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Come si costruiscono |
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Coordinate geografiche del luogo Nota sull’installazione dello stilo
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PremessaNon
pretendo qui di dare indicazioni esaurienti per il progetto di un orologio
solare, esistono libri e libri sull’argomento. Il
mio solo scopo è rispondere brevemente ed esaurientemente (se possibile)
alla domanda che mi viene sempre rivolta quando si parla dell’argomento:
come si fa a progettare un orologio solare ? Pertanto
cercherò di descrivere brevemente i vari metodi che si possono utilizzare
per la costruzione di un orologio su parete verticale, con particolari
dettagli per quelli che più si prestano ad una migliore comprensione del
funzionamento dell’orologio, nonché i passi preliminari indispensabili
per la misura dei parametri che poi intervengono nel progetto. Si rimanda
al capitolo Riferimenti
per avere informazioni più esaustive. Vorrei infine sottolineare che chiunque, anche chi non ha mai sentito parlare di meridiane, non conosce la trigonometria, non ha conoscenze anche minime di astronomia, è in grado di costruirsi la sua meridiana, utilizzando tra i tanti metodi possibili quello a lui più congeniale.
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Metodo
empirico
E’
anche detto da qualcuno metodo
pazienza, in quanto
sono necessari mesi per la sua realizzazione. D’altra parte chiunque è
in grado di seguirlo, l’unica difficoltà può essere quella di tenere
conto della Equazione del tempo. Scelta
la parete su cui si intende realizzare il quadrante (parete non
necessariamente verticale e non necessariamente orientata a sud) si
pianta nel muro uno stilo. Non è necessario che lo stilo abbia un
orientamento particolare: è preferibile che sia perpendicolare rispetto
al muro, ma solamente per motivi estetici, nel caso non venga alla fine
sostituito da uno stilo polare. Le
dimensioni dello stilo devono essere tali da coprire con la sua ombra la
zona del muro prevista per l’orologio. Può essere conveniente fare le
prime prove intorno al solstizio d’estate (21 giugno) quando il sole è
più alto nel cielo e si ha quindi la massima lunghezza dell’ombra. A
questo punto occorre, ad ogni ora della giornata in cui il sole illumina
il muro, segnare il punto preciso del muro in cui cade l’ombra della
estremità dello stilo. Attenzione:
l’ora deve essere quella solare, non quella del tempo medio che segna
il nostro orologio da polso. Quindi, rifacendosi ad una tabella della
Equazione del Tempo (EdT) come quella presentata precedentemente o
utilizzando appositi programmi che forniscono questo dato per qualunque
giorno dell’anno (ad esempio il programma Dialist’s
Companion) occorre calcolare il valore della EdT nel giorno corrente e con
tale dato correggere l’indicazione del nostro orologio5. Ad
esempio, il 26 giugno la EdT vale 2m 50s, il che significa che il sole è
in ritardo di 2 minuti e 50 secondi, inoltre è in vigore l’ora legale.
Questo significa che ad esempio le 12:00:00 (12 esatte) solari avverranno
alle 13:02:50 (13 ore, 2 minuti e 50 secondi), le 15:00:00 avverranno
alle 16:02:50 e così via. Occorre
quindi segnare la posizione dell’ombra alle 8:02:50, alle 9:02:50 ecc.
segnando accanto l’ora (quella solare) della misura (7, 8 ecc.). Si
otterrà una disposizione sul muro simile a quella di Figura 19. Per
alcune ore non sarà possibile segnare l’ombra, in quanto fuori dal
quadrante. Ciò non ha importanza. Occorre
ora ripetere la stessa operazione in un diverso momento dell’anno.
Supponendo che la prima sia stata fatta intorno al solstizio d’estate,
ripetiamo il tutto intorno al solstizio d’inverno (21 dicembre). Aggiungendo
i nuovi riferimenti sul muro, otterremo la situazione di Figura 20. Si
noti che ora alcune ore per le quali non era stato possibile segnare
l’ombra sono segnate nel disegno, in quanto il sole più basso
sull’orizzonte ha fatto rientrare nel quadrante l’ombra dello stilo. Se
abbiamo fatto tutto correttamente, unendo con una linea retta le coppie
di punti corrispondenti alle stesse ore e prolungando verso l’alto la
linea, troveremo che tutte le linee convergono nel punto C (Figura 21). Dato
poi che tutte le linee devono incontrarsi in C, possiamo anche tracciare
le linee per quelle ore di cui avevamo un solo punto, unendo quel punto
con C (in figura le ore 9, 10 e 16). Abbiamo
così ottenuto tutte le linee orarie del nostro orologio solare6. Se
volessimo aggiungere le linee diurne, dovremmo allora eseguire le misure
descritte esattamente nelle date dei solstizi (21 giugno e 21 dicembre)
ed unire quindi tra di loro i punti ottenuti. Per
inserire inoltre la linea degli equinozi, essendo questa sempre retta, ci
è sufficiente ad uno dei due equinozi (21 marzo o 23 settembre) segnare
l’ombra in due momenti qualsiasi della giornata, abbastanza lontani tra
loro, ed unire quindi i due punti con una retta (Figura 22). Il
nostro orologio solare è completo. Resta
da decidere se lasciare lo stilo che abbiamo usato fino ad ora, la cui
ombra segna l’ora con la sola estremità, o se sostituirlo con uno
stilo polare, che segna l’ora con tutta l’ombra, essendo questa
sovrapposta alle linee orarie. Lo
stilo polare del nostro quadrante è semplicemente quello che si incastra
nel muro nel punto C e che finisce con l’altra estremità nello stesso
punto nello spazio in cui si trovava l’estremità dello stilo
provvisorio. La Figura 23 illustra forse meglio il procedimento.
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Figura
19 — Metodo empirico – passo 1
Figura
20 — Metodo empirico – passo 2
Figura
21 — Metodo empirico – passo 3
Figura
22 — Metodo empirico – passo 4
Figura
23 — Metodo empirico – passo 5
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5 Ricordarsi
inoltre dell’eventuale ora legale ! 6 Se non
avessimo corretto l'ora con l'EdT non avremmo ottenuto un unico punto C
come intersezione tra le linee orarie. Infatti in tal caso i punti non
apparterrebbero ad una linea oraria bensì sarebbero due punti qualsiasi
della lemniscata corrispondente, i quali non sono necessariamente
allineati e possono quindi portare a tracciare delle linee assolutamente
sbagliate.
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Coordinate
geografiche del luogo
Il
primo dato indispensabile per il progetto di un orologio solare (salvo
che si usi il metodo empirico) è la conoscenza delle coordinate
geografiche (latitudine e longitudine) del luogo. Tale dato influisce
tanto sul posizionamento dello stilo quanto sull’orientamento delle
linee. Per
avere queste indicazioni è possibile seguire varie strade: · Consultare l’Ufficio Tecnico del Comune, è possibile che vi sappiano
rispondere. · Consultare una mappa sufficientemente dettagliata della zona, ad esempio le
cartine militari IGM 1:25000. Queste riportano le coordinate geografiche
degli estremi del foglio, sulle quali è possibile interpolare per
ottenere le coordinate del punto desiderato. · Utilizzare il programma Google Earth che fornisce, insieme alla visualizzazione satellitare
della zona cercata, anche le coordinate geografiche. · Consultare un ricevitore GPS. Qualunque
sia il metodo, alla fine si avranno due angoli, normalmente espressi in
gradi, primi d’arco (sessantesima parte di un grado) e secondi d’arco
(sessantesima parte di un primo). Ad esempio Castellamonte ha coordinate 45° 22’ 57” nord e 7° 42’ 48” est7. 7 Da notare che
i secondi, ed anche i primi, variano di molto all’interno di un
territorio pur piccolo come quello di Castellamonte: l’errore comunque
rientra all’interno delle tolleranze che si ottengono nella costruzione
dell’orologio.
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Declinazione
della parete
Per
declinazione della parete si intende l’orientamento della parete stessa
rispetto al sud (Figura 24). |
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Figura
24 — Declinazione della parete
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Questo
dato deve essere misurato con particolare cura, in quanto influisce
pesantemente sul progetto (di nuovo, il metodo empirico non richiede
questa informazione). Il
metodo più preciso, ma non l’unico, ritengo sia il seguente. Si pone un filo a piombo di fronte alla parete e si misura, su una superficie orizzontale, l'angolo che l'ombra del filo forma rispetto al muro (Figura 25). Segnare inoltre la data e l'ora esatta della misurazione. |
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Figura
25 — Misura della declinazione della parete
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Confrontare
quindi l’angolo alfa misurato con l’azimut solare all’istante della
misurazione (ottenibile ad esempio con il programma Dialist’s
Companion) ed ottenere così lo scostamento del muro rispetto al sud, ovvero
la sua declinazione. Il
risultato è nuovamente un angolo, questa volta con segno (positivo per
declinazione a ovest, negativo per declinazione a est). Si
supponga ad esempio di effettuare 3 misurazioni nella giornata del 19
settembre 2005 alle ore 10:27, 13:33 e 17:48 in una località posta a
latitudine 45°
22' 57" nord e longitudine 7°
42' 48" est. In
corrispondenza delle tre misure si calcola l'azimut solare. Se
si utilizzano le formule matematiche occorre risalire dal Tempo Medio
dell'Europa Centrale (TMEC) al tempo vero solare locale effettuando le
seguenti operazioni: · togliere
1 ora essendo in vigore l'ora legale · sottrarre
il valore della Equazione del Tempo (in questo caso negativa, quindi il
sole è in anticipo rispetto al tempo medio) · togliere
l'errore di longitudine (la località dista 7°
17' 12" cioè 7.29°
dal meridiano di riferimento, corrispondenti a 4*7.29 = 29.16 minuti =
0:29:09 ore, questo numero deve essere sottratto in quanto la località
è ad ovest del meridiano di riferimento, quindi il sole è in ritardo) Alle
10:27 del TMEC si ha ad esempio che il tempo solare locale è pari a : 10:27:00 -
1:00:00 - (-0:06:11) - 0:29:09 = 9:04:02 In
corrispondenza di questo tempo vero si calcola l'azimut solare8
che in questo caso vale –54.51°
(rispetto al meridiano locale, ovvero rispetto al sud, quindi con valori
negativi per sole mattutino o crescente e valori positivi per sole
pomeridiano o decrescente). In
alternativa si può far fare tutti i conti al programma Dialist's
Companion, facendo
attenzione ad impostare correttamente le opzioni (latitudine,
longitudine, fuso orario, ora legale, correzione longitudine), ed
ottenere immediatamente il valore di azimut. A
questo punto si può calcolare la declinazione della parete come : d = 90°
– alfa + azimut L'angolo
alfa
misurato alle 10:27 con il metodo descritto vale 12.5°,
quindi la declinazione del muro vale : 90°
– 12.5°
+ (-54.51°)
= 22.99° Effettuate
alcune misure in ore e/o giorni diversi e scartati eventualmente i
risultati notevolmente diversi da tutti gli altri (e quindi probabilmente
affetti da errori di misura non trascurabili), si effettua la media e si
utilizza il risultato finale come declinazione della parete.
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In
questo caso la media fornisce 23.55°
ovvero 23°
33'. Ancora
più semplice è misurare la posizione dell’ombra all’ora del
mezzogiorno vero locale (quindi corretto con errore di longitudine ed EdT)
per cui azimut=0
: la declinazione
della parete si ottiene direttamente come: d = 90°
– alfa In alternativa a tutti questi calcoli si può utilizzare il mio programma
Orologi Solari che fornisce direttamente il risultato a partire da coordinate
geografiche, data e ora della misura e angolo alfa
(vedi la figura
39). Le
foto di Figura 26 mostrano lo strumento che ho costruito per effettuare
la misurazione della declinazione del muro secondo il metodo descritto. Si tratta di una squadra di legno che appoggiata al muro presenta una superficie a questo perpendicolare. Una livella a bolla mi permette di posizionarla in modo orizzontale. Ad un supporto di metallo è appeso il filo a piombo la cui ombra si proietta su un foglio di carta su cui traccio la linea dell’ombra e la linea del muro, da queste successivamente misuro l’angolo alfa e, con il mio programma, calcolo la declinazione della parete.
Figura 26 — Misura della declinazione 8 Per il calcolo
dell'azimut occorre sapere il valore di declinazione solare il giorno
della misura, lo si può ottenere da apposite tabelle o programmi.
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Posizionamento dello
stilo
A
questo punto, avendo a disposizione tutti i dati che servono (latitudine,
longitudine e declinazione) è possibile definire la posizione dello
stilo. Definiamo
anzitutto le grandezze in gioco (Figura 27). |
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Figura 27 — Elementi del gnomone
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Si
definisce sustilare
o substilare
la proiezione ortogonale CM dello stilo sulla superficie del quadrante. Si
definisce distanza
sustilare
l’angolo HCM cha la sustilare CM forma con la linea del meridiano
locale CH. Si
definisce altezza
sustilare
l’angolo MCR che lo stilo CR forma rispetto alla sua proiezione CM sul
quadrante. Come
sappiamo lo stilo polare deve essere parallelo all’asse terrestre. Per
un muro verticale perfettamente orientato a sud lo stilo giace su un
piano verticale perpendicolare al muro (piano del meridiano locale) e
forma con questo un angolo pari a 90°-latitudine
(vedi Figura 28).
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Figura 28 — Stilo su parete non declinante
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Se
il muro è differentemente orientato (cioè declinante) verso est o verso
ovest, si immagini che lo stilo resti fermo sul piano del meridiano e che
il muro ruoti verso est o verso ovest. Si hanno le due situazioni di
Figura 29 e Figura 30. |
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Figura
29 — Stilo su parete declinante ad est
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Figura
30 — Stilo su parete declinante ad ovest
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L’angolo
tra stilo e muro non è più quello indicato in Figura 28 e deve essere
determinato in qualche modo in base a latitudine e declinazione del muro. Riassumendo
: · per
una parete esattamente esposta a sud si ha che la sustilare
coincide con il meridiano locale, la distanza
sustilare è quindi
0°
e l’altezza sustilare vale
90°-lat
(Figura 28) · per
una parete declinante a est o ad ovest il punto M si trova
rispettivamente a sinistra o a destra di H (Figura 29 e Figura 30) Un
primo metodo per il posizionamento dello stilo è ancora empirico. Non
richiede la conoscenza della declinazione del muro, è semplice ma poco
preciso. Si
costruisca il triangolo CHR su un pezzo di cartone o comunque di
materiale sottile e rigido: l’angolo HCR vale 90°-lat,
l’angolo CRH lat,
l’angolo CHR 90°. Si
appoggi il lato CH del triangolo sulla verticale con il vertice C
posizionato nel punto del futuro incastro dello stilo. All’ora
del mezzogiorno vero locale (ore 12:00 corrette con l’errore di
longitudine e con l’Equazione del Tempo) si ruoti il triangolo intorno
a CH fino ad avere l’ombra del lato CR esattamente sulla verticale
(meridiano locale). La posizione così trovata è tale che CR coincide
con lo stilo polare9. Un
altro metodo è grafico, ovvero richiede di tracciare con riga e compasso
delle linee sul muro in modo da ottenere graficamente il risultato
ottenuto (si veda il capitolo Metodo
grafico). Un ulteriore metodo, secondo me il più preciso, richiede di eseguire alcuni calcoli trigonometrici o, ancor più semplicemente, utilizzare programmi di calcolo già disponibili. Si veda il capitolo Metodo matematico. 9 Questo metodo, oltre che poco preciso, è applicabile solo per pareti non troppo declinanti. Infatti più aumenta la declinazione più aumenta la lunghezza dell’assostilo e più si allontana il punto C, fino ad arrivare al caso estremo di declinazione uguale a ±90º ove l’assostilo è parallelo alla parete e sia il punto di incastro C che la linea del meridiano locale si trovano a distanza infinita. |
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Nota
sull’installazione dello stilo
L’installazione
dello stilo sulla parete è un’operazione per nulla facile. Può essere
utile a tale scopo utilizzare uno strumento simile a quello di Figura 31. Si
tratta di una tavoletta piana dotata di supporti che ne permettono il
fissaggio alla parete, mantenendola perpendicolare alla parete stessa.
Sulla tavoletta è poi presente un sistema per il fissaggio dello stilo,
in questo caso due sbarrette dotate di viti e bulloni. Dopo
avere tracciato la sustilare e praticato il foro per murare lo stilo, si
fissa il supporto alla parete mediante tasselli. I fori di fissaggio del
supporto devono essere asolati in modo da poter fissare il supporto il più
precisamente possibile sulla sustilare. Si
fissa quindi lo stilo al supporto e si misurano accuratamente tutti i
parametri dello stilo (altezza sustilare, ortostilo, assostilo).
Verificare inoltre la perpendicolarità della tavoletta alla parete,
correggerla se necessario spessorando opportunamente i punti di appoggio. Quando
si è sicuri della posizione si può procedere a cementare lo stilo e
chiudere il foro. Al termine dell’operazione, smontato il supporto, conviene verificare la verticale CH e, se necessario, ritracciarla.
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Figura
31 — Posizionamento e fissaggio dello stilo
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Metodo
con disco equatoriale
Questo
metodo è di non molto facile realizzazione ma ha secondo me il vantaggio
di chiarire ulteriormente il meccanismo di funzionamento dell’orologio
solare, infatti viene simulato il percorso che i raggi solari compiono
nel segnare con l’ombra l’ora durante il giorno. In
Figura 17 si è visto come con un orologio solare equatoriale si possa
spiegare il funzionamento di un orologio solare su parete verticale. Sfruttando
questo concetto, una volta posizionato correttamente l'assostilo sul
muro, è possibile tracciare le linee orarie e volendo anche le linee
diurne senza ulteriori calcoli o complessi processi grafici. È però necessario anzitutto costruire uno strumento come quello di Figura 32.
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Figura
32 — Disco equatoriale ausiliario
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Si
tratta ancora di un disco, la cui superficie è divisa in 24 parti di
15˚ ognuna. Al centro del disco, anziché lo stilo perpendicolare
come in un orologio equatoriale, viene posizionato un tubo perpendicolare
con diametro interno sufficiente a farvi passare lo stilo che è stato
fissato alla parete. Una vite consente di fissare il tubo sullo stilo
nella posizione desiderata. Inoltre al tubo deve essere fissato un
cordino che permetterà di ricavare la posizione delle linee orarie sulla
parete. Fissato
correttamente l'assostilo alla parete, si infila il tubicino del disco
equatoriale sullo stilo e si fissa quindi in uno dei seguenti modi: 1. Orologio
che indica il tempo locale (senza correzione della longitudine - Figura
33) Si
tende il cordino in modo che resti parallelo al disco ed arrivi a toccare
la linea verticale tracciata dal punto C (che è la linea oraria del
mezzogiorno locale), si ruota il disco in modo che una delle linee
tracciate sulla sua faccia coincida con il cordino e si stringe quindi la
vite per fissare il disco allo stilo. La linea coincidente con il cordino
è quella delle ore 12, in successione a destra e a sinistra si hanno le
ore successive e precedenti. In alternativa (ma mi sembra meno preciso) è possibile posizionare il disco
con l’aiuto di una livella in modo tale che la linea che unisce le ore
6 con le ore 18 sia orizzontale.
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Figura
33 — Posizionamento del disco equatoriale ausiliario (senza correzione
longitudine)
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2. Orologio
che indica il tempo del fuso orario (con correzione della longitudine -
Figura 34) Occorre
anzitutto tracciare in un settore del disco lo scostamento che deriva
dalla longitudine del luogo: calcolata la differenza in gradi tra la
longitudine locale e quella del fuso orario, la si riporta su un settore
del disco come indicato in Figura 34. Quindi
si procede come al punto 1. ma in questo caso il cordino dovrà
coincidere con la linea appena tracciata, mentre sul muro il cordino dovrà
sempre toccare le linea verticale da C (che è ancora il mezzogiorno
locale ma non quello del fuso, quest'ultimo coincide con la successiva
linea da 15º).
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Figura
34 — Posizionamento del disco equatoriale ausiliario (con correzione
longitudine)
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Quando
si traccia sul disco la linea corrispondente alla differenza di
longitudine in gradi, per sapere se questa debba essere disposta a
sinistra o a destra della linea da 15˚, si tenga presente che : · per
una località ad ovest del meridiano di riferimento del fuso (è il caso
ad esempio di Torino) sulla parete il mezzogiorno del fuso rimane a
sinistra della linea verticale (mezzogiorno locale) · per
una località ad est del meridiano di riferimento del fuso (è il caso ad
esempio di Bari) sulla parete il mezzogiorno del fuso rimane a destra
della linea verticale (mezzogiorno locale) Ora che il disco è saldamente fissato allo stilo si
procede, in entrambi i casi, a spostare il cordino di volta in volta
sulle linee a 15˚ tracciate sulla sua superficie, mantenendolo
sempre parallelo ed aderente al disco, e segnando quindi sulla parete il
punto di incontro cordino-muro. Questi
punti saranno quelli che, uniti al centro C, ci forniranno le linee
orarie. Nel
caso 1. avremo la linea delle 12 coincidente con la verticale da C (che
è il meridiano locale). Nel
caso 2. avremo il mezzogiorno a sinistra della verticale per i luoghi ad
ovest del meridiano del fuso, a destra per quelli ad est del meridiano
del fuso. In
Figura 35 è indicata la situazione per una località ad ovest del
meridiano del fuso (es. Torino).
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Figura
35 — Tracciamento delle linee orarie con disco equatoriale ausiliario
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In
pratica quello che stiamo facendo è simulare con il cordino il percorso
dei raggi solari agli equinozi (raggi paralleli all'equatore terrestre) e
cercare il punto in cui questi segnano sul muro l'ombra dello stilo. È
necessario quindi che il cordino possa ruotare intorno al tubo centrale
del disco, pur mantenendo sempre lo stesso punto di ancoraggio rispetto
allo stilo, in modo che, quando teso, esso tracci una retta che passa per
il centro (sempre lo stesso) dello stilo. Si
noti inoltre che i punti tracciati sono quelli toccati agli equinozi
dall'ombra del punto dello stilo a cui abbiamo fissato il cordino, quindi
se questo è il punto che ci segnalerà le stagioni abbiamo anche
ottenuto la linea diurna degli equinozi. Dovendo questa essere una linea
retta, dovremmo trovarci tutti i punti segnati sulla parete allineati su
una retta. Volendo
poi tracciare anche le linee diurne dei solstizi, è necessario costruire
un nuovo attrezzo, in modo che il cordino teso possa simulare anche i
raggi di sole inclinati di ±
23˚ 26' rispetto all'equatore terrestre (e quindi rispetto al nostro
disco). In
pratica si tratta ancora di un tubo da fissare sullo stilo, al quale è
connesso un cordino ed un indicatore graduato che permette di inclinare
il cordino rispetto al disco equatoriale della quantità di gradi
desiderata, in particolare di ±23.5° (Figura 36).
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Figura
36 — Strumento per il tracciamento delle linee diurne
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Per
ogni linea oraria tracciata, si posiziona lo strumento in modo tale che
il cordino, mantenuto teso e parallelo al piano dello strumento, tocchi
la linea stessa. Inclinando il cordino nelle tre posizioni indicate si
ottiene l’intersezione della linea oraria con le tre linee diurne
(solstiziali ed equinoziali). Il punto che indicherà sul quadrante la
stagione è il punto di ancoraggio del cordino allo stilo. È
importante infine osservare che questo metodo funziona per qualunque
parete piana, anche non verticale, purché lo stilo sia stato
correttamente posizionato. È così possibile in modo abbastanza semplice
disegnare un orologio solare su una superficie piana comunque orientata.
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Metodo
grafico
Questo
metodo soffre del potenziale accumulo di errori che possono facilmente
essere commessi durante il lungo processo di disegnazione. Peraltro
il disegno risultante ha un fascino particolare e sarebbe degno di essere
lasciato sul muro anche ad orologio terminato. Si
inizia con il calcolo del posizionamento dello stilo. Come abbiamo visto,
per una parete esposta perfettamente a sud questo si troverebbe su un
piano verticale perpendicolare alla parete e formerebbe con questa un
angolo pari a 90°
- latitudine.
Per una parete declinante occorre invece calcolare distanza ed altezza
sustilare. Il
processo consiste in pratica nel rovesciamento dei triangoli CHR e HMR di
Figura 27 sul piano del quadrante. Si inizia (Figura 37) con una linea orizzontale AB posta al di sotto di C, centro delle linee orarie e punto di fissaggio dell’assostilo. |
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Figura
37 — Ricerca grafica di distanza ed altezza sustilare
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Si
traccia la linea CR’ tale che l’angolo HR’C sia uguale alla
latitudine φ
del luogo. Il
segmento CR’ corrisponde alla lunghezza dello stilo. R’ è a destra
di C per declinazioni a ponente, a sinistra di C per declinazioni a
oriente. Da
H si traccia la linea HR” tale che l’angolo R”HR’ sia uguale al
complemento della declinazione del muro, cioè 90°- d. Da
H si traccia un arco di cerchio con raggio HR’ che incrocerà HR” in
R”. Da R” si traccia la perpendicolare ad AB individuando così il
punto M. La
retta CM è la sustilare cercata, mentre R”M corrisponde alla lunghezza
dell’ortostilo. Il
triangolo gnomonico sarà quindi composto dai lati CR’ (assostilo), CM
(sustilare) e RM (ortostilo). Resta
ora da tracciare le linee orarie. Il
processo assomiglia molto a quanto visto per il metodo con equatoriale,
in effetti si tratta di proiettare sul piano del quadrante la equatoriale
correttamente disposta e da questa derivare le linee orarie. Questo
procedimento può essere trovato nei riferimenti in appendice, in
particolare nel libro di René Rohr “Meridiane”. Anzitutto
ribaltiamo sul piano il triangolo CMR di fig. 27: dal punto M della
sustilare CM trovata in fig. 37 si traccia la perpendicolare MR’”
(Figura 38) e con centro nello stesso punto M si traccia l’arco di
cerchio di raggio MR” fino ad incontrare la retta MR’” in R’”.
Il triangolo CMR’” è il triangolo CMR di fig. 27.
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Figura
38 — Tracciamento grafico delle linee orarie
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Si
traccia quindi da R’” la perpendicolare a CR’” fino ad incontrare
la sustilare CM in E; da questo punto E si traccia la perpendicolare ST
alla sustilare CM. Questa retta è la equinoziale e corrisponde alla
linea orizzontale di fig. 35. Si
deve ora ribaltare finalmente l’equatoriale sul piano del quadrante:
con centro in E si traccia l’arco di cerchio con raggio ER’” fino
ad incontrare la sustilare in O. Da questo si traccia un cerchio di
raggio arbitrario. Individuato sulla verticale CH il punto d di
intersezione con la ST, si traccia la retta dO. Si divide quindi la
circonferenza in spicchi di 15° ognuno partendo
dalla retta dO. Prolungando
i raggi così trovati fino ad intersecare la retta ST, si trovano i punti
c, e, f ecc. e da questi si tracciano le linee orarie Cc, Cd … Cm. La
retta Cd corrisponde alle ore 12 locali. Dividendo
il cerchio in spicchi di 7.5° si possono tracciare le linee alle mezz’ore. Se si vuole che l’orologio segni il tempo del fuso orario di riferimento anziché l’ora vera locale, si fa corrispondere la retta Od, invece che a 0°, all’errore in gradi tra la località ed il meridiano di riferimento (esattamente come in Figura 34). In tal modo tutti i raggi del cerchio ruotano di questo valore angolare e di conseguenza si spostano i punti c, d ecc. Ovviamente in tal caso la linea Cd corrisponde ancora alle ore 12 locali ma non alle 12 del fuso di riferimento.
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Metodo
matematico
È
il metodo più preciso per il tracciamento sul quadrante delle linee che
compongono l'orologio solare ma è anche quello che meno permette la
comprensione del suo funzionamento. Applicando
formule trigonometriche (vedere il libro di
René Rohr “Meridiane”
oppure “The
British Sundial Society Glossary”) ed avendo a
disposizione i valori di latitudine e longitudine del luogo e
declinazione della parete, è possibile calcolare la posizione delle
linee orarie e delle linee diurne. Se
una volta i calcoli potevano essere lunghi e laboriosi, oggi, con un PC
ed un foglio elettronico a disposizione, diventa tutto molto più facile
e veloce. Per
chi comunque non vuole o non sa applicare direttamente le formule,
esistono numerosi programmi di calcolo anche freeware che non solo effettuano tutti i calcoli, ma sovente offrono
anche una presentazione grafica del risultato, molto utile per avere una
idea preliminare della forma che il quadrante assumerà e determinarne
quindi l'ingombro sulla parete. Sul
mio sito, all’indirizzo http://digilander.libero.it/orologi.solari/download, è disponibile gratuitamente un programma che ho
chiamato, con molta fantasia, Orologi
Solari che permette
il progetto di: · orologi orizzontali · orologi verticali · orologi equatoriali · orologi polari · orologi
analemmatici. L’orologio
può indicare l’ora locale o quella di un qualsiasi fuso orario. Sul
quadrante si possono tracciare le ore francesi, italiche, babilonesi e
temporali. E’
inoltre possibile tracciare la lemniscata sul mezzogiorno o su tutte le
linee. Contiene
inoltre alcuni strumenti utili che sono raramente disponibili in altri
programmi: · calcolo della
declinazione della parete · calcolo della
illuminazione della
parete nel corso dell’anno · simulazione dell’ombra nel corso della giornata e durante l’anno Un
help in linea, oltre ad un help contestuale, aiutano nella comprensione e
nell’uso del programma. Il programma di setup installa inoltre uno screen saver :
dopo aver progettato il vostro orologio potete utilizzarlo per
visualizzare in tempo reale la posizione dell’ombra sul vostro
quadrante (ovviamente solo in condizioni di illuminazione, quindi con
sole sopra l’orizzonte e quadrante illuminato). Per meglio vedere le caratteristiche del programma, consultare il file di help Orologi Solari Help.chm.
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Programma Orologi Solari
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aggiornato il martedì 01 maggio 2012 |
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