Sabato 25 luglio 2015

Tra "ruve" e cantine dell'antico Borgo...

...torna

Rioninfesta

A N N U L L A T A

(Pro Loco)

 

 

CONVENGO SULLE ENERGIE RINNOVABILI ED IMPIANTI A BIOMASSA  - 19 giugno 2015


 

 

Questo pomeriggio, su iniziativa del Sindaco, dott. Manfredo Eramo, si è tenuto all’incirca alle ore 16:30, presso la sala consiliare del Comune di Ortona dei Marsi, un incontro dibattito sul tema le energie rinnovabili, ponendo l’attenzione sulla realizzazione di impianti a biomasse, in modo particolare su quello che dovrebbe essere realizzato in località Carrito di Ortona.

 

Infatti, si legge nell’ordinanza sindacale n. 1 del 03.06.2015, pubblicata all’albo pretorio telematico del Comune, con la quale viene ordinata la sospensione del procedimento:

- che in data 02.03.2015 con prot. n. 453 con procedura PAS (Procedura Abilitativa Semplificata) è stato depositato il progetto di realizzazione di un impianto di gassificazione a biomassa per alimentazione di un generatore di energia elettrica da 200 kW in fraz. di Carrito da parte della soc. Bioenergy scarl con sede in San Benedetto dei Marsi.

- che con atto prot. n. 1190 del 22.05.2015 è stata convocata la Commissione Ambiente dell’Ente per esprimersi sul progetto de quo;

- che, come rilevasi dagli atti della commissione ambiente tenutasi in data 28.05.2015 presso la sede dell’ente comunale, risulta necessario ed urgente approfondire l’aspetto tecnico del progetto da parte di esperti in materia in ordine alle ricadute per quanto concerne emissioni in atmosfera ed agli effetti che le stesse possono avere sull’ambiente naturale del territorio come manifestato per le vie brevi da numerosissimi cittadini residenti e non da cui è generato forte allarme per la realizzazione del progetto circa potenziali rischi per la salute pubblica.

 

Pertanto, la partecipazione al convengo da parte della cittadinanza, non solo di Ortona ma soprattutto degli abitanti delle frazioni di Carrito, Cesoli e Rivoli, alcuni tornati appositamente, è stata molto, molto ampia, per avere maggiori e più precise informazioni nonché risposte sul progetto per le variegate e notevoli ripercussioni che esso può avere per la popolazione e per il territorio del Comune di Ortona.

 

Il Sindaco alle ore 16:30 dà inizio ai lavori al quale intervengono come esperti del settore l’ing. Claudio Padoan e l’Ing. Maurizio Urbani che ha partecipato alla riunione della Commissione Ambiente del 28 maggio 2015 in qualità di membro esperto e al quale è stato richiesto di rimettere un parere sul progetto presentato dalla ditta Bioenergy.

 

Il Sindaco presenta e ringrazia l’ing. Padoan, uno dei maggiori costruttori di motori a biomasse di aver accettato l’invito per discutere di un impianto di soli 200 kW e dei danni che può provocare all’ambiente ed alla salute.

 

Precisa, affinché l’incontro non si trasformi in una bagarre, che non si tratta di un’assemblea popolare - politica bensì di un convegno scientifico, pertinente al problema: motori a biomasse.

Il Sindaco si augura che si esca dal convegno con le idee più chiare, egli stesso dichiara di non essere competente in materia e vuole capire per esprimersi in un senso o nell’altro.

Spiega che la soc. Bioenergy ha presentato un progetto il 2 marzo 2015 per realizzare un impianto a biomasse in località Carrito di Ortona dei Marsi e il sito è stato prescelto poiché sullo stesso insiste già una cabina elettrica che può assorbire le energie che verranno prodotte.

 

Il Sindaco aggiunge che sul progetto manca ancora il parere della ASL e del Genio Civile, (per inciso la ditta presente interviene e dichiara che la Asl ad oggi si è espressa), e ribadisce ancora che l’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto non c’è mai stata e quindi il silenzio assenso non si è mai concluso. La procedura è stata bloccata dall’Architetto; egli stesso ha emanato un’ordinanza sindacale di sospensione perché ci poteva essere un rischio per la salute pubblica. Inoltre il giorno 28 maggio 2015, in sede di Commissione Ambiente, è stato chiesto all’ing. Maurizio Urbani, invitato come parte terza ed esperto, di rimettere un parere sul progetto e in data 16 giugno 2015 l’ing. Urbani ha posto una serie di questioni tecniche che sono indispensabili per rilasciare un parere completo e definitivo sul progetto di impianto da realizzare.

 

Il Sindaco ribadisce che ad oggi l’Amministrazione non ha ancora deciso perché la questione è molto delicata. Quello che interessa sapere e che vuole emerga dal convengo in termini chiari è se l’impianto inquina o meno e se lo stesso impianto che utilizza “cippato solido verde” (il materiale da cui si produce energia) può essere trasformato per utilizzare altro materiale inquinante.

Si augura che alla fine del convegno si abbiano delle idee più chiare.

 

L’esperto, ing. Claudio Padoan, cui viene data la parola, si presenta: è originario del Veneto, di Chioggia, e si occupa di energie rinnovabili da quindici anni e spera di poter fornire utili riferimenti.

 

Spiega che una fonte di energia rinnovabile è una fonte energetica che ha un tempo di sfruttamento confrontabile con il tempo necessario a quello in cui si riproduce. Ci dice che le biomasse possono essere solide, liquide, gassose e provenienti da rifiuti e sono normate da vari decreti legislativi. Spiega che la richiesta di un impianto di cippato vergine non riguarda l’area dei rifiuti. Se le biomasse sono normate come prodotti o sotto prodotti non utilizzano i rifiuti e se la ditta dichiara che non può utilizzare i rifiuti essa non può farlo e ci sono degli organismi preposti al controllo.

 

Spiega che il motore termico è molto simile al diesel o a quello a benzina con l’utilizzo di bio metano. L’impianto che è stato prospettato nel nostro Comune serve per produrre un syngas (o gas di sintesi) che si ottiene dalla combustione di quantità di carbonio povero contenuto nel materiale legnoso (cippato – ramaglie o parti arboree legno cellulosa).

Nell’esprimere il proprio parere sull’inquinamento prodotto illustra alcuni impianti a legno cippato realizzati a Correggio (RE) dove si prevede lo sminuzzamento del cippato per poterlo gassificare, attraverso un processo di combustione che serve a muovere il motore e da cui si producono energia e ceneri. Si tratta di impianti di cogenerazione che dalle biomasse generano non solo energia elettrica ma anche energia termica.

Mentre in Germania, nella bassa Sassonia, a 50 km dal Brennero, vengono utilizzati degli impianti di termoreforming nei quali la produzione di syngas è spinta usando al massimo le quantità di carbonio e cercando di ridurre la produzione di ceneri.

 

L’ing. Padoan, per rispondere alla domanda specifica sull’inquinamento, spiega che i livelli di emissioni inquinanti sono stabiliti dalla legge e sono legati all’impianto. La certificazione è fatta dal costruttore. In genere con una torre di lavaggio (scrauber) la parte pesante va in fondo, quella più volatile va nell’atmosfera. La previsione della torre rende l’impianto più tranquillo: solo se supera il limite di legge può inquinare. La tecnologia dell’impianto è sostanzialmente povera.

 

Alla domanda se deve esserci una distanza tra l’impianto ed il centro abitato risponde che i limiti sono dettati dai regolamenti locali e non conoscendo quelli di questa zona non può dare una risposta più esatta.

Precisa, inoltre, che la GSE S.p.A. (Gestore Servizi Energetici) prima di dare il suo contributo per la produzione di energia da fonti rinnovabili deve verificare la provenienza dei materiali attraverso apposita certificazione.

 

Interviene la dott.ssa Eramo Giuliana per sottolineare come l’interesse dell’assemblea è quello di capire le caratteristiche dell’impianto che è stato proposto per Carrito.

 

La parola viene data all’Ing. Maurizio Urbani, che si presenta fornendo la propria qualifica di ingegnere nucleare e di fisico sanitario, precisando che si occupa di ambiente e di energia: è stato, infatti, consulente SOGIN, responsabile di impianti di energia in ENEL e D.G. di ENEA (che vanta brevetti per la costruzione di impianti di gassificazione), nonché grande conoscitore del territorio della Valle del Giovenco.

L’Ing. Urbani prima di illustrare le proprie osservazioni sul progetto di impianto a biomasse per il quale è stato chiamato a fornire un parere qualificato, brevemente sottolinea l’importanza dell’approccio della produzione di energia da fonti rinnovabili e della efficienza energetica. Fornisce alcuni dati significativi. Nel mondo ci sono 7,3 Md di persone, l’1 per cento guadagna più del 99 per cento. Oggi un miliardo di persone vive con meno di 1,2 dollari al giorno, 1,3 miliardi vive senza energia elettrica, 2,3 miliardi si cucina con le biomasse dentro casa. Nell’Africa sahariana 6,20 milioni di persone non hanno accesso ai servizi elettrici e utilizzano biomassa. Nel 2040 il fabbisogno di energia sarà del 40 per cento in più rispetto a quello attuale e sarà strettamente correlato al tema del cambiamento climatico. Comporterà, infatti, un incremento della temperatura terrestre di 3,6 °C che sarà una catastrofe in quanto intere popolazioni si dovranno spostare non per motivi politici ma per poter sopravvivere. Per questo si sta lavorando affinché il limite del riscaldamento terrestre non superi il 2 per cento che è un limite sostenibile.

L’Ing. Urbani ci dice che è ovvio che nessuno vuole qualcosa di pericoloso o inquinante nel proprio giardino ma bisogna avere una coscienza complessiva. Racconta come in Normandia, dove stavano costruendo un gassificatore il sindaco, alla domanda se poteva opporsi alla sua costruzione, rispose che non poteva in quanto glielo chiedeva la Francia. Da noi, per il caso di specie, non possiamo dire “ce lo chiede l’Italia”. Da tecnico e da cittadino si sente di affermare che nel nostro paese manca la credibilità. Le energie rinnovabili sono per principio positive ma tutto dipende da come le si usano. Cosa si penserebbe se si mettessero pale eoliche sul Gran Sasso o pannelli fotovoltaici sul Colosseo? Tutti direbbero che ci sarebbe un forte impatto ambientale e anche su questo argomento le stesse associazioni ambientaliste non hanno la stessa opinione.

 

L’ing. Urbani passa a parlare del progetto dell’impianto a biomasse da realizzare a Carrito. Spiega che la Commissione ambiente del 28 maggio 2015 gli ha chiesto una valutazione tecnica della compatibilità ambientale del progetto. Ma la compatibilità ambientale va definita. Quindi per poter esprimere un parere ha fatto richiesta di accesso agli atti ed ha acquisito in data 12 e 15 giugno gli elaborati del progetto. Il 16 giugno ha rimesso al Comune le prime valutazioni rispetto a quanto richiesto dalla normativa tecnica per un impianto di 200 kW. Egli spiega che, nella nota del 16 giugno rivolta al Comune, c’è anche un elenco di questioni e di ulteriori elementi che vanno forniti, necessari per la formulazione di un parere esaustivo e definitivo. Egli chiarisce che se nel progetto vengono riportate le concentrazioni di inquinanti rispetto alla normativa, ma non sono riportati poi i flussi di massa e portata e temperature non è possibile esprimere compiutamente un giudizio. Aggiunge che la Giunta Regionale d’Abruzzo ha emanato una delibera, la n. 931 del 28.12.2012, che fissa gli elaborati necessari per questo tipo di procedimento.

 

Inoltre, per ribadire l’importanza dello studio di impatto ambientale cita un passo tratto dell’Enciclica “Laudato-Si” di Papa Francesco in cui il Pontefice afferma che “La previsione dell’impatto ambientale delle iniziative imprenditoriali e dei progetti richiede processi politici trasparenti e sottoposti al dialogo, mentre la corruzione che nasconde il vero impatto ambientale di un progetto in cambio di favori spesso porta ad accordi ambigui che sfuggono al dovere di informare ed a un dibattito approfondito. Uno studio di impatto ambientale non dovrebbe essere successivo all’elaborazione di un progetto produttivo o di qualsiasi politica, piano o programma. Va inserito fin dall’inizio e dev’essere elaborato in modo interdisciplinare, trasparente ed indipendente da ogni pressione economica o politica. Dev’essere connesso con l’analisi delle condizioni di lavoro e dei possibili effetti sulla salute fisica e mentale delle persone, sull’economia locale, sulla sicurezza. I risultati economici si potranno così prevedere in modo più realistico, tenendo conto degli scenari possibili ed eventualmente anticipando le necessità di un investimento maggiore per risolvere effetti indesiderati che possano essere corretti. È sempre necessario acquisire consenso tra i vari attori sociali, che possono apportare diverse prospettive, soluzioni e alternative. Ma nel dibattito devono aver un ruolo privilegiato gli abitanti del luogo i quali si interrogano su ciò che vogliono per sé e per i propri figli, e possono tenere in considerazione le finalità che trascendono l’interesse economico immediato. Bisogna abbandonare l’idea di ‘interventi’ sull’ambiente, per dar luogo a politiche pensate e dibattute da tutte le parti interessate. La partecipazione richiede che tutti siano adeguatamente informati sui diversi aspetti e sui vari rischi e possibilità, e non si riduce alla decisione iniziale su un progetto, ma implica anche azioni di controllo o monitoraggio costante. C’è bisogno di sincerità e verità nelle discussioni scientifiche e politiche, senza limitarsi a considerare che cosa sia permesso o meno dalla legislazione.”.

 

L’Ing. Urbani rende noto che la descrizione dell’intervento che è stata depositata agli atti del Comune in data 2 marzo 2015 è diversa da quella che lui ha ricevuto e che la ditta, dopo la richiesta di accesso agli atti, ha fornito al Responsabile del Procedimento, e la differenza è sostanziale. Spiega che il punto di viraggio per l’applicazione della normativa in materia è il cosiddetto “Megavattore termico”: se si è sotto un certo livello le emissioni non sono significative, se si è sopra quel livello le emissioni diventano significative e intervengono l’A.R.T.A. e Provincia e ci si deve confrontare con le norme regionali. Negli atti i dati non sono coincidenti.

 

Interviene poi la sig.ra Maria Pia Pullano, amministratrice della ditta che ha presentato il progetto, che subito dice di non aver mai dato l’accesso agli atti, aggiunge che la ditta che rappresenta lavora nella massima legalità e che l’impianto ha un costo elevato e che il motore si romperebbe se si dovesse utilizzare del materiale diverso dal cippato.

Su questo punto l’Ing. Padoan spiega che l’utilizzazione di rifiuti non è compatibile con la tipologia della macchina. Si bloccherebbero gli iniettori, si creerebbero condizioni di tipo vischioso che non consentirebbero il regime normale dell’impianto.

 

Interviene poi la dott.ssa Eramo che chiede all’Ing. Urbani di usare un linguaggio accessibile all’utenza e spiega che l’ingegnere ha redatto una relazione tecnica sulla base della documentazione che gli è stata fornita e ha rilevato una differenza che porterebbe ad un’altra procedura e lo invita a leggere la sua relazione.

L’ing. Urbani chiarisce solo che la documentazione trasmessagli è carente per poter arrivare ad un parere, per cui al momento ha fornito solo una risposta “interlocutoria negativa” avendo bisogno di ulteriori chiarimenti.

 

Interviene poi il dott. Marco Passante, consulente di Bioenergy, che ha coordinato la formazione del progetto. Egli dice che nessuno ha sollevato una specifica mozione sulla violazione degli articoli di legge che regolano questa materia. Ma prontamente gli viene ribadito dall’ing. Urbani che la delibera di Giunta Regionale n. 931 del 28.12.2012 non è mai stata citata nella documentazione prodotta.

 

Interviene poi, dal pubblico, l’ing. Gino Taglieri che osserva come il convegno si dovesse tenere prima e che mancano alcuni passaggi propedeutici all’autorizzazione. Ma egli vuole soprattutto porre l’attenzione sul fatto che si parla genericamente di biomasse. L’Ing. Urbani interviene e spiega che il decreto prevede biomassa vegetale vergine e sottoprodotta dall’agricoltura vegetale o biomassa sottoprodotta da lavorazione forestale, bosco, ramaglie ecc. Nel progetto si fa riferimento al cippato UNIEN14 che è il migliore e consente di ottenere più contributi da parte del gestore. Inoltre nel progetto non emerge se il materiale da utilizzare arriva già cippato o se va invece fatta la cippatura sul posto. Questo aspetto è importante in quanto se il cippatto viene fatto sul posto occorre anche una relazione di impatto acustico.

 

L’ing. Gino Taglieri spiega che l’impianto dovrebbe essere realizzato a 150 metri da casa sua e chiede perché non venga delocalizzato e il sindaco risponde che non è possibile perché nel sito prescelto c’è la centrale elettrica.

 

Non si tiene l’intervento del rappresentante del WWF Abruzzo che avrebbe fornito ulteriori chiarimenti sul progetto in argomento e il cui parere è disponibile in Internet.

 

Il Sindaco lascia l’assemblea dicendo che dal dibattito è emerso che ci sono carenze nel progetto, ma non dice cosa farà l’Amministrazione.

 

Il dibattito, in ogni caso continua, perché i presenti, sempre numerosi, vogliono sapere.

Interviene di nuovo la dott.ssa Eramo che spiega, da un punto di vista tecnico giuridico, di aver chiesto ed ottenuto, con accesso agli atti, la documentazione intercorsa tra l’Amministrazione e la ditta, ma che non vi è alcun atto interruttivo del silenzio assenso che nel caso di PAS (Procedura Abilitativa Semplificata), prevista dall’art. 6 del decreto legislativo n. 28/2011, una volta formatosi equivale ad autorizzazione. Spiega che affinché si interrompa l’Amministrazione deve fare contestazioni formali precise alla ditta. Solo così si interrompono i termini e riparte poi un tempo più lungo. Siccome non vi sono atti di questo tipo, il silenzio assenso si è formato. Solo dopo che si è riunita la Commissione ambiente il 28 maggio 2015 è stata inviata alla ditta una mail tardiva.

 

Prende la parola l’Arch. Ruggeri, quale responsabile del procedimento, che spiega come l’intervento sia stato sottoposto a procedura PAS, ma che alcuni documenti per il completamento dell’istruttoria sarebbero stati consegnati successivamente. Egli dice che il silenzio assenso non si è formato per stessa ammissione della ditta.

Spiega che nel progetto fornito dalla ditta su CD da trasmettere all’Ing. Urbani dopo la sua richiesta di accesso agli atti, il documento di compatibilità ambientale non era presente perché la memoria del CD era insufficiente e quindi ne ha fatto una copia da quello allegato al progetto cartaceo depositato il 02.03.2015 al Comune.

 

La dott.ssa Eramo interviene dicendo che il silenzio assenso invece si è formato trascorsi trenta giorni dal deposito del documento iniziale, altrimenti l’impresa non avrebbe avuto titolo a fare la comunicazione di avvio dei lavori. Ora occorre un provvedimento di autotutela da parte dell’amministrazione, se ha rilevato delle incongruenze, e che toglie alla ditta il diritto di costruire.

Questa può rivalersi in via legale per ottenere il risarcimento del danno che ha subito. Dal punto di vista della responsabilità degli amministratori si tratta di danno erariale.

 

Interviene Fabrizio Taglieri che si dice assolutamente contrario alla realizzazione del progetto.

 

Interviene di nuovo l’ing. Taglieri che cerca di concludere il suo intervento spiegando che non si è contrari a priori alla realizzazione dell’impianto, quanto è invece importante capire e conoscere per poter farsi un’opinione più chiara sul progetto. Egli dice che la normativa consente di utilizzare anche il combustibile solido secondario che è compatibile con le biomasse e quindi nell’impianto si può mettere anche la plastica. Ci si domanda dove si possa trovare tutta la legna necessaria per far funzionare l’impianto e mantenerlo a regime e, quindi, se non la si trova cosa si mette a bruciare. Ed ecco che si teme che possano essere utilizzate le eco balle: se, infatti, occorre garantire un rendimento minimo del 25% mancando la materia prima è possibile utilizzare il materiale che è compatibile con la legge.

 

Dal dibattito si evince come l’argomento sia estremamente complesso e che l’Amministrazione avrebbe dovuto interessare per tempo la popolazione affinché potesse farsi una opinione, non necessariamente contraria, e tale da poter fornire anche un fattivo contributo sul progetto. L’argomento è stato trattato prevalentemente sotto l’aspetto delle eventuali ripercussioni negative e dunque dei costi in termini di salute e ambiente che, una volta realizzato l’impianto, graverebbero sull’intera collettività e su tutto il territorio del Comune dove, l’unica risorsa che rimane per evitare il completo abbandono della valle, è proprio l’ambiente salubre. Avremmo voluto, inoltre, che qualcuno ci spiegasse anche se ci fossero possibili benefici per la comunità dalla realizzazione di tale progetto.

 

 

 

Taglio alberi ai giardinetti  - 19 giugno 2015


 

 

Le forti ed intense nevicate dell’inverno scorso hanno messo a dura prova la resistenza dei numerosi pini che crescono rigogliosi nel parco pubblico lungo via Aia, familiarmente chiamato “i giardinetti”. Il forte maltempo non solo ha rotto rami ma ha reso molte piante instabili e pericolanti. Al fine di tutelare la pubblica incolumità con l’ordinanza  n. 3 del 16 giugno scorso l’Ufficio Tecnico del Comune ha ordinato  “la diradazione  degli alberi per il ripristino delle condizioni di sicurezza della viabilità  e degli spazi pubblici”.

Tra qualche giorno, appena concluso l’intervento, vedremo il volto nuovo dei nostri amati “giardinetti”:

 

 

la bacheca di prima pagina


 

 

ENERGIE RINNOVABILI - INCONTRO DIBATTITO

(Comune Ortona dei Marsi)

VENERDI' 19 GIUGNO C.M., ALLE ORE 15:30 PRESSO LA SALA CONSILIARE SI TERRA' UN INCONTRO A CARATTERE SCIENTIFICO SUL TEMA:
" ENERGIE RINNOVABILI "
RELAZIONA L'ING. CLAUDIO PADOAN.

LA CITTADINANZA E' INVITATA A PARTECIPARE, UNITAMENTE AD ESPERTI DEL SETTORE DAI QUALI SARA' GRADITO OGNI PROFICUO APPORTO AL DIBATTITO.
 

Fonte: sito ufficiale Comune di Ortona dei Marsi

 

 

apertura chiesa di s. onofrio  - 14 giugno 2015


 

 

A settembre 2013 è iniziata la ristrutturazione della chiesa di S. Onofrio. I lavori hanno visto il rifacimento del tetto, della pavimentazione e della facciata esterna.

L'intervento di "consolidamento, restauro e miglioramento sismico" è stato diretto dalla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per l'Abruzzo.

 

Con la messa delle ore 11:00 i concelebranti don Pietro e don Giovanni hanno benedetto la chiesa e consacrato il nuovo altare, con il rito abbreviato. Alle ore 12:03, don Pietro ha tenuto a precisarlo, il Santissimo Sacramento è stato deposto all'interno del Tabernacolo della chiesa di S. Onofrio e lì, da quel momento, "sarà custodito con la fede della comunità".

Dopo la S. Messa, molto partecipata dagli ortonesi del rione e non solo, si è svolta la processione che ha visto il passaggio del Santo per le vie "del Castello". Al termine della cerimonia religiosa, non poteva mancare un ricco rinfresco molto gradito da tutti.

 

Ringraziamo gli amici del rione che con il loro impegno hanno permesso il raggiungimento di questo grande risultato: la chiesa di S. Onofrio è di nuovo aperta a tutti.

 

 

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corpus domini  - 7 giugno 2015


 

 

Una finestra su ortona  - 30 maggio 2015


 

 

 

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Una finestra su ortona  - 16 maggio 2015


 

 

 

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S. Generoso martire  - 9 maggio 2015


 

 

 

Oggi è la festa del nostro Santo Patrono, un Santo che si è fatto martirizzare per essere stato un cristiano e per le sue idee di pace forti e decise. Uomo e soldato di esempio a quel tempo ma anche e soprattutto oggi in questo mondo in cui in molti punti della terra il concetto di pace è ancora poco conosciuto.

In questa giornata di festa il nostro pensiero va alle persone care che non ci sono più e a quelle che per motivi vari non possono essere presenti.

 

Ore 8:00 - cinque colpi pirotecnici aprono la festa di San Generoso un  Santo, permetteteci la "licenza", conosciuto e amato anche per la sua bellezza e maestosità.

 

Il cielo sereno, coperto solo a tratti da nuvole “leggere”, nonché una gradevole temperatura, sono stati la bella cornice dell’intera mattinata. L’insolito caldo che da circa una settimana sta interessando buona parte della Penisola, ha fatto sentire i suoi piacevoli effetti anche ad Ortona e, sebbene le previsioni del tempo avessero dato pioggia per la seconda parte della giornata, nel pomeriggio delle nuvole scure hanno a tratti coperto il cielo ma, la pioggia, caduta nei dintorni, non è arrivata sul nostro paese.

 

Ore 11:00 – Ha inizio la Santa Messa concelebrata da cinque sacerdoti e partecipata da un discreto numero di persone che, terminata la celebrazione, si prepara per la processione.

San Generoso appare sul portale della nostra parrocchiale tra l’emozione e l’applauso di tutti i presenti.

 

 

La Statua di S. Generoso, portata in spalla dai nostri giovani, percorre le silenziose strade del paese accompagnata dalle preghiere dei fedeli e dai brani musicali della banda di Introdacqua.

Dopo l’ascolto di una bella batteria pirotecnica, S. Generoso fa il suo rientro in chiesa e, con la distribuzione del Pane di S. Generoso, benedetto al termine della Messa, il corteo si scioglie.

 

Ore 18:00 – La banda di Introdacqua esegue in Piazza S. Giovanni Battista alcuni brani musicali fino alle 19:30 circa.

 

Ore 21:00 – Inizia il concerto bandistico all’interno della nostra chiesa.

Questa sera ha avuto la sua ennesima conferma la nota passione degli ortonesi per la banda. Un numeroso pubblico ha seguito con grande interesse la bella esecuzione di brani di musica classica e brani di musica leggera.

La scelta di un concerto bandistico a chiusura della festa è stata molto apprezzata, nonché la decisione di tenere l’esibizione dentro la parrocchiale, visto che in questo periodo la temperatura della sera e della notte è decisamente fredda.

 

Si ringrazia il Comitato Feste per l’organizzazione di questa bella giornata.

Alcuni momenti

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Sabato 9 maggio 2015

S. Generoso Martire

(Comitato Feste)

 

 

Una finestra su ortona  - 25 aprile 2015


 

 

 

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Sabato 2 maggio 2015

dalle ore 15.00 alle 20.00

Festa della Primavera

(Pro Loco)

 

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